IL POSTALE n. 461

 

Notizie dalla rete

 

 

IL POSTALE n. 4610 del 30.05.2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it

 

«Io preferisco pensare bene della gente,

perché così mi risparmio un sacco di preoccupazioni.»

Rudyard Kipling

 

 

GIOVEDI' 27 MAGGIO 2010

"Abbiamo fatto mille polizze al giorno da quando ci hanno dato la licenza"

 

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 27 mag - "Abbiamo fatto mille polizze al giorno da quando ci hanno dato la licenza". Lo ha detto Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, lasciando l'assemblea di Confindustria. Circa due mesi fa l'Isvap ha dato l'ok al gruppo postale, gia' presente nel ramo vita, per operare in quello danni. Riguardo ai rapporti con Cassa depositi e prestiti per un coinvolgimento nelle nuove infrastrutture di rete di telecomunicazione, Sarmi ha spiegato che in questo momento non c'e' niente "ma siamo in contatto con Cassa Depositi e prestiti per affrontare i temi che ci accomunano, dall'ottimizzazione del risparmio ad altre questioni di cooperazione". Sim-dm- (RADIOCOR) 27-05-10 13:18:26 (0184) 5 NNNN

 

 

BLUERATING.COM – 27-5-10

Home  Fondi & Polizze  Match del giorno

Match del giorno – Le invincibili Poste Italiane

 

Oggi una riflessione sugli ultimi match proposti all’interno della nostra rubrica. Focus sull’apparente “strapotenza” del mondo di Sarmi.

 

E’ vero, il match del giorno è una sorta di gioco, non è un indicatore infallibile della bontà di un prodotto; tuttavia è innegabile che qualche indicazione la dia, per lo meno sui punti forti e quelli deboli, di un determinato strumento.

 

Ecco perché nel vedere che su 5 incontri con Bancoposta protagonista, altrettanti sono quelli vinti dalla stessa, una piccola riflessione potrebbe nascere. Si sa che il pubblico di bluerating solitamente storce il naso all’offerta del mondo postale, ma è altrettanto innegabile che siamo di fronte a dei risultati spiazzanti.

 

Match 1

 

Allianz F70 L 1

 

Bancoposta Extra 8

 

Match 2

 

Bancoposta Azionario Euro 5

 

Ing Invest Euro Income X Cap 1

 

Match 3

 

Fonditalia Euro Cyclicals R 3

 

Bancoposta Azionario Euro 4

 

Match 4

 

Mediolanum Azionario Top 100 3

 

Bancoposta Azionario Internazionale 6

 

Match 5

 

Bancoposta Azionario Internazionale 7

 

Allianz Azioni Globale 2

 

Resta quindi in sospeso una domanda. Va La poliedricità del gruppo di Sarmi o la pochezza degli avversari? A voi l’ardua sentenza.

 

 

 

L’UNITA’ - 29 maggio 2010

 

Ipost, premiato da Brunetta soppresso perchè efficiente

di Laura Matteuccitutti gli articoli dell'autore

 

Soppresso perchè efficiente - addirittura premiato dal ministro Brunetta, mai tenero con i «suoi» lavoratori - e con i conti in attivo. È la paradossale situazione in cui si versa l’Ipost, l’ente di previdenza riservato ai lavoratori delle Poste, che si è ritrovato inaspettatamente nella lista nera di Tremonti, quella che nella manovra economica bolla come «inutili» alcuni enti statali, decidendone l’abolizione.

 

Nel caso dell’Ipost, per la precisione, si tratta dello «scioglimento» all’interno dell’Inps: i 300 dipendenti passerebbero direttamente all’Istituto nazionale di previdenza, mentre una trentina di interinali, precari a vario titolo con parecchi anni di «anzianità», famiglie a carico e mutui da pagare, rischiano il posto tout-court. Ma non sarebbero solo i dipendenti a passare sotto l’egida dell’Inps, e qui sta la «furbata» di Tremonti: verrebbe trasferita anche la cassa, costituita dall’avanzo di amministrazione dell’Ipost, circa 2 miliardi di euro, che sono soldi di e per i postali. E che, invece, andrebbero a rimpinguare le casse statali con destinazione generica.

 

Il paradosso sta anche nel fatto che l’Ipost, pur essendo un ente pubblico, non gode di alcun trasferimento statale, visto che il denaro gestito appartiene interamente ai lavoratori delle poste: l’istituto, insomma, non grava in alcun modo sullo Stato, cui adesso è chiamato in soccorso.

 

Quello che temono i lavoratori dell’Ipost, e i postali tutti (140mila i pensionati, 150mila gli attivi), è la fine della serie di interventi a carattere sociale che l’Ipost garantisce ai suoi assistiti: dai prestiti agevolati ai bonus bebè per i redditi bassi, dall’organizzazione di colonie per bambini alle case ad affitto agevolato per anziani.

 

«Non siamo una categoria di privilegiati, i nostri stipendi sono mediamente di 1000-1200 euro - dice Claudio Girdeni, impiegato - Per noi i servizi sociali che organizziamo e che ci paghiamo sono importanti. Se il governo volesse razionalizzare, riordinare la partita degli enti pubblici, saremmo aperti al confronto. Ma cancellarci con l’accetta non ha alcuna logica, non è certo una riforma studiata per il bene dello Stato».

 

I lavoratori, da martedì scorso in stato di agitazione (deciso unitariamente da Cgil, Cisl e Uil), lunedì mattina saranno in piazza, davanti ad una delle entrate dell’istituto, in viale Europa, per un’assemblea pubblica organizzata per sensibilizzare sulla questione.

 

 

 

 

VACCARINEWS Mag 29  2010

Ipost cancellato, Issp mutilato

 

Silvio Berlusconi ha firmato il decreto-legge. Tra le conseguenze, l'ente di previdenza del gruppo Poste confluirà nell'Inps. Tolti i finanziamenti statali a 232 realtà; fra esse figura l'Istituto di studi storici postali

 

Almeno due le conseguenze postali presenti nel decreto-legge

 

Il testo definitivo è al Quirinale, ma ora palazzo Chigi conferma: il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, ha firmato il decreto-legge “recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”. Cinquantaquattro articoli e due allegati (stando alla versione che circola in questo momento, frutto di successive messe a punto) che introducono numerose novità.

 

Almeno due delle quali toccano il settore. Una è l'abolizione dell'Ipost, l'ente di previdenza del gruppo Poste italiane che -secondo gli ultimi dati resi noti, aggiornati al 31 dicembre 2007- eroga pensioni a 126.898 ex lavoratori e vede iscritti al fondo 147.726 dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Secondo il provvedimento, “al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni in materia di previdenza e assistenza, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività”, viene soppresso e “le relative funzioni sono trasferite all'Inps, sottoposto alla vigilanza del ministero del Lavoro e delle politiche sociali”.

 

“L'Ipost -si legge in un recentissimo rapporto del ministero all'Economia e alle finanze- ha registrato alla fine di dicembre 2009 un fabbisogno complessivo pari a 805 milioni, a fronte dei 728 milioni di fabbisogno del 2008. In particolare, l'Istituto ha incassato contributi per 1.535 milioni circa (contro i 1.485 milioni del 2008) ed ha sostenuto una spesa per prestazioni istituzionali pari a 2.305 milioni (contro i 2.200 milioni circa del corrispondente periodo 2008). Le contenute variazioni registrate in termini di contributi e di prestazioni spiegano sostanzialmente il peggioramento di fabbisogno (+77 milioni) rispetto all'analogo periodo del 2008”.

 

A decorrere dalla data di entrata in vigore del disposto, ed è la seconda notizia, “lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi” di cui all'elenco annesso alla manovra. Nella lista di 232 voci, accanto a realtà come il Centro italiano di ricerche aerospaziali, il Comitato Nazionale “I Trattati di Roma”, l'Accademia filarmonica di Bologna, il Centro camuno di studi preistorici a Capo di Ponte, la Fondazione Arena di Verona, la Società chimica italiana, figura l'Istituto di studi storici postali di Prato. Una quota del 30% calcolata sulle risorse del 2009 è destinata “all'eventuale erogazione di contributi” agli stessi soggetti “che ne facciano documentata e motivata richiesta”. L'erogazione è disposta con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze.

 

 

 

ItaliaOggi 29/5/2010

 

Ora si alza il lamento dei soppressi

PRIMO PIANO

Di Stefano Sansonetti

 

 

La scure di Tremonti scatena le proteste. L'Ipost si aggrappa a un premio, l'Ipi a una selva di e-mail

 

 

Gli enti cancellati si attaccano a tutto pur di rimanere in vita

 

A metà strada tra il dramma e il folklore. Alcuni enti non vogliono proprio sentir parlare di una loro cancellazione in quanto organismi inutili. E pur di sopravvivere, sfuggendo così al colpo di scure azionato da Giulio Tremonti all'interno della bozza di manovra biennale 2011-2012, sono disposti ad aggrapparsi a tutto. Si prenda l'Ipost, l'istituto di previdenza del gruppo Poste italiane destinato a scomparire all'interno dell'Inps. Ieri i 300 addetti dell'ente guidato dal commissario Rino Tarelli hanno ricordato in un volantino che la struttura per la quale lavorano ha addirittura vinto un premio nella recente edizione del Forum della pubblica amministrazione. Si tratta, scrivono i dipendenti senza lesinare dettagli, di una «menzione speciale del dipartimento della funzione pubblica come esempio di buona amministrazione e riconoscimento della qualità dei servizi resi». Insomma, la conclusione sarebbe che con tanto di medaglia vinta non si può proprio sopprimere l'ente. Al punto che lo slogan principale del volantino è: «Ipost, un ente premiato, un ente di eccellenza, un ente soppresso».

 

Per non parlare dell'Ipi. I lavoratori dell'Istituto per la promozione industriale, l'agenzia del ministero dello sviluppo economico guidata da Salvatore Zecchini, hanno mandato un'e-mail di protesta a mezzo governo. Tra i destinatari, oltre Tremonti, ci sono il premier, Silvio Berlusconi, i viceministri dello sviluppo economico Paolo Romani (forse futuro ministro) e Adolfo Urso, il sottosegretario Stefano Saglia e il capo di gabinetto Luigi Mastrobuono. In sostanza, nell'e-mail i lavoratori dell'Ipi, nel cui cda siede anche l'imprenditrice Luisa Todini, riepilogano tutte le funzioni e tutte le iniziative che hanno caratterizzato l'ente in questi anni. Chissà se l'elenco riuscirà a commuovere Tremonti.

 

Ancora, tra le proteste più accorate degli ultimi giorni c'è quella dell'Isae, l'Istituto di studi e analisi economiche che sarà fagocitato dal ministero dell'economia. In questo caso è sceso in campo direttamente il presidente della struttura, Alberto Majocchi, che per suffragare l'indispensabilità dell'Isae ha addirittura scomodato l'esperienza anglosassone. A suo dire, il ministro del tesoro inglese, George Osborne, tra i primi atti avrebbe proposto un osservatorio economico indipendente. Morale di Majocchi: se lo fanno gli inglesi non si vede perché l'Italia, che ha già un istituto simile, l'Isae appunto, dovrebbe privarsene. Sarà.

 

Starebbe valutando di passare alla maniere forti, invece, l'Ipsema, l'istituto di assicurazione dei lavoratori marittimi destinato a sciogliersi nell'Inail. Qui si sta pensando al più classico degli scioperi, il cui obiettivo sarebbe quello di mettere in crisi i collegamenti con le isole. Forse la protesta più sommessa è quella dell'Ispesl, anch'esso risucchiato dall'Inail. Ma tra i 20 e più enti soppressi da Tremonti, e i 232 organismi a cui il Tesoro non rinnoverà più finanziamenti pubblici, c'è da scommettere che altre proteste arriveranno.

 

 

 

 

FISCOGGI - pubblicato il 26/05/2010

Il postino è in una botte di ferro.

Almeno fino alla querela di falso

 

L’avviso di ricevimento gode della medesima forza certificatoria di cui è dotata la relazione di una notifica eseguita dall’ufficiale giudiziario

 

SINTESI: Secondo la giurisprudenza di legittimità, l’avviso di ricevimento, il quale è parte integrante della relata di notifica, costituisce, ai sensi della legge n. 890 del 1982, art. 4, comma 3, il solo documento idoneo a provare sia l’intervenuta consegna del plico con la relativa data, sia l’identità della persona alla quale la consegna stessa è stata eseguita e che ha sottoscritto l’avviso; esso riveste natura di atto pubblico e, riguardando un’attività legittimamente delegata dall’ufficiale giudiziario all’agente postale ai sensi della citata legge n. 890 del 1982, art. 1, gode della medesima forza certificatoria di cui è dotata la relazione di una notificazione eseguita direttamente dall’ufficiale giudiziario, ovverosia della fede privilegiata attribuita dall’art. 2700 cod. civ., in ordine alle dichiarazioni delle parti e agli altri fatti che l’agente postale, mediante la sottoscrizione apposta sull’avviso di ricevimento, attesta avvenuti in sua presenza; pertanto, il destinatario che intenda contestare l’avvenuta esecuzione della notificazione, affermando di non aver mai ricevuto l’atto ed in particolare di non aver mai apposto la propria firma sull’avviso, ha l’onere di impugnarlo a mezzo della querela di falso, anche se l’immutazione del vero non sia ascrivibile a dolo, ma soltanto ad imperizia, leggerezza o negligenza dell’agente postale (v. Cass. nn. 10506/2006, 24852/2006, oltre che SS.UU. n. 627/2008).

 

Ordinanza n. 9980 del 27 aprile 2010 (udienza del 23 febbraio 2010)

Corte di cassazione, sezione tributaria – Pres. Cappabianca, Rel. Di Iasi

Iva – Impugnazione – Cartella – Querela di falso – Firma – Negligenza dell’agente postale

 

 

 

 

VACCARINEWS 26 Mag 2010 - ore 00:52

In vigore la legge che recepisce il “decreto incentivi”

 

Il complesso provvedimento conferma, fra l'altro, le tariffe agevolate al mondo del no-profit e riduce l'esenzione dell'iva alle sole prestazioni del servizio postale universale

 

Anche il settore postale interessato dalla nuova legge

 

Ieri sera la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale”, e oggi l'entrata in vigore come legge 73 del 22 maggio. È il decreto-legge 40 del 25 marzo, meglio noto come “decreto-legge incentivi” o, più tecnicamente, riguardante “disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori”.

 

Tra le pieghe del provvedimento, due aspetti riguardano il mondo postale. Da una parte (articolo 2-undecies) vengono riconosciuti ulteriori 30 milioni per l'anno 2010 quale contributo pubblico verso le spedizioni a carattere editoriale delle associazioni no-profit.

 

Dall'altra (articoli 4-bis e 4-ter) l'esenzione dell'iva, finora estesa a tutte “le prestazioni relative ai servizi postali”, viene ridotta alle sole prestazioni del servizio postale universale, nonché alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi a queste accessorie, effettuate dai soggetti obbligati ad assicurarne l'esecuzione. Quest'ultimo disposto, però, non si applica subito, ma “a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione”.

 

Ad oggi -è la spiegazione che giunge da Poste italiane- la maggior parte delle prestazioni rese dalla società rientra fra i servizi postali universali e l'iva non viene applicata. Lo è, con aliquota del 20%, solo su alcuni supporti innovativi con rilevante valore aggiunto. I servizi che rientrano nel servizio postale universale sono individuati dal regolatore; tra questi figurano gli invii ordinari, raccomandati ed assicurati, gli atti giudiziari, i posta target, la posta massiva.

 

 

 

28-5-2010

MARCHE: SPACCA, TARIFFE POSTALI PENALIZZANO EDITORIA MINORE

 

(ASCA) - Ancona, 28 mag - ''Senza scomodare la liberta' di stampa, una sola parola basterebbe a definire la situazione che sta vivendo sulla propria pelle l'editoria minore, iniquita'''. Lo ha detto il Presudente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, per il quale ''nonostante le proclamate buone intenzioni del Governo di ripristinare le tariffe agevolate per le spedizioni postali di periodici, attraverso la legge di conversione del decreto legge che dal primo aprile ha cancellato e oscurato la possibilita' di informare da parte di quella che e' la voce piu' vicina alle comunita', assistiamo ancora purtroppo alla paralisi del settore dell'editoria locale''. La stessa, per Spacca ''non riesce a far fronte ai costi di spedizione e si trova costretta a rinunciare anche alla stampa, con ricadute ovviamente negative anche sul settore grafico e tipografico. Cio' che e' inaccettabile - evidenzia il presidente - e' che venga colpito indiscriminatamente proprio il settore no profit, quello che per sopravvivere ha fatto salti mortali e che rischia di chiudere definitivamente, sottraendo alla comunita' regionale un'attivita' di informazione puntuale, scambi culturali e sociali di grande valore che restituiscono precisamente l'anima di una realta' viva e propositiva''.

 

Spacca ricorda che ''contro questo provvedimento vessatorio, tradottosi in aumenti che toccano il 120% di media e il 500% in alcuni casi, si sono alzate le proteste di tutte le forze politiche, comprese quelle della maggioranza, degli editori, dei sindacati di categoria, degli Ordini dei Giornalisti. Ma nulla sembra cambiare, se le Poste Italiane continuano ad applicare tariffe sproporzionate a chi per statuto non ha budget aziendali o ritorni economici, nella maggior parte dei casi le copie sono spedite alle famiglie gratuitamente. Tutto cio' - e' la riflessione conclusiva - mentre le grandi testate che fanno riferimento a potenti gruppi economici continuano a prendere lauti contributi dallo Stato perche' basati sulla logica dei parametri di vendita, mettendo a rischio i piccoli giornali che non possono contare ne' su introiti pubblicitari ne' su alte diffusioni. A fronte di questo quadro, la Regione continua a credere alla validita' di questa attivita', tanto che nell'ultimo anno ha stanziato a favore dei periodici e altre iniziative editoriali circa 40mila euro, su un totale di quasi 190mila per tutta l'informazione locale''.

 

pg/mcc/alf

 

(Asca)

 

 

 

Poste: siamo esclusi

28-05-2010  di Michele Zanzucchi

Fonte:    Città nuova

 

La rivista “Città Nuova” non rientra nei beneficiari del decreto legge sulle agevolazioni postali. Purtroppo. Gli aumenti postali che perciò ci incomberanno sono superiori al 100 per cento.

 

 

Ufficio postale

La Camera dei Deputati ha approvato, il 6 maggio 2010 e il Senato il 21 maggio 2010, la conversione in legge del decreto legge per gli incentivi (DL 40/2010); al suo interno l’emendamento 2.51, a firma dell’on. Pugliese, stanzia altri 30 milioni di euro, per il 2010, per le tariffe agevolate degli editori no profit.

 

Purtroppo dobbiamo comunicare ai nostri lettori che siamo esclusi dalle agevolazioni, perché, pur essendo Città Nuova edita da un ente no profit, ospita una parte seppur minima di pubblicità nelle sue pagine.

 

Va detto inoltre che il tetto di spesa di 30 milioni solo per le tariffe no profit si rivela assolutamente insufficiente per coprire l’anno intero. Il provvedimento, inoltre, non avrà probabilmente effetto retroattivo, per cui non coprirà le spese supplementari che già si stanno sostenendo da oltre un mese. Infine, va detto che il decreto trasformato in legge è comunque valido solo per l’anno in corso.

 

Detto questo, non risulta nemmeno conveniente per noi rinunciare alla “poca” pubblicità che abbiamo sulla nostra rivista per rientrare nella categoria delle pubblicazioni assolutamente no profit. Stiamo perciò valutando come porre rimedio alla “falla” apertasi nei conti per l’improvvisa decisione del governo senza far ricadere il danno sui lettori, se non in minima parte.

 

Alleghiamo due editoriali che spiegano il problema nei dettagli, e rinnoviamo il nostro appello ai lettori per un impegno forte nel rinnovo degli abbonamenti o nella sottoscrizione di nuovi abbonamenti.

 

 

 

 

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori Docugest

NOVE DA FIRENZE Giovedì 27 maggio 2010, 19:07 | Economia | Commenta

 

Si è svolto oggi di fronte alla sede della Prefettura di Firenze, in via Cavour, un presidio di lavoratori della Docugest. Alle ore 11:30 una delegazione è stata ricevuta dal capo di Gabinetto della Prefettura di Firenze.

La delegazione ha rappresentato le gravi difficoltà dei lavoratori costretti o a trasferirsi il 3 di giugno in provincia di Parma o a perdere il posto di lavoro.

Infatti la decisione della direzione della Docugest di voler chiudere la sede di Firenze rappresenta, secondo i sindacati, “un licenziamento mascherato”.

 

Nel ricordare che Docugest, la cui proprietà è riconducibile a Poste Italiane e ad un consorzio di 25 banche, la delegazione sindacale ha evidenziato che i veri proprietari si sono sottratti ad ogni confronto e ad assumersi qualsiasi responsabilità verso i lavoratori dell’azienda.

Marco Del Cimmuto, segretario generale della Slc Cgil di Firenze, ha dichiarato: “In questa fase difficile per l’economia e per l’occupazione non è neanche immaginabile un atteggiamento di totale indifferenza dei proprietari dell’azienda, a maggior ragione di una proprietà pubblica come Poste Italiane, auspichiamo che si voglia trovare una soluzione per salvaguardare i 12 lavoratori della Docugest, cosa non impossibile per tali proprietari.”

 

“Ricordiamo - aggiunge Del Cimmuto - che Poste Italiane ha conseguito un utile netto di esercizio per l’anno 2009 di 904 milioni di euro e che in Toscana occupa circa 14.000 dipendenti e sempre più frequenti sono i disservizi che cittadini toscani devono sopportare per carenza di personale, con questi numeri una soluzione è facilmente trovabile”.

 

 

 

 

VACCARINEWS - Mag 26  2010

Robin Hood cliente bancoposta

 

Massimo Ghini, alle prese con “Conto bancoposta più”, apre il nuovo format pubblicitario in tv e non solo

 

Non è Russell Crowe, peraltro ricordato pochi giorni fa dall'Australia dentellata nei panni di Robin Hood. Ma è un Massimo Ghini dal forte accento romano ad interpretare l'eroe della foresta di Sherwood. Che, in una pausa di lavoro, si reca agli sportelli dove scopre le promozioni firmate Poste italiane.

 

È il primo episodio del format televisivo (ma gli stessi concetti sono ripresi con altri media, fra cui i quotidiani) in onda fino al 5 giugno su Rai, Mediaset, La7, Sky e Digitale terrestre, volto a lanciare “Conto bancoposta più”, il conto con carta di credito abbinata che permette di azzerare le spese.

 

Ogni spot si apre su una scena tipica di Cinecittà, poi la camera si sposta all'ufficio postale, “un microcosmo popolato ogni giorno da personaggi del grande schermo, comparse, tecnici e gente comune”. Dall'altra parte del bancone, una debuttante assoluta: Maria Grazia Stola, della filiale di Taranto, scelta in un casting di veri dipendenti. È lei a dialogare con Ghini-Robin Hood, illustrando le caratteristiche del prodotto in uno sketch girato nello stile e con il linguaggio della commedia all'italiana. Accanto, nello spot appaiono Regina Viola (filiale di Pavia), Elisa Rossini (sede centrale di Roma), Antonio Focaccio (filiale di Napoli). I quattro sono tutti componenti della compagnia “Teatro d'impresa”, costituita tra il personale di Poste italiane.

 

La promozione, dovuta alla Ogilvy, è prodotta da Mercurio cinematografica e diretta da Paolo Virzì.

 

Dalla seconda decade di giugno si aggiungeranno nuovi episodi riguardanti ulteriori argomenti, fra cui Poste assicura, la società del gruppo attiva nel ramo danni, proponendo il volto di altri testimonial.

 

 

 

CINECITTA’NEWS - 24/5/2010

REGISTI

10:08 –

Virzì dirige per spot veri dipendenti delle Poste

 

Paolo Virzì dirige la campagna di Poste Italiane per la promozione di BancoPostaPiù, nuovo conto con carta di credito che permette di azzerare le spese. Il format è stato ideato da Ogilvy e la campagna, prodotta da Mercurio Cinematografica, sarà sugli schermi di Rai, Mediaset, La7, Sky e i più popolari canali del digitale terrestre fino al 5 giugno. Protagonista Massimo Ghini nel ruolo di uno scanzonato Robin Hood.

 

Il nuovo contenitore e vero protagonista dei "sequel" delle campagne di promozione dei prodotti e servizi di Poste Italiane è l'ufficio postale, un microcosmo popolato ogni giorno da personaggi del grande schermo, comparse, tecnici e gente comune.

Ogni spot si apre su una scena tipica di Cinecittà, poi la camera si sposta nell'Ufficio Postale.

Allo sportello una debuttante assoluta: Maria Grazia Stola, della Filiale di Taranto scelta in un casting di veri dipendenti di Poste Italiane.

 

Sarà lei a dialogare con Massimo Ghini - Robin Hood con cordialità, ironia e competenza illustrando le caratteristiche del nuovo Conto BancoPostaPiù in uno sketch girato nello stile e con il linguaggio della commedia all'italiana.

Maria Grazia Stola non è la sola autentica dipendente di Poste Italiane impegnata sul set: accanto a lei recitano e appaiono nello spot anche Regina Viola, della Filiale di Pavia, Elisa Rossini, della sede centrale di Roma, e Antonio Focaccio, della Filiale di Napoli. I quattro attori sono tutti componenti della Compagnia "Teatro d'Impresa" costituita tra dipendenti di Poste Italiane.

 

 

 

PAGINEABRUZZO - 25.05.10 14:49

By Redcan

 

Gli atti amministrativi e giudiziari arrivano con le poste

 

Roma - Attivato il nuovo Servizio Integrato Notifiche di Poste Italiane

 

Gli atti amministrativi e giudiziari arrivano con le poste

 

ROMA - Si chiama Servizio Integrato Notifiche (SIN) il prodotto innovativo di Poste Italiane dedicato alle Pubbliche Amministrazioni e creato per gestire il processo di notifica degli atti amministrativi e giudiziari, nonché il recapito delle comunicazioni tramite raccomandata AR.

 

Il nuovo servizio di Poste Italiane mira a semplificare l’attività della P.A., rendendo più agevole il dialogo con i cittadini: con il SIN si potranno automatizzare tutte le attività legate al processo di notifica, personalizzando il servizio in base alle esigenze concrete dell’amministrazione.

 

Infatti, oltre a gestire l’invio delle comunicazioni e notificazioni, il Servizio Integrato di Notifiche include la possibilità di acquisire dati, stampare e imbustare. È prevista anche la, rendicontazione degli esiti di con­segna in formato cartaceo e/o elettronico, la gestione e rendicon­tazione dei pagamenti, l’archiviazione fisica e sostitutiva delle comunicazioni inviate.

 

 

 

 

No alla pensione pagata in base al cognome

IL SECOLO XIX  -  28 maggio 2010

  | Loredana Grita

 

Proteste dei pensionati: contestano la novità anti code di Poste italiane

 

Fortunati tutti i pensionati che hanno il cognome che inizia con la lettera A. Almeno sono certi di poter entrare in possesso della loro pensione il primo giorno del mese. Analoga fortuna hanno coloro il cui cognome inizia con B e C, ma basta andare un po’ più avanti nell’alfabeto che, per ritirare i sospirati euro, bisogna aspettare il secondo o terzo giorno del mese. E l’attesa è anche più lunga per tutti coloro il cui cognome ha come iniziale le lettere dalla N alla Z: per loro non se ne parla prima del quarto o quinto giorno del mese.

 

«Non è giusto», lamentano i pensionati di Imperia che hanno trovato affisso negli uffici postali il calendario dei pagamenti delle pensioni e un avviso in cui i “gentili clienti” sono informati che a partire dal prossimo mese, al fine di ridurre i tempi di attesa in coda, è stato predisposto un nuovo calendario di pagamento delle pensioni Inps, organizzato in base alle iniziali del cognome.

 

«Il mio comincia per M - dice uno dei “clienti” dell’ufficio postale di via dei Pescatori, alla Spianata Borgo Peri - e i soldi che mi sono sudato in anni di lavoro li posso ritirare solo dal secondo giorno in poi, e mi ritengo anche fortunato che non ho un cognome che inizia con una lettera successiva altrimenti mi toccherebbe aspettare anche tre, quattro o cinque giorni. Le pensioni sono in pagamento il primo giorno del mese e ritengo sia più corretto permetterci di ritirarle da quel momento in poi. Già non si naviga nell’oro: almeno che quel poco ci venga dato con puntualità».

 

Il nuovo calendario organizzato in base alle iniziali del cognome è frutto di un accordo tra l’Inps e Poste Italiane. «E’ stato concordato con l’Ente di previdenza per evitare la ressa davanti agli sportelli e per dare un servizio migliore ai pensionati», replica l’ufficio relazioni con il pubblico di Poste Italiane.

 

Il pagamento alfabetico delle pensioni Inps è già in funzione in diversi uffici postali del capoluogo e a parte le iniziali perplessità sembra che altrove sia stato accettato il fatto che per Poste Italiane il mese non inizi per tutti lo stesso giorno.

 

Molti però, sia coloro che si servono dell’ufficio di via ei Pescatori sia di quello in via De Sonnaz, nel centro di Oneglia, non la pensano così.

 

«Bisognerebbe chiedere il posticipo di tutte le altre scadenze alle quali dobbiamo far fronte», dice R. M. portavoce di altri pensionati come lui che fanno conto di quell’introito e amministrano la propria vita in base alla pensione che ritireranno all’inizio del mese.

 

A meno che, ed in questo l’avviso affisso negli uffici postali è molto chiaro, non decidano, i pensionati, di usufruire dei servizi offerti da Poste Italiane, ovvero dell’accredito sul libretto o sul conto corrente postale. In questo modo potrebbero riscuotere la loro pensione già dal primo giorno del mese e quindi non sarebbe necessario tenere conto dell’iniziale del cognome.

 

«Ma questo è una sorta di ricatto che non può essere accettato», sbottano a questo punto con una velatura di rabbia i titolari di pensione che vogliono essere liberi di scegliere come e a chi affidare i loro soldi.

 

L’organizzazione avviata da Poste Italiane dopo il via libera dell’Inps oltre a evitare code agli sportelli rende più sicuro il servizio per gli uffici postali e di conseguenza per i clienti. Senza lo scaglionamento dei pagamenti in base al cognome, gli uffici dovrebbero ricevere ogni giorno somme enormi di contante per far fronte a tutte le richieste mentre con l’attuale sistema sono riforniti ogni giorno solo dell’ammontare necessario a pagare le pensioni a chi ha il cognome che inizia con la lettera indicata.

 

«Sarà come dicono - insistono i pensionati alcuni dei quali fanno fatica ad arrivare alla fine del mese figuriamoci al cinque del mese successivo - ma se l’Inps eroga le pensioni il primo del mese in quella data dobbiamo poterne disporre e se chiediamo il contante dobbiamo poterlo ricevere. Non ci interessano altre formule che comportano anche il pagamento di spese di gestione dei conti».

 

«Il libretto postale non prevede costi aggiuntivi - tranquillizzano da Poste italiane - non si paga nulla e la pensione viene accreditata il primo giorno. In quello stesso giorno il pensionato esibendo il suo libretto può ritirare, se vuole, tutto il contante accreditato e usufruire degli altri servizi che Poste Italiane offre alla sua clientela».

 

 

 

 

Poste chiuse da 5 mesi, il sindaco chiede l'intervento del Prefetto

MAREMMANEWS - Martedì 25 Maggio 2010 10:30

 

"Si tratta di una situazione ingiusta e ingiustificata che crea forti disagi a quanti, e sono molti, hanno bisogno del servizio postale"

 

Sorano: Il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni ha chiesto l'intervento del prefetto di Grosseto dottor Giuseppe Linardi in riferimento al grave disagio che si protrae dalla fine di dicembre nella frazione di San Quirico per la chiusura dell'ufficio postale, disposta dal vigili del fuoco.

Nel ricordare che: "Tale ufficio, in affitto alle Poste, è ubicato in un immobile in gran parte di proprietà dell'Agenzia del Demanio, in stato di grave degrado e che la stessa Agenzia ha messo in vendita da anni", il sindaco informa il prefetto di aver  "contattato l'Agenzia del Demanio non appena si è verificata la chiusura, e la stessa ha subito chiarito di poter effettuare solo interventi minimali e comunque non tali da rimuovere le situazioni di

pericolo verificate dai Vigili del Fuoco. A conferma della gravità della situazione per quanto riguarda l'immobile in questione, a seguito anche di un sopralluogo congiunto Ufficio Tecnico del Comune-Genio Civile, ho emesso un'ordinanza di inagibilità e che dispone una serie di interventi per la messa in sicurezza".

"Ho ripetutamente sollecitato la Direzione Provinciale di Grosseto ad assicurare una soluzione alternativa garantendo il funzionamento di un ufficio che, per dichiarazione delle stesse Poste, assolve ad un ruolo  assai significativo - fa presente il sindaco - e ho anche contattato più volte il referente della Direzione regionale a Firenze ma non sono mai riuscito a parlarci".

Dopo aver ricordato che "gli utenti sono costretti, ormai da cinque mesi, a recarsi all'ufficio postale di Sorano" e che "per i mesi di gennaio e febbraio il Comune ha assicurato un servizio gratuito di trasporto per gli  anziani e le persone non abili, servizio che non è nella possibilità di proseguire" nella lettera inviata al Prefetto si aggiunge: "Si tratta di

una situazione ingiusta e ingiustificata che crea forti disagi a quanti, e sono molti, hanno bisogno del servizio postale, comprese le numerose aziende presenti nell'area artigianale di Valle Bisogna". Da qui la richiesta del sindaco al prefetto pe un intervento nei confronti di Poste Italiane "perché sia trovata finalmente una soluzione".

 

 

 

BLOGSICILIA – 28-5-10

Ci sono i bagni negli uffici postali? Lo chiede Stefania Munafò (Pdl)

di Walter Giannò |

 

Alle Poste, si sa, il tempo che s’impiega per un’operazione a volte supera le ore. Anzi spesso, dicono i maligni (o i realisti).

 

E naturalmente, visto che siamo esseri umani, quindi con necessità fisiologiche, può succedere che nel corso dell’attesa si debba ricorrere all’uso del bagno. Ma che succede se l’ufficio è sprovvisto di servizi igienici? Si va altrove e magari si perde il turno? O si resiste stoicamente?

 

In sintesi, è quello che lamenta il consigliere comunale Stefania Munafò, vice-capogruppo del Pdl, che ha inviato una mozione al sindaco Diego Cammarata con cui lo esorta alla verifica della presenza delle toilettes negli uffici postali.

 

Nel comunicato stampa della Munafò, infatti, si legge:

 

“Il Consigliere Comunale Stefania Munafò, Vice Capo-Gruppo del PDL, dimostrando sensibilità nei confronti del disagio quotidiano manifestato dalla collettività per il fatto che innumerevoli utenti lamentano la mancanza dei servizi igienici all’interno delle agenzie postali, ove spesso si stazionano per ore, ricordando che per qualsiasi attività destinata alla fruizione del pubblico è richiesta la presenza del servizio igienico quale requisito indispensabile, si è fatta porta voce presentando una mozione al Sindaco affinchè dia incarico agli organi comunali competenti per verificare la sussistenza o meno dei requisiti igienico-sanitari degli uffici postali presenti nel territorio del Comune di Palermo“.

 

Insomma, considerato che è impossibile chiedere agli uffici postali più efficienza e celerità (sono qualunquista?), almeno che abbiano un bagno!

 

 

IL MONFERRATO

Poco lavoro: orario pomeridiano ridotto per gli uffici postali

Trino - 29/05/2010

 

A seguito della raccolta di firme per la richiesta di riapertura dell’ufficio postale di Trino in orario pomeridiano, appoggiata dal Comune e caldamente richiesta dalla cittadinanza, martedì 11 maggio il consigliere comunale Domenico Tromba è stato ricevuto dal Responsabile delle Poste di Vercelli Tursi. Tromba ha ripercorso e riassunto la situazione che ha portato alla raccolta di oltre 1800 firme. «L’ufficio di Trino prima della sua ristrutturazione rispettava un’apertura anche pomeridiana per cinque giorni la settimana. Già durante i lavori, gli uffici, che erano stati spostati in strutture temporanee, avevano adottato un orario ridotto, confermato e mantenuto anche dopo la riapertura della nuova sede in corso Cavour, causando disagi e malumori. La richiesta resta quindi aperta: capire quando e se il prolungamento dell’orario possa essere ristabilito». Tursi ha spiegato che la scelta di adottare un orario ridotto è dovuta alla bassa operatività dell’ufficio: «A fronte di 7000 operazioni mensili gestite dall’ufficio di Crescentino e da 6000 di Varallo, Trino conta circa 4000, un numero inferiore che non giustifica la riapertura pomeridiana. Inoltre la sede trinese è dotata di un ufficio dedicato ai prodotti bancari e di un bancoposta automatico dove si possono eseguire diverse operazioni compreso il pagamento delle bollette. Gli sportelli funzionanti al pubblico sono tre, fissi sei giorni alla settimana. Inoltre prevediamo a breve di inserire anche un bancoposta tipo punto giallo intelligente dove poter svolgere ogni operazione senza dover usufruire dello sportello. A fronte di questo quadro pertanto la direzione nazionale ha deciso di ridurre l’orario al pubblico e tagliare quindi i costi di gestione. Se i flussi di operazione dovessero aumentare, e Trino ne ha le potenzialità, si potrebbe rivedere la scelta e optare per una riapertura pomeridiana». Tursi e l’ufficio postale hanno confermato la piena disponibilità e apertura al dialogo con l’amministrazione. Il caso sarà monitorato e verranno fissati incontri per valutare nuovamente la situazione.

 

 

Maurizio Inguaggiato

 

 

CORRIER DI RAGUSA - Attualità

MODICA - 28/05/2010

Modica: la dirigente provinciale di Poste Italiane tranquillizza gli utenti

 

Pacchi e raccomandate celeri con l´ufficio di via S. Giuliano

 

Antonello Buscema e Riccardo Minardo hanno chiesto all´ente di accelerare i tempi per alleviare i disagi all´ufficio di via Resistenza Partigiana

Duccio Gennaro

Foto

 

Per la direttrice provinciale di Poste Italiane la criticità del servizio all’ufficio di via Resistenza Partigiana(nella foto) è in fase calante.

 

Antonello Buscema e Riccardo Minardo chiedono dal canto loro spiegazioni sul perché del perdurare dei disservizi nell’ufficio del quartiere S. Cuore. Il parlamentare Mpa ed il sindaco hanno inviato due missive alla direttrice segnalando le continue lamentele dei cittadini costrette a code e lunghe attese prima di poter ritirare pacchi e raccomandate inevase. La direttrice Gaetana Treppiedi dà la sua spiegazione:

«E’ stato il concentrarsi delle raccomandate inviate dalla Serit in un breve arco di tempo a mandare in sofferenza gli sportelli. Stiamo monitorando l’andamento e notiamo che la situazione sta migliorando. In questi ultimi giorni infatti, soprattutto di pomeriggio, non ci sono state file anche grazie al rafforzamento di due sportelli con personale di supporto».

 

La direttrice ammette che quanto è stato promesso non si è ancora concretizzato ma dà buone speranze per il futuro. «La prossima settimana –dice la funzionaria- abbiamo un incontro per verificare la situazione logistica all’ufficio di via S. Giuliano. Poi partiremo con una nuova organizzazione». Il progetto di Poste Italiane è infatti quello di concentrare il ritiro di tutta la posta inevasa nell’ufficio di via S. Giuliano che attualmente funge solo da distribuzione. Per far sì che i locali siano adatti ad accogliere il pubblico c’è bisogno dell’adeguamento ed in questo senso i lavori sono in corso. Quello che era stato annunciato a novembre come imminente tuttavia è ancora in fase di completamento con ripercussioni negative su tutta l’organizzazione del servizio.

 

«Il nostro obiettivo –dice Gaetana Treppiedi- è quello di rendere funzionale ed accogliente questo nuovo ufficio dove si procederà alla consegna di plichi e raccomandate. Ci sarà personale destinato soltanto a questo compito ed i benefici saranno evidenti. Purtroppo ci sono stati dei ritardi ma contiamo al più presto di avere i locali disponibili». Poste Italiane non pensa dunque ad una distribuzione della posta inevasa nei vari uffici della città, Modica centro e Modica Alta come reclamato da cittadini ed amministratori. Il sistema resterà centralizzato per tutta la città ad eccezione della frazione di Frigintini così come ormai avvenuto dallo scorso novembre quando è stato avviato un percorso che ha causato disagi per i cittadini e per gli stessi impiegati dell’ufficio di via Resistenza Partigiana. Qui infatti il personale è sottodimensionato ed ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza soprattutto nei momenti di maggiore concentrazione di recapito delle raccomandate.

 

Poste Italiane non parla neppure dell’idea in un primo momento prospettata al sindaco Antonello Buscema di un secondo giro da parte dei postini per recapitare a domicilio le raccomandate nei casi in cui al mattino nessuno fosse presente a casa. Resta poi irrisolto in città il problema di un nuovo ufficio postale per la zona commerciale, reclamato a gran voce da aziende e titolari di negozi. Il sindaco e la Cna hanno chiesto l’apertura di uno sportello postale all’interno della zona artigianale di Michelica ma con i tagli e la penuria di personale non sussistono i presupposti perché questa idea si concretizzi.

 

 

LA VICENDA

«Più servizi e meno spese» recita la più recente campagna promozionale di Poste Italiane che appare in questi giorni su tutti i quotidiani. I pubblicitari non hanno fatto visita in questi ultimi mesi all’ufficio postale di via Resistenza Partigiana dove lo slogan più pertinente è «Meno servizi e maggiori spese». Gli utenti sono insoddisfatti infatti dei servizi erogati e i miglioramenti invocati da sindacalisti ed amministratori, ed assicurati dal direttore della sede di Modica e da quello provinciale non si sono visti.

 

Al centro dell’attenzione ancora una volta, in particolare, il servizio di consegna delle raccomandate e della posta non recapitata a casa che è stato al centro di un lungo dibattito in città arrivando perfino nell’aula consiliare ed inducendo il sindaco a prendere posizione per difendere i legittimi interessi dei cittadini-utenti.

 

La direzione provinciale delle Poste Italiane aveva infatti assicurato che nel giro di qualche mese, ma ne sono passati sei, il servizio sarebbe stato concentrato nell’ufficio di via Modica Sorda per snellire le file ed il lavoro degli stessi addetti. Altra promessa, puntualmente non mantenuta, è stata quella di convogliare raccomandate e pacchi diretti ai residenti della parte della città nell’ufficio di via Nino Barone a Modica Alta.

 

E’ stato a quel punto che gli animi e gli ardori si sono placati; il sindaco ha preso atto dell’efficacia del suo intervento ed ha tranquillizzato i cittadini. Così, ahimè, non è stato ed il risultato è sotto gli occhi di tutti; le file in vi Resistenza Partigiana non si contano più a tutte le ore; il tempo di attesa medio per ritirare una raccomandata è di almeno 50 minuti, se tutto va bene. «Non abbiamo personale a sufficienza -dice il responsabile dell’ufficio- Nessuna comunicazione sulla riorganizzazione del servizio ci è ancora arrivata.

 

Continuiamo come meglio possiamo ma siamo consapevoli della difficoltà dei clienti». Nella sala d’attesa l’atmosfera è pesante (nella foto) e non solo per l’affollamento; quando si parla di tempi bisogna mettere in conto il trasferimento da quartieri anche lontani della città e poi quelli di attesa anche perché lo stesso sportello deve assolvere anche ad altri compiti. Dice un cittadino che deve pagare la tassa automobilistica «Anche allo sportello A le cose non vanno bene. Nonostante la fila sia meno lunga gli impiegati non riescono a smaltire il lavoro. Il problema di fondo è che un solo ufficio postale al S. Cuore è insufficiente».

 

Quello che non va giù ai clienti è la promessa di quanto sbandierato a natale e non mantenuto quando l’operazione avrebbe potuto essere gestita in modo molto celere visto che Poste Italiane è ormai un ente privato. Impensabile a questo punto che il progetto di aprire uno sportello alla zona commerciale o nella zona artigianale possa concretizzarsi visto che l’ente non è riuscito a gestire neppure la semplificazione del ritiro delle raccomandate. Così quando a casa il postino recapita l’avviso giallo della raccomandata è già incubo.

 

 

Posta non recapitata a domicilio.

 Frigintini(Modica). Protestano due anziani pensionati

 

RADIORTM 24-5-10 Pubblicata alle ore 21:06:06 Protestano presso la direzione provinciale di Poste Italiane due anziani coniugi residenti a Frigintini. I due avevano avanzato richiesta affinchè la loro corrispondenza venisse consegnata al domicilio, in Via Saitta Pozzo Santa Teresa cosa che non avviene in quanto per avere la posta devono percorrere circa un chilometro e mezzo. Una prima lettera era stata indirizzata da Salvatore Assenza e dalla moglie Margherita Fiorini, rispettivamente di 83 e 79 anni, lo scorso 27 aprile ma nulla è cambiato. Ieri la lamentela è stata reiterata nella speranza che qualcosa accada. Il postino, insomma, non arriva. “La posta – spiega l’uomo – viene lasciata nella casella posta che è distante circa un chilometro e mezzo dalla nostra abitazione. Entrambi siamo impossibilitati a percorrere tre chilometri di strada giornalmente per andare a controllare se ci è arrivata della corrispondenza e, spesso, arrivano avvisi importanti, anche di pagamento, che ci vengono recapitati anche dopo la loro scadenza, con le conseguenze che si possono immaginare. Abbiamo chiesto alla direzione provinciale di Poste Italiane che sia disposto il servizio di recapito a domicilio anche a causa della nostra avanzata età”.

 

 

 

 

 

IL MATTINO

«Da due mesi non riceviamo la posta»

Protestano gli abitanti di Paestum

 

PAESTUM (29 maggio) - Due mesi senza ricevere la posta. È quanto accade nel Comune di Capaccio-Paestum, in località «Ponte Barizzo». A denunciare la vicenda sono i residenti della frazione che ora minacciano di rivolgersi alla magistratura.

 

Nonostante negli ultimi giorni il servizio sia ripreso, infatti, i disservizi rimangono, e la posta continua ad essere recapitata «a singhiozzo». Tra l'altro, il problema non riguarda solo la contrada di «Ponte Barizzo, ma anche quella di «Rettifilo», altra frazione del Comune particolarmente colpita dal disservizio.

 

«Negli ultimi mesi - ha spiegato il sindaco di Capaccio, Pasquale Marino - il nostro Comune non è stato servito con la consueta precisione ed affidabilità, addirittura a Ponte Barizzo la corrispondenza non è stata consegnata per quasi due mesi. Ciò ha creato problemi enormi, costringendo alcuni residenti a pagare anche more per bollette mai ricevute o recapitate con grave ritardo».

 

Il primo cittadino di Capaccio-Paestum ha quindi sollecitato Poste Italiane ad attivarsi immediatamente. «Invito la Direzione Provinciale di Salerno e tutti gli uffici postali ubicati sul nostro territorio - ha concluso il sindaco - ad ovviare tempestivamente a questa problematica, che sta arrecando notevoli disagi ai cittadini».

 

 

ANSA.it > Economia  > News

Italia maglia nera su trasporti, poste, assicurazioni

Confartigianato, ad aprile rincari molto sopra area euro

29 maggio, 21:35

 

Italia maglia nera su trasporti, poste, assicurazioni

 

ROMA - Volano i prezzi dei trasporti, delle assicurazioni, dei servizi postali, dell'acqua e della raccolta dei rifiuti, ma solo in Italia. Nel mese di aprile, secondo uno studio di Confartigianato, le differenze con la dinamica dei prezzi registrata nell'area euro in questi settori sono infatti "eclatanti".

 

L'Ufficio studi dell'associazione rileva una sensibile crescita "di alcuni servizi offerti in settori meno esposti alla concorrenza" e cita per esempio l'andamento dei trasporti aerei (+13,4% su base annua contro il -0,2% dell'area euro), di quelli ferroviari (rispettivamente +11,1% e +3,7%), dei servizi postali (+11,2% e +2,8%) e di quelli assicurativi (+7,1% e +3,6%). Ma anche della raccolta rifiuti (+6% a fronte del più contenuto +3,1% di Eurolandia) e dell'acqua potabile (+8% e +3,3%).

 

Forte aumento (+7%), infine, anche per i pedaggi autostradali, dove però la comparazione a livello europeo non é possibile. Un po' a sorpresa, invece, l'unico settore dove l'Italia registra rincari più contenuti rispetto all'area euro é quello di carburanti e lubrificanti, cresciuti in un anno del 15,8%, contro l'aumento del 19,5% dell'eurozona.

 

 

 

 

Per i libretti al portatore resta solo un anno di vita

 

IL SOLE 24ORE  -  Cronologia articolo26 maggio 2010

 

 

ROMA

Non è la prima volta che i libretti di risparmio bancari e postali al portatore finiscono nel mirino delle norme antiriciclaggio. La manovra varata ieri stabilisce che vengano «estinti» entro giugno 2011, probabilmente o chiudendoli o trasformandoli in libretti nominativi.

Una prima stretta era arrivata con il decreto 231/2007 con cui il governo Prodi aveva recepito le misure in materia previste dalle direttive europee. Allora si era introdotto il tetto massimo di 5mila euro di deposito, proprio per limitare l'utilizzo di questa forma alternativa del contante che garantisce una non tracciabilità dei movimenti di denaro. Il libretto al portatore, a differenza di quello nominativo, non deve essere intestato a chi vi dispone movimentazioni: al portatore viene chiesto soltanto di presentarsi allo sportello bancario con un documento d'identità valido. Dopo nemmeno un anno, però, la regole del gioco sono cambiate e con il decreto legge 112/2008 la soglia massima è stata elevata a 12.500 euro.

Ma l'innalzamento del limite non è stato sufficiente a ridare ossigeno all'utilizzo di quello strumento: sia l'Abi sia le Poste - seppure ieri sera non fossero in grado di fornire numeri - sostengono che la diffusione del libretto al portatore ormai sia molto ridotta proprio perché l'operatività di questa sorta di alternativa al conto corrente è piuttosto limitata. Bisogna comunque distinguere bene tra libretto nominativo e libretto al portatore, per quanto entrambi ricadano nella categoria dei libretti di risparmio. È solo il libretto al portatore ad essere destinato all'estinzione. Il libretto di risparmio nominativo, invece, soprattutto quello postale, era e rimane uno dei prodotti di risparmio preferito dalle famiglie italiane. A bilancio 2009 di Poste spa risultano attivi 25,5 milioni di libretti: un numero sicuramente enorme, anche se si tratta di un dato aggregato in cui rientrano i libretti nominativi, di cui fanno parte anche quelli giudiziari usati per confische e pignoramenti, e quelli al portatore. I libretti nominativi, che possono essere intestati anche a più persone ma solo da queste possono essere usati, non hanno costi di gestione, sono esenti da imposta di bollo (seppure hanno una tassazione al 27%) e possono essere intestati anche a minori. Per questo era in voga l'uso di intestare un libretto di risparmio a un neonato su cui versare fondi per la futura istruzione. Mentre è uno strumento usato dalle persone anziane per l'accredito della pensione perché è meno oneroso rispetto ai conti correnti.

 

 

 

 

IL PICCOLO 25-5-10

Trieste. Il francobollo costa la metà, i triestini vanno in Slovenia per spedirsi le lettere

 

Inviare dalla vicina Repubblica una cartolina o un invito costa 35 centesimi al pezzo. In Italia, invece, 60. E così molte aziende optano per la soluzione slovena piuttosto che per quella locale. A sollevare il problema è il consigliere regionale del Pdl Piero Tononi

di Matteo Unterweger

Prima la benzina e le preoccupazioni espresse ad alta voce dagli operatori locali. Poi, le sigarette e le collegate proteste dei tabaccai. Adesso, la concorrenza fra Trieste e la vicina Slovenia si sposta pure nel campo delle lettere e delle cartoline. Pare infatti che più di qualche azienda abbia deciso di optare recentemente per la soluzione postale slovena piuttosto che per quella locale. Il perché? Spedire dalla Slovenia una normale cartolina o una lettera d’invito, magari per un’inaugurazione oppure per un ricevimento, costa 35 centesimi al pezzo. In Italia, invece, 60 centesimi. «Quando si iniziano a mandare via 100 lettere, finisce che si vanno a spendere 35 euro invece che 60, un risparmio che alla lunga pesa». A sollevare il problema è il consigliere regionale del Pdl, nonché vicecoordinatore provinciale del partito, Piero Tononi.

 

«Domani (oggi, ndr) presenterò un’interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo nella quale chiederò sia valutata seriamente l’ipotesi di arrivare qui alla “posta agevolata” per evitare la concorrenza slovena in questo campo», così Tononi. Una provocazione? Sembra più un allarme reale, dalle parole dell’e sponente pidiellino: «Ho constatato come negli ultimi tempi ci siano stati vari casi di posta arrivata a Trieste e spedita dalla Slovenia con francobollo da 35 centesimi nonostante il mittente fosse locale, triestino. Rilevo anche nel contempo che in Italia il prezzo per lo stesso servizio sia fissato a 60 centesimi. La tariffa dal prezzo di quasi il 50% inferiore potrebbe spingere ditte, società e altre realtà a utilizzare sempre più la posta slovena, con tanto di mancato incasso per quella italiana». Tononi chiude infine con un’ultima riflessione: «Scriverò anche nel documento che una tariffazione di questo tipo, relativamente al settore di quanti operano su grandi quantità, potrebbe andare anche a discapito delle agenzie di distribuzione».

 

 

Pronta la presa di posizione rispetto a questo allarme da parte di Poste italiane attraverso il suo ufficio comunicazione: «Esiste una legge che vieta a quanti risiedono all’interno dei nostri confini di spedire attraverso la posta estera quantità rilevanti di corrispondenza indirizzata al nostro stesso territorio. Se uno si sposta oltre confine per spedire dalla Slovenia, insomma, non può farlo. In ogni caso, per la posta massiva i nostri prodotti propongono degli sconti e rispettano i prezzi calibrati in base alle indicazioni fornite dall’Unione europea, arrivando attorno alla cifra di 35 centesimi per la singola unità, proprio come in Slovenia». Peraltro, evidentemente, anche la posta che arriva dall’e stero in Italia viene lavorata, attraverso smistamento e successiva consegna al destinatario da parte del personale di Poste italiane.

 

Nessuna preoccupazione, al momento, è stata registrata invece fra le diverse anime della Confcommercio. «Per quanto riguarda le varie associazioni di categoria - fa il punto il presidente della Confcommercio regionale, Franco Rigutti - i funzionari e i segretari di riferimento non hanno segnalato questa problematica. In ogni caso, sarà comunque necessaria una verifica prima di poter dare qualsiasi tipo di parere». «No, non abbiamo rilevato situazioni del genere - gli fa eco Dario Bruni, numero uno della Confartigianato regionale -. Però è importante, come per benzina e tabacchi, che si tenga conto delle peculiarità di una zona situata lungo la fascia di confine. Un discorso che vale per Trieste con la Slovenia piuttosto che per il Tarvisiano con l’Austria».

 

(26 maggio 2010)

 

 

 

QUARTIERE 5 DI FIRENZE

105.000 abitanti e un solo punto per la consegna della posta

NOVE DA FIRENZE - Lunedì 24 maggio 2010, 20:25

 

105.000 abitanti e un solo punto per la consegna della posta

Dal 9 aprile 2010 il servizio per la consegna della corrispondenza (raccomandate, assicurate e così via) e dei pacchi non recapitati per assenza del destinatario è stato trasferito dall’ufficio postale 29 di via A. Cesalpino 3/A a Firenze Novoli in via Gemignani.

Il Sindacato Pensionati Italiani Spi-Cgil Lega Quartiere 5 ha avuto moltissime manifestazioni di protesta sia da parte degli iscritti, sia dall’insieme dei pensionati e dai cittadini per il disagio arrecato per il raggiungimento di tale sede.

 

"Facciamo presente - si legge in una nota del sindacato - che dalle zone di Castello, Le Panche, Serpiolle, Careggi, Rifredi, Romito Vittoria, la sede di via Gemignani è raggiungibile solamente o con mezzi propri (quindi incrementando il traffico e l’inquinamento) o con la linea 56 Ataf (con frequenza ogni 30 minuti) e quindi anche con un costo maggiorato in quanto occorrono due biglietti del servizio pubblico. A questi disagi si aggiunge un tempo smisurato per portare a termine l’operazione anche raggiunta la sede. Infatti si è incrementata notevolmente l’attesa al ritiro allo sportello in quanto è l’unica sede atta alla consegna su un quartiere di 105.000 abitanti, di cui oltre 27.000 persone con più di 65 anni".

 

Il segretario della Lega dello SPI del quartiere 5 Andrea Brunetti ha inoltrato lettere di protesta a Poste Italiane e informato di questi gravi disagi il presidente del Q5 Federico Gianassi e infine ha dichiarato: “Che prima di trasferire un servizio sarebbe opportuno valutare le conseguenze che questo possa causare, soprattutto verso le persone più deboli. Chiediamo il ripristino di un servizio decente”.

 

 

 

Nuove apparecchiature elettriche e informatiche in alcuni uffici postali della Bassa reggiana

 

REGGIO2000 - 24 mag 10 • Categoria Attualita', Reggio Emilia

 

Dopo gli interventi dei giorni scorsi negli uffici postali di Villarotta e Fabbrico, prosegue la prima fase del progetto avviato dalla Filiale di Reggio Emilia di Poste Italiane che prevede l’installazione di nuovi apparati elettrici e il potenziamento delle infrastrutture informatiche negli uffici postali di Santa Vittoria di Gualtieri e di Rolo, che permetteranno di assicurare una migliore risposta alle esigenze di qualità dei servizi di sportello e di riduzione dei tempi di attesa.

 

Gli interventi saranno realizzati rispettivamente nelle giornate di mercoledì 26 e venerdì 28 e comporteranno la necessaria sospensione del servizio per l’intera giornata, durante la quale la clientela potrà rivolgersi agli altri uffici postali cittadini.

 

Il piano di potenziamento degli apparati elettrico-informatici negli uffici postali della provincia di Reggio Emilia, finalizzato a migliorare l’operatività degli sportelli, proseguirà anche nelle prossime settimane.

 

 

 

28-05-2010 | PostAuthorIcon lombardiah24.it

Milano, "Mobility card": 3mila euro a chi rottama l'auto

 

MILANO  - Arriva la "Mobility card", il cui bando sarà attivo a partire da lunedì 31 maggio. Si tratta di una carta di credito prepagata di Poste Italiane, su cui saranno caricati 3000 euro da spendere per servizi di mobilità convenzionati. Il contributo verrà messo a disposizione di quei cittadini milanesi, con determinati requisiti familiari e di reddito, che decideranno di rottamare la vecchia auto inquinante senza acquistarne una nuova per tre anni. Verrà inoltre donato un voucher da 200 euro per l'acquisto di una bicicletta. Hanno aderito al progetto Atm, GuidaMi, Trenitalia-Le nord e le associazioni dei tassisti milanesi. Lo stanziamento dalla Regione è di 3.200.000 euro e il progetto in via sperimentale verrà avviato nel capoluogo, ma potrà essere esteso anche al di fuori della città, a patto che i comuni partecipino con risorse proprie.

 

 

 

 

Poste/ In tv nuovi spot per conto BancopostaPiù, regia di Virzì

 

Al via campagna pubblicità. Massimo Ghini nei panni Robin Hood

postato 5 giorni fa da APCOM

 

Roma, 24 mag. (Apcom) - Poste Italiane dà il via a una campagna pubblicitaria in tv per lanciare il nuovo conto BancopostaPiù. Lo comunica la società, spiegando che il primo episodio della serie di spot è andato in onda ieri, mentre la campagna stampa inizia oggi sulle principali testate nazionali. Regista degli spot è Paolo Virzì, mentre il protagonista è Massimo Ghini, "nelle vesti di uno scanzonato Robin Hood".

 

 

 

 

 

 

 

TICINONLINE Notizia del 26/05/2010 - 10:36     

 

GANDRIA

Posta Svizzera, Gandria passa al servizio a domicilio

 

 

GANDRIA - Da lunedi' 19 giugno chiuderà l'ufficio postale di Gandria. Dal 21 giugno la popolazione usufruirà del servizio a domicilio. Una decisione presa dopo colloqui con il Municipio, fin dal novembre 2008, nei quali venivano analizzate le possibili alternative all'ufficio postale, sempre meno usato. In mancanza di altre alternative, il Municipio accetto' l'introduzione del servizio a domicilio.

 

Il servizio a domicilio funziona nella seguente maniera: la persona che deve effettuare un'operazione postale dovrà esporre una targhezza di plastica sulla propria cassetta delle lettere. Il personale de La Posta suonerà dunque alla porta, per avere le informazioni riguardanti l'operazione da effettuare. In caso di assenza da casa al passaggio del postino, si potrà ricevere la corrispondenza non consegnata presso l'ufficio postale di Castagnola.

 

Luganese

 

 

 

 

Comune di Firenze 28/05/2010 18:45

 

QUARTIERE 5, IL PRESIDENTE GIANASSI SCRIVE A POSTE ITALIANE PER CHIEDERE LA RIAPERTURA DELL’UFFICIO DI VIA CESALPINO

 

Una parte considerevole dei residenti è costituita da anziani

Il Presidente del Consiglio di Quartiere 5 Federico Gianassi ha inviato ieri una lettera alla Direzione di Poste Italiane per chiedere la riapertura dell’ufficio postale di via Cesalpino, dopo le proteste da parte degli abitanti del Quartiere.

A seguito della interruzione del servizio per la consegna della corrispondenza e dei pacchi non recapitati per assenza del destinatario presso l’ufficio postale 29 sito in Via A. Cesalpino 3/A, gli utenti delle zone Castello, Sodo, Panche, Serpiolle, Careggi, Rifredi, Romito, Vittoria debbono oggi utilizzare il servizio adibito presso l’Ufficio postale in Via Gemignani. Come noto, il Quartiere 5 si estende su una superficie assai ampia del territorio fiorentino ed è popolato da oltre 105.000 residenti. Una parte considerevole dei residenti è costituita da anziani, specialmente nelle zone sopra indicate. La modifica del servizio ha per tali utenti creato un notevole disagio tanto che segnalazioni sono arrivate anche al Presidente.

Pertanto il Presidente ha chiesto a Poste Italiane la disponibilità alla riapertura del servizio previsto presso l’Ufficio postale in Via A. Cesalpino. (fdr)

 

Comune di Firenze

 

 

 

MERATEONLINE 26MAG2010

Verderio I: posta a `singhiozzo` in paese

Lettere e riviste con ritardo di settimane

 

 

Recapito Posta Verderio Inferiore:

In 2 giorni mi sono arrivate una ventina di lettere segno che la posta giaceva da tempo senza essere consegnata. Addirittura è arrivata il 19 Maggio una bolletta Enel scaduta il 13 Maggio! Che si pensa di fare per risolvere il problema?

 

Paolo

 

La situazione per i cittadini di Verderio Inferiore è davvero critica. Come testimonia il lettore, e come confermano dal Municipio, il recapito avviene a singhiozzi con ritardi che viaggiano nell`ordine di settimane. Ci sono strade che, sistematicamente, ricevono pacchi di missive, bollette, riviste con decine di giorni di ritardo e in un “blocco” unico; persone che si vedono recapitare la posta altrui oppure devono andare a caccia della propria dai vicini; nuovi residenti che non sono nemmeno considerati. Insomma una situazione che, invece di migliorare, pare proprio destinata a peggiorare (così infatti si va avanti da mesi) e che, nonostante le richieste di intervento e le rimostranze sia da parte dei cittadini che degli amministratori, dopo un brevissimo periodo di qualche giorno, torna alla normalità, e cioè al disagio. Il problema starebbe tutto nelle continue sostituzioni del portalettere di ruolo, con ragazzi assunti a tempo determinato che restano in paese la durata di tre mesi, non sufficiente per imparare strade e destinatari. “La situazione è critica per tutto Verderio Inferiore” hanno spiegato il sindaco Alessandro Origo e l`assessore Giancarlo Cereda “ci sono persone che da oltre sei mesi vivono con questo tipo di disagio ricevendo la posta a singhiozzo con bollette scadute e riviste ormai non più aggiornate. Abbiamo già interpellato l`ufficio centrale di Merate, poi in effetti il giorno successivo alla telefonata la posta è stata recapitata. Ma si è trattato di una parentesi: la situazione è tornata in breve come prima”.

 

Verderio Inferiore, tuttavia, non sembra essere l`unico paese a riscontrare questi disagi. Anche a Verderio Superiore la posta nelle ultime settimane è arrivata in ritardo tanto che bollette e moduli F24 sono giunti a diversi giorni dalla scadenza, costringendo l`utente al pagamento della mora.

 

S.V.

 

 

 

Modica: Accordi con Poste italiane. Il Sindaco” tutti disattesi e ancora si aspettano buone nuove”

 

RADIORTM Pubblicata alle ore 17:12:38 -

 

“Mi risulta che gli impegni assunti sono ancora disattesi, con rammarico non solo mio e del consiglio comunale ma soprattutto dei cittadini utenti sui quali, quotidianamente, si abbattono disagi e difficoltà.”

Così il Sindaco di Modica, Antonello Buscema scrive al dirigente provinciale delle Poste italiane di Ragusa in riferimento all’accordo raggiunto su alcune richieste specifiche avanzate sia dall’amministrazione che dal consiglio comunale.

Come si ricorderà si trattava dello smistamento delle raccomandate nella sede di Via San Giuliano, la soluzione per garantire un doppio passaggio ( di cui uno pomeridiano) per la consegna delle raccomandate e dei pachi diretti ai residenti della parte della Città che sono serviti dall’ufficio di Via Nino Barone a Modica Alta e l’istituzione di uno sportello multifunzionale delle Poste italiane nell’area del Polo Commerciale o della zona artigianale.

Il Sindaco a questo punto si attende buone nuove.

 

 

 

 

Noto: servizio postale nelle contrade, proficuo incontro tra il sindaco e i dirigenti di Poste Italiane

Attualità  27 Maggio 2010 @ 12:25

 

Proficuo incontro tra il sindaco di Noto, Corrado Valvo, e i massimi dirigenti di Poste Italiane in merito al servizio nelle contrade di Noto.

 

Le Poste Italiane, nell’attuazione del progetto pilota che vede Noto come prima città alla quale sono state consegnate, seppure con ritardo, le cassette modulari, hanno stabilito di collocare tali cassette, secondo un piano condiviso che contempla anche una migliore distribuzione dell’attività del portalettere, in 10/12 contrade che interessano i territori vicini a Canicattini, Rosolini e Palazzolo, al fine di garantire la copertura capillare e la consegna tempestiva della posta anche in zone con gravi difficoltà di espletamento del servizio.

 

A tale incontro erano presenti anche l’assessore Quartararo e il consigliere Sammito, che ha dichiarato la propria disponibilità a fornire un aiuto per l’individuazione e la collocazione delle cassette modulari, come già affermato nel novembre del 2009.

 

 

 

 

 

Che fine ha fatto l’Ufficio postale di Bibbiena Stazione?

AREZZONOTIZIE - Sabato 29 Maggio 2010 15:27 Ufficio Stampa

 

E

Sono ormai molte settimane che a Bibbiena Stazione non esiste più l’Ufficio Postale, dopo che, a causa, sembra, delle intemperie si era avuto il suo allagamento con crollo di alcune parti. Sulla vicenda è caduto completo silenzio, come se la funzionalità o meno di quell’ufficio fosse indifferente.

In realtà quello di Bibbiena Stazione non era un ufficio qualsiasi, ma l’ufficio  centrale per tutto il Casentino, oltre ad essere un servizio essenziale per una realtà così densamente popolata.

Inizialmente le poste avevano anche inviato un furgone mobile, che dopo  una quindicina di giorni è scomparso senza spiegazioni e senza che fossero attivate alternative.

Oggi i cittadini di Bibbiena Stazione, le imprese, i professionisti che di quello si servivano si trovano costretti o a lunghe file a Bibbiena Centro o a Soci o a peregrinare tra  vari uffici postali del Casentino. Drammatica è la situazione per gli anziani non in grado da soli di muoversi verso altre località ed uffici

Poco si sa anche dei lavori di ristrutturazione e tantomeno se il progetto di recupero si è posto anche il problema della eliminazione dell’amianto che la vecchia struttura conteneva.

Siamo sorpresi del silenzio delle istituzioni di fronte a questo problema.

Sinistra Ecologia e Libertà del Casentino chiede al Sindaco di Bibbiena, proprio per il suo ruolo di rappresentante di tutti i cittadini e dei loro diritti, di attivarsi con forza nei confronti della direzione delle Poste, perché a Bibbiena Stazione  sia garantita in tempi brevi la riapertura del servizio postale ed in condizioni di sicurezza. Abbiamo il diritto di conoscere i tempi di questa riapertura. Qualora i tempi di recupero strutturale fossero ancora lunghi, dobbiamo pretendere l’apertura almeno di un servizio provvisorio.

Sinistra Ecologia Libertà

Coordinamento Casentino

 

 

 

 

  22-05-2010, la STAMPA, TORINO, pag.65

             

            CONTI ANGELO      

Fuori casa per la raccomandata? ''Le Poste ti fanno fare penitenza''

 

ANGELO CONTI Piu' che un disservizio sembra una crudelta'. Perche' e' tale quando un ente, rispettabile e un tempo anche amato, costringe utenti ultraottantenni ad attraversare la citta' o ad attendere ore sul marciapiede pur di ritare una ''inesitata'', di solito una raccomandata che il postino non ha potuto (ma qualcuno sostiene ''voluto'') consegnare. Qui di seguito due segnalazioni di protesta. Prima quella del signor Luciano: «Gli assenti hanno sempre torto? Per le POSTE Italiane evidentemente si. Ebbene, lo confesso: giovedi' 12 alle 9,36 non ero in casa. In buca trovo un avviso (tecnologicamente ineccepibile) che - pur avendo un Ufficio PT a due passi da me - mi intima di recarmi in via Parma 63 per ritirare una "raccomandata". Il 14 alle 10,35 giungo sul luogo assegnatomi per scontare la pena e avanti a me trovo una trentina di compagni di sventura, in coda sul marciapiede, sta iniziando a piovere.Fortunatamente dopo un quarto d'ora smette. Ci intratteniamo in piacevoli conversari. Immaginate il tenore dei commenti ! Nell'ufficio, nonostante il prodigarsi degli impiegati, la ricerca della corrispondenza e' assai difficoltosa (tecnologia assente) e talvolta senza esito. Vi e' una persona che torna per la terza volta, ma la sua lettera non si trova. In sostanza dopo due ore circa esco con l'agognata missiva. Ora che ho espiato, qualora ricadessi nell'errore, posso sperare in un trattamento meno infelice? Incidentalmente mi trovo ad avere 81 primavere....». E Luciano Cantaluppi: «Raccomandata inesitata al mio domicilio - proprio al centro di Torino - e novita' per il ritiro: prima in via Alfieri, poi in via Nizza 10, oggi invece a barriera Sassi / Strada Mongreno. Per carita' 8 fermate di bus, oppure mezz'ora di macchina , oppure una ora a piedi (che fa pure bene alla salute!). Tutto regolare?».

 

 

 

Bancomat da installare a Papanice (KR)     

 

STRILL.IT - Mercoledì 26 Maggio 2010 16:42

 

In merito alle tante richieste e sollecitazioni pervenute da Papanice (Crotone) circa la richiesta dell'installazione di un bancomat in quella frazione abbastanza numerosa, non posso che

 

condividere e sostenere questa richiesta che non è fatta a caso.

A quanto è di mia conoscenza ca. 1000 persone hanno avuto rilasciato dall'ufficio postale locale altrettanti bancomat  evidentemente per farli utilizzare  non si sa dove.

Ci sembra un comportamento anomalo da parte dell'Amministrazione delle Poste che lascia molto a desiderare e che non tiene in nessun conto i reali bisogni della popolazione e dei propri esercizi commerciali ed artigianali.

Per ottenere contante e quant'altro bisogna fare solo delle file interminabili in ufficio senza dare la possibilità a tutte le ore di poter effettuare dei prelevamenti così come è uso comune ovunque.

Papanice rientra in un piano speciale di Poste Italiane? Riteniamo che lo spirito del rilascio di un bancomat debba servire a sburocratizzare il più possibile gli adempimenti e le file fastidiose di cittadini e favorire il più possibile le attività commerciali e turistiche.

Un cittadino di Papanice o un visitatore occasionale  che ha difficoltà  all'utilizzo della propria carta è  propenso sicuramente a spendere in posti più attrezzati, quindi i commercianti e gli artigiani di quel posto vengono doppiamente danneggiati sia come cittadini che come operatori economici dal momento che questa situazione è anche  un implicito invito a spendere altrove.

Con questa nota vogliamo invitare l'Amministrazione di Poste Italiane a tenere nella giusta considerazione questi disagi ed installare fin da subito un bancomat presso l'ufficio locale, almeno prima della prossima stagione estiva,  perchè questi sono territori che più degli altri devono ricevere i giusti servizi e non essere utilizzati solo come centri di raccolta di risparmi.

Non possiamo continuare ad alimentare un malcontento unanime in un territorio che per tante cause e concause ha forse  bisogno di un'attenzione particolare, anche se quanto sopra esposto  cì sembra un diritto sacrosanto dal momento che a circa mille persone sono state fatte sottoscrivere le relative card.

 

         Salvatore  Lucà

          Segretario Generale Confartigianato

 

 

 

 

«Io postino alle prese

con un caos quotidiano»

 

IL SECOLO XIX - 28 maggio 2010

  | Giuliano Gnecco

 

L’impressione è quella del caos più o meno generalizzato. Nel centro storico, zona Castello (cap 16123) lamentano di non ricevere la posta da giorni, a Pegli assicurano che il postino passa solo ogni 6-7 giorni, e segnalazioni analoghe arrivano da Sampierdarena e centro storico. Davide Mammone per Poste Italiane ha lavorato con un contratto a tempo determinato: «Un mese, ad aprile, nel centro di Mura Zingari. È un caos. Ho bisogno di lavorare, ho tre figli a carico. Ho iniziato il 3 aprile: era un sabato. Mi hanno mandato per mezza giornata con una guida sotto il diluvio. Al lunedì, mi hanno mandato allo sbaraglio. Abito a Rivarolo, non conosco bene la zona di Principe: alcuni indirizzi non sono riuscito a trovarli. Ho portato una raccomandata a un signore che da cinque anni non abitava a quell’indirizzo».

 

È sempre un’impressione, ma pare che molto sia lasciato al fai-da-te: «In via Paleocapa c’è un vicoletto con dei posteggi - ribadisce Mammone - Per due o tre giorni mi sono portato dietro una raccomandata. Ho trovato il civico 110, il 114 ma non il 112. Mi sono detto che ci doveva pur essere. L’ho trovato da un garage. Il proprietario mi ha detto “finalmente un postino”. Gli avevano tagliato la luce perché non gli arrivavano mai le bollette. L’ho avvertito: ci sono arrivato per la mia testardaggine, ma a fine mese me ne sarei andato e il problema gli si sarebbe ripresentato. Molta gente mi diceva che aspettava una raccomandata, sapendo che era stata spedita, ma mai consegnata. Ripeto, è un caos».

 

 

 

RIVIERA24 – 27.5.10

"Poste Aperte"

Iniziativa di Poste Italiane per la solidarietà e l’ambiente, Imperia fra le sedi scelte

 

Imperia - Per la provincia di Imperia, l’evento si è svolto presso la Filiale di viale Matteotti 155. Anche quest’anno Poste Italiane ha voluto legare l’evento a iniziative di solidarietà

 

Poste Italiane apre le porte dell’Azienda ai figli dei dipendenti e alla solidarietà con la quinta edizione di ‘Posteaperte’, in programma oggi, giovedì 27 maggio.

 

L’iniziativa, a cui hanno partecipato in tutta Italia, circa 1600 bambini, si propone l’obiettivo di dare continuità a progetti che possano consolidare il rapporto dell’Azienda con il lavoratore nella sua dimensione privata e familiare.

 

Posteaperte 2010 si rivolge infatti ai figli dei dipendenti di età compresa tra i 3 e i 12 anni e ha toccato  32 sedi aziendali presenti su tutto il territorio nazionale. Ai bambini sono stati offerti momenti di gioco, intrattenimento e visite guidate per far conoscere gli ambienti di lavoro dove operano i genitori.

 

Per la provincia di Imperia, l’evento si è svolto presso la Filiale di viale Matteotti 155.

 

Anche quest’anno Poste Italiane ha voluto legare l’evento a iniziative di solidarietà. Una scelta che ribadisce e consolida l’impegno dell’Azienda nella promozione di principi di responsabilità sociale.

 

Per dare continuità alla missione di cui si fa interprete il Gruppo, Poste Italiane ha rinnovato l’adesione al progetto, promosso dalla Fondazione ‘aiutare i bambini’, di adozione a distanza di 20 bambini dai 3 ai 5 anni del villaggio di Charawe, sull’isola di Zanzibar (Tanzania), finalizzato a garantire loro un’istruzione e una alimentazione adeguata.

 

L’Ambiente è il tema della quinta edizione. Nell’occasione è stato sviluppato un messaggio semplice e universale come il rispetto della natura e la salvaguardia della salute del pianeta.

E’ stato realizzato un video ad hoc e un allestimento a tema, con alberi di cartone riciclato su cui i bambini hanno lasciato i propri pensieri e i disegni sull’ambiente: grandi sagome/personaggi hanno guidato inoltre i bimbi dentro un affascinante percorso ambientale.

Infine la mostra “Uso e Riuso”, con i lavori creativi realizzati dai bambini con materiale riciclato.

 

Poste Italiane ha da tempo impostato le sue strategie di sviluppo tenendo conto della tutela ambientale: il Gruppo partecipa attivamente a campagne internazionali sulla riduzione dei consumi energetici e, tra gli operatori postali europei, detiene la più grande flotta di mezzi a metano. In diverse sedi aziendali, è stata oramai attivata la raccolta differenziata, con ottimi risultati.


 

La Fondazione ‘Aiutare i bambini’ è nata nel 2000 con l’obiettivo di dare un aiuto concreto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, sfruttati ed emarginati. Interviene in Italia e nel mondo con progetti di accoglienza, assistenza sanitaria, educazione e adozione a distanza.

 

 

Il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali attraverso il progetto rural4kids della Rete Rurale Nazionale, vuole far incontrare due mondi apparentemente diversi e distanti, in realtà tra loro intrecciati: il mondo della scuola e delle onlus, con i docenti/operatori e gli alunni, e quello delle istituzioni, rappresentato proprio dal Ministero. L’obiettivo che si è dato il Ministero è quello di avvicinare i bambini, futuri cittadini, al mondo agricolo e rurale, con una chiave di lettura semplice, nell’ottica di una crescita responsabile dei più giovani, futuro e risorsa del nostro mondo.

 

 

Poste Italiane negli ultimi anni ha avviato un processo di rinnovamento tecnologico con l’obiettivo di innalzare la qualità dei servizi ampliandone la gamma dell’offerta. Questa visione strategica, accompagnata ad un programma di investimenti in infrastrutture e formazione del personale, ha consentito al Gruppo Poste Italiane di diventare, attraverso il potenziamento dei servizi proposti, un punto di riferimento internazionale mantenendo ferma l’attenzione sulle esigenze di cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

L’offerta di prodotti e servizi si articola attraverso la forte capillarità sul territorio con la presenza di 14 mila uffici postali, più di 70 mila postazioni e 150 mila dipendenti: tradizione, innovazione tecnologica e capitale umano sono i fattori chiave di successo. La forte propensione allo sviluppo tecnologico ha consentito a Poste Italiane attraverso la Società del Gruppo PosteMobile, che opera nell’ambito della telefonia, di entrare nel settore degli operatori mobili virtuali.

 

di Mario Guglielmi

 

 

 

MESSAGGERO VENETO – 27MAG2010

Poste chiuse per le vacanze estive: in regione vengono tagliati 38 uffici

Il ministero dello Sviluppo economico ha presentato ai Comuni il piano di riduzione dei servizi in Friuli Venezia Giulia

UDINE. Poste italiane chiudono 38 uffici in regione per permettere ai dipendenti di andare in ferie durante l’e state. E i Comuni del Friuli Venezia Giulia protestano perché temono che le chiusure temporanee possano diventare definitive, soprattutto nei centri più piccoli. Ieri i rappresentanti dei sindaci della regione si sono riuniti per esaminare il piano presentato dalle Poste e hanno espresso la preoccupazione per la scelta che rischia di creare disagi soprattutto tra le persone anziane.

 

Si chiama “piano di rimodulazione delle aperture estive giornaliere e orarie degli uffici postali della Concessionaria del Servizio postale universale”. Il documento, che è stato consegnato dal ministero dello Sviluppo economico dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione all’Anci nazionale e da qui alle Anci regionali per un parere, ieri è stato esaminato dal comitato esecuto dell’Anci del Fvg convocato dal presidente Gianfranco Pizzolitto nella sala consiliare del comune Campolongo-Tapogliano dove sono stati anche incontrati i sindaci dei comuni della Bassa Friulana.

 

Il documento contiene i “tagli” previsti anche in Fvg e precisamente in 35 comuni, dai più grandi, come Trieste e Udine che subiranno la chiusura di alcuni uffici di quartiere, a quelli più piccoli. «Il ridimensionamento degli sportelli postali che per ora è “estivo” ma, viste le scelte tenute anche nel recente passato dalle Poste, che hanno determinato la protesta dell’Anci e dei sindaci interessati e l’intervento dei parlamentari Compagnon e Monai, più di qualche sindaco ha paventato il timore che da temporanee le chiusure diventino definitive», hanno commentato ieri i sindaci.

 

L’Anci – come ha spiegato il segretario generale Lodovico Nevio Puntin - ha inviato il piano delle Poste, arrivato l’altro ieri, alla valutazione dei sindaci. Raccolti considerazioni e pareri provvederà a trasmettere il materiale a Roma dove l’Anci nazionale lo utilizzerà per un confronto con le Poste italiane.

 

 

«È certo che qui – ha detto Pizzolitto – oltre ai tagli dei trasferimenti vengono ridimensionati anche i servizi. Pare di assistere all’assalto dell’ultimo forte di frontiera, rappresentato dai Comuni, sul quale calano le asce. È evidente – ha detto Pizzolitto – che dovendo tagliare, ognuno salvaguarda prima se stesso: per primo il Governo nazionale, poi quello regionale, poi le province: alla fine arriviamo noi. Attenti, però, che la crisi spinge i cittadini verso i sindaci e se i sindaci non hanno più risorse, non resta loro altro da fare che indicare altre porte a cui bussare, con le immaginabili tensioni sociali che nel frattempo si determinano. Federalismo ed equiordinazione non sono scaricamento di problemi all’anello più debole della catena, ma condivisione e suddivisione delle responsabilità», ha concluso.

 

 (27 maggio 2010)

 

 

 

 

27/05/2010

 

Il sindaco di Sorano chiede al Prefetto di intervenire per l'ufficio postale di San Quirico chiuso da 5 mesi

25/05/2010 - 16:55  - 0564news.it

 

Il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni ha chiesto l'intervento del prefetto di Grosseto dottor Giuseppe Linardi in riferimento al grave disagio che si protrae dalla fine di dicembre nella frazione di San Quirico per la chiusura dell'ufficio postale, disposta dal vigili del fuoco.

Nel ricordare che: "Tale ufficio, in affitto alle Poste, è ubicato in un immobile in gran parte di proprietà dell'Agenzia del Demanio, in stato di grave degrado e che la stessa Agenzia ha messo in vendita da anni", il sindaco informa il prefetto di aver "contattato l'Agenzia del Demanio non appena si è verificata la chiusura, e la stessa ha subito chiarito di poter effettuare solo interventi minimali e comunque non tali da rimuovere le situazioni di

pericolo verificate dai Vigili del Fuoco. A conferma della gravità della situazione per quanto riguarda l'immobile in questione, a seguito anche di un sopralluogo congiunto Ufficio Tecnico del Comune-Genio Civile, ho emesso un'ordinanza di inagibilità e che dispone una serie di interventi per la messa in sicurezza".

"Ho ripetutamente sollecitato la Direzione Provinciale di Grosseto ad assicurare una soluzione alternativa garantendo il funzionamento di un ufficio che, per dichiarazione delle stesse Poste, assolve ad un ruolo  assai significativo - fa presente il sindaco - e ho anche contattato più volte il referente della Direzione regionale a Firenze ma non sono mai riuscito a parlarci".

Dopo aver ricordato che "gli utenti sono costretti, ormai da cinque mesi, a recarsi all'ufficio postale di Sorano" e che "per i mesi di gennaio e febbraio il Comune ha assicurato un servizio gratuito di trasporto per gli  anziani e le persone non abili, servizio che non è nella possibilità di proseguire" nella lettera inviata al Prefetto si aggiunge: "Si tratta di

una situazione ingiusta e ingiustificata che crea forti disagi a quanti, e sono molti, hanno bisogno del servizio postale, comprese le numerose aziende presenti nell'area artigianale di Valle Bisogna". Da qui la richiesta del sindaco al prefetto pe un intervento nei confronti di Poste Italiane "perché sia trovata finalmente una soluzione".

 

 

18-05-2010, LA  STAMPA, TORINO, pag.79

                         

Nichelino Poste ''vietate'' ai disabili per un gradino insuperabile

 

NICHELINO Il gradino effettivamente e' troppo alto. Impossibile accedere per i disabili che si muovono in carrozzella. Non basta: il parcheggio a servizio, distante meno di un metro dall'ingresso, e' troppo vicino allo scivolo che consente almeno l'accesso al marciapiede. E cosi' l'ufficio postale di via XXV aprile a Nichelino, pieno centro cittadino e massima affluenza settimanale, diventa una maledizione per chi condivide la propria vita con una sedia a rotelle. La questione e' stata sollevata da Carmelo Mendolia, consigliere comunale del PdL, durante l'ultima assemblea consiliare di Nichelino: «Questa dice Mendolia - e' una situazione che dura ormai da anni. L'insormontabile gradino della posta di via XXV Aprile e' una questione irrisolta da troppo tempo. Ad oggi dopo aver presentato gia' due interrogazioni di cui una da discutere nel prossimo Consiglio, il Comune non e' ancora intervenuto per eliminare questa barriera inaccettabile. Nichelino aggiunge il consigliere - sembra una citta' disseminata da percorsi a ostacoli: strisce pedonali realizzate in maniera approssimativa. Via XXV aprile, via Cacciatori, via Cagliari, piazza Camandona e gran parte della citta' si contraddistinguono per percorsi pedonali non accessibili in larga parte ai portatori di handicap». Il sindaco Giuseppe Catizone promette: «Inoltreremo un sollecito immediato alle POSTE e se non adempiranno, faremo un'ordinanza ad hoc affinche' i lavori vengano realizzati al piu' presto. Non si puo' tollerare una situazione vergognosa». \

 

 

 

Poste Italiane, il cliente paga gli errori del Postamat - La Parola ai Lettori

 

ECO DI TORINO 26 / 05 / 2010 - Gentili signori, la presente per comunicare un fatto assai spiacevole capitato qualche giorno fa. Sono cliente delle Poste Italiane e mi trovavo di sera tardi presso un aeroporto italiano (l'aereo aveva subito un ritardo). Avendo bisogno di contanti per pagare il parcheggio dell'auto sono andata al Postamat situato all'interno del Terminal e ho tentato di ritirare 100 euro. Peccato che i soldi non sono proprio usciti e sul display è apparsa la scritta che il tempo era scaduto e che dovevo rivolgermi al mio istituto. Quindi niente prelievo.

Il giorno seguente noto sulla lista movimenti l'ammanco delle 100 euro non ricevute; allora telefono all'assistenza clienti delle Poste, dove l'operatrice, tenendomi in linea venti minuti con parecchie domande, alla fine trova la soluzione: loro non possono fare nulla, devo andare di persona all'ufficio dell'aeroporto... bel consiglio! Abitando a circa 200 km dall'aeroporto...

Decido quindi di testa mia e telefono all'ufficio postale che mi ha negato le 100 euro. Il direttore, gentilissimo, ha detto subito che si erano accorti dell'errore di sistema e che a breve avrei ricevuto indietro i soldi. Bene, soluzione trovata? Diciamo "Ni". Infatti giorni seguenti il bonifico è arrivato, si, ma mi è stato addebitato anche un euro e dieci centesimi per l'operazione di bonifico fatta dalla Poste...

Non è certo per quel 1,10 euro ma per il principio: le Poste Italiane sbagliano, fanno pagare al cliente l'errore e loro ci guadagnano pure sopra. Se in tutte queste situazioni si verifica questo addebito per l'operazione, può diventare, alla fine, un bel gruzzoletto per l'azienda. Complimenti!

 

           

LA GAZZETTA DEL SUD – 28-5-10       

Le Poste sfumano su file e proteste e confermano ritardi sull'ufficio unico

La direttrice provinciale Treppiedi: «Situazione in miglioramento»

 

Duccio Gennaro

MODICA

La direttrice provinciale delle Poste, Gaetana Treppiedi, è convinta che la criticità del servizio all'ufficio di via Risorgimento sia in fase calante. Il sindaco Antonello Buscema e il deputato regionale Riccardo Minardo chiedono spiegazioni sul perché del perdurare dei disservizi nell'ufficio del quartiere Sacro Cuore. Il parlamentare dell'Mpa e il sindaco hanno inviato due missive alla direttrice, segnalando le continue lamentele dei cittadini costretti a code e lunghe attese prima di poter ritirare pacchi e raccomandate inevase.

Adesso la direttrice Treppiedi dà la sua spiegazione: «È stato il concentrarsi delle raccomandate inviate dalla Serit in un breve arco di tempo a mandare in sofferenza gli sportelli. Stiamo monitorando l'andamento e notiamo che la situazione sta migliorando. In questi ultimi giorni infatti, soprattutto di pomeriggio, non ci sono state file, anche grazie al rafforzamento di due sportelli con personale di supporto». Anche se la direttrice ammette che quanto è stato promesso non si è ancora concretizzato, ma dà buone speranze per il futuro. «La prossima settimana – annuncia la dirigente – abbiamo un incontro per verificare la situazione logistica all'ufficio di via San Giuliano. Poi partiremo con una nuova organizzazione».

Il progetto delle Poste è infatti quello di concentrare il ritiro di tutta la posta inevasa nell'ufficio di via San Giuliano, che attualmente funge solo da distribuzione. Per far sì che i locali siano adatti ad accogliere il pubblico c'è bisogno dell'adeguamento e, in questo senso, i lavori sono in corso. Quello che era stato annunciato a novembre come imminente, tuttavia, è ancora in fase di completamento con evidenti ripercussioni negative su tutta l'organizzazione del servizio.

«Il nostro obiettivo – spiega Gaetana Treppiedi – è quello di rendere funzionale e accogliente questo nuovo ufficio dove si procederà alla consegna di plichi e raccomandate. Ci sarà personale destinato soltanto a questo compito e i benefici saranno evidenti. Purtroppo, ci sono stati dei ritardi, ma contiamo al più presto di avere i locali disponibili».

Le Poste non pensano dunque a una distribuzione della corrispondenza inevasa nei vari uffici della città (Modica centro e Modica Alta), come reclamato da cittadini e amministratori. Il sistema resterà centralizzato per tutta la città, a eccezione della frazione di Frigintini, così come ormai avvenuto dallo scorso novembre, quando è stato avviato un percorso che ha causato disagi ai cittadini e agli stessi impiegati dell'ufficio di via Risorgimento.

Le Poste non parlano neppure dell'idea, in un primo momento prospettata al sindaco Antonello Buscema, di un secondo giro da parte dei postini per recapitare a domicilio le raccomandate, nei casi in cui al mattino nessuno fosse presente a casa. Mentre è destinato a rimanere irrisolto il problema di un nuovo ufficio nell'area commerciale; come pure dell'apertura di uno sportello nella zona artigianale di contrada Michelica, vista la carenza di personale.

 

 

 

 

 

  16-05-2010, LA STAMPA, ALESSANDRIA, pag.62

             

MOSSANO SILVANA         

Proteste a cura di SILVANA MOSSANO NonVa

 Giunta ieri per annunciare un incontro del 18 marzo

La «posta-lumaca» e' arrivata con quasi due mesi di ritardo

 

La busta lumachina, passin passetto, e' finita nella buca delle lettere ieri mattina. La destinataria l'ha aperta e ne ha tirato fuori il foglio con l'invito a partecipare a un'assemblea dell'associazione Aido in programma per il 18 alle ore 18. Tre giorni di anticipo rispetto alla data? No, no: due mesi di ritardo, perche' la convocazione era per il 18 di marzo. E, infatti, l'invito risultava scritto il 3 marzo 2010. Ora dove s'e' fermata la busta lumachina? Possono essere responsabili i promotori dell'iniziativa che avevano dimenticato di imbucarla e hanno provveduto in ritardo? Ipotesi piuttosto improbabile: perche' fare una figuraccia e, in sovrappiu', spendere i soldi dell'affrancatura per un evento passato e superato da un pezzo? Oppure la busta lumachina si e' addormentata sotto qualche bancone POSTALE e, solo al risveglio, ha ripreso il cammino per arrivare, lemme lemme, a destinazione? A saperlo! Il risultato e' che, adesso, l'unico traguardo possibile e' il cestino della cartaccia, al costo di 60 centesimi di francobollo

 

 

 

  Gioia, clonato libretto postale: prosciugato conto pensionato

 

ReggioCalabria News - Cronaca Reggio Calabria

Scritto da Il Fatto Online  

 

Venerdì 28 Maggio 2010 16:28

ufficio-postaleGIOIA TAURO (RC) -  I risparmi di una vita sono a ndati in fumo in un solo colpo, anzi, in due tranche. Sul libretto postale di un 77enne di Gioia Tauro non è rimasto un centesimo dei 14mila euro depositati. Qualcuno avrebbe “clonato” il titolo al portatore ed avrebbe effettuato due prelievi, rilevando l’intero deposito. Vittima della truffa è Rocco Carmelo Aloi, commerciante in pensione, che ha scoperto di essere rimasto al verde mercoledì mattina durante una normale operazione sul suo libretto. L’impiegato gli avrebbe riferito che il libretto era vuoto. Dagli accertamenti sono risultate due operazioni compiute in due diverse date e diversi uffici postali di Gioia Tauro, lo sportello di via Sicilia e quello del rione Marina. L’autore della truffa si è certamente presentato agli impiegati con un libretto identico all’originale e con una fotocopia del documento di identità di Aloi. Impossibile tentare di risalire al criminale attraverso le immagini di videosorveglianza: la truffa risale a più di 15 giorni fa, intervallo di tempo dopo il quale le registrazioni vengono cancellate. Questo ha dichiarato la direttrice dell’Ufficio Postale. I Carabinieri di Gioia Tauro hanno aperto un’indagine per truffa a carico di ignoti e stanno indagando per risalire all’autore della truffa. Si indaga anche per capire se vi sia un complice all’interno della stessa Posta. Lo sportello di via Sicilia non sarebbe nuovo a certi eventi: nel 2008 due dipendenti furono considerati autori di una maxitruffa da 170milioni.

 

 

POSTINO 'SEMINA' CORRISPONDENZA PER STRADA, DENUNCIATO A PALERMO

 

 

11:33 29 MAG 2010

 

(AGI) - Palermo, 29 mag. - Un portalettere e' stato denunciato a Palermo perche' abbandonava la corrispondenza in strada.L'uomo, un 54enne, assegnato all'ufficio postale Sperone, deve rispondere di interruzione di pubblico servizio.

  Tutto e' partito dal rinvenimento di una grossa quantita' di corrispondenza: lettere, avvisi di ricevimento di raccomandate e riviste, ancora sigillata e non recapitata ai destinatari, ma lasciata davanti l'ingresso di uno stabile in Vicolo Niscemi, in zona Cala. I carabinieri della Compagnia piazza Verdi hanno accertato che l'uomo invece di consegnare regolarmente la posta a lui affidata, la 'seminava' per strada durante il tragitto di lavoro. La corrispondenza e' stata riconsegnata al personale dell'ufficio postale. (AGI) Mrg