IL POSTALE n. 449

 

Notizie dalla rete

 

 

IL POSTALE n. 4490 del 7.03.2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it

 

«Ognun vede quel che tu pari. Pochi sentono quel che tu sei.»

 

Niccolò Machiavelli

 

 

 

 

 

MF - del 2/3/2010

Che sorpresa la Cdp nelle mani di Gorno Tempini

DENARO & POLITICA

 

Quando sabato 27 febbraio due quotidiani nazionali, raccogliendo una soffiata proveniente dal ministero dell'Economia, hanno lanciato con grande rilievo il nome di Giovanni Gorno Tempini, a Milano non sono mancate valutazioni di sorpresa e incredulità. Non tanto per le qualità morali del manager, senza dubbio elevate; quanto perché si fatica a immaginarlo, lui tanto ossequioso e prudente, alla guida della Cassa Depositi e Prestiti nelle vesti di amministratore delegato al posto del roccioso e scafato Massimo Varazzani.

 

Di frequentazioni solide (è da sempre molto vicino a Giovanni Bazoli e al presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti), in verità non ha brillato alla guida di Mittel, la finanziaria bresciana dove tuttora riveste la carica di direttore generale. Lo provano gli ultimi bilanci, per nulla entusiasmanti dopo che sono andate esaurendosi le riserve di profitti generate dalla gestione De Vivo. Ma tant'è, fonti del ministero hanno ieri confermato la sua candidatura, certamente vista con favore anche dalle fondazioni sostenitrici della Cassa. Dunque, al più tardi a maggio toccheranno a lui le redini della più formidabile «banca d'investimenti» del Paese, una «banca» che in due anni ha cambiato fisionomia e dimensioni sebbene ancora non abbia prodotto i frutti sperati.

 

Con l'arrivo di Varazzani a fine 2008, la Cassa è stata infatti protagonista di una quasi rivoluzione. L'oggetto sociale è stato allargato, dando la possibilità alla società di prestare denaro non solo agli enti locali, ma anche ai privati. Ovviamente è stato stabilito che i progetti presentati da questi ultimi debbano comunque avere un interesse pubblico. Di fatto però la Cassa si è trasformata dalla banca dei Comuni, delle Province e degli altri enti locali che era, in una sorta di fondo di investimento dalle dimensioni smisurate.

 

Un fondo con una potenza di fuoco che ha come leva i 185 miliardi di euro raccolti grazie al risparmio postale. Ebbene, quando Varazzani sedette al timone, per volontà del ministro dell'Economia, ottenne pieni poteri. E subito cominciarono i contrasti con le fondazioni, che mal digerivano quell'allargamento del perimetro di attività. Tanto che dopo un tira e molla tra azionisti, fu deciso che sui nuovi business i poteri di Varazzani avrebbero dovuto essere condivisi con il cda. Va detto che tra i nuovi compiti non c'è solo il finanziamento. Durante l'anno e passa in cui il manager cresciuto nell'orbita di Tremonti è stato in carica, ai buoni uffici della Cassa si è ricorsi anche per altri scopi.

 

Per esempio, il ministro dell'Economia non ha esitato a sollecitare Varazzani quando si è trattato di firmare un accordo con l'Abi finalizzato a sostenere con 8 miliardi l'attività delle pmi in difficoltà. E' stato poi sottoscritta un'alleanza con la Sace per dare vita a Export Banca, che ha il compito di affiancare le società italiane che prendono la via dell'estero. Senza dimenticare il tesoro custodito nel portafoglio della Cassa: il 17% di Enel, il 10% di Eni, il 30% di Terna e il 35% di Poste Italiane. Insomma, un orizzonte sconfinato che ora verrà affidato a Gorno Tempini. Riuscirà nell'impresa di trasformarla nella «prateria lussureggiante di iniziative imprenditoriali» promessa dai suoi fondatori? Il tempo dirà.

 

 

 

(22 febbraio 2010) - Corriere Economia

Pasticci legislativi Il problema sarebbe la copertura: 50 milioni di euro

Polizze dormienti Ultima chiamata

Se la legge non viene cambiata questa settimana i rimborsi andranno in fumo. Le Poste: «Si tolga subito la retroattività»

 

Polizze dormienti, ultima chance. Se questa settimana non verrà cambiata la legge 166 dell' ottobre 2008, decine di migliaia di famiglie vedranno andare in fumo i risparmi lasciati dai parenti con le assicurazioni sulla vita. La legge è quella che limita a due anni dalla morte del titolare il periodo in cui si possono riscattare le polizze vita. Problema: è retroattiva al 2005. Viene bloccato, quindi, il rimborso anche delle polizze i cui titolari sono morti fra il 2005 e l' ottobre 2008, quando la legge non esisteva. Invece che ai legittimi destinatari, i soldi finiscono ora a un fondo del Tesoro, quello per le vittime delle frodi finanziarie, nato per risarcire le vittime di Cirio, Parmalat e gli obbligazionisti Alitalia. Un bel paradosso.

 

I tre tentativi Già tre volte si è tentato, inutilmente, di cambiare la legge 166. L' ha promesso e ci ha provato il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia, presidente del Cncu, il consiglio nazionale consumatori e utenti. Si sono espressi alcuni parlamentari. Ma gli emendamenti non sono finora passati: in Finanziaria né nel decreto Milleproproghe. L' ultima speranza è il decreto Incentivi, previsto in discussione venerdì 26 febbraio. Se la modifica non passa neanche questa volta, i risparmi saranno perduti, perché in marzo le compagnie devono comunicare formalmente al Tesoro l' ammontare 2009 delle polizze dormienti (il versamento effettivo al fondo avverrà a maggio). Il fatto che il decreto Incentivi sia in capo al ministero dello Sviluppo, favorevole a un correttivo, fa sperare, ma c' è il problema dell' attinenza della materia. Le probabilità sono basse.

 

E non è servita a nulla nemmeno la presa di posizione dell' Ania, l' associazione delle compagnie, né di Poste Vita, perché si tolga la retroattività. L' obiezione del Tesoro sarebbe sulla mancanza di copertura. Non è dato sapere ufficialmente a quanto ammonti l' apporto della retroattività al fondo, ma il ministero guidato da Giulio Tremonti avrebbe stimato che, per cambiare la legge, serva una copertura immediata di 50 milioni di euro. Tecnicamente è normale: tutte le norme che comportano maggiori spese e minori entrate hanno bisogno di una copertura finanziaria, anche se vanno a coprire un errore. «Ma quei soldi sono predestinati, non dovrebbero finire nella contabilità generale dello Stato - dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo -.

 

Va ripristinata la legalità, restituendoli ai legittimi beneficiari». «Il problema è sociale, va affrontato e risolto al più presto - dice Claudio Raimondi, direttore marketing di Poste Vita -. Una correzione è dovuta, si tocca la sofferenza di persone già ferite dalla perdita di una persona cara. Eravamo fiduciosi, ma si è fermato tutto. Ora è diventata una questione politica. Non credo che uno Stato possa disattendere così i diritti delle persone». Le mosse dei consumatori Le associazioni dei consumatori stanno preparando manifestazioni e iniziative giudiziarie. «Si sono rivolte a noi centinaia di persone - dice Paolo Landi, presidente di Adiconsum, che con Adoc e Lega Consumatori sta raccogliendo le adesioni per una causa collettiva contro Poste Vita e Ina -. Se l' emendamento non passa restano solo le cause. Si può sollevare l' eccezione di costituzionalità».

 

Intanto, ecco i consigli di Altroconsumo: 1) controllate se i parenti deceduti hanno una polizza vita; 2) se la morte è dopo il febbraio 2008, siete ancora in tempo per il riscatto: scrivete subito alla compagnia; 3) se è successiva, mandate lo stesso la raccomandata, invocando il contratto; 4) rivolgetevi alle associazioni dei consumatori per aderire alle cause collettive.

 

* * Caso 1/Il macchinista «Mi devono 30 mila euro, farò causa» «Siamo piccoli risparmiatori, non giocatori di Borsa», dice Serafino Fichera, macchinista a Brescia. È finito nel buco nero delle polizze dormienti con la sorella Rosa per 30 mila euro. Il padre Salvatore è morto il 16 dicembre 2005. Ex fruttivendolo vicino a Enna, 550 euro di pensione, aveva acceso la polizza Formula Sette per Serafino con Poste Vita: scadenza aprile 2010. «Poco dopo la sua morte sono andato a riscuoterla - racconta Serafino Fichera - ma l' impiegato mi ha suggerito di tenerla fino a scadenza. L' anno scorso ho visto che il valore scendeva e ho deciso di riscattare». Richiesta respinta: era entrata in vigore la legge retroattiva 166/2008. Stessa beffa per la sorella, a cui il padre aveva intestato una polizza decennale che scade nel 2011. «C' era la postilla che si poteva riscattare fino a 10 anni - dice Fichera -. Mio padre ha mangiato pane e cipolle per lasciarci qualcosa. Farò causa».

 

* * Caso 2/L' ex metalmeccanico «Ora spero nell' azione collettiva» Tomaso Aldeghi di Galbiate, provincia di Lecco, è un pensionato ex metalmeccanico, 880 euro al mese. Se non viene cambiata subito la legge sulle polizze dormienti, perderà 5 mila euro: l' ammontare della polizza stipulata dalla moglie Rosa Elsa Ratti, morta nell' agosto 2007. Rosa era casalinga e per arrotondare faceva le pulizie nelle case degli altri. Aveva stipulato con Poste Vita la polizza Ideale nel 2002, scadenza 2012. «Non sapevamo che ci fosse - racconta il figlio Domenico -. L' abbiamo scoperto a metà del 2008». Parte il pellegrinaggio per avere informazioni alle Poste: «Inutile. Alla fine ho spedito una raccomandata, nel gennaio 2009». Risposta: spiacenti, per la legge 166/2008 non possiamo rimborsare la polizza. «Mia madre ha fatto i lavori più umili per versare 50 euro al mese - dice Domenico -. Ora tolgono i soldi alla povera gente. Ho aderito alla causa collettiva di Adiconsum».

 

Puato Alessandra

 

Pagina 19

(22 febbraio 2010) - Corriere Economia

 

 

 

 

 

Telecom: Accelerazione Su Scorporo Rete, In Campo Cdp Tre Settimane Per Scrivere Futuro Industriale

 

Mer 3 Mar - 20.16

Adnkronos

 

Roma, 3 mar. - (Adnkronos) - Tre settimane per scrivere il futuro industriale di Telecom. La riunione del cda del 25 marzo, con l'approvazione dei conti e l'aggiornamento del Piano 2012, appare infatti la prima scadenza per definire le scelte su cui i grandi soci si stanno confrontando. A partire dal progetto dello scorporo della rete che, secondo quanto apprende l'ADNKRONOS da fonti parlamentari di maggioranza, potrebbe vedere presto una accelerazione. Con la Cassa Depositi e Prestiti a giocare un ruolo decisivo. A favorirlo sarebbe anche il cambio della guardia sulla poltrona dell'Ad, con l'avvicendamento fra Massimo Varrazzani, in uscita ad aprile, e Gorno Tempini, attuale direttore generale della Mittel. Il manager, che ha lavorato al fianco del presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo Giovanni Bazoli, sarebbe chiamato proprio a sbloccare quella che per le fondazioni azioniste rischia di diventare una 'impasse' operativa della Cassa. E il capitolo rete e' il primo all'ordine del giorno, viste anche le pressioni che arrivano dall'azionariato di Telecom, con Intesa SanPaolo impegnata a trovare soluzioni per risollevare il titolo ed assicurare un futuro industriale alla compagnia telefonica, e dalla politica, interessata alla tutela dell'italianita' della rete. Si definisce 'scorporo' della rete, ma nel tempo ha preso una sfumatura diversa: quella cioe' della costituzione di una 'societa' della rete' che veda l'apporto di tutti gli operatori di tlc e media interessati. In un'altra declinazione, e secondo un progetto cui ha fatto riferimento anche di recente il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, si tratterebbe piuttosto di una societa' della rete aperta, di cui potrebbero far parte anche altri soggetti potenzialmente interessati ad un network di nuova generazione in fibra ottica, cioe' Poste, Fs, banche, Regioni.

 

 

 

Cdp, Fitch conferma rating 'AA-' emittente lungo termine

mercoledì 3 marzo 2010 14:46

MILANO, 3 marzo (Reuters) - Fitch ha confermato il rating emittente di lungo termine della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) a 'AA-' con outlook stabile,

 

L'agenzia ha confermato anche i rating sul breve termine ('F1+'), di supporto ('1') e di supporto base ('AA-') e allo stesso tempo ha ribadito i rating 'AA-' e 'F1+' rispettivamente sul lungo e sul breve termine assegnati al programma di emissioni Emtn da 4 miliardi di euro e ai relativi titoli senior.

 

I rating riflettono il ruolo della Cdp quale principale braccio finanziario dell'Italia e il fatto che le fonti di raccolta siano depositi retail garantiti dallo stato e bond a lungo termine distribuiti attraverso le Poste Italiane.

 

 

 

VACCARINEWS - Mar 04 2010 Dall'estero

Poste italiane quinta tra gli operatori mondiali

A sostenerlo è la rivista “Fortune”, che ha firmato la nuova edizione della lista “World's most admired companies

Ups, Fedex, Tnt, Deutsche post (Dhl) e poi Poste italiane. Prima di Nippon express, Royal mail holdings, Japan post, La poste (Francia) e Usps.

Nello specifico settore delle consegne, la società guidata da Massimo Sarmi oggi risulta quinta, salita dall'ottava posizione rispetto alla valutazione precedente. A sostenerlo è la rivista “Fortune”, che firma l'elenco “World's most admired companies”, cioè la lista delle realtà più ammirate a livello mondiale.

Nella classifica per Paese, invece, a dominare nel capitolo tricolore figurano Edison ed Eni, seguite poi, con la… medaglia di bronzo, da Poste italiane, quindi da Finmeccanica, Assicurazioni generali, Telecom Italia, Premafin finanziaria e Unicredit group.

Il lavoro, nel suo complesso, riguarda 346 aziende di tutto il pianeta, suddivise in 55 settori.

 

FORTUNE: ROMANI, SODDISFAZIONE PER POSTE IN GRADUATORIA

(AGI) – Roma, 4 mar. – Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, ha espresso “grande soddisfazione” per il riconoscimento internazionale ottenuto da Poste Italiane nella consueta graduatoria della rivista americana ‘Fortune’. “Oltre alla conferma della presenza nella graduatoria internazionale di settore e all’avanzamento nella classifica delle ‘World’s Most Admired Companies’”, ha sottolineato Romani in una nota, “Poste Italiane risulta l’unico operatore postale a livello mondiale a entrare nel mercato della telefonia mobile”. E ha concluso: “Frutto dei risultati raggiunti e conferma delle scelte aziendali, il riconoscimento di Fortune deve inoltre essere da stimolo per l’azienda per, continuando su questa strada, perseguire gli obiettivi futuri”. Tra le aziende italiane segnalate dalla rivista statunitense, la leader Edison e’ seguita da Eni e Poste Italiane. (AGI) Com/Gav

 

 

04-03-10 POSTE ITALIANE:  SALE AL 5* POSTO IN CLASSIFICA FORTUNE DEL SETTORE  

(ASCA) - Roma, 4 mar - Poste Italiane e' passata dall'ottavo al quinto posto nel settore postale all'interno della classifica ''World's Most Admired Companies'' stilata dalla rivista americana Fortune, e al terzo nella graduatoria tutta italiana.

''Essere in classifica per il quarto anno consecutivo - ha dichiarato l'AD Massimo Sarmi - sarebbe gia' di per se motivo d'orgoglio, guadagnare poi la quinta posizione a livello globale e' ancor piu' motivo di soddisfazione. Siamo il primo operatore postale per redditivita' in Europa e l'unico al mondo ad essere entrato nel mercato della telefonia mobile.

Tutto questo ci ha permesso non solo di rendere Poste Italiane un'azienda competitiva e profittevole, ma addirittura di diventare modello di riferimento per l'intero settore e di avanzare nella classifica di Fortune''. Relativamente al settore di riferimento, Delivery, sottolinea la societa', Poste Italiane ''conferma per il quarto anno consecutivo la sua presenza assieme ai piu' importanti operatori globali del settore. Nella nuova classifica, che vede in testa il sorpasso di UPS su Fedex, Poste Italiane balza in quinta posizione lasciandosi alle spalle il colosso francese La Poste, Royal Mail, Japan Post, il gigante americano USPS totalizzando uno score che la porta a ridosso di Deutsche. Per quanto riguarda la classifica tutta italiana, in cui quest'anno figurano otto aziende nazionali, Poste Italiane si colloca al terzo posto della classifica dietro Edison ed Eni''.  - com-fgl/sam/rob

 

 

 

Giovedì 4 Marzo 2010, 19:21

 

               

Poste: Sarmi, orgogliosi di essere 5* in classifica Fortune

 

                MF/Dow Jones

 

ROMA (MF-DJ)--Poste Italiane fa un balzo in avanti e passa dall'ottavo al quinto posto nel settore postale all'interno delle "World's Most Admired Companies", l'Olimpo delle aziende mondiali, stilata dalla rivista americana Fortune, e terzo nella graduatoria tutta italiana.

 

"Essere in classifica per il quarto anno consecutivo -ha dichiarato l'a.d. Massimo Sarmi- sarebbe gia' di per se motivo d'orgoglio, guadagnare poi la quinta posizione a livello globale e' ancor piu' motivo di soddisfazione. Siamo il primo operatore postale per redditivita' in Europa e l'unico al mondo ad essere entrato nel mercato della telefonia mobile. Tutto questo ci ha permesso non solo di rendere Poste Italiane un'azienda competitiva e profittevole, ma addirittura di diventare modello di riferimento per l'intero settore e di avanzare nella classifica di Fortune". com/ren

 

 

 

L'uomo che sfida le poste:

"Ormai siamo al limite"

 

LA PROVINCIA DI COMO     * 24 febbraio 2009

 

 

LURAGO D’ERBA La protezione civile a consegnare gli informatori comunali in segno di protesta, e una squadra di avvocati al lavoro per una richiesta danni milionaria a Poste Italiane: il faccia a faccia che si sta svolgendo tra l’amministrazione e la società che ha in gestione la distribuzione della corrispondenza è una novità nell’intero panorama nazionale. Il suo promotore è il primo cittadino luraghese, Rinaldo Mario Redaelli.

Un risarcimento non inferiore al milione di euro: quante possibilità avete di ottenerlo?

Sappiamo che si tratta di una battaglia contro i mulini a vento, perché Poste Italiane ha un pool di avvocati pronti a smontare le nostre ragioni; ma abbiamo fiducia nella giustizia e confidiamo di veder accolte e riconosciute le motivazioni che porteremo davanti al giudice. Inoltre, ci conforta il fatto che tutti, giudici compresi, avranno sicuramente potuto provare sulla propria pelle i disservizi.

Perché una cifra così alta? Provocazione?

In parte è una provocazione, perché non volevamo si perdesse nel ridicolo di una richiesta di poche migliaia di euro, e diventare una causa di serie B. Vogliamo provocare il sistema, portare alla ribalta un problema davvero grave. Comunque, tenendo conto di quanti hanno subìto danni, ci si rende conto che non è una richiesta esorbitante, anzi.

 

 

 

 

Il postino? Proprio quello con la cerata gialla

Daniela Boresi

IL GAZZETTINO Lunedì 1 Marzo 2010,

Il postino? Proprio quello con la cerata gialla che sfidava le intemperie a suon di pedalate e ogni giorno di Iddio manda in terra depositava la posta nelle casette. Bene, scordatevelo. Vuoi la tecnologia, vuoi la crisi, anche il portalettere è costretto a cambiare lavoro: si dota di palmare per far pagare bollette e quant’altro, consegna medicine e referti medici, viaggia in pick-up. E quel che è ancora più rivoluzionario, non si dematerializzerà più prima di mezzogiorno come è sua consuetudine, ma visiterà i clienti anche nel pomeriggio.

      Una rivoluzione che va paripasso con il mutare della tipologia di posta consegnata, Quando la bella grafia aveva ancora un senso, i "ti amo" arrivavano in calce a lunghe missive e i racconti di una vacanza indimenticabile si snocciolavano sulla carta, meglio se profumata e colorata, di una lettera.

      Affetti, sentimenti, dolori e gioie venivano affrancati e spediti e arrivavano con quasi regolarità, consegnati da postini in bicicletta che ormai conoscevano a menadito le ansiose attese di giovani innamorati o di anziani genitori. Ma questo era un ieri lontano: oggi i sette miliardi di corrispondenza che fluttuano per l’Italia, di lettere e colorate cartoline ne vedono davvero ben poche, nei 3 milioni e 858mila di corrispondenza quotidiana del Nordest ancora meno. Forse c’è ancora qualche nostalgico che affida alla penna il suo bisogno di comunicare, ma a finire celophanati e affrancati sono cataloghi, pubblicità e nella migliore delle ipotesi qualche bolletta o invito.

      «In questi anni c’è stato un calo mondiale della posta, dovuto all’avvento di Internet e di altri metodi di comunicazione, la lettera è morta anni fa. - spiega Giampietro Ignaccolo, responsabile dei Servizi postali del Nordest - Nel 2006 avevamo raggiunto il boom, con 7 miliardi di buste in Italia. Poi ha preso piede Internet e si sono aperti molti altri canali di comunicazione, dalla posta elettronica, a quella certificata che sarà sempre più usata e dove le Poste stanno cercando di trovare un proprio spazio».

      La crisi che ha investito il mondo, non ha risparmiato neppure il settore postale, dove il calo di quanto spedito si è attestato sul 20 per cento. «Questo è sempre avvenuto, perché la maggior parte delle spedizioni sono legate alla pubblicità, che è crollata: le aziende fanno meno pubblicità e anche loro tagliano le spese e guardano anche al costo postale perché spendono migliaia di euro - aggiunge Ignaccolo - E questo ci ha portato ad aprire altri fronti, impegnarci in campi diversi per offrire ai clienti un ventaglio maggiore di proposte».

      E c’è chi paventa e teme una moria di postini. A livello nazionale alle Poste lavorano circa 140mila persone, 73mila della quali nella corrispondenza e secondo i sindacati a livello nazionale potrebbero essere a rischio 10.600 posti di lavoro tra i postini. Ignaccolo ammette che c’è in atto una trattativa sindacale, ma che non si parla di licenziamenti, ma piuttosto di rimodulazione del lavoro che prevederà anche la presenza del postino nel pomeriggio.

      «Altro che immagine statica del postino - aggiunge il direttore - Ora anche a Nordest è dotato di palmare, ce ne sono 11mila in Italia, 1300 a Nordest, e a breve si trasformerà anche in esattore. Non disdegniamo la bicicletta, ma stiamo inserendo anche le macchinette elettriche, ce ne sono già 14 a Nordest e ne devono arrivare molte altre, vogliamo diventi uno strumento diffuso e il postino un piccolo ufficio postale ambulante». Ci sono poi in essere anche contratti per trasformare il postino in notificatore di cartelle esattoriali».

      Il Nordest in fatto di smistamento della posta è però terremo complesso, più il territorio è difficile orograficamente, più aumenta la posta da distribuire. «Paradossalmente nei comuni montani si portano più lettere, - continua Ignaccolo - Alle quali va aggiunta la consegna medicinali o dei referti medici, servizi che stiamo sempre più affinando».

 

 

 

sabato 06 marzo 2010, 07:00

Poste italiane, il 52% è donna

di Redazione

 

Anche in Italia le aziende si tingono di rosa. È il caso di Poste Italiane. Complessivamente, le donne che lavorano in Poste Italiane sono circa 77.000, pari al 52%. In tutta Italia i direttori donna sono il 59% e dirigono 7.018 uffici su un totale di 14mila. Circa la metà del personale con funzione di quadro risulta essere donna.

Questi numeri che fanno di Poste Italiane una delle realtà con la più alta percentuale femminile in Italia; di queste il 67% ha meno di cinquant’anni contro una media maschile del 54%. Significativa la presenza femminile anche ai vertici aziendali. Il 38% delle 140 filiali (strutture responsabili della gestione degli uffici postali di un territorio) è guidato da donne. Poi c’è chi ricopre ruoli «tecnici», come le giovani ingegneri dei Centri di meccanizzazione postale, che gestiscono e ottimizzano i grandi flussi di corrispondenza. Quanto agli addetti al recapito: le portalettere donna sono circa 19mila.

 

 

 

 

 

Privacy e conservazione dei dati: il Garante contro Poste, Tiscali e NGI

Pubblicato da Andrea Trapani il 1 marzo 2010

 

I dati di traffico telefonico (numero chiamato, data, ora, durata della chiamata, localizzazione del chiamante in caso di cellulare ecc.) e Internet (indirizzi e-mail contattati, data, ora, durata degli accessi alla rete ecc.) non riguardano il contenuto della comunicazione, ma sono comunque particolarmente delicati poiché consentono di ricostruire tutte le relazioni di una persona e le sue abitudini.

 

Le società dovranno innanzitutto cancellare i dati di traffico telefonico e telematico conservati oltre i tempi previsti dalla normativa italiana per finalità di accertamento e repressione dei reati (ventiquattro mesi per i dati di traffico telefonico; dodici mesi per i dati telematici). In un caso, i dati di traffico telefonico risalivano addirittura a marzo 1999 e quelli di traffico telematico a giugno 2007. Da cancellare anche tutte le informazioni in grado di rivelare gusti, opinioni, tendenze degli utenti che non avrebbero mai dovuto essere archiviate nei data base (ad esempio, l’oggetto dei messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti; i dati personali relativi alla navigazione in Internet, anche quando rappresentati dal solo indirizzo Ip di destinazione). Ad una società è stato prescritto di innalzare i livelli di sicurezza dei flussi informativi con l’autorità giudiziaria e di garantire in modo più adeguato la riservatezza delle informazioni: al posto del fax dovranno essere adottati sistemi di comunicazione sviluppati con protocolli di rete sicuri e strumenti di cifratura basati su firma digitale. Gli accertamenti disposti dal Garante rientrano nell’ambito di un’azione comune deliberata dalle Autorità di protezione dei dati europee riunite nel Gruppo di lavoro art. 29 e sono volti a verificare l’osservanza, da parte dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica, degli obblighi fissati dalla normativa nazionale in materia di conservazione dei dati di traffico. I fornitori sono stati individuati sulla base di diversi criteri (quota di mercato, tipologia dei servizi forniti, dimensione nazionale o internazionale)

Interessante intervento odierno del Garante della Privacy italiana sulla conservazione dei dati nel campo delle telecomunicazione.

Destinatarie dei provvedimenti tre aziende italiane, di cui due attive anche nel settore dei gestori virtuali (Poste Mobile e Tiscali Mobile, ndr).

 

In sintesi il Garante – con tre diverse azioni [doc web n. 1695393, 1695368 e 1683093] nei confronti di Tiscali, Poste e NGI - ha vietato l’uso di dati trattati in modo illecito e ne ha ordinato la cancellazione visto che i tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico erano superiori al consentito. Stesso motivazione per la conservazione di informazioni sui siti visitati dagli utent alcune delle gravi violazioni emerse nel corso degli accertamenti ispettivi effettuati dall’Autorità.

 

 

Posta prioritaria, Italia tra più care

Dodici centesimi in più rispetto alla media europea. Paesi più cari, solo Finlandia e Danimarca

ANSA - 06 marzo, 14:08

 

ROMA  - Spedire una lettera in posta prioritaria in Italia costa 60 centesimi, 12 in più rispetto alla media europea. Paesi più cari del nostro in Europa, da questo punto di vista, sono solo Finlandia e Danimarca. A stilare la classifica è l'Anacom, l'Autorità di regolazione portoghese, che come ogni anno mette sotto la lente i costi del servizio postale nei 27 Paesi dell'Unione europea.

 

Dallo studio, dal titolo 'Comparazione dei prezzi degli operatori del servizio universale postale nell'Unione europea nel 2009', emerge che l'invio di una lettera in posta prioritaria del peso di massimo 20 grammi costa 80 centesimi in Finlandia, 74 in Danimarca e 60 in Italia e in Slovacchia. La media europea è di 48 centesimi, mentre a spendere di meno sono i maltesi, con appena 19 centesimi.

 

 

 

 

In Germania spedisci una mail e viene recapitata una lettera

Pino Bruno | marzo 4th, 2010 -

 

Il sistema di posta tradizionale perde colpi a causa del crescente successo della mail. In Germania l’anno scorso c’è stato un calo del cinque per cento e così le Poste tedesche hanno pensato ad una soluzione mista, con lettere online e consegna tradizionale. Cioè, il mittente scrive una mail e le Poste recapitano al destinatario una lettera di carta. Quanto costerà il servizio? Circa 10-20 centesimi a lettera, contro i 45 del francobollo da appiccicare sulla busta. Con l’abbonamento, il risparmio aumenta. Juergen Gerrdes, capo della divisione-lettere di Deutsche Post , parla di accordi già sottoscritti con grandi clienti, banche, assicurazioni, Automobil club.

 

Si potrà optare per una lettera completamente elettronica oppure per un mix tra trasmissione elettronica del testo e consegna tradizionale da parte del postino. Ovviamente Deutsche Post garantisce il rispetto del segreto epistolare e il valore legale della corrispondenza mista o esclusivamente digitale. I clienti interessati dovranno farsi riconoscere (soltanto la prima volta) in un ufficio postale, presentando un documento di identità.

 

In Italia il servizio è già attivo da qualche anno. C’è la Posta prioritaria on line e la Raccomandata on line di Poste Italiane oppure si può aderire all’offerta dell’azienda privata Posta Pronta. Con una differenza, rispetto alle tariffe annunciate da Deutsche Post. In Germania si risparmierà, mentre in Italia il francobollo digitale costa di più.  

               

 

 

Poste bulgare licenziano il 10% degli addetti

2010-03-01

LUNEDI' 1 MARZO 2010

 

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sofia, 01 mar - La Poste bulgare hanno annunciato il licenziamento del 10% degli addetti nei prossimi mesi, I licenziamenti riguardano soprattutto il personale amministrativo e non dovrebbero toccare i 2.900 sportelli sparsi per il paese. L'operazione dovrebbe portare ad una maggiore efficienza del servizio anche se i sindacati sottolineano come la decisione cade in un momento in cui la disoccupazione e' arrivata al 9,9%, un livello insostenibile. (RADIOCOR) 01-03-10 17:17:02 (0296)EE 5 NNNN

 

 

 

 

VACCARINEWS Mar 01  2010

In Francia La poste diventa società anonima

 

La novità operativa da oggi. Intanto, in Italia la Corte dei conti ha analizzato il processo di privatizzazione fin qui avvenuto; fra le prossime realtà interessate dovrebbero figurare Poste italiane e Ipzs

 

Una società anonima completamente pubblica che, in base alla legge francese del 9 febbraio scorso, non potrà accogliere investitori privati: è, da oggi, La poste. Il cambio, spiegano da Parigi, si inserisce nell'ambito della riorganizzazione prevista entro l'1 gennaio 2011 ed apre la via all'aumento di capitale pari a 2,7 miliardi di euro, in arrivo da Stato e Caisse des dépôts et consignations. Il maxi assegno “apporterà alla Poste il finanziamento necessario alla sua modernizzazione e allo sviluppo delle attività”.

 

Nell'ambito Ue, 25 operatori nazionali su 27 sono società anonime o lo stanno per diventare; fra questi, 19 sono interamente controllati dallo Stato o da un attore pubblico.

 

Intanto, in Italia la Corte dei conti ha ripreso il dibattito generale sulla privatizzazione, con valutazioni non sempre positive. Il relatore, il magistrato Luigi Mazzillo, ha ricordato “una serie di importanti criticità, che vanno dall'elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito”. In più, va registrato l'aumento delle tariffe che “risultano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti degli altri Paesi europei”. Nel complesso, però, il percorso ha conseguito sostanzialmente “gli obiettivi di lungo termine previsti nei primi documenti ufficiali, generando valore nelle ex imprese pubbliche, contribuendo a risanare le finanze pubbliche, a sviluppare il sistema finanziario nazionale e ad ammodernare lo Stato”.

 

E la procedura prosegue: “nei prossimi anni, nonostante il contesto economico e finanziario sia attualmente non favorevole”, potrebbero realizzarsi ulteriori privatizzazioni, che coinvolgerebbero, fra l'altro, Poste italiane ed Ipzs.

 

 

 

 

SVIZZERA - 24OreNewsTicinoonLine Notizia del 05/03/2010 - 15:23       

CHIASSO

Il Sindacato Comunicazione soddisfatto con il Municipio

 

LUGANO - Il Sindacato della Comunicazione esprime soddisfazione per la decisione di Chiasso di appoggiare l'iniziativa popolare federale “Per una Posta forte”.

"Chiasso sa infatti cosa significa la parola ristrutturazione e la conseguente perdita di posti di lavoro e servizi a favore della popolazione" commenta Angelo Zanetti, del sindacato della Comunicazione, il quale spera che ora che altri comuni facciano altrettanto. "In particolare - precisa -  quelli dove il proprio ufficio è oggi minacciato di chiusura, e sostengano fortemente la nostra iniziativa che, ricordiamo, vuole mantenere una rete capillare di uffici postali e che questi siano gestiti con personale che abbia un rapporto d’impiego con la Posta Svizzera (ciò significa in concreto la fine delle agenzie presso i negozi); chiede il mantenimento del monopolio residuo delle lettere a 50g e che le spese per il mantenimento della rete degli uffici postali e del servizio universale siano coperte con le entrate del monopolio delle lettere e con gli utili di una banca postale di proprietà al 100% della Confederazione".

 

Il sindacato vorrebbe poter consegnare l'iniziativa entro il mese di aprile. Il formulario può essere scaricato dal sito www.iniziativapostale.ch

 

 

 

 

VACCARINEWS Mar 03  2010

Sempre più telefonia negli orizzonti di Poste

Mentre il mercato attende il lancio del primo cellulare “griffato”, dopo l'8 aprile si giocherà la fornitura per le utenze statali, dove Poste mobile appare tra i probabili interlocutori. Nel frattempo, il portalettere viene… sensibilizzato da messaggi per la sicurezza

 

È stato progettato appositamente dalla cinese Zte ed il lancio è fissato per la fine del mese: è il primo telefonino targato Poste mobile e, non a caso, il codice risulta “Pm1001”. In questo modo, l'azienda estende la propria attività dai servizi telefonici agli stessi apparecchi.

 

Non si tratta soltanto di applicare il marchio, ormai conosciuto, a prodotti della filiera. Secondo le anticipazioni, l'impostazione del portatile appare semplice: un cellulare che pesa appena 63 grammi e… fa solo il cellulare, senza troppi orpelli, in grado di soddisfare soprattutto le persone con poche pretese. Quindi, risulta vendibile ad un prezzo interessante: 22,90 euro. Un altro elemento che lo differenzia dai concorrenti è l'essere impostato in modo da valorizzare e rendere più funzionali le prestazioni che la società offre, in particolare quelle interconnesse con il sistema postale, come i pagamenti. “Nella nostra breve storia di successo -conferma la responsabile marketing di Poste mobile, Daniela Manuello- abbiamo lanciato i servizi di fonia, l'offerta dati ed i servizi Semplifica sia per il mercato consumer, sia per il mercato aziende. Tutto all'insegna della trasparenza, della convenienza, della qualità e della semplicità. A questo punto abbiamo deciso di entrare anche nel campo dei terminali radiomobili lanciando un prodotto che rispettasse appieno il nostro posizionamento quindi un cellulare che fosse estremamente conveniente ma di qualità e facile da utilizzare”.

 

Intanto, la Consip, ossia la società controllata dal ministero ad Economia e finanze incaricata di gestire e sviluppare i sistemi informativi, “fornendo consulenza tecnologica, organizzativa e processuale”, sta lavorando alla nuova gara d'appalto per l'affidamento dei servizi di telefonia mobile destinati alle Pubbliche amministrazioni. Il contratto riguarda un periodo di ventiquattro mesi, estensibile ad altri dodici. Le proposte, per un valore stimato di 230 milioni iva esclusa, riguardano un massimo di 510mila utenze e vanno presentate entro l'8 aprile; saranno valutate secondo l'offerta più vantaggiosa, in base a criteri che solo per il 30% riguardano gli aspetti tecnici. Tali condizioni, dicono gli esperti, fanno supporre che pure Poste mobile partecipi al confronto.

 

Novità anche nel progetto “postino telematico”, che sta permettendo ai portalettere di gestire, attraverso il proprio palmare, una serie di procedure, ad esempio la registrazione in tempo reale delle consegne concernenti i plichi a firma. Mentre l'elenco delle aree coinvolte si allunga, gli apparecchi vengono impiegati da Poste per inviare messaggi standardizzati ai dipendenti. Per ora i temi scelti riguardano la sicurezza sul lavoro. Suggerendo -fino alla monotonia, come già fanno notare i destinatari- “gesti facili di quotidiana responsabilità. Verso te stesso e verso gli altri”.

 

 

 

 

PRIMAPAGINAMOLISE - 01-03-2010, 13:34 • Campobasso

Poste: nel mese di marzo scatta lo sciopero

 

Dal 1 marzo al 30 marzo 2010 scatta lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive che coinvolgerà tutti i lavoratori delle poste di Campobasso e Provincia. Le OO.SS. SLP-CISL, SLC-CGIL, UIL-POST, FAILP-CISAL i CONFASAL-COM. sollecitati dai lavoratori vogliono sconfiggere una politica aziendale volta tendenzialmente a non affrontare le problematiche del settore.

 

 

Le OO.SS. di categoria unitariamente, sono risoluti suggerendo al centro il protagonismo dei lavoratori e il valore del lavoro.

 

 

A tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori - dichiara Antonio D'Alessandro della CISL Poste di Campobasso - va il nostro ringraziamento.

 

La risposta dei lavoratori impegna ancora di più le OO.SS. e le RSU a continuare a battersi per superare le criticità presenti nel settore, auspicando la riapertura da subito di un confronto che dovrà necessariamente ripartire da basi diverse da quelle attuali e che abbia come obiettivo la valorizzazione del lavoro, il rispetto della dignità dei lavoratori, una migliore condizione di lavoro, una migliore qualità del servizio per i cittadini e il consolidamento e lo sviluppo dell'intero territorio, nel caso contrario siamo costretti nostro malgrado a continuare su questa strada con un mese di sciopero dagli straordinari per la mancata soluzione dei problemi.

 

 

Ci siamo sforzati di ricercare ogni utile soluzione - continua Antonio D'Alessandro rappresentante CISL - e aver preso atto del fallimento della trattativa, purtroppo nessuna risposta è arrivata dall'Azienda sulla sostituzione del personale, l'insufficiente numero di addetti, il caos organizzativo che ne deriva, le inefficienze del servizio denunciate dalle Organizzazioni Sindacali, dagli utenti e dagli organi d'informazione, sono ignorate in maniera disinvolta, al punto da negare persino la realtà dei fatti.

 

Il rifiuto di negare personale stabile sia negli uffici postali sia nel recapito, indispensabile a ripristinare le condizioni di normalità del servizio offerto ai cittadini e il rispetto dei diritti contrattuali, è un atto gravissimo di cui Poste Italiane si deve assumere la totale responsabilità nei confronti dei lavoratori e dei cittadini della Provincia.

 

 

L'azienda pubblicamente non perde occasione di assicurare attenzione per la nostra Regione, promettendo qualità ed efficienza di servizi, poi però, quando è il momento di dare risposte concrete e risolutive, emerge il reale obiettivo che è quello del contenimento dei costi. E il metodo più facile è sicuramente il taglio sul costo del personale.

 

 

Ci sono alcuni punti ritenuti non più differibili.

L'agitazione coinvolge l'intera provincia di Campobasso - prosegue Antonio D'Alessandro, segretario della CISL di Campobasso - poiché le carenze si avvertono, in tutta la provincia.

 

Dal 1 marzo l'agitazione riguarda il Servizio Postale, dal 4 marzo, dopo l'incontro che si terrà alle ore 11,00 nella Filiale delle Poste a Campobasso con i vertici Pugliesi, la protesta si potrà estendere immediatamente anche al settore Mercato Privati. Il nodo principale riguarda la carenza del personale e la pressione continua.

 

L'aver scelto la strada dello sciopero - termina il rappresentante della CISL Antonio D'Alessandro - dimostra quanto siamo preoccupati dello stato del servizio che si riflette sui lavoratori, i quali devono continuamente supplire alla mancanza di personale.

 

 

 

La Cisl contro lo smantellamento dei servizi postali in Carnia

di Redazione - BORA.LA 2MAR2010

 

“Il piano generale di ristrutturazione dell’azienda Poste prevede per il Friuli Venezia Giulia una razionalizzazione funzionale con la cancellazione della filiale di Tolmezzo (le cui procedure di smantellamento sono già iniziate) e la connessa chiusura di alcuni uffici postali in Carnia”. La Cisl interviene a salvaguardia dei servizi ai cittadini.

“L’esistenza di un Ufficio Postale – si sottolinea – per molti piccoli centri rappresenta ancora, molto spesso, l’unica parvenza della presenza dello Stato. La “Posta” è ancora il luogo dove la riscossione della pensione è il pretesto per incontrare vecchi amici e conoscenti. Tutta questa “rivisitazione” della ramificazione aziendale non potrà non avere profonde ripercussioni sul piano occupazionale e della qualità dei servizi forniti da Poste e, a questo punto, solo un intervento della politica può scongiurare gli esiti nefasti del progetto aziendale”.

 

Un ulteriore appello dei sindacati verrà lanciato domani, nella conferenza stampa che si terrà a Gemona, per presentare i risultati della campagna firme a difesa dei presidi postali in montagna e contro lo smaltellamento dei servizi sul territorio a danno delle popolazioni periferiche.

Interverranno il segretario generale della Cisl Alto Friuli, Franco Colautti, e Roberto Fioretti, segretario regionale Slp-Cisl.

 

 

 

 

L'UNIONESARDA Lunedì 01 marzo 2010 09.35

Villasimius: il servizio postale non funziona, raccolte 500 firme

 

L' associazione "Cittadini per Villasimius" ha promosso una raccolta di firme su una lettera aperta da inviare alla direzione generale delle Poste sia a Cagliari che a Roma. La lettera, inviata per conoscenza anche al sindaco e alla locale stazione dei carabinieri, denuncia la insostenibile situazione dovuta alla disorganizzazione del locale ufficio postale che sta seriamente mettendo a rischio anche l'ordine pubblico. L'iniziativa ha preso il via sabato mattina davanti all'ufficio postale dove per alcune ore è stato piazzato un tavolo di raccolta. in due giorni sono gia' state raccolte circa 500 firme. Fino a giovedi prossimo presso i principali locali di Villasimius la petizione è a disposizione dei cittadini i che intendessero sottoscriverla.

 

Lunedì 01 marzo 2010 09.35

 

 

 

FRIULI VENEZIA GIULIA

Poste, no alla chiusura degli uffici

in montagna: firmano in 3.500

IL GAZZETTINO - Mercoledì 3 Marzo 2010,

UDINE - Sono oltre 3.500 le firme raccolte dalla Cisl dell'Alto Friuli contro la chiusura dei presidi postali in montagna e nella pedemontana. Forte di queste adesioni il sindacato, in una nota, respinge quindi il piano di ristrutturazione di Poste Italiane, che, tra l'altro, prevede una razionalizzazione dei presidi con la cancellazione, ad esempio, della Filiale di Tolmezzo (già smantellata) e la chiusura di alcuni uffici in Carnia. «Lo Stato - afferma il segretario generale della Cisl Fvg, Franco Colautti - per far quadrare i suoi conti preferisce tagliare là dove è più semplice, rendendo ancor più periferica un'intera zona già di confine».

 

 

 

21-02-2010, LA STAMPA, NOVARA, pag.65

 

POGNO Denuncia in Procura contro ritardi delle Poste

 

Un esposto alla Procura contro POSTE Italiane per il disservizio. E' la decisione presa ieri mattina dagli imprenditori di Pogno che, esasperati per i ritardi nella consegna della corrispondenza, hanno deciso di rivolgersi all'autorita' giudiziaria e hanno chiesto al sindaco Giampaolo Simonotti di protestare ufficialmente per i danni che sono stati arrecati alle imprese. «Da due settimane esatte la posta non viene consegnata: dicono che sono ammalati i portalettere o ci parlano ogni volta di un problema nuovo - dicono gli imprenditori - fatto sta che noi siamo senza la corrispondenza. Ormai i giornali e le riviste li ritiriamo all'edicola, perche' se dovessimo attendere la posta dovremmo leggerli il mese successivo». A fare esplodere la protesta e' stato pero' il problema delle scadenze a cui le aziende sono tenute a far fronte, pena il pagamento di penali molto salate: in questi giorni dovevano arrivare bollette relative a vari enti, ma il mancato recapito ha fatto si' che le imprese non hanno risposto nei termini previsti e sono iniziate ad arrivare le multe. «Un imprenditore della rubinetteria - sottolineano gli industriali pognesi - si e' visto recapitare una bolletta da 70 mila euro per il gas; la bolletta faceva riferimento a mancate segnalazioni precedenti che hanno fatto lievitare la sanzione fino a questa cifra».

 

 

 

 

Firme contro le chiusure

A rischio 4 o 5 succursali in montagna e collina. Disagi per le pensioni

 

IL GAZZETTINO  -  Mercoledì 3 Marzo 2010,

Saranno 4 o 5 gli uffici postati suscettibili di ridimensionamento nel territorio dell’Alto Friuli. Lo ha comunicato, ieri, la Cisl Af che ha presentato il quadro dei disagi legati al disservizio nei paesi montani e collinari. Per sensibilizzare Poste Italiane ma anche le amministrazioni comunali, in due mesi il sindacato, con l’aiuto dei pensionati, ha raccolto oltre 3.500 firme che saranno inviate a tutti i Municipi e quindi a Regione e Provincia. Qualche dato su addetti e uffici: al 31 dicembre 2009 i dipendenti erano 186 tra direttori, sportellisti e specialisti commerciali, che sono calati nel 2010 di 3 unità per pensionamento, non sostituite. In Alto Friuli oggi ci sono 89 uffici postali di cui 62 in sede di comune e 27 in frazione. Di questi 89 uffici postali, 55 sono serviti da una sola persona, 3 sono a doppio turno, 6 hanno almeno 3 unità, e 23 operano con 2 addetti. “È necessario - ha detto il segretario regionale della Slp Cisl, Roberto Fioretti - che le istituzioni locali contribuiscano a diminuire il gap che esiste tra i costi che comportano quegli uffici e i ricavi che in essi si riesce a realizzare”. Il disagio di chi opera in questi uffici è legato pure a un lavoro a “trottola” che porta a servire più sportelli in comuni diversi. Chi lavora da solo e si ammala, causa suo malgrado la chiusura dello sportello e le persone che lì si recano nell’orario previsto, devono tornarsene a casa senza aver ritirato la pensione o fatto la commissione. La maggior parte degli sportelli è aperta solo la mattina ma non è una regola. A Mels, ad esempio, si lavora solo i primi 8 giorni del mese; e i primi 3 giorni del mese e solo i mercoledì a Salino di Paularo. Il piano generale di ristrutturazione delle Poste prevede una razionalizzazione dei presidi con cancellazione della filiale di Tolmezzo, già smantellata, e connessa chiusura di alcuni uffici in Carnia. “Per far quadrare i suoi conti - dice il segretario Cisl-Af, Franco Colautti – lo Stato preferisce tagliare dove è semplice, rendendo ancor più periferica un zona già di confine”.

 

 

 

 

NIENTE STRAORDINARI

Da oggi in sciopero i portalettere

di tutta la provincia

IL GAZZETTINO - Venerdì 5 Marzo 2010,

Sciopero di portalettere e sportelli delle Poste: niente straordinari fino al 25 marzo. Slc Cgil, Slp Cisl e Uil Post hanno proclamato in tutta la provincia di Venezia un'agitazione con blocco delle prestazioni straordinarie per tutto il personale del settore recapito e del settore sportelleria. Non potevano scegliere momento migliore i sindacati per proclamare lo sciopero degli straordinari considerata la mole di lettere, volantini e iniziative pubblicitarie legate alla campagna elettorale per le elezioni regionali e comunali del 27 e 28 marzo e che si consoliderà, guarda caso, il 26 marzo. «Speriamo che in questo modo l'azienda finalmente ascolti le nostre recriminazioni - spiega Giovani Conte segretario provinciale della SlP Cisl - che portiamo avanti da ormai diversi mesi. Scioperiamo per dimostrare che solo il ricorso a prestazione straordinarie consente la tenuta dei servizi postali del Veneto, tanto nel recapito quanto nella sportelleria». I sindacati dei lavoratori delle poste evidenziano come ormai le situazioni di carenza di personale sono devastanti e che il tutto va a scapito della qualità del servizio. È di appena qualche mese fa la denuncia, proprio del segretario della Slp Cisl Conte di uffici postali nel caos in provincia di Venezia con cassette di stampe e posta ferma da settimane negli uffici che metteva a rischio non solo la sicurezza dei lavoratori ma anche l'igiene e il corretto servizio a cittadini e imprese. Una situazione che potrebbe degenerare con l'incremento della posta di pubblicità elettorale. «Gli addetti al recapito - spiega il segretario di Slp Cisl - protestano contro i tagli di posti di lavoro annunciati recentemente dall'azienda che pesa in una situazione già molto carente. Sono costretti a continui straordinari semplicemente perché l'azienda non tiene conto da anni dello sviluppo demografico di alcune aree industriali. Gli sportellisti invece - sottolinea Conte - sono costretti, anche loro per carenza di personale, a quotidiane trasferte in altri uffici per coprire malattie e ferie dei colleghi».

      Luisa Giantin

 

 

IL GIORNALE  domenica 07 marzo 2010, 07:00

Donne spedite ai vertici per colorare le Poste di rosa

di Redazione

Poste Italiane ha un motivo in più per festeggiare l’8 marzo: è infatti un'azienda per oltre la metà in rosa. Complessivamente le donne rappresentano una percentuale pari al 52 per cento con oltre 77mila presenze su tutto il territorio nazionale.

Una percentuale in aumento in quasi tutti i segmenti aziendali, in particolare negli uffici postali dove i direttori donne sono circa il 59 per cento a capo di oltre 7mila uffici su un totale di 14mila in tutta Italia.

La metà del personale con funzione di quadro è femminile e il 67 per cento ha meno di cinquant’anni.

E Genova spicca in modo particolare in questo contesto: in tutta la provincia il 76 per cento del personale degli uffici postali è donna. Nel servizio di recapito la presenza femminile è di oltre il 44 per cento.

Le percentuali più alte di presenze in rosa alla guida di uffici si registrano nel centro-nord Italia: Emilia Romagna (83%), Valle D'Aosta (77%), Piemonte (77%), Friuli Venezia Giulia (75%), Liguria (68%), Toscana (68%), Trentino Alto Adige (66%) e Umbria (65%), Marche (67%), Veneto (64%) e Lombardia (62%). Si abbassano leggermente al centro-sud e nelIe isole: Sardegna (54%), Molise (53%), Abruzzo (51%), Lazio (48%), Basilicata (42%) e Calabria (43%) mentre risultano in calo in Campania (38%), Puglia (32%) e Sicilia (35%).

Significativa la presenza femminile anche ai vertici aziendali. Il 38 per cento delle 140 Filiali (strutture responsabili dell'attività degli uffici postali di un territorio) è infatti guidato da donne, mentre nel servizio di recapito su un totale di 44mila unità si registrano circa 19mila portalettere.

E forse anche per la forte presenza delle donn,le Poste si sono impegnate a valorizzare le diversità e la tutela delle pari opportunità anche attraverso l'azione di uno specifico Comitato e promuove soluzioni contrattuali e di politiche sociali (flessibilità di orario, telelavoro, asili nido aziendali) finalizzate a favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle persone.

 

 

 

 

PRIMAPAGINAMOLISE - Ieri, 13:59 • Campobasso • Cronaca

Poste, continua la protesta

 

Si è svolto presso la Filiale delle Poste in via Pietrunto il conflitto di lavoro promosso tra le organizzazioni sindacali  di categoria CISL, CGIL, UIL, FAILP-CISAL e CONFSAL della provincia di Campobasso verso l'Azienda Poste Italiane S.p.A., in ottemperanza alle procedure di raffreddamento previste dall'art. 18 del vigente CCNL.

 

"Abbiamo da subito evidenziato come il perseguimento di obiettivi commerciali ed il rispetto di rigide normative interne abbiano forti riflessi sulla gestione del personale, sugli organici e sui contenuti del CCNL, con conseguenze negative sui servizi al cittadino -<spiega Antonio D'Alessandro segretario territoriale Cisl - come se non bastasse, le continue pressioni sui direttori degli Uffici Postali e, in forma ormai sempre più asfissiante, direttamente sul personale per raggiungere l'obiettivo "ferie d'ufficio", secondo il quale ogni dipendente deve smaltire, obtorto collo, tutte le ferie entro l'anno, sta mettendo in costante difficoltà i colleghi alle prese con le file allo sportello o impegnati nella consegna della corrispondenza.

 

Le pressioni giornaliere sono ormai costanti, anche telefoniche e via e-mail. L'Azienda persegue i suoi risultati con sistemi diversi, anche inquisitori, con minacce di sanzioni disciplinari in caso di performance non soddisfacenti. Il tutto senza tener conto della crisi generale, economica e finanziaria, che sta impegnando governi, istituzioni e aziende in interventi che trovino soluzioni a medio e lungo termine. In questo momento particolare dell'economia, chi ricopre ruoli di maggiore responsabilità è chiamato a dimostrare capacità e competenze, non certo a scaricare sui lavoratori negligenze arbitrarie solo per sfruttare al massimo la situazione e conseguire premi di risultato e compensi spesso non meritati.

Di fronte a questa situazione non abbiamo potuto non diffidare l'Azienda a mettere in atto atteggiamenti lesivi della dignità dei veri lavoratori, quelli tartassati da dirigenti e manager, appellandoci al D.L. n. 81/2008.

 

Ci rendiamo conto che la maggior parte delle problematiche è dovuta alla carenza di personale in tutti gli uffici. L'Azienda sembra non rendersi conto delle reali conseguenze, per il personale e per la clientela, di tali carenze di organico, né delle inevitabili ricadute anche sul raggiungimento degli obiettivi di produzione richiesti. Viene da domandarsi anche se l'Azienda sia a conoscenza della situazione di salute precaria di alcuni colleghi, dello sfinimento degli operatori soli ed abbandonati presso gli uffici postali, dello stato di stress fra il personale.

 

Una richiesta urgente è quella di portare gli Uffici di fascia B al numero giusto di applicati: addirittura ci sono casi di Uffici, di recente passati ad apertura a doppio turno, che continuano ad essere gestiti con lo stesso numero di unità.

 

Per ora l'Azienda si è limitata a far conoscere il numero di ore di straordinario pagato nel mese di gennaio, pari a 660, con dipendenti che hanno superato addirittura 45 ore di straordinario in un solo mese. L'utilizzo dello straordinario sembra ormai una leva gestionale che il datore di lavoro può regolare a secondo delle necessità spicciole e non piuttosto nella emergenza. Ci è stato inoltre proposto il solito "tavolo tecnico" in cui vagliare una possibile chiusura massiccia di Uffici Postali in diversi comuni della Provincia al fine di recuperare personale e contenere i costi.

 

Le OO.SS. non si tirano mai indietro al dialogo, neppure in caso di proposte palesemente assurde, ed aspettiamo un'ulteriore convocazione; nel frattempo dobbiamo decidere unitariamente, insieme alle altre OO.SS., se dichiarare uno sciopero e/o comunicare l'interruzione delle Relazioni Industriali. Comunque lo sciopero dello straordinario nel settore del recapito prosegue con una adesione pari al 100 %, e i primi risultati già sono abbastanza palpabili. Ci dispiace solo del disagio che stiamo arrecando alla cittadinanza, la quale già lamenta la scarsa qualità dei servizi offerti dall'Azienda.

 

 

 

 

IL TEMPO 2-3-2010

Notizie - Roma

Battaglia vinta

Torna il postino al Villaggio Breda

 

I residenti hanno festeggiato con dolci e spumante dopo tre mesi di proteste. Riaprono gli uffici nel quartiere sulla Casilina: oggi in un container, a giugno nella sede in piazza Piaggio.

 

Villaggio Breda: un momento della protesta in Campidoglio Le Poste non hanno abbandonato Villaggio Breda, quartiere sulla Casilina, poco distante da Tor Bella Monaca. Ieri il servizio postale è ripreso a piazza Ernesto Piaggio dopo due mesi di blocco e il rischio che gli sportelli sparissero dopo oltre 60 anni. Un ufficio-container è stato montato davanti alla vecchia sede attualmente in ristrutturazione: riaprirà fra circa tre mesi e pure più grande. I residenti cantano vittoria: «È stata una grande successo della gente – dice Virgilio Consoli, presidente del comitato di quartiere Villaggio Breda – Abbiamo saputo che Poste Italiane voleva chiudere il 9 dicembre scorso. Prima ci siamo rivolti al direttore della filiale, ma di fronte alla chiusura del 21 dicembre, abbiamo deciso di agire». È allora che sono iniziate le dimostrazioni, prima davanti al Campidoglio, poi sulla Casilina. « L'8 gennaio la brutta sorpresa – racconta Consoli – le Poste stavano riconsegnando i locali di piazza Piaggio all'Ater: abbandonava il quartiere».

 

La protesta sembrava destinata ad aumentare. Invece è arrivata la soluzione. Le Poste ristruttureranno la vecchia sede grazie al gestore di un bar confinante che ha deciso di trasferirsi: «Trasloco in un altro angolo della piazza dove l'Ater mi consente di comprare i locali – spiega Alberto Tosti – Lascio lo spazio del mio vecchio bar alle Poste che lo utilizzerà per ampliare la sede locale». Quella al Villagio Breda è stata una battaglia combattuta anche da chi non c'è più, come Annamaria Bombelli, 60 anni, che pur costretta da un tumore su una sedia a rotelle, il 30 dicembre era in strada a protestare. Un mese dopo il male ha avuto il sopravvento su Annamaria. «Oggi è sicuramente contenta», dice commosso il marito, Carlo Ciavoni.

 

«Era impossibile che gli anziani e chi ha difficoltà a muoversi riuscisse a raggiungere un ufficio lontano, mia madre ha lottato anche per questo», aggiunge il figlio di Annamaria, Antonio Ciavoni. La riapertura di ieri è stata festeggiata dai residenti in piazza Piaggio con torte e leccornie fatte in casa. A brindare c'era anche il postino storico del quartiere, Silvano Bonfigli, 80 anni: «Ho iniziato come fattorino, consegnavo telegrammi per questo ufficio - racconta - Dopo cinque anni, nel 1946, venne l'assunzione vera. Da allora ho fatto 40 anni di servizio».

 

 

 

 

PIACENZASERA – 3-3-10

Poste di Gerbido e Mortizza, appello di Reggi per non ridurne l'apertura

 

  Il sindaco Roberto Reggi ha inviato, alla direttrice provinciale di Poste Italiane Maria Lucia Girometta, una nota per chiedere che si riveda il progetto di ridimensionamento dell’orario di apertura dell’ufficio postale di Gerbido e Mortizza.

“Tale riduzione di orario – scrive Reggi – comporterebbe inevitabilmente un grave disagio, in primo luogo per i residenti della frazione, che vedrebbero significativamente limitata la possibilità di usufruire, in ambito locale, dell’erogazione di servizi importanti”.

 

 

Proprio in considerazione dei problemi che deriverebbero, da questa scelta, per tutti gli utenti della struttura, il sindaco fa appello all’impegno di Poste Italiane e della direttrice Girometta per garantire un livello di servizi adeguato alle esigenze della cittadinanza: “Sono certo – prosegue la nota – che condividerà l’opportunità di verificare la percorribilità di ipotesi alternative, anche al fine di evitare il possibile pericolo di chiusura dell’ufficio e il conseguente venir meno, sul territorio, di un importante presidio per la coesione sociale”.

 

 

 

 

Iabichella: "Bisogna erogare servizi efficienti"

Modica, servizio uffici Postali: i disagi si estendono negli altri comuni iblei

               

di Leuccio Emmolo  

il giornale di ragusa - Sabato 06 Marzo 2010 - 16:14

 

Modica - Il  ripetersi delle lamentele  di  numerosi  cittadini sui  disservizi causati in provincia di Ragusa, presso gli uffici postali di Modica, Chiaramonte Gulfi e Santa Croce Camerina hano spinto il  sindacato Isa  ad intervenire . L'Isa  ha denunciato  lo stato  di  forte  disagio per gli utenti  a Poste Italiane di Roma, al Ministero dell’Economia ed  al  Prefetto di Ragusa,  "chiedendo di provvedere ad un incontro immediato tra la nostra sigla sindacale, e la direttrice delle Poste ragusane".  Venerdì  c'è stato l'incontro  con Poste Italiane.

 

"Abbiamo esposto- dice Giorgio Iabichella-  le nostre perplessita’ e riportato cio’ che i cittadini ci avevano rimostrato, non solo a Modica. Per quanto riguarda S.Croce, la dottoressa  Treppiedi di Poste italiane ci ha comunicato che da già qualche giorno e’ stato assegnato permanentemente un operatore in piu’ allo sportello, e assicurando che entro fine mese sara’ attivato un ATM esterno, atto a evitare l’ingresso in filiale a chi deve eseguire semplici operazioni. Il direttore di detta filiale dal primo marzo e’ tornato a svolgere il suo ruolo preposto.

 

Sui problemi di Chiaramonte Gulfi ci ha assicurato che nella prima decade del mese vi sono sempre aperte due casse oltre a quella delle raccomandate/pacchi. A Modica pare non ci siano dubbi sul fatto che la centralizzazione del ritiro raccomandate sia un bene per migliorare il servizio ai cittadini, ma nonostante cio’ hanno previsto il secondo passaggio pomeridiano nella zona di Modica Alta per la consegna delle raccomandate.

 

Cinquemila famiglie modicane interessate a questo servizio(dato fornitoci dalla stessa Direttrice) hanno subito comunque un disservizio, visto che per andare a ritirare una raccomandata dovevano percorrere almeno cinque chilometri per recarsi all’ufficio di Via R. Partigiana.

 

Abbiamo anche chiesto  al rappresentante delle Poste  di farsi portavoce, presso le sedi opportune, per la richiesta dell’apertura di un ufficio dedicato alle imprese nella zona del polo commerciale modicano, assicurando un servizio piu’ agevole alle aziende e riducendo l’afflusso presso l’ufficio di Via R. Partigiana".

 

Alla fine del colloquio è stato  deciso di  attuare iniziative per sensibilizzare pensionati o extracomunitari ad utilizzare tutti gli strumenti che Poste Italiane ci fornisce, atte a defluire l’accesso fisico all’interno degli uffici postali e migliorando un servizio essenziale per tutta la cittadinanza.

 

 

 

 

Dopo gli ultimi pesanti disservizi denunciati dai cittadini

 

IL GAZZETTINO - Sabato 6 Marzo 2010,

 

Dopo gli ultimi pesanti disservizi denunciati dai cittadini, in Municipio a Taglio di Po il sindaco, Marco Ferro, ha avuto un incontro con il dirigente provinciale di Poste Italiane, Mauro Longhi. L'incontro era stato sollecitato con una lettera dallo stesso sindaco con la quale chiedeva conto delle tante lamentele giunte dai cittadini che usufruiscono dell'Ufficio postale di Taglio di Po, richiamando la dirigenza provinciale ad un maggiore impegno di risorse ed investimenti nel comune bassopolesano. In questo incontro l'Ente Poste ha fatto condiviso il fatto che il profondo processo di ristrutturazione e di evoluzione della propria azienda, in una realtà come quella polesana, costituita di tanti piccoli centri scarsamente abitati, a volte mal si concilia, con le normali richieste dei cittadini che vedono ancora come indispensabili, i servizi postali. «Mi è stato sottolineato che l'Ufficio postale di Taglio di Po è un presidio strategico per Poste Italiane - ha ricordato il sindaco - e non c'è nessuna volontà di ridurre i servizi e il personale. Nell'ambitio però del processo di crescita e liberalizzazione del settore che sta avvenendo in questi anni, qualche disservizio può crearsi e si è sicuramente venuto a creare, ma mi è stato garantito che non sarà la regola. Mi è stato quindi assicurato, e credo che in questi giorni si sia già visto, un maggiore impegno su Taglio di Po, attraverso l'utilizzo di nuovo personale giovane e qualificato. Inoltre, abbiamo parlato della localizzazione attuale dell'Ufficio postale e di come, seppur non in tempi brevi, si possa pensare ad una sua ricollocazione in un'altra sede».

      Un prossimo appuntamento tra Comune e Poste Italiane ai fini di verifica è stato fissato a metà aprile. «Capisco le esigenze dell'Ente Poste - conclude il sindaco - un'azienda che deve ancora trovare una sua precisa identità tra le due anime, privata e pubblica, che la compongono e che deve fare i conti con i vincoli di bilancio e risposte da dare ai propri soci, ma queste devono conciliarsi con le altrettanto giuste e motivate esigenze dei cittadini di avere un servizio dignitoso, corretto e puntuale».

 

 

Poste di Urago d'Oglio: il disservizio raddoppia

 

LA PROTESTA. Il sindaco trova sponda nel Comune di Rudiano alle prese con gli stessi problemi

Corrispondenza mai recapitata o consegnata con grande ritardo «E dopo il trasferimento l'ufficio è anche più esposto alle rapine» ANTONELLA PODAVITTE

 

BRESCIAOGGI  -    * 05/03/2010

 

L'ufficio Postale nel mirino delle proteste e della malavita

 

Disservizi-proteste-tregua e poi ancora disservizi. Un copione consolidato, estenuante per gli utenti delle Poste della Bassa Bresciana che ciclicamente si trovano a dover fare i conti con ritardi nella consegna della corrispondenza se non proprio black-out nei recapiti.

IN QUESTO PERIODO TOCCA a Urago d'Oglio. La pioggia di proteste è finita come spesso capita sulla scrivania del sindaco Antonella Podavitte, che come il vice primo cittadino di Rudiano Pietro Vavassori, deve fare i conti con i propri nervi per poter gestire il rapporto con la direzione centrale di Poste Italiane.

«Una situazione scandalosa - afferma senza mezzi termini Antonella Podavitte - che finisce per mettere in seria difficoltà famiglie ma anche e sorprattutto le imprese. Non si contano i casi di corrispondenza consegnata a destinatari sbagliati o addirittura mai consegnata. Anche il Comune è vittima di questo pesante disservizio, avendo continui problemi con la consegna di documenti spesso urgenti o delicati». Il problema Poste sembra dunque allargarsi a macchia d'olio, e a nulla sono valsi i ripetuti solleciti delle Amministrazioni comunali, in primis quella di Rudiano che ha accusato un grave peggioramento negli ultimi due anni.

«HO SCRITTO ANCHE al Prefetto - ricorda il vice sindaco Pietro Vavassori - ma di fatto la distribuzione resta lenta e lacunosa. Non è infatti un problema di ufficio ma di logistica nella consegna, che peraltro è ormai legata alla sede di Chiari già da diversi anni».

Per Urago la beffa può dirsi doppia, come il costo per la cittadinanza, visto che l'ufficio postale, trasferito da qualche anno al numero 8 di via Europa, è stato più volte preso di mira dai rapinatori. Gli assalt sono oltre dieci, quasi uno ogni anno. Per questo motivo inizialmente le Poste avevano predisposto un servizio di vigilanza privata fuori dall'ufficio. Ma è durato giusto il tempo che passassero le polemiche: dopo di che la sede è rimasta priva di sorveglianza attiva, ma anche di difese passive, come vetri blindati, bussole ecc. Un paradosso se si considerano i gravi precedenti dell'ufficio. Ma non è tutto. Proprio per le condizioni in cui versa il nuovo ufficio, sono spesso i carabinieri a sobbarcarsi l'onere di rassicurare le operazioni di scarico e carico di corrispondenza dai furgoni postali.

«NON POSSO CHE ESSERE riconoscente all'Arma - osserva Antonella Podavitte - fermo restando che la nuova collocazione dell'ufficio è quanto mai infelice, prestandosi a vie di fuga rapide in caso di rapina. Se un domani la sede fosse almeno più sicura credo ne gioverebbero tutti, dipendenti compresi, in termini di serenità».

Massimiliano Magli

 

 

 

02/03/2010 CAMPANIAWEB

Per mesi la cittadina cilentana è rimasta fuori dal circuito postale. Il motivo? Un postino che distruggeva le missive, falsificava le firme sulle ricevute di ritorno e consegnava il tutto in ufficio

Castellabate, il paese senza posta

 

 Nell’era delle e-mail e dei social network capita di sentir dire che la posta rimane un mezzo di comunicazione troppo arcaico per poter tenere il passo dei tempi. Eppure i cittadini di San Marco di Castellabate, piccolo centro cilentano, non devono esser stati troppo felici nel sapere che le loro missive venivano costantemente distrutte senza nemmeno essere recapitate a destinazione. Nessuna inefficienza delle Poste Italiane, “solo” un portalettere che si potrebbe eufemisticamente definire fannullone. Il postino, impiegato all’ufficio di Castellabate, distruggeva infatti le lettere invece di consegnarle. Comportamento che gli è costato una denuncia alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per falso e soppressione di atti. A far scattare le indagini l’esposto dei residenti della frazione di San Marco, che ormai da tempo non vedevano più arrivare nelle loro caselle postali raccomandate con ricevute di ritorno.

 

LA FALSIFICAZIONE DELLE FIRME –Un imbroglio in piena regola: non solo le lettere venivano distrutte, ma il postino provvedeva a falsificare anche le firme dei destinatari riconsegnando poi tutto in ufficio. Nelle scorse settimane, il personale della Guardia Costiera aveva sequestrato una grande quantità di distinte negli uffici delle poste di Castellabate, che hanno poi contribuito a risalire all’autore del piano.

 

 

02/03/2010

 

 

 

2/03/2010  VareseNews.it > Busto Arsizio

Lettere al direttore

"Ancora problemi con la posta a Beata Giuliana"

Ormai puntuali come i ritardi dei treni anche quelli di lettere, pacchi e raccomandate. "Da dieci giorni non ci arriva più niente" segnala un lettore

 

 

Egr. Direttore

 

le scrivo per segnalarle ancora una volta i disagi creati da Poste Italiane a Busto Arsizio, in particolar modo faccio riferimento al quartiere in cui vivo, Beata Giuliana.

Posso tranquillamente affermare che la posta non viene consegnata da ormai circa 10 giorni causando

notevoli disagi che può ben intuire. Quando va bene si ricevono le bollette scadute da una settimana, le raccomandate a volte impiegano un mese per arrivare e i giornali in abbonamento settimanale o mensile

arrivano quando ormai è già uscito il numero successivo.

Ovviamente la situazione descritta si ripete con una frequenza molto elevata e non si tratta di un episodio sporadico.

Mi chiedo perchè un servizio così importante come lo poste funzioni in modo vergognoso.

La ringrazio per lo sfogo che mi ha concesso e mi auguro che altri cittadini facciano sentire la propria voce per una situazione che ormai è diventata intollerante (intollerabile ndr).

 

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Ricordiamo che le Poste si erano attivate nel mese di gennaio, anche incontrando i sindaci della Valle Olona, che pure lamentava disguidi e ritardi, per ovviare ai disservizi registrati nel periodo a cavallo delle feste, causati in parte anche dal trasferimento nel nuovo centro di smistamento nei pressi del Sempione.

 

SdA

Davide Zisopulo

 

 

Il postino suona una volta

A Torre de' Roveri ogni 7 giorni

 

 L’ECO DI BERGAMO    * 4 marzo 2010

 

È un periodo di disagi causati dai disservizi postali per i cittadini di Torre de' Roveri. Da quasi un mese, infatti, la posta non viene consegnata regolarmente, come testimoniano le segnalazioni pervenute al Comune. La distribuzione della corrispondenza infatti ora spetta al Comune di Villa di Serio, ma non con cadenza regolare.

 

E così, capita che ai cittadini arrivino plichi di lettere arretrate, mentre le raccomandate, nel momento in cui non si riesce a recapitarle, sono rinviate al centro di smistamento, dal quale torneranno successivamente a Torre de' Roveri.

 

Il disagio sarebbe dovuto a una riorganizzazione del recapito, per cui l'ufficio di Torre de' Roveri sarebbe stato accorpato a quello di Villa di Serio. La distribuzione spetterebbe, quindi al postino di Villa di Serio, il quale si trova sovraccaricato di lavoro. In risposta a una lettera inviata dal Comune il 12 febbraio scorso, le Poste hanno tempestivamente assicurato, che, trascorso un ragionevole e prevedibile periodo di assestamento, il servizio sarà erogato nel rispetto degli standard previsti.

 

 

 

 

(06 marzo 2010) LA REPUBBLICA - NAPOLI

Postino non recapita posta e distrugge raccomandate

A San Marco di Castellabate sequestrati grossi quantitativi di distinte mai recapitate e falsificate dal postino. Indagine della procura di Vallo della Lucania. Sarebbe già pronto un provvedimento di sospensione per il portalettere negligente. I residenti del comune cilentano: 'Problemi? Quanti ne vuole, da anni li abbiamo segnalato più volte alle autorità competenti, e ora, finalmente, qualcosa si muove'

Decine decine di raccomandata mai recapitate ai legittimi destinatari e falsificate dal postino. E' accaduto a San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno, dove pare che il postino da mesi, anzi da anni secondo alcuni, non si facesse vivo per consegnare la posta. La procura di Vallo della Lucania ha già avviato un'indagine, iscrivendo sul registro degli indagati il presunto colpevole, sul quale vige il riserbo più stretto. Ipotesi di reati: falso e soprressione di atti.

 

A rinforzare l'accusa il grande quantitativo di distinte sequestrato dalla Guardia costiera di Sanata maria di castellabate nell'ufficio postale di Castellabate. Decine e decine di ricevute di ritorno mai giunte a destinazione, ma falsificate dalla mano del postino, che si sarebbe poi sbarazzato delle raccomandate. Secondo indiscrezioni, sarebbe già pronta la pratica per l'avvio della procedura di sospensione: questione di giorni, e le Poste Italiane potrebbero decidere di sospendere l'indagato.

 

"Mai avuto problemi con le poste - assicura il sindaco di Castellabate, Costabile Maurano - A quanto mi risulta, problemi zero anche con gli uffici del Comune. Comunque, attendiamo gli esiti dell' indagine e il corso della giustizia. Non è il momento di fare commenti".

 

Chi invece commenta sono i residenti della frazione di San Marco, a secco di distinte postali da troppo tempo. "Problemi? Quanti ne vuole, da anni - afferma P.A., titolare di un ristorante tra i più frequentati della cittadina - li abbiamo segnalato più volte alle autorità competenti, e ora, finalmente, qualcosa si muove". Sulla stessa linea, A.S, cameriera di una struttura alberghiera e residente a San Marco.

 

"Dov'è la novità - chiede, quasi sorpresa - Sappiamo tutti che da tempo il servizio postale qui da noi non funzionava. Se i disservizi abbiano colpito anche me non ve lo posso dire: come faccio a sapere se vi erano raccomandate con ricevuta di ritorno destinate a me e che poi sono finite nel cestino?".  E sul nome del portalettere? "Conosco il portalettere che lavorava in zona - conclude la signora A.S. - So che aveva seri problemi di famiglia e personali, e mi dispiacerebbe sapere che il responsabile di tutto è lui".

 

(06 marzo 2010)

 

 

 

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 2-3-10

la storia

Castellabate, il postino fannullone

non suonava neppure una volta

 

Il portalettere distruggeva le missive, falsificava la firma sulle ricevute di ritorno e le riconsegnava in ufficio

 

SALERNO - A San Marco di Castellabate di posta non se ne vedeva più, e non perché travolta dall'avanzare della tecnologia e il diffondersi delle e-mail, piuttosto per la condotta del postino. Il portalettere della località cilentana per mesi aveva distrutto la posta invece di consegnarla. L'uomo, impiegato dell’ufficio postale di Castellabate, è infatti indagato dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per falso e soppressione di atti. A far scattare le indagini, la denuncia dei residenti della frazione di San Marco, che da tempo non ricevevano più raccomandate con ricevute di ritorno.

 

GLI ACCERTAMENTI - Stando all’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alfredo Greco, il portalettere avrebbe distrutto gli atti da consegnare, falsificando la firma dei destinatari sulla ricevuta di ritorno e riconsegnandola quindi all’ufficio postale. Nelle scorse settimane, il personale della locale Guardia Costiera aveva sequestrato una gran mole di distinte negli uffici delle Poste di Castellabate, finita sotto la lente degli inquirenti per risalire al responsabile dell’imbroglio.

 

 

02 marzo 2010