IL POSTALE n. 462
Notizie dalla rete
IL POSTALE n. 462 del 6-6-2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it
E' bene seguire la propria inclinazione,
purché sia in salita.
Andrè Gide
Poste: al via i cantieri per la
liberalizzazione (MF)
MILANO
(MF-DJ)--Partono le consultazioni per definire i servizi di recapito postale
aperti alla concorrenza dal prossimo primo gennaio.
Sara' il governo italiano, nel documento di recepimento, si legge
in un articolo di MF, a definire l'intensita' della
liberalizzazione. L'esecutivo dovra' infatti
stabilire il perimetro del servizio universale, ovvero quell'attivita' che dovra' rimanere di
esclusiva competenza delle Poste italiane almeno fino al 2014. Tutto il resto potra' essere offerto in concorrenza. Il nodo quindi sara' proprio la definizione di servizio universale.
Le
premesse sembrano essere delle migliori visto che il mese scorso il presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricala', e il commissario
europeo alla concorrenza, Joaquim Almunia,
hanno dichiarato che il governo italiano ha dato conferma ufficiale della sua volonta' di attuare la piena liberalizzazione postale entro
la fine del 2010. red/ste
(END) Dow Jones Newswires
June 03, 2010 02:25 ET (06:25 GMT)
MF
del 3/6/2010
Poste, al via i cantieri per la
liberalizzazione
DENARO & POLITICA
Di
Anna Messia
giro d'affari da 3 miliardi. l'ue pronta a vigilare
Partono
le consultazioni per definire i servizi di recapito postale aperti alla
concorrenza dal prossimo primo gennaio. La Commissione europea sembra
particolarmente attenta a come il mercato italiano intende recepire la
direttiva del 2008 (la numero 6) visto che alcuni suoi rappresentanti
prenderanno parte alle prossime riunioni in programma al ministero dello
Sviluppo economico che sta lavorando al documento. Oggi il mercato postale
italiano è già aperto alla concorrenza, ma solo in minima parte: la liberalizzazione
è già operativa per le raccomandate che non siano però attinenti a procedure
giudiziarie e amministrative, la posta sopra i 50 grammi, e il direct marketing oltre 10 mila pezzi. Ma il vero valore del
settore sta nell'attività oggi riservata alle Poste spa di Massimo Sarmi. Un giro d'affari destinato probabilmente ad
assottigliarsi, ma stimato in ogni caso in circa 3 miliardi di euro. Il
business è composto soprattutto dalle lettere sotto i 50 grammi spedite dalle
aziende, su cui gli operatori postali concorrenti non vedono l'ora di mettere
le mani.
Ma
sarà il governo italiano, nel documento di recepimento, a definire l'intensità
della liberalizzazione. L'esecutivo dovrà infatti stabilire il perimetro del
servizio universale, ovvero quell'attività che dovrà rimanere di esclusiva
competenza delle Poste italiane almeno fino al 2014. Tutto il resto potrà
essere offerto in concorrenza. Il nodo quindi sarà proprio la definizione di
servizio universale. Le premesse sembrano essere delle migliori visto che il
mese scorso il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà,
e il commissario europeo alla concorrenza, Joaquim Almunia, hanno dichiarato che il governo italiano ha dato
conferma ufficiale della sua volontà di attuare la piena liberalizzazione
postale entro la fine del 2010. Ma i lavori sono appena all'inizio: lo scorso
aprile il ministero dello Sviluppo economico ha diffuso in pubblica
consultazione un questionario per raccogliere le opinioni del mercato sul tema
liberalizzazione postale, e l'interesse è stato altissimo. A Via Veneto sono
arrivate più di 70 risposte, non solo da parte di operatori pronti a entrare
nel mercato, ma anche di associazioni di consumatori, sindacati e grandi
aziende che chiedono di risparmiare. La fase di raccolta delle informazioni non
è ancora finita, visto che nei prossimi giorni sono previsti dei faccia a
faccia tra i rappresentati del ministero dello Sviluppo economico ed esponenti
del settore, appuntamenti ai quali sembra che prenderanno parte anche
rappresentati della Commissione europea, particolarmente attenta all'evoluzione
del mercato postale italiano.
In
ogni caso il processo sembra irreversibile, anche se i dettagli non possono
essere trascurati. Oltre alla definizione di servizio universale ci sono altri
due aspetti cruciali. Il primo è quello dell'Iva, che oggi non viene pagata sui
servizi offerti da Poste spa: «Si tratta di un vantaggio competitivo importante
di Poste rispetto agli altri concorrenti del libero mercato. In Germania per
esempio è stata mantenuta l'esenzione solo per i singoli consumatori,
eliminandola nel mercato delle imprese», sottolinea Luca Palermo,
amministratore delegato di Tnt Post. E poi bisogna
designare l'arbitro che sarà chiamato a vigilare su questo nuovo mercato, che
dovrà essere a costo zero per le casse dello Stato. L'Agcom
si è già candidata ma sta anche avanzando l'ipotesi di scorporare la direzione
del ministero dello Sviluppo economico preposta, per creare una vera Authority.
«L'importante è che l'arbitro sia imparziale e ovviamente competente», conclude
Palermo, «e che le nuove regole giustifichino gli investimenti dei nuovi
operatori per entrare nel mercato postale italiano».
03-06-10
POSTE: ARRIVANO VEICOLI ELETTRICI PER
SERVIZIO RECAPITO
(ASCA) - Roma, 3 giu
- Riduzione del 70% delle emissioni di anidride carbonica e abbattimento dei
costi del carburante: sono questi i principali risultati ottenuti grazie
all'utilizzo da parte dei postini di veicoli elettrici per il recapito invece
dei tradizionali scooter. Un risultato che ha portato Poste Italiane ad
ampliare l'utilizzo di questi mezzi dalla sola citta'
di Perugia, nella quale era partita la sperimentazione, ad altre16 citta' italiane.
Se
ne parla domani a Roma al convegno ''Green Post, il postino diventa ecologico''
durante il quale verranno presentati i risultati della sperimentazione dei free
duck, veicoli alimentazione elettrica e ibrida, che
hanno reso ''ecosostenibili'' ma anche piu' semplici
e sicure le attivita' di recapito.
L'iniziativa
coordinata da Poste Italiane si inserisce nell'ambito del progetto Green Post,
finanziato dall'Unione Europea nel quadro del programma ''Intelligent
Energy for Europe'' che ha
l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale del recapito attraverso l'utilizzo
di veicoli ad alimentazione elettrica e ibrida. Durante il convegno verra' analizzato il ruolo centrale delle imprese postali
nell'attuazione degli obiettivi fissati dalla Comunita'
Europea per arginare il degrado ambientale nelle citta'.
com-sen/mcc/ss
UPS rinnova contratto con le Poste
Scritto
dalla redazione TRASPORTOEUROPA
Aereo
03 giugno 2010 @ 12:47:14 CEST
Le
due società hanno riconfermato l'accordo per il servizio di distribuzione
all'estero delle spedizioni Paccocelere. Operativo hub di Shenzhen.
Poste
Italiane continuerà ad utilizzare il network globale di UPS per il suo servizio
Paccocelere internazionale, grazie al rinnovo
dell'accordo siglato nel 2006. Questa intesa ha integrato le reti logistiche ed
informatiche delle due società in Italia. In particolare, le Poste accedono
alla piattaforma tecnologica di UPS, che consente ai suoi clienti il
tracciamento delle spedizioni internazionali e la fatturazione online.
UPS
Free Duck Ducati EnergiaIbrido
per distribuzione - Nei giorni scorsi, la multinazionale americana ha adottato,
per ora in via sperimentale, un nuovo veicolo per le consegne urbane prodotto
da Ducati Energia. Si chiama Free DUCk ed un quadriciclo leggero a trazione ibrida seriale, con un
piccolo motore a benzina che carica un pacco di batterie elettriche, che a loro
volta alimentano motori elettrici sulle ruote che assicurano la trazione. In
questa prima fase, questi veicoli saranno impiegati nei centri storici di
Milano, Torino, Genova e Catanzaro.
Accordo
con Alibaba - In ambito internazionale, UPS annuncia
un accordo con Alibaba.com, il principale portale di e-commerce cinese per il
b2b. L'intesa prevede una collaborazione strategica per il nuovo negozio
all'ingrosso online di Alibaba, che si chiama AliExpress. Il portale offre ai suoi clienti la possibilità
di gestire on-line i processi di spedizione e monitoraggio integrando la
tecnologia UPS nella piattaforma AliExpress, con la
possibilità di stampare etichette e richiedere il ritiro dei pacchi a UPS
direttamente dal sito AliExpress.
Hub asiatico - Sempre in Cina, UPS ha attivato il nuovo hub aereo di Shenzhen, situato nell'aeroporto
internazionale di Shenzhen Baoan, e sostituisce l'hub UPS di Clark, nelle Filippine. "Da quando abbiamo
iniziato i voli diretti per la Cina nel 2001, abbiamo visto crescere in maniera
esponenziale questa regione non solo dal punto di vista delle spedizioni di
piccoli pacchi ma anche in termini di trasporto cargo aereo. Dato l'aumento
delle spedizioni lungo i confini meridionali della Cina, oggi ha più senso
smistare e consegnare questi volumi da un hub più
vicino ai nostri clienti", dichiara Dan Brutto, presidente di UPS
International.
La
piattaforma di Shenzhen ha una superficie totale di circa 89.000 metri quadrati
ed è dotata di un ufficio per la gestione delle pratiche doganali, strutture di
smistamento, aree di movimentazione, magazzini cargo e per le operazioni di handling aeroportuale. È in grado di muovere fino a 18.000
pacchi all'ora (a fronte dei 7500 della precedente struttura filippina) e può
essere sviluppata facilmente, fino a raggiungere una capacità di 36.000 pacchi
l'ora. Ha collegamenti diretti con lo hub
statunitense Worldportsm di Louisville, che è stato
recentemente esteso fino a sostenere una movimentazione di 416.000 pacchi
all'ora ed ospitare 70 aerei.
Mali
italiani
Poste e ferrovie. Si parla di
efficienza ma poi il ritardo è la norma
di
Ezio Bussoletti - L’occidentale
- 5 Giugno 2010
Certo
che siamo uno strano paese dove chi ha il compito di erogare servizi essenziali
al cittadino lo fa piuttosto alla carlona, occupandosi magari di altre attività
più remunerative con maggiore attenzione.
E'
normale poi vedere richiamati termini come "efficienza",
"trasparenza", "customer service"
(l'inglese fa sempre la sua figura per l'immagine) salvo poi arrestare il modo
di operare anglosassone alle parole mentre, nei fatti, il cittadino non è mai
utente (e tanti saluti al customer service) ma piuttosto
è trattato come suddito o, al più, come uno dei tanti del "parco
buoi" come vengono chiamati dispregiativamente i
piccoli risparmiatori che si avvicinano alla Borsa venendone spremuti dai
soliti noti.
Sono
queste le considerazioni seccanti che si affollano nella mia mente da tempo,
sempre più spesso, vedendo come vengono gestiti alcuni servizi nel nostro
paese. Bastano due esempi per comprendere le ragioni del mio stato d'animo:
Poste Italiane e Ferrovie dello Stato. Andando negli uffici postali sei assediato
da pubblicità accattivanti e da iniziative di tutti i tipi che mostrano come la
Società si stia spingendo sempre più verso nuovi terreni di businnes
oltre quelli storici.
Oggi
ti vendono libri e dischi, matite colorate come un qualunque edicolante,
offrono servizi bancari, assicurativi, consulenza finanziaria; per ultimo si
sono anche lanciati nella telefonia mobile come operatore virtuale. A priori
non avrei alcuna critica da sollevare al riguardo, così fanno società analoghe
in tutti i paesi avanzati. Addirittura dovrei plaudere a questa evoluzione
perché aumentando il numero di operatori nei vari settori si dovrebbe (e qui
mantengo volutamente il condizionale) favorire la competizione e la concorrenza
a vantaggio del cliente.
Io
però sono uno all'antica e mi domando: ma il ruolo storico ed istituzionale di
gestire la raccolta e la distribuzione della posta che fine ha fatto? Mi
chiedo, è mai possibile che negli USA, che hanno le dimensioni di un
continente, una lettera spedita la sera
a New York arriva il mattino dopo a Los Angeles? Tre fusi orari di differenza e
oltre 3000 kilometri di distanza tra le due città.
Mi
chiedo ancora, come mai lo stesso avviene in Francia dove tutti gli uffici
postali sono aperti, sabato incluso, anche nelle ore pomeridiane? E dove, da
italiano che ci ha vissuto oltre dieci anni, ho dovuto confrontarmi con la
vergogna di esserlo quando inviavo una raccomandata all'estero e mi veniva
comunicato (e così accadeva) il giorno esatto del suo arrivo, mai superiore a
tre giorni.
Per
l'Italia invece non fornivano alcuna data, né alcuna garanzia perché la lettera
partiva ma, da allora, ti confermavano che "non se ne aveva più notizia né
alcuna tracciabilità". Affidata al caso, arrivava quando arrivava: in
genere in un lasso di tempo variabile, a caso, da quattro giorni ad una
settimana abbondante visto, evidentemente, il penoso viaggio che la diligenza
doveva compiere lungo lo stivale.
Mi
chiedo perché, almeno a Roma, la posta il sabato non viene distribuita? Forse
per non far stressare la clientela perché una lettera potrebbe portare cattive
notizie rovinando il fine settimana fuori porta? e se le notizie fossero buone?
Meglio aspettare sino al lunedì: l'attesa, è noto, acuisce il piacere.
Certo
che siamo uno strano paese!
Bankitalie: famiglie investono a basso rischio ma a
BoT preferiscono Poste
2010-05-31
LUNEDI'
31 MAGGIO 2010
Nel
2009 per i bond a breve termine deflusso per 63 miliardi (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 31 mag - Nel
2009, al secondo anno di crisi economica, le famiglie italiane hanno continuato
ad investimenti in strumenti a basso rischio ma hanno accantonato i BoT. Il dato emerge dalla relazione annuale di Bankitalia
che segnala come lo scorso anno siano aumentate in modo sensibile la raccolta
postale netta (che per i libretti e i buoni postali offre un rendimento
maggiore del conto corrente) e le polizze assicurative del ramo vita
(investimenti per 24 miliardi rispetto al flusso negativo nel 2008). La ricerca
del rendimento piu' alto ha spinto le famiglie a fare
scelte precise per quanto riguarda i titoli di Stato. In questo comparto gli
investimenti hanno riguardato solamente i bond a medio e lungo termine (il cui
peso sulla ricchezza totale e' rimasto invariato al 5%). Destino diverso per i BoT: "Gran parte dei titoli di Stato a breve termine
in scadenza - si legge nella relazione - non sono stati rinnovati a causa dei
bassi rendimenti, dando luogo a un flusso netto negativo per 63 miliardi di
euro, che ha quasi azzerato la quota di questo strumento nel portafoglio".
Cel (RADIOCOR) 31-05-10 13:05:53 (0185) 5 NNNN
PRIMAPAGINAMOLISE
- 01-06-2010, 15:15 • Campobasso • Cronaca
"No al lavoro
spersonalizzato"
La
Federazione Lavoratori Poste ha voluto questo importante convegno, tenuto
presso la sala " Vitale" della sede centrale Cisl di Campobasso. Il
tema scelto per il dibattito è un argomento particolarmente attuale, sostenuto
da linee di pensiero e da ricercatori che hanno inteso il pericoloso e
crescente fenomeno dello svuotamento dei valori, causa della spersonalizzazione
del lavoro. La Slp Cisl ha dato vita ad un momento di
confronto elevato, con rappresentanti delle diverse istituzioni ed esperti del
settore.
A
coordinare i lavori, aperti con l'intervento del segretario generale Pietro Iocca, è stato il segretario territoriale della Slp di Campobasso, Antonio D'Alessandro, " un lavoro
più a misura d'uomo - ha detto Iocca nel suo
intervento - un lavoro proteso al servizio di tutti, questi sono gli obiettivi
del Sindacato. Ho molto apprezzato le riflessioni fatte da monsignor Bregantini, in un altro convegno voluto dalla Cisl: il
lavoro deve essere dignitoso, qualitativo e bello. Credo che in queste tre
parole - ha concluso Pietro Iocca - ci sia tutta
l'essenza e il significato vero del lavoro, inteso come risorsa che fa crescere
l'uomo e la società in cui vive". Ospite del convegno l'arcivescovo
metropolita di Campobasso-Bojano, Giancarlo Bregantini, noto in ambito nazionale per le sue battaglie
per la libertà dei lavoratori. L'alto prelato, dopo aver
ricordato
i suoi trascorsi nella Cisl e precisamente nei Metalmeccanici, avendo lavorato
in
fabbrica
prima della vocazione sacerdotale, ha voluto dal principio del suo intervento,
allargare i margini del confronto, considerando non solo lo stress di chi
lavora, ma anche quello di chi un lavoro non ce l'ha, " dobbiamo pensare
ai tanti giovani disoccupati e a chi è sottoposto alla precarietà, alle
continue e logoranti scadenze dei contratti - ha detto Bregantini
- bene queste due riflessioni devono andare insieme, dobbiamo comprendere le
difficoltà di chi lavora, ma anche di chi il lavoro lo sta cercando". No
alla precarietà, si alla flessibilità, questo è stato il messaggio di Bregantini, il quale tornando sulla missione del Sindacato,
ha evidenziato come siano cambiati i tempi anche per il mondo del lavoro, e di
conseguenza anche per le Organizzazioni, " prima le battaglie si facevano
in fabbrica, ora invece si fanno nelle piazze, dunque il Sindacato non può solo
difendere ma è chiamato oggi anche a proporre. I luoghi del Sindacato, come
questa sede della Cisl, sono luoghi sacri, dove si difende un valore troppo
importante, quale il lavoro, apppunto ". Bregantini ha ricordato, poi, come sia importante difendere
la dignità del lavoro, i ritmi giusti del lavoro e, in maniera particolare, la
difesa del lavoro festivo, " i grossi centri commerciali che lavorano
anche la domenica rischiano di diventare un fenomeno trascinate, come una diga
che si rompe. Questo no ce lo possiamo permettere".
A
rappresentare il Governo regionale è stato l'assessore alla Programmazione,
Gianfranco Vitagliano, il quale ha ricordato i suoi
28 anni diiscrizione alla Cisl, prima che ricoprisse
cariche istituzionali. Vitagliano, dopo aver
apprezzato l'intervento di Bregantini, e dopo averlo
incoraggiato nelle sue battaglie anche in ambiti che non sono solo quelli della
Chiesa, ha messo in collegamento le difficoltà dei lavoratori con i disagi
degli utenti, " se un postino è costretto a svolgere un carico di lavoro
esagerato, i risultati, che non possono non essere negativi, si riflettono
inevitabilmente sui cittadini. Questo ci invita a pensare al lavoro come un
elemento di crescita dell'intera società e non deve essere solo motivo di pochi
interessi". Sui benefici collettivi che devono prevalere su quelli
individuali, l'assessore Vitagliano è tornato aprendo
una piccola parentesi sulla Sanità, " tutti sappiamo quali ore difficili
stiamo vivendo, con un deficit elevato e con il Governo che chiede sacrifici
alla popolazione. Ma bisogna dire la verità - ha concluso Vitagliano
- il nostro sistema sanitario è progettato più per chi ci lavora anziché per
chi ne ha bisogno e deve essere curato".
Ad
entrare nei termini puramente scientifici della malattia chiamata stress da
lavoro, sono stati i due bravissimi professionisti, Paolo Scarano,
medico legale, e Angelo Malinconico, direttore del Centro salute mentale di
Termoli che hanno letteralmente incantato la platea.
Mentre
Salvatore Malerba della Tutela aziendale di Poste Italiane, ha descritto i
sistemi impiegati in azienda per fronteggiare le esigenze dei lavoratori.
A
chiudere il convegno è stato l'intervento del segretario regionale della Slp Cisl, Franco Battista, " abbiamo sentito la
necessità di organizzare questo confronto su questo tema così importante per i
lavoratori - ha detto Battista - perché abbiamo dato voce alle tante richieste
di aiuto che ci vengono dai nostri iscritti. Viviamo un periodo molto difficile
per il mondo del lavoro, dove l'economia ha preso il posto dei valori,
svuotando il lavoratore come uomo.
Bene
ha detto monsignor Bregantini quando ha ribadito che
noi non siamo ciò che facciamo, ma siamo ciò di cui siamo fatti. Anche noi
sindacalisti - ha continuato Battista -
viviamo
il forte stress delle tante richieste di aiuto che ci arrivano e alle quali
cerchiamo di portare il nostro contributo. L'arrivo della tecnologia, con
l'avvento della informatizzazione, è stata per molti sconvolgente e motivo di
pesante stress. Oggi siamo chiamati a fare uno sforzo in più - ha concluso
Battista - oggi siamo chiamati a cambiare perché sta cambiando l'azienda. Le
metodiche del lavoro evolvono, deve evolvere la tutela del lavoro".
Il
segretario territoriale Slp, Antonio D'Alessandro,
nel tirare il bilancio conclusivo del convegno, ha richiamato la platea ad un
momento di raccoglimento, ricordando un lavoratore molisano impiegato in Poste
Italiane, Gaetano, scomparso prematuramente.
23-05-2010, LA STAMPA, IMPERIA, pag.65
SANREMO ESPOSTO DEL SINDACATO ALL'ASL
Postini: le richieste dell'Ugl sulle dotazioni di sicurezza
Esposto
all'Asl da parte del sindacato Ugl Comunicazione per
segnalare carenze sulle dotazioni di sicurezza dei portalettere. Intanto, otto
zone di Sanremo sono rimaste senza posta, ieri, a causa della carenza di
organico dei postini. Afferma Michelangelo Castelli, segretario provinciale
dell'Ugl: «Ci siamo rivolti all'Asl per denunciare
che diversi portalettere sono sprovvisti di Dpi,
ossia i Dispositivi di protezione individuali, obbligatori per legge. Purtroppo
il ricorso dell'Asl da parte del nostro sindacato e' purtroppo frequente. Siamo
costretti a ricorrere all'autorita' competente per
far dotare i postini di strumenti essenziali per la loro sicurezza». Continua:
«Da una parte l'azienda fa proclami sulle politiche della sicurezza, che
stridono poi con la realta': diversi portalettere a
tutt'oggi non hanno a disposizione di elementi essenziali per poter svolgere il
lavoro limitando i rischi. Si tratta di scarpe antinfortunistiche e giubbotti,
invernali ed estivi. In una circolare dell'area logistica Nord Ovest si legge
che ''l'Unita' produttiva promuove la politica della
sicurezza''». Castelli evidenzia, inoltre, che «a causa di personale in ferie
non sostituito, ieri otto zone di recapito non sono state servite». Conclude:
«Intanto le POSTE continuano a perseguire l'intenzione di trasferire personale
dagli uffici di Sanremo a Imperia. Una decisione che contestiamo, e che
contrasteremo, al piu' presto, con una manifestazione
di protesta in via di definizione». \
POSTE:FAILP-CISAL,CONFRONTO
CON GOVERNO PRIMA DI LIBERALIZZAZIONE
(AGI) – Roma, 4 giu. – “Prima della liberalizzazione del mercato postale, che dovra’ avvenire per il primo gennaio del prossimo anno, occorre avviare subito un negoziato triangolare: governo, aziende di recapito privato, Gruppo Poste italiane e sindacato”. Lo chiede il segretario generale della Failp – Cisal (Federazione Autonoma Italliana Lavoratori Poste), Walter De Candiziis, in occasione della presentazione del prossimo Congresso nazionale del sindacato che si svolgera’ a Fiuggi dall’ 8 al 10 giugno. In tale sede, spiega De Candiziis, “la Failp-Cisal, ispirandosi all’elemento sociale che deve essere alla base dello sviluppo strategico di impresa, si impegnera’ per una sinergia tra pubblico e privato”. (AGI) Cli
PRIMAPAGINAMOLISE 04-06-2010, 13:33 • Campobasso • Cronaca
Cisl Poste
convoca il Consiglio
La Cisl Poste del Molise convoca il consiglio per affrontare e dibattere sul tema "la grave crisi delle Poste molisane". Una gravissima situazione gestionale ha portato la CISL a riunire i dirigenti sindacali. Le emergenze insolute e da tempo rinviate dall'Azienda.
Le Poste molisane sono al collasso, secondo il segretario di Isernia Antonio Sorgente, "viviamo una condizione intollerabile e di caos, mentre l'Azienda non vuole iniziare un confronto, nonostante i ripetuti inviti delle sigle sindacali, noi continuiamo a chiedere un'assunzione di responsabilità da parte dell'Azienda Poste Italiane.
Antonio D'Alessandro dichiara: "Chiediamo con forza una svolta per le Poste molisane, per allontanare lo spettro sempre più opprimente di una condizione di stallo e di paralisi del sistema". Una condizione pesante che i sindacati metteranno in evidenza e che incide pesantemente sugli operatori del settore e, inevitabilmente, sui cittadini utenti.
Nella sala Vitale della sede CISL di Campobasso verranno affrontate anche tematiche Nazionali come la riorganizzazione dei servizi postali, quindi approfondire tutte le questioni riferite alla Divisione Corrispondenza, alla luce del recente progetto di riorganizzazione presentato dall'Azienda.
A questo punto continua Antonio D'Alessandro, appare evidente l'importanza e la portata di un negoziato impegnativo e complesso, che investe una parte rilevante del "core business" di Poste Italiane e decine di migliaia di lavoratori.
Da parte sindacale come CISL rivendichiamo la necessità, da un lato, di individuare un modello organizzativo capace di affrontare le sfide che il mercato ci imporrà, dall'altro l'esigenza di identificare le opportune prospettive di sviluppo ed innovazione, costruendo adeguati e coerenti spazi di tutela per tutti i lavoratori che operano nel settore. Il consiglio della CISL Poste è chiamato a dibattere anche sulla Direttiva Europea, approvata di recente, che ha fissato al 1° gennaio 2011 l'apertura totale del mercato postale per alcuni Stati Membri dell'Unione, compresa l'Italia. Questo, a nostro giudizio, impone, senza ulteriori indugi, l'avvio di un confronto sulla regolamentazione del mercato postale. Riteniamo infatti che debbano essere individuate regole utili alla promozione del mercato e funzionali nel contempo ad un corretto equilibrio tra mercato stesso ed interessi della collettività; occorre inoltre individuare come garantirne la puntuale applicazione anche al fine di evitare eventuali fenomeni di dumping sociale ed industriale.
Postino al
pomeriggio
ma non il
sabato
IL SECOLO XIX - 03 giugno 2010
«Il dato di fatto è che la famiglia è cambiata, il servizio è cambiato, le abitudini delle persone sono cambiate, è per questo che anche il ruolo dei postini deve cambiare e adeguarsi per non sparire».
È così che il segretario nazionale della Uil Poste Roberto Massa si è presentato ieri all’assemblea dei lavoratori savonesi convocata per discutere rischi e novità della liberalizzazione del mercato postale che dopo mille proroghe (doveva scattare nel 2009) adesso è definitivamente all’orizzonte (2011). «Quando scatterà di preciso non si sa perché c’è un confronto aperto tra le sei sigle sindacali e l’azienda, ma certamente è in queste ore che si deve definire con precisione la rivoluzione sulla professione - ha detto Massa affiancato dai segretari regionali e provinciali del suo sindacato, Maurizio Girani e Rita Taccone - la sostanza è che dobbiamo copiare il meglio dei corrieri privati ed offrirlo ai nostri utenti perché altrimenti non reggeremo la concorrenza che sbarcherà agguerrita. E per farlo dobbiamo anzitutto partire dal fatto che la famiglia è cambiata, sono cambiate le sue abitudini, e quindi non è pensabile continuare a recapitare le lettere allo stesso modo».
La rivoluzione partirà anzitutto dall’ampliamento del recapito anche al pomeriggio e non solo al mattino. Questo significa che l’orario dei portalettere passerà dalle attuali 6 ore alle 7.12 o 7.42 al giorno (a seconda degli accordi), spalmate non più su una settimana di sei ma di cinque giorni (”settimana corta”) con l’esclusione del sabato. E poi entrerà a regime la posta certificata, che prevede l’uso di un palmare e la notifica della posta via mail quando possibile. E ancora s’introdurranno premi e bonus per i portalettere costretti ad operare in determinate realtà: «Perché recapitare in un territorio pianeggiante, magari in un piccolo centro urbano, è ben diverso di farlo in Liguria dove il dislivello costringe a saliscendi che non sempre si possono fare con i mezzi a motore» spiegano i sindacati.
«In generale - conclude Massa (Uil) - il recapito del futuro dovrà essere personalizzato e non più standard e uguale per tutti. Oggi nelle famiglie lavorano tutti e quindi passare alle 10 di mattina per una raccomandata è tempo perso, doppio visto che poi si costringe la famiglia a fare la coda al sabato nell’unico giorno che non lavorano per prenderla allo sportello. Il servizio di domani dovrà copiare il meglio di quanto offrono i corrieri che concordano il momento della consegna di un pacco chiamando prima e informandosi personalmente. Così andremo incontro al cliente e confermeremo la nostra storica qualità nella consegna. E dovremo anche arrivare a dotare i postini di computer palmari in grado di offrire un servizio domiciliare a tutto tondo, che non si fermi alla corrispondenza ma riguardi il bancoposta e altro ancora. È questo il futuro e dovrà iniziare presto se vogliamo farci trovare pronti a fronteggiare l’arrivo dei privati nel nostro mercato».
(03
giugno 2010) LAREPUBBLICA-NAPOLI
INCHIESTA
DENTRO LA CRISI/3
Linda, beffata dalla promessa del
successo
"Stiamo per fallire per una
società delle Poste"
Nel
2007 un'opportunità nei punti vendita con tutta la gamma di prodotti postali per
famiglie e uffici. Ma il franchising di Kipoint non
decolla anche per via dei prezzi imposti e cominciano ad accumularsi i debiti
di
PATRIZIA CAPUA
Linda, beffata dalla promessa del successo
"Stiamo per fallire per una società delle Poste" Linda Romano
all'interno del Kipoint di San Giorgio a Cremano
"Cercavamo
un'attività che potesse aiutare la famiglia a campare, non ad arricchirsi. Ci
siamo messe in società, io e mia sorella Lisa che anni fa è dovuta partire e ha
trovato lavoro a Londra, da Harrods. Era un modo per farla ritornare in Italia.
E non ci siamo riusciti". Linda Romano, 30 anni, di San Giorgio a Cremano,
laureata in Lettere, un figlio nato nel 2006, un secondo in arrivo, ha fatto
diversi lavori sempre da disoccupata, "come la maggior parte dei
napoletani". Attraverso un'amica di Marano che aveva già aperto un punto
vendita, nel 2007 scopre Kipoint, società delle Poste
italiane. Una rete di franchising di spedizioni commerciali sul territorio
nazionale, punti vendita che offrono una serie di servizi al pubblico: small office, house office, tutta la gamma di prodotti
postali per famiglie, uffici e piccole imprese.
Nel
2003 è Sda spedizioniere, partner del gruppo Poste italiane, a inventarsi
questo progetto, perché la capogruppo intende sganciarsi dal servizio di
spedizione pacchi e nel frattempo si è prospettata la privatizzazione dei
servizi postali, e vuole assicurarsi una fetta del mercato e controllarlo.
"Erano i primi tempi, non c'erano neanche molti Mailbox, negozi che fanno
spedizione", racconta Linda, ragazza vitalissima e intraprendente. Il
progetto si presenta come una straordinaria opportunità. "Entro in
contatto con un loro rappresentante del franchising. Dopo vari incontri ci
dicono che aprire un Kipoint costa circa 70 mila
euro. I soldi non li abbiamo sull'unghia, magari, mio marito lavoricchia
abbiamo un piccolo ristorante a San Giorgio a Cremano".
Il
consiglio che riceve è fare la domanda a Sviluppo Italia. Una procedura lunga,
due anni, ma l'istituto finanzia il franchising con l'intera somma, metà a
fondo perduto, l'altra metà da restituire in sette anni con interessi
abbastanza bassi rispetto alle banche. È la molla per aprire. I soldi a Kipoint vanno dati nel giro di un anno, divisi in varie
tranche. Si trova il locale, in via Gianturco, a San
Giorgio a Cremano, da ristrutturare, poi c'è l'allestimento che deve rispettare
una precisa tipologia, nell'arredo e nelle dotazioni di materiale.
Altri
30 mila euro di spese. "Li racimoliamo con le riserve di mia sorella Lisa,
le mie, 4 mila euro e tutti i risparmi della famiglia". Le difficoltà si
presentano subito. "Ci danno un cd con un listino, ma quei prezzi, ce ne
accorgeremo molto presto purtroppo, sono alti, troppo per il Sud dove la
concorrenza è spietata. La società non si fa viva mai, non segue l'andamento
dell'attività. Ci arrivano caterve di prodotti da Posteshop
da vendere, che acquistati alle Poste costano meno. Il nostro errore più
grande: ci siamo fidati ciecamente di loro, perché erano le Poste italiane e
invece avremmo dovuto leggere con più attenzione il contratto".
Quando
Linda Romano apre il negozio, il primo dicembre 2008, non sa che altri punti
vendita sono già falliti in mezza Italia. Sommersi di debiti, molti lavorano
solo per coprire i costi. Tutto accade nel silenzio generale, non un articolo
di giornale, poche notizie e sparpagliate sul mondo dei Kipoint.
"A marzo, finalmente, ci arriva qualche email.
Ci mettono in guardia perché, leggiamo, ci è stato venduto un prodotto non
valido. Ci rendiamo conto che i nostri prezzi, imposti, non sono competitivi né
con gli altri concorrenti né con le Poste stesse. Anzi, il nostro maggior
concorrente è proprio la Posta. Il contratto, poi, ci impone di spedire con
unico corriere, Sda, quello delle Poste. Kipoint
omette anche di dotarci di strumenti di lavoro come la macchinetta per pagare
le bollette, quella per le raccomandate che noi stiamo facendo lo stesso agli
sportelli postali per conto dei nostri clienti. Verso giugno ci arriva anche la
polizia amministrativa: ci contesta l'esercizio senza licenze che Kipoint, come franchising avrebbe dovuto darci: internet point, pratiche, certificati per il vettore che trasporta
il pacco in auto".
Linda
stringe i denti, con l'aiuto della famiglia si dà da fare per tirare avanti la
baracca. Un'impresa ogni giorno più difficile. "Siamo stati costretti a
fare telefonate pubblicitarie, persino un volantinaggio. I clienti stanno con
noi perché hanno fiducia nel nostro operato". Linda si sfoga: "In
base ai nostri calcoli, almeno dopo un anno avremmo dovuto pareggiare. Invece
perdiamo 1500 euro al mese. Mio padre si è giocato tutta la liquidazione di una
vita intera di lavoro alla Telecom. Sacrifici per darci un'attività, ma ora i
soldi da investire sono finiti. Lavoro dalle nove di mattina alle sette di
sera. I conti non tornano mai: 470 euro al mese a Sviluppo Italia, 700 euro di
affitto, spese condominiali, telefono 350 euro ogni bimestre, 2500 euro di
spese al mese. Sono tre mesi che non pago l'Inps, che mi chiede 2800 euro
all'anno per la minima pensione, 720 euro ogni tre mesi, solo perché hai la
partita Iva aperta, a loro non interessa se fatturi e guadagni".
Il
progetto del futuro è diventato la precarietà quotidiana. "L'avevo vista
come una prospettiva di lavoro, se tornassi indietro non lo rifarei mai. Siamo
vincolate per sette anni, a meno che un fallimento faccia chiudere tutto prima,
e io ci sono vicina". Lei e altri giovani che si erano lanciati
nell'impresa hanno firmato un esposto all'Agicom.
"Pensavamo che non ci avrebbero preso in considerazione, invece l'Autorità
garante ha comminato a Kipoint una sanzione di 100
mila euro per pubblicità ingannevole. È ancora poco e loro stanno già
contestando". Storia perfetta per una class action. "Non si può. Nel contratto c'è una postilla: è
possibile solo un arbitrato, con spese legali fino a 50 mila euro".
Dal
2008, per i Kipoint in Italia sono più le chiusure
che le aperture, su circa 170, hanno chiuso già in 70, e molti sono sul punto
di arrendersi. "Siamo sulle barricate coi fucili spianati", dice
l'avvocato Fabiana Caroli, di Bologna, che assiste
molti neo imprenditori. Sostiene: "Sono aziende progettate per non
funzionare. Ognuna ha debiti intorno ai 100-200 mila euro, anni di lavoro senza
guadagno, giusto per tenere aperto il negozio. La Kipoint
ha un passivo di 2 milioni e 500 mila euro. Il direttore generale divisione Kipoint è Francesco Montuolo.
Abbiamo presentato una decina di denunce in varie Procure d'Italia, si sono
tutte insabbiate".
CORRIERE
DI LIVORNO – 3-6-10
"RIAPRITE L'UFFICIO POSTALE"
La protesta dei detenuti
Riaprite
l'ufficio. Lo chiedono a gran voce i detenuti del carcere della Gorgona. Da sei mesi circa
Poste Italiane sembra abbia deciso di chiudere la succursale che operava
sull'isola tre giorni alla settimana, dal martedì al venerdì, per i costi del
dipendente.
La
decisione ha inevitabilmente generato disagi per i carcerati e il personale di
polizia penitenziaria, ma anche per i residenti e le persone che hanno a che
fare con l'istituto (educatori, assistenti sociali e dottori).
Ecco
quindi che i 90 detenuti, dopo aver fatto presente il problema al direttore di
Poste di Livorno senza però, dicono, ottenere risposte, hanno deciso di
scrivere una lettera alle varie istituzioni: dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria, ministero della giustizia, provveditore regionale per la Toscana
e alla trasmissione televisiva Striscia la notizia. Nel documento si spiega che
«la chiusura dell'ufficio ha creato un enorme scompiglio per quanto riguarda
l'invio e la ricezione della posta ordinaria,
l'invio dei vaglia per inviare aiuti economici alle nostre
famiglie, l'invio e la ricezione di
pacchi postali contenenti vestiario e altri generi alimentari. Senza contare i
correntisti che vorrebbero depositare i propri stipendi». «Non abbiamo la
certezza che tutte queste operazioni avvengano correttamente - scrivono i
reclusi - anche perché dobbiamo considerare la variabile meteo, visto che alla Gorgona la nave non può entrare in porto ma bisogna fare lo
sbarco in mare aperto». «Chiediamo quindi che siano fatti valere i diritti
sanciti dalla Costituzione». Poter comunicare attraverso le lettere per i
carcerati è molto importante in virtù del fatto che le condizioni del mare
spesso non consentono ai familiari di raggiungere l'isola. «Nell'ultimo
semestre ci sono stati due colloqui al mese».
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03-06-2010
Comune e quartieri contro le Poste
IL
CASO. Si allarga alle Circoscrizioni la battaglia avviata dall'assessore al
decentramento Padovani: «Tanti disagi agli anziani». Parte dal Pdl cittadino una raccolta di firme per protestare contro
il disservizio delle raccomandate.
L’ARENA * 04/06/2010
Code
nell’ufficio postale di piazza Zagata, uno dei pochi
abilitato per il ritiro delle raccomandate MARCHIORI
Verona.
Poste sotto torchio. Ancora disagi nel ritirare le raccomandate negli uffici
postali utilizzando il cartoncino di avviso di mancato recapito a casa lasciato
nella cassetta delle lettere. Gli uffici in cui è possibile ritirarle sono
stati ridotti da 35 a 11. Tanti cittadini non possono più andare, quindi,
nell'ufficio più vicino.
Dopo
la lettera di protesta inviata a Poste Italiane- a Roma e al distretto Nordest
di Mestre- e al prefetto Perla Stancari
dall'assessore al decentramento Marco Padovani (L'Arena ne ha riferito il 12
maggio) stavolta ad alzare il tiro è il Pdl. Il
partito si fa promotore di una raccolta di firme con cui, sulla falsariga
dell'iniziativa dell'assessore, chiede di ripristinare più uffici per la
consegna delle raccomandate, per evitare spostamenti eccessivi da un quartiere
all'altro, specialmente ad anziani.
SEGNALAZIONI.
È lo stesso Padovani, nelle vesti di coordinatore enti locali del Pdl cittadino, assieme al consigliere comunale del Pdl-Forza Italia Matteo Gasparato
e ai capigruppo del Pdl-Fi Salvatore Papadia e del Pdl-An Ciro
Maschio, a farsi promotore della raccolta di firme, che coinvolge i consiglieri
del Pdl di tutte le otto circoscrizioni. Nei prossimi
giorni sarà possibile firmare negli uffici circoscrizionali. Ogni giorno, come
ribadisce Padovani (dipendente delle Poste) insieme ai rappresentanti del Pdl, nel territorio cittadino vengono distribuite dalle
otto alle 10mila raccomandate. Nel 10 per cento circa dei casi, quindi dalle
800 alle 1.000 lettere, la lettera non viene consegnata al destinatario, ma si
lasciano nelle cassette i cartoncini di colore beige che invitano a presentarsi
da una certa data in poi (di norma non prima di due giorni) in un determinato
ufficio postale per ritirarla.
«A
consegnare le raccomandate per conto delle Poste, è la ditta Ligra di Napoli», dice Padovani, «ma il problema è che oggi
sono soltanto 11 gli uffici postali abilitati al ritiro, mentre prima era
possibile in tutti e 35. È chiaro che ciò provoca disagi negli spostamenti e
quindi un disservizio».
SPOSTAMENTI.
Ma chi ha disagi maggiori? Gli esponenti della maggioranza di Palazzo Barbieri
e di tutte e otto le circoscrizioni citano residenti di Veronetta
costretti a ritirare le raccomandante in Borgo Santa Croce (vedi a destra), o
del Porto San Pancrazio dirottati nell'ufficio di via Dolomiti, a Madonna di
Campagna, o di Santa Lucia che devono andare in viale del Lavoro, vicino alla
Fiera. Ma c'è pure chi abita in Borgo Trento e allo Stadio e si sposta in zona
Navigatori, o chi ad Avesa, Quinzano
e Parona e va in via Mameli. Ancora: parte di
residenti in Borgo Roma, Zai e Palazzina spostati
all'ufficio di Santa Teresa, a Tombetta.
QUALITÀ.
«I cittadini avvertono molto questi disagi per le raccomandate», spiega
Maschio, «e da qui la nostra iniziativa. Ma il problema è più ampio. Ci sono
uffici postali piccoli e poco accessibili e questo determina disagi ai
cittadini ma anche a chi vi lavora dentro». Papadia
sintetizza nella formula «più uffici postali, meno code per le racomandate» l'obiettivo della accolta di firme, «che vuole
ottenere il risultato di andare incontro soprattutto agli anziani».
Gli
11 uffici abilitati sono a Montorio, Quinto e in
città le succursali 5, 9, 10, 11, 25, 26, 29, 32 e 33. Qualche risultato c'è
già. Da lunedì all'ufficio di Cadidavid si potranno
ancora ritirare raccomandate. Con la nuova zonizzazione i residenti nella
frazione erano stati dirottati a Santa Teresa. L'affollata assemblea pubblica
sul tema tenutasi a Cadidavid, alla presenza degli
assessori Padovani e Bertacco (L'Arena ne ha riferito
domenica) ha prodotto un risultato. «Il direttore delle Poste di Verona Bedendo mi ha assicurato che da lunedì si potranno ritirare
ancora all'ufficio di Cadidavid». «Ma bisogna che
tutti i quartieri si facciano sentire», dice Raimondo Dilara,
consigliere del Pdl della Quinta circoscrizione
(Borgo Roma, Cadidavid), fra i promotori
dell'assemblea nella frazione dove erano già state raccolte 400 firme, «a cui
però non ha presenziato alcun rappresentante di Poste Italiane, nonostante
l'azienda ci avesse assicurato che avrebbe mandato qualcuno». Umberto Bedoni, della Sesta (Borgo Venezia), ex dirigente delle
Poste: «Fino a 10 anni fa il servizio di recapito era migliore. Oggi mandi una
raccomandata e non hai garanzia sul servizio».
Enrico
Giardini
CORRIERE
DEL VENETO – 4-6-10
Rivoluzione in Posta, i veronesi
pendolari della raccomandata
Ma
l’azienda spiega: cambi per migliorare il servizio. L’ottimizzazione degli
sportelli: file e viaggi da una parte all’altra della città
C’è
chi si lamenta perché non può più ritirare la raccomandata all’ufficio postale
più vicino, chiè costretto a cambiare due autobus per
raggiungere gli uffici postali e chi denuncia troppe code agli sportelli
(archivio)
C’è
chi si lamenta perché non può più ritirare la raccomandata all’ufficio postale
più vicino, chiè costretto a cambiare due autobus per
raggiungere gli uffici postali e chi denuncia troppe code agli sportelli
(archivio)
VERONA
— Ridotti ad un terzo e con una «singolare» distribuzione sul territorio. La
nuova organizzazione degli uffici postali per il ritiro delle raccomandate non
consegnate a domicilio sta creando un vespaio di polemiche. Con code, tempi di
attesa prolungati e soprattutto spostamenti in più, visto che l’ufficio non è
quasi mai quello sotto casa, anzi. Una situazione che va avanti da qualche
mese, da inizio marzo, quando la direzione veneta di Poste italiane ha deciso
di «ottimizzare » gli sportelli dedicati al ritiro giacenze.
Da
allora per molti sono iniziate delle piccole odissee quotidiane per ritirare il
pacco di turno, con tragitti spesso improbabili. Malumori che ormai si
manifestano quotidianamente negli sportelli interessati: undici su
trentacinque, scelti appositamente, in molti casi, tra gli uffici minori, per
aumentare «la specializzazione ». Accade ad esempio in via Zagata,
in ufficio con tre sportelli e senza la numerazione elettronica, che adesso
«accoglie» anche i residenti di Veronetta, che per
arrivarci devono fare più di tre chilometri nonostante la presenza, in
quartiere, di ben due uffici postali, piazza Isolo e via San Nazaro. C’è chi, come Fernanda Donade,
residente in via Cantarane protesta con veemenza allo
sportello: «È la terza volta che mi tocca perdere la mattinata per ritirare il
pacco, voglio fare richiesta perché, al limite, il portalettere mi lasci a casa
il materiale anche se non sono presente ». Una richiesta che non giunge nuova
all’impiegata, ma che non può che scuotere la testa. «Ho contato almeno quattro
uffici che mi sono più comodi - racconta invece Angela Campursa,
che abita a pochi passi da piazza Erbe - non capisco perché non mi fanno andare
là». File e polemiche anche all’ufficio di viale del Lavoro, pensato
appositamente per l’ente fiera, e fino a poco fa sconosciuto ai cittadini
comuni. Ora gestisce le raccomandate per il quartiere Golosine,
ma anche, in alcuni casi fino a borgo Milano. Eleonora, è in fila, come una
decina di altre persone, davanti all’insegna «ritiro giacenze», mentre l’altro
sportello (un generico «altri servizi») rimane deserto. «Il problema più grosso
- spiega - riguarda i parcheggi. Mi è capitato di venire qua durante un giorno
di fiera e alla fine ho rinunciato».
E
chi l’ha patente non ce l’ha nemmeno? «Tocca usare gli autobus » prendendone
due diversi, in alcuni casi. La nuova «geografia postale» si arricchisce con il
caso Stadio. Nei giorni scorsi la coda per il ritiro delle raccomandate in via Sansovino superava l’ora. «Sono entrato all’una ed esco
adesso, appena in tempo » si lamenta Marco, giunto da San Massimo. Il tutto
mentre alcuni residenti della zona e di Borgo Milano vengono dirottati
all’edificio di piazza 25 Aprile, o addirittura in Fiera. Nemmeno la zona nord
della città sembra essere risparmiata dal disagio che, in questo caso, tocca
due frazioni più periferiche, Quinzano ed Avesa, i cui residenti ora devono recarsi in via Mameli per
il ritiro delle raccomandate. Tra gli uffici del centro solo quello di via del
Pontiere consegna ancora i pacchi. Qui ci si lamenta soprattuto
per la fila: «Si sente la mancanza delle poste centrali, com’erano quelle in
piazza Viviani, un punto di riferimento per la città» dice Maurizio. Poste
italiane spiega che la riorganizzazione è avvenuta per migliorare l’efficienza,
poiché spesso in passato, c’erano state confusioni tra gli uffici, con errori
nella distribuzioni nella posta. E il taglio degli uffici che consegnano
raccomandate ha coinvolto anche altre città, tra cui, in Veneto, Rovigo. L’ente
però, anche se afferma di non volere tornare indietro, sta pensando a soluzioni
per ridurre il disagio dei cittadini.
Davide
Orsato - 04 giugno 2010
Seriate, ufficio postale nel caos
Code allo sportello, ritardi nel
recapito
ECO DI BERGAMO * 1 giugno 2010
«Aprire
un secondo ufficio postale? Qui non funziona neanche il primo». Si unisce al
coro delle proteste per i disservizi alle poste di Seriate il sindaco Silvana Santisi Saita. Ancora molte le
segnalazioni di ritardi nel recapito e di code per il ritiro delle raccomandate
dei residenti: molti decidono di rivolgersi agli sportelli di Brusaporto, Albano, Pedrengo e
della Celadina.
«Il
sistema computerizzato nell'ufficio di Seriate è un meccanismo scellerato –
protesta in una lettera al giornale il seriatese Marco Villa –: il ritiro delle
raccomandate non consegnate a domicilio slitta di alcuni giorni e la consegna
della corrispondenza va a singhiozzo».
«Il
sistema computerizzato – continua Villa – non tiene conto della priorità
acquisita entrando prima di un'altra persona e staccando il numero d'ordine dal
dispensatore. Capita di attendere anche quaranta minuti per ritirare una
raccomandata».Molti seriatesi, per evitare questo ed altri disservizi, si
recano negli uffici postali di Brusaporto, Albano, Pedrengo, Celadina.
«Il
Comune – rincara il sindaco – é in piena bagarre con Poste Italiane al quale
continuiamo a segnalare i disservizi fra cui quelli indicati dai cittadini: la
consegna a rilento della corrispondenza; giornali che arrivano in tarda
mattinata se non addirittura nel primo pomeriggio; le code agli sportelli sono
ormai croniche ma non per questo tollerabili. Sono delusa da Poste Italiane,
non stanno mantenendo le promesse che mi fecero lo scorso mese di novembre
quando ci incontrammo con alcune dirigenti dell'azienda. Ora si potrebbe anche
non chiedere più un secondo ufficio postale ma che almeno l'unico che c'è
funzioni come i cittadini di Seriate si meritano, mi sembra un diritto».
Secondo
l'Ufficio stampa di Poste Italiane però «la consegna della corrispondenza a
Seriate e anche nella zona indicata dalla segnalazione del cittadino sta
funzionando regolarmente. Potrà esserci stato qualche disguido imprevisto, ma
non è la regola».
Se le Poste
affondano l'e-commerce
Poste Italiane ha recentemente aumentato le tariffe editoriali del 500%. A rischio il commercio elettronico di libri.
[ZEUS News
- www.zeusnews.com - 05-06-2010]
Poste aumenti tariffe editoriali 500% no profit
Una cosa bella di Internet è la diffusione dell'e-commerce, soprattutto quello dei siti specializzati nella vendita di libri. Molte case editrici, piccole e impossibilitate a competere con i colossi editoriali, e molti autori esordienti o poco conosciuti si sono potuti affacciare sul mercato grazie al nuovo canale distributivo del web.
Ora l'e-commerce è a rischio: Poste Italiane ha recentemente deciso di adottare nuove tariffe per la spedizione dei prodotti editoriali, con aumenti fino al 500%.
Ciò rischia di mettere in ginocchio non solo gli organi della stampa no-profit, dell'informazione non legata ai grossi imperi editoriali, ma anche grandi siti di e-commerce editoriale.
04-06-10
POSTE:
IALONGO DONA A NAPOLITANO FRANCOBOLLO DEDICATO A CAVOUR
(ASCA) - Roma, 4 giu - Nel contesto della visita piemontese del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l'incontro con il Comitato per le celebrazioni del 150* anniversario dell'Unita' d'Italia e l'omaggio alla tomba di Cavour nel comune di Santena, il presidente di Poste Italiane Giovanni Ialongo donera' al capo dello Stato il folder contenente il francobollo celebrativo dedicato a Camillo Benso Conte di Cavour nel bicentenario della nascita e l'annullo filatelico dedicato. Lo annunciano le poste in un comunicato.
Il folder sara' consegnato al presidente Napolitano domenica prossima, nel Castello di Santena, durante l'omaggio reso alla tomba dello statista piemontese artefice dell'Unita' d'Italia. Il presidente della Repubblica e il presidente di Poste Italiane, apporranno poi l'annullo primo giorno di emissione sul francobollo, che sara' emesso nella stessa giornata e sara' disponibile da lunedi' 7 giugno in tutti gli uffici postali d'Italia.
com-sen/sam/rob
PosteMobile PM1002 Music Phone: il touch economico
Pubblicato da Diego in Cellulari Touch, PosteMobile, Primo Piano.
http://cellulari.tecnocino.it/ Sabato, 5 Giugno 2010.
PosteMobile Touch
PosteMobile PM1002 Music Phone è il successore tattile e più multimediale del modello ipereconomico PM1001: il nuovo cellulare con schermo touchscreen è stato confezionato dal colosso cinese ZTE ed è pronto a debuttare in commercio in Italia con l’operatore mobile virtuale appoggiato a Vodafone.
PosteMobile PM1002 Music Phone ha un aspetto gradevole e lineare, offrirà la capacità di controllare tutto il sistema passando dallo schermo touchscreen resistivo e penserà anche a svago, multimedialità e ovviamente ai tanti servizi di pagamento e finanziari gestiti dale Poste. Scopriamo la scheda tecnica e il prezzo di PosteMobile PM1002 Music Phone
PosteMobile PM1002 Music Phone è stato confezionato da ZTE, coì come il predecessore PM1001, è il classico telefonino tattile economico, un entrylevel immediato e semplice che riduce al minimo - ma non all’osso - le prestazioni e gli extra per mantenere basso il prezzo e aprirsi a una rosa di utenti la più ampia possibile.
PosteMobile PM1002 Music Phone offre un’autonomia di 4 ore in chiamata, integra una schedina microSD da 2GB in confezione così da poter salvare fino a 1500 canzoni per poi risentirle on the go, pesa soltanto 83 grammi include una fotocamera digitale, Bluetooth e interfaccia personalizzata per accedere ai PosteMobile e prezzo di 74.90€
Voucher
giovani, adesso anche in tabaccheria
Pubblicato da Filadelfo in Imprenditoria, Lavoro, Occupazione, Primo Piano.
Vostri soldi - Sabato, 5 Giugno 2010.
giovani studentiL’estate è alle porte e per i giovani studenti è tempo di vacanze. Ma chi ha un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni, e vuole lavorare legalmente mettendo da parte i soldi per pagarsi la vacanza senza dipendere dai genitori, per pagarsi le tasse universitarie e/o i libri, il modo c’è ed è quello dei voucher. A metterlo in evidenza è il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” dell’Italia dei Valori Giovanni D’Agata, sottolineando come nell’ambito della lotta al lavoro sommerso i voucher, ovverosia i buoni lavoro, arrivino per i giovani che lavorano in estate anche in tabaccheria.
Il valore unitario di un buono lavoro è pari a 10 euro, e comprende 7,50 euro di paga netta per il giovane studente, e complessivi e restanti 2,50 euro di copertura previdenziale Inps ed assicurativa Inail. I giovani studenti nel corso dell’estate possono così effettuare prestazioni di lavoro occasionale nei settori dell’agricoltura, turismo, commercio ed organizzazione di eventi in perfetta regola ed a norma di Legge.
Inoltre, la paga netta percepita dal giovane risulta essere esente da imposizione fiscale. I buoni lavoro vengono acquistati dal datore di lavoro in tabaccheria o presso l’Inps e poi vengono ceduti al giovane a fronte della prestazione lavorativa. A sua volta il giovane può recarsi in tabaccheria per incassare la paga netta, oppure andare allo stesso modo presso un qualsiasi ufficio di Poste Italiane.
I giovani studenti di età compresa tra i 16 ed i 25 anni, in particolare, possono effettuare prestazioni di lavoro occasionale accessorio nel periodo dall’1 giugno al 30 settembre, ovverosia quando le scuole sono chiuse, e nei weekend. Inoltre, possono lavorare con i voucher anche i cassintegrati, le casalinghe ed i disoccupati; lavorare con i voucher rappresenta anche l’opportunità per fare le prime esperienze lavorative con possibilità poi di puntare ad un contratto di lavoro dipendente.
BERGAMONEWS - Sabato 5 Giugno 2010
l disservizio - Un lettore segnala di essere stato costretto a ritirare la posta perchè alla consegna non era in casa. "Ma non è vero..."
"Raccomandate,
c'è puzza di finto recapito"
Egregio Direttore,
parlare dei disservizi postali potrebbe ormai sembrare un "accanimento terapeutico" nel senso che, con una segnalazione, ogni volta si spera di migliorare l'agonia di un servizio (dovuto, perchè a pagamento) ma, alla fine, non si risolve nulla...
Trovo nella cassetta delle lettere un avviso per ritirare una raccomandata perché, al momento della consegna, secondo le poste, non ero presente.
Vado a ritirarla (con dispendio di tempo e di carburante) e poi leggo sulla busta che mi sarebbe stata recapitata il 3 giugno alle ore 12: a quell'ora io ero in casa, nessuno ha suonato al mio citofono (perfettamente funzionante perché, nell'ora precedente, avevo risposto ad altri).
Allora? Si finge di consegnare le raccomandate e poi si costringe la gente ad andare a ritirarle? Pare che sia così visto che è successo anche ad altri.
Ma non miglioreremo mai, almeno qui, nella terra dei Turn und Taxis, Maestri Generali di Posta?
Cordiali saluti.
Tiziano Trivella
Bergamo
INTERNAPOLI 5-6-2010
Qualiano, Poste aperte per tutto il mese di agosto
Il sindaco Onofaro: «Risultato importante per la cittadinanza»
QUALIANO. Poste Italiane comunica al sindaco Salvatore Onofaro la pianificazione degli orari estivi.
Con una nota a firma del direttore della filiale Napoli 2 Ovest di Poste Italiane pervenuta questa mattina al primo cittadino, viene sottolineato che “nel rispetto dei criteri previsti dal D.M. 28/06/2007 riguardante gli standard minimi di servizio degli uffici postali nei periodi estivi”, l a filiale di piazza Rosselli, dal 9 al 31 agosto presterà servizio tutti i giorni con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 13:30 ed al sabato dalle ore 8 alle ore 12:30”.
“Un risultato importante per la cittadinanza” commenta il sindaco Onofaro “che potrà contare su un servizio continuativo dell'ufficio postale anche nel periodo di agosto. Proprio in tema - continua la fascia tricolore – vorrei sottolineare come nell'ultimo periodo si è registrata una netta inversione di tendenza in positivo per quanto concerne le file agli sportelli in risposta ai numerosi solleciti ed alle denunce sollevate da questo ente in difesa dei diritti dei contribuenti per un servizio indispensabile per la collettività. Un miglioramento che si riflette sulla qualità della vita ed anche del lavoro stesso degli operatori”.
Il sindaco inoltre sottolinea come l'amministrazione comunale abbi costruito in questi anni una proficua rete di comunicazione con Poste Italiane che porta ad informazioni tempestive sulla gestione del servizio in città e ad una cooperazione per la segnalazione delle criticità e gli adempimenti necessari per la risoluzione delle stesse.
“Da qualche settimana è partita anche la revisione territoriale per la numerazione civica esterna, in modo da ottimizzare il servizio di corrispondenza. Come sindaco e come rappresentante dei cittadini – conclude Onofaro – manterrò sempre alta l'attenzione dell'amministrazione comunale alle questioni inerenti l'ufficio postale, lavorando alla ricerca di soluzioni sempre più aderenti e corrispondenti alle esigenze dell'utenza”. (c.s.)
LECCEPRIMA - [04/06/2010]
A TRICASE
IL POSTINO NON SUONA MAI. IL SINDACO PROTESTA
Disagi postali. Non solo a Tricase, ma in tutto il circondario, nelle frazioni di Depressa, Tutino, Sant’Eufemia, Lucugnano e lungo le marine. E il primo cittadino Antonio Musarò scrive alle Poste
caricamento in corso
TRICASE – Disagi postali. Non solo a Tricase, ma in tutto il circondario, nelle frazioni di Depressa, Tutino, Sant’Eufemia, Lucugnano e lungo le marine. Un angolo di Salento tra i più rinomati nel panorama turistico nazionale, praticamente isolato perché il postino non arriva mai. O quasi.
A denunciare la disorganizzazione è il primo cittadino di Tricase, Antonio Musarò, che punta il dito sul “grave stato di disagio che si registra nella cittadina per quel che concerne il recapito della posta”.
Stando a quanto scrive in una nota il sindaco, “da molti mesi si protrae questo ingiustificato disservizio, che colpisce non solo Tricase, ma anche le frazioni di Depressa, Tutino, S.Eufemia, Lucugnano, poiché la posta non viene recapitata a casa dei cittadini e quindi si è costretti a recarsi direttamente presso l’ ufficio postale”.
Ora, il problema riguarda in prima persona proprio i residenti, ma con l’arrivo dei vacanzieri, se il disservizio dovesse continuare, il territorio non farebbe certo una bella figura. “Ormai questa situazione è diventata intollerabile – sbotta Musarò - ed è evidente che la mancata consegna di cartelle esattoriali, bollette e documenti di un certo rilievo, comporti anche un notevole danno economico per i cittadini, che si vedono addebitare il costo degli interessi dovuti al mancato o ritardato pagamento”.
Da qui la richiesta del sindaco ai vertici delle Poste: “Mi rivolgo alla Direzione poste italiane per il Sud Salento – afferma - affinché provveda subito a rafforzare il personale dell'ufficio postale di Tricase o, comunque, ad adottare tutti i provvedimenti necessari a risolvere questo fastidioso problema”.
Il gazzettino 5-6-10
Consegna la
posta scorrazzando in motorino
fra portici
e tavolini di Porto Santa Margherita
Considerato quanto si legge sui quotidiani locali, relativamente al servizio di distribuzione della posta in Porto Santa Margherita, nel momento in cui si parla a Poste Italiane è come rivolgersi al mitico Francesco Ferrucci disteso a terra. Ma non voglio maramaldeggiare confabulando sul servizio di distribuzione; bensì sull'educazione con la quale quel minimo di servizio viene svolto dai dipendenti di Poste Italiane.
Nella mattina di sabato 29 maggio 2010, verso le ore 11.30, l'addetta alla consegna della Posta scorrazzava in motocicletta tra i marciapiedi di via Pigafetta; marciapiedi che, tra l'altro, sono coperti da un lungo porticato e rappresentano un punto focale delle passeggiate di residenti e turisti. Credo che, quanto meno, la polizia locale dovrebbe intervenire salvo che non siamo in presenza di un permesso specifico. La cosa però che più mi ha irritato è che la giovane centaura scorrazzava tra gli stand, le vetrinette dei negozi poste sul marciapiede ed i tavoli del mio ristorante dove naturalmente sono seduti i clienti (evitiamo di pensare che un bambino scenda dalla sedia e venga investito dalla motocicletta).
Un’altra secondaria annotazione, che merita comunque attenzione, è che la pista usata dalla dipendente di Poste Italiane mi costa di “utilizzo del suolo pubblico” più di qualche migliaio di euro all'anno versati alle casse del Comune di Caorle. Alle mie rimostranze la motociclista di Poste Italiane mi ha risposto: “Se non le va bene sposti la sua cassetta della posta in strada”. Credo che ogni commento sia superfluo.
Gabriele Marchesin
Porto S. Margherita di Caorle (Venezia)
Uffici
postali, firme Udc per «Trani 1» aperto al pomeriggio
IL GIORNALE DI TRANI Venerdì 4 Giugno 2010
Lo scorso 17 marzo il direttivo dell’Unione di Centro tranese evidenziò una stortura riguardante la fruizione dello sportello di Poste Italiane Trani1, nella zona sud della città, che creava non pochi disagi ai cittadini e soprattutto ai residenti di quella determinata area, vale a dire la chiusura pomeridiana dell’ufficio postale in questione in una zona demograficamente popolosa.
Quest’oggi il direttivo del partito scudocrociato fa sapere di aver consegnato una lettera al Sindaco Tarantini e al direttore di filiale nella quale si illustra il problema e si sottolinea l’impegno del partito in tal senso.
Alla missiva sono allegate le firme raccolte in questi tre mesi e un’ampia rassegna stampa riguardante la questione.
“La nostra priorità – spiegano da Via Nigrò – è fare in modo che si provveda a garantire anche per l’ufficio postale Trani1 l’apertura pomeridiana al fine di rispondere alle esigenze dei cittadini e di non creare disparità di servizi erogati nelle diverse aree della nostra città. Attenderemo con ansia le risposte, speriamo positive e celeri, del Sindaco e del direttore di filiale i quali dovranno farsi carico di sottoporre il problema a Poste Italiane”.
(6 giugno 2010)
Si finge
ricco con suoceri ma poi non gli paga bollette
Si limitava a timbrarle con falsi bolli delle Poste. Il 32enne è stato
denunciato
ANSA.IT - 05 giugno, 11:17
CATANIA - Voleva conquistare il cuore della figlia di due anziani pensionati e fingendo di essere benestante si era offerto di pagare lui le loro bollette delle rete idrica, che però si limitava a timbrare con falsi bolli delle Poste italiane, mediante un software di un computer grafico.
Protagonista della vicenda un esperto di informatica di 32 anni che è stato scoperto e denunciato da investigatori del compartimento di polizia postale e delle comunicazioni della Sicilia orientale per contraffazione delle impronte di una pubblica certificazione e per truffa allo Stato.
Le indagini erano state avviate dopo che la società idrica aveva sollecitato il pagamento delle bollette del 2009 e i due anziani si erano recati all'ufficio postale per 'dimostrare' che loro avevano regolarmente versato l'importo dovuto. La polizia ha poi scoperto l'uomo che aveva realizzato illecitamente, con appositi software grafici, le impronte dei timbri di Poste Italiane molto simili a quelle autentiche che di volta in volta stampava sulle bollette per simularne il pagamento.
LECCEPRIMA
[31/05/2010]
PAURA ALLE POSTE, PRETENDE PENSIONE E
FERISCE IMPIEGATA
Un
uomo di 51 anni, con problemi psichici, ha prima preteso dagli impiegati degli
uffici di Lecce la pensione, ma al loro diniego ha estratto un cacciavite ed ha
ferito al braccio una dipendente
caricamento
in corso
LECCE
- E’ successo tutto in pochi minuti nel pomeriggio nella sede delle Poste di
piazza Libertini a Lecce. Alle 15,30 si è presentato allo sportello un 51enne
leccese, conosciuto dai più come persona affetta da problemi mentali, che
solitamente si reca nell’ufficio per riscuotere la sua pensione. Ma la giornata
di oggi non era quella dedicata ai pagamenti di quel tipo. Motivo per il quale
il personale è stato costretto a negargli la sua richiesta.
Ma
al rifiuto dell’impiegata, dopo aver apostrofato all’indirizzo della stessa
varie minacce, si è allontanato. Allarmata all’idea che potesse commettere
qualche gesto inconsulto, la dipendente ha comunque allertato le forze
dell’ordine. Intanto l’uomo non aveva lasciato l’edificio, ma si era solo
spostato nell’ufficio consulenze, dove lavora una 63enne leccese, sposata e con
figli.
A
lei il 51enne ha chiesto più volte di poter parlare con il direttore. Al
diniego della donna lo squilibrato ha completamente perso la testa: ha estratto
dalla tasca un piccolo cacciavite e colpito ad un braccio l’impiegata. Non
appena si è reso conto di averla ferita, l’uomo si è spaventato, come se si
fosse improvvisamente reso conto di quello che aveva fatto. Ha poi tentato di
fuggire ma è stato prontamente fermato dalle forze dell’ordine, che nel
frattempo erano state allertate dalle colleghe. A quel punto, l’uomo è stato
trasportato presso l’ospedale di Campi Salentina e
sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. La signora è stata condotta
presso il pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di
Lecce. Lì i medici, dopo averle prestato le prime cure, medicando la ferita con
due punti di sutura, hanno giudicato la vittima guaribile in sette giorni.
LA
NUOVA VENEZIA (02 giugno 2010)
Trova un libretto di risparmio
ricompensa negata. Farà causa
Trova
il libretto di risparmio di un lidense e chiede una
percentuale. «Nemmeno un grazie». Farà causa
VENEZIA
LIDO. Rischia di finire nelle aule di tribunale la vicenda legata al
ritrovamento di un libretto di risparmio delle Poste Italiane che un lidense ha perduto a Bologna pochi giorni fa. La
discussione verte esclusivamente sulla eventuale ricompensa, dal momento che
nel conto collegato al libretto ci sono poco più di 183 mila euro. A perdere il
libretto è stato un musicista lidense, Luigi Liani, mentre a ritrovarlo, calpestandolo per sbaglio lungo
un marciapiedi del capoluogo felsineo, è stato un residente di Riccione, Fabio
Luigi Pegna.
Quest’ultimo,
una volta raccolto il libretto, l’ha portato al Nucleo operativo del Comando
della Guardia di Finanza dov’è stato redatto un regolare verbale di
ritrovamento. Quindi sono partite le ricerche per individuare il proprietario.
La cosa non è finita lì, perchè tra i due è adesso in
piedi un confronto che ha visto già muoversi avvocati a suon di carte bollate
nella direzione del musicista lidense. «Quando ho
rintracciato il proprietario del libretto non sono stato nemmeno ringraziato -
sostiene Pegna - A quanto mi risulta, dopo le
verifiche fatte dai miei legali, mi spetterebbe una ricompensa fino al 10 per
cento, quindi almeno 18 mila euro. Ma, siccome mi sembrava troppo, gliene ho
chiesti 5 mila. Per contro mi son sentito offrire 100-200 euro. Non lo trovo un
comportamento civile e per questo gli farò causa. Non chiedo la luna, ma la
Legge parla chiaro. Se Liani avesse fatto denuncia di
smarrimento prima che ritrovassi il suo libretto non avrei avuto diritto a
nulla, ma nemmeno se n’era accorto».
Per
contro, Liani appare stupito dall’atteggiamento di Pegna. «Lo trovo un ricatto bello e buono - ribatte il
musicista lidense - Parto dal presupposto che lui
potrebbe anche aver ragione, e per questo domani (oggi, ndr) sarò alla Polizia
per farmi spiegare meglio il tutto, ma non si può andare in giro a chiedere
soldi in questa maniera. Io ero ben disposto a dare una ricompensa, ma 5 mila
euro mi sembrano un un pò
troppi». Quindi precisa: «Il libretto postale non è denaro contante, bensì un
documento, quindi mi risulta che per questo non dovrebbero essere previste
ricompense. Non vorrei mai che si stesse cercando di approfittarne per ottenere
denaro».
(s.b.)
Ex
direttore Poste arrestato per omicidio nel Salernitano
Vittima
aveva scoperto raggiro, uccisa e incaprettata
04 giugno, 10:17
(ANSA) - SALERNO, 4 GIU - Arrestato per omicidio l'ex direttore dell'ufficio postale di Massa, in provincia di Salerno.
Pasquale Cammarota e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania. L'uomo, gia' fermato nell'ottobre dello scorso anno per peculato aggravato continuato per aver truffato decine di clienti dell'ufficio postale sottraendo dai conti oltre 80 mila euro, sarebbe l'autore di un delitto del marzo 2001. La vittima, un uomo di 57 anni di Moio della Civitella, aveva scoperto di essere stata raggirata ed era stata uccisa e poi trovata incaprettata all'interno di un fosso.(ANSA).