IL POSTALE n. 466
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IL POSTALE n. 466 del 4.07.2010 - www.ilpostale.it -
e-mail: ilpostale@libero.it
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo
mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.
Mark Twain
GAZZETTADELSUD - Messina (01/07/2010)
Amara sorpresa per gli utenti di Barracca Poste chiuse
perché senza personale
Giuseppe Puglisi
SANTA TERESA DI RIVA
Pessima sorpresa ieri mattina per i clienti dell'ufficio postale di Barracca (zona sud) di Santa Teresa di Riva. Alla porta un cartello avvertiva: «Ufficio chiuso per assenza di personale». Qualcuno ha creduto ad una barzelletta, qualcun altro è rimasto stupito, in molti hanno protestato ed imprecato, affrettandosi a raggiungere l'altro ufficio postale di S. Teresa o quello dei paesi vicini.
"Barricata" nell'ufficio postale, c'era soltanto la direttrice responsabile, che dopo avere informato il "servizio sportelli" delle Poste che l'ultima impiegata rimasta in servizio fino ad ieri mattina, aveva dato forfait per malattia, ha preso la drastica decisione di chiudere l'ufficio. Da Messina, infatti, non era possibile per la stessa mattinata di inviare rimpiazzi, per cui la scelta è stata quasi obbligata. L'ufficio postale chiuso perché senza personale è diventato un "caso", anche perché qualcuno ha riferito che non era la prima volta che questo succedeva. Nel caso di ieri era da qualche settimana che l'ufficio era sotto organico e che si "sosteneva" con una sola sportellista che alla fine dopo tanto stress ha gettato la spugna: il marito ieri mattina è stato l'unico a poter entrare in ufficio e consegnare alla direttrice il certificato medico che prescriveva alcuni giorni di assoluto riposto alla paziente. Insomma mentre i clienti perdono la pazienza, gli impiegati ligi al dovere ci rimettono la salute. E il bello è che non ci sono rimpiazzi.
Basta fare un giro per gli uffici postali della jonica, quelli dei centri pià grossi, per vedere che c'è un solo sportello aperto al pubblico. E della consegna della corrispondenza a domicilio ne vogliamo parlare? C'è sempre qualche disservizio per carenza di portalettere che invece, dicono i bene informati, sono in esubero. Ma non è questo il tema di questa segnalazione: ora si aspetta che da stamattina si sia trovato il sostituto che rimpiazzi almeno una delle sportelliste, in modo da riaprire l'ufficio e soddisfare le esigenze dei "clienti", anche di qualche anziano che non può fare avanti e indietro.
Da Cardia a Draghi: la grande partita delle nomine al
via
Orazio Carabini
IL SOLE24ORE - Questo articolo è stato pubblicato il 04 luglio 2010 alle ore 08:03.
All'inizio del 2008, mentre la maggioranza di centro-sinistra era già in preda alle convulsioni, prese a circolare un teorema: «Il governo Prodi non cadrà perché nell'arco di pochi mesi ha un impressionante numero di nomine da fare». Daniele Capezzone, reduce dalla presidenza della commissione Attività produttive della Camera, azzardò addirittura una cifra: 600 posti, tra quelli di prima fila e quelli secondari, da assegnare. Ma il 24 gennaio 2008 il governo Prodi cadde. E non si rialzò.
Passarono pochi mesi. Il Popolo delle libertà aveva stravinto le elezioni ed era stato formato il governo Berlusconi. Al ministero dell'Economia era tornato Giulio Tremonti che confidò a una persona a lui vicina: «Siamo seduti su una miniera d'oro. Abbiamo 5mila nomine da fare». Quanto "a valle" sia sceso Tremonti nel fare quella stima non è dato sapere. Certo è che se nel mucchio finiscono enti e imprese pubbliche, authority e fondazioni, società e consorzi controllati da regioni, province e comuni, con tutto il contorno di partecipazioni e filiazioni, il numero non appare inverosimile.
Solo che fare le nomine non è affatto semplice. Soprattutto quando, come in questo momento, le fibrillazioni politiche sono forti. Claudio Scajola si è dimesso da ministro dello Sviluppo economico il 4 maggio scorso. Sono passati due mesi e la poltrona, offerta da Silvio Berlusconi anche a imprenditori come Luca di Montezemolo ed Emma Marcegaglia, è ancora vacante. Che il mandato di Lamberto Cardia (76 anni) alla Consob scadesse il 30 giugno era noto da tempo. Eppure la data fatidica è arrivata e il successore del presidente della Consob non è stato individuato. O meglio: dovrebbe essere l'attuale presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà (in scadenza nel marzo 2012) senonché la sua designazione ha innescato un "effetto domino" che, insieme all'incertezza sulla scelta del ministro dello Sviluppo economico, sta paralizzando il meccanismo decisionale.
Il governo ha davanti a sè 18 mesi in cui può ridisegnare la mappa del potere economico in Italia: si comincia ora con il presidente della Consob (e probabilmente dell'Antitrust), si prosegue nella primavera del 2011 con i vertici delle più importanti imprese pubbliche (Eni, Enel, Finmeccanica), si conclude alla fine del 2011 con il governatore della Banca d'Italia.
Finora la performance dell'esecutivo, in termini di tempestività, non è stata esaltante. Per rinnovare il consiglio di amministrazione delle Ferrovie l'assemblea è stata tenuta aperta dal 19 maggio al 25 giugno: l'ad Mauro Moretti è stato confermato e al suo fianco è spuntato a sorpresa, come presidente, proprio Cardia. Dei due nuovi consiglieri uno, Stefano Zaninelli, è espressione della Lega, l'altro, Alberto Brandani, è dell'Udc. Toccherà al nuovo Cda pilotare una serie di nomine, da Trenitalia a Rfi, molto ambite. Sulle quali il governo e i partiti si faranno sentire.
Più celere è stato l'iter per il consiglio della Cassa depositi e prestiti dove l'urgenza era rimuovere l'ad Massimo Varazzani, scelto dall'attuale governo ma divenuto "sgradito" dopo poco più di un anno di lavoro. Lì ci hanno pensato il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e il presidente dell'Acri e della Cariplo Giuseppe Guzzetti a far cadere la scelta su Giovanni Gorno Tempini, proveniente dalla Mittel di Giovanni Bazoli e Romain Zaleski.
Le complicazioni sono arrivate con la successione di Cardia alla Consob. Prima il 24, poi il 30 giugno sembrava certa la designazione di Catricalà. E invece la fumata è stata nera. Il perché non è chiaro. C'è chi sostiene che avrebbero pesato le pressioni dei "concorrenti": il primo presidente della Corte di cassazione Vincenzo Carbone, che martedì lascerà il suo incarico per raggiunti limiti di età, e il viceministro Giuseppe Vegas. C'è invece chi sostiene che Berlusconi e il suo braccio destro Gianni Letta vogliano inserire questa nomina in un pacchetto più ampio. Per evitare sorprese che potrebbero cominciare già con la scelta del successore di Catricalà all'Antitrust. La designazione compete infatti ai presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Ma i rapporti dell'ex-capo di An e cofondatore del Pdl con Berlusconi in questa fase sono piuttosto tesi.
Per l'Autorità della concorrenza circola già una nutrita serie di candidati che comprende, oltre a Carbone e a Vegas, il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo, Giuseppe Tizzano, giudice della Corte di giustizia Ue, Enzo Moavero Milanesi, giudice del Tribunale di primo grado di Bruxelles e stretto collaboratore dell'ex-commissario alla Concorrenza Ue Mario Monti, e infine il direttore generale della Rai Mauro Masi.
A ingarbugliare la matassa potrebbe contribuire il passaggio
dell'ad di Poste Italiane Massimo Sarmi al ministero dello Sviluppo economico.
Un'ipotesi che circola da qualche settimana ma che stenta a concretizzarsi.
Per la successione alla guida delle Poste c'è già un
candidato della Lega, il milanese Danilo Oreste Broggi, oggi al vertice della
Consip, la centrale unica per gli acquisti di beni e servizi della pubblica
aministrazione. Il mandato di Sarmi alle Poste scade nella prossima primavera,
con l'assemblea che sarà chiamata ad approvare il bilancio 2010.
Stessa scadenza anche per gli incarichi più prestigiosi (e meglio retribuiti) tra le imprese controllate dallo Stato, cioè i consigli di amministrazione di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna. Tutte società quotate, ma con una diga di almeno il 30% in mano pubblica (tra quote del Tesoro e della Cassa depositi e prestiti) che assegna al governo il potere di nominare la maggioranza del consiglio di amministrazione, il presidente e l'amministratore delegato.
La rincorsa per le poltrone più ambite è già partita. Il via è stato azionato a fine maggio, in parallelo con la pubblicazione su molti quotidiani di indiscrezioni su presunte indagini giudiziarie su fondi neri che sarebbero stati costituiti dalla Finmeccanica, la società che gestisce appalti nell'industria delle armi e dell'aerospazio, un'attività delicata, che – come in tutto il mondo – ha zone di opacità. Le presunte indagini sarebbero collegate alle intercettazioni o dichiarazioni del faccendiere Gennaro Mokbel e dell'ex senatore Nicola Di Girolamo, entrambi in carcere, accusati per la truffa carosello dell'Iva nell'indagine Fastweb-Telecom.
Dietro il clamore di alcune ricostruzioni giornalistiche, cui Finmeccanica ha risposto con smentite e con una denuncia per aggiotaggio contro ignoti, non risulta finora l'evidenza di indagini a carico della società aerospaziale né dei suoi dirigenti. La Procura di Roma ha smentito che ci siano indagini. La vicenda però ha fatto arrivare un segnale di allarme al vertice di Finmeccanica, dove regna dall'aprile 2002 Pier Francesco Guarguaglini. Lo stesso Guarguaglini ha riconosciuto di sentirsi sotto scacco: «Forse qualcuno voleva mandarmi a casa con un anno di anticipo».
Legato da antica amicizia al conterraneo Altero Matteoli, ministro (ex An) delle Infrastrutture, con solidi rapporti anche nel centro-sinistra, da Giuliano Amato a esponenti del Pd, Guarguaglini nel governo ha il pieno sostegno di Gianni Letta. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio il 12 febbraio scorso, all'Aquila, ha detto: «Il fattore del successo di Finmeccanica è Guarguaglini». Il manager toscano è da riconfermare? «Per quanto mi riguarda è sicuro ma non dipende solo da me», ha risposto Letta.
Con il numero uno di Finmeccanica è più freddo il ministro dell'Economia, insieme al braccio destro, Marco Milanese, ex ufficiale della guardia di Finanza. Tremonti imputerebbe tra l'altro a Finmeccanica di non averlo informato in modo compiuto dell'onerosa acquisizione della società americana Drs, per la quale l'affondo decisivo fu lanciato nel maggio 2008, nel passaggio di consegne dal governo Prodi all'attuale.
Per la successione a Guarguaglini un candidato è Flavio Cattaneo, 47 anni, amministratore delegato di Terna, ex direttore generale della Rai. Alla recente cerimonia per la relazione annuale dell'Antitrust Cattaneo ha preso da parte Guarguaglini e gli ha detto: «Guarda che non sono io la "manina italiana" che secondo te soffia sul fuoco dei guai giudiziari di Finmeccanica». Cattaneo potrebbe traslocare anche in coppia con il suo presidente, Luigi Roth, già conoscitore dell'industria delle armi all'ex Efim, come presidente della Finanziaria Ernesto Breda.
Il manager milanese, che alla guida di Terna ha ottenuto buoni risultati industriali e in Borsa, ha ottimi appoggi politici, dal ministro della Difesa Ignazio La Russa a Paolo Berlusconi, fratello del premier. Cattaneo ha voglia di crescere. Studia con attenzione anche la situazione patrimoniale dell'Enel, la società guidata da Fulvio Conti da cui si è staccata Terna, mentre ora nel bouquet degli obiettivi sarebbero entrate le Poste.
Quanto a Guarguaglini, che l'anno prossimo compirà 74 anni, uno in meno del presidente del Consiglio, non ha certo intenzione di ritirarsi. Sa che la corsa è in salita e che, anche in caso di conferma, difficilmente potrà mantenere sia la carica di presidente sia di amministratore delegato, unico caso tra le grandi aziende italiane. Intanto, per muovere le acque, sta valutando di ampliare il ruolo di una terna di dirigenti interni che comprende Giuseppe Orsi, l'a.d. di AgustaWestland, l'azienda punta di diamante del gruppo, sul quale potrebbero convergere le simpatie della Lega, Alessandro Pansa, condirettore generale e Cfo, infine l'uomo che ha rilanciato Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini. Alla scadenza della primavera 2011 un altro antagonista per la guida di Finmeccanica potrebbe essere Giuseppe Bono, un altro ex dirigente Efim, oggi alla Fincantieri, che fu costretto a lasciare il gruppo aerospaziale nel 2002 per far spazio a Guarguaglini.
Alcuni anni fa per Finmeccanica il governo aveva sondato anche la disponibilità di Paolo Scaroni, poi il manager vicentino è andato all'Enel nel 2002, quindi all'Eni, dove l'anno prossimo completerà sei anni sulla tolda. Il gruppo del petrolio e gas è la prima società italiana per capitalizzazione di Borsa, dal 2009 non lo è più per profitti. Scaroni aveva accarezzato l'ipotesi di andare alla guida delle Generali, dove è entrato nel cda, ma per la successione al presidente Antoine Bernheim, decisa a fine aprile, gli azionisti di Trieste hanno scelto Cesare Geronzi.
Da qui a fine 2011 avrà luogo la partita delle nomine dei vertici di enti e big industriali pubblici, dalla Cdp alla Consob, da Finmeccanica a Enel fino a Bankitalia
La corsa dei rinnovi per le poltrone pubbliche
Cdp, a Tesoro 17% Enel e partecipazioni in Poste e Stm
ROMA 30 giugno (Reuters) - Il consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti - Cdp - ha deliberato la permuta mediante cessione al Tesoro del 17,362% detenuto in Enel (ENEI.MI: Quotazione) (pari a 1.632.624.218 azioni ordinarie), del 35% di Poste Italiane e del 50% di STMicroelectronics Holding che detiene il 13,77% di Stm (STM.MI: Quotazione) (STM.PA: Quotazione). In cambio il Tesoro cederà a Cdp il controvalore in azioni Eni (ENI.MI: Quotazione).
Lo dice una nota della Cdp, preannunciano la nomina di un advisor indipendente per le valutazioni necessarie.
La nota specifica che "la cessione della partecipazione in Enel avviene in ottemperanza al provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. In contropartita, il Ministero dell'Economia cederà a Cdp un quantitativo di azioni Eni corrispondente al valore delle partecipazioni cedute dalla Cdp: a tale scopo il ministero nominerà un adviser indipendente, selezionato nell'ambito di un elenco di professionisti definito d'intesa con Cdp, per effettuare le valutazioni necessarie".
L'operazione decisa oggi sembra andare oltre le richieste a suo tempo formulate dall'Autorità per la concorrenza coinvolgendo anche altre partecipazioni, come Poste e Stm, non chiamate in causa dall'Authority.
L'Antitrust, lo scorso anno, aveva concesso alla Cassa depositi e prestiti una proroga di 12 mesi, sino al 30 giugno di quest'anno, per liberarsi del conflitto di interessi dovuto dall'avere partecipazioni rilevanti in Enel e Terna (TRN.MI: Quotazione).
L'obbligo a superare il conflitto era stato deciso dall'organismo di vigilanza nel 2005 al momento dell'acquisto da parte di Cdp della quota del 30% in Terna, la società che gestisce la rete elettica nazionale.
L'Antitrust aveva dato tempo 24 mesi a partire dal luglio 2007 per la cessione della quota in Enel. Ai due anni imposti inizialmente, nell'estate del 2009 ne è stato aggiunto un altro. L'Antitrust, considerando la situazione dei mercati finanziari e l'operazione di aumento di capitale fatta da Enel nel 2009, su richiesta di Cdp ha consentito lo scorso anno di rinviare di 12 mesi l'operazione di cessione.
Cdp: ok Cda cessione a Tesoro 17% Enel, 35% Poste e
50% Stm
ROMA (MF-DJ)--Il Cda della Cassa Depositi e Prestiti, su proposta dell'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini, ha deliberato la permuta mediante cessione al Ministero dell'Economia del 17,362% detenuto in Enel (pari a 1.632.624.218 di azioni ordinarie), del 35% di Poste Italiane e del 13,77% di StMicroelectronics Holding.
La cessione della partecipazione in Enel, si legge in una nota della Cassa, avviene in ottemperanza al provvedimento dell'Autorita' Antitrust. In contropartita, il Tesoro cedera' a Cdp un quantitativo di azioni Eni corrispondente al valore delle partecipazioni cedute dalla Cdp: a tale scopo, prosegue la nota, il Ministero nominera' un advisor indipendente, selezionato nell'ambito di un elenco di professionisti definito d'intesa con Cdp, per effettuare le valutazioni necessarie. com/ren
(END) Dow
Jones Newswires
June 30,
2010 06:47 ET (10:47 GMT)
VACCARINEWS - Lug 01 2010
Liberalizzazione o quotazione in borsa?
I giornali commentano l'abbandono da parte di Cdp della sua quota azionaria in Poste italiane
Ieri la notizia, secondo la quale la Cassa depositi e prestiti restituirà al ministero all'Economia e finanze il suo 35% di azioni intestate Poste italiane; in questo modo, lo stesso dicastero diventerà, salvo ulteriori sviluppi, referente unico, avendo già il restante 65%.
Ed oggi le prime reazioni, che appaiono puntare su aspetti diversi. Il “Corriere della sera”, ad esempio, dice che il passaggio scioglie in modo preventivo un possibile nodo per Cdp, “perché la rete degli sportelli postali colloca in esclusiva i buoni e i libretti della Cassa: fra le due società resterà dunque solo un legame industriale, rapporto che probabilmente potrà essere più coerente con la direttiva sui servizi postali che dal 2011 dovrebbe muovere verso una loro sostanziale liberalizzazione”.
Di liberalizzazione parla pure “Il giornale.it”. “Non sarebbe da escludere -si legge- che la cessione della partecipazione Cdp al Tesoro abbia anche qualche collegamento con questa nuova fase di Poste”.
Diverso è l'approccio di “Mf”. Il quotidiano dei mercati finanziari richiama “lo scorporo e la successiva privatizzazione di Bancoposta, per la quale si preparerebbe lo sbarco in borsa… Giulio Tremonti avrà finalmente la strada libera per procedere senza gli ostacoli che le Fondazioni azioniste della Cdp avrebbero sicuramente opposto per non rafforzare un già temibile concorrente delle banche. Nessuno lo dice ufficialmente, ma l'operazione è nell'aria, tanto più concreta ora che il Tesoro tornerà ad essere l'unico azionista di Poste”.
ItaliaOggi del 26/6/2010
Cdp, quell'inutile valzer di azioni
PRIMO PIANO
Di Sergio Luciano
Per ottemperare a un obbligo Antitrust, il mineconomia sposta le quote in Cassa depositi e prestiti
Partita di giro tra titoli dell'Eni in cambio di quelli dell'Enel
Dunque saranno quasi certamente azioni dell'Eni la moneta di scambio con la quale il Ministero dell'economia «ristorerà» la Cassa depositi e prestiti (Cdp) della quota del 17,3% da essa attualmente posseduta nel capitale Enel che dovrà restituire al mittente, appunto il ministero stesso, per ottemperare alle disposizioni dell'Antitrust. Insomma, la Cdp uscirà dall'Enel ed entrerà nell'Eni, dove a sua volta il Tesoro ridurrà la quota a suo favore, tornando in cambio ad essere titolare diretto del 30% e passa dell'Enel. Una partita di giro, due cani contro due gatti, tutta in famiglia. La decisione non è ancora formalizzata ma circola come ormai presa negli ambienti politici e finanziari romani.
Ma per quanto il vai-e-vieni delle quote sia una scelta sia politicamente pacifica, riveste comunque aspetti di tale complessità tecnica – si tratterà pur sempre di fare delicate valutazioni finanziarie e complesse procedure societarie – da suscitare molti interrogativi.
Detto in parole povere, molti si chiedono che senso abbia fare un simile trambusto per ottemperare a un puro formalismo. Che ci sia dietro sarà qualcosa d'altro? Probabilmente no, probabilmente si tratta solo di un mostruoso «fungo allucinogeno» della burocrazia nazionale... Ma per capire com'è potuto nascere e cosa potrebbe nascondere, secondo i malpensanti, è opportuno fare un passo indietro.
Una premessa s'impone: la Cassa depositi e prestiti è lo strumento operativo finanziario principale per il Ministero dell'economia e delle finanze (Mef). Da sette anni è partecipata da un gruppo di Fondazioni bancarie, guidate dalla Fondazione Cariplo e dalla Compagnia di San Paolo, che hanno sottoscritto il 30% del capitale in azioni privilegiate. In questi anni, il Tesoro (oggi divisione del Mef) ha «girato» alla Cassa una serie di partecipazioni finanziarie molto importanti, che sono restate quindi nel pieno controllo dello Stato ma non direttamente «sotto» il Tesoro, bensì appunto sotto la formale giurisdizione della Cassa, che comunque al Tesoro fa capo: si tratta del 10% dell'Eni, del 17,3% dell'Enel, del 35% delle Poste, del 10% della StMicroelectronics e del 30% di Terna.
Quando l'Enel nel 2004 trasformò in società per azioni la sua «divisione rete», Terna, quotandola in Borsa, fu deciso che questa società dovesse diventare del tutto autonoma sul piano proprietario, per assicurare anche ai concorrenti privati dell'ex monopolista elettrico l'assoluta simmetria di trattamento nella veicolazione della loro energia elettrica. Nel caso di Terna, infatti, il governo decise di fare subito quello su cui ancora si lacera a proposito della rete telefonica (tuttora proprietà di Telecom polemiche di questi giorni) e della rete del gas (tuttora proprietà dell'Eni).
Si decise allora di trasferire il pacchetto di controllo di Terna, pari al 30%, dall'Enel alla Cassa. Ma l'Antitrust eccepì subito che questo trasferimento era più fittizio che formale, perchè la Cassa controlla anche il 17,3% dell'Enel, quindi potrebbe avere interesse a «ottimizzare» le relazioni di business tra le due partecipate, imponendo a Terna di favorire l'Enel a discapito dei concorrenti. E quindi chiese anzi impose alla Cassa di disfarsi quanto prima di una delle due partecipazioni. La Cassa chiese e ottenne una serie di proroghe a questo input, finchè – quest'anno – non ha più chiesto proroghe. Ecco che quindi il trasferimento proprietario s'avvicina: questione di settimane. E si sa che, ovviamente, la quota ad uscire dalla Cassa sarà quella dell'Enel, che appunto tornerà direttamente in capo al Tesoro, il quale pagherà la Cassa in natura, conferendole altre partecipazioni, probabilmente accrescendole la quota in Eni.
Tutto qui? Ebbene sì: una gigantesca pantomima. Infatti, chi nomina i vertici della Cassa, dell'Eni, dell'Enel e di Terna? Sempre e comunque il governo, cioè in sostanza il ministro dell'economia d'intesa con il presidente del Consiglio. E quindi, che differenza c'è se una partecipazione è direttamente nelle mani del Tesoro o lo è per il tramite della Cassa? Sul piano politico, nessuna differenza. Quindi, se davvero sussistesse (e non sussiste, nei fatti, quel pericolo di conflitto d'interesse, o peggio collusione d'interesse) tra Enel e Terna tramite la Cassa, sostanzialmente non sarebbe certo questo girotondo di partecipazioni a risolverlo.
Ecco perchè tra le tante voci circolate per spiegare questo strano, o più che altro inutile, andirivieni c'è stata anche quella che le Fondazioni abbiano fatto capire al governo che preferivano azioni Eni ad azioni Enel, nel portafoglio della loro partecipata: ma è una voce che non trova conferma negli ambienti delle Fondazioni che contano.
E allora? Allora resta più verosimile, per surreale che sia, l'altra interpretazione: che cioè la burocrazia italiana ha partorito un mostro, o più che altro un fungo allucinogeno.
Un profilo anti-concorrenziale inesistente che viene censurato e risolto, lasciando intatti e indiscussi ben altri problemi sul tema della proprietà delle reti come appunto quello delle telecomunicazioni e del gas. Per la serie: giochiamo a fare l'antitrust.
Niente da dire a carico del valido Antonio Catricalà, peraltro ormai a giorni presidente della Consob, che molti altri problemi ha affrontato durante il suo mandato; semmai, un bel promemoria per chi lo sostituirà al vertice dell'Autorità garante del mercato e della concorrenza. Risolto il non-problema dell'Enel e di Terna insieme nella «Cassa comune», cerchi piuttosto di risolvere i problemi veri.
VACCARINEWS - Giu 30 2010
Il ritiro di Cdp da Poste italiane
L'intera quota ceduta al ministero all'Economia, che così diventa socio unico
Pensare che solo una decina di giorni fa, in sede di assemblea degli azionisti di Poste italiane, la Cassa depositi e prestiti, che detiene il 35% del pacchetto, aveva votato insieme al partner di maggioranza, ossia il ministero all'Economia e finanze, di incassare il dividendo 2009, fissato complessivamente in 500 milioni da un utile di esercizio pari a 736.660.139 euro.
Ed oggi, al termine della riunione del cda presieduta da Franco Bassanini, il passo successivo: Cdp esce dalla partita, cedendo la propria quota allo stesso dicastero, in una transazione che comprende anche il 17,362% detenuto in Enel spa (pari a 1.632.624.218 di azioni ordinarie) e il 50% di Stmicroelectronics holding. Per contropartita, il Mef passerà alla Cassa un quantitativo di azioni di Eni spa per un valore corrispondente.
Attraverso l'operazione, e salvo ulteriori sorprese, il Mef aggiungerebbe al 65% di Poste già detenuto (pari, in base al bilancio 2009, ad 848.971.500 azioni ordinarie dal valore nominale di un euro ciascuna) il residuo 35% (457.138.500), diventando, almeno, per ora socio unico.
“In previsione -ricorda Gianfranco Petrillo nel suo saggio inserito in «Le poste in Italia - Fra Stato e impresa. Dagli anni Settanta ai giorni nostri» (Laterza), riferendosi al 2003- dell'indebolimento del comparto corrispondenza dovuto all'azione convergente della Ue e del Governo in direzione della sua liberalizzazione completa, Poste italiane si diede «a sviluppare attività» volte a migliorare l'efficienza e ad elevare gli standard di qualità. Contestualmente, si fece un piccolo passo avanti verso una reale privatizzazione, con il trasferimento del 35% della proprietà azionaria alla Cassa depositi e prestiti”. Ed ora? La parola è al ministro, Giulio Tremonti!
IL GIORNALE - giovedì 01 luglio 2010, 08:00
Al Tesoro tutta la quota in Enel e il 35% di Poste
di Redazione
Cassa Depositi e Prestiti ha sciolto il nodo sulla doppia presenza in Enel e Terna e ha deciso di cedere al ministero dell’Economia il 17,362%, ovvero tutta la sua partecipazione detenuta in Enel. La compresenza nel portafoglio di Cdp di pacchetti azionari di Terna e Enel era già finita da anni sotto la lente dell’Antitrust. Nel 2005 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con una sentenza confermata poi sia dal Tar del Lazio che dal Consiglio di Stato, aveva infatti stabilito che le due partecipazioni non potevano convivere sotto lo stesso tetto. Sono stati accordati due anni di tempo per trovare una soluzione ai quali si sono poi aggiunti altri dodici mesi a causa delle turbolenze dei mercati finanziari degli ultimi tempi. Ieri la decisione: con l’occasione della dismissione della quota Enel, Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via anche ad una razionalizzazione più complessiva delle proprie partecipazioni per mantenere e rafforzare quelle più vicine alla propria «mission», fanno notare fonti vicine all’istituto.
Di qui dunque la decisione, su proposta dell’amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini, di cedere anche il 35% di Poste e il 50% di St Holding (con cui detiene il 13,77% di StMicroelectronics). In contropartita, il Tesoro cederà a Cassa Depositi e Prestiti un quantitativo di azioni Eni corrispondente al valore delle partecipazioni cedute dalla Cassa. «A tale scopo - spiega in una nota la stessa Cassa Depositi e Prestiti - il ministero nominerà un advisor indipendente, selezionato nell’ambito di un elenco di professionisti definito d’intesa con Cdp, per effettuare le valutazioni necessarie». Tra la scelta del valutatore e la valutazione vera e propria per stabilire il concambio è verosimile che saranno necessarie alcune settimane e dunque è possibile che l’operazione verrà portata a termine dopo l’estate.
Per quanto riguarda le Poste, Cassa Depositi e Prestiti ha, oltre alla partecipazione ora in via di dismissione, una convenzione per la distribuzione in esclusiva dei prodotti di risparmio postale, buoni e libretti postali. Dall’inizio del 2011, poi, scatterà la liberalizzazione di parte del servizio postale e quindi non sarebbe da escludere che la cessione della partecipazione Cdp al Tesoro abbia anche qualche collegamento con questa nuova fase di Poste.
30/06/2010 13.55
Cassa depositi e prestiti: riunione del CdA
FTA Online News
La Cassa depositi e prestiti Spa (CDP) ha reso noto che si è riunito oggi, sotto la Presidenza di Franco Bassanini, il Consiglio di Amministrazione della Società.
"Il Cda - precisa una nota - su proposta dell’Amministratore delegato, Giovanni Gorno Tempini, ha deliberato la permuta mediante cessione al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) del 17,362% detenuto in ENEL Spa (pari a 1.632.624.218 di azioni ordinarie), del 35% di Poste Italiane e del 50% di STMicroelectronics Holding N.V.
La cessione della partecipazione in ENEL avviene in ottemperanza al provvedimento n. 14542 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
In contropartita, il MEF cederà a CDP un quantitativo di azioni ENI Spa corrispondente al valore delle partecipazioni cedute dalla CDP: a tale scopo il Ministero nominerà un advisor indipendente, selezionato nell’ambito di un elenco di professionisti definito d’intesa con CDP, per effettuare le valutazioni necessarie".
03 Lug 2010 - ore 01:34
Consegna su cinque giorni/1 La proposta
Prende quota l'ipotesi di eliminare, tranne casi specifici, le consegne al sabato per estendere il servizio fino alle ore 20 dal lunedì al venerdì
Mentre il dicastero, dopo le dimissioni di Claudio Scajola e l'interim di Silvio Berlusconi, lavora al complesso tema della liberalizzazione, e mentre il toto-ministri continua (tra gli ultimi nomi che circolano, quello di Giancarlo Galan), Poste italiane approfondisce il suo progetto per rivedere l'organizzazione interna, anche davanti al notevole calo dei traffici, solo nel 2009 scesi del 9,9%.
Delle due ipotesi messe a punto negli ultimi tempi, pare che a prevalere sia quella di ridurre, eccezion fatta per alcune tipologie urgenti, il servizio di recapito a cinque giorni dai sei attuali. Con l'impegno, però, di estenderlo all'intera fascia oraria 8-20.
Se venisse confermata, gli effetti pubblici sarebbero notevoli. Perché il portalettere non busserà più il sabato, quando ragionevolmente le aziende e gli uffici sono chiusi, ma al contrario in casa c'è qualcuno in grado di ritirare gli invii a firma.
L'intervallo utile per la consegna, inoltre, verrebbe automaticamente aumentato, in quanto l'accettazione del sabato negli uffici postali sarebbe da considerarsi come anticipo del lunedì, quindi non più conteggiabile per le valutazioni delle tempistiche fissate dal ministero, proprio come ora non lo sono la domenica ed i festivi. Un esempio: le spedizioni massive, oggi caratterizzate dal “J+3”, se affidate agli sportelli il mercoledì non dovranno più essere consegnate entro il sabato per rispettare i parametri, ma il termine scivolerà al lunedì successivo. La stessa cosa vale per le cassette, che -stando al progetto- non verranno più svuotate di sabato. D'altro canto, secondo Poste questo è il giorno in cui i flussi in entrata risultano più bassi, addirittura del 45%, sulla media settimanale.
Le novità risulteranno importanti anche sul fronte della logistica e dello smistamento. Il personale in esubero -promette la società- verrà reimpiegato nelle attività commerciali.
“Il nuovo modello organizzativo -si legge nel documento presentato alle organizzazioni sindacali- inciderà significativamente sullo sviluppo dell'offerta, consentendo a Poste italiane di ampliare il presidio della clientela all'intera giornata, anche mediante la proposta di nuovi servizi in linea con la diversificazione della domanda. In tal modo l'azienda si propone di ottenere il miglioramento del recapito dei prodotti urgenti e della corrispondenza pregiata, attraverso la riduzione del numero di invii inesitati, e la fornitura di servizi personalizzati anche nelle ore pomeridiane e serali”.
03 Lug 2010 - ore 11:12
Consegna su cinque giorni/2 Le conseguenze interne
La riorganizzazione, nel caso venisse confermata, prevede significative modifiche alla struttura postale
Non solo il recapito concentrato dal lunedì al venerdì e nessun svuotamento delle cassette il sabato. Le conseguenze del modello che Poste italiane ha presentato ai sindacati inciderebbero anche nella rete logistica, premendo l'acceleratore su riorganizzazioni in parte già avviate.
Se la proposta venisse concretizzata, saranno superati i centri logistici di recapito (Clr), puntando al contrario sui centri di distribuzione master (Cdm); sarebbe completata, inoltre, la revisione dei centri prioritari (Cp, ex centri postali operativi), che scenderebbero dagli attuali trentatré a tredici.
A regime, ci saranno: i centri di meccanizzazione postale (Cmp, che assicurano la copertura del territorio attraverso le attività di accettazione, trasporto e smistamento, sia nelle componenti manuali sia in quelle meccanizzate ad elevata automatizzazione), centro scambi internazionali di Milano (Csi, specializzato nella lavorazione della corrispondenza da e per l'estero), centri prioritari (Cp, per l'accettazione, la connettività logistica con il territorio di competenza, i servizi relativi all'ufficio notifiche e protesti, cioè l'Unep, e le attività di smistamento manuale per i prodotti in “J+1” e per le assicurate provenienti dall'extrabacino e destinati alla città e alla provincia).
Confermate, inoltre, le reti nazionali, che assicurano il trasporto di tutti gli oggetti collegando tra loro i Cmp. Resteranno articolate in: rete aerea (per ordinaria, raccomandata, assicurata e quotidiani), stradale “J+1” (allacciata alla precedente), stradale “J+3” (massiva, commerciale e raccomandata dei grandi clienti) e weekend (attiva nei fine settimana per veicolare la posta ordinaria, raccomandata, grandi clienti e assicurata). Il nuovo modello, però, modificherà il rapporto fra queste nel periodo che intercorre tra il venerdì e la domenica.
Nel contesto dovrebbe emergere un minore impatto ambientale; sarà inoltre l'occasione per rivedere l'impiego dei mezzi a motore. Stime indicative danno una forte (-7.000 unità) diminuzione delle pericolose moto per un aumento di furgoncini (+1.000) e quadricicli elettrici (+1.500).
MF 2/7/2010
Italia Logistica punta ai 100 mln di ricavi
MERCATI GLOBALI
Di Francesco Ninfole
Italia Logistica, joint venture tra Ferrovie dello Stato e Poste Italiane, inaugurerà lunedì il nuovo polo di Monticelli (Piacenza), che gestirà i servizi di logistica di Enel Distribuzione nel Centro-nord Italia. La società ha vinto una gara internazionale del valore di 19 milioni di euro in tre anni, con possibilità di rinnovo. «Per noi si tratta di un punto di arrivo, ma anche di partenza», spiega l'amministratore delegato Riccardo Sciolti. «Italia Logistica ora punta a chiudere il 2010 con un fatturato di 85 milioni e di superare i 100 milioni nel giro di tre anni». La società è nata nel 2008 dalla fusione di Sda Logistica (gruppo Poste Italiane) e Omnia Logistica (Fs). «L'esigenza era quella di diventare più grandi in un mercato frammentato come quello italiano e di posizionarci subito alle spalle dei grandi gruppi internazionali», spiega il manager. Sono possibili nuove aggregazioni? «In senso strategico non posso escluderlo, anche se queste decisioni spettano agli azionisti. In ogni caso, pensiamo di aver raggiunto una dimensione ottimale e di poterci concentrare sulla crescita organica». I piani di sviluppo sono stati inevitabilmente influenzati dalla crisi: hanno sofferto in particolare le attività standard, mentre hanno resistito meglio quelle a maggior valore aggiunto. Tornando al contratto di Enel Distribuzione, per consentire l'avvio delle attività logistiche, la piattaforma di Monticelli (di 65 mila mp complessivi, realizzata da Gazeley) ha raccolto gli stock dalle piattaforme Enel Distribuzione di Bologna, Mestre e San Pietro Mosezzo, che saranno chiuse. Il magazzino di Monticelli è dotato di un impianto fotovoltaico della potenza totale di 1,7 Mw, pari a 448 tonnellate di petrolio all'anno.
Critical Path collabora con Postecom per la Posta Elettronica Certificata
DATAMANAGER - 30/06/2010 | a cura di Fleishman Hillard Italia
Critical Path è leader nel campo delle soluzioni e dei
servizi di messaggistica
TORINO, 30 giugno 2010 – Critical Path S.p.A., azienda leader nel campo delle soluzioni e dei servizi per la messaggistica, annuncia che Postecom S.p.A (Gruppo Poste Italiane) utilizza le soluzioni applicative di Critical Path per erogare i servizi di posta elettronica certificata.
La posta elettronica certificata è lo strumento pensato per avvicinare sempre di più la pubblica amministrazione ai cittadini. Qualsiasi cittadino italiano di maggiore età può ricevere una propria identità certificata, da utilizzare per le comunicazioni con la pubblica amministrazione.
Oltre ad una casella personale certificata, saranno disponibili una serie di servizi tra cui uno spazio dedicato alla memorizzazione dei documenti scambiati con la pubblica amministrazione. I cittadini avranno inoltre a disposizione una rubrica pubblica, con gli indirizzi e-mail degli uffici con i quali potranno comunicare, oltre ad una personale, in cui salvare gli indirizzi utilizzati più di frequente. Gli uffici della PA potranno invece accedere all'elenco dei cittadini registrati al servizio.
Critical Path si è aggiudicata la gara indetta da Postecom sulla base della sua lunga esperienza e delle sue provate capacità come provider all’avanguardia nei servizi di messaggistica su larga scala, quale ad esempio la soluzione di Posta Elettronica Certificata già adottata da principali Enti e Aziende.
Ha dichiarato Renato Miletti, Vice President Critical Path: “Siamo lusingati di collaborare con Postecom, che riveste un ruolo di chiara innovazione nei servizi di comunicazione, ed orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questo nuovo importante servizio per i cittadini”.
TICINONEWS - SVIZZERA | 02.07.2010 | 12:08
La Posta lancia nuovi servizi fruibili con il telefono
cellulare
La Posta svizzera lancia nuove prestazioni fruibili con il telefono cellulare: in futuro sarà per esempio possibile richiamare ogni informazione sul telefonino, leggere la corrispondenza cartacea indirizzata al proprio domicilio nella cassetta postale virtuale "Swiss Post Box" ed effettuare pagamenti e richieste di saldo tramite "Post Finance Mobile". Lo indica una nota odierna dell'ex regia federale.
Grazie alla nuova applicazione si potrà inoltre sapere subito, mediante il cellulare, dove si trova l'ufficio postale più vicino oppure fino a che ora è aperto lo sportello per gli espressi.
Tali novità sono rese possibili grazie alla creazione della divisione prodotti "eSolutions" in seno all'unità "Swiss Post Solutions", che presenta un notevole potenziale di crescita per il gigante giallo.
Quella di puntare sui servizi innovativi non è però una novità in seno alla Posta. Già l'ex presidente del consiglio di amministrazione, Claude Béglé, aveva dichiarato che la posta elettronica consentirà in futuro di compensare il calo delle lettere. A fine dicembre 2009, Béglé indicava alla stampa domenicale che la posta tradizionale sarebbe diminuita di un terzo entro il 2015.
Da anni, inoltre, l'ex regia offre servizi online ai clienti privati e commerciali e, già da oggi, è possibile effettuare pagamenti tramite cellulare direttamente dal conto postale, un'esclusiva in Svizzera, si legge ancora nel comunicato.
ATS
VACCARINEWS 30 Giu 2010 - ore 23:37
Paesi Bassi, da domani è rivoluzione tariffaria
L'annuncio: basta con i francobolli a nominale esplicitato. Intanto, l'Algeria ha emesso il primo esemplare a validità permanente
È uscito il 20 giugno il primo francobollo algerino a validità permanente
Altri Paesi si convertono al sistema di affrancatura senza facciali dichiarati. Il 20 giugno è stata l'Algeria a introdurre il primo taglio a validità permanente; propone il memoriale del Martirio (omaggio ai caduti nella guerra antifrancese) ed ora è in vendita a 15 dinari, permettendo di spedire una lettera ordinaria all'interno pesante fino a venti grammi. Appare foriero -secondo gli osservatori locali- di un probabile ed imminente aumento tariffario.
Ma i Paesi Bassi vanno ben oltre. Introducendo dall'1 luglio una riforma sullo stile di quanto realizzato a Bruxelles a partire dal 2007. Pur confermando che i vecchi esemplari, sia espressi in euro sia ancora in fiorini, restano validi, tutte le prossime cartevalori -annunciano da Tnt, l'operatore nazionale che voci del mondo economico indicherebbero pronto a passare sotto al fondo Cvc capital partners, già alla guida delle Poste belghe- non avranno più indicato l'effettivo prezzo di vendita ma un numero. I primi esemplari, autoadesivi ed ordinari, arriveranno domani e riportano ad esempio lo stesso ritratto elettronico della regina Beatrice realizzato da Peter Struycken e introdotto, sia pure con diversi approcci, dal 1981. In luogo del prezzo, ecco la differenza, avranno un “1” (ora in vendita a 44 centesimi) o un “2” (88). Per affrancare una lettera interna fino a 20 grammi basterà il taglio “1”; se la missiva va oltre ma rimane entro i cinquanta grammi bisognerà impiegare due esemplari dello stesso o il “2”. Entreranno effettivamente nel circuito di impiego quando uffici e rivendite esauriranno le forniture precedenti.
Il medesimo principio per multipli si applicherà pure nei rapporti con l'estero, dove verranno resi disponibili i valori da “1” nelle versioni prioritarie per l'Europa (tariffa ora da 0,77 euro) ed il resto del pianeta (0,95).
L'obiettivo è rendere inutili francobolli integrativi -proprio quelli che l'Italia emetterà domani- di fronte alle possibili variazioni dei listini.
CAPITANATA.IT 30.06.2010
UFFICI POSTALI: DEPOTENZIATI SERVIZI E ORARI PER TUTTO
IL PERIODO ESTIVO
Sarà una dura estate
Estate difficile per migliaia di utenti di Poste Italiane in Capitanata. La Filiale di Foggia infatti ha deciso una drastica riduzione dell’orario d’apertura al pubblico dei vari Uffici Postali del territorio, oltre che di alcuni servizi alla clientela.
A prescindere che tale decisione risulta essere in palese conflitto con il “Decreto Gentiloni”, che fissa gli standard minimi per l’apertura degli Uffici Postali nel periodo estivo, questa Segreteria Provinciale contesta inoltre la politica adottata dalla Filiale circa il deponziamento di tutti gli Uffici Postali a vocazione turistica come per esempio San Menaio, Manfredonia, Margherita di Savoia, San Giovanni Rotondo, Monte S.Angelo e il mancato potenziamento degli altri dalle medesime caratteristiche (Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Mattinata, Lesina); tutte località che nel periodo estivo incrementano notevolmente la loro densità di popolazione grazie a turisti e concittadini che rientrano nelle varie aree.
Inoltre, neanche alcuni Uffici Postali situati sul subappennino come ad esempio Orsara di Puglia e S.Agata di P., che anche qui ricordiamo nel periodo estivo hanno un incremento superiore al 25% della propria popolazione, non saranno potenziati.
L’Slp Cisl poi contesta anche la linea adottata sul territorio di Foggia città, in cui è stata disposta la chiusura pomeridiana di tutti gli UP per una buona parte del periodo estivo(12/7-31/07 e 16/08-29/08); a questi si va ad aggiungere la chiusura per lavori di adeguamento e per 90 giorni dell’UP di Foggia succ. 2 (sito in piazza C.Battisti) che dirotterà fisicamente tutti i suoi servizi a Foggia Centro (viale XXIV maggio), congestionando così ancor di più l’unico Ufficio Postale aperto a orario continuato per tutta l’estate.
Non potenziati e presidiati, inoltre, ancora gli Uffici Postali di Cerignola(centro e succursali) oggetto di recenti episodi di cronaca nera, con addirittura l’Ufficio Postale di Cerignola 1 sprovvisto di Direttore.
Inoltre saranno oggetto di chiusura pomeridiana(dal 12/7 al 31/7 e dal 16/8 al 29/08) gli uffici postali di Apricena, Lucera, Lucera succ.1, Ortanova(09/08 al 29/08) S.Ferdinando di P., S.Severo, Sannicandro G.co, Torremaggiore, Trinitapoli.
Per tutto questo, l’Slp Cisl fa sapere di non condividere tale prospetto aziendale di corto respiro non finalizzato a dare risposte alle molteplici problematiche presenti sul territorio, già penalizzato da un forte degrado sociale ed economico, chiedendo anzi una sua immediata revisione, a tutela sia dei servizi da erogare agli utenti sia nel rispetto del lavoro dei suoi dipendenti.
LA SEGRETERIA PROVINCIALE SLP-CISL Foggia
Santa Marinella, Bacheca critica Poste Italiane
di Redazione
TRCNEWS mercoledì 30 giugno 2010 12:24
Il sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca, ha inoltrato una missiva al direttore della filiale di Roma Ovest della società Poste Italiane, circa la rimodulazione dell’apertura al pubblico dell’ufficio postale di Santa Marinella.
Con nota inviata al primo cittadino, infatti, si fa riferimento ad una rimodulazione dell’orario che prevede la chiusura dell’ufficio postale nel pomeriggio. Decisione assolutamente inammissibile da parte del sindaco. “A seguito della comunicazione pervenutami - afferma Bacheca - non posso che essere in disaccordo più totale sul fatto che l’ufficio postale di Santa Marinella venga chiuso al pubblico nell’orario pomeridiano proprio durante la stagione estiva, in particolar modo dal 09 al 21 Agosto, quando la nostra città è affollata da turisti e villeggianti e la popolazione sul territorio triplica a dir poco. A questo proposito - conclude Bacheca - invito ad analizzare in maniera più attenta e dettagliata la pianificazione dell’orario di apertura, tenendo conto proprio del fatto che essendo la nostra una città turistica, il servizio non solo dovrebbe essere garantito ma indiscutibilmente amplificato, per non creare quei disservizi del quale i cittadini molto spesso si lamentano. Chiedo pertanto che l’ufficio resti aperto fino alle ore 19,00 così’ come avviene in questo momento”.
29-06-10
POSTE: ACCORDO CON CONFESERCENTI MODENA PER SERVIZI E
PRODOTTI A IMPRESE
(ASCA) - Roma, 29 giu - Servizi e prodotti su misura per le piccole aziende del commercio, del turismo e dei servizi, a prezzi particolarmente competitivi, grazie ad una convenzione tra Confesercenti e Poste Italiane S.p.A.
Formalizzato nelle scorse settimane a livello nazionale, l'accordo quadro ora diventa operativo anche in provincia di Modena.
''Ancora una volta abbiamo cercato di mettere a frutto la forza e l'esperienza dell'Associazione - dichiara Confesercenti Modena -. Il nostro potere contrattuale, derivante dagli oltre 5 mila associati, cosi' come la profonda conoscenza delle esigenze delle piccole imprese del commercio e la disponibilita', anche a livello locale, di Poste Italiane ci hanno permesso di confezionare un pacchetto davvero utile. Crediamo che il risultato raggiunto sia interessante sia per i possibili risparmi che le aziende potranno ottenere, sia per la qualita' delle soluzioni offerte''.
Quattro i settori principali individuati nell'accordo: l'area business, in particolare con il conto corrente Banco Posta In Proprio e diversi servizi finanziari, l'area spedizioni, in Italia e all'estero, la telefonia mobile e il commercio elettronico.
Denominatore comune del pacchetto di servizi e prodotti e' la flessibilita' delle soluzioni offerte; per ciascuna di esse e' previsto un elevato grado di personalizzazione grazie anche all'aiuto dei funzionari dell'Associazione e del personale di Poste Italiane.
red-luq/cam/lv
Francesco Carbone » Favoreggiamento del Lavoro nero ed Evasione Fiscale nelle Poste Italiane. La lotta per la legalità di Francesco Carbone.
Favoreggiamento del Lavoro nero ed Evasione Fiscale
nelle Poste Italiane. La lotta per la legalità di Francesco Carbone.
Posted by Gianni Leone Francesco Carbone Saturday, July 3rd, 2010
Di seguito la lettera ricevuta da Francesco Carbone, un onesto cittadino che si sta battendo per denunciare il malaffare all’intero delle Poste Italiane. E’ singolare che non e’ stata esercitata nei miei confronti di Francesco alcuna azione legale per calunnia o diffamazione. Noi vi proponiamo la sua lettere integralmente ed a partire da oggi seguiremo la vicenda in maniera costante.
Giorno 31 marzo ho protestato davanti il parlamento per la seguente motivazione:
Mi chiamo Carbone Francesco scrivo per metterla al corrente della mia situazione che ha a dir poco dell’incredibile.
Ho denunciato
con denuncia querela i capi della procura di Verona Papalia e Schinaia i quali , pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegate alla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste Italiane , Dirigenti dell’Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede (inserendola volontariamente e criminalmente a mod 45 Fatti non costituenti reato).
Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati.
Brevemente le spiego la situazione.
Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall’amministratore della ditta appaltante , e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul
posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti.
Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli
autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro , creando attorno a me il vuoto.
Ho denunciato presso l’ispettorato del lavoro la presenza ,all’interno di Poste Italiane , di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo.
Ho denunciato presso lo Spisal (USL di Verona) tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro ed è stato fatto solo qualche misero controllo.
Ho collaborato per 4 mesi con la Guardia di Finanza di Verona e volontariamente non e’ stato fatto alcun controllo pur denunciando e provando evasione fiscale , estorsioni nei confronti degli autisti e lavoro in nero.
Anzi mi hanno fatto ritardare la denuncia che dovevo presentare in procura.
Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.
A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso (documenti , foto e video) e vado a presentare denuncia alla
Procura della Repubblica di Verona allegando il tutto.
Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla……
Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni , dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede ,senza inserire alcuna motivazione e senza interpellare il Gip.
FACCIO PRESENTE CHE ALL’EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE).
Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile, perdere il posto di lavoro, perdere la dignità, perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso i miei diritti?
Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia .
Mi ritrovo disoccupato da 2 anni, deriso e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia.
Agli atti mancano documenti importanti che erano stati inseriti a loro dire dai miei avvocati e che comunque dovevano inserire i direttori di ulls e direzione lavoro nelle loro misere e false perizie .
Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al Presidente della Repubblica e al Ministro Alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a Verona per sequestrare e verificare l’operato del Capo della Procura.
Ancora una volta nessuno si muove e nessuno fa niente.
Ho consegnato la richiesta fatta al Ministro Alfano e la lettera al Presidente della Repubblica, allegando tutta la documentazione in mio possesso piu le denunce,
per conoscenza a:
Procura di Roma
Procura Generale di Roma
Consiglio Superiore della magistratura.
A tutt’ora nulla………..
Ho fatto tante altre denunce querele in seguito all’archiviazione e sono tutte ferme nelle procure di Verona e Roma e sicuramente insabbiate con il mod 45 classificando le mie denunce criminalmente come fatti non contenenti reato per autoarchiviarle senza
fare alcuna indagine.
VI SEMBRA UN MOTIVO VALIDO PER AVER PROTESTATO DAVANTI IL PARLAMENTO?
VI SEMBRA GIUSTO NON AVERE IL DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO?
VI SEMBRA GIUSTO CHE NESSUN GIORNALISTA ABBIA IL CORAGGIO DI PUBBLICARE LA MIA STORIA?
DAVANTI AL PARLAMENTO HO PORTATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CON TUTTE LE DENUNCE CHE HO FATTO FINO A ORA COMPRESE LE DENUNCE QUERELE CONTRO I MIN. ALFANO BRUNETTA SACCONI PER ART 328 C.P.
UN ONOREVOLE DOVEVA ESSERE PRESENTE PER FARGLI VISIONARE IL TUTTO E QUANDO L’HO CHIAMATO AL CELLULARE SI E’ NEGATO FACENDO FINTA DI NON CONOSCERMI.
PUR AVENDO UNA PETIZIONE ON LINE MI NEGANO ANCHE IL DIRITTO DI AVERE UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
Il 28 aprile ho inviato una richiesta di intervento disciplinare al CSM per i procuratori che volontariamente hanno messo la mia denuncia querela a mod 45 per autoarchiviarla.
Ho chiamato il CSM e mi hanno risposto che la mia richiesta e’ in mano al relatore dal 5 maggio e la pratica e’ 309/2010.
Giorno 07 giugno 2010 il CSM mi risponde che le richieste disciplinari le possono richiedere solo il Ministro e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e per cio’ non faranno alcun intervento sia nei confronti dei procuratori Capo e sia sulla denuncia auto archiviata con metodi criminali e mafiosi.
Le missive spesso non arrivano e i residenti chiedono attenzione
Disservizi a Lido di Noto,
la posta arriva con molto ritardo
di Corrado Parisi
GIORNALE DI SIRACUSA - Lunedì 28 Giugno 2010 - 14:30
Noto - Il problema dei servizi postali nelle contrade non è stato ancora del tutto risolto. In queste settimane nelle zone montane e collinari, in virtù di un accordo tra l’amministrazione comunale e Poste Italiane, sono state installate le cassette modulari. Un cambio di metodo per il recapito che permette all’ente di adempiere al proprio servizio in meno tempo e con meno fatica grazie alla collaborazione dei cittadini.
Se questo sistema sta funzionando, almeno momentaneamente, nelle contrade a monte, non possono dire la stessa cosa i residenti delle contrade costiere. Lido di Noto ed in generale le contrade di mare subiscono un disservizio nel recapito della posta.
Sembra che poco personale si occupi delle zone costiere e ciò comporta lentezze e ritardi. Ma spesso la posta non è mai stata recapitata ed è successo per bollette, comunicazioni, cartoline e semplici lettere.
Lido di Noto prima era semplicemente residenze estiva di molti netini, adesso sta divenendo dimora stabile per tutti e 12 i mesi dell’anno. A questo cambiamento dovrebbe corrispondere un potenziamento di tutti servizi e dunque anche quelli postali.
Allo stesso modo durante la stagione estiva l’affluenza turistica, fa aumentare le presenze nelle contrade di mare, ma a ciò non corrisponde una intensificazione dei servizi.
I residenti chiedono attenzione per un problema più volte segnalato e persino denunciato all’autorità giudiziaria competente.
IL QUADERNO - 01/07/2010 :: 18:45:31
Tardivo recapito della corrispondenza a San Nicola
Manfredi: protesta il sindaco
Il sindaco di San Nicola Manfredi, Angelo Giosuè Parrella, ha inviato una nota di protesta al dirigente del Centro Recapito delle Poste di Via dei Longobardi, a Benevento, in riferimento a segnalazioni di cittadini, residenti nelle contrade del Comune di San Nicola, che hanno lamentato il disagio in cui incorrono per il tardivo recapito della loro corrispondenza che, in alcuni casi, ha provocato il ritardo nel pagamento delle utenze. “A nulla sono valse – si legge nella nota del sindaco – le lamentele rappresentate dai cittadini agli uffici postali competenti”. Da qui la nota in cui si esprimono “fervide proteste avverso l’operato degli uffici postali” e si auspica “un fattivo interessamento degli organi competenti al fine di ripristinare un servizio efficiente e corretto a tutti gli utenti”.
Poste, l'appello dei sindacati:
«Aperture pomeridiane»
L’adige - 02/07/2010 07:51
TRENTO - Katia Pancin, responsabile dei postali della Cisl lo dice chiaro: «Noi sportellisti siamo tra l'incudine e il martello: da una parte subiamo lo stress perché l'azienda ci pressa per i risultati; dall'altra c'è lo stress degli utenti che se la prendono con noi perché le attese agli sportelli sono ormai insostenibili. E la chiusura pomeridiana di gran parte degli uffici, ovviamente, ha peggiorato le cose. Tra l'altro quest'anno va peggio: durante l'estate del 2009 l'ufficio del ponte dei Cavalleggeri rimase aperto dopo pranzo; via Chini e via Degasperi non erano aperti a giorni alterni come ora. La direzione dice che, in cambio ci sono meno chiusure nelle valli, ma il grosso del giro di utenti è in città. Ma poi quando il servizio delle raccomandate, qui a Trento, è stato concentrato in otto uffici, la direzione disse che in cambio gli utenti avrebbero trovato gli uffici aperti di pomeriggio tutto l'anno. Invece, questo succede solo nove mesi all'anno». Tra i lavoratori c'è una comprensibile preoccupazione per la qualità del servizio. «Anche perché l'azienda non ha programmi - afferma la sindacalista -. È un'azienda che comincia a morire. Si pensa solo a contenere, ma sugli sportelli siamo rimasti a quelli di 50 anni fa. In via Maccani dove c'è buona parte delle aziende o all'Interporto non c'è un ufficio delle Poste. Manca una strategia commerciale». Per l'immediato cosa chiedete alla direzione? «Di aprire subito una trattativa per sospendere le chiusure pomeridiane. Si stanno dimostrando un disastro che i lavoratori stanno subendo per primi. Siamo all'inizio dell'estate e si può ancora cambiare. Ma è possibile che di pomeriggio in tutto il Trentino, a partire già dal 15 giugno, uno da Cles per trovare un ufficio aperto deva venire a Trento o da Campiglio a Riva? Gli uffici aperti dopo pranzo sono Riva, Rovereto centrale; Trento centrale e quello del Bren center. Per forza poi ci sono le code». A proposito, cosa dite agli utenti? «Protestate! E ricordate che la colpa non è dei lavoratori. Sulle chiusure pomeridiane estiva non abbiamo potuto dire nulla: dalla direzione ci hanno mandato un fax e basta. Quindi, noi siamo i primi a pagare questa situazione».
Bruno Zorzi
Sportelli e proteste:
le Poste si difendono
NOSTRA INTERVISTA. Riassetto dell'organizzazione, rivoluzione informatica e degli addetti: cosa succede a Verona
Il direttore Bedendo:«Ecco perché è più efficiente aver raggruppato la consegna delle raccomandate»
L’arena - * 03/07/2010
Cittadini agli sportelli di un ufficio postale della città: il direttore spiega la riorganizzazione dei servizi. FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Le Poste stanno cambiando volto e mansioni e la riorganizzazione della distribuzione delle raccomandate inesitate, cioè quelle che non sono state consegnate al destinatario perchè questi era assente e quindi invitato tramite avviso a recarsi in un ufficio postale per il ritiro, rientra in questa sorta di lenta ma progressiva rivoluzione del servizio postale. È, in sintesi, il panorama delineato dal dottor Gianfranco Bedendo, direttore generale della filiale di Poste Italiane a Verona, sull'evoluzione di un servizio che resta fondamentale per i cittadini.
RACCOMANDATE. Dopo il raggruppamento in undici uffici postali (al posto di 33) del servizio di distribuzioone delle raccomandate inesitate, che ha suscitato un vespaio di polemiche, il dottor Bedendo spiega che «non si è trattato di una scelta dettata da motivi di natura economica, visto che non abbiamo risparmiato nemmeno un'unità, ma per migliorare il servizio stesso. Prima avevamo una quantità di raccomandate non recapitate "diluite" in tutti gli uffici postali, ora le raggruppiamo in quegli uffici facilmente accessibili, vicini a dei parcheggi e a linee urvane di bus, e soprattutto con degli sportelli dedicati. Inoltre questi oggetti postali sono tutti tracciati, cioè si sa sempre che strada hanno percorso e dove si trovano».
PROTESTE. Molte persone, e anche rappresentanti delle circoscrizioni, avevano protestato per i disagi, in particolare alle persone anziane, causati da questa nuova organizzazione. E in qualche caso, come a Cadidavid, si è fatto marcia indietro con il ripristino del servizio. «Questo accade perchè lavoriamo in collaborazione con l'Amministrazione comunale e siamo pronti a rivedere i nostri piani in base agli esiti delle nostre verifiche sul funzionamento degli uffici», risponde il dottor Bedendo. «Su Cadidavid è stata fatta una valutazione e si è deciso di tornare indietro. Ma il piano di riorganizzazione di distribuzione delle raccomandate inesitate reterà invariato perchè risponde a precise esigenze organizzative. Comunque stiamo cercando di modernizzare questo prodotto anche attraverso un servizio di sms di avviso».
INFORMATIZZAZIONE. Verona è stata la prima provincia del Nordest ad avviare il cosiddetto postino telematico, un addetto munito di palmare in grado di stampare anche gli avvisi per il ritiro delle raccomandate. E in prospettiva questo stesso servizio a domicilio renderà possibile, tramite collegamenti online, l'accredito delle pensioni. «In futuro, ma a Verona si sta già facendo qualche sperimentazione in questo senso, si moltiplicheranno i servizi a domicilio», spiega il direttore Bedendo. «Con il proprio telefonino sarà possibile movimentare i propri soldi nel conto Banco Posta, oltre che telefonare con la sim di Poste Mobile. Su questo servizio c'è già molto interesse da parte di persone anziane».
POSTINI. Le zone di recapito a Verona, cioè servite da un portalettere, sono 159. Ma anche questa figura sta rapidamente mutando. Al posto del vecchio postino che conosceva tutti oggi c'è un titolare di zona e una serie di addetti a tempo determinato che possono anche interscambiarsi in caso di assenza di un collega. «Ma stanno cambiando molto anche i volumi postali», precisa Bedendo. «Si consegnano meno giornali e riviste, sia perchè cresce la lettura online e anche perchè aumenta l'abbonamento in edicola. Inoltre si va verso una contrazione della corrispondenza. Tuttavia la figura del postino avrà nuovi compiti, come il ritiro della posta da spedire. È un sperimentazione già in atto.
POSTE E AZIENDE. Un'altra piccola ma significativa rivoluzione è quella degli uffici postali per le aziende. In provincia di verona sono sette quelli definiti PostImpresa: San Bonifacio, Legango, VeronImpresa, Verona 1, Verona 10, San Giovanni Lupatoto. Si tratta di uffici dedicati eslcusivamente alle imprese e ai professionisti. Per accedervi è necessario essere in possesso della Poste business card dotata di codice a barre identificativo. La carta è gratuita e permette l'accesso a tutti gli uffici PosteImpresa in Italia.
«Il vantaggio è che imprenditori e professionisti non devono più fare code negli uffici postali per spedire, ad esempio, pacchi di corrispondenza, facendo aspettare anche gli altri utenti», spiega il dottor Bedendo. «Inoltre PosteImpresa fornisce diversi nuovi servizi, come la stampa e la comunicazione diretta o il servizio di recapito di messaggi promozionali e pubblicitari indirizzati e, ancora, servizi di imustatura e affrancatura per i quali gli addetti dell'ufficio cureranno tutte le attività di preparazione e spedizione della corrispondenza e del servizio imballaggio e confezionamento pacchi. Inoltre viene fornito un servizio di consulenza per tutte le necessità di posta aziendale. La prossima settimana ne sarà inaugurato un altro a Settimo di Pescantina».
Elena Cardinali
LAMEZIAWEB – 3-7-2010
Uffici postali chiusi a San Teodoro e file
interminabili alla centrale
Lamezia Terme - I cittadini della zona di San Teodoro protestano per i continui disservizi postali.
A farsi carico della problematica l'esponente del direttivo dei Popolari Europei, Rosario De Sensi, che ha voluto porre all'attenzione del sindaco Speranza la grave situazione in cui versano ancora i residenti di San Teodoro a causa della chiusura ingiustificata dello sportello postale che serve la zona, chiusura avvenuta nel mese di ottobre 2009.
«Varie volte – sottolinea De Sensi – ho cercato di sensibilizzare il sindaco alla soluzione di tale incresciosa situazione che costringe ormai da più di 6 mesi anziani con problemi di deambulazione e famiglie con bambini piccoli a spostarsi verso altre frazioni della città per trovare un ufficio postale. A seguito di tale chiusura – aggiunge De Sensi – gli uffici della posta centrale sono sempre sovraffollati ed il personale preposto fatica a soddisfare in tempi congrui le richieste della cittadinanza, la quale è costretta a lunghe code che spesso sfociano in diverbi anche violenti».
«Questi locali – secondo quanto riporta l'esponente dei Popolari europei – risultano allo stato attuale del tutto insufficienti e inadeguati ad ospitare tale flusso di persone costringendoli quasi sempre a fare la fila per ore e ore partendo dall'esterno e sottoponendoli alle intemperie».
De Sensi intende rammentare al sindaco Speranza, «gli impegni presi a suo tempo con i residenti di questa zona quando affermava "è impensabile che la città sia così bistrattata dal punto di vista dei servizi postali"».
Per concludere De Sensi «si augura di non dover tornare più sull'argomento e che l'Amministrazione in carica intervenga per risolvere definitivamente tale lacuna nell'interesse dei suoi cittadini, contattando subito i responsabili delle Poste Italiane Spa al fine di far riaprire con la necessaria urgenza l'ufficio postale di San Teodoro».
NTACALABRIA - venerdì, luglio 2nd, 2010
Il consigliere Russo e l’ufficio postale di San
Lorenzo Marina (Rc)
“C’è il pericolo che l’ufficio postale di San Lorenzo Marina chiuda definitivamente”. Arriva il monito da parte del consigliere comunale Bernardo Russo che si è mostrato preoccupato sulla situazione dell’ufficio della frazione marina laurentina che dal primo luglio lavorerà soltanto nei giorni dispari.
“Da giovedì scorso il servizio rimarrà chiuso creando non pochi problemi alla cittadinanza. Il disagio diventerà maggiore soprattutto in occasione dei pagamenti delle pensioni. Non possiamo permettere una situazione del genere che va a colpire ulteriormente soprattutto le fasce deboli come gli anziani che si sostentano grazie ai pochi soldi che il governo da loro”. La preoccupazione per la chiusura dell’ufficio postale di San Lorenzo Marina rappresenta un ulteriore passo all’indietro in questa epoca di modernizzazione dell’Italia che taglia fuori propria la Calabria.
“Non bastavano le scelte delle ferrovie dello stato che praticamente prevedono i treni a lunga percorrenza fino a Lametia Terme – ha dichiarato Russo -. A questi bisogna aggiungere la mancanza in questa frazione dell’ADSL ed i vari tagli nel campo della sanità. Tutti problemi di non facile soluzione ai quali ora bisognerà anche sommare la scelta delle poste italiane”.
La posta a San Lorenzo Marina resterà aperta il lunedì, mercoledì e venerdì in modo permanente fino a nuovo ordine. Tuttavia, in paese vige la paura che questa decisione possa essere da preludio alla chiusura totale del plesso stesso.
“Qualche mese fa avevo preventivato la chiusura totale della posta a San Lorenzo. – chiosa un preoccupato Russo -. Adesso il pericolo sembra imminente in virtù di queste scelte fatte dall’ente proprio nel periodo estivo, quando il flusso delle persone è in aumento soprattutto grazie ai turisti – ha continuato il consigliere provinciale – che decidono di trascorrere le loro vacanze lungo questo tratto di costa”.
Urge un intervento tempestivo per evitare di incorrere in ulteriori disagi come avvenuto anche negli anni passati nelle altre frazioni del comune di San Lorenzo. “Non bisogna mortificare il territorio con questi interventi scellerati. – ha concluso Russo -. Bisogna sollecitare le istituzioni a vegliare sulla vita dei cittadini senza creare delle discrepanze ulteriori tra quelli che sono i loro diritti e doveri”.
L’augurio è che la situazione ritorni presto alla normalità in una zona, quale quella dell’hinterland grecanico, dove i servizi molte volte non rispondono di gran lunga alle reali esigenze della popolazione.
TELERADIOERRE - FOGGIA, mercoledì 30 giugno 2010 - ORE 13.35
Cisl Foggia: depotenziati
servizi postali in tutto il periodo estivo
'Estate difficile per migliaia di utenti di Poste Italiane in Capitanata'. E' quanto denuncia in una nota stampa il segretario generale della SLP CISL di Foggia, Antonio Lepore. La Filiale di Foggia infatti ha deciso una drastica riduzione dell'orario d'apertura al pubblico dei vari Uffici Postali del territorio, oltre che di alcuni servizi alla clientela. 'A prescindere che tale decisione risulta essere in palese conflitto con il "Decreto Gentiloni", che fissa gli standard minimi per l'apertura degli Uffici Postali nel periodo estivo, questa Segreteria Provinciale - si legge nella nota - contesta inoltre la politica adottata dalla Filiale circa il deponziamento di tutti gli Uffici Postali a vocazione turistica come per esempio San Menaio, Manfredonia, Margherita di Savoia, San Giovanni Rotondo, Monte S.Angelo e il mancato potenziamento degli altri dalle medesime caratteristiche (Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Mattinata, Lesina); tutte località che nel periodo estivo incrementano notevolmente la loro densità di popolazione grazie a turisti e concittadini che rientrano nelle varie aree. Inoltre, neanche alcuni Uffici Postali situati sul subappennino come ad esempio Orsara di Puglia e S.Agata di P., che anche qui ricordiamo nel periodo estivo hanno un incremento superiore al 25% della propria popolazione, non saranno potenziati. L'Slp Cisl poi contesta anche la linea adottata sul territorio di Foggia città, in cui è stata disposta la chiusura pomeridiana di tutti gli UP per una buona parte del periodo estivo(12/7-31/07 e 16/08-29/08); a questi si va ad aggiungere la chiusura per lavori di adeguamento e per 90 giorni dell'UP di Foggia succ. 2 (sito in piazza C.Battisti) che dirotterà fisicamente tutti i suoi servizi a Foggia Centro (viale XXIV maggio), congestionando così ancor di più l'unico Ufficio Postale aperto a orario continuato per tutta l'estate. Non potenziati e presidiati, inoltre, ancora gli Uffici Postali di Cerignola(centro e succursali) oggetto di recenti episodi di cronaca nera, con addirittura l'Ufficio Postale di Cerignola 1 sprovvisto di Direttore. Inoltre saranno oggetto di chiusura pomeridiana(dal 12/7 al 31/7 e dal 16/8 al 29/08) gli uffici postali di Apricena, Lucera, Lucera succ.1, Ortanova(09/08 al 29/08) S.Ferdinando di P., S.Severo, Sannicandro G.co, Torremaggiore, Trinitapoli. Per tutto questo, l'Slp Cisl fa sapere di non condividere tale prospetto aziendale di corto respiro non finalizzato a dare risposte alle molteplici problematiche presenti sul territorio, già penalizzato da un forte degrado sociale ed economico, chiedendo anzi una sua immediata revisione, a tutela sia dei servizi da erogare agli utenti sia nel rispetto del lavoro dei suoi dipendenti'.
redazione Teleradioerre
Marina di San Lorenzo senza Poste?
MEDITERRANEONLINE - Scritto da Redazione on lug 2nd, 2010 archiviato in Calabria, Cronaca, Regionale, San Lorenzo. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso
Marina di San Lorenzo senza Poste?
Marina di San Lorenzo – San Lorenzo (Reggio Calabria) 2 luglio 2010. Dal primo luglio e, per i seguenti due mesi, l’Ufficio PT di Marina di San Lorenzo funzionerà a giorni alterni, fra il totale disinteresse delle istituzioni locali e le ovvie lamentele della cittadinanza. Un comportamento che non segue nessuna spiegazione logica poiché, proprio nei mesi di luglio ed agosto, ovvero momenti di forte affluenza turistica, l’ufficio di Marina di San Lorenzo ha la fisiologica necessità di funzionare regolarmente.
Che senso ha far operare, a giorni alternati, un ufficio di rilevante importanza non solo per i residenti della cittadina ionica ma, soprattutto, per la forte affluenza turistica stagionale?
Marina di San Lorenzo, infatti, è una delle località reggine con le spiagge più rinomate dell’intero litorale ionico e per questo rappresenta una forte attrattiva per turisti e cittadini.
Tale necessità, secondo Poste Italiane, è dovuta alla carenza di personale ed alla necessità di concedere i periodi di ferie agli impiegati. Un’azione illogica, questa, che si manifesta nel totale disinteresse degli enti locali e dei loro rappresentanti istituzionali. Il tutto, avviene fra le lamentele della clientela che, giustamente, richiede la regolare erogazione del servizio postale.
Ad oggi, pare non si sia registrato alcun intervento dell’amministrazione comunale volto ad una risoluzione del problema. Ci auguriamo, quindi, che il Sindaco della cittadina ionica si attivi tempestivamente per riportare la situazione alla normalità, nel più breve tempo possibile.
Ernesto Reggio
Coordinamento provinciale del PdL
01-07-2010
BASILICATA: SINGETTA (API), ELIMINARE TEMPI DI ATTESA
E DISSERVIZI POSTE
(ASCA) - Potenza, 1 lug - ''I disservizi in una citta' come Potenza, si sa, non mancano mai. Ne' si puo' essere alla costante ricerca di una perfezione burocratica e amministrativa che, forse, non e' mai esistita. L'auspicio, pero' e' quello che, attraverso la razionalizzazione delle risorse e dei costi ed al potenziamento di strutture e know how, i cittadini possano eliminare tempi di attesa e fastidiosi intralci di tipo pratico''. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Alleanza per l'Italia della Basilicata, Alessandro Singetta.
''I lunghi tempi di attesa - continua Singetta - e la mancanza di personale che ho potuto rilevare presso l' ufficio postale Potenza 1 di Via Anzio, riflettono, purtroppo, un atavico problema del servizio postale lucano, spesso poco organizzato a causa di perduranti carenze del personale, inferiore a quello necessario, nonche' al problema dell'apertura di pochi sportelli che, come inevitabile conseguenza, producono il proliferarsi di lunghe code ed estenuanti attese''.
''Il mio non vuol essere un attacco indiscriminato contro un singolo sportello ma una denuncia - sottolinea il consigliere - contro un malfunzionamento che, talvolta, diventa generalizzato e quasi cronico nell'ambito del circuito postale regionale, che presenta, purtroppo, ancora pesanti lacune''.
Gli obiettivi, tanto predicati ed auspicati, di razionalizzazione ed efficienza, nonche' di trasparenza e velocizzazione delle pratiche e dei servizi - conclude Singetta -dovrebbero essere maggiormente perseguiti nell'ambito del servizio postale, sia a livello nazionale che a livello regionale, per garantire a tutti i cittadini la massima efficienza''.
res/cam/rob
(Asca)
POSTE, SINGETTA: ELIMINARE TEMPI DI ATTESA E
DISSERVIZI
“Lo sportello di Viale Verrastro, già Via Anzio, è l’ esempio di una riqualificazione del settore che stenta a decollare: ancora troppo lunghi i tempi di attesa e croniche le carenze di personale”
01/07/2010 12.21.23
[Basilicatanet)
(ACR) - “I disservizi in una città come Potenza, si sa, non mancano mai. Né si può essere alla costante ricerca di una perfezione burocratica e amministrativa che, forse, non è mai esistita. L’auspicio, però – dice il consigliere di Alleanza per l’Italia, Alessandro Singetta - è quello che, attraverso la razionalizzazione delle risorse e dei costi ed al potenziamento di strutture e know how, i cittadini possano eliminare tempi di attesa e fastidiosi intralci di tipo pratico”.
“I lunghi tempi di attesa – continua Singetta - e la mancanza di personale che ho potuto rilevare presso l’ ufficio postale Potenza 1 di Via Anzio, riflettono, purtroppo, un atavico problema del servizio postale lucano, spesso poco organizzato a causa di perduranti carenze del personale, inferiore a quello necessario, nonché al problema dell’apertura di pochi sportelli che, come inevitabile conseguenza, producono il proliferarsi di lunghe code ed estenuanti attese. Il mio non vuol essere un attacco indiscriminato contro un singolo sportello ma una denuncia – sottolinea Singetta – contro un malfunzionamento che, talvolta, diventa generalizzato e quasi cronico nell’ambito del circuito postale regionale, che presenta, purtroppo, ancora pesanti lacune. Gli obiettivi, tanto predicati ed auspicati, di razionalizzazione ed efficienza, nonché di trasparenza e velocizzazione delle pratiche e dei servizi – conclude Singetta –dovrebbero essere maggiormente perseguiti nell’ambito del servizio postale, sia a livello nazionale che a livello regionale, per garantire a tutti i cittadini la massima efficienza che vada anche nella direzione della semplificazione, attraverso la riduzione del tempo di attesa agli sportelli. In una realtà provinciale come quella di Potenza, ed ancor più nei tanti uffici postali periferici di paesi e zone rurali, si rende necessaria una tale organizzazione. La crescita di un territorio passa anche, inevitabilmente, dal livello di qualità dei servizi che esso è in grado di offrire: non possiamo, dunque, più attendere una riqualificazione che è divenuta impellente. Più servizi vuol dire anche sviluppo e interazione in una rete che da locale si fa globale”.
IL TIRRENO 3-7-10
In fila alle poste si boccheggia
Manca l'aria condizionata, anziani stremati dal caldo
di Sara Ligutti
zoom
In fila alle poste si boccheggia
Odissea alle poste di via Apuana. Code che durano anche un'ora, senza aria condizionata, e con pochi posti a sedere. Ambienti così ristretti che obbligano gli utenti, quando c'è fila, ad uscire sul marciapiede, sotto il sole cocente, rischiando anche di essere investiti dalle macchine. Ma i reclami arrivano anche per i motivi più disparati.
Adolfina Buggiani, delegata al ritiro della pensione per conto della madre cieca, si lamenta anche dei tempi estremamente lunghi per il ritiro della mensilità: «Mi hanno detto di aspettare la fine del mese di luglio, suggerendomi che, nel caso avessi aperto un conto corrente postale, i tempi di attesa si sarebbero accorciati e avrei potuto riceverla subito». Ieri mattina gli uffici delle poste di via Apuana erano stipati di gente. Molte persone in piedi, fra cui gli anziani, altri sul marciapiede sotto la canicola.
E ieri era la giornata scelta dalla Cgil Toscana per scioperare contro i tagli della manovra finanziaria e, per questo motivo, il personale era dimezzato. Tuttavia, secondo molti utenti, i disservizi non dipendevano dallo sciopero. O, almeno, non esclusivamente da quello. «Queste poste sono un continuo disagio - afferma Maria Vatteroni, in fila da mezz'ora - devo dire che non noto la differenza con gli altri giorni.
Non sembra neppure che ci sia uno sciopero, tanto qui è sempre così». Un'altra signora, Deanna Fabri, è circa un'ora che aspetta: «Quello che c'è da dire è che questo ambiente è un vero "schifo" e chi va fuori per prendere un po' d'aria rischia anche per il passaggio delle macchine: il marciapiede è troppo stretto.»
La rimostranza più diffusa, infatti, non è tanto per lo sciopero o per le lunghe attese, quanto per l'ambiente in cui gli utenti sono costretti ad attendere il loro turno. «C'erano tanti altri posti a Carrara dove trasferire le poste - continua, infatti, la signora - potevano sceglierne uno migliore. Non è tanto il problema dello sciopero, chi ha aderito ha fatto benissimo, quanto degli uffici postali in sé. Insomma, speriamo che intervenga il sindaco.» Agnese Cortese è in fila da 40 minuti per prendere una raccomandata. «Un'operazione velocissima, ci si mette un minuto al massimo a ritirare un pacco. Dovrebbero aumentare il personale, specialmente quando c'è così tanta gente.
Fra l'altro c'è da dire che un ambiente del genere non è per niente igienico: non è bene stare tutti così ammucchiati, con questo caldo». Mikaela Vilcu è più di mezz'ora che aspetta: «Devo pagare questo bollettino per poi andare di corsa ad iscrivere mia figlia al Liceo. Ho quaranta numeri davanti e, se si continua di questo passo, rischio pure di trovare la scuola chiusa e dover aspettare lunedì». Ma le lamentele arrivano anche da un ex-dipendente delle Poste, che preferisce rimanere anonimo. «Dentro è impossibile starci, si muore dal caldo. Manca proprio lo spazio per respirare».
3 luglio 2010
SALERNONOTIZIE -2-7-10
Giffoni Valle Piana; Disagi alle poste, il Comune
scrive alla Direzione di Salerno
Lunghe code e forti tensioni tra gli utenti si sono registrati stamattina all'ufficio postale del Capoluogo-Mercato. Il Sindaco Paolo Russomando ha scritto alla Direzione di Salerno della Poste per sollecitare una rapida soluzione dei disagi e allentare la tensione tra i cittadini,
Il Primo cittadino Paolo Russomando ha dichiarato:
“Ho ricevuto una delegazione di cittadini furiosi per i gravi disservizi che si stanno verificando in questi giorni all'ufficio postale di Mercato. Purtroppo non è la prima volta che accade. Nel passato abbiamo segnalato con scarso risultato tali situazioni di disagio alla direzione delle Poste.
Quest'oggi si è toccato davvero il fondo: era aperto un solo sportello-cassa oltre a quello per la corrispondenza. In caso di ulteriore inerzia sarò costretto ad interessare il Prefetto di Salerno per la salvaguardia dell'ordine pubblico nella mia Città”.
02/07/2010 13.41.34
TEMPOSTRETTO 29-6-10
Disservizi postali. A Salice Uffici chiusi “per motivi
di sicurezza sul posto di lavoro”. Per gli utenti nessun preavviso
A segnalare i disagi degli utenti la consigliere della VI circoscrizione Giusy Feminò: con l’arrivo della stagione estiva, emergono tutti i problemi della pessima organizzazione del personale degli uffici di Poste Italiane
La fotografia parla da sé e non necessiterebbe ulteriori commenti, ma considerando il rituale ripetersi dell’ “evento”, bisogna forse spendere più di un parola. L’artigianale cartello, anzi il foglio di carta, che vedete raffigurato nell’immagine a corredo dell’articolo, è quanto hanno trovato sotto i loro occhi i residenti del villaggio di Salice che questa mattina si sono recati all’ufficio postale del centro ricadente nel territorio della VI circoscrizione. Sbrigare delle commissioni mattutine presso gli sportelli delle poste è, a quanto pare, un'operazione troppo azzardata, perché non appena si entra nella bella stagione, usufruire del servizio non è più una prassi ma una fortunata occasione, soprattutto nel fine settimana e nei giorni pre-festivi.
Nel caso specifico, la ragione non è legata all’arrivo del week-end, ma non a ben specificate "ragioni di sicurezza sul posto di lavoro" che hanno
così costretto gli utenti di buona mattina presenti davanti la filiale di Salice, a fare un viaggio a vuoto. Stessa situazione domani. Un disagio da non sottovalutare soprattutto per i cittadini, di certo non più giovanissimi, che, anche dispetto dei tanti disservizi Atm che per i salicesi sono all’ordine del giorno, hanno inutilmente tentato l’impresa di effettuare una qualsiasi operazione postale.
Del problema è stato subito messo a conoscenza il consiglio di quartiere, ed in particolare la consigliera Giusy Feminò, che a propria volta ha immediatamente scritto al sindaco Buzzanca, al presidente Alecci e al direttore provinciale di Poste Italiane, il dottor Rubino, per rendere conto degli intollerabili disservizi.
“Quanto accaduto oggi – si legge nel documento – è la dimostrazione di una gestione disorganizzata degli uffici postali nel comune di Messina, con l’attuazione di pianificazioni organizzative interne che proseguono il solo interesse dell’azienda, senza considerare l’interruzione di un pubblico servizio, soprattutto nei casi in cui, come quello in questione, non esistono alternative di altri istituti bancari o uffici postali limitrofi, considerato che il più vicino è distante 15 km”.
Ma quella con Poste Italiane, è una “liason” che purtroppo va avanti da circa due anni, “considerato il drastico ridimensionamento applicato nello stagione estiva anche lo scorso anno. “Nel giugno del 2009 - scrive infatti Giusy Feminò - l ’Ufficio di Presidenza della VI Circoscrizione ricevuto dal Direttore provinciale Dott. Rubino presso la Filiale 1 di Poste Italiane con sede a Pistunina, espose le innumerevoli difficoltà che si verificavano quotidianamente nei villaggi della Circoscrizione ed i vertici di Poste Italiane definirono il ridimensionamento, un provvedimento “sperimentale” per la gestione delle risorse umane interne all’azienda e giustificarono la chiusura nei villaggi con la “diminuzione” dei residenti nel periodo estivo, paradossale motivazione laddove nel periodo estivo i residenti aumentano in modo significativo, per la presenza di turisti”. Uno scenario che sembra però destinato a ripetersi anche quest’anno.
Il problema è già stato sottoposto all’attenzione del sindaco Buzzaca, con una nota inviata a Palazzo Zanca dal Coniglio della VI circoscrizione lo scorso 19 maggio, e ciò per scongiurare che i salicesi subiscano l’ennesima beffa. Purtroppo però la stagione estiva viene inaugurata con il piede sbagliato…
Elena De Pasquale
CENTUMCELLAE – 3-7-2010
S. Marinella. L'Ufficio postale chiude il pomeriggio
La ha comunicato la filiale di Roma Ovest al Sindaco Bacheca che ha prontamente scritto al Direttore: "Decisione inammissibile".
GiannaNannini
SANTA MARINELLA – L’Ufficio postale chiuderà i battenti nelle ore pomeridiane per restare aperto al pubblico soltanto la mattina. La novità è stata comunicata come una autentica doccia fredda al Sindaco Bacheca dal direttore della filiale di Roma Ovest della società “Poste Italiane”, attraverso una missiva in cui si informa il primo cittadino della rimodulazione degli orari di apertura al pubblico della sede di Santa Marinella. Una decisone ritenuta assolutamente inammissibile da parte del Sindaco che ha prontamente risposto al Direttore della filiale.
<A seguito della comunicazione pervenutami – dichiara il Sindaco – non posso che essere in disaccordo più totale sul fatto che l’ufficio postale di Santa Marinella venga chiuso al pubblico nell’orario pomeridiano proprio durante la stagione estiva, in particolar modo dal 09 al 21 Agosto, quando la nostra città è affollata da turisti e villeggianti e la popolazione sul territorio triplica a dir poco. A questo proposito – conclude Bacheca – invito ad analizzare in maniera più attenta e dettagliata la pianificazione dell’orario di apertura, tenendo conto proprio del fatto che essendo la nostra una città turistica, il servizio non solo dovrebbe essere garantito ma indiscutibilmente amplificato, per non creare quei disservizi del quale i cittadini molto spesso si lamentano. Chiedo pertanto che l’ufficio resti aperto fino alle ore 19,00 così come avviene in questo momento>.