IL POSTALE n. 448

 

Notizie dalla rete

 

 

IL POSTALE n. 4480 del 28.02.2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it

 

"Il destino guida chi lo segue di sua volontà e trascina chi si ribella."

(Seneca)

 

VACCARINEWS - Feb 24  2010

Codice Iban sui ccp, le banche sono in attesa

L'impegno di Poste per aggiornare i bollettini scade il 31 marzo, poi occorrerà attendere che il sistema venga adottato dai singoli creditori. I servizi già offerti dagli istituti di credito sono frutto di accordi diretti

 

I nuovi moduli non ci sono ancora, ma le banche offrono già altre procedure per determinate categorie di versamenti su conto corrente postale

 

Se per i tabaccai in parte è cosa fatta (ma il servizio dovrebbe essere esteso ulteriormente), presto l'iniziativa tornerà in banca. Davanti all'Antitrust, Poste italiane si è impegnata a produrre e distribuire entro il 31 marzo i nuovi modelli di versamento su conto corrente postale aggiungendo lo spazio per l'Iban e un codice a barre con cui identificare il creditore. Una volta confermata la disponibilità, sarà necessario che i correntisti la utilizzino e la facciano sapere ai propri debitori.

 

E in banca si attende la nuova procedura, che permetterà di estendere ulteriormente i rapporti con Poste. Perché, già da tempo, certi pagamenti sono possibili, grazie ad accordi bilaterali.

 

È il caso del gruppo Montepaschi, che -spiega a “Vaccari news”- si dice “fortemente interessato ad usufruire dell'ampliamento delle possibilità di pagamento dei bollettini postali tramite bonifico e, per quanto riguarda la piattaforma on-line di gestione delle pratiche automobilistiche, tramite addebito in conto corrente bancario del versante”. Prescindendo dal recente provvedimento dell'Agcm, attualmente Montepaschi offre sia allo sportello (con un costo, in condizione standard, di 1,49 euro) sia sui canali telematici (0,80) la possibilità per i debitori di pagare bollettini postali premarcati relativi a beneficiari che hanno sottoscritto apposite convenzioni con la Banca; l'opportunità è stata introdotta da alcuni anni, ma la data esatta dipende dal singolo accordo. Per i bollettini relativi ad altri beneficiari offre, dal giugno 2009, la possibilità di pagamento via canali telematici (1,20 euro, al netto della tassa postale) sulla base di un accordo sottoscritto con Poste.

 

Anche Intesa Sanpaolo garantisce, da gennaio, un servizio simile. “Grazie ad un collegamento diretto con Poste italiane, è possibile effettuare la verifica ed il pagamento sia dei bollettini precompilati sia di quelli in bianco gestibili on-line. Di fatto, quindi, il servizio consente di effettuare gli stessi incassi disponibili anche sul sito di Poste italiane. La principale novità è che i pagamenti sono immediati, con rilascio in tempo reale della quietanza di pagamento e del relativo timbro postale”. Il supporto viene fornito a tutti i clienti del gruppo che utilizzano il servizio via internet e, a breve, sarà disponibile attraverso i bancomat. È previsto un costo unico di 2,00 euro (comprensivo della tassa di accettazione e delle commissioni postali) sia per i bollettini precompilati sia per quelli in bianco.

 

In linea pure Unicredit group. La funzionalità, attiva dal 2004, “prevede l'inserimento in banca via internet dei dati del bollettino, con successivo intervento di una nostra società (Upa) che effettua il pagamento presso le Poste. Di fatto quindi non vi è una vera e propria interfaccia con Poste, ma il pagamento avviene con l'intervento «manuale» della nostra società”. Per tale motivo “è possibile fare pagamenti dei soli bollettini in bianco in quanto per i premarcati mancherebbe la disponibilità del bollettino per pagarlo alle Poste”. Il costo è formato da più parti: 0,60 euro di spedizione della quietanza a casa del cliente, 1,10 di postali e 1,50 di commissioni.

 

 

 

PRIVATIZZAZIONI: C.CONTI, POSSONO RIPARTIRE PER POSTE, IPZS E SACE

 

(AGI) - Roma, 26 feb. - La magistratura contabile rileva che “il processo di privatizzazione si e’ interrotto per un triplice ordine di fattori: 1) la quota di partecipazione nelle societa’ quotate controllate direttamente dallo Stato (ENI, ENEL e Finmeccanica) e’ ormai ridotta al 30%, per cui eventuali ulteriori cessioni di pacchetti azionari potrebbero comportare la perdita del controllo in settori strategici, quali l’energia elettrica e il gas ed il militare/alta tecnologia; 2) il portafoglio residuo dello Stato si caratterizza per il controllo di aziende che, per entita’, tipologia del business, peculiarita’ normative, o per problemi di natura economico/finanziaria, non risultano tali da poter essere oggetto di privatizzazione, o che, pur presentandosi con potenziale attrattiva per il mercato, sono tuttora bisognevoli di ristrutturazione o dell’individuazione di un quadro regolamentare certo prima del collocamento in un’orbita privata; 3) la crisi economico-finanziaria tuttora in atto indotta dalle forti turbolenze degli scorsi mesi nel mercato finanziario globale rende, se non del tutto non percorribile, in ogni caso complessa e problematica, e quindi poco conveniente, la ripresa di operazioni di collocamento o di cessione di partecipazioni rilevanti.

 

“Nello stesso tempo, pero’, si riafferma, a dispetto delle sfavorevoli condizioni macro-economiche, l’intento di perseguire la strategia delle privatizzazioni come uno strumento che puo’ ancora contribuire alla riduzione del debito, anche se, ovviamente, in misura molto minore di quanto sia stato possibile nel corso degli anni ‘90. Cio’, peraltro, non toglie che non possano essere attuate operazioni mirate di dismissione, finalizzate a risolvere problemi di politica industriale, piu’ che di politica di bilancio.

 

“In tale ottica, si evidenzia, che e’ stata comunque completata la privatizzazione di Alitalia, anche se, come si e’ detto, il processo non si e’, in realta’, del tutto concluso, essendo tuttora in liquidazione la bad company, con il suo carico, non compiutamente quantificato, di oneri e di debiti non trasferiti alla nuova Societa’ privata. Sempre nella stessa ottica, si conferma, altresi’, che nei prossimi anni, nonostante il contesto economico e finanziario sia attualmente non favorevole - ribadisce la Corte - potrebbero realizzarsi operazioni di privatizzazione che coinvolgerebbero Poste Italiane S.p.a. ed il capitale dell’Istituto poligrafico dello Stato, mentre si potranno considerare iniziative destinate all’apertura ai privati del capitale della Sace.

 

“Va poi dato atto che viene riaffermato l’obiettivo della privatizzazione a breve di Tirrenia e delle societa’ regionali dalla stessa controllate. Infine, per Fincantieri, che a breve verra’ ricapitalizzata dalla controllante Fintecna, si riafferma l’intenzione di ‘valutare l’opportunita’ di procedere al collocamento in borsa di una quota del capitale’, che non ha trovato finora attuazione per le non favorevoli condizioni del mercato”. (AGI) Red/Ccc

 

 

 

 

Conti correnti: Istituti di pagamento, parte la rivoluzione

Pubblicato da Filadelfo in Banche, Conti correnti, In Evidenza, News, Prestiti, Primo Piano, Risparmio.

VOSTRISOLDI - Venerdì, 26 Febbraio 2010.

 

Dall’1 marzo prossimo nel nostro Paese cade il “monopolio” di banche e Poste per quel che concerne i conti correnti; soggetti diversi possono infatti accedere al business attraverso quelli che sono stati definiti come i “conti di pagamento“. I nuovi soggetti, definiti come “Istituti di pagamento”, infatti, potranno proporre alla propria clientela degli strumenti che garantiranno sempre di più la “sparizione” del contante. Trattasi chiaramente di un business che fa gola alla grande distribuzione organizzata che potrà in questo modo attuare anche delle politiche ancor più forti per quel che riguarda la fidelizzazione.

 

I “conti di pagamento” aperti presso i canali alternativi diversi da banche e Poste non matureranno interessi, così come questi nuovi soggetti non potranno offrire mutui o proporre, ad esempio, strumenti di risparmio come i libretti o i pronti contro termine. L’avvio dei “conti di pagamento” avverrà con ogni probabilità attraverso la formula del “prepagato”.

 

Gli importi presenti sul “conto di pagamento” potranno essere utilizzati per saldare di tutto, così come avviene per il classico conto corrente: dal pagamento della spesa a quello delle bollette di luce e gas e passando per gli abbonamenti televisivi e le multe. Inoltre, sarà ammessa per questi conti anche la concessione di prestiti a breve termine, con durata non superiore ai dodici mesi.

 

La vigilanza su questi “conti di pagamento” sarà sempre a cura della Banca d’Italia; questa novità a regime dovrebbe far aumentare la concorrenza tra banche e “non banche”, e dovrebbe garantire sia maggiore trasparenza, sia soprattutto un abbattimento dei costi a carico dell’utenza. I “conti di pagamento”, infatti, si candidano ad essere degli strumenti a costo zero o quasi, e garantiranno anche l’inclusione all’utilizzo di servizi di natura bancaria da parte di soggetti che un conto corrente non l’hanno mai avuto.

 

 

Pagamenti liberalizzati, si potrà usare anche il cellulare. Si parte a marzo

Potranno operare le grandi reti: dalle imprese telefoniche alle tv

"Conti correnti" al supermarket non si andrà più solo in banca

di BARBARA ARDU'

 

"Conti correnti" al supermarket non si andrà più solo in banca

ROMA - Cade il monopolio dei servizi di pagamento. Dal primo marzo banche o poste non avranno più l'esclusiva. Si potranno aprire conti nelle catene della grande distribuzione, presso società telefoniche o di servizi. Nessuno è escluso, porte aperte anche dall'estero. Battezzato dall'Unione europea nasce così un nuovo soggetto, un istituto di credito dimezzato, un ibrido tra banca e "altro". Con un suo nome, istituto di pagamento. Perché la linea di demarcazione con le aziende di credito è netta: non si fa banca, non si trattano titoli, né si vendono mutui. Solo piccoli presiti, massimo di 12 mesi e legati a all'acquisto di qualcosa. Semplicemente con i nuovi conti di pagamento si vogliono facilitare gli scambi, con un occhio di riguardo ai piccoli importi, togliendo di mezzo un po' di contanti e aprendo le porte alla concorrenza. La prima pietra fu messa tre anni fa. Recepita la direttiva, ieri la Banca d'Italia ha emanato le prime norme.

 

Con il conto di pagamento, che potrà essere alimentato da versamenti in contanti, dallo stipendio o dalla pensione, si potrà fare quasi tutto: versare, prelevare, saldare bollette, fare bonifici, mandare soldi all'estero, pagare anche con i telefonini o dal computer. Nato per spendere e non per accumulare, sul conto non è previsto un tasso di interesse a favore del cliente, ma ad attirarlo saranno sconti e promozioni.

Di operatori pronti a partire ce ne sono già. Ma dovranno avere le spalle grosse. Le norme della Banca d'Italia non lasciano spazio a dubbi: la vigilanza sarà la stessa che Palazzo Koch riserva alle aziende di credito. Sul patrimonio, sulla trasparenza e sull'onorabilità della governance. L'impianto logico di vigilanza è unico, non ce ne saranno di serie A e B. E questo vale sia per chi sottoscrive il conto (la riservatezza, per esempio), che per chi lo offre.

In pista ci sono già Carrefour e la Coop e le società di telefonia, orientate però ad appoggiarsi ancora alle banche. "Non solo c'è interesse, ma siamo anche uno dei pochi soggetti che parte con qualche vantaggio - spiegano alla Coop - perché siamo anche nella telefonia". A Bologna ci stanno lavorando da tempo e puntano soprattutto ai micropagamenti. Tutto pronto anche a Carrefour Italia, interessato da sempre a espandere il core business. Non solo. "La metà dei nostri pagamenti è in contanti - spiegano a Carrefour - con tutte le problematiche legate alla gestione del cash, mentre il costo delle transazioni elettroniche è ancora elevato". Più titubanti alla Sma. "Non è il nostro core business - dicono alla direzione - vedremo e poi decideremo". Dal fronte telefonia è pronta Telecom, che nel 2010 lancerà speciali sim card per pagare via sms molti servizi. Ma l'ottica è diversa: "Non vogliamo sostituirci alle banche". Stessa strategia a Vodafone, che lancerà servizi di mobile banking. E i consumatori cosa ne pensano? "È un'apertura alla concorrenza - dichiara Rosario Trefiletti (Federconsumatori) - mi lasciano perplesso i prestiti, non vorrei che i tassi di interesse volassero, come sulle carte revolving".

(ha collaborato alessandro longo)

 

 

 

 

 

Pagamenti liberalizzati: cade il monopolio di banche e poste, conto corrente anche al supermercato

 

febbraio 26, 2010

Cade il monopolio dei servizi di pagamento, che finora era stata esclusiva delle banche e della posta: da marzo sarà possibile aprire un conto corrente anche al supermercato.

E con la liberalizzazione dei pagamenti, sono proprio le catene dei supermercati le prime a farsi avanti e progettare dei “pacchetti” ai loro clienti, insieme alle compagnie telefoniche e ai canali televisivi. Porte aperte a tutti, anche all’estero.

 

Con la caduta del monopolio di banche e poste, nasce un nuovo nome: non più necessariamente “banca” quella presso la quale depositeremo i nostri soldi ed effettueremo le nostre operazioni in entrata e in uscita, ma “istituto di pagamento”. Porte aperte alla concorrenza.

 

Ieri 25 febbraio dalla Banca d’Italia sono arrivate le prime norme riguardanti la liberalizzazione dei pagamenti, che sembrano prevedere, tra le altre, l’abbattimento dei grandi mutui: solo piccoli prestiti, da restituire al massimo in 12 mesi, per facilitare gli scambi, con piccoli importi, alla portata di tutti.

 

Pare che in prima linea ci siano già la Carrefour e la Coop: “Non solo c’è interesse, ma siamo anche uno dei pochi soggetti che parte con qualche vantaggio – spiegano alla Coop – perché siamo anche nella telefonia”; “La metà dei nostri pagamenti è in contanti – spiegano a Carrefour – con tutte le problematiche legate alla gestione del cash, mentre il costo delle transazioni elettroniche è ancora elevato”. Il commento dalla catena Sma: “Non è il nostro core business: vedremo e poi decideremo”.

 

 

Poste: con Postepay Twin vince premio per innovazione finanziaria

 

ROMA (MF-DJ)--Postepay Twin, le carte prepagate "gemelle" lanciate da Poste Italiane nell'ottobre del 2009, hanno vinto il Premio Aifin "Cerchio d'oro dell'innovazione finanziaria 2009", nella categoria Prodotti di pagamento.

 

La Commissione giudicatrice, spiega un comunicato, ha attribuito il riconoscimento a Poste Italiane "per aver realizzato il primo prodotto nel suo genere nel campo del trasferimento fondi card to card" che puo' essere acquistato in maniera facile e veloce presso un qualsiasi Ufficio Postale". Postepay Twin, si legge poi nella motivazione, "rappresenta il mezzo piu' economico per trasferire i fondi, rispetto ai canali tradizionali del money transfer internazionale". A giudizio della Giuria uno dei maggiori punti di forza del prodotto e' che la Postepay Twin "va incontro alle esigenze di economicita' del trasferimento di denaro e di velocita': infatti i fondi accreditati sono disponibili in tempo reale".

 

All'edizione 2009 del Premio hanno partecipato 29 intermediari finanziari e sono stati valutati complessivamente 91 progetti. Nove le categorie premiate: Canali distributivi, Prodotti di pagamento, Prodotti di credito, Prodotti di investimento, Prodotti assicurativi, Marketing, Comunicazione, Servizi, Organizzazione e Operations.

 

Poste Italiane si e' inoltre classificata seconda in graduatoria per il Premio Speciale "Intermediario Finanziario Innovativo dell'anno". A questo riconoscimento hanno contribuito nuovi servizi come la gamma di conti correnti In Proprio, lanciati nell'aprile 2009 e dedicati a liberi professionisti e pmi, nonche' la continua attenzione alla security per il banking on line, con l'introduzione 2009 del nuovo sistema di sicurezza per l'autenticazione dell'operativita' internet, che prevede l'utilizzo del Lettore BancoPosta e della carta Postamat con microchip. La giuria ha infine assegnato all'azienda il secondo premio nella categoria Canali distributivi per il servizio Money Transfer e il terzo premio nella categoria Comunicazione con Gift Day. com/rov

(END) Dow Jones Newswires  - February 25, 2010 12:39 ET (17:39 GMT)

 

 

 

IL GIORNALE  26.2.10

Con «Postepay twin» le Poste italiane si impongono per l'innovazione

di Redazione

 

Assegnato il Premio Aifin alle «carte gemelle» che permettono di trasferire fondi da una card all'altra. É il mezzo più semplice, veloce ed economico per spostare il denaro. Anche all'estero

 

Postepay Twin, le innovative carte prepagate «gemelle» lanciate da Poste Italiane nell'ottobre del 2009, hanno vinto il Premio Aifin «Cerchio d'oro dell'innovazione finanziaria 2009», nella categoria «Prodotti di pagamento». La commissione giudicatrice ha attribuito il riconoscimento a Poste Italiane «per aver realizzato il primo prodotto nel suo genere nel campo del trasferimento fondi "card to card" che può essere acquistato in maniera facile e veloce presso un qualsiasi ufficio postale». Postepay Twin, si legge poi nella motivazione, «rappresenta il mezzo più economico per trasferire i fondi, rispetto ai canali tradizionali del money transfer internazionale». A giudizio della giuria uno dei maggiori punti di forza del prodotto è che la Postepay Twin «va incontro alle esigenze di economicità del trasferimento di denaro e di velocità: infatti i fondi accreditati sono disponibili in tempo reale».

La cerimonia di premiazione si è svolta oggi a Milano durante il Convegno Aifin «Financial Innovation Day», appuntamento annuale dedicato all'innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario. All'edizione 2009 del Premio hanno partecipato 29 Intermediari finanziari (Banche Retail, Banche Private, Banche Corporate, Assicurazioni, Investment Bank, Sgr, ecc.) e sono stati valutati complessivamente 91 progetti.

 

 

Cdp: Corte Conti; lontana da investment bank, rischio statalismo

 

ROMA (MF-DJ)--"E' ancora lungi dall'essersi conclusa la definitiva trasformazione" di Cassa depositi e prestiti "nell'auspicato modello dell'investment bank", mentre sono "evidenti i rischi di devianza verso forme di surrettizio ritorno a modelli superati di presenza dello Stato nell'economia dettata da riflessi assistenziali". E' quanto scrive la Corte dei Conti nel Rapporto "Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazioni pubbliche".

 

Le cessioni dal Tesoro a Cdp di quote in Eni, Enel e Poste Italiane, "hanno consentito significativi introiti per il Tesoro e il mantenimento di una presenza pubblica in settori strategici" e "tali effetti non possono non essere valutati positivamente".

 

La Corte dei Conti rileva come "negli ultimi anni si sia decisamente passati dalla fase delle privatizzazioni solo parzialmente effettive a quella delle privatizzazioni solo formali", se in altre parole non si sia trattato piuttosto di "operazioni finalizzate semplicemente a fare cassa per migliorare la situazione dei conti pubblici, senza che cio' debba avere alcuna conseguenza sul piano della politica industriale". In questo contesto la Cassa rappresenta "uno strumento indiretto fondamentale anche per assicurare il controllo pubblico di settori dell'economia ritenuti strategici, senza dover far ricorso all'utilizzo del piu' controverso ed ingombrante strumento della golden share".

 

La Corte dei Conti sottolinea quindi "la valenza che puo' assumere il modello consolidato di Cdp, continuamente rivisitato, ridisegnato e riadattato" con l'obiettivo di "mantenere un difficile e precario equilibrio fra due strategie concorrenti: da una parte, privatizzare a fini di maggiore efficienza e dismettere asset pubblici per acquisire risorse utili a migliorare i parametri della finanza pubblica e, dall'altra, conservare di fatto il controllo pubblico delle imprese strategiche formalmente privatizzate. Con i rischi che questo puo' comportare per gli interessi dei consumatori e per la trasparenza dell'azione pubblica". rov elisabetta.rovis@mfdowjones.it

(END) Dow Jones Newswires      February 26, 2010 10:40 ET (15:40 GMT)

 

 

IL DENARO - 26-02-2010

Banca del Sud, arriva il comitato

Tra i membri Vildacci (Federcasse Campana), Aprea (Chantecler) e Milanese

Ultimi ritocchi per il comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. L'organismo, che guiderà l'istituto voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, avrà quindici componenti, ma il peso maggiore sarà detenuto dal credito cooperativo, con oltre la metà dei rappresentanti: a partire dalla presidenza, verso la quale è indirizzato Augusto dell'Erba, presidente dell'associazione delle Bcc di Puglia e Basilicata e vice presidente di Federcasse. Tra gli altri componenti, dovrebbe sedere nel comitato in rappresentanza di Federcasse Campana Franco Vildacci, direttore dell'organizzazione presieduta da Silvio Petrone. Previsto anche un esponente dell'imprenditoria femminile: Costanza Aprea, dell'azienda orafa Chantecler, fondata a Capri nel 1947. Il comitato sarà coordinato da Marco Milanese, consigliere politico del ministro.

sergio governale

 

Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno in dirittura d'arrivo. Sono stati infatti individuati quasi tutti i nominativi dei membri che faranno parte dell'organismo che guiderà il nuovo istituto voluto dal ministro Giulio Tremonti.

A coordinare il comitato sarà, come noto, il deputato campano Marco Milanese, consigliere politico del ministro che sin dal 2005 ha seguito l'argomento.

L'organismo sarà composto da quindici componenti, ma il peso maggiore sarà detenuto dal settore del credito cooperativo, uno dei perni dell'iniziativa assieme a Poste Italiane. Le ex banche rurali, che al Sud contano 108 istituti con oltre 600 sportelli per un patrimonio complessivo pari a 2,2 miliardi, avranno oltre la metà dei rappresentanti. A partire dalla presidenza, verso la quale, secondo fonti governative, è indirizzato Augusto dell'Erba, presidente dell'associazione delle banche di credito cooperativo (Bcc) di Puglia e Basilicata nonché vice presidente di Federcasse.

Tra gli altri componenti del comitato, sempre secondo fonti governative, dovrebbe esserci anche un esponente della federazione regionale delle Bcc, Federcasse Campana, presieduta da Silvio Petrone. Dell'organismo potrebbe far parte un tecnico. Il nominativo indicato dalle fonti è quello di Franco Vildacci, direttore dell'associazione delle Bcc campane.

Faranno poi parte del comitato un rappresentante del Tesoro, Andrea Montanino, uno del dicastero dello Sviluppo economico e uno delle Poste, quasi sicuramente l'amministratore delegato Massimo Sarmi.

Ci sarà anche un esponente dell'imprenditoria giovanile e, infine, uno dell'imprenditoria femminile. Anche in quest'ultimo caso il nome è campano: Costanza Aprea, dell'azienda orafa Chantecler, fondata a Capri nel 1947. Una rappresentanza dovrebbe essere, infine, destinata alle confederazioni imprenditoriali, come Confindustria, Confcommercio o Confartigianato, e sindacali.

Il decreto è, dunque, in dirittura d'arrivo e sarà alla firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'inizio della prossima settimana o, al massimo, in una successiva riunione del Governo. Subito dopo è già in programma la presentazione del comitato alla stampa. Poi il comitato dovrà relazionare al ministro dell'Economia lo stato di avanzamento del progetto.

 

 

Economia: pronti i vertici di banca del mezzogiorno (MF)

 

MILANO (MF-DJ)--Ultimi ritocchi per il comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. L'organismo che guidera' l'istituto voluto dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti, avra' 15 componenti, ma il peso maggiore sara' detenuto dal credito cooperativo, con oltre la meta' dei rappresentanti, a partire dalla presidenza, verso la quale e' indirizzato Augusto dell'Erba, presidente dell'Associazione delle banche di credito cooperativo di Puglia e Basilicata e vicepresidente di Federcasse.

 

Tra gli altri componenti, si legge in un articolo di MF, c'e' una rappresentante dell'imprenditoria femminile, con ogni probabilita' Costanza Aprea, dell'azienda orafa Chantecler, fondata a Capri nel 1947; un giovane imprenditore; un posto spetta al ministero dello Sviluppo; uno alle Poste che, con ogni probabilita', sara' affidato all'amministratore delegato Massimo Sarmi. Una rappresentanza dovrebbe essere destinata alle confederazioni imprenditoriali, come Confindustria, Confcommercio o Confartigianato.

 

Il comitato sara' coordinato da Marco Milanese, consigliere politico del ministro che sin dal 2005 ha seguito la materia. Il decreto e', dunque, in dirittura d'arrivo. Sara' alla firma del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'inizio della prossima settimana. red/ste

 

 (END) Dow Jones Newswires - February 26, 2010 02:39 ET (07:39 GMT)

 

 

Pagina 27 (21 febbraio 2010) - Corriere della Sera

La lente

Ora l' Agcom si candida a vigilare sui servizi postali

 

N on bastano le telecomunicazioni, internet e i media. Adesso ((Agcom) punta ad essere anche il «garante» del servizio postale. In una «segnalazione» inviata al governo e al parlamento, l' organismo guidato da Corrado Calabrò (nella foto) si propone come il «candidato naturale alla regolamentazione e alla vigilanza su tali servizi». In vista c' è infatti la completa liberalizzazione del mercato, che secondo le direttive europee dovrà essere accolta pienamente nelle legislazioni nazionali entro fine del 2010 per poter entrare in vigore con l' inizio dell' anno successivo. Ma attualmente in Italia i servizi postali fanno capo al ministero delle Comunicazioni. Manca insomma un controllore «indipendente» come prescritto da Bruxelles e come è già stato fatto in 22 dei 27 paesi dell' Unione. Si tratta dunque di un passaggio fondamentale, tantopiù che, come segnala l' Agcom, «in Italia il settore postale è caratterizzato da un grado sensibilmente inferiore di concorrenzialità rispetto ad altri servizi pubblici». La «candidatura» dell' Agcom appare in linea con quanto avvenuto nella maggioranza dei paesi Ue, dove la regolamentazione e vigilanza sui servizi postali ricade appunto sulle Authority per le Comunicazioni. Resta da vedere quale sarà l' atteggiamento non solo del governo ma anche di altre Autorità, in primo luogo l' Antitrust. In ogni caso, l' Agcom ha già messo nero su bianco di essere pronta per l' incarico. Oltre a rivendicare di «essere il soggetto istituzionale più autorevole atto a guidare la definitiva apertura del settore postale alla concorrenza», sottolinea di poter svolgere quel compito «senza oneri aggiuntivi a carico dello Stato». G.R. RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Radice Giancarlo

 

Ddl comunitaria: Agcom rivendica competenza su servizi postali

 

2010-02-24

MERCOLEDI' 24 FEBBRAIO 2010

 

Segnalazione di Calabro' a Governo e Parlamento (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 24 feb - L'Agcom si candida quale nuova Autorita' sui servizi postali. Lo spunto e' il recepimento della direttiva 2008/6/CE sul completamento del mercato interno di settore, previsto dal Ddl comunitaria 2009 all'esame della Camera. In vista dell'approvazione della legge, e del successivo varo del decreto legislativo, l'Agenzia per le comunicazioni segnala in una comunicazione a Governo e Parlamento "la necessita' che con tale intervento si preveda un'autorita' nazionale di regolazione indipendente in materia di un servizi postali", su cui oggi e' competente il Governo. Sottolineando lo scarso grado di concorrenzialita' del settore postale e gli altri nodi che spingono per la creazione di un'autorita' indipendente, da prevedere "esplicitamente" con una modifica al Ddl comunitaria, il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro, non manca di toccare nella lettera il tema dei costi. L'articolo del Ddl comunitaria sui servizi postali prevede che il reperimento della direttiva debba avvenire sena costi aggiuntivi per lo Stato. Ebbene, osserva Calabro', attribuire all'organismo da lui presieduto la vigilanza sul settore postale "puo' ragionevolmente configurarsi come operazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento dell'Autorita' gravanti sugli operatori del mercato". Mct-Nep (RADIOCOR) 24-02-10 16:07:45 (0284) 5 NNNN

 

 

24-02-10 CORTE CONTI/LAZIO: PG, POSTE NEL MIRINO PER DERIVATI E PAGAMENTO ASSEGNI  

(ASCA) - Roma, 24 feb - Le Poste sono nel mirino della Corte dei Conti del Lazio per danni erariali causati dall'acquisto di prodotti derivati ad alto rischio e per il pagamento di assegni contraffatti per oltre un milione di euro. Il procuratore generale della Corte dei Conti, Pasquale Iannantuono, nella relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 ha illustrato l'attivita' della Procura regionale svolta nel 2009 ponendo l'accento, tra l'altro, sui danni erariali riconducibili a comportamenti negligenti nelle pubbliche amministrazioni. Alle Poste e' stato riconosciuto di aver provocato un danno erariale per 77 milioni di euro per l'acquisto di derivati. Si e' trattato di un comportamento ''gravemente negligente'' della societa' che - ha spiegato Iannantuono - ebbe a procedere all'acquisto di questi prodotti pur non disponendo all'epoca di un proprio ufficio di gestione del rischio finanziario con funzione anche di controllo interno e dotato, quindi, della necessaria autonomia funzionale e valutativa di giudizio''. Sempre nei confronti delle Poste, ha riferito il Pg, e' stata emessa citazione per avere, ''quale banca tesoriera, pagato indebitamente assegni contraffatti per oltre un milione di euro, non attenendosi ne' alle regole generiche della dovuta ragionevole diligenza, ne' agli adempimenti del rapporto di tesoreria''.

Nella lista indicata da Iannantuono vi e' anche una citazione nei confronti di alcuni funzionari del comune di Roma per illeciti riconoscimenti di cittadinanza italiana e rilascio di documenti di identita' in favore di cittadini stranieri.

Le indagini della Corte dei Conti del Lazio hanno riguardato anche il crocifisso ligneo acquistato recentemente dal ministero dei Beni culturali e attribuibile a Michelangelo. L'istruttoria e' stata avviata a seguito dei dubbi espressi da piu' parti sull'autenticita' dell'opera dichiarata di interesse storico-artistico particolarmente importante. Il Pg ha pero' spiegato che ''ha destato dubbi la circostanza che il prezzo pattuito di euro 3,25 milioni e' molto distante da quello di 18 milioni di euro in un primo tempo richiesto dai proprietari''.

lsa/cam/lv

 

VACCARINEWS Feb 24  2010

Nel mirino per i derivati e gli assegni falsi

La sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei conti, oggi nella cerimonia inaugurale dell'anno giudiziario, si è occupata anche di Poste italiane

Poste torna nel mirino della Corte dei conti

“Danni erariali riconducibili a condotte negligenti in pregiudizio di Amministrazioni pubbliche”: è uno dei temi toccati oggi, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010, dalla relazione del procuratore regionale per il Lazio, Pasquale Iannantuono, della Corte dei conti.

 

E c'è spazio per Poste italiane che, sulla questione dei prodotti finanziari ad alto rischio (i cosiddetti “derivati”), secondo l'oratore ha tenuto un comportamento “gravemente negligente”. Acquistandoli “pur non disponendo all'epoca di un proprio ufficio di gestione del rischio finanziario” con funzione anche di controllo interno e dotato, quindi, della necessaria autonomia funzionale e valutativa di giudizio rispetto agli amministratori e ai dirigenti investiti del potere di deciderne l'acquisto.

 

Per un'altra faccenda, la… distrazione è stata anche degli impiegati. Da questa ha origine la citazione, a titolo di responsabilità contabile di Poste italiane, “per avere, quale banca tesoriera, indebitamente pagato assegni contraffatti per oltre un milione di euro, non attenendosi nella circostanza né alle regole generiche della dovuta ragionevole diligenza né agli adempimenti del rapporto di tesoreria”.

 

 

 

ANDRIALIVE - 24 febbraio 2010

Le lamentele dei clienti iguardano in particolare "Obelisco"

I risparmiatori scottati dal mattone delle Poste

I fondi immobiliari proposti dagli sportelli produrrebbero oggi, se venduti prima della scadenza del 2015, perdite fino al 60%

 

di Luigi dell'Olio

 

RIportiamo un articolo apparso su La Repubblica "Affari&Finanza" firmato dal nostro collaboratore Luigi Dell'Olio:

 

"Fondi immobiliari acquistati alle Poste che oggi, se venduti prima della scadenza, varrebbero il 60% in meno. Con i risparmiatori combattuti tra le rassicurazioni sulla ripresa in arrivo e la tentazione di liquidare tutto - anche a costo di accettare una pesante minusvalenza - nel timore di registrare perdite ancora più gravi. Sono numerose le segnalazioni di investitori delusi giunte nelle ultime settimane alla nostra redazione.

 

Tutti consapevoli delle difficoltà che caratterizzano il mercato immobiliare, ma anche sorpresi da un tale crollo delle quotazioni, a fronte di un investimento che ritenevano "prudente". Perché, assicurano, in questo modo erano stati loro presentati i prodotti allo sportello e perché la natura pubblica del proponente era garanzia di affidabilità. Da diversi anni Poste Italiane (società al 100% pubblica) ha ampliato la sua sfera di azione all' ambito bancario, compreso il collocamento dei fondi immobiliari. Le lamentele dei risparmiatori delusi riguardano in particolare Obelisco, gestito da Investire Immobiliare (Banca Finnat), una delle realtà più conosciute nel settore, tanto che il ministro dell' Economia Giulio Tremonti le ha affidato la gestione del Fondo Immobili Pubblici. Completata la sottoscrizione (68.880 le quote assegnate), il fondo Obelisco è stato collocato a fine 2005 con un valore unitario di 2.500 euro e a giugno del 2006 il fondo è stato quotato a Piazza Affari con lo stesso valore.

 

Secondo alcuni gestori, il fondo paga il peccato originale di una valutazione eccessiva rispetto al contesto di mercato al momento della quotazione. A fine 2006 il titolo scende a quota 2.165, si riprende nel corso del 2007, ma poi viene travolto dalla crisi finanziaria e già a metà 2008 le quotazioni toccano quota 1.700 euro. Il 2009 è l' anno della ripresa per i mercati finanziari, ma questo non è sufficiente a riportare la fiducia sui fondi immobiliari. Tanto che ancora oggi Obelisco viene scambiato in Borsa intorno a 1.110 euro (16 febbraio), meno della metà rispetto ai 2.370 euro del Nav relativo al 30 giugno 2009. "I fondi immobiliari scontano il problema strutturale della scarsa liquidità", osserva Domenico Bilotta, direttore generale di Investire Immobiliare. "Con pochi scambi, è inevitabile che in periodi difficili per i mercati come quello attuale prevalga la tendenza a sottovalutare il prodotto. Quanto agli investimenti, non rileviamo particolari criticità. Abbiamo puntato su immobili di qualità, che risentono meno di altri della crisi".

 

Oggi Obelisco viaggia in Borsa con uno sconto superiore al 50% rispetto al Nav e un destino simile è capitato alla maggior parte degli altri fondi immobiliari, compresi gli altri tre collocati da Poste Italiane: Alpha Immobiliare (gestito da Fimit) viene scambiato intorno ai 2.300 euro, a fronte di un Nav al 30 giugno 2009 a quota 4.009,948; per Invest Real Security (Beni Stabili Gestioni) i 1.320 euro attuali sono molto lontani dai 2.564 dichiarati; infine le quote di Euro Immobiliare N°1 (gestito da Vegagest) viaggiano intorno ai 930 euro, meno della metà rispetto ai 1.971 del Nav. Da Poste Italiane sottolineano "che il valore reale del portafoglio è espresso dal Nav" e aggiungono: "Nel momento in cui abbiamo proposto questo prodotto, i risparmiatori sono stati informati dell' ottica di rendimento di lungo periodo. Con l' approssimarsi della scadenza (2015, ndr), ci attendiamo un allineamento del valore di Borsa verso il Nav. Se consideriamo il valore di quest' ultimo, e aggiungiamo i 300 euro di dividendi già distribuiti, il fondo ha un tasso di rendimento interno del 2,27%, conseguito in un periodo non certo positivo per i mercati".

 

Resta un problema di fondo: chi oggi intende vendere, può farlo solo a patto di accettare una pesante minusvalenza. E il dubbio resta: quanti hanno firmato il contratto di sottoscrizione senza comprendere appieno la differenza tra un libretto postale un fondo immobiliare? "Per dare una risposta, occorrerebbe esaminare caso per caso e capire se il prodotto era davvero in linea con il profilo di rischio individuale", osserva Fabio Picciolini, segretario nazionale Adiconsum. "In caso contrario, non basta la firma sul contratto per evitare eventuali responsabilità del collocatore".

 

Lo stesso codice di autodisciplina dei promotori stabilisce che il collocatore ha il dovere "di fornire ai suoi interlocutori tutte le informazioni in suo possesso necessarie alla salvaguardia dei loro interessi". Considerato che i fondi sono stati sottoscritti prima dell' entrata in vigore della Mifid, è da valutare anche se i singoli investitori hanno fornito o meno al collocatore l' informativa utile a definire il proprio profilo di rischio. Di certo, resta che famiglie e anziani sono i clienti tipici di Poste Italiane e spesso si tratta di persone che non hanno conoscenze finanziarie adeguate. A questo punto, chi non ha necessità di disinvestire, farebbe meglio attendere la scadenza del 2015".

 

 

Il sonno inquieto delle polizze dormienti

SOLDIBLOG.IT - pubblicato: martedì 23 febbraio 2010

Per ironia della sorte, le polizze dormienti levano il sonno a numerosi consumatori. Da quando è stato stabilito, con la Finanziaria 2006, che le polizze assicurative scadute senza che i beneficiari si siano attivati entro i termini di prescrizione (portati a due anni dal decreto legge Alitalia 166/08) confluiscano nel fondo diretto a indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie, molte sono state le polemiche. Dopo numerose proposte per modificare le disposizioni, ipotesi di emendamenti e promesse mancate, oggi Altroconsumo torna a sollecitare i legislatori sul tema, chiedendo loro un’attenta analisi della questione.

Cosa chiede Altroconsumo

In una lettera indirizzata al Consiglio dei ministri, l’associazione dei consumatori chiede che l’emendamento proposto lo scorso dicembre al Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti) venga tenuto in considerazione nell’ambito del “decreto incentivi”, il cui iter parlamentare ha preso avvio proprio in questi giorni. Tra le richieste avanzate da Altroconsumo, rientra l’annullamento della retroattività del provvedimento legislativo. Al fine della tutela dei consumatori, infatti, l’associazione ritiene corretto che: “Tutti i titolari di polizze vita debbano essere informati della futura devoluzione del capitale al Fondo e che sia data loro la possibilità di far rinascere la polizza entro un certo periodo, come accade per i conti correnti e i libretti di deposito”. Nel dettaglio, Altroconsumo trova opportuno che: “Le disposizioni di legge si applichino per le polizze per le quali gli eventi che determinano la prescrizione si sono verificati dal primo gennaio 2009 in avanti. Specificando inoltre che anche quelle più vecchie e prescritte non siano considerate dormienti se nel contratto erano indicati dei tempi più lunghi, massimo comunque 10 anni. Tra le polizze che hanno questa espressa previsione le polizze emesse da Poste Vita”.

 

Qual è la situazione attuale?

In assenza di emendamenti alla vigente normativa, oggi le imprese di assicurazione sono obbligate – dopo due anni “dal verificarsi del fatto” (per esempio, la morte del titolare della polizza) – a non corrispondere il dovuto ai beneficiari, bensì al fondo di tutela. Tale operazione, per di più, può essere effettuata senza informare i titolari o i beneficiari delle cambiate disposizioni.

 

 

Economia: si riapre la corsa a cellulari di Stato (MF)

 

MILANO (MF-DJ)--Si riaprono i giochi per la telefonia mobile di Stato, il maxi-appalto per la gestione delle comunicazioni via cellulare di tutta la pubblica amministrazione. La Consip, la societa' per la razionalizzazione della spesa pubblica controllata interamente dal ministero dell'Economia, ha appena pubblicato il bando di gara per assegnare il servizio che oggi e' gestito da Telecom I.. Ufficialmente l'appalto Telecom andra' a scadenza il prossimo 7 aprile, anche se il servizio continuera' a essere gestito dall'ex monopolista fino a ottobre, quando dovrebbe essere attivata la nuova convenzione.

 

La gara bandita da Consip, si legge in un articolo di MF, tuttavia presenta alcune importanti novita' rispetto al passato. La prima e' sicuramente il numero delle sim che la societa' vincitrice dovra' fornire alla pubblica amministrazione. Se il contratto firmato a suo tempo con Telecom prevedeva che il numero totale delle schede fornite dalla societa' di Bernabe' non dovesse superare quota 280 mila, adesso il quantitativo messo a gara dalla societa' controllata dal ministero dell'Economia e' di poco inferiore al doppio del precedente bando. L'operatore che si aggiudichera' il servizio, infatti, dovra' fornire fino a 510 mila schede sim per un valore dell'appalto che, secondo le stime, arriva a 230 mln euro. Accogliendo le indicazioni fornite dall'Antitrust inoltre, il nuovo bando di gara della Consip prevede la possibilita', per le imprese che non sono in grado per giustificati motivi di attestare il conseguimento del fatturato specifico richiesto per il biennio precedente alla gara (50 mln euro almeno), di dimostrare la propria capacita' economica e finanziaria mediante altra documentazione, cosi' come previsto dalla normativa in materia di lavori pubblici. Oltre a Telecom, Vodafone, Wind e 3, che certamente prenderanno parte alla competizione, potrebbero farsi avanti nuovi soggetti come gli operatori mobili virtuali, a partire da Poste Mobile, la societa' controllata da Poste Spa. red/vz

(END) Dow Jones Newswires  February 23, 2010 02:28 ET (07:28 GMT)

 

 

 Arriva “Free Duck” per la consegna della posta

ILSECOLO XIX - 26 febbraio 2010

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Il primo marzo prenderà ufficialmente il via alla Spezia la sperimentazione del Free Duck, il quadriciclo elettrico per la consegna della corrispondenza. I nuovi mezzi ecologici hanno un motore elettrico per la trazione affiancato da un altro endotermico, di piccola cilindrata, che funge esclusivamente da generatore per ricaricare le batterie ed è capace di ospitare a bordo due persone. La scelta del Free Duck è stata effettuata da Poste Italiane sulla base di valutazioni che tengono conto della sicurezza sul lavoro e di caratteristiche tecniche, come una velocità controllata, quattro ruote con freni a disco e sagoma tale da assicurare un’ampia flessibilità di circolazione. Il mezzo, in linea con le indicazioni europee in fatto di abbattimento dei costi energetici, si inserisce nel più ampio programma «Green Post», coordinato da Poste Italiane e finanziato dall’Ue, nel quadro del progetto «Intelligent Energy for Europe» (IEE). La città della Spezia rappresenta un ambito privilegiato per l’utilizzo di veicoli innovativi mirato a limitare la circolazione dei veicoli nelle vie del centro storico per contenere l’inquinamento ambientale. Entro l’anno è prevista l’implementazione della flotta ecologica di Poste Italiane in altre città della Liguria. Attualmente nella città della Spezia sono in uso anche 7 biciclette, 43 motomezzi Piaggio Liberty a 4 tempi e 5 Doblò Bipower alimentati a metano

 

 

 

BANCA E MUTUI » Esperto conti correnti

Protesto assegno postale

(A cura della redazione di MiaEconomia  26/02/2010)

 

Sono stato protestato per un assegno postale di 850 euro, prima dei 60 giorni di scadenza per l’iscrizione alla CAI ho emesso un altro assegno postale sempre dello stesso importo e allo stesso creditore che e’ stato pagato. Ora sono bloccato per 6 mesi ad emettere assegni. Vorrei capire dopo il pagamento del debito non ho avuto comunicazione da parte di nessuno dell’avvenuta iscrizione, l’ho saputo da un funzionario di banca in cui ho un altro c/c . Giustamente non ho neanche depositato i blocchetti di assegni perche’ nessuno mi ha detto nulla. Cosa devo fare? La punizione inflittami finisce tra 5 mesi( sono stati iscritto il 7/1/2010 e finira’ il 7/7/2010). Devo comunicare qualcosa a qualcuno?

 

Probabilmente non ha ricevuto comunicazione perche’ la legge prevede che se un soggetto e’ gia’ iscritto alla Cai per un protesto di assegno, gli eventuali suoi altri assegni protestati saranno immediatamente inseriti senza attendere il periodo dei 60 giorni. Quindi il consiglio e’ rivolgersi all’Ufficio postale e chiedere spiegazioni. Intanto possiamo ricordare la procedura da seguire. Poste Italiane comunica immediatamente all’interessato l’inizio della procedura tramite “preavviso di revoca” dell’autorizzazione ad emettere assegni. Cosi’, in caso di assegno risultato impagato per difetto di provvista, il debitore protestato, per evitare l’iscrizione nell’Archivio Informatizzato (C.A.I.), puo’ effettuare un pagamento tardivo dell’assegno entro 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione al pagamento dell’assegno (in pratica: 60+8=68 giorni dalla data di emissione per gli assegni su piazza, 60+15=75 giorni dalla data di emissione per gli assegni fuori piazza). Il pagamento deve comprendere l’importo dell’assegno, gli interessi legali, la penale del 10% dell’importo dell’assegno, eventuali spese di protesto e quelle di gestione di impagato.

Se il debitore non effettua il pagamento entro i 60 gg., il suo nominativo verra’ inserito nel C.A.I., anche se nel frattempo provvedera’ a coprire l’assegno, con conseguente revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni per un periodo di sei mesi presso Poste e banche, l’obbligo di restituire i moduli di assegno in possesso e l’obbligo di astenersi dall’emettere assegni.

 

A cura della redazione di MiaEconomia

 

 

 STARTNEWS - 25/02/2010 - 12.24.09

 RITARDI ALLE POSTE:  COMUNICATO STAMPA DELLA CISL            

 

Per Salvatore Alfano, Segretario Provinciale della CISL POSTE, in tutta la Provincia di Enna si diffonde la protesta per le file estenuanti all’interno degli uffici postali che in alcune Paesi provocano circa un’ora di attesa per una semplice operazione di sportello.all’inizio dell’anno scorso sono tanti i lavoratori che sono andati in pensione senza che l’Azienda provvedesse alla loro sostituzione, lasciando gli Uffici Postali allo sbando.Ormai sembra evidente come l’unico obiettivo dell’attuale Management di Poste sia il taglio dei costi e quindi del personale, rimanendo insensibile alla contrazione dei volumi e alla qualità dei servizi, percepita dai cittadini in termini di forte negatività.Per Tommaso Guarino, Segretario Provinciale CISL ,l’azienda Poste, accecata sempre più dalla contrazione dei costi, mette così a repentaglio la qualità dei servizi resi ai cittadini.

Dal 2011, infatti, con la liberalizzazione dei mercati postali, il servizio fornito ai cittadini fuori dai grandi centri urbani sarà sempre più a rischio, la posta potrebbe essere recapitata nelle campagne solo qualche giorno la settimana. Molti uffici postali cosiddetti 'marginali' sono destinati a essere chiusi , per altri invece si  opererà riducendo i giorni di apertura.  servizi finanziari sono il polmone di Poste Italiane e assicurano con risultati brillanti la sopravvivenza finanziaria dell’Azienda. Ci viene difficile quindi capire la strategia del Management di Poste che anziché sostenere e rafforzare gli uffici e gli sportelli di Poste Italiane tende a depotenziarli,  immaginando di affidare a soggetti esterni, quali i tabaccai, l’erogazione e la vendita dei servizi postali provocando il deserto all’interno degli uffici di Poste. Questa situazione non può più essere accettata.La Cisl Poste, infine dichiara Salvatore Alfano,  contrasterà con forza queste politiche ambigue di cui ci sfugge la ratio e non consentirà che le Poste vengano spolpate nell’indifferenza generale.

Per questi, e non solo questi, motivi la Cisl assieme agli altri Sindacati di categoria in tutta la Sicilia intraprende un’azione di sciopero, di tutto il personale degli Uffici Postali, delle prestazioni straordinarie ed aggiuntive che avranno inizio dal giorno 27 febbraio e fino al 25 marzo 2010 con le seguenti modalità:

• astensione da ogni prestazione straordinaria in qualsiasi forma o motivo;

• astensione dal presenziare ai corsi pomeridiani di qualunque natura;

• l’attuazione rigida delle applicazione di norme e direttive contenute nel “Manuale sulla Sicurezza”;

• la rigida applicazione del C.C.N.L. in tutte le sue articolazioni.

 

Gli Uffici Postali sono al collasso: ad un’Azienda sorda i lavoratori rispondono con un’azione di lotta unitaria, nel contempo chiediamo che i rappresentanti delle istituzioni mettano in campo tutte le iniziative necessarie per richiedere che sia garantito un servizio efficiente a tutti i cittadini di questa provincia.

 

IL GIORNO 25.2.10

 Poste, nuova sede Resta il problema del poco personale

— BERGAMO —

APRIRÀ i battenti oggi alle 11 il nuovo Centro di recapito di Poste Italiane da poco costruito in via Galimberti 5, nei pressi di via Corridoni. La struttura ospita i servizi di distribuzione postale in città, gli uffici dello staff dirigenziale e altre lavorazioni connesse alla corrispondenza. Ma sull’appuntamento odierno si allunga l’ombra delle polemiche. Le Rappresentanze sindacali unitarie delle filiali 1 e 2, infatti, hanno annunciato, con una nota, di non essere state neppure invitate e di essere comunque pronte «ad aprire un conflitto di lavoro con le Poste sul tema del recapito a ruota di quanto già avvenuto in Lombardia». Nel comunicato, le Rsu stigmatizzano il comportamento dell’azienda, che mira a sminuire il loro ruolo e richiamano l’attenzione su una realtà di lavoro quotidiano «fatta di enormi problemi e difficoltà che gravano sia sulle spalle dei lavoratori sia sulla collettività, costretta ogni giorno a sopportare un servizio di recapito del tutto inefficiente. Una inefficienza dovuta alla sola incapacità gestionale ed organizzativa (più o meno voluta) dalla dirigenza». Proprio martedì il sindacato di categoria della Slp Cisl aveva denunciato i gravi disservizi degli uffici postali nelle Valli bergamasche, dove la scelta di non sostituire il personale in ferie o in malattia sta provocando pesanti disagi con chiusure a “singhiozzo”. Ora anche le Rsu hanno deciso di passare all’attacco: «Non possiamo tacere – si legge ancora nel comunicato - rispetto alla forte carenza di personale addetto al recapito, che riesce ad assicurare un regolare servizio solo parzialmente in alcune zone della provincia ed in altre per nulla, facendo leva sulla grande disponibilità dei lavoratori. Come non possiamo tacere sulla completa assenza e rispetto di tutte le norme di sicurezza». Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario provinciale della UilPoste, Rossana Pepe: «L’inaugurazione è un evento positivo – ha dichiarato – che giunge al termine di tante battaglie sindacali. Ora auspichiamo un futuro migliore per i dipendenti che per un lunghissimo periodo hanno operato in ambienti e condizioni deplorevoli, sopportando i disagi dei vecchi e fatiscenti locali di Gorle. La speranza è che questo sia l’inizio di un rilancio del servizio di recapito». Maurizio Nobili

 

 

 

 

 

 

Poste, sempre più disagi nelle valli

Manca il personale, uffici chiusi

 

 ECO DI BERGAMO    * 23 febbraio 2010

Oltre 10 mila i postini a rischio “ricollocazione” per colpa della diffusione della posta elettronica, di questi un migliaio potrebbero essere in Lombardia. Questo il grido d'allarme lanciato dalla SLP CISL, per voce del suo segretario nazionale Mario Petito. Con il calo della corrispondenza tradizionale, infatti, attraverso le Poste potrebbero essere a rischio 10.600 posti. Intanto, e nonostante ciò, prosegue la politica di Poste Italiane di non sostituire nemmeno il personale di sportello assente per ferie, mutua o permessi sindacali e così in molti paesi della provincia di Bergamo, ancor di più nelle valli, spesso l'ufficio postale resta chiuso.

 

È successo nei giorni scorsi a Riva di Solto e a Strozza, oggi a Gromo, Barzana e Capizzone; succederà così anche nei prossimi giorni a Castione della Presolana e in altre località. «Questa carenza alla sportelleria degli uffici postali sta generando un forte malcontento fra la clientela – dice Gabriella Tancredi, segretario generale della SLP CISL di Bergamo -, sia per le lunghe attese sia per la qualità dei servizi in continuo calo (che non dipendono dall'inefficienza dei lavoratori, ma dalla carenza cronica di personale). Ormai in provincia di Bergamo (soprattutto nelle valli dove è alta la presenza di uffici retti da un unico operatore) quando manca, per diverse ragioni, il collega responsabile dell'ufficio, questo non viene sostituito come succedeva nel passato fino all'anno scorso, ma l'Azienda, pur di non assumere personale, preferisce chiudere l'ufficio per l'intera giornata o per buona parte del periodo di assenza del collega responsabile dell'ufficio.

 

Questo inoltre succede anche quando i colleghi vengono chiamati ai tanti corsi di formazione che ormai sono diventato l'altro tempo in più che il lavoratore deve dedicare all'azienda senza che questo venga in qualche modo riconosciuto. Questo è il risultato della ormai consolidata politica aziendale di taglio dei costi ad ogni costo, che non prevedrebbe, nonostante le dichiarazioni durante gli accordi con le OO.SS, neanche la copertura del turn over».

 

Un dato su tutti: da gennaio 2010 a Bergamo sono usciti grazie al famoso "esodo incentivante" circa 45 addetti. Nessuno di questi è stato rimpiazzato con nuova forza lavoro. Gli uffici postali della provincia hanno visto solo due cosiddette sportellizzazioni, cioè solo due lavoratori sono stati spostati dal recapito agli sportelli. Ma questi spostamenti erano già stati previsti a copertura degli esodi di tutto il 2008 e 2009.

 

«Possiamo immaginare – continua Tancredi -, con questi dati, quale sia la situazione lavorativa dei colleghi applicati agli sportelli, che ormai ogni giorno si recano nel proprio ufficio di assegnazione con la speranza di rimanerci per l'intera giornata, perché giornalmente invece vengono inviati in trasferta in altri uffici».

 

Sul numero degli addetti alla sportelleria di Bergamo e sulla quantità di trasferte a cui sono stati sottoposti i lavoratori nel 2009 le OO.SS e le RSU di Bergamo hanno chiesto lumi all'azienda, ma la risposta è stata data solo in termini percentuali senza dare il dato di riferimento (numero complessivo degli addetti), “perché loro (l'Azienda) non lo sanno". È possibile?.

 

Schio. Ufficio inagibile

La Posta nel container

ZONA INDUSTRIALE. Una soluzione provvisoria per attenuare i disagi delle aziende

L'ufficio era stato fatto esplodere dai ladri il 30 novembre scorso

IL GIORNALE DI VICENZA    * 27/02/2010

La nuova sistemazione dell’ufficio postale. FOTO STELLA

Starebbe per finire la situazione precaria delle Poste Business in zona industriale, praticamente distrutte questo autunno da un incendio provocato da un tentativo di furto. Nel cuore della notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre, un gruppo di ladri dinamitardi aveva infatti tentato di far esplodere, senza successo, la cassaforte, provocando in compenso danni strutturali di notevole gravità.

Per consentire i lavori di ripristino dei locali, in questi mesi l'ufficio è stato ospitato prima alle poste centrali di via XX Settembre, ma da lunedì traslocherà di nuovo e troverà spazio in un container provvisorio posizionato davanti alla sede originaria in via Lago di Lugano.

Secondo le ricostruzioni delle forze dell'ordine, a provocare l'incendio era stato un ordigno composto da acetilene e ossigeno.

Forse a causa di una perdita, il gas anzichè produrre lo scoppio, che secondo i malviventi doveva far saltare la cassa, aveva invece sprigionato solo delle enormi fiammate che avevano invaso l'ufficio, distruggendolo, e lasciando invece inviolato il forziere.

I lavori di sistemazione saranno dunque sostanziali, visto che fuoco e fumo avevano devastato le strutture interne, mobilio e accessori, rovinato i muri e sgretolato le vetrate. Un danno notevole, un centinaio di migliaia di euro, che non aveva permesso di trarre alcun vantaggio nemmeno ai malviventi, costretti a fuggire a mani vuote.

Da questa settimana dunque coloro che lavorano nel settore delle imprese potranno tornare a servirsi dello sportello a loro riservato, anche se non ancora nella sua forma "originaria".

L'orario di apertura al pubblico sarà al mattino dalle 9.30 alle 13 e al pomeriggio dalle 14 alle 17, tutti i giorni da lunedì a venerdì. I due sportelli allestiti erogheranno ai clienti gli stessi servizi di sempre.

La riapertura ufficiale della sede vera e propria è prevista invece per questa estate. Ora infatti è in corso la fase di riprogettazione degli ambienti, a cui seguirà la gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori e infine la partenza concreta degli interventi di ripristino.

In tutti questi mesi ci sono stati disagi per le aziende, dato che l'ufficio postale centrale si trova in una posizione scomoda e lontana, con un intenso traffico da affrontare per raggiungerlo dalla zona industriale.

Trattandosi di una situazione d'emergenza, fanno sapere da Poste Italiane, non si poteva però fare altrimenti e qualche fastidio temporaneo era inevitabile.

 

Silvia Dal Ceredo

 

 

ECO DEL CHISONE - Edizione del 24 febbraio 2010

Il servizio postale può migliorare, anche con l'impegno degli utenti

Quant'è difficile fare il postino!

Toponomastica inadeguata, assenza di buche delle lettere, cani mordaci… - Sono tanti i problemi che incontrano i portalettere

 

«Vede su quel campanello? C'è scritto "Mariuccia". Come faccio io a sapere chi è questa donna? Come posso recapitare la posta con sicurezza?».

 

È un portalettere che lavora in Val Pellice che si sfoga con noi e spiega le varie problematiche che incontra ogni giorno nel suo lavoro di recapito. «Se le Poste non funzionano non è sempre colpa nostra - continua -, anche gli utenti dovrebbero comportarsi un po' meglio. Lo sa quante volte ci capita di non trovare nome e cognome né sui campanelli né, tanto meno, sulle buche delle lettere? Per non parlare di quando le buche nemmeno ci sono… Dove lasciare la posta? In terra?».

Gualtiero Falco

 

 

 

IL TACCO D'ITALIA - 23 febbraio 2010

Che fine fanno le nostre bollette?

Gli Avvocati Alessandra Cancelli e Annalisa Nuzzaci del Codacons di Maglie chiedono l'intervento dell'ufficiale giudiziario che blocca il denaro delle fatture alle Poste centrali

 

Provate a non pagare una bolletta del telefono e vedi se Telecom ti lascia il servizio. Niente affatto. Ma il gestore delle telecomunicazioni non ha la stessa solerzia quando deve rimborsare un utente che ha subito un disservizio. Muro di gomma anche quando deve pagare le spese legali di un contenzioso da cui è uscito perdente.

Per un cittadino comune è complicato "convincere" Telecom a rispettare i patti o comunque a pagare. C'è sempre la noia e la spesa di doversi rivolgere a un avvocato e di aspettare chissà quanto tempo. È stato tutto più semplice per l'Avv. Alessandra Cancelli (responsabile CODACONS maglie) e l'Avv. Annalisa Nuzzaci (responsabile sportello utenze CODACONS maglie). Le professioniste stanche di aspettare il pagamento delle spese legali a loro riconosciute dal Tribunale di Maglie sono passate alle vie di fatto, contando anche sulla loro esperienza e conoscenza delle leggi. Hanno chiesto il pignoramento di tutte le somme di proprietà di Telecom spa in giacenza presso l'ufficio postale di Maglie. Somme versate per il pagamento delle bollette telefoniche che erano in scadenza entro il 15 febbraio ultimo scordo. Ovviamente sono stati congelati importi necessari a coprire le somme dovute agli avvocati e quelli per le ulteriori spese legali che saranno necessarie a coprire le spese dell'azione intrapresa presso il tribunale di Maglie per l'atto di pignoramento presso terzi.

L'inizio della complessa vicenda giudiziaria risale al 2007. Telecom causava una serie infinita di danni e disservizi ad una famiglia che per lungo tempo rimaneva senza l'erogazione del servizio telefonico. Ne è nato un contenzioso arrivato in tribunale, non essendo stata trovata una mediazione senza il ricorso alle carte bollate. In primo grado, a Maglie, Telecom ne è uscita perdente.

Il gestore della telefonia ha mostrato l'intenzione di non pagare. Gli avvocati Alessandra Cancelli e Annalisa Nuzzaci, stanche di scrivere (chissà a quanti cittadini è capitato...) hanno preso carta e penna e hanno scritto un atto di pignoramento presso terzi. Lo hanno depositato presso il tribunale civile di lecce alla sezione distaccata di Maglie. Hanno citato l'ufficio delle Poste Centrali di Maglie, la Telecom Italia nella persona del suo legale rappresentante invitandoli (debitore e terzo pignorato) a costituirsi e a comparire all'udienza che si terrà in tribunale a Maglie il 19 marzo p.v. A questo punto il giudice, salvo rinvii e intralci burocratici sempre possibili, deciderà di assegnare la somma dovuta alle professioniste e pignorata all'ufficio postale. Gli utenti che hanno pagato non si accorgeranno di niente. I soldi sono stati "congelati" dopo che i bollettini erano stati incassati e registrati dall'ufficio postale. Al di là di quella che sarà la conclusione le due avvocatesse avranno la simpatia dei numerosi utenti che non riescono a farsi giustizia dei disservizi.

 

 

 

FILCA CISL BASILICATA, INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE ERRORI E RITARDI

 

LUCANIANEWS24  - 23, Febbraio 2010

La Filca Cisl Basilicata denuncia disguidi nel pagamento delle indennità di disoccupazione che stanno provocando notevoli disagi ai lavoratori. Numerose, infatti, sono state le segnalazioni arrivate al sindacato edili della Cisl di lavoratori che lamentano ritardi nell’erogazione degli assegni da parte degli uffici postali e che, in alcuni, hanno riscontrato madornali errori di calcolo delle indennità.

Per il segretario generale della Filca Cisl, Michele La Torre, la principale causa dei ritardi è dovuta alle nuove modalità di erogazione delle indennità attraverso la rete degli uffici postali. “Da quello che abbiamo appurato sul campo - spiega La Torre - succede che, nonostante il nulla osta dell’Inps al pagamento della disoccupazione, il lavoratore non può materialmente incassare la somma se non dopo aver ricevuto una formale comunicazione dalle Poste, e spesso passano settimane”.

La Torre parla di “modalità cervellotiche che complicano la vita alle persone e allungano notevolmente i tempi di erogazione rispetto al passato”, sottolineando che “se le Poste hanno problemi di liquidità e non hanno materialmente la disponibilità di cassa per pagare contemporaneamente pensioni e indennità di disoccupazione, non è giusto che si scarichino sugli incolpevoli lavoratori le inefficienze di un sistema che va modificato al più presto”. La Torre invita infine l’Inps a “monitorare attentamente la fase di istruttoria delle pratiche con l’obiettivo di prevenire gli errori che molti lavoratori hanno riscontrato nel calcolo delle indennità di disoccupazione”.

 

 

 

Disagi delle Poste

Andreatta incontra l'azienda

L'ADIGE  -  24/02/2010 08:54

TRENTO - «Se tagli dovranno esserci (e deve essere chiaro che il Comune di Trento non li approva minimamente), che almeno siano il meno dolorosi possibile, visto che tra l'altro andranno a gravare maggiormente su categorie con problemi di mobilità». Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta incontrerà oggi con questo obiettivo, ossia cercare di limitare i danni, il dirigente provinciale di Poste Italiane Francesco Multineddu. E' un obiettivo minimo, ma rischia di essere comunque difficilissimo da raggiungere visto che i tagli degli uffici postali dove sarà possibile ritirare le raccomandate non recapitate stata decisa a livello centrale e per tutta Italia. «Per prima cosa al dirigente di Poste Italiane esprimerò un po' di rammarico - la prende larga, e comunque con un certo disappunto, il sindaco -. C'era l'accordo di sentirsi prima a fronte di interventi a modifica dei servizi postali in città e questo accordo è stato disatteso. Incontrarsi, guardarsi in faccia e discutere un po' di ciò che Poste Italiane aveva in mente di fare, sarebbe stato ancora più importante nel momento in cui la modifica del servizio si traduceva in un "di meno" del servizio stesso. Non intendo fare piazzate, ma con misura farò pesare il malcontento dell'Amministrazione». E' dai sobborghi che si levano le proteste più vibrate, considerato che per ritirare le raccomandate sarà necessario recarsi, a seconda del sobborgo di residenza, in una delle quattro filiali del centro che rimangono aperte anche al pomeriggio. Alle raccolte firme avviate dai consiglieri circoscrizionali a Villazzano ed estesa a Martignano ed Oltrefersina, si è affiancata quella promossa da semplici cittadini in zona San Rocco: «In poche ore - racconta il primo firmatario Umberto Motta - ne abbiamo raccolte 80. Il disagio è forte: il nostro ufficio postale di riferimento per le raccomandate diventerà quello di Ponte dei Cavalleggeri, che già ora è spesso intasato di pubblico e non ha praticamente parcheggi».

Pietro Gottardi

 

 

 

 

IL GAZZETTINO Venerdì 26 Febbraio 2010,

SAN BIAGIO DI CALLALTA - (g.b.)

La società Poste Italiane rifiuta il trasferimento degli sportelli proposto dal Comune in una sede più adeguata. E scoppia la polemica.

      L’Ufficio postale di San Biagio di Callalta è da tempo ritenuto inadeguato alle esigenze di un’utenza sempre più numerosa.

      «Il mancato adeguamento e ammodernamento è colpa di Poste Italiane che non accetta la nuova sede offerta dall’amministrazione comunale» ha detto l’altra sera il sindaco Francesca Pinese (Pdl-Ln) rispondendo in consiglio comunale ad una interrogazione del consigliere di opposizione Isidoro Pavan.

      La vicenda della sede dell’ufficio postale - attualmente situato in via Postumia - si trascina da molto tempo.

      L’amministrazione ha fatto più volte presente a Poste Italiane le difficoltà di parcheggio per gli utenti, gli spazi per l’attesa troppo angusti, la mancanza di uno sportello automatico, la necessità di un ammodernamento generale della sede.

      Il 16 gennaio 2009 il sindaco Pinese ha scritto al direttore generale di Poste Italiane per proporre il trasferimento degli sportelli in un locale di proprietà dell’amministrazione comunale nel nuovo complesso in piazza Tobagi.

      Erano seguiti mesi di attesa a ridosso di Ferragosto, a San Biagio di Callalta erano arrivati un amministratore di Poste Italiane e un tecnico della società per un sopralluogo ai locali offerti dal Comune.

      Il responso è stato che Poste Italiane dovrebbe investire una grossa somma di denaro per adeguare gli spazi in piazza Walter Tobagi, ma che al momento l’investimento non rientra nei piani della società. «Dal canto suo, l’amministrazione comunale ha fatto il possibile per eliminare i disagi per gli utenti – conclude il sindaco – Siamo a disposizione di Poste Italiane qualora rivedesse la propria decisione per il nostro Comune».

 

 

Oliverio contrario alla chiusura dell'ufficio postale di Lorica 

STRILL.IT  - Giovedì 25 Febbraio 2010 16:43

 

“Esprimiamo netta contrarietà alla chiusura dello sportello dell’ufficio postale di Lorica e chiediamo un immediato incontro affinché venga riconsiderata tale grave decisione”

 

E’ quanto ha scritto il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio,  al direttore provinciale di Poste Italiane – Cosenza, dott. Aldo Andaloro che nei giorni scorsi ha predisposto la chiusura dell’importante sportello nella rinomata località turistica silana.

“Quella di Poste Italiane –ha aggiunto Oliverio- è una scelta che penalizza fortemente i residenti e gli operatori dell’importante centro turistico, ma soprattutto i numerosi turisti che, anche a causa delle forti nevicate, mai come quest’anno affollano la ridente località silana.

Chiudere l’ufficio postale in una località turistica di montagna significa, tra l’altro, non solo isolare un pezzo di territorio contribuendo al suo progressivo spopolamento, ma impoverire l’intera comunità locale di un servizio essenziale, spingendo quanti abitano in loco a spostarsi altrove e scoraggiando quanti amano trascorrere alcuni giorni della loro vita all’interno del Parco Nazionale della Sila, ai piedi del monte Botte Donato, sulla riva del lago Arvo, in un pezzo di territorio incantevole e ammirato da tutti, ad andare altrove”.

“Auspichiamo –ha concluso Oliverio- che le nostre richieste possano essere tempestivamente accolte e che enti ed istituzioni possano guardare al nostro patrimonio turistico-ambientale, marino e silano, con maggiore attenzione e riguardo”.

 

 

OGGITREVISO.IT 25,2,09

UFFICIO POSTALE, PER ORA ANCORA DISAGI

Il Comune ha offerto a poste italiane un nuovo ufficio, ma per ora non se ne fa nullafr

 

San Biagio di Callalta - Ufficio postale di San Biagio di Callalta risulta inadeguato a soddisfare le esigenze dell’utenza. Secondo il sindaco Francesca Pinese la colpa è di Poste Italiane che non accetta la nuova sede offerta dall’amministrazione comunale. La vicenda della sede dell’ufficio postale, attualmente in via Postumia, si trascina da molto tempo.

 

L’amministrazione ha fatto più volte presente a Poste Italiane le difficoltà di parcheggio per gli utenti, gli spazi per l’attesa troppo angusti, la mancanza di uno sportello automatico, la necessità di un ammodernamento generale della sede.

 

Il 16 gennaio dello scorso anno il sindaco ha scritto al direttore generale di Poste Italiane per proporre il trasferimento degli sportelli in un locale di proprietà dell’amministrazione comunale nel nuovo complesso in piazza Tobagi. A ridosso di Ferragosto erano giunti un consigliere del Cda di Poste Italiane e un tecnico di Poste Italiane per un sopralluogo ai locali offerti dal Comune.

 

Il responso della visita è stato che Poste Italiane dovrebbe investire una grossa somma di denaro per adeguare gli spazi in piazza Tobagi, e al momento l’investimento non rientra nei piani della società.

 

“Dal canto suo, l’amministrazione comunale ha fatto il possibile per eliminare i disagi per gli utenti – conclude il sindaco – Siamo a disposizione di Poste Italiane qualora rivedesse la propria decisione per il nostro Comune”.

 

"Le Poste devono rimanere a Corcagnano"

Claudio Bigliardi (Civiltà per Parma) prende posizione sulla vicenda dell'ufficio postale.

PARMADAILY - 22/02/2010

In questi giorni è ritornato alla ribalta il problema delle poste di Corcagnano. Sono situate da anni  nell’ex municipio un luogo diventato ormai  inadatto per diversi motivi che riguardano la limitatezza degli spazi, la privacy e l'accessibilità.

Queste e altre problematiche sono state  sottolineate dal Consiglio di Quartiere con un documento bipartisan di denuncia verso la situazione divenuta non più rimandabile. Alla luce di questa nuova denuncia diventa indispensabile che le Poste italiane trovino una soluzione alternativa all’attuale.

Come è successo a Fontanini, ad alcuni chilometri di distanza, qualche anno fa, quando le Poste erano in un luogo altrettanto angusto. In quel caso l’ente cercò una nuova sistemazione e non ci mise tanto a trovarne una più moderna e funzionale.

Le Poste italiane si facciano carico di questa ricerca convinti   che  le  alternative  a Corcagnano   non  mancano essendo la questione di loro competenza. E sono  le  poste che devono garantire  questo  publico servizio, visto l’enorme bacino di utenza, DEVE rimanere a Corcagnano e, per l’importanza pubblica che riveste, deve anche essere accessibile a tutti.

 

Claudio Bigliardi

Coordinatore Civiltà  per Parma

 

 

TRENTINO-CORRIERE DELLE ALPI 22.2.10

LA NOSTRA INIZIATIVA

Disservizi delle Poste in Trentino: mandateci le vostre segnalazioni

TRENTO. Disservizi, ritardi, chiusure degli sportelli o riduzioni di orario.

 

Sono tante le segnalazioni arrivate negli ultimi mesi sulle disfunzioni delle Poste in Trentino.

 

 E sono state più d'una le petizioni dei cittadini. Il nostro giornale avvia oggi un'inchiesta sul servizio postale e vuole dare voce a tutte le denunce e le proteste, di amministrazioni, gruppi o singoli cittadini.

 

Potete mandare le vostre segnalazioni  nello spazio che trovate in questa pagina del sito, oppure all'indirizzo email trento@giornaletrentino.it o alla redazione  del TRENTINO, piazza Lodron 1, 38100 Trento. Noi le gireremo al Consorzio dei Comuni come referente istituzionale.

 

Già lo scorso luglio il consorzio aveva promosso un'indagine tra i Comuni sui disservizi alle poste e il presidente Marino Simoni aveva sollecitato l'avvio di un tavolo di confronto con la Provincia e Poste Italiane.

(22 febbraio 2010)

 

 

Troppa gente in Posta, tre malori in pochi giorni.

IL GAZZETTINO - Martedì 23 Febbraio 2010,

SACILE - (ol.b.) Troppa gente in Posta, tre malori in pochi giorni. Ieri mattina, per la terza volta in due settimane, l’autoambulanza è intervenuta all’ufficio postale di via Carducci per soccorrere un anziano utente che si è accasciato sulle sedie mentre attendeva il proprio turno. Prima di lui (90enne), nei giorni scorsi, altre due persone (70enni) sono state soccorse dai sanitari del 118 dopo essersi accasciate a terra e rimaste stese per diversi minuti sulla corsia dello sportello. Casi che hanno sollevato non poco sconcerto tra i presenti che in tutti e tre i casi, nel momento di concitazione, hanno accusato gli impiegati di creare attese troppo lunghe stremando gli utenti. «C’erano una cinquantina di persone e solo due sportelli aperti per le operazioni in denaro. È inevitabile che gli anziani non riescano a sostenere attese di quasi due ore», spiega S.T. che ieri mattina era in Posta. «Code fisiologiche per il grosso afflusso del lunedì», spiegano dall’ufficio comunicazione Poste italiane. «Inoltre – sottolineano – si tratta di persone anziane che avevano patologie». «Entrambi gli uffici sacilesi – proseguono da Poste italiane – sono moderni e anche in casi di sovraffollamento garantiscono quindi la massima areazione. Sono un punto di ritrovo e socializzazione per gli anziani. Sono ben accolti e possono entrare anche solo per due chiacchiere o un bicchiere d’acqua. Ma se diventa difficoltoso, ricordiamo che c’è la possibilitá di farsi mettere la pensione nel libretto postale o nel Conto banco posta, andando a prelevare i contanti in qualsiasi momento con corsia preferenziale».

 

 

Poste: centro all'avanguardia

per recapiti efficienti e puntuali

 

  ECO DI BERGAMO   * 25 febbraio 2010

Il nuovo Centro logistico e di distribuzione postale

 

È stato ufficialmente inaugurato il nuovo Centro logistico e di distribuzione postale di Bergamo che è ubicato in via Galimberti, nel quartiere di Redona. Alla presenza del sindaco Franco Tentorio, del responsabile dell'area logistico-territoriale lombarda di Poste Italiane, Rosario Fava, e della responsabile del recapito della provincia di Bergamo, Maria Luisa Roggeri, sono stati illustrati i nuovi locali e gli strumenti all'avanguardia che dovrebbero garantire efficienza e puntualità nella distribuzione e nel recapito della posta.

 

Un'operatività, dunque, migliorata a vantaggio del cliente finale grazie all'industrializzazione dei processi logistici che favoriranno il recapito celere. Ricordiamo che il Centro è già in funzione da inizio anno con i primi processi. Nel Centro ci sono nuovi carrelli per la movimentazione interna della posta, bilance e casellari che consentono ai postini di smistare con maggiore velocità la posta e a chi li sostituisce momentaneamente di imparare presto la zona.

 

In via Galimberti c'è la ripartizione della corrispondenza per il bacino di Bergamo, Dalmine, Seriate e Trescore e la base operativa dei postini che lavorano nelle 79 zone in cui è divisa l'area di Bergamo. Quotidianamente nel Centro vengono smistate 190 mila lettere che diventano 21 milioni in un anno. A godere del nuovo servizio sono 54 mila nuclei familiari e 8.700 attività commerciali.

 

 

IL GAZZETTINO - Martedì 23 Febbraio 2010,

Servizio postale:  Il "DRAMMA" TICKET  PER PRENOTARSI

      Negli uffici pubblici, nelle banche, nei supermercati, per regolamentare l’accesso ai servizi, il cliente è invitato a prendere un talloncino numerato.

      Dove l’offerta dei servizi è diversificata, e i vari sportelli sono dedicati solo ed esclusivamente ad una certa funzione, il prelievo del talloncino numerato deve essere fatto in relazione al servizio richiesto. Ma dove tutti gli addetti possono svolgere tutte le funzioni previste, una scelta preventiva non ha senso.

      Così se in una banca si deve selezionare, ad esempio, tra consulenza, versamenti e prelevamenti, negoziazione titoli e così via, al banco gastronomia di un supermercato l’invito a scegliere tra salumi, formaggi e piatti pronti sarebbe demenziale: qui il talloncino numerato serve soltanto a chiamare la clientela in ordine di prenotazione.

      Nell’ufficio postale di via Sacro Cuore (ma anche i altri uffici postali, immagino) regna un sistema misto: tutti gli sportelli interni possono svolgere ogni servizio previsto, ma il cliente è obbligato, all’entrata, a sceglierne uno.

      Quali le conseguenze? Che la chiamata di chi è in attesa non avviene più nell’ordine temporale di prenotazione (chi prima arriva, prima viene chiamato) ma in base a un non meglio precisato criterio di priorità caricato sul computer che gestisce il sistema. E così capita – a me è capitato più d’una volta – che per il servizio richiesto, nella fattispecie la spedizione di una raccomandata, essendoci in “priorità 1” (come mi è stato detto) un solo sportello, ed essendo questo sportello bloccato per una lunga operazione (ieri, ad esempio, da un cliente che doveva spedire decine di raccomandate con avviso di ritorno) si debba aspettare per molto tempo, mentre gli altri sportelli chiamavano altri servizi prenotati da persone arrivate dopo.

      Sarebbe interessante conoscere tali priorità: non può essere la durata delle operazioni perché questa non si può sapere a priori; forse è la tipologia dei vari servizi, ma in relazione a che? ai servizi più remunerativi? ma non è che così si discrimina la clientela: quella di serie A e quella di serie B?

      Ed ancora: perché questo se tutti gli operatori possono effettuare le stesse operazioni? Che ciò sia vero è dimostrato dal fatto che, in caso contrario, ai singoli sportelli dovrebbero venir chiamati sempre e soltanto gli stessi servizi, e quindi apparire sempre e soltanto lo stesso codice, il che non è. E poi, se un cliente deve fare due operazioni diverse, ad esempio un versamento in c.c. postale e spedire una raccomandata, deve prendere due talloncini numerati sui due distinti servizi, e quindi fare due code, oppure ne prende uno solo e sullo sportello prescelto fa tutte e due le operazioni? Ed infatti c’è qualche furbastro che, sapendo come stanno le cose, prende, all’ingresso, tanti talloncini quanti sono quelli previsti, e poi accede allo sportello che lo chiama per primo.

      Ho chiesto spiegazioni, e mi è stato risposto che è “la procedura” che gestisce le priorità. Ecco: la colpa è del computer, della procedura. Si dice che il computer non è una macchina intelligente nel senso che non ragiona, ma lavora solo in base alle istruzioni ed alle informazioni che gli si danno, ed allora la conclusione è che non è il computer che non è intelligente ma chi ad esso dà istruzioni e informazioni operative cervellotiche.

      Mario Ferrarese - Rovigo

 

 

 

IL GAZZETTINO  -  Giovedì 25 Febbraio 2010,

Il disservizio VOUCHER DIFFICILI DA RISCUOTERE

      Sono uno dei tanti cassaintegrati italiani e, visto che ci è stata la possibilità, sto collaborando saltuariamente con un’azienda che ha deciso di retribuirmi con i già conosciuti voucher da lavoro occasionale. Opportunità che trovo eccellente, se non fosse che tutto ciò (e mi riferisco alla procedura) sta diventando un’altra «commedia all’italiana». Dopo aver versato il controvalore sull’apposito conto corrente postale, il mio datore di lavoro ha ricevuto, dopo 9/10 giorni i famosi voucher per l’importo pattuito. Gli stessi sono poi stati correttamente compilati e, come previsto, mi sono recato alle Poste. Ma ho dovuto andare in ben 3 uffici postali diversi, dove ho riscontrato una bassissima preparazione professionale, nonché, in alcuni casi, maleducazione. Prima tappa all’ufficio dell’Aeroporto Marco Polo: sono stato respinto dicendo che i voucher erano troppi e, avendo lo sportello operatività limitata, avrei bloccato il servizio agli altri clienti. Avrei dovuto quindi fare la coda più volte cambiando non più di 4 voucher alla volta. Decido di andarmene, sconcertato. Secondo ufficio postale, Mestre 8, che tiene aperto fino alle 18. Ci vado dopo il lavoro, dopo una lunga coda, dei 5 impiegati che ho potuto vedere, nessuno sapeva processare i tagliandi e sono stato mandato a casa chiedendomi il numero di telefono per essere ricontattato. Ho lasciato il numero di cellulare, ma non sono mai stato contattato. Scandaloso. Terzo round: Treviso Centrale, aperto anche il sabato fino alle 14.00. Entro alle 13.40 e appena arrivato allo sportello il primo commento dell’operatrice, è in dialetto locale: «ah beh, desso stemo qua fin doman matina». La conversazione si accende nei toni e l’operatrice stessa mi «rimprovera» dicendo che avrei dovuto presentarmi prima di quell’ora per l’incasso. Io rimango allibito e accuso, generalizzando, che c’è poca gente che ha voglia di lavorare, cosa che fa molto irritare la signora. Ma io le faccio notare che è stata proprio lei a esordire con una frase poco consona. Dopo il colloquio con una collega la stessa suppone che i voucher non siano ancora «pagabili» perché non ancora caricati a terminale da parte dell’Inps per poterlo fare. Risultato: all’11/12 ero in possesso di diversi titoli di credito che non potevano ancora essere pagati, nonostante il mio datore di lavoro avesse versato il 23 novembre l’ammontare da corrispondere tramite conto corrente postale. Quindi avevo «in mano» carta... Al 4. tentativo sono riuscito, grazie alla gentilezza di un operatore dell’ufficio postale Mestre 8 a farmi convertire i voucher in denaro, dopo lunga ed elaborata procedura. Trovo tutto ciò sia un’altra follia nella quale non avevo bisogno di capitare, vista la mia situazione professionale ed economica. Immagino questa rimarrà una prassi in vigore anche per il 2010, ma auguro, a chi dovesse usufruirne, di non inceppare in quella che è la famosa burocrazia italiana della quale sono stato vittima.

      Alessandro Trivelli

 

 

 

Pubblicazione: 18-02-2010, LA STAMPA, BIELLA, pag.60

                 

BORGOSESIA. TRENTA DIPENDENTI IN MALATTIA O MATERNITA, PRESTO PERO NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

Consegne in ritardo coi postini precari

Disservizi in Valsesia: manca il personale e le sostituzioni sono soltanto trimestrali

MARIA CUSCELA BORGOSESIA Ci sono settimane in cui, in alcune vie di centri valsesiani, come Borgosesia, la posta fatica ad arrivare. Chi controlla quotidianamente la buca delle lettere, resta deluso perche' per giorni e giorni capita che rimanga stranamente vuota. Pazienza se ad essere attesa e' una cartolina d'auguri, la questione si complica quando si aspettano documenti di una certa importanza, magari legati a pagamenti. Gli uffici postali locali, nella maggior parte dei casi, possono fare ben poco. Il problema parte da un momento critico del personale. «Solo tra Borgosesia, Romagnano e Grignasco ci sono una trentina di dipendenti a casa in mutua, a causa di infortuni, per malattie patologiche gravi, o in maternita' - spiegano da POSTE italiane -. Queste assenze, seppur momentanee ma per periodi prolungati, ovviamente pesano sull'organizzazione degli uffici. E cosi' per il ruolo di postini dobbiamo ricorrere a contratti a tempo determinato, che hanno una durata massima di tre mesi». E proprio da questa condizione nascono i disservizi per i cittadini. Il fatto che i portalettere, soprattutto giovani, cambino con una relativa rapidita', fa si' che fatichino a inquadrare la zona da servire. «Nonostante la formazione e le indicazioni che diamo loro prima che l'incarico diventi effettivo, i postini spesso si scontrano con la realta' - continuano dalle POSTE -. Sembra facile vedere l'indirizzo sulla busta, ma a volte il nome della via non corrisponde, o magari chi deve ricevere la lettera ha cambiato residenza e non l'ha comunicato. E poi, quando i nuovi postini cominciano a inquadrarsi, bisogna gia' prepararne altri perche' il loro contratto e' scaduto. E' inutile negare che questo tipo di turn over pregiudica l'efficienza. Purtroppo pero', con cosi' tante assenze in contemporanea, non ci sono alternative. Se poi notiamo che i problemi diventano di un certo livello mandiamo gli incaricati a verificare sul posto la situazione». In particolare per l'ufficio di Borgosesia sono in arrivo comunque notizie che fanno ben sperare. «A breve sono previste tre assunzioni a tempo indeterminato nel ruolo di portalettere - sottolineano da Vercelli -. Stiamo seguendo l'iter, rispettando la graduatoria nazionale. L'organico sara' comunque aumentato, a dimostrazione che come azienda non stiamo con le mani in mano». Di positivo c'e' che in questo periodo dell'anno si registra un calo nelle spedizioni postali. «Praticamente da sempre tra gennaio e febbraio, dopo il boom di Natale, c'e' un po' di calma - concludono da POSTE italiane -. Oltretutto la crisi globale ha un po' frenato il traffico delle spedizioni commerciali. Da marzo la curva dovrebbe essere in ripresa, per allora speriamo che il recapito della posta in Valsesia possa essere migliorato».

 

 

Il postino? Lo vedono solo una volta alla settimana

IL GAZZETTINO Domenica 21 Febbraio 2010,

CAMPAGNA LUPIA - Il postino? Lo vedono solo una volta alla settimana. I disservizi postali a Lughetto sono all’ordine del giorno, con ritardi nei recapiti anche di mesi. Una situazione da terzo mondo che ha costretto gli abitanti a ricorrere ad una petizione. Ma, visto che le pressioni su Poste Italiane non hanno sortito alcun effetto, il sindaco si porrà dalla parte dei cittadini per azioni legali.

      La raccolta di firme è stata condotta da un'intera frazione che si è mobilitata raccogliendo oltre duecento sottoscrizioni per chiedere a Poste Italiane di intervenire per risolvere una situazione divenuta insostenibile. Anche l'amministrazione comunale è stata coinvolta per dare più forza all'azione.

      «Il problema - dice il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri - è sorto dopo il trasferimento del portalettere competente per le oltre 600 famiglie di Lughetto. Da allora il servizio non è più lo stesso, in quanto la posta viene recapitata una sola volta alla settimana, accumulando ritardi di mesi e creando disagi per pagamenti di bollette o per riviste che arrivano dopo qualche mese».

      Il sindaco Livieri aveva già fatto presente il problema alla direzione di Mestre, inviando una comunicazione scritta nell’agosto del 2009 con la quale segnalava che l'azienda, pur avendo ampliato i propri servizi con le operazioni finanziarie, è carente nel servizio per cui le Poste sono state istituite e cioè la consegna delle lettere.

      «Da allora non abbiamo avuto più alcuna risposta - allarga le braccia Livieri -. Anzi, lo smistamento della posta viene fatto presso l'agenzia di Stra per poi essere recapitata a Campagna Lupia».

      Emanuele Compagno