IL POSTALE n. 463
Notizie dalla rete
IL POSTALE n. 463 del 13-6-2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it
«La saggezza non sta
nella stasi né nel cambiamento, ma nella loro dialettica.»
Octavio Paz
Banca del
Mezzogiorno pronta al decollo
ULTIMENORIZIE.IT - mercoledì, 9 giugno, 2010, 17:32
La Banca del Mezzogiorno, fortemente voluta dal ministro Tremonti, è un po’ più vicina alla meta. Il comitato promotore ha scelto come advisor industriale McKinsey, che si metterà subito al lavoro con due obiettivi: la stesura del Piano industriale e la predisposizione dell’istanza di autorizzazione alla Banca d’Italia. Il lavoro sul piano industriale non parte da zero: seguirà linee guida abbastanza dettagliate fornite dallo stesso comitato, ed in pratica consisterà nella verifica delle ipotesi già consolidate sulla struttura delle nuova banca e le sue attività: dunque il ruolo di banca di garanzia, attraverso meccanismi di mercato, e quello di consulenza e assistenza a livello centralizzato per la rete delle Bcc, su terreni quali la finanza strutturata, i finanziamenti agevolati, ed i progetti a medio-lungo termine. Ma il comitato, guidato da Augusto dell’Erba e nel quale siedono – tra gli altri – Andrea Montanino per il Tesoro e il numero uno di Poste Italiane Massimo Sarmi, è pronto a valutare anche altre ipotesi operative che verranno eventualmente dall’advisor. Il mese decisivo sarà probabilmente settembre: con il piano industriale approvato (già entro l’estate), e l’individuazione dei soci privati, tutto sarà pronto per l’inoltro della richiesta di autorizzazione a Via Nazionale. Contemporaneamente procede il percorso verso i bond agevolati, con tassazione al 5 per cento, destinati a favorire gli investimenti nel Mezzogiorno.
Manager
esteri: troppa corruzione in Italia
di Noemi Ricci
PMI.IT - martedì 8 giugno 2010
Non è un paese per investitori stranieri...Pessima l'opinione dei manager esteri del mercato italiano dal punto di vista aziendale, soprattutto per chi opera già nel Bel Paese: troppa corruzione, disorganizzazione e burocrazia
Un'indagine indagine Ipsos per la Camera di commercio di Roma, presentata nei giorni scorsi, ha verificato il grado di attrattività dell'Italia per le aziende estere, rivelando la pessima considerazione che manager e imprenditori stranieri hanno di essa come mercato in cui operare: la percezione prevalente è che nel bel Paese vi sia troppa corruzione (52%) e burocrazia opprimente.
Fattori che dunque limitano gli investimenti da parte di aziende straniere, scoraggiate anche da interpretazioni soggettive delle regole e disorganizzazione.
Molta la anche diffidenza dal punto di vista aziendale: una realtà complessa in cui bisogna sapersi districare e in cui mancano i necessari aiuti per riuscire a farlo.
Questa è l'opinione diffusa tra i 209 alti dirigenti europei, americani e asiatici coinvolti nello studio. A rincarare la dose ci sono le dichiarazioni dei manager che hanno deciso di affrontare la sfida di un investimento in Italia: se per l'11% di coloro che guardano "dal di fuori" la corruzione rappresenta un fattore "molto negativo", per chi in Italia c'è venuto la percentuale sale al 52%.
Non è migliore la percezione della flessibilità del mercato del lavoro, anch'esso considerato "molto negativo" per il 6% dei manager all'estero e per il 42% di quelli in Italia, stessa cosa per le infrastrutture (48% di chi è in Italia).
La poca organizzazione ed in particolare il non saper pianificare è una caratteristica propria del nostro Paese per quasi il 90% degli intervistati (6% di chi è fuori, il 38% di chi opera in Italia), con l'aggiunta di un 71% che lamenta anche una scarsa conoscenza dell'inglese.
A questo quadro, già ampiamente negativo, si aggiungono la non meritocrazia e il ritardo nel cambio generazionale. Una situazione che rischia anche di allontanare le realtà autoctone, oltre ad impedire alle imprese estere di venire in Italia. Sono ben 239 su 642 le multinazionali presenti in Europa che si guardano bene dall'aprire una filiale in Italia.
Sono solo due le multinazionali che guardano all'Italia in via preferenziale Poste Italiane e Primafin, ovviamente italiane. Guardando su più ampia scala, sono appena 393 su 1.015 (circa il 38,7%) le grandi aziende mondiali presenti in Italia e in particolar modo in Lombardia (376 sedi) e nel Lazio (149).
Commentando i risultati dell'indagine il presidente uscente dell'ente camerale romano, Andrea Mondello, ha dichiarato che per attrarre anche le altre 612 aziende straniere top c'è bisogno di "una grande strategia per il rilancio dell'attrattività dell'Italia, un programma di lungo termine, di portata nazionale, ma declinato in azioni concrete e coerenti con le tante specificità dei nostri territori", sfruttando la scia di benevolenza che l'estero mostra nei confronti dell'Italia.
POSTE:
FAILP-CISAL, AVVIARE NEGOZIATO CON GOVERNO
(AGI) – Roma, 11 giu. – Avviare un negoziato triangolare tra il governo, le aziende di recapito privato, Gruppo Poste italiane e sindacati. E’ la richiesta rinnovata dal segretario generale della Failp- Cisal, Walter De Candiziis, nlla relazione conclusiva del X Congresso nazionale. “Con l’avvio del mercato libero postale, nel 2011 – ha spiegato De Candiziis – si aprira’ un momento delicatissimo dove si misurera’ la vera forza del gruppo Poste italiane in tema di concorrenza, di tenuta aziendale e di capacita’ strategica del Gruppo. Altro problema sara’ l’ulteriore presenza di aziende nello steso settore. Le forze sindacali, di fronte a queste emergenze, dovranno aumentare la propria responsabilita’ e , come prima azione, dovranno garantire a tutti gli addetti livelli occupazionali accettabili, contratti di lavoro omogenei e garanzie previdenziali e di sicurezza”. La Failp -Cisal, ha annunciato il sindacalista, “proporra una nuova configurazione aziendale che prevede un mix tra pubblico e privato, ovvero, una forma di impresa sociale al fine di ottenere una sinergia tra servizi profit e no profit. Questo, per dare spazio a prestazioni di utilita’ sociale poiche’, la posta elettronica non puo’ ancora coprire tutte le necessita’ dei cittadini in un paese particolarmente complesso nella sua articolazione territoriale”. (AGI) Cli
Tlc: Failp-Cisal, con mercato
libero si misurera' vera forza Poste Italiane
ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 15:52
Roma, 9 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - "Con l'avvio del mercato libero postale, nel 2011, si aprira' un momento delicatissimo dove si misurera' la vera forza del Gruppo Poste italiane in tema di concorrenza, di tenuta aziendale e di capacita' strategica del Gruppo". Cosi' il segretario generale del sindacato di categoria Failp Cisal, Walter De Candiziis, e' intervenuto oggi, a Fiuggi, alla seconda giornata del congresso del sindacato, davanti a 600 delegati. "Altro problema -ha continuato De Candiziis- sara' l'ulteriore presenza di aziende nello steso settore. Le forze sindacali, di fronte a queste 'emergenze', dovranno aumentare la propria responsabilita' e, come prima azione, dovranno garantire a tutti gli addetti livelli occupazionali accettabili, contratti di lavoro omogenei e garanzie previdenziali e di sicurezza. Si intreccera' in questa fase -ha aggiunto- anche la continuita' di erogazione del servizio universale, cioe' l'obbligo degli Stati comunitari europei di garantire a tutti i cittadini dell'Unione il servizio di recapito della corrispondenza a tariffe ragionevoli ed eque". "La Failp Cisal -ha sottolineato- lamenta il ritardo con il quale si stanno trattando queste questioni, percio' sollecita l'avvio di un negoziato triangolare tra il governo, aziende di recapito privato, Gruppo Poste italiane spa e sindacati. In tale sede, la Failp Cisal, oltre a impegnarsi alla definizione degli equilibri occupazionali per armonizzare i servizi, proporra' una nuova configurazione aziendale che prevede un mix tra pubblico e privato, ovvero, una forma di impresa sociale al fine di ottenere una sinergia tra servizi profit e no profit".
Poste:
lanciato servizio News Albania da PosteMobile e Resi
ultimo aggiornamento: 11 giugno, ore 11:37
Roma, 11 giu. (Adnkronos)- PosteMobile, operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane, annuncia di aver lanciato, in collaborazione con Resi, il servizio News Albania, dedicato alla comunita' albanese presente in Italia. "Attivando il servizio -spiega Poste- gli utenti avranno la possibilita' di ricevere notizie via Sms, in lingua albanese e in italiano, sui fatti piu' importanti di attualita', cronaca, politica, economia e sport, che riguardano questo paese". "L'attivazione permette -continua- di ricevere fino a 3 messaggi al giorno, al costo di 30 cent di euro ciascuno. Tutti coloro che attiveranno il servizio entro il 31 dicembre prossimo, potranno disporre della speciale promozione che consente di usufruire gratuitamente del servizio per la prima settimana". La popolazione albanese residente in Italia conta circa 440.000 persone, ed e' in continua crescita, "lo scopo della nostra collaborazione con Resi -afferma Daniela Manuello, Direttore Marketing di PosteMobile- e' raggiungere una parte consistente della popolazione, per darle la possibilita' di usufruire dei servizi PosteMobile dedicati a questa importante comunita'". Tra i servizi compaiono, "in particolare -aggiunge- la tariffa 'Con il Mio Paese New' che offre chiamate ed sms verso i numeri in Albania a 22 cent/min e chiamate verso 1 numero di rete fissa in Albania a scelta a soli 8 cent/min fino ad un massimo di 500 minuti ogni mese solare)". L'iniziativa, inoltre, comprende "i servizi Vas in lingua albanese sviluppati da Resi e l'offerta dei Servizi Semplifica di PosteMobile, grazie ai quali e' possibile, una volta associata la propria Sim alla Postepay o al conto BancoPosta di cui si e' titolari, effettuare bonifici e giroconti, ricaricare la Postepay e il credito telefonico, trasferire denaro all'estero e acquistare beni e servizi, direttamente, ed in modo semplice ed immediato, da qualunque cellulare".
Saldo
negativo su Postepay
(11/06/2010)
Inverosimilmente a quanto risposto da voi ad una domanda precedente che indicava l’impossibilita’ di avere un saldo negativo sulla Postepay, rispondo che cio’ in taluni casi e’ possibile e io ne sono vittima. A cosa incorro nel caso non saldassi il debito?
Come ha chiarito Poste Italiane (numero verde 803.160) la carta Postepay non puo’ andare in saldo negativo, dal momento che e’ una prepagata. Quindi se nella carta non c’e’ abbastanza fondo per un acquisto la transazione non va a buon fine. Ma puo’ accadere nell’1% dei casi - dato sempre riferito da Poste Italiane - un fatto simile al suo quando si utilizza questa prepagata per pagare un ordine effettuato su un sito Internet. Dal momento che la Postepay ha due saldi distinti (quello contabile e quello disponibile), quando si fa un ordine viene richiesta l’autorizzazione a prelevare una certa somma sulla carta. Un’operazione che viene contestualmente addebitata e che fa scendere il saldo disponibile. Ma solo successivamente, quando il sito Internet spedisce la merce, la carta viene effettivamente movimentata, ovvero viene prelevato il denaro. Solo trascorsi i tempi tecnici necessari a controllare che si tratti della stessa operazione, l’importo viene ricontabilizzato all’attivo. Ma se in questo lasso di tempo si effettuano altre transazioni che fanno diminuire il fondo sulla carta, accade che si vada in rosso. Detto, quindi, che per ulteriori approfondimenti Le conviene contattare il call center, va anche sottolineato che Poste Italiane le mandera’ tramite lettera una richiesta di pagamento. Se Lei non saldasse il debito, verrebbe iscritto in una lista “nera” delle Poste. Iscrizione che le negherebbe la possibilita’ di richiedere qualsiasi prodotto (prestiti, mutui, carte di credito, ecc…) con le Poste.
A cura della redazione di MiaEconomia
Richiesta
cancellazione dopo protesto
(11/06/2010)
Sono stata protestata per un assegno postale di 500 euro in quanto alla data dell’incasso 20/2/2010 mancava la provvista. L’8 marzo mi viene recapitata da Poste Italiane un avviso di pagamento entro 60 giorni. Il 17 marzo ho pagato come richiesta dalla lettera 611 euro (500 euro+111 euro di spese). Avendo richiesto un mutuo ho avuto la sorpresa di essere protestata dal 1° aprile 2010. Posso togliere il protesto e a chi mi devo rivolgere?
Si’ puo’ essere richiesta la cancellazione. Il debitore che provvede al pagamento dell’assegno puo’ infatti chiedere, dopo un anno dalla levata del protesto, la riabilitazione al Presidente del Tribunale competente e successivamente inoltrare istanza di cancellazione dal Registro Informatico al Presidente della Camera di Commercio. La richiesta dovra’ essere inoltrata compilando appositi moduli ed allegando il titolo quietanzato, l’atto di protesto, la ricevuta dell’avvenuto pagamento delle spese o interessi (in assenza delle ricevute, l’interessato compilera’ apposito modulo di dichiarazione sostitutiva di atto notorio) o il provvedimento di riabilitazione. Va inoltre allegata la marca da bollo e pagati i diritti di segreteria. Poi il Responsabile dirigente dell’ufficio, entro 20 giorni dalla presentazione della domanda, dopo aver accertato la regolarita’ del pagamento o l’erroneita’ del protesto, accoglie l’istanza e conseguentemente dispone la cancellazione. Il provvedimento dovra’ essere eseguito, entro 5 giorni dalla pronuncia dello stesso, mediante la cancellazione definitiva dal Registro Informatico dei dati del protesto. Dopo la cancellazione, il protesto e’ considerato a tutti gli effetti come mai avvenuto.
Capitolo a parte per la cancellazione Cai. Avendo pagato entro i 60 giorni, evitera’ l’iscrizione per 6 mesi.
A cura della redazione di MiaEconomia
DIRITTIGLOBALI 10-6-10
Poste e
France Telecom. Ristrutturazioni e mobilità forzata E il lavoro uccide
Le tecniche di management contemporanee fanno ormai scuola,
anche nel mondo politico e nei governi, e vengono applicate anche dalle imprese
pubbliche o ex pubbliche. Ma queste ricette sono finite sotto accusa, giudicate
colpevoli del malessere che colpisce società come «La Poste» o «France
Telecom».
Alla Posta francese - società ancora pubblica ma dove la
progressiva liberalizzazione sta modificando l'organizzazione del lavoro (a
gennaio anche le lettere di meno 50 grammi entreranno nel grande mercato liberalizzato)
- i medici del lavoro hanno lanciato l'allarme sul numero elevato di suicidi e
l'aumento degli incidenti sul lavoro.
Secondo Hugo Reiss, del sindacato Sudd-Ptt, dall'inizio dell'anno tra i dipendenti si sono
verificati 15 casi tra suicidi e tentativi di suicidio. «Da tempo denunciamo le
pressioni sul personale» afferma il sindacalista, che sottolinea come «la Posta
sia in ristrutturazione permanente e dai dipendenti siano pretesi obiettivi a
volte irraggiungibili», proprio mentre si taglia il personale e con una media,
secondo Sud-Ptt, di un solo lavoratore assunto su
quattro che vanno in pensione.
Lo stesso fenomeno si verifica a France Telecom, trasformata
in pochi anni da azienda pubblica a compagnia privatizzata. Il dramma dei
suicidi a France Telecom ha scosso l'opinione pubblica: 35 persone si sono
tolte la vita tra il 2008 e il 2009, 17 si sono suicidate da gennaio 2010, 23
negli ultimi 18 mesi. La direzione, in seguito a questi drammi, pochi mesi fa è
stata azzerata. Per cercare di farvi fronte, un'inchiesta sulla situazione
interna era stata affidata alla società Technologia
nel settembre scorso. Il rapporto, consegnato pochi giorni fa, rileva che,
malgrado i cambiamenti al vertice e le promesse di intervento, «la profondità
della crisi a France Telecom dura ancora».
Technologia aveva distribuito ai
102mila dipendenti un questionario, a cui ha risposto l'80%. «Le constatazioni
restano allarmanti» è la conclusione. Mobilità forzata, perdita di riferimenti
a causa dei vari piani di ristrutturazione che si sono susseguiti,
precarizzazione, maggiori carichi di lavoro, mancanza di personale cronica,
pressioni per raggiungere gli obiettivi, degrado del senso del lavoro ben
fatto, mancanza di riconoscimento da parte della gerarchia: sono queste le ragioni
del malessere riassunte dal rapporto di Techologia.
«È una vera e propria requisitoria contro la politica di
gestione del personale» afferma Patrick Ackermann di Sud-Ptt. Per Christian Pathorel
della Cgt «il malessere persisterà fino a quando non
verranno modificate l'organizzazione e le condizioni di lavoro». Il sindacato Sud-Ptt, di fronte all'inerzia della nuova direzione, l'8
aprile scorso ha sporto denuncia contro la direzione di France Telecom per
«sofferenza sul lavoro». La Procura di Parigi ha aperto un fascicolo.
Il dramma dei suicidi ha colpito in Francia anche l'industria automobilistica. Sotto accusa è sempre la pressione dei superiori sui dipendenti, in vista di una maggiore produttività in una situazione di produzione «just in time». Ma anche tra il personale ospedaliero, persino nella polizia un analogo malessere, con i suoi drammi, dilaga.
Governo Gb vuole privatizzare le Royal Mail,
forse sbarco Borsa
Bisogna risanare i conti e non vuole aumentare imposte
Roma, 11 giu. (Apcom) - Qualunque cosa in Gran Bretagna pur di non aumentare le tasse, perfino la possibile privatizzazione delle Poste, le Royal Mail che sono uno degli stessi simboli del Regno nell'immaginario collettivo. Questa l'ultima ipotesi cavata fuori dal cilindro dal nuovo governo formato da conservatori e liberal democratrici, e che fin dalla vittoria elettorale, lo scorso maggio, che ha messo termine a un lungo periodo di guida dei laburisti, ha visto il tema del risanamento dei conti pubblici in cima alle priorità. Il problema è che l'esecutivo non vuole aumentare le tasse, e finora le misure di risanamento individuate riguardano solo tagli alla spesa. Ma la portata dell'aggiustamento necessario è notevole e diversi osservatori hanno avvertito che compierlo solo con tagli alla spesa rischia di assestare un colpo durissimo all'economia. Quindi spuntano fuori le privatizzazioni, e tra le prime ad essere ipotizzate c'è quella delle Poste. A farlo, riporta il Daily Telegraph, è stato lo stesso ministro delle Poste Ed Davey, lasciandosi peraltro una certa flessibilità sull'eventuale procedura. Si potrebbe fare con una quotazione in Borsa, che potrebbe raccogliere fino a 9 miliardi di sterline, oppure tramite un investimento diretto di un altro operatore del settore, oppure perfino mediante una cessione di quote a gruppi a controllo privato (private equity). E comunque, ha avvertito Davey, così come stanno le Royal Mail non possono reggere: accusano una "combinazione letale" fatta da cali del fatturato e un buco nel fondo pensionistico dei dipendenti: questa situazione richiede nuovi investimenti. L'ultima privatizzazione nel Regno è relativamente recente, risale al 2006, un gruppo attivo sui sistemi di difesa, la Qinetiq, che fruttò 1,3 miliardi di sterline. Più addietro le grandi campagne di privatizzazione avvennero a metà degli anni '80, con British Gas e British Telecom. Ma la questione delle privatizzazioni per contribuire al risanamento dei conti, magari per alleggerire il debito pubblico, non riguarda solo la Gran Bretagna: ieri il governo francese ha annunciato che venderà 1.700 tra castelli, palazzi e caserme di proprietà pubblica. Kat/Voz
Esteri | 11/06/2010 | ore 09.15 »
Giappone:
si dimette ministro per riforma sulle poste
Tokio, 11 giu. - (Adnkronos) - Prima crisi nel nuovo governo giapponese del primo ministro Naoto Kan, tre giorni dopo il suo insediamento. Si e' dimesso il ministro per la Riforma postale e i Servizi finanziari, Shizuka Kamei, leader del Nuovo Partito del Popolo (Pnp). Kamei accusa il partito Democratico (DjP) di Kan di aver rotto i patti e non aver approvato la legge che dovrebbe gradualizzare la privatizzazione delle poste.
"Una promessa fra i due partiti e' stata rotta", ha detto Kamei, motivando le sue dimissioni. L'uscita di scena del ministro non ha avuto conseguenze sulla tenuta del governo: i due partiti della coalizione hanno dichiarato per scritto che intendono mantenere l'alleanza e il ministero e' stato assunto dal segretario generale del Pnp, Shozaburo Jimi.
Il Pnp voleva estendere l'attuale sessione della Dieta giapponese per passare la legge sulle poste, ma il Djp ha stabilito di rispettare la prevista chisura la settimana prossima in vista delle elezioni di luglio per il rinnovo della camera alta. Il Djp vuole mantenere le elezioni per approfittare della crescita del partito nei sondaggi dopo che Kan che ha sostituito tre giorni fa Yukio Hatoyama alla guida del governo. L'uscita di scena di Hatoyama, che si e' dimesso una settimana fa, ha portato ad una crescita di oltre 15 punti del Djp nei sondaggi. Il partito ha ora un tasso di approvazione del 36,1%.
MVNONEWS – 12-6-2010
In Irlanda
debutta un nuovo MVNO: Postfone, in oltre 300 uffici
postali.
Il gruppo postale irlandese An Post ha lanciato un nuovo operatore mobile virtuale (MVNO) in Irlanda denominato Postfone grazie ad un accordo con Vodafone, di cui sfrutterà la rete. L’offerta proposta è la classica ricaricabile che prevede una tariffa unica per tutte le chiamate verso numeri fissi e mobili nazionali di 20 centesimi di euro (52 centesimi al minuto per tutte le chiamate verso fissi e mobili d’Europa) e 9 centesimi di euro per singolo invio di SMS. Per il suo lancio, Postfone regalerà 60 euro di credito telefonico a tutti quei clienti che decideranno di portare il proprio numero. A passaggio completato ogni mese verranno accreditati 10 euro di traffico telefonico per 6 mesi consecutivi. E’ possibile acquistare la SIM e/o i cellulari a listino (attualmente sono: Nokia 2680, Nokia 2330, Nokia 1661, Samsung E1150) presso gli uffici postali An Post abilitati (nei mesi estivi lo saranno tutti i 300 uffici attivi sul territorio). Postfone si ritroverà a concorrere contro gli attuali 5 operatori mobili in un mercato – quello irlandese – relativamente piccolo: una sfida non da poco.
BancoPosta:
trasferire denaro via web col 30% di sconto
Pubblicato da Filadelfo in Internet, News, Poste Italiane, Risparmio.
VOSTRISOLDI - Domenica, 13 Giugno 2010.
MoneyGramFino al 30 giugno 2010, con il servizio MoneyGram, è possibile trasferire denaro via cellulare o via Internet potendo fruire di uno sconto del 30% sulle normali tariffe. A comunicarlo è il Gruppo Poste Italiane che offre l’opportunità, senza l’obbligo di possedere un conto corrente postale o bancario, di poter trasferire denaro in ben 190 Paesi del mondo e con il vantaggio di poter veder arrivare i soldi a destinazione nel giro di pochi minuti. Con MoneyGram online i titolari di BancoPosta Click e di BancoPosta online possono inviare il denaro comodamente con il proprio computer oppure con il cellulare se si è clienti di Poste Mobile.
Con il servizio è possibile spedire 2.582,28 euro massimi per singola transazione, ma nel rispetto della normativa antiriciclaggio si possono comunque effettuare più operazioni anche in giorni diversi. Con il servizio MoneyGram, inoltre, è possibile inoltrare anche un messaggio di dieci parole per un massimo di ottanta caratteri che sarà comunicato alla persona che riceve i soldi. A fini del perfezionamento della transazione spetta a chi spedisce i soldi comunicare al beneficiario il codice di riferimento al fine di acquisire le somme spedite.
Per quel che riguarda la valuta con cui vengono ritirati i soldi, questa è in euro per Paesi quali Georgia, Romania, Ucraina, Albania, Armenia e Bulgaria. Ma ci sono anche Paesi come la Polonia dove per default i soldi vengono acquisiti in euro, ma su richiesta del soggetto che spedisce i soldi è possibile ritirare le somme in dollari americani oppure in zloty.
Oltre allo sconto attualmente in vigore e pari, come accennato, al 30% sulle tariffe applicate per l’invio del denaro, sono in vigore anche tariffe di invio del denaro particolarmente vantaggiose verso Paesi come le Filippine, Nepal, India, Romania, Marocco, Senegal, Albania e tanti altri Paesi dell’Africa e dell’America latina.
Circuits
ITALIAOGGI del 8/6/2010
Minipc e Gps per il postino infallibile
Di Andrea Secchi
Soluzioni La tracciabilità delle comunicazioni per istituti
di credito e utilities
Hibripost consegna documenti
bancari e bollette di gas, luce e acqua con ricevute in tempo reale grazie a un
dispositivo Honeywell
Estratti conto, documenti bancari, bollette consegnati per
tempo e con una traccia infallibile su luogo, ora e data in cui arrivano nelle
mani dei destinatari o nelle loro caselle postali. Il fatto che ciò sia
possibile non sorprende, perché la tecnologia consente oggi questo e altro, ma
si è poco abituati ad avere un servizio postale con una tracciabilità così
minuziosa. Uno degli operatori privati che l'ha introdotta fra i suoi servizi è
Hibripost, un consorzio nato due anni fa a cui
attualmente si rivolgono diversi clienti, fra cui due grandi istituti bancari e
società multiutilities come Italcogim
gruppo Gas de France e Sime Comm. Hibripost
offre servizi postali a valore aggiunto ad aziende municipalizzate, banche,
compagnie assicurative e telefoniche, in pratica a chi ha necessità di spedire
grandi quantità di comunicazioni e contemporaneamente di tener traccia di
quanto inviato.
L'attività di Hibripost è
possibile nonostante il monopolio di Poste Italiane (che comunque verrà meno il
prossimo anno) proprio grazie al valore aggiunto del servizio. Dal 2007,
infatti, si possono fare invii di carattere ibrido (comunicazioni che nascono
elettroniche come l'estratto di conto corrente o la bolletta, e poi vengono
stampate) anche al di sotto dei 20 grammi di peso al di fuori del monopolio
statale, purché si usino strumenti in grado di certificare prelievo e recapito.
Il postino (così si chiama ancora) di Hibripost
è dotato di un dispositivo Honeywell che racchiude in
sé il lettore di codice bidimensionale (inserito in ciascuna busta con i dati
del destinatario), il gps che registra le coordinate
del luogo di consegna e la connessione Gprs grazie
alla quale la ricevuta elettronica viene spedita immediatamente alla centrale.
Il tutto senza impegnare le mani, perché questo minicomputer è «indossato» e basta
soltanto premere un pulsante.
Alla base di tutto il progetto (curato dalla software house Lektor) l'applicazione che gira nella centrale Hibripost e che raccoglie in una mappa, anche in versione satellitare, tutti i dati delle consegne andate a buon fine, nonché di quelle fallite con le relative motivazioni. Tutti dati che possono essere visionati dai clienti, grazie al portale a cui possono accedere.
10-06-10
EDITORIA:
DARDANELLO, MOLTE PMI A RISCHIO SU TAGLIO CONTRIBUTI
(ASCA) - Roma, 10 giu - ''Il taglio dei contributi statali per l'abbattimento delle tariffe postali agevolate per quotidiani e periodici, intervenuto di recente, sta letteralmente mandando ko centinaia di piccole imprese editoriali che alimentano il circuito della informazione''.
Lo ha rilevato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.
''Le segnalazioni che ci giungono da queste realta' sono di grande difficolta', a causa della fortissima impennata che hanno subito - in conseguenza dell'introduzione di questo provvedimento - i costi di spedizione postale. Difficolta' tali che potrebbero portare rapidamente alla chiusura di queste imprese - lamenta Dardanello - con grave danno sia sotto il profilo economico ed occupazionale, sia per l'inevitabile limitazione dell'informazione soprattutto locale o specializzata, a fronte di un risparmio assai limitato per il bilancio dello Stato. Credo sarebbe opportuno immaginare un tempestivo provvedimento di sostegno, che consenta a queste realta' imprenditoriali di prepararsi per tempo all'aumento dei costi, avendo modo cosi' di riassorbire parte dei mancati introiti''. Le piccole testate locali, ha ricordato Dardanello, sono uno strumento importante per la democrazia e per lo sviluppo dell'economia locale perche' sono i primi testimoni della vita degli 8.000 comuni italiani. ''Senza di loro rischia di rimanere senza voce - ha concluso il Presidente di Unioncamere - quella miriade di piccole comunita' che tutte insieme hanno fatto grande il nostro Paese''.
red/did/alf
lunedì 7 giugno 2010
Tariffe
postali no profit - Agevolazioni? Solo sulla carta
A due settimane dalla legge, i nuovi "sconti" non sono
applicati
Tariffe postali, go and stop. Contrariamente a quando furono abolite le agevolazioni (bastò un giorno, e per di più il 1 di aprile, perché tutti gli uffici postali ritoccassero all'insu i prezzi), quando si tratta di condividere una diminuzione dei costi, regna la confusione e la lentezza. A due settimane dall'approvazione della legge (che ha parzialmente reintrodotto tariffe agevolate per il non profit), i nuovi "prezzi" non vengono ancora applicati perché non sono ancora arrivati allo sportello...
Una situazione a dir proco spiacevole segnalata da numerose associazioni che in queste ore stanno tentando di spedire materiale informativo per il loro associati scontrandosi con la richiesta di una tariffa piena. 0,28 al posto dello 0,14 deciso dalle due Camere.
La spiegazione di Poste
Dall'Ufficio stampa dell'azienda postale, si sottolinea che la legge che ha introdotto gli incentivi e stabilito una "scontistica" per il non profit (fino al 50%) rimandava a un successivo decreto attuativo. Avrebbe dovuto emanarlo il ministero dello Sviluppo economico. Sappiamo tutti com'è andata: le dimissioni di Scajola hanno fatto passare in secondo piano molte decisioni, fra cui il citato decreto. Non resta che aspettare la nomina del suo successore? Probabilmente sì. A meno che il premier (che gestisce il dicastero ad interim) si prenda a cuore la faccenda, invitando gli uffici del ministero a procedere nella stesura del decreto attuativo (e magari non dimenticando il "dettaglio" dei rimborsi promessi, ovvero la differenza tra il costo pieno e quello agevolato).
Sui rimborsi, aggiunge Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d'Oro, «in questi giorni sono circolate delle voci secondo le quali le differenze di spesa non saranno rimborsate. Ma a quel che mi risulta non dovrebbe essere così: bisognerà stabilire le procedure ma i rimborsi dovrebbero esserci».
da Vita.it
VOSTRISOLDI.IT 7-6-10
Pagamento
bollette e prenotazioni mediche al supermercato
Pubblicato da Filadelfo in Consumi, Luce, Primo Piano, Salute.
Lunedì, 7 Giugno 2010.
CoopPresso i punti vendita abilitati della Coop dall’inizio dell’anno si possono pagare le bollette delle utenze di luce, gas ed acqua allo stesso modo di come si acquistano i generi alimentari e tutti gli altri prodotti in vendita presso i supermercati, ovverosia facendo passare la bolletta dal lettore di codice a barre. Nel dettaglio, la Coop ha attivato questo utile servizio per le bollette di Enel Servizio Elettrico, Enel Energia, Eni Gas&Power, ma anche per Hera, Telecom Italia e la società Nuove Acque.
In questo modo è possibile fare la spesa ed “aggiungere” al conto alla cassa anche l’importo della bolletta senza doversi recare presso un ufficio postale. Per orientare i consumatori nell’utilizzo del servizio, la Coop ha inoltre pubblicato online l’elenco dei punti vendita che permettono di pagare le bollette dell’Enel e quelle di Eni, ovverosia quelle più comuni e più diffuse tra le famiglie italiane. Il servizio sarà poi esteso progressivamente presso tutti i punti vendita Coop sul territorio nazionale; inoltre, allo stesso modo, la Coop, grazie ad un accordo siglato con il Ministero della Funzione Pubblica, garantirà a regime la possibilità di poter effettuare direttamente presso il supermercato anche le prenotazioni mediche.
La Coop, tra l’altro, è anche distributrice presso i propri punti vendita di oltre 300 tipi di medicinali e farmaci da banco, ovverosia senza obbligo di ricetta medica, unitamente ad alcune decine di prodotti veterinari ed oltre 150 rimedi omeopatici. Oltre a questi, nei punti “Coop Salute” presenti nei supermercati, è inoltre possibile acquistare ben 1300 parafarmaci.
Trattasi, nello specifico, di prodotti per l’igiene, integratori, fitoterapici, prodotti ortopedici e prodotti dermocosmetici sui quali periodicamente la Coop lancia delle operazioni promozionali al fine di far risparmiare la propria clientela. La Coop promuove inoltre anche la vendita dei cosiddetti “farmaci equivalenti“, detti anche “generici”, che a fronte dello stesso principio attivo costano meno rispetto a quelli di marca.
PRIMAPAGINAMOLISE 09-06-2010, 17:24 • Campobasso • Cronaca
Poste paga
il conto in Tribunale
Altri due ricorsi vinti da lavoratori di Poste Italiane, sostenuti dall'Ufficio vertenze della CISL. Inutile la mediazione con i dirigenti di Poste portata avanti personalmente dal Segretario CISL Antonio D'Alessandro. I nostri Dirigenti alcune volte si ostinano - continua D'Alessandro - la conseguenza nostro malgrado è quella di seguire la strada Giudiziaria. Infatti presso il Tribunale di Campobasso i dipendenti Postali con il supporto della CISL Poste hanno invocato con forza - dichiara Antonio D'Alessandro Segretario della CISL Poste di Campobasso - la legge (art. 2103 del codice civile), la quale stabilisce che il lavoratore deve essere addetto alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero comunque a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte.
Ciò significa - continua Antonio D'Alessandro - che i lavoratori in questione non possono essere adibiti a mansioni diverse e l'eventuale comportamento contrario del datore di lavoro può essere impugnato avanti il Giudice del lavoro per ottenere l'accertamento giudiziale dell'intervenuta dequalificazione e la conseguente riassegnazione a mansioni adeguate e corrispondenti alla professionalità acquisita.
Chi ritenga - suggerisce Antonio D'Alessandro - di essere quindi utilizzato in modo improprio, in violazione della legge, mediante assegnazione a mansioni che effettivamente siano di contenuto professionale inferiore a quelle precedentemente svolte, può rivolgersi all'autorità giudiziaria.
Per quanto riguarda le modalità e gli aspetti legati al risarcimento del danno, costituisce un principio ormai acquisito dalla giurisprudenza il fatto che un demansionamento o una dequalificazione protratta nel tempo si riflette sull'immagine professionale del lavoratore e quindi sul suo "valore" sul mercato del lavoro e gli determina perciò un danno; questo danno è stato ripetutamente ritenuto risarcibile dalla giurisprudenza.
Nella maggior parte dei casi è stato riconosciuto, in via equitativa, un risarcimento danni pari a una somma corrispondente a circa la metà delle retribuzioni percepite dal lavoratore nel corso del periodo di dequalificazione.
In alcuni casi poi è stato ritenuto che il protratto demansionamento, traducendosi anche in una sofferenza fisicopsichica, può aver prodotto danni alla salute del dipendente, e nel caso di prova rigorosa del nesso di causalità tra comportamento illegittimo del datore di lavoro e malattia - da accertare in genere mediante apposita consulenza tecnica medica - è stato anche riconosciuto il diritto al risarcimento del danno biologico.
Le considerazioni sopra svolte mantengano validità anche a seguito della pronuncia delle Sezioni Unite in punto di risarcimento di danno da dequalificazione (n. 6572 del 24/3/06), che, secondo alcuni commentatori, richiederebbe la prova rigorosa del danno professionale che, dunque, non sarebbe implicito nella dequalificazione.
Se fosse così, il ragionamento delle Sezioni Unite si porrebbe in contrasto con l'orientamento ormai divenuto prevalente non solo nella giurisprudenza di merito ma anche presso la Sezione Lavoro della stessa S.C., secondo cui la violazione del diritto all'equivalenza delle mansioni comporta di per sé un danno risarcibile. Infatti, se si dovesse concludere che, in concreto, dall'accertamento dell'intervenuta dequalificazione non derivi pressoché mai una conseguenza pregiudizievole concretamente suscettibile di essere provata, l'effetto sarebbe evidente, nel senso che qualsiasi imprenditore si sentirebbe libero di dequalificare i propri dipendenti, correndo, al limite e dopo anni di giudizio, il solo rischio di dover riammettere il lavoratore nelle mansioni precedenti, senza alcuna conseguenza risarcitoria.
Senza contare, d'altra parte, che essendo ormai esclusa la coercibilità degli obblighi di fare, tra cui anche quello di assegnare il lavoratore al ruolo di sua precedente pertinenza, la sentenza giudiziale rischierebbe di rimanere priva di alcuna conseguenza pratica.
Appare quindi evidente che i principi enunciati dalla Suprema Corte andranno applicati con cautela e con le dovute attenzioni che la materia in discussione impone, stante, come pure evidenziato dalla sentenza in esame, "la forte valenza esistenziale del rapporto di lavoro, per cui allo scambio di prestazione si aggiunge il diretto coinvolgimento del lavoratore come persona".
Del resto, la stessa giurisprudenza della S.C., successiva alle S. U. di cui si parla, ha ribadito che il danno professionale è implicito nella dequalificazione.
Segretario Territoriale SLP-CISL
Antonio D'Alessandro
GIORNALE DI SICILIA - 07/06/2010 -
Lavoro a
rischio: protesta dipendenti Getek a Palermo
PALERMO. I lavoratori della Getek, società che svolge servizi di contact center per Inail e Inps in subappalto per Poste italiane, stanno manifestando davanti la sede della Prefettura a Palermo. La protesta è organizzata da Fim, Fiom e Uilm. I sindacati chiedono la salvaguardia dei 57 posti di lavoro del contact center di Palermo. Il nuovo bando per il servizio di contact center è stato vinto dalla società Transcom, ma al momento è in atto un contenzioso. La gestione Getek scadrà a fine giugno.
Cisl. Disagi
per cittadini e lavoratori Poste di Nicosia
VIVIENNA - Inserita da redazione il giu 10th, 2010
A seguito della chiusura al pubblico del turno pomeridiano dell’Ufficio Postale di Nicosia, i disagi che sono stati costretti a sopportare sia i cittadini che i lavoratori delle Poste di Nicosia, sono stati notevoli.
La scelta di Poste Italiane, a livello nazionale, di aprire turni di servizio nel pomeriggio in comuni con alta densità abitativa e la chiusura dei turni pomeridiani nei comuni che vedono una scarsa affluenza di clientela, ha portato nella nostra Provincia alla chiusura del turno pomeridiano dell’ufficio postale di Nicosia, scelta da noi mai condivisa e contrastata a tutti i livelli, e che ha causato grande difficoltà per i cittadini di Nicosia, che si sono visti privati di un servizio di interesse pubblico nel pomeriggio.
La reazione dell’Amministrazione Comunale di Nicosia, di battersi affinché ai propri cittadini venga erogato il miglior servizio possibile, ha causato una diatriba accesa con l’azienda Poste, che ad oggi non ha trovato nessuna soluzione positiva.
A farne le spese sono stati i lavoratori delle Poste che, non solo sono stati condannati e poi assolti dal Tribunale di Nicosia, ma che vengono additati dalla clientela come responsabili di tale situazione.
Come Cisl Poste – fa presente il segretario provinciale SLP Cisl, Salvatore Alfano – ribadiamo la nostra totale solidarietà ai cittadini di Nicosia, che come quelli di altri comuni dell’Ennese, hanno diritto ad avere erogato un servizio pubblico efficiente, ma ciò non toglie che saremo, come siamo stati in passato, vicini ed a fianco dei lavoratori delle Poste di Nicosia per affrontare una situazione che li vede vittime e costretti a subire.
Ci meraviglia che l’azienda Poste ad oggi, non ha intrapreso nessuna iniziativa sia per la risoluzione del problema che per tutelare e garantire ai propri dipendenti un ambiente lavorativo sereno.
Infine, auspichiamo – conclude Alfano – il superamento delle rigidità delle posizioni sia dell’Amministrazione Comunale di Nicosia che dell’Azienda Poste, affinché si possa con serenità incontrarsi per trovare una soluzione condivisa nell’interesse di tutti. Fin da adesso diamo la nostra disponibilità a farci parte attiva per ricercare un punto di equilibrio che dia garanzie ai lavoratori postali ed ai cittadini di Nicosia.
La lettera:
coda di 1h32' in posta
per pagare
un semplice bollettino
L’ECO DI BERGAMO - * 12 giugno 2010
«Ieri a Bergamo ho fatto una coda di un'ora e 32 minuti per pagare un bollettino. È successo che in quell'ufficio con personale di 3 impiegati più il responsabile dell'ufficio postale normalmente funzionano 3 sportelli: il software delle poste chiama i numeri secondo uno schema che dà la priorità al primo sportello per i correntisti che hanno il conto in posta, al secondo per raccomandate e pacchi e al terzo per pagare i bollettini».
«Quando il primo o il secondo sportello non hanno utenti chiama anche per pagare i bollettini che sono gli utenti più numerosi. Ieri sfortunatamente mancava un'impiegata, può succedere; quindi era chiuso il terzo sportello. Ma il software funzionava con lo stesso criterio: quindi poichè entravano sempre utenti del primo (normalmente loro stanno da 30 a 45' allo sportello!) e secondo tipo noi con il bollettino da pagare siamo rimasti fermi per un tempo che poteva ovviamente essere infinito!»
«Invece che fortuna ho aspettato solo 1h32'. Colpa del computer, secondo gli impiegati; ma io so che il computer fa quello che l'uomo dice di fare! Eppure l'opzione da dare al computer mi pare molto semplice: in caso di solo 2 sportelli aperti il primo per carità dia la priorità alla Banca Poste, ma il secondo dia la chiamata alternata ai 2 altri tipi di utenti».
«A me ed agli altri utenti della mattinata che erano un po' "innervositi" resta una domanda: sarà stato più imbecille chi ha studiato il software, chi lo ha fatto applicare o chi l'ha utilizzato senza capire che forse un'altra opzione era anche prevista dall'ideatore del software, magari per i piccoli uffici che hanno normalmente 2 sportelli solo? Potremmo avere una risposta dalle Poste?»
Lettera firmata
OTTOPAGINE.IT 11 GIUGNO 2010
Poste,
venti uffici a giorni alterni, disagi per l'estate
Fino al 19 settembre in tutta la Provincia saranno osservati orari diversi e turnazioni
Avellino- Da lunedì prossimo fino al 19 Settembre, venti Uffici postali lavoreranno a giorni alterni; altri ubicati nei centri più grandi seguiranno un calendario stabilito dalla direzione centrale.Si annunciano dunque disagi per gli utenti.
Poste Italiane ha provveduto ad informare i cittadini che dal 14 Giugno e per tutta l'estate, dovranno armarsi di pazienza e di buona memoria per ricordare i giorni di apertura degli uffici, anche per evitare d'incappare in pagamenti ritardati di bollette o di scadenze amministrative.
Ecco l'elenco esteso degli uffici postali che dal 14 giugno fino al 19 settembre osserveranno gli orari decisi dalla sede centrale di Avellino:
Avellino dal 5 Luglio al 31 Luglio chiusi il lunedi e il martedì gli uffici postali di Avellino 1-3-5-6 e 7 e anche quelli di Valle Ponticelli e Torelli di Mercogliano. - dal 14 giugno fino al 19 Settembre funzioneranno a giorni alterni gli uffici dei seguenti comuni: Ariano Stazione, La Manna, Palazzisi, Ferrari di Cervinara, Carpignano, Sorbo di MOntella, Castel del Lago, Starze di Summonte, San Michele, Serra di Pratola Serra, Tavernola di San Felice, Ponteromito, Piazza di Pandola, Pietradefusi, Piano regolatore di Bisaccia, Pila ai Piani, Bagnara di Frigento, Serra di Montemiletto, Monteaperto, Montefredane, Calore di Mirabella, Ferrari stazione, San Sossio di Serino. - dal 5 luglio al 19 settembre lo sportello postale di San Pietro di Montoro Superiore sarà aperto solo dal lunedì al giovedi. - dal 5 luglio al 31 luglio, dal 2 al 28 agosto e solo per il 3 settembre gli uffici postali dei seguenti comuni dovranno rispettare la chiusura pomeridiana: Ariano Irpino, Atripalda, Grottaminarda, Lioni, Montella e Solofra. - dal 14 giugno al 12 settembre chiusura pomeridiana dell'ufficio di Calitri. - Dal 28 giugno al 12 settembre chiusura pomeridiana ufficio postale di Cervinara.
BRINDISIUM Fasano, 11/06/2010
Di Bari
invita i cittadini a collaborare con Poste Italiane
Il sindaco di Fasano Lello Di Bari ha messo a punto una lettera (che sarà inviata a tutti i fasanesi nei prossimi giorni) con la quale chiede la collaborazione dei cittadini affinché la distribuzione della corrispondenza, effettuata da Poste Italiane, possa essere realizzata senza creare quei disagi che i cittadini stessi hanno lamentato più volte nei mesi scorsi (bollette delle utenze domestiche arrivate oltre la scadenza di pagamento o non giunte al destinatario).
Di Bari, nella missiva, fornisce indicazioni precise che chiede ai cittadini di osservare al fine di snellire e rendere più funzionale il sistema di distribuzione della corrispondenza.
La lettera di Di Bari è il frutto della missiva dell’ottobre scorso con la quale il vicesindaco Antonio Scianaro scrisse al responsabile delle Risorse umane delle Poste del comprensorio di Puglia, Basilicata e Molise, lamentando i disservizi nella distribuzione della corrispondenza e chiedendo interventi precisi. Così che dopo due giorni, dalla missiva di Scianaro, Poste italiane rispose positivamente e a Fasano, a Palazzo di città, giunsero Giovanni Pietrangelo (responsabile Servizi postali per le province di Brindisi-Lecce-Taranto-Potenza-Matera) e Vincenzo Spacciante (responsabile Servizi postali per il comprensorio Fasano-Ostuni), alfine di prendere visione della situazione e di concordare attività collaborative col Comune di Fasano.
Adesso, in concomitanza con gli interventi sulla toponomastica che stanno interessando le zone di recente espansione urbanistica, il sindaco Di Bari, d’intesa con la direzione del Centro primario di distribuzione di Poste Italiane, ha deciso di inviare una lettera ai cittadini di Fasano e frazioni, invitandoli ad osservare alcune indicazioni: “ Requisito indispensabile – scrive il primo cittadino – perché il recapito della corrispondenza avvenga entro gli standard postali è che il destinatario possa essere individuato inequivocabilmente per scongiurare eventuali errori di persone e, di conseguenza, non incorrere in violazioni del segreto epistolare e della privacy”.
Pertanto, aggiunge il sindaco nella missiva “è obbligatorio che sulla busta siano indicati il nome del destinatario, l’indirizzo (il nome della via e il numero civico o, in alternativa la casella postale) e la località (nell’ordine, il Cap, la località di destinazione e la sigla della provincia)”.
Inoltre, Di Bari invita i cittadini a “comunicare ai propri corrispondenti ed agli enti dai quali ricevono le bollette dei consumi domestici (gas, telefono, acqua, luce) il cambio di via o di numero civico, oppure l’attribuzione del numero civico (nel caso alla via nella quale vivono non era stato ancora indicato il numero civico sulle palazzine)”.
Peraltro, il primo cittadino chiede ai fasanesi di dotare le proprie abitazioni di cassette per la corrispondenza all’esterno delle palazzine oppure in un luogo del condominio che sia sempre accessibile ai portalettere. “Confido nella collaborazione di tutti i cittadini – conclude Di Bari nella lettera – e colgo l’occasione per comunicare che sia questa Amministrazione che i responsabili di Poste italiane sono a disposizione per la risoluzione di qualsiasi problematica relativa al recapito della corrispondenza nel territorio comunale”.
COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FASANO
Poste
Trentine
8 su 22
inefficienti
L’adige 10/06/2010 07:25
TRENTO - Gli uffici postali di Trento non rispettano gli standard di qualità richiesti dal Ministero dello sviluppo economico. Già nei mesi scorsi molti utenti si erano accorti di come le poste, in città, manifestassero crescenti disservizi. A ingenerare l'aumento dei carichi di lavoro dei dipendenti, e i conseguenti problemi per l'utenza, è stato l'accorpamento, su 8 dei 22 sportelli, dell'attività di distribuzione di raccomandate, assicurate e atti giudiziari. Ora, a ufficializzare queste difficoltà, è arrivato il monitoraggio del ministero. L'analisi è stata realizzata a seguito della segnalazione del Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento . Il monitoraggio si è svolto questa primavera, ma la richiesta del centro consumatori era partita già a febbraio. Al Ministero dello sviluppo economico si chiedeva una verifica in merito all'dempimento del contratto di servizio. Dopo un ulteriore sollecito dei consumatori (ad aprile), il Ministero ha messo in moto l'Ispettorato territoriale trentino che ha monitorato il livello di qualità del servizio. «Purtroppo - spiegano i consumatori in una nota - non sono stati monitorati i tempi d'attesa dei cittadini, ma solo le giacenze di posta "inesitata" al momento dell'accertamento». Nella relazione conclusiva, il Ministero riporta l'elenco degli uffici interessati dall'accorpamento e quindi sottoposti alla verifica. Trento centro fa registrare 1.160 giacenze. Le inesitate sono aumentate di un terzo ed è cresciuto anche il flusso di utenti. Trento 1 (via Trener) 784 giacenze. Il traffico è più che raddoppiato con l'assorbimento di Gardolo. E' inoltre previsto un ulteriore incremento, una volta a regime, con l'accorpamento di Meano. Trento 2 (via Gazzoletti) 500 giacenze. Triplicato il numero di invii giornalieri e aumentato di 60 persone l'afflusso quotidiano. Trento 3 (viale Verona) 560 giacenze, aumento dei disservizi nell'invio, maggior numero di utenti mentre il personale è rimasto invariato. Sopramonte non ha giacenze significative, ma del resto non ha ancora «assorbito» Cadine. Mattarello 365 giacenze. Ravina non ha giacenze significative ma non ha ancora «assorbito» Romagnano. A Cognola non si riscontrano giacenze significative. Secondo la relazione del Ministero «La situazione non è definitiva in quanto non ancora a regime. Si evidenzia che le difficoltà emerse riguardano per lo più gli uffici situati nella zona della città di Trento, in quanto su di essi vengono riversati per il servizio di posta inesitata intere circoscrizioni periferiche anche densamente abitate». Dopo aver fatto questa premessa, il Ministero invita Poste Italiane «A voler predisporre le opportune azioni correttive per la risoluzione delle criticità evidenziate e il ripristino dei previsti standard di qualità, individuando soluzioni valide sia sotto il profilo economico, sia rispetto alle esigenze dell'utenza». «Come volevasi dimostrare - commenta il direttore del centro consumatori Paola Francesconi - a fronte dell'accorpamento, i disagi per i cittadini e gli sportellisti non potevano che aumentare». Gli stessi operatori del centro affermano di essere stati testimoni di attese di oltre mezz'ora per l'invio di una raccomandata, oppure di aver visto tre sportelli «sospesi» per le pratiche di corrispondenza, a causa del cambio turno o del disbrigo della posta celere, con decine di persone in attesa. Consumatori arrabbiati, quindi, e impiegati che fanno quello che possono. Per Francesconi: «Poste Italiane, a Trento, accorpa i servizi e peggiora la qualità, non rispettando gli standard previsti dal contratto di servizio. Chiediamo ai responsabili, come minimo, di ripristinare al più presto la distribuzione di raccomandate, assicurate e atti giudiziari nei 14 sportelli dove il servizio è stato soppresso, ripristinando gli standard previsti dal contratto di servizio. Ci auguriamo inoltre che il Ministero continui a vigilare non solo sull'aumento delle inesitate e del flusso degli utenti, ma anche sugli inaccettabili tempi di attesa. Sempre meno sono gli sportelli per i prodotti postali, sempre più quelli dedicati ai prodotti banco-posta. Chiediamo che, come previsto, si applichino le sanzioni. E il monitoraggio deve continuare». Da parte sua, il centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti, in autunno, farà un proprio monitoraggio sui tempi di attesa e il numero di sportelli dedicati ai servizi di corrispondenza, dandone conto ai cittadini e all'Ispettorato di vigilanza.
Luca Nave
GAZZETTA DEL SUD > Vibo Valentia (12/06/2010) Torna Indietro
Lunghe file
e proteste alle Poste Tutta colpa della razionalizzazione
Gli utenti alzano la voce: non si può andare avanti con due sportelli
Vittoria Sicari
Code, proteste, lamentele. Una situazione davvero in ebollizione, agli uffici della Posta centrale della città capoluogo, dove giornalmente centinaia di utenti fanno la spola per effettuare operazioni di conto corrente, pagamenti, riscossioni e quant'altro. E se dal centro si passa alla periferia la questione è ancora più allarmante. Le filiali dei piccoli centri risparmiate alla politica dei tagli sono aperte a giorni alterni e quando sono operative devono smaltire anche l'utenza proveniente dal centro stressata dalle lunghe ore di attesa e costretta a recarsi in altri uffici postali della provincia per fare prima.
Dai dati resi noti dalle associazioni a tutela dei consumatori in Italia un capoluogo di provincia su due è servito male. Disservizi, carenza di personale, orari ridotti, sono solo alcune delle problematiche che investono il settore. A denunciarne l'incresciosa situazione gli utenti vibonesi, i quali non ne possono più delle lunghe file di attesa davanti agli sportelli. In base a recenti studi effettuati, pare che lo sviluppo socio-economico di molte realtà territoriali dipenda in buona parte dall'efficienza e dall'organizzazione dei servizi resi disponibili. Per Vibo, stando così le cose, non si può certo sperare nel raggiungimento di un buon livello di efficienza, che a cominciare dal servizio offerto da poste italiane è piuttosto inferiore agli standard nazionali. «Il meccanismo elimina code non può funzionare se ad essere operativi sono appena due sportelli». Ha esordito così Raimondo Bevelacqua che per pagare le bolletta stacca il numero progressivo prima di andare a lavoro e all'uscita ancora non è nelle condizioni di effettuare l'operazione. «Gli impiegati sono efficienti ma e insufficiente il personale ed è proprio nei momenti in cui c'è più traffico che gli operatori sono pochi».
A riscontrarlo Carmine De Fazio che suggerisce di potenziare l'organico nelle ore di caos. «Sono arrivato alla posta stamattina alle 11 – ha denunciato, invece, Raffaele Galloro – ed ho staccato dal dispensatore il numero 217. Sono tornato alle 12 e ancora mancavano la metà dei numeri. Alle 13,30 siamo ancora al 175». Ancora più complicazioni quando si passa ai pensionati, i quali devono recarsi a scaglioni e per lettera alfabetica a percepire la pensione. C'è chi, prelevando con ritardo, è costretto a pagare le bollette dopo la data di scadenza e quindi a vedersi addebitata puntualmente la mora. «Attese lunghissime, nonostante ci abbiano divisi per lettera», denuncia Fortunata De Luca. Al coro delle proteste si unisce anche la correntista Sara Barbuto recatasi agli uffici postali di via Luigi Razza per chiudere il conto. «Non ne posso più – ha sottolineato – non ha senso tenere un conto corrente quando non ci sono risposte efficienti a livello di servizi. Su otto sportelli due sono aperti per tutti gli utenti e uno solo per i correntisti». Sono davvero in tanti a chiedersi come mai non si cerchi di ottimizzare i servizi aprendo una cassa veloce solo per operazioni di pagamento dei bollettini. Se dai pagamenti si passa alla consegna o al ritiro della corrispondenza è ancora peggio. Per ricevere una missiva passano settimane, mentre per ritirare una raccomandata in giacenza gli orari giornalieri vanno dalle 9 alle 13, quando generalmente per chiunque lavori sarebbe più comodo o prima delle 9 o dopo le 13. Una vera e propria bagarre a cui i cittadini chiedono di porre rimedio. E se l'offerta non è più idonea a soddisfare la domanda della clientela forse un interrogativo bisognerebbe davvero porselo.
Addio posta
al sabato
L’ADIGE - 11/06/2010 08:59
TRENTO - Di fronte alla bocciatura dei servizi postali da parte del ministero dello sviluppo economico le Poste trentine preferiscono mantenere il silenzio. Da parte dei vertici e dell'ufficio stampa nessuna risposta. «Ci stiamo organizzando per raccogliere dei dati», è l'unico commento. Non tacciono, invece, i sindacati. «Il problema non è solo trentino e c'è in generale una forte preoccupazine in tutt'Italia. C'è da dire che mentre la società Poste spa hanno chiuso con un utile di 900 milioni di euro, sul fronte dei servizi è stato segnalato un forte disavanzo e in Italia sono state prospettate 10 mila eccedenze di personale», spiega Marcello Caravello della Failp - Cisal.
La preoccupazione del sindacato è capire cosa ne sarà di questi lavoratori, come e se verranno dislocate sul territorio. «Sicuramente ci sarà un trasferimento di personale dal servizio di recapito agli sportelli. Le Poste Italiane, infatti, hanno denunciato una diminuzione del 15% del traffico postale. Il futuro saranno i postini telematici che con il palmare saranno in grado di offrire servizi. Se le potenzialità saranno sfruttate a pieno saranno degli uffici viaggianti in grado di fare raccomandate o altro senza bisogno che gli utenti si spostino».
Uffici
postali: sindaco in campo per garantire aperture estive
CASERTANEWS Giovedì 10 Giugno 2010
ISTITUZIONI | Marcianise
- La definizione di un piano di intervento che eviti all'utenza i disagi tipici dei mesi estivi è stato al centro dell'ultimo incontro tra il sindaco Antonio Tartaglione ed il responsabile di filiale di Poste Italiane, Donato Santone.
A conclusione del vertice, tenutosi nei giorni scorsi presso la casa comunale, è stato presentato lo schema di rimodulazione delle aperture degli uffici postali del territorio, che sarà adottato nelle prossime settimane.
Obiettivo del piano è la canalizzazione dei flussi d'utenza nei vari turni disponibili, che dovrebbe comportare maggiore dinamicità nella gestione, e dunque file d'attesa meno lunghe ed estenuanti.
Purtroppo i locali dell'ufficio centrale, sito in piazza Caduti di Nassirya, necessitano di lavori urgenti che saranno eseguiti dal 19 al 29 luglio. In tale periodo il suddetto ufficio garantirà però solo il servizio di consegna della corrispondenza inesitate dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 13:30, ed il sabato dalle 8:00 alle 12:30.
Per sopperire a tale momentaneo disservizio, nei giorni indicati, resteranno aperti gli altri due uffici del territorio dal lunedì al venerdì sia di mattina che di pomeriggio, e dunque dalle 8:00 alle 18:30, mentre il sabato saranno garantiti i servizi dalle 8:00 alle 12:30.
VERCELLIOGGI 09/06/2010 - Saluggia e Livorno - Cronaca
COMUNITA’ SALUGGESE –
Dopo l’incontro sui disservizi postali, siamo ancora a disposizione dei cittadini
Il problema dei gravi disservizi postali – culminati nella improvvisa chiusura dell’Ufficio postale - patiti dagli abitanti di S.Antonino di Saluggia è stato recentemete trattato nel corso di un incontro tra il Sindaco Marco Pasteris ed i dirigenti di Poste Italiane.
Il Gruppo consiliare di Comunità Saluggese interviene oggi per prendere atto di questa evoluzione che – ricorda la rappresentante Paolo Olivero – fa seguito ad una precisa e tempestiva iniziativa adottata dal proprio gruppo, dopo che lo stesso era stato sollecitato dai cittadini, esasperati dalle inefficienze delle Poste.
E’ quindi con comprensibile soddisfazione che Comunità Saluggese può constatare che qualche passo in avanti forse potrà presto essere compiuto. Così come il gruppo si conferma a disposizione dei cittadini per ricevere ulteriori eventuali segnalazioni e predisporre rinnovati interventi.
SANREMONEWS - Domenica 13 Giugno 2010 ore 10:02
Sanremo:
disagi in alcune zone per la consegna della Posta
A causa della riorganizzazione di alcune lavorazioni delle corrispondenze in arrivo a Sanremo ieri quindici zone della città non sono state servite dai postini. E i sindacati non ci stanno. Infatti durante l'assemblea del personale di Slc/Cgil, Uil Poste, Failp Cisal, Confsal e Ugl comunicazioni, è emerso che tali manovre penalizzano ulteriormente i lavoratori e non consentono di svolgere un servizio adeguato.
Questo è dovuto alla nuova organizzazione che prevede che la posta prioritaria attualmente lavorata a Sanremo venga ripartita per zone di recapito al Centro di Imperia Cpo e successivamente portata a Sanremo. “Per ottenere ciò si renderà necessario che personale di Sanremo venga trasferito al Cpo di Imperia per svolgere le stesse mansioni di Sanremo - spiegano i sindacalisti -. Questo metterà in crisi l'Ufficio di Sanremo e sicuramente ci saranno gravi disservizi, specialmente nel recapito di raccomandate, che rischiano di non uscire al recapito, oltre ai notevoli disagi per il personale coinvolto”. Contro questo piano è stato aperto un 'conflitto di lavoro' con la Regione che riguarda anche Genova Cmp, Im Cpo e Taggia. Domani, in un'assemblea a Genova, sarà decisa quale azione di lotta mettere in campo.
A. Gu.
RIVIERA24 - Domenica 13 Giugno 2010 Imperia
Ieri ad
Imperia quindici zone della città non sono state servite dai postini
Imperia - L’assemblea del personale punta l’indice contro la riorganizzazione di alcune lavorazioni delle corrispondenze in arrivo a Sanremo: Ad appesantire lo stato di disagio c’è anche l’accordo per le ferie, che non è stato firmato dall'Ugl
Ad Imperia ieri quindici zone della città non sono state servite dai postini.
E’ uno degli effetti delle manovre delle Poste contestate dai sindacati.
L’assemblea del personale punta l’indice contro la riorganizzazione di alcune lavorazioni delle corrispondenze in arrivo a Sanremo.
Ad appesantire lo stato di disagio c’è anche l’accordo per le ferie (che non è stato firmato dall' Ugl), che concede la possibilità
di usufruirne utilizzando a cavallo della domenica (da sabato a lunedì). A Sanremo ci sono 59 zone di recapito, ciascuna servita da un postino, con 6 o 7 riserve, che non bastano a coprire i buchi di chi va in ferie.
E le 15 zone di recapito non servite ieri sono una conseguenza di questo meccanismo.
di Carlo De Blasi da 13/06/2010
L’ECO DEL CHISONE – Edizione 23 del 09/06/2010 » Pianura
Fuori i
disabili!
Nichelino
NICHELINO – I disabili nichelinesi dovranno pagare le bollette e spedire raccomandate in strada. All’Ufficio postale di via XXV Aprile 7 il gradino di 25 centimetri rimarrà inaccessibile: non sarà collocata alcuna rampa sul marciapiede per farli accedere nel locale, perché il Comune non le ammette. Saranno i dipendenti delle Poste ad uscire in strada. Come? Grazie a un pulsante che segnalerà agli operatori dell’ufficio la presenza di una persona che ha bisogno di assistenza sul marciapiede.
A sollevare il problema di questa barriera architettonica è stato il consigliere Pdl Carmelo Mendolia. Nel novembre 2009 aveva presentato un’interrogazione in Consiglio, ma la risposta della maggioranza non l’aveva soddisfatto, perciò ne ha presentata un’altra il 16 aprile, che sarà discussa nella seduta di giovedì 10 giugno. Inoltre il 3 maggio ha scritto una e-mail all’Osservatorio regionale sulla disabilità, in cui denunciava che «il Comune di Nichelino non usa il rispetto delle normative per i disabili» ed ha ricordato il problema ai consiglieri due giorni dopo.
Marco Bertello
TRNTINO - (10 giugno 2010)
Trento,
3.300 raccomandate
bloccate
negli uffici postali
E’ intervenuto addirittura il Ministero che, dopo aver fatto una verifica sulla situazione, ha chiesto alla direzione delle Poste di trovare una soluzione. L’accorpamento degli sportelli soprattutto in centro città ha più che raddoppiato la presenza dei clienti, aumentando a dismisura la quantità di raccomandate e assicurate giacenti
TRENTO. Va male. E andrà ancora peggio. E’ intervenuto addirittura il Ministero che, dopo aver fatto una verifica sulla situazione, ha chiesto alla direzione delle Poste di trovare una soluzione. L’accorpamento degli sportelli soprattutto in centro città ha più che raddoppiato la presenza dei clienti, aumentando a dismisura la quantità di raccomandate e assicurate giacenti. Dopo aver raccolto sul Trentino le proteste e gli esempi di disservizi, ora arrivano la conferma nei numeri vidimati da Roma.
Anche il Crtcu (Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti) aveva fatto propria questa battaglia ed aveva chiesto direttamente al Ministero dello sviluppo economico di farsi carico di una verifica sul campo. Ebbene, in città i problemi sono reali e non certo immaginari. Nella sede centrale, al momento del sopralluogo degli incaricati ministeriali c’erano 1160 buste giacenti, con un aumento di un terzo pre accorpamenti e una forte impennata del flusso di utenti. Se possibile, va addirittura peggio allo sportello di via Trener dove gli ispettori hanno trovato 784 plichi “dormienti” e un traffico più che raddoppiato dopo l’a ssorbimento di Gardolo. Andrà sicuramente peggio quando sarà a regime anche l’accorpamento di Meano.
In via Gazzoletti si presentano mediamente ogni giorno sessanta persone in più che si mettono in fila. Qui la posta che rimane nei sacchi è addirittura triplicata: al momento della verifica c’erano 500 “pezzi” in giacenza.
In viale Verona, invece, va di lusso: le giacenze sono solo raddoppiate e sono 40 in più al giorno i clienti che sfidano la coda allo sportello. Le giacenze rilevate sono state 560. A Sopramonte e Ravina le cose vanno ancora bene, ma si deve attendere l’assorbimento di Cadine, nel primo sportello, e di Romagnano nel secondo. «Giacenze non significative», recita il Ministero, nella sede postale di Cognola, mentre a Mattarello la situazione non è cambiata, ma ugualmente conta 365 plichi postali fermi.
Proprio ieri la Confartigianato nazionale ha diffuso i dati di un sondaggio sul tempo trascorso in coda dagli italiani davanti agli sportelli dei servizi pubblici. Ebbene, il conto è salato per i cittadini che mediamente passano 10 ore all’anno in coda. A Trento, per la verità, la media è la migliore e si riduce a sei ore, ma per i cittadini è comunque un costo considerevole.
«E in questa situazione - commenta Paola Francesconi, direttore del Crtcu - Poste Italiane che fa a Trento? Accorpa i servizi e peggiora la qualità, non rispettando gli standard previsti dal contratto di servizio. Chiediamo come minimo di ripristinare al più presto il servizio di distribuzione di raccomandate, assicurate e atti giudiziari nei 14 sportelli in cui il servizio è stato soppresso».
POSTE.
Trento, CRTCU: ripristinare tutti gli sportelli
HELPCONSUMATORI - 09/06/2010 - 15:11
Il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e Utenti (CRTCU), nel febbraio di quest'anno a seguito della decisione di Poste Italiane di accorpare i servizi di distribuzione di raccomandate, assicurate e atti giudiziari in sette uffici su ventidue presenti a Trento, e a seguito delle numerose proteste dei cittadini, arrivate allo sportello, aveva richiesto al Ministero dello Sviluppo Economico, una verifica in merito all'esatto adempimento del contratto di servizio.
A seguito poi di un ulteriore sollecito richiesto dal CRTCU alla fine di Aprile 2010, Il CRTCU ha ottenuto finalmente una risposta. Il Ministero infatti, tramite l'Ispettorato Territoriale Trentino ha posto in essere una serie di verifiche, monitorando il rispetto dei livelli di qualità del servizio, purtroppo non sui tempi d'attesa dei cittadini, ma in relazione alle giacenze di posta inesitata al momento dell'accertamento.
Secondo la relazione del Ministero, "la situazione rappresentata non è definitiva in quanto non ancora a regime e si evidenzia che le difficoltà emerse riguardano per lo più gli uffici situati nella zona della città di Trento, in quanto su di essi vengono riversati per il servizio di posta inesitata intere circoscrizioni periferiche anche densamente abitate". Ciò premesso, il Ministero invita Poste Italiane "a voler predisporre le opportune azioni correttive per la risoluzione delle criticità evidenziate ed il ripristino dei previsti standard di qualità nel territorio in argomento, individuando soluzioni valide sia sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico che delle esigenze dell'utenza".
"Come volevasi dimostrare", commenta Paola Francesconi direttore del CRTCU, "a fronte dell'accorpamento, i disagi per i cittadini e non di meno, ricordiamoci, per gli sportellisti, non potevano che aumentare". Gli stessi operatori del CRTCU sono stati testimoni di attese di oltre mezz'ora per l'invio di una raccomandata, oppure testimoni di 3 sportelli "sospesi" per le pratiche di corrispondenza causa cambio turno o disbrigo della posta celere, con decine di persone in attesa e la fila che non procedeva. Consumatori arrabbiati e impiegati che fanno quello che possono. Code di quasi un' ora a Trento Centro.
Il CRTCU chiede ai responsabili di Poste Italiane di ripristinare al più presto il servizio di distribuzione di raccomandate, assicurate e atti giudiziari nei 14 sportelli in cui il servizio è stato soppresso, ripristinando gli standard previsti dal contratto di servizio.
Posta
prioritaria
Entro l'anno Rosà avrà il suo secondo ufficio
postale. Servirà le frazioni di S.Pietro, Travettore e S.Anna. L'annuncio
del sindaco, on. Manuela Lanzarin
BASSANONET.IT Alessandro Tich, 07 Giugno 2010
Il responsabile provinciale Mercato Privati di Poste Italiane Livio Rado e il sindaco on.Manuela Lanzarin
Posta prioritaria. La novità, per l'Amministrazione di Rosà, riveste infatti un'importanza primaria e oggi il sindaco on. Manuela Lanzarin ha convocato la stampa per dare “l'annuncio atteso”: è stato infatti raggiunto l'accordo tra il Comune e Poste Italiane per l'apertura del secondo ufficio postale nel territorio comunale.
“Nel corso degli anni - ha spiegato il sindaco - Rosà è cresciuta a livello urbanistico, demografico e produttivo. Per rispondere alle lamentele sulla puntualità del servizio e alle esigente di un territorio composto 14 mila abitanti e da 4 frazioni, abbiamo individuato insieme a Poste Italiane la miglior sede per il nuovo ufficio postale”.
La nuova filiale delle Poste, che sarà inaugurata entro l'anno, sarà ubicata in via Roncalli vicino alla nuova Farmacia Comunale e a poche decine di metri dalla rotonda di via Marconi lungo la SP 58 Ca’ Dolfin che collega Rosà a Cartigliano.
Un punto baricentrico rispetto alle frazioni di S.Pietro, Travettore e S.Anna i cui residenti avranno quindi meno strada da fare, e con maggiore comodità, per recarsi agli sportelli postali. L'edificio, oggetto di recente ristrutturazione, è dotato di parcheggio e di ampie vetrate.
“Abbiamo riscontrato le buone potenzialità di questa zona in espansione”- ha confermato Livio Rado, responsabile provinciale per il Mercato Privati della filiale di Vicenza di Poste Italiane Spa, che coordina i 192 uffici postali di tutta la provincia. “L'ufficio numero 193 della provincia aprirà dopo l'estate, e comunque prima di Natale - ha preannunciato Rado -. Dobbiamo solo emettere il bando europeo, previsto per legge, per la fornitura degli arredi. La nuova sede avrà due sportelli e un'ampia sala consulenza, servizio questo molto apprezzato dagli utenti. La filiale, oltre alle frazioni, potrà essere utilizzata da chi transita lungo la provinciale.”
L’apertura del secondo ufficio postale non comporterà alcuna variazione dei servizi nella sede di via Mazzini a Rosà capoluogo che, se possibile, verranno potenziati soprattutto nel sevizio di consulenza.
“Dopo l'apertura della Farmacia Comunale - ha rimarcato l'on.Lanzarin - siamo venuti incontro anche a questa richiesta molto marcata del territorio e dei cittadini. Sarà un valido strumento tanto per le esigenze del comparto produttivo che per il semplice cittadino.”
L’Amministrazione comunale di Rosà rafforza così il rapporto di reciproca collaborazione con Poste Italiane che ha già permesso, da due anni a questa parte, l’apertura di una sessantina di libretti postali consegnati ai giovani studenti delle scuole Primarie e della scuola Secondaria di Rosà in occasione della cerimonia delle Borse di Studio, tradizionale appuntamento del mese di dicembre nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo Roncalli.
Prata: lamentele dai cittadini di San Cassiano
per problemi all’ufficio postale
La mail del consigliere comunale Tarabini: 'Il Gruppo di Minoranza ha già presentato interrogazione sull’argomento'.
VAOL.IT - Pubblicato il: 10/06/2010
Categoria: VALCHIAVENNA | ATTUALITA'
Pubblichiamo la mail di Davide Tarabini Consigliere comunale di minoranza Gruppo “Miglioriamo Insieme” a Prata Camportaccio
Ricevo nuovamente lamentele dai cittadini di San Cassiano per problemi legati all’ufficio postale.
Informo che in data 11 febbraio il Gruppo di Minoranza ha presentato interrogazione sull’argomento dei disservizi alle poste nel Comune di Prata, discussa in Consiglio Comunale il 6 aprile. In quell’occasione abbiamo chiesto all’Amministrazione di impegnarsi a trovare soluzioni migliorative a vantaggio dell’utenza, di verificare gli effettivi volumi di clientela tra gli uffici postali di Prata e San Cassiano e proponendo, se ritenuto opportuno, di promuovere una petizione popolare.
Dal Sindaco abbiamo ricevuto risposta che avrebbe sollecitato un intervento alla Direzione delle Poste di Sondrio e così in data 18 maggio, in qualità di consigliere, ho richiesto copia della comunicazione inviata dal Sindaco per scoprire che questa…. non era ancora stata inviata!
Ne ho ricevuto copia qualche giorno più tardi e la comunicazione aveva data 28 maggio!
E’ quindi evidente che si è fatto poco e di certo non abbastanza per cercare di risolvere il problema.
Non solo infatti non vi sono segnali di miglioramento ma i disservizi tendono ad aumentare considerato che ancora martedì 8 giugno (e la cosa si era già verificata), e martedì è giorno per cui è prevista la già ridotta apertura dell’ufficio di San Cassiano (3 giorni a settimana: martedì-giovedì e sabato), l’ufficio postale si trovava inspiegabilmente chiuso con la triste sorpresa per chi ne aveva bisogno e determinando conseguentemente interminabili code e disagi all’apertura di giovedì 10 (giorno in cui scrivo).
Confido che l’Amministrazione interrompa il letargo in cui è assopita e si dia da fare per garantire quanto meno le 3 aperture settimanali nei giorni previsti, situazione che, lo ripeto, appare di per sé già non soddisfacente per la popolazione e l’utenza di San Cassiano, rivalutando la necessità di ricorrere alla raccolta firme.
Davide Tarabini - Consigliere comunale di minoranza Gruppo “Miglioriamo Insieme”
* 10 giugno 2010 * La Provincia di Varese
Solbiate, posta a singhiozzo
Persi gli
inviti dei diciottenni
Solbiate Olona Poste lumaca a Solbiate Olona. Mentre a Marnate, dopo le segnalazioni a Poste Italiane da parte dei sindaci, la situazione sembra essere tornata alla normalità, i solbiatesi tornano a lamentare disagi e ritardi nella consegna della corrispondenza.
A darne notizia è l'assessore alla Cultura Mario Sansalone che si è visto tornare indietro alcuni degli inviti alla cerimonia organizzata dall'amministrazione comunale in occasione del 2 giugno. «Due buste sono tornate in municipio senza essere state recapitate ai destinatari: uno di questi ricordo ancora che sarebbe dovuto arrivare in via Pasubio – spiega scocciato l'assessore – poi ho scoperto, nel fare i controlli, che l'invito era arrivato solo a metà delle famiglie a cui era stato indirizzato». L'amministrazione aveva invitato i neo diciottenni del paese alla cerimonia per consegnare loro una copia della Costituzione. Ma i disagi continuano: «Alcuni cittadini sono venuti in comune a chiedere i bollettini per pagare l'Ici in scadenza a breve (il termine è il 16 giugno) – spiega l'assessore – Poste Italiane deve garantire un servizio pubblico adeguato».
Lamentele arrivano anche da comuni cittadini che vedono le cassette delle lettere sempre vuote: «E' da fine maggio che non vedo fermarsi davanti a casa mia il postino – spiega Giuseppe Goglio che risiede in via dei Patrioti – eppure aspettavo inviti cartacei. A periodi alterni il problema si ripete sempre». Emblematico era stato il caso di un'anziana signora residente in via Matteotti che aveva spedito una sessantina di ringraziamenti per il lutto del marito mai arrivati a destinazione: alcune di questi erano indirizzate a famiglie solbiatesi, altre a residenti in altri Comuni. La situazione è invece tornata alla normalità a Marnate: era stato proprio il sindaco Celestino Cerana a convocare, alcuni mesi, fa una riunione tra i sindaci del Medio Olona e i vertici di Poste Italiane: «Devo dire che non abbiamo più ricevuto particolari lamentele dai cittadini», conferma il primo cittadino.
Per quanto riguarda il caso di Solbiate Olona l'azienda fa sapere di non avere posta in giacenza non consegnata e di non avere ricevuto particolari segnalazione. Nella zona indicata non si sono inoltre verificate assenze di personale e i postini hanno svolto il servizio regolarmente. E il mistero, ma soprattutto il disagio, continua.
Valeria Arini
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO – 10-6-10
Il coraggio di un'impiegata e il silenzio di una città
di Michele Partipilo
Accade che una domenica di quasi estate, a Bari, un giovane di 25 anni viaggi in scooter e venga travolto da un’automobile. Accade. Accade anche che la persona alla guida del veicolo investitore fugga senza fermarsi a prestare soccorso, guadagnandosi l’appellativo di «pirata». Accade. Accade ancora che altri automobilisti transitino accanto allo scooterista sanguinante, ma preferiscano non fermarsi, temendo chissà che cosa. Accade purtroppo anche questo. Accade infine che passi di là una donna - fate voi se una samaritana o una casalinga di Voghera - che all’anagrafe si chiama Pierangela Natalizio di anni 53, impiegata alle poste, madre di due figli. Che non solo si ferma per prestare soccorso, ma fa molto di più. Senza inorridire di fronte a un corpo con una gamba tranciata di netto, si preoccupa di fermare l’emorragia.
In un attimo le saranno tornate in mente tutte le nozioni apprese durante le lezioni di pronto soccorso fatte in azienda. Con calma, senza scomporsi, capisce che deve cercare di fermare quel sangue caldo che a fiotti fuoriesce dalle carni straziate portandosi via soffi di vita. Un fazzoletto, una cintura e improvvisa un robusto laccio emostatico. Quando arriva l’ambulanza, il sangue quasi non esce più. Con i soccorsi arriva il padre del ragazzo, un bravo chirurgo. Capisce al volo che quella donna che ogni giorno si occupa di pacchi, timbri e raccomandate ha salvato la vita al figlio.
Bisogna però completare l’opera. Bisogna ritrovare l’arto tranciato per sperare di poterlo riattaccare. La chirurgia oggi fa miracoli. La gamba viene recuperata nel canalone che costeggia la strada e portata al policlinico. Si spalancano le porte della sala operatoria. Per dieci ore equipe di specialisti si alternano davanti a quel corpo mutilato. Con loro è sempre presente il papà del ragazzo. Non è più l’esperto collega che tante volte con mano veloce e sicura ha inciso, aperto, suturato. È «solo» un padre che si preoccupa di tenere fra le mani la testa del figlio, quasi a volergli trasmettere un altro soffio vitale. Come nella «Creazione» di Michelangelo. Alla fine la gamba è riattaccata e la speranza fa capolino fra i camici verdi sporchi di sangue.
Tutti sanno che senza quella donna con più attributi di tanti uomini, Paolo - è il nome dello sfortunato giovane - quasi certamente sarebbe morto dissanguato al margine della strada, come un cane. È accaduto però che il Fato si sia opposto alla potenza delle tecniche umane e che l’infezione abbia cominciato a infilarsi in quel corpo provato. La conseguenza è tristissima: bisogna amputare la gamba riattaccata e in fretta, prima che la ribellione della natura ponga la parola fine a tutta la storia. E così accade. A decidere è quell’uomo che ora deve smettere i panni di padre e tornare a fare il medico. Sa che non c’è altra strada, l’unica speranza è tagliare.
Ora il giovane lotta contro la morte, qualche segnale apre il cuore alla speranza. Del pirata non c’è ancora traccia, ma sarà preso, c’è bisogno di giustizia. L’unica certezza che resta è il gesto di quell’impiegata postale. Un gesto che dà anima all’intera vicenda e che forse meriterebbe più di un’intervista sui giornali. Magari di essere pubblicamente additata come esempio in una città che sempre più spesso è pronta a girare lo sguardo dall’altra parte. Perché anche in questa nostra terra forte, dove la solidarietà è un seme antico, comincia ad accadere questo. Chi può, faccia in modo che da questo dramma fioriscano speranze. A volte accade.
10 Giugno 2010
REGGIOTV - Mercoledì 09 giugno 2010 ore 14:30
False vendite
on-line, arrestato impiegato poste
Gioia Tauro (Reggio Calabria). Davvero un sistema ingegnoso per far soldi, quello messo in atto da una pseudo-organizzazione che, attraverso l’attivazione di carte poste-pay, intestate ad ignari cittadini extracomunitari, ha realizzato ingiusti profitti ai danni di decine di persone.
Secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e svolte dagli agenti del Commissariato di Gioia Tauro e del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria, gli indagati erano riusciti a mettere in vendita sul noto sito di aste on-line eBay svariati oggetti che in realtà non venivano mai consegnati agli acquirenti nonostante fossero regolarmente pagati con ricariche sulle carte post pay dei truffatori.
A finire in manette, Francesco Trunfio, 55 anni, funzionario delle Poste di Gioia Tauro. Un’altra persona è ricercata. Sono in corso indagini per risalire all’identità degli altri truffatori, verosimilmente sparsi su tutto il territorio nazionale.
È sono state proprio le numerose denunce da parte delle vittime di questo raggiro, giunte da tutta Italia, a insospettire gli inquirenti. Troppe le analogie che hanno condotto all’Ufficio Postale Centrale di Gioia Tauro dove – è stato accertato – sono state rilasciate le carte prepagate. 53 nel solo periodo compreso tra gennaio e luglio del 2008. 50 intestate a 17 extracomunitari (quasi tutti marittimi filippini, componenti degli equipaggi di navi mercantili); 3 ad un cittadino greco.
Da ulteriori analisi si è accertato che le 53 post-pay erano state rilasciate tutte dall’impiegato postale ai cui polsi, questa mattina, sono scattate le manette. L’altro uomo, attualmente ricercato e di cui non sono state rese note le generalità, sarebbe un addetto ad una società di servizi portuali. Avrebbe fornito lui al complice – dopo essersene appropriato indebitamente – le generalità degli ignari titolari di Poste-pay. Secondo gli inquirenti ammontano a svariate centinaia di migliaia di euro le truffe compiute ai danni degli incauti acquirenti on-line.
I particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, presso la Procura di Palmi, dal Procuratore capo Giuseppe Creazzo, dal Dirigente della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Calabria, Sergio Iannello, dal dirigente della sezione investigazioni della Polpost di Reggio Calabria e dal vice dirigente del Commissariato di Gioia Tauro, Fabio Amore.
Francesco ChindemiFrancesco Chindemi