IL POSTALE n. 468
Notizie
dalla rete
IL POSTALE n. 468 del 18.07.2010 - www.ilpostale.it -
e-mail: ilpostale@libero.it
Acquisire un'immunità all'eloquenza è della
massima importanza
per i
cittadini di una democrazia.
Bertrand Russell
VACCARINEWS - Lug 17 2010
Il servizio
universale? Nel 2009 è costato 739 milioni
È la stima recepita dal ministero allo Sviluppo economico; registra un forte aumento rispetto all'anno precedente, quando l'importo era stato fissato a 670 milioni
La valutazione del costo per il servizio universale lungo il 2007 è stata -secondo i dati sottoscrittiti da Poste italiane- pari a 533 milioni, ma dodici mesi dopo la stima ha raggiunto una quota decisamente più alta: 670 milioni, balzati nell'esercizio successivo, quello ora sotto esame, a 739 milioni.
È quanto emerge dal decreto che disciplina la compensazione, alla quale sono chiamati a contribuire proporzionalmente tutte le aziende del settore.
Della cifra riguardante il 2009 lo Stato ci ha messo 372 milioni, con una differenza, dunque, di altri 367. Per ripianare la quale verranno coinvolti i soggetti titolari di licenza individuale, cui sarà richiesto il 3% (la normativa dà facoltà di arrivare fino al 10%) degli introiti lordi.
È lo stesso tasso adottato negli ultimi tempi e nuovamente confermato, “anche in vista della completa liberalizzazione del mercato postale”. Gli assegni dovranno arrivare entro il 30 settembre.
Un secondo, contestuale, provvedimento ha aggiornato il “Contratto di programma 2006-2008” proprio negli aspetti riguardanti le cifre effettivamente pagate dallo Stato per il servizio universale, in modo da renderle coerenti con le risorse disponibili. Così, il sostegno pubblico per il 2008 ora è stato determinato in 352mila euro (la cifra potrebbe aumentare se dovessero rivelarsi disponibili altri fondi), mentre per il 2007 e il 2006 il supporto complessivo sfiora i 717mila euro.
VareseNews.it > Comunità > Lettere al direttore
17/07/2010 LUCA - VARESE redazione@varesenews.it
Poste
private? Meglio ancora quelle statali
Gentile redazione,
scrivo perchè in questi mesi ho letto molte lettere critiche verso il servizio di portalettere di poste italiane.
Premetto che non sono dipendente delle poste ma un semplice cittadino. Sono d'accordo con molte delle critiche che le vengono rivolte, anche se molti dei problemi del servizio portalettere sono causate dal fatto che molti di loro sono a tempo determinato e una volta imparato il mestiere vengono lasciati a casa... Ho letto di alcuni che inneggiavano alle poste private come migliori..beh io non penso proprio! Abito a Varese e per l'ennesima volta mi son trovato nella cassetta delle lettere,una lettera di banca non mia ma di un indirizzo e una persona con cognome nemmeno confondibile col mio! per non parlare poi di come i portalettere di quest'azienda di posta privata lasciano le lettere, spesso nemmeno suonano al citofono dei condomini per farsi aprire ma lasciano le lettere sotto il portone comune, alla mercè di chiunque...
Le lettere che ha in gestione quest azienda di posta privata sono quelle del Gas,Elettricità, Banche e tasse universitarie. Ora mi chiedo: è normale tutto ciò? solo perchè vengono pagati a seconda di quante lettere consegnano si sentono autorizzati a lasciarle in giro?? Se non mi dovessero arrivare le bollette perchè le hanno consegnate a un indirizzo sbagliato, chi devo ringraziare per il multone che arriverà per non aver pagato nei tempi??
So per certo che molte persone hanno avuto lo stesso problema..
Io continuo a preferire il servizio portalettere di poste italiane, il postino della mia zona (masnago) non mi ha mai perso una lettera.
Cordialmente
MF 8/7/2010
Gli
italiani in rivolta contro le Poste
PRIMO PIANO
Di Anna Messia
editori, consumatori e cittadini arrabbiati per i disservizi nel settore del recapito
Il gruppo guidato da Sarmi sta programmando la cancellazione dei servizi di consegna al sabato. E sale la protesta. Anche perché l'anno scorso il gruppo ha ricevuto 682 milioni di contributi da parte dello Stato Gentile direttore, mi accodo alle proteste verso l'efficienza delle Poste. In qualità di abbonato ormai da anni, ricevo raramente Milano Finanza di sabato. A volte arriva anche il mercoledì. Ho fatto quattro anni fa con altre persone denuncia ai Carabinieri (compagnia di Seriate BG) sul fatto che la posta in genere non arriva o arriva con ritardi esagerati. Nessuna risposta e neppure le proteste del nostro Sindaco sono valse a migliorare la situazione. Consapevole che esiste anche l'edizione online (e risparmierei anche qualche euro), sono troppo legato all'edizione cartacea. I giornali stampati, come i libri, non moriranno mai, sono solo i lettori che mancano. Sono certo che avrete già esaminato altre soluzioni di recapito. La mia modesta proposta sarebbe quella di recapitare agli abbonati i giornali presso un'edicola di loro gradimento. Lasciamo perdere chi protesta e dimostra per la libertà di stampa. Tanti scrivono solo quello che chi li legge vuole sentirsi dire. Ringrazio per l'ospitalità. Armando Besazza abesazza@alice.it
Decine e decine di lettere (del genere e del tono di quella riportata sopra) piovute in redazione. Tutte per segnalare lo stesso identico problema: Poste Italiane non fa più il suo mestiere. Non consegna più in tempo i giornali e la corrispondenza. Lo pensa chi, ricordando le vecchie Poste Italiane, ha in mente un portalettere in bicicletta che puntualmente, ogni mattina alla stessa ora, suonava il campanello per consegnare missive e giornali. Il mondo nel frattempo è cambiato e anche le Poste guidate da Massimo Sarmi non sono più le stesse. Nel gruppo ci sono sempre di più servizi bancari e finanziari che hanno arricchito la divisione BancoPosta (destinata probabilmente alla quotazione dopo il passaggio sotto il Tesoro). Ma nel frattempo il servizio postale si è impoverito e pesa sempre meno nel gruppo, registrando un costante calo della qualità del servizio. Lettere e giornali arrivano sempre più spesso in ritardo e ora le Poste stanno anche pensando di non effettuare più consegne al sabato, chiudendosi a riccio alla vigilia della liberalizzazione del mercato destinato a partire dal prossimo anno. Del resto basta entrare in un ufficio postale per rendersi conto delle strategie del gruppo. Lo sportello per le spedizioni di pacchi e raccomandate è in genere quello in fondo, l'ultimo della lunga fila. Mentre all'ingresso l'ufficio più spazioso è riservato al consulente che offre ai clienti conti correnti, obbligazioni o polizze Vita.
L'ultimo bilancio pubblicato dalle Poste ne è la prova evidente: nel 2009 i servizi postali hanno rappresentato il 26% dei ricavi, una quota che continua a decrescere anno dopo anno, a tutto vantaggio dei prodotti assicurativi che sono arrivati a rappresentare il 46,7% degli oltre 20 miliardi di ricavi dello scorso anno. Nel 2007 i servizi postali avevano ancora una fetta del 32%, ridotta però di oltre cinque punti in appena un biennio. Un calo che sembra dettato anche dall'inefficienza del gruppo nel gestire questo comparto. Da due anni le Poste hanno iniziato a perdere in un settore che in passato costituiva l'attività più importante: il contributo dei servizi postali al risultato operativo del gruppo (pari a 1,6 miliardi) è stato infatti negativo e si è aggravato nel 2009 con un rosso di 208 milioni di euro dopo la perdita di 57 milioni dell'anno prima. Eppure le Poste per gestire il servizio di recapito universale ricevono dallo Stato italiano un assegno cospicuo che nel 2009 è stato di 372 milioni, cui si sono aggiunti 243 milioni per le tariffe agevolate all'editoria (che sono scomparse però da aprile) e 67 milioni di rimborsi da campagna elettorale. Per un totale di 682 milioni che l'anno prossimo, secondo il bilancio previsionale dello Stato, dovrebbero lievitare addirittura a 750 milioni. Ma evidentemente non bastano a Sarmi per riuscire a garantire un servizio efficiente. E a farne le spese sono anche gli editori che proprio ieri si sono schierati contro il carrozzone Poste che dallo scorso aprile (dopo la scomparsa degli incentivi all'editoria) applica tariffe piene ma offre un servizio scadente. Se le Poste non riescono a recuperare efficienza e a contenere i costi «il governo proceda all'immediata apertura del mercato dei servizi postali», hanno tuonato dalla Fieg che proprio ieri ha confermato per altri due anni Carlo Malinconico alla presidenza.
Milano Finanza del 10/7/2010
ORSI &
TORI
Di Paolo Panerai
Corrado Passera non l'avrebbe mai fatto. Il primo risanatore e riorganizzatore di Poste italiane, colui che non ha rifatto solo il look ma ha impostato tutti i progetti che hanno portato ora il vecchio carrozzone a chiudere i bilanci in utile sotto la gestione di Massimo Sarmi, non avrebbe mai compiuto il doppio attentato in atto contro la libertà di stampa. Anzi, l'attuale capo azienda di Intesa Sanpaolo, fra i suoi primi provvedimenti prese quello di studiare un sistema per rendere puntuale anche il recapito dei periodici in abbonamento. Con una tariffa leggermente più alta, ma garantendo la consegna in 24 ore.
Tutto l'opposto dell'attuale gestione: prima ha preteso un aumento delle tariffe postali per i giornali, che ne raddoppiano dalla sera alla mattina il costo e costringono gli editori o a rinunciare al canale abbonamenti o a vedere aggravata in maniera decisiva la già grave crisi delle proprie aziende. Non bastasse, nei giorni scorsi, come ha rivelato per primo ItaliaOggi, il terzo quotidiano italiano per numero di abbonati, è stato programmato di ufficializzare una situazione già strisciante, cioè la sospensione della consegna di tutta la posta il sabato mattina, cominciando dalla provincia di Milano.
Giovedì 8 il mondo della comunicazione è sceso in sciopero per la legge che limiterà la possibilità di intercettazioni e la possibilità per i giornali di pubblicarne i contenuti. Molti considerano questa legge un attentato alla libertà di stampa. In realtà è niente, rispetto all'effetto combinato del raddoppio delle tariffe e della inefficienza delle consegne, addirittura sospese il sabato.
Giovedì 8, MF-Milano Finanza ha pubblicato questa lettera dell'abbonato Armando Besazza (abesazza@alice.it): «Mi accodo alle proteste verso l'inefficienza delle Poste. In qualità di abbonato ormai da anni, ricevo raramente Milano Finanza al sabato, nonostante sia il quinto numero di un quotidiano nazionale. A volte viene consegnato anche di mercoledì. Ho fatto quattro anni fa con altre persone denuncia ai carabinieri (compagnia di Seriate, Bg) sul fatto che non solo i giornali ma la posta in generale non arriva o arriva con ritardi esagerati. Nessuna risposta e neppure la protesta ufficiale del nostro sindaco sono valse a migliorare il recapito. Consapevole che esiste anche l'edizione on line (e risparmierei anche qualche euro), sono troppo legato all'edizione cartacea per decidere l'abbandono dell'abbonamento. I giornali stampati, come i libri di carta, non moriranno mai: è dal 1600 che vivono e hanno passato l'avvento della radio, della televisione e ora di internet_ Lasciamo perdere chi protesta e dimostra per la libertà di stampa in relazione alla legge sulle intercettazioni. Qui è in gioco non solo la libertà di stampa ma anche la libertà di leggere come uno preferisce_».
Quella di Armando Besazza è solo la più articolata delle numerosissime lettere che da sempre arrivano in redazione per protestare sulla inefficienza delle Poste. E questa inefficienza è la ragione principale del fatto che mentre nel resto dei Paesi civilizzati oltre il 60% delle copie dei giornali vengono vendute in abbonamento, regolarmente recapitato insieme alla bottiglia di latte, secondo gli stereotipi televisivi americani. In Italia la diffusione per abbonamento non arriva al 20% ed è la principale causa della bassa diffusione complessiva dei giornali in Italia. Giornali di tutti i tipi: quotidiani, periodici, ma anche organi di enti, di associazioni, di partiti, cioè di tutti coloro che vogliono esprimere liberamente la loro opinione. Per moltissimi di questi giornali la posta è il canale esclusivo di diffusione. Con l'aumento delle tariffe e con la sospensione del recapito anche il sabato, la loro sorte è completamente segnata, dopo che per anni il loro sviluppo è stato impedito dall'inefficienza di un servizio finora monopolistico. E sovvenzionato dallo Stato con ben 682 milioni di euro per garantire (fa ridere!!!) il recapito della posta dovunque.
Da mesi, in pieno centro di Genova, in piazza Piccapietra, la posta viene consegnata tre giorni la settimana. Lo può testimoniare mia madre, che ha lì un appartamento e a 86 anni ama ancora leggere le lettere di parenti e amici e i giornali di Class Editori. Ma quello di Genova è un disservizio generalizzato, determinando così una restrizione della libertà e dei diritti dei cittadini, proprio mentre la tecnologia digitale offrirebbe la possibilità di più opzioni di lettura e di scrittura. Così il progresso, perché sul progresso indotto dal digitale poggiano le argomentazioni di Poste italiane anche per giustificare la scelta ormai vicina a essere operativa del taglio della consegna il sabato, diventa limitazione e non maggiore libertà.
Da anni MF-Milano Finanza segue con attenzione il processo di evoluzione e diversificazione per far tornare i conti che Poste italiane sta seguendo. Prima Passera e poi Sarmi hanno fatto cose egregie nel campo finanziario, con BancoPosta, e nelle assicurazioni con PosteVita, ma non si può tollerare che venga dimenticata la ragion d'essere stessa delle Poste solo perché, essendo assai più remunerative le altre attività ed essendoci finora stata l'incapacità di organizzare efficacemente il servizio di recapito, come le Poste svizzere o quelle americane, i cittadini debbano essere privati della possibilità di leggere tempestivamente le lettere destinate al recapito il sabato o i giornali in abbonamento del sabato.
No, proprio no, gentile Ingegner Sarmi, se le Poste perseverano in questo sopruso, non daremo tregua alla spa che Lei gestisce, con tutti i mezzi di comunicazione di cui disponiamo e con quelli che fra qualche giorno metteranno in campo tutti gli altri editori piccoli o grandi per i quali il canale abbonamento può essere fondamentale per la sopravvivenza. Le Poste stanno attentando in più modi alla libertà di stampa, forse inconsapevolmente e anche senza la volontà di farlo, ma sicuramente la protesta è solo agli inizi.
E no, Signor Presidente del consiglio; e no, Signor Ministro dell'economia che di Poste italiane possiede le azioni e sta programmando di portarle in borsa; e no, Signor Sottosegretario alla presidenza del consiglio; e no, Signor Viceministro della comunicazione che delle Poste ha il controllo politico: su queste sciagurate scelte la protesta sarà totale. Già il governo è inadempiente sul rincaro delle tariffe, perché aveva promesso che avrebbe vigilato sul tavolo di trattativa fra Federazione editori di giornali (Fieg) e Poste, mentre in occasione dell'assemblea annuale gli stessi editori hanno dovuto denunciare che «mentre abbiamo atteso responsabilmente la tempistica dei tavoli tecnici e l'intervento autorevole del governo, dobbiamo ora denunciare l'insostenibilità di un modo di procedere che si dimostra assolutamente infruttuoso e dilatorio_ È ora che le Poste, abbandonando l'approccio monopolistico della sua azione e del suo posizionamento sul mercato, si siedano subito al tavolo delle trattative con spirito costruttivo e leale collaborazione».
Capito, Ingegner Sarmi? Capito, Signori esponenti del governo? Gli editori sono pronti a trattare, su basi ragionevoli. Che vuol dire due cose: aumenti contenuti e garanzia di un servizio finalmente efficiente, senza alcun taglio di recapito il sabato, poiché nessun lettore potrebbe essere in futuro disponibile ad abbonarsi a un quotidiano che non gli viene recapitato per due giorni alla settimana.
C'è da scommettere che dalle Poste cominceranno a replicare che proprio in questi giorni il monopolio della posta ordinaria è finito e che quindi chi vorrà, potrà farsi avanti per offrire un servizio migliore e più economico. Se questa sarà la risposta, si tratterà di pura dialettica. Per una semplice ragione: nessuno oggi è in grado, partendo da zero, di creare una rete capillare di ben 14 mila uffici postali, quegli stessi uffici che, pagati anche l'anno scorso dal denaro dei contribuenti, costituiscono la formidabile presenza sul territorio sulla quale si basa il successo economico delle attività finanziarie, bancarie e assicurative (e quindi il risanamento del bilancio).
Troppo facile essersi fatta pagare da decenni la rete di sportelli dal denaro del contribuente per assolvere a un servizio fondamentale e poi ridurre progressivamente il servizio fondamentale, puntando su attività enormemente più vantaggiose. In nessun Paese europeo dove pure le poste hanno avuto un'evoluzione finanziaria, bancaria e assicurativa, il servizio, per altro enormemente più efficiente che in Italia, è stato progressivamente ridotto.
Non bastano i conti in utile, realizzati grazie ad attività finanziarie e assicurative, per poter passare in silenzio l'efficienza nel servizio fondamentale. Anzi, era ed è auspicabile che gli utili fatti con BancoPoste e PosteVita siano impiegati per rendere finalmente efficiente il servizio fondamentale, dove si misura la vera capacità organizzativa di un management che ambisce anche a compiti più importanti.
Sbaglierebbe questo management se pensasse che la posta fisica non esisterà più. Come sta sbagliando chi pensava che i giornali di carta sarebbero morti. Il progresso e la tecnologia garantiscono sempre più scelte, come è avvenuto per l'informazione radiofonica prima e quella televisiva poi rispetto alla carta stampata, senza che né l'una né l'altra cancellassero quella più antica. Il mondo cambia ma le abitudini e i gusti (c'è più gusto a scrivere una e-mail o una lettera autografa, quando i tempi lo consentono?) non possono essere azzerati per decisioni di un ex monopolista, tuttora monopolista. Uno status che impone un intervento anche del presidente dell'Autorità per la concorrenza, Antonio Catricalà, e quello delle comunicazioni, Corrado Calabrò. Come nella telefonia viene imposto all'ex monopolista di mettere a disposizione la propria rete fissa dell'ultimo miglio per gli altri operatori, come alle Ferrovie dello stato è stato imposto di mettere a disposizione di imprenditori privati l'intera rete ferroviaria, così alle Poste devono essere imposte precise regole e obblighi. Che non possono limitarsi a dire che il mercato è liberalizzato. Che differenza c'è fra una rete telefonica in rame e fibra o una rete ferroviaria rispetto a una rete di migliaia e migliaia di uffici postali? E allora, se Poste italiane deciderà di insistere nel suo disservizio e nella sua volontà di limitare il servizio di recapito, che la rete di uffici postali per il servizio di base, pagato per decenni e decenni dai contribuenti, sia messa a disposizione di seri concorrenti interessati a dare un servizio di base interessante.
Come si vede e come ha scritto saggiamente il lettore di MF-Milano Finanza, è ora di finirla di tollerare un servizio postale inefficientissimo e prossimamente ancora più monco. È un problema fondamentale rispetto ai diritti dei cittadini e un problema che attiene direttamente alla libertà di stampa, per cui si sta risvegliando nuova sensibilità.
P.S. A proposito della legge che limiterà le intercettazioni e la pubblicazione delle intercettazioni, una sola, semplice osservazione: le intercettazioni sono fondamentali se contenute a reali scopi di giustizia e di repressione dei reati; quando travalicano questi confini, sono odiose e indegne di uno Stato liberale che si spera l'Italia possa rimanere. Quando poi le intercettazioni sono compiute correttamente ma poi finiscono sui giornali, violano ancora di più i principi di uno Stato liberale. L'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, è una delle persone più indegne del Paese. Va condannato duramente per la corruzione e la concussione di cui è stato artefice. Ma che attinenza avevano le sue attività omosessuali, di cui si è saputo attraverso la pubblicazione di telefonate intercettate, con i reati che ha compiuto? Quale magistrato o operatore di giustizia o esponente di polizia giudiziaria ha consegnato ai giornali o ha fatto in modo che arrivassero ai giornali stessi le trascrizioni di quelle telefonate? Chiunque sia stato a rivelare quelle telefonate, ha compiuto non solo un abuso ma anche un delitto contro la libertà personale, per quanto condannabile moralmente possa essere il traffico di giovanotti attraverso canali religiosi. E in uno stato liberale le libertà personali che non violano le leggi dello Stato sono da proteggere. Anche se con quelle rivelazioni il sistema di giustizia mirava a costringere Balducci a parlare e a confessare. Anzi, questo è un motivo in più per tutelare le libertà personali. Paolo Panerai
Milano Finanza del 17/7/2010
Care Poste,
perlomeno risparmiateci la lezioncina ipocrita
Da Simona Giorgetti, direttore della comunicazione di Poste Italiane, riceviamo la seguente lettera:
Orsi & Tori di sabato 10 luglio dedicato a Poste Italiane contiene, insieme al riconoscimento dei risultati economici raggiunti dal gruppo, alcune affermazioni davvero difficili da condividere, soprattutto per l'accusa di contribuire a limitare la libertà d'informazione. Partiamo dalle tariffe. Non le abbiamo aumentate, è stato il contributo dello Stato - che ha coperto per anni il 50% dei costi di spedizione - che è venuto a mancare. Il servizio universale previsto per legge è per sua natura antieconomico. E il settore dell'editoria non fa certo eccezione. A fronte delle ridotte disponibilità di risorse pubbliche, Poste Italiane si è subito attivata con grande senso di responsabilità per individuare, insieme a tutti i soggetti rappresentativi del mondo dell'editoria, soluzioni economicamente sostenibili. Per il servizio universale Poste Italiane ha sempre ricevuto una integrazione largamente insufficiente a coprirne i costi. Per fare un esempio, nel 2009 l'azienda ha ricevuto 370 milioni di euro a fronte di costo sostenuto di 740 milioni che aumenta progressivamente a causa della riduzione dei volume di posta spedita. Ciononostante, Poste Italiane ha investito negli ultimi anni cospicue risorse in tecnologie e nell'innovazione dei processi industriali, per migliorare l'efficienza e la qualità del servizio, tanto che oggi gli standard di qualità del servizio postale in Italia ci vedono in Europa davanti alle poste di Regno Unito, Francia, Spagna e Norvegia. In più, il mondo della comunicazione e dell'informazione è in continua trasformazione; si moltiplicano i canali attraverso cui comunicare, e attraverso i quali le notizie raggiungono i lettori, creando nuove opportunità di mercato, come la storia di successo del gruppo da lei fondato ben dimostra. In un mondo che cambia rapidamente e profondamente, Poste Italiane continua ad investire sulla qualità e fa evolvere la sua offerta. In definitiva, MF-Milano Finanza è proprio convinto che il recapito del sabato sia davvero l'ultima trincea della battaglia per la libertà di stampa? Una battaglia che sarebbe a questo punto già persa in quei paesi in cui questo modello è già operante o che si preparano, come negli Stati Uniti, ad adottarlo.
Simona Giorgetti
Gentile dottoressa Giorgetti, MF-Milano Finanza non ha difficoltà a prendere atto delle sue osservazioni, ma per favore, non prendiamoci in giro. È vero, la decisione di eliminare il contributo statale sul 50% dei costi di spedizione per la stampa non l'ha presa la sua azienda, ma l'azionista, ossia il Tesoro. Ed è anche vero che Poste si è subito detta disponibile a partecipare a un tavolo con governo e Fieg per stipulare una convenzione con gli editori e determinare nuove tariffe non molto distanti da quelle di prima. Peccato che la disponibilità non sia andata oltre, perché dal 31 marzo, data in cui sono state sospese le precedenti agevolazioni, intorno a quel tavolo si continua a perdere tempo, come ha chiarito un comunicato della Fieg dello scorso 7 luglio, denunciando «l'insostenibilità di un modo di procedere che si dimostra assolutamente infruttuoso e dilatorio». Un'altra questione gravissima riguarda il progetto di Poste, a quanto pare avanzato, di sospendere le consegne il sabato. Che ogni azienda cerchi di contenere i costi è legittimo: possiamo assicurarle che qualsiasi ospedale risparmierebbe un sacco di soldi chiudendo per il week end il pronto soccorso (pensi solo agli straordinari di medici e infermieri, alle montagne di garze, gessi, antidolorifici, e poi ancora siringhe, tamponi, radiografie e molto altro che si potrebbero evitare, tutti costi che non sono certo compensati dai ticket dei pazienti). Visto che la matematica non è un'opinione, il risparmio non sarebbe contestabile; ma pensiamo che il primo manager che prendesse una decisione del genere, più che in tribunale finirebbe lui stesso al pronto soccorso. Ecco, vede, la sanità è un servizio pubblico e, se permette, anche consegnare la posta lo è: magari meno importante, ma certamente essenziale. MF-Milano Finanza, tanto per non girarci intorno, esce anche il sabato e decine di migliaia di abbonati hanno il diritto di leggerlo il giorno stesso in cui arriva in edicola. Loro hanno pagato l'abbonamento e noi paghiamo (ora a prezzo doppio) la spedizione. Se Poste decide oggi formalmente di non consegnarlo (del resto, senza attendere la direttiva dell'amministratore delegato Massimo Sarmi, già molti uffici postali si sono portati avanti consegnandolo il lunedì o il martedì, o qualche volta anche il mese dopo), fa una vera porcheria. Perciò, gentile signora Giorgetti, ci risparmi almeno l'ipocrisia della lezioncina sul mondo che cambia e i nuovi canali d'informazione da attivare. Noi su internet e sull'universo I Pad siamo già presenti, e ci siamo arrivati forse per primi in Italia. Ciononostante, gran parte dei lettori continua a preferire la lettura del giornale cartaceo: pagano e hanno diritto di leggerlo, noi paghiamo e abbiamo diritto di vederlo distribuito senza ritardi. Vede, Poste Italiane è una spa, lo sappiamo bene, ma è anche al 100% pubblica. Gode di un monopolio secolare, la sua struttura e la sua ramificazione è stata pagata dai contribuenti, ci si aspetta che finché non ci sarà una vera concorrenza continui a fornire il servizio per il quale sono state pagate dai cittadini fior di tasse. Lei sostiene che «in un mondo che cambia rapidamente e profondamente, Poste Italiane continua ad investire sulla qualità e fa evolvere la sua offerta». Non abbiamo motivo di dubitarne. Certo, più che gli investimenti, i clienti hanno avuto modo di apprezzare altre svolte. Per esempio, al momento del change over lira-euro il bollettino postale è passato da 1500 lire a 1 euro. A inizio 2005, invece, l'adeguamento è toccato al pacco ordinario, salito da 5,16 euro a 7 euro, così come sono aumentate tante altre tariffe postali (posta celere e pacco celere, tanto per fare esempi). Ma il vero colpo di genio è stato abolire circa quattro anni fa la posta ordinaria, sostituendola con quella prioritaria. La celerità delle consegne non è cambiata, ma la tariffa sì. Tornando, comunque, agli investimenti, risulta che il suo gruppo investa molto anche in comunicazione, o meglio in pubblicità. Perché è giusto che un'azienda, ancorché pubblica e ancorché in posizione più che dominante sul mercato postale, si faccia conoscere. Ed è anche comprensibile che decida di affidare per la maggior parte i suoi messaggi alla tv generalista. Osserviamo solo che gran parte della sua spesa pubblicitaria è indirizzata su tre dei sette canali televisivi disponibili, quelli che casualmente appartengono al gruppo di cui è proprietario il presidente del Consiglio, ossia colui che in ultima istanza decide la nomina dell'amministratore delegato del gruppo. A questo proposito, già che ci siamo, magari questa potrebbe essere l'occasione per chiarire chi mai scelse per il nuovo sistema informatico delle Poste il nome Sistema informatico livelli virtuali d'Informazione operativa, il cui acronimo fa: «SILVIO». È stato il dottor Sarmi o qualche buontempone che voleva fargli fare una pessima figura? Citiamo tutto questo, così, per dire che, come Totò, siamo tutti uomini di mondo, anche se non abbiamo fatto il militare a Cuneo. Quindi, ritornando al punto, non prendiamoci in giro.
Cdp:
Catricala', no tempi lunghissimi per swap azioni Eni-Enel con Tesoro
Visualizza altro http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-831498/cdp-catricala-no-tempi-lunghissimi/#ixzz0trWXSNjM
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 15 lug - "Abbiamo cominciato a monitorare gli adempimenti della Cdp. Monitoriamo l'andamento del procedimento. Non ci sono delle tempistiche, ma non dovrebbe essere un procedimento lunghissimo. Vanno pero' fatte delle valutazioni che non possono essere estemporanee". Cosi' il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala', a margine della Relazione al Parlamento dell'Autorita' per l'energia, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se ci fossero dei tempi prefissati per lo swap azionario tra la Cassa depositi e prestiti e il Tesoro, con la prima che passera' al secondo la propria quota in Enel, in Poste e quella detenuta indirettamente in St, in cambio di azioni Eni. Si tratta della soluzione trovata da Cdp e Tesoro proprio per ottemperare a quanto prescritto dall'Antitrust sulla cessione di una delle due partecipazioni detenute dalla Cassa in Enel e Terna. Zam-Sal (RADIOCOR) 15-07-10 12:49:09 (0206)ene 5 NNNN
ItaliaOggi del 13/7/2010
Poste senza
scontrino
MANOVRA 2010
Di Franco Ricca
Servizi degli uffici postali senza obbligo di ricevuta o scontrino fiscale.
Lo prevede un emendamento alla manovra approvato venerdì scorso, che allunga l'elenco delle operazioni esonerate dall'obbligo di rilascio della certificazione fiscale contenuto nell'art. 2 del dpr n. 696/1996.
All'elenco viene aggiunta la voce «uu», che mira appunto a esonerare dall'adempimento le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese di cui all'art. 23, comma 2, del dlgs n. 261/99 (Poste Italiane spa, erogatore del servizio postale universale), attraverso la rete degli uffici postali e filatelici, dei punti di accesso e degli altri centri di lavorazione postale cui ha accesso il pubblico e quelle rese al domicilio dei clienti tramite gli addetti al recapito. La relazione spiega che gli uffici postali, relativamente alle operazioni esenti da Iva (servizi postali e bancoposta), fruiscono dell'esonero dalla certificazione previsto per le tali operazioni dalla voce «n» del citato art. 2.
La norma mira a riconoscere l'esenzione anche alle operazioni imponibili che sempre più spesso le poste si trovano ad effettuare nell'interesse generale (es. regolarizzazione dei cittadini extracomunitari), in quanto i costi per l'osservanza dell'obbligo di certificazione fiscale risulterebbero esorbitanti, spesso superiori addirittura ai relativi ricavi.
L'esonero proposto si fonda sull'art. 3, comma 147, della legge n. 549/95, che prevede l'esclusione dall'obbligo di rilasciare scontrini e ricevute fiscali nei casi in cui tali adempimenti risultino gravosi o privi di apprezzabile rilevanza per i controlli.
È da osservare, peraltro, che l'esonero è riferito soltanto alle prestazioni di servizi (e non anche, dunque, alle cessioni di beni imponibili).
Si deve ricordare che il regime Iva dei servizi postali è stato recentemente rivisitato, al fine di adeguamento alla normativa comunitaria (si veda anche la sentenza della corte Ue 23/4/2009, C-357/07), con l'art. 2- comma 4-bis, del dl n. 40/2010, aggiunto dalla legge di conversione n. 73/2010.
Tale disposizione ha infatti sostituito il n. 16 dell'art. 10 del dpr 633/72, prevedendo che, con effetto dal 24 agosto 2010, l'esenzione dall'Iva si applica non più alle prestazioni relative ai servivi postali in genere, ma solo alle prestazioni del servizio postale universale, nonché alle cessioni e prestazioni accessorie, effettuate dai soggetti obbligati ad assicurare l'esecuzione di tale servizio.
Incasso
record per lo stato-imprenditore
IL SOLE24ORE Cronologia articolo13 luglio 2010
Negli anni Novanta, l'Italia era il più statalista e "sovietico" dei Paesi occidentali, nell'economia. Dalle banche (le tre Bin, le banche di interesse nazionale) ai famosi Panettoni di Stato (la Motta Alemagna Pavesi) una fetta consistente dell'industria, della finanza e dei servizi era in mano allo Stato. L'Iri era il moloch che sovrintendeva di tutto dai cantieri navali ai telefoni alle autostrade. Venti anni dopo l'Italia è il Paese che più ha privatizzato (partendo anche da un forte ritardo): 146 miliardi di euro racimolati in 186 operazioni, evidenzianoi dati Ocse rielaborati da Kpmg.
Da un opposto al'altro: da troppo Stato nell'economia a un'economia dove molti dei servizi per la collettività (dalle strade, agli aeroporti, ai telefoni, e ora anche l'acqua potabile) sono oggi in mano a gruppi privati. Le uniche aziende papabili rimaste sono Poste, Trenitalia e Poligrafico dello Stato, ma la vena aurifera delle privatizzazioni (anche per effetto della recessione) sembra ormai esaurita. Negli ultimi due anni non ce ne sono state, se si fa eccezione per Alitalia che però è stato sostanzialmente un salvataggio con il fallimento del vecchio vettore e la nascita di una newco ceduta, per un miliardo, ai privati capitanati da Roberto Colaninno.
La vendita di interi settori pubblici ha ridisegnato l'assetto dei poteri e dell'industria: la prima e più consistente ondata di privatizzazioni è avvenuta a metà degli anni 90, con Autostrade, Autogrill, Telecom Italia, Eni e Finmeccanica: la vendita dell'Enel è stata la più grande quotazione in Borsa della storia. Dopo più di dieci anni dall'inizio, però, la discussione sul giudizio è quantomai aperta: al consumatore/contribuente sono arrivati reali benefici o ha ragione chi grida alla svendita di gioielli del Paese a privati? Kpmg fa notare come l'uscita dello Stato da interi settori ha dato impulso a un più moderno mercato finanziario (la capitalizzaione delle aziende è passata dal 10% al 40% attuale, nonostante i crolli di Borsa) e ha contributo ad aprire ai piccoli risparmiatori i mercati azionari e la Borsa (fino ad allora una sorta di recinto sacro acessibile solo a una cerchia ristretta di persone). Ma sono rimaste un'incompiuta: un decano come Franco Tatò osserva che sono a tutt'oggi incomplete e che alla fine hanno fatto più l'interesse dei produttori che quello dei consumatori.
Di sicuro le privatizzazioni non hanno portato benefici ai conti pubblici sul medio periodo, nonostante il risanamento del bilancio dello Stato fosse una dei leitmotiv delle dismissioni di Stato. Dopo un megaincasso che ha ridotto il debito pubblico, la situazione è tornata a peggiorare, riassestandosi sui livelli critici precedenti. Il debito pubblico, che nel 1995 aveva toccato il massimo di sempre al 123% del Pil è calato al 103% sul finire del decennio rimanendo stabile per diversi anni. Poi ha ripreso a salire: per il 2010 la stima è che il rapporto debito, sopra i 1.800 miliardi nell'ultima rilevazione, salirà al 118% della ricchezza nazionale. Nonostante il più grosso pacchetto di dismissioni pubbliche al mondo, ancora oggi l'Italia è uno dei Paesi più indebitati al mondo.
S. Fi.
Kosovo/
Maxi blitz polizia Ue in casa manager azienda poste
Prosegue offensiva Eulex contro corruzione alti funzionari
postato 1 giorno fa da APCOM
Belgrado, 15 lug. (Apcom-Nuova Europa) - La polizia Ue stanziata in Kosovo nell'ambito della missione Eulex ha effettuato una maxi perquisizione nell'abitazione di Shyqyri Haxha, top manager dell'azienda statale delle Poste e telecomunicazioni, Ptk. Lo ha confermato il portavoce della polizia Eulex, Nicholas Hawton, informando che oltre 60 uomini hanno partecipato all'operazione in cerca di prove della presunta corruzione di Haxha, il quale non risulta al momento in stato di arresto.
Prosegue così l'offensiva di Eulex contro la corruzione agli alti livelli dell'amministrazione pubblica kosovara: il ministro delle Telecomunicazioni, Fatmir Limaj, è già sotto inchiesta per tangenti appropriazione indebita di denaro pubblico.
La perquisizione di stamane è, invece, dettata alle presunte "circostanze fraudolente" entro cui la Dardafon - azienda privata del manager Ptk - avrebbe ottenuto alcune licenze per operare nel settore delle telecomunicazioni.
Il governo kosovaro, presieduto dal controverso premier Hashim Thaci, aveva di recente lanciato la procedura di privatizzazione della Ptk.
Fotovoltaico:
risciò solari per consegnare la posta in India
Pubblicato da Gianluca Rini in Energia Solare, Impianti Solari, Impianto Fotovoltaico.
Mercoledì, 14 Luglio 2010. ECOO
Il fotovoltaico ci permette di svolgere delle attività che fino a poco tempo fa sembravano essere totalmente distinte da un uso ottimale dell’energia solare. Lo dimostra l’iniziativa dei risciò solari in India che servono ad effettuare le consegne della posta nella città di Ajmer. Il progetto è molto interessante dal punto di vista delle pratiche innovative che sfruttano una fonte di energia rinnovabile. Si tratta di dieci mezzi di trasporto a pedali a tre ruote, chiamate Soleckshaw, che sfruttano l’energia del sole per compiere percorsi abbastanza lunghi e permettere un servizio di smistamento della posta più veloce.
In piena tutela ambientale, questi risciò solari sfruttano degli impianti fotovoltaici situati sul tetto del veicolo, come potete vedere dall’immagine in alto, per ricaricare la batteria integrata. Un modo ottimo, quindi, per permettere ai postini di procedere speditamente con i carichi da consegnare.
Il risciò ad energia solare Soleckshaw infatti può percorrere addirittura 60 km se la batteria è stata ricaricata, attraverso i pannelli solari posti sullo stesso veicolo ecologico, per sei ore di tempo. Ogni risciò solare può portare un carico di 50 chili, e questo ovviamente lo rende un mezzo ottimo per la consegna dei pacchi postali più pesanti.
Al momento sono dieci i risciò distribuiti nella città dell’India, grazie all’impegno del ministro delle Poste Sachin Pilot. I Soleckshaw sono stati realizzati dall’azienda Kinect Motors Company secondo un brevetto del Central Mechanical Engineering Research Institute. Adesso l’iniziativa dovrebbe espandersi sempre di più per una maggiore diffusione dei risciò con pannelli solari nel Paese.
www.vaccarinews.it
12 Lug 2010 - ore 22:41
Dall'estero
Il giardino
in miniatura? Dentro la cartolina
Una ditta britannica vende veri e propri kit postali che nascondono la sfida: far crescere il ricordo, giorno dopo giorno
Le cartoline si fanno tridimensionali, ma non -come ci si poteva attendere- semplicemente sfoderando fondali piuttosto che altri trucchi della cartotecnica, peraltro un classico nei decenni che furono.
La versione 2010 richiede più attenzione e strizza l'occhio all'ambiente. Perché si trasforma in vero e proprio campo in miniatura dove coltivare crescione, grazie al kit compreso nella confezione.
Quattro diverse creazioni (appezzamento di terra, giardino botanico, città e campo da calcio), dovute ad altrettanti artisti e definite “Postcarden”, giocando sui termini inglesi di “post” e “garden”, ossia “giardino”.
In vendita a 7,50 sterline al pezzo, collegano l'attività postale alla sorpresa per chi riceverà il plico. E alla possibilità di scoprirsi, magari, dotati di “pollice verde”, se si vorrà accettare la sfida misurandosi con le istruzioni, l'impegno a dare acqua e la pazienza di attendere qualche giorno, necessario per vedere trasformare i semi in piantine.
Dietro c'è A studio for design, compagnia indipendente londinese specializzata in regali originali destinati a tutte le età. Che, questa volta, ha puntato sul gadget postale. “L'arrivo di una carta augurale o di una lettera può sempre vivacizzare la normale posta e suscitare piacere ma, una volta aperto, l'oggetto diventa banale e statico”. Da qui l'idea di donare al destinatario qualcosa in più, che risulti giocoso, insolito e interattivo. In grado di creare un legame, vivere e crescere giorno dopo giorno.
VACCARINEWS - 15 Lug 2010 - ore 20:47
Si va verso
l'organizzazione a cinque giorni
C'è l'accordo tra società e sindacati sul numero degli esuberi e sulle strade per assorbirlo
Anche i sindacati d'accordo: ci si avvia al recapito ridotto
Secondo le ultime stime di Poste italiane, il personale in esubero dovuto alla contrazione dei volumi ammonterebbe a 10.665 dipendenti, ma la lunga trattativa in corso da nove mesi con le rappresentanze sindacali avrebbe fatto scendere la cifra a meno di 6mila, al netto dei reimpieghi.
Condivisa con la società -dice un documento unitario firmato dalle organizzazioni dei lavoratori- “una iniziativa di sviluppo del servizio attraverso la creazione di una rete di consegne pomeridiana nei capoluoghi di provincia e nelle realtà periferiche più popolate che potrà consentire all'azienda un miglior posizionamento di mercato rispetto ai diretti concorrenti”.
La ricollocazione del sovrappiù avverrà prevalentemente nell'ambito del mercato privati, attraverso la mobilità. Per i più anziani, invece, la scelta volontaria potrà riguardare l'uscita anticipata ed economicamente incentivata, oppure l'impiego del fondo di solidarietà. Fattibile, inoltre, il passaggio da “full-time” a “part-time”.
La trattativa prosegue “con la ripresa del confronto sulla nuova organizzazione del lavoro”, conseguente alla scelta di far operare i servizi postali su cinque giorni.
Mistral
Air: riduce 'rosso' e punta su cargo, Poste inietta 3,5 mln
Meno pellegrinaggi a Lourdes per l'ex vettore di Bud Spencer (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 lug - Meno pellegrinaggi a Lourdes, incremento delle attivita' cargo per rifocalizzare Mistral Air sulla missione di vettore postale e courier. La compagnia di Poste Italiane, come emerge dal bilancio consultato da Radiocor, e' uscita dal terribile 2009 del trasporto aereo con una perdita di 2,34 milioni, fortemente ridotta rispetto al rosso di 7 milioni del 2008. Il risultato ha determinato un patrimonio netto negativo di 682mila euro: cosi' l'azionista ha iniettato nuova liquidita' e le perdite sono state riportate a nuovo. Nel piano del management, dopo la ricapitalizzazione da 3,5 milioni, c'e' ora l'impegno a concentrarsi sulla "core mission". Mistral Air era stata fondata nel 1981 dall'attore Bud Spencer (al secolo Carlo Pedersoli); oggi e' il principale operatore nazionale di trasporto aereo postale (Poste Italiane l'ha rilevata nel 2005). Nel piano del management le attivita' passeggeri charter "ormai stabilizzatesi, verranno mantenute quale strumento per saturare le ore di volo degli aeromobili Boeing 737 Quick Change, purche' generino margine positivo". Caratteristici della compagnia sono, infatti, i trasporti double face: di notte si effettua il servizio postale poi, in 40 minuti, cambia la configurazione degli aerei e spuntano 148 posti per i turisti diretti nei Paesi del Mediterraneo. "Continuano, seppur con minor frequenza, - si legge nella relazione al bilancio - le attivita' di trasporto passeggeri per conto dell'Opera Romana Pellegrinaggi, associazione connessa alla Citta' del Vaticano e da sempre impegnata a facilitare il flusso di fedeli verso le piu' importanti mete di pellegrinaggio" come Lourdes e la Terra Santa, "e per vari broker e tour operator italiani ed esteri. E' proseguita, anche nel corso del 2009, l'attivita' di effettuazione voli per conto del ministero degli Interni, sviluppata sia mediante impiego degli aeromobili Mistral sia attraverso il noleggio ad hoc di aeromobili confacenti di volta in volta all'esigenza del cliente. Tale attivita' - si legge ancora nella relazione - e' tuttavia fortemente ridimensionata a causa del ridotto flusso di immigrazione clandestina e degli accordi internazionali, ne' se ne prevede una ripresa nel corso del 2010". Gvb (RADIOCOR) 12-07-10 18:08:55 (0311) 5 NNNN
SOSTARIFFE – 14-7-2010
Conciliazione
Postemobile
PosteMobile permette la Conciliazione con i proprio clienti: l’annuncio arriva direttamente dall’AD di Poste Italiane Massimo Sarmi, in occasione dell’incontro con le Associazioni dei Consumatori a Roma.
Roberto Giacchi, responsabile di Poste Mobile ha raggiunto l’accordo con 18 Associazioni dei consumatori siglando un documento comune che regola la Procedura di Conciliazione a cui potranno far ricorso tutti i clienti PosteMobile.
La Conciliazione è una procedura extragiudiziale che Poste Italiane ha avviato nel 2002 per i prodotti postali ed ha esteso nel 2006 ai prodotti Banco Posta: sarà possibile così risolvere rapidamente eventuali controversie dovute a disguidi con la clientela e di risarcire chi ha subito un disservizio. La conciliazione è gratuita e veloce e permette un rapporto di fiducia e di trasparenza.
Si potrà quindi ricorrere alla procedura di Conciliazione per tutte controversie relative ai servizi di telefonia mobile per tutti coloro che abbiano già presentato un reclamo senza ricevere risposta o con una risposta non soddisfacente entro i termini indicati nel Regolamento.
Le 18 Associazioni dei Consumatori firmatarie del Regolamento sono: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Arco, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori Acli, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.
www.gizmodo.it/2010/07/14
Mailbox
Sentry notifica l’arrivo della posta ordinaria
Oramai la posta ordinaria è scarsamente usata. Le lettere cartacee vengono perlopiù usate per sbrigare beghe burocratiche, spedire cartoline e nulla più. Ad ogni modo, specie in un paese non eccessivamente all’avanguardia come il nostro, bollette ed altro tipo di corrispondenza continuano a pervenire tramite il fido postino. Se vi secca fare le scale e raggiungere la cassetta della posta solo per sapere se è passato il postino, abituati come siete alle notifiche istantanee delle e-mail, potete munirvi di Mailbox Sentry!
Basterà piazzare il sensore nella vostra cassetta della posta e tenere il ricevitore sott’occhio. Non appena un qualche tipo di posta verrà infilato nella vostra cassetta riceverete una notifica direttamente dal dispositivo che avrete accanto a voi, con inoltre segnato il numero di lettere che vi attendono. Il dispositivo funziona in un raggio di 100m e dunque la distanza della cassetta postale non sarà mai un problema.
Vale la pena spendere un’ottantina di euro (il prezzo di Mailbox Sentry) per poi scendere e scoprire che tutto ciò che vi aspetta è un mucchio di bollette? A voi l’ardua decisione!
Marcegaglia
presidente Luiss
Prende il posto di Luca di Montezemolo
15 luglio, 21:33
(ANSA) - ROMA, 15 LUG - Novita' ai vertici della Luiss. Il nuovo Cda ha nominato Emma Marcegaglia Presidente dell'Ateneo per il triennio 2010-2013. Subentra a Luca Cordero di Montezemolo.Il board ha eletto anche 4 nuovi Consiglieri: Michele Graglia, presidente dell'Unione Industriali di Varese; Giovanni Ialongo, presidente di Poste Italiane; Giampiero Massolo, segretario generale della Farnesina; Stefano Zapponini, presidente del Comitato per la Piccola Industria con delega per la semplificazione.
Telelavoro:
una strategia da gestire
di Roberta Bianchi
PMI venerdì 16 luglio 2010
La ricetta è semplice: adottare in azienda il lavoro da remoto per tagliare i costi e aumentare la produttività. Con qualche controindicazione...
Nonostante la diffusione di strumenti ICT avanzati, il telelavoro stenta ancora a decollare tra le imprese italiane, lavorativamente parlando poco evolute e flessibili in questo senso. E a nulla valgono le considerazioni sul risparmio di tempo e denaro (costi operativi: affitto uffici, utenze, manutenzione) e sulla redditività (i telelavoratori sono più a loro agio lavorando da caa e utilizzano spesso parte del tempo che avrebbero impiegato per gli spostamenti casa-ufficio).
I punti forti
Il punto chave è che il lavoro a distanza viene inteso come un atto di fiducia da parte dell'azienda nei confronti dei dipendenti: se questo avviene davvero, non può che incrementare la motivazione e la dedizione al progetto aziendale, con ricadute positive sulla produttività.
Conseguentemente, anche assenteismo e turnover diminuiscono, nonostante i datori di lavoro vogliano credere il contrario. Ma non è finita: il lavoro da remoto sviluppa capacità come l'autonomia e il lavoro per obiettivi di chi lo svolge, accrescendo le competenze in aziende facilitando la conservazione dei talenti al mutare di condizioni (trasferimenti troppo lontano dalla sede di lavoro, post-maternità, malattie e disabilità).
Grazie al telelavoro, inoltre, un'azienda può ampliare il bacino delle candidature professionali, così da includere i candidati potenzialmente migliori, anche quelli non disponibili al trasferimento presso la sede centrale.
Infine, gestire il team di una Pmi in telelavoro è un ottimo strumento per ridurre i costi di start-up di nuove iniziative imprenditoriali, abbassandone di fatto il rischio.
Negli USA si incoraggia molto il telelavoro ma anche l'Italia ha qualche buona pratica da raccontare: Poste Italiane ha constatato che, grazie ad un programma di remotizzazione dei contact center, la produttività è aumentata del 30% e il tasso di assenteismo calato del 25%.Nelle Pmi dove le gerarchie di controllo e la logica di subordinazione sono ancora prevalenti, il telelavoro si fa strada più difficilmente che nelle strutture di grandi dimensioni, ma le imprese più piccole hanno tutto da guadagnare in termini di riduzione di costi e aumento di produttività.
Per i lavoratori i vantaggi più evidenti sono la migliore conciliazione vita privata-lavoro e la riduzione dei costi per gli spostamenti, economici, fisici e psicologici. Lavorando da remoto, inoltre, le persone acquisiscono o accrescono competenze nella gestione autonoma del lavoro, del tempo e delle priorità.
Con il lavoro da remoto, inoltre (ed è un aspetto molto importante), le persone si sottraggono alla maggior parte dello stress dovuto alle forme di controllo dall'alto ed alla subordinazione, nonché alle forme e ai ritmi forzati del lavoro da ufficio. Questo contribuisce al senso di gratificazione del lavoratore e quindi alla sua motivazione al lavoro, con ovvi benefici anche per l'azienda.
I punti deboli
Analizziamo ora qualche lato negativo, o meglio, qualche male necessario. Innanzitutto il telelavoro, per le peculiarità che presenta, va gestito correttamente: manager e collaboratori a distanza devono acquisire, possibilmente attraverso un adeguato training, gli strumenti giusti per fare sì che il telelavoro porti a tutti dei vantaggi.
Al manager spetta il compito di fissare norme di comportamento, definire codici di comunicazione, concordare obiettivi e monitorare avanzamenti, oltre che fornire ai telelavoratori un adeguato pacchetto hardware-software.
È dimostrato che la presenza di molti telelavoratori in azienda può provocare malcontento ai lavoratori tradizionali, facendoli sentire meno "privilegiati" e diminuendo il loro grado di coinvolgimento . Anche in questo caso il manager deve gestire la situazione e mantenere elevata la motivazione dei lavoratori in azienda.
I manager presentano sovente resistenza all'implementazione del telelavoro, dettata principalmente dalla paura di non riuscire a controllare i propri collaboratori e aggravata dall'assenza di una comunicazione / sorveglianza diretta.
La perplessità è basata su un tipo di cultura del lavoro tradizionalista e sulla convinzione di poter gestire le persone solo vedendole. Ciò rappresenta di fatto un ostacolo che va affrontato immediatamente dai vertici aziendali. I manager vanno indotti a superare la pigrizia mentale verso i nuovi modelli e ad essere forieri di innovazione positiva in azienda. Formazione e training, a questo riguardo, sono utili.
Per avere successo serve una cultura organizzativa orientata verso la valutazione dei risultati e la promozione dell'autonomia e della responsabilità delle risorse umane. Si passa da un situazione di ordine-esecuzione e controllo a una situazione di gestione autonoma del tempo e del lavoro e di fiducia, con maggiore motivazione e gratificazione per tutti, una situazione dove emerge l'individuo e prevalgono uguaglianza e dialogo. Aspetto poco amato da molti manager che desiderano sentirsi sempre e comunque più in alto...
Anche sotto la spinta dell'Enteprise 2.0 questo modo di lavorare deve testimoniare uno spostamento nel paradigma, un cambiamento nell'approccio organizzativo (non tanto a livello di assetto quanto di processo).
Lo svolgimento del lavoro si dovrà necessariamente orientare verso la flessibilità, le relazioni, la comunicazione e il continuo aggiustamento. Questi cambiamenti richiedono alcune riflessioni ed una adeguata preparazione. Lo sforzo a riguardo deve venire in primo luogo dal vertice aziendale, che deve sostenerlo e impegnarsi nel diffondere una cultura adeguata.
Una diffusione più estesa del telelavoro rappresenta il primo passo verso il modo di lavorare del futuro, dove il concetto di luogo di lavoro fisico sarà sostituito dal luogo di lavoro virtuale, costruito e reso funzionante intorno all'individuo. E a parità di retribuzione.
REVENEWS 15.7.2010
L’INPDAP
non finanzierà più tutti i mutui e i prestiti esistenti, ecco le nuove regole
Nuove norme in arrivo da parte dell’ Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti d’amministrazione pubblica (definito anche come INPDAP) sul credito agevolato.
Le norme che entreranno in vigore, saranno molto più restrittive, previste in base al documento rilasciato il giorno 17 giugno del 2010 dal signor. Paolo Crescimbeni;
Infatti non verranno più finanziati dall’ INPDAP tutti i mutui e i prestiti, ma verranno poste diverse limitazioni.
I MUTUI CONCESSI :
Ciò che prevedono le nuove norme dell’ INPDAP, sono la concessione del mutuo sull’immobile solo per chi deve acquistare la sua prima casa; mentre per chi deve acquistarne una seconda, si dovrà rivolgere da un’altra parte.
Tra le altre novità presenti, dobbiamo comunicare che da oggi in poi per richiedere un mutuo, bisognerà accumulare punti; nel senso che i mutui verranno concessi alla gente solamente in base a determinati parametri, che a loro volta indicheranno un punteggio con tanto di classifica, chiamata: “aventi merito”. Questa classifica punti servirà ad indicare chi ha richiesto prima il mutuo, in modo da rispettare l’ordine e concedere i finanziamenti… partendo da chi ha raggiunto il punteggio più alto, arrivando al punteggio più basso.
L’ultima cosa da segnalare sui mutui è l’abolizione dei mutui concessi alle cooperative.
Invece per quanto riguarda i tassi di interesse, quella è l’unica cosa rimasta invariata; infatti il tasso per i mutui variabili è sempre del 3,5%; mentre il tasso per i mutui fissi e del 3,75%.
COME OTTENERE I PUNTI MUTUO :
Si ricevono 3 punti per tutte le coppie giovani che hanno deciso di prendere casa e sono sposate da meno di 3 anni; 5 punti per ogni membro presente in famiglia; per chi in famiglia ha qualche handicap, verranno concessi altri 8 punti; Infine verranno concessi 30 punti a tutte le persone che hanno un reddito inferiore ai 25.000 euro annui.
I punti in base al reddito scenderanno in base all’aumento del proprio reddito annuo…
I PRESTITI CONCESSI :
*
Per i prestiti il discorso cambia; infatti non è possibile più richiedere dei prestiti quadriennali;
*
Il tasso adesso è del 3.5%;
*
Sul tasso di interesse verrà messa una ritenuta di spese amministrative dello 0.50%;
*
Il tetto massimo dei prestiti sarà di 8.000 euro;
*
La spesa dei documenti del prestito avrà una percentuale di circa il 10% sul preventivo presentato;
*
Il preventivo inoltre potrà anche essere consegnato dopo aver ricevuto la garanzia ufficiale per poter erogare il prestito.
Quello che il governo vuole fare è aver la possibilità di aiutare tutte le persone, le famiglie e i lavoratori; concedendo i prestiti e i mutui a tutti seguendo criteri specifici. Evitando anche le continue frodi fiscali (grazie al nuovo calcolo automatico) avvenute negli ultimi tempi
* BASSITASSI - 15 lug
INPS Card:
Poste Italiane lancia l’accredito elettronico della pensione
Di Moreno, in Carta Ricaricabile.
Mai andati in un ufficio postale durante i primi giorni del mese? Coda, simpatici pettegolezzi, racconti di aneddoti lontani e paura che, una volta usciti, dietro l’angolo possa esserci qualche malintenzionato pronto ad approfittare della situazione: c’è il ritiro della pensione! Non tutti questi simpatici ex lavoratori, difatti, vuoi per l’età o per l’abitudine accettano di vedersi accreditati i soldi con bonifico sul conto corrente: “devo dare la mancia ai miei nipotini”, si giustificano. Benché sia evidente che per costi (gestione del denaro, trasporto, distribuzione…) e rischi (a carico di questi pensionati, ma anche degli addetti allo sportello) sarebbe il caso di cambiare. Poste Italiane ci sta provando, e lo fa mediante la creazione della cosiddetta INPS Card.
Certo, se una persona anziana non si fida o non si gode la pensione con l’accredito automatico mediante bonifico, immaginiamo quanto peggio possa essere la prospettiva di vedere tutto questo caricato su una carta magnetica di non semplice utilizzo: “quelle cose lì le capiscono i miei figli, io come faccio a ricordarmi il codice?”. Però c’è anche il pensionato più dinamico, magari perché più giovanile, che invece prende questo nuovo strumento come una sfida e, apprezzata la qualità del prodotto, potrebbe pensare di richiederlo. “Con INPS card – sprona il sito di Poste Italiane – puoi ricevere direttamente sulla carta, senza andare ogni mese all’ufficio postale, la pensione e le altre tipologie di contributi INPS accreditabili”.
La carta è richiedibile sull’intero territorio nazionale, ed apre le porte alla possibilità di ricevere “l’accredito della pensione presso l’ufficio postale nel quale già la riscuoti”. Nessuna difficoltà neppure per la richiesta del prodotto: basta richiederlo presso un ufficio postale e sarà questo ad occuparsi della pratica, che si concluderà con l’invio a domicilio di tessera magnetica e PIN per l’utilizzo. Il modo più semplice per riscuotere, conservare ed utilizzare la vostra pensione.
www.vaccarinews.it
13 Lug 2010 - ore 13:10
Friuli-Venezia
Giulia, intesa voluta dall'Anci
L'iniziativa, che guarda a Poste italiane e alle politiche aziendali sul
territorio, coinvolge Comuni, Regione, sindacati e parlamentari
“Un'alleanza fra Comuni, Regione, sindacati e parlamentari per far sedere Poste italiane a un tavolo e bloccare il processo di ridimensionamento e rimodulazione degli orari degli uffici postali” nel Friuli-Venezia Giulia. È l'intesa sancita ieri alla sede udinese dell'Associazione nazionale comuni italiani, “nonostante -viene sottolineato dall'Anci- l'assenza dei parlamentari che avevano aderito al vertice promosso dai sindaci”.
“Prima Poste italiane promuove, con costosissime campagne pubblicitarie, i servizi, anche di carattere bancario, poi, nonostante un utile… continua nella sua campagna di chiusure e ridimensionamento degli sportelli lasciando senza servizi migliaia di cittadini, soprattutto di pensionati (oltre ai turisti) delle aree montane e marginali”, hanno denunciato il segretario generale dell'Anci Lodovico Nevio Puntin, i sindaci di Tavagnacco Mario Pezzetta e di Tolmezzo Dario Zearo, gli assessori di Martignacco Catia Pagnutti e di Arta Terme Francesco Candoni e Daniele Cescutti, il segretario della Cisl Alto Friuli Franco Colautti, alla presenza del consigliere regionale e già sindaco di Tarvisio Franco Baritussio.
L'obiettivo della società -ha precisato quest'ultimo- “è di arrivare a un ufficio postale per comune, riducendo gli sportelli anche nei comuni capoluogo”. Occorre bloccarlo, attraverso una collaborazione fra località e azienda. “Il nostro comune -ha detto il sindaco di Tolmezzo Dario Zearo- ospita in un proprio edificio lo sportello della frazione di Terzo dopo averlo appositamente ristrutturato”.
“Nelle aree montane -ha spiegato il sindacalista Franco Colautti- le Poste già ora chiudono gli sportelli tutti i pomeriggi e di sabato e si registrano molti disservizi come l'impossibilità per i pensionati di riscuotere i soldi per mancanza di liquidità”. La Cisl si è fatta promotrice di una azione di sensibilizzazione raccogliendo quasi quattromila firme in 63 paesi dell'Alto Friuli attraverso la parola d'ordine “salviamo le poste del territorio”.
Sono una quarantina i centri, e fra questi anche i capoluoghi di provincia -ha aggiunto il sindaco di Tavagnacco Mario Pezzetta- ad essere interessati da chiusura estive che potrebbero nascondere la scelta strategica di Poste italiane di passare successivamente alla loro graduale chiusura definitiva.
13/07/2010 16:30:26
redazione@cittadigenova.com
Domani
sciopero e presidio dei dipendenti Postel
Le RSU ed i lavoratori di Postel, a seguito dell’apertura della vertenza di lavoro avviata nel mese di maggio, hanno proclamato tre ore di sciopero per domani mercoledì 14 luglio, da attuarsi all’inizio di ogni turno con relativo presidio davanti alle sedi di Sestri Ponente (Via L..Manara 2) e Multedo (Via Multedo di Pegli 8) dalle 8.15 alle 11.15.
“Il perdurare –si legge in una nota- della mancata valorizzazione delle professionalità acquisite nel corso degli anni, la mancanza di una adeguata e costante formazione che permetta una crescita delle potenzialità esistenti e delle competenze acquisite, le continue e frequenti rotazioni di mansioni (con particolare riferimento a determinati ambiti amministrativi) fanno sì che si determinino pesanti ricadute sui processi aziendali e sui lavoratori delle sedi genovesi, creando così forti preoccupazioni sul futuro dell’Azienda stessa.
Le situazioni citate sottintendono aspetti di più ampia portata per le sedi del capoluogo ligure, ovvero:
- La totale assenza nel piano industriale aziendale di ipotesi di sviluppo e di crescita che facendo perno sulle competenze, sulle potenzialità, sul know-how esistenti possano permettere uno sviluppo per Genova e per tutto il gruppo.
- L’assoluta e la continua rigidità aziendale ad aprire un tavolo di confronto sulle tematiche sopra esposte, che possano permettere un possibile chiarimento e quindi una correzione di rotta.
Postel nasce a Genova da Elsag e Poste Italiane e diventa successivamente a totale controllo di Poste Italiane; attualmente occupa circa 250 persone comprendendo il personale amministrativo della storica palazzina San Giorgio di Sestri Ponente e lo stabilimento di Multedo. Intorno alla realtà Postel, soprattutto per attività dedicate a lavori di supporto all’impianto di produzione, ruota un indotto di circa 100 unità (cooperative sociali e personale interinale), oltre ad usufruire di forniture software da parte di società locali.
Dall’avvento della nuova direzione aziendale ad oggi, la sede genovese (sita nel cuore del centro tecnologico per eccellenza dove sono presenti aziende come Elsag, ABB, Esaote Biomedical, Ericsson ed altre) ha visto prima l’allontanamento di gran parte dei dirigenti con conseguente trasferimento delle responsabilità direzionali sulla sede di Roma e in seguito il graduale e inesorabile svuotamento delle funzioni e delle attività verso il sito laziale che prosegue ancora oggi”.
Le RSU Postel/PostelPrint Genova
SUDNEWS.IT 17/07/2010
Crisi delle
Poste a Lecce: nulla di fatto nell'incontro azienda-sindacati
Le organizzazioni sindacali incontrano l’Azienda Poste della filiale leccese Labriola:“Chiusura totale dell’Azienda. Una situazione insostenibile che peggiorerà. Il conflitto di lavoro non si arresta, la questione passa a livello regionale” A breve iniziative pubbliche di sensibilizzazione: “Chiediamo l’intervento del Comune di Lecce e del Prefetto”
Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di oggi tra l’Azienda Poste Italiane – filiale di Lecce e le Organizzazioni sindacali di categoria per discutere dei problemi di grave disagio, vissuto dai cittadini di Lecce e provincia e dai lavoratori degli uffici postali, a causa degli accorpamenti degli uffici abilitati alla consegna delle raccomandate postali. Rivisitando il piano degli uffici abilitati a questo servizio, di fatto, l’azienda ha messo in condizioni inaccettabili sia gli utenti che gli addetti al servizio, perché sono stati accorpati uffici che interessano aree della città molto ampie e densamente abitate, creando di conseguenza file interminabili agli sportelli. Il disagio dei cittadini e dei lavoratori è ancora più pesante se consideriamo che l’accorpamento è stato deciso ben sapendo che quasi tutti gli uffici postali hanno il turno unico della mattina e offrono il servizio solo dalle ore 9. Le cose non migliorano per il nuovo servizio Raccomandata1, un prodotto nuovo che secondo quanto disposto dall’Azienda, deve essere ritirata in un ufficio situato al primo piano del CPO, in via Lequile. In questo caso, al disagio della fila, si aggiunge quello dell’accessibilità ai disabili e alla persone anziane, oltre che della sicurezza e dell’incolumità degli utenti, dal momento che in quell’edificio c’è un continuo passaggio di automezzi e muletti per il trasporto di carichi di corrispondenza. Per questi motivi le Organizzazioni Sindacali hanno aperto un conflitto di lavoro con l’azienda, per chiedere di ottimizzare l’organizzazione del lavoro, nell’interesse sia dei lavoratori che dell’utenza. Dopo aver chiesto e ottenuto un incontro per oggi, venerdì 16 luglio, presso la sede dell’Azienda Poste di Lecce, i Sindacati hanno presentato le loro proposte, tra cui la costituzione di sportelli dedicati alla consegna delle raccomandate. Per far questo, secondo le Organizzazioni sindacali, è necessario creare un ufficio unico, con più sportelli, con doppio turno di apertura (mattina e pomeriggio). La proposta, nello specifico, è di costituire l’ufficio presso il CPO di via Lequile a Lecce, dove, peraltro, gli utenti non devono anche pagare la tassa del parcheggio. Proposte inascoltate. L’azienda ha di fatto respinto al mittente ogni possibilità di intesa tesa a migliorare una situazione che rischia soltanto di peggiorare. Di fronte a questo atteggiamento di totale chiusura da parte dell’azienda, i Sindacati dichiarano che il conflitto di lavoro resta aperto e che la questione passa a livello regionale. “Riteniamo a questo punto urgente anche una presa di posizione delle Istituzioni – sottolinea Salvatore Labriola, Segretario generale della SLC CGIL – in merito a un problema che potrebbe anche creare problemi di ordine pubblico. Per questo, oltre al coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, chiederemo l’intervento del Prefetto di Lecce e attendiamo anche un parere del Sindaco della Città, nell’interesse dei diritti dei cittadini”. I sindacati annunciano che a breve saranno messe in essere delle azioni di sensibilizzazione pubblica sul problema.
13-07-2010
SICILIA:
CON CONVENZIONE ASI CL E POSTE ITALIANE PIU' SERVIZI A IMPRESE
(ASCA) - Palermo, 13 lug - E' stata sottoscritta oggi una convenzione tra il Consorzio Asi di Caltanissetta e Poste Italiane che prevede la fornitura di nuovi servizi alle imprese presenti negli agglomerati di pertinenza del Consorzio.
La convenzione e' stata firmata oggi a margine di un incontro, all'Assessorato Regionale Attivita' Produttive, tra l'assessore Marco Venturi, il Commissario Straordinario del Consorzio Asi di Caltanissetta Alfonso Cicero, il responsabile Commerciale Imprese A.T. Sicilia di Poste Italiane Spa Teresa Vitale, un funzionario del Consorzio ASI di Caltanissetta Francesco Comparato e il responsabile Venditore Imprese A.T. Sicilia di Poste Italiane Antonino Brancato.
Le aziende nissene potranno usufruire sia dei servizi convenzionali come la semplice spedizione giornaliera della corrispondenza, sia di servizi innovativi come poste commerce, poste online e servizi finanziari ed usufruire del nuovo canale denominato Posteimpresa creato da Poste Italiane per essere piu' vicina alle esigenze delle imprese.
L'esperienza sara' estesa a tutti i Consorzi Asi della Sicilia, grazie al protocollo d'intesa con Poste Italiane denominato 'modello Caltanissetta', firmato oggi dall'assessore Marco Venturi.
Secondo l'assessore, 'il modello Caltanissetta', per i servizi prestati,'' rappresenta un altro passo avanti a sostegno delle aziende e rappresenta un valido contributo per la crescita di tutte le imprese operanti nel territorio siciliano''.
res/sam/ss
venerdì 16
luglio 2010
Direttore Carlo Alberto Tregua
Palermo -
Per depositare i propri risparmi i palermitani scelgono i “grandi”
di Luca Insalaco
Osservatorio economico della Provincia con Camera di Commercio e Istituto Tagliacarne. Una crescita del 28,8% in cinque anni. Forte decelerazione per via della crisi
PALERMO – Per depositare i propri risparmi, i palermitani si affidano alle banche, meglio se appartenenti a grandi gruppi. Vengono snobbate dunque, le Poste, privilegiate in gran parte da un’utenza in età avanzata.
Tra il 2003 ed il 2008, la crescita del valore dei depositi bancari nel Palermitano è stata piuttosto sensibile, attestandosi ad un tasso del 28,8%, un dato più alto della media siciliana e meridionale, e pari a quella nazionale. L’accumulazione del risparmio ha subito un brusco rallentamento con la crisi economica che ha investito il territorio: fra il 2008 ed il primo semestre 2009, i depositi bancari sono cresciuti solamente dello 0,7%, circa quattro volte meno che nel resto della Sicilia, e quasi otto volte meno che nella media nazionale. I dati emergono dall’ultima edizione dell’Osservatorio economico della Provincia di Palermo, realizzato dalla Camera di Commercio in collaborazione con l’Istituto Tagliacarte di Roma.
Come detto, i residenti nella provincia, privilegiano i grandi gruppi bancari a discapito degli istituti di credito di piccole dimensioni o locali, la cui capacità di raccolta è nettamente inferiore alla media nazionale. Ben il 61,8% dei depositi risulta concentrato nelle banche maggiori o grandi, un valore di circa 5 punti superiore alla media regionale e di circa 20 rispetto a quella nazionale.
Gli sportelli appartengono quasi esclusivamente (l’89% circa) a grandi gruppi bancari (S.p.A.), una percentuale superiore anche alla media nazionale (78,1%), mentre le banche minori, del circuito del credito cooperativo, rappresentano una quota piuttosto modesta degli sportelli presenti sul territorio.
In questo modo, le imprese bancarie più grandi hanno maggiori disponibilità finanziarie da utilizzare, almeno in teoria, a vantaggio dello sviluppo economico locale. Le banche più piccole, invece, vengono private del loro punto di forza maggiore, ovvero della conoscenza e sulla relazione personale con i propri clienti.
“In ogni caso – si legge nel rapporto - l’elevato valore dei depositi bancari per sportello mostra come il risparmio accumulato negli anni in cui l’economia palermitana era più dinamica, costituisca ancora oggi un’importantissima “riserva di valore” a servizio delle famiglie e delle imprese locali, per sostenersi durante la crisi economica in atto. In qualche modo, quindi, il risparmio bancario di Palermo costituisce una sorta di ammortizzatore rispetto agli effetti della crisi sul livello dei consumi e del tenore di vita”.
– “Il sistema bancario palermitano – si legge nel documento redatto dalla Camera di Commercio di Palermo - in linea con quanto verificatosi a livello nazionale, è stato investito, negli ultimi anni, da un processo di ristrutturazione e concentrazione, che ha portato alla nascita di gruppi bancari di dimensioni idonee ad operare con le economie di scala e di scopo che la concorrenza sul mercato finanziario globale impone, riducendo di conseguenza anche il numero degli istituti in virtù di processi di aggregazione e fusione”.
Nonostante la riduzione delle aziende, tuttavia, il grado di sportellizzazione è aumentato in maniera decisa. Gli sportelli sono passano dai 381 del 2003 ai 428 del 2008, con una crescita del 12,3%, superiore alla media regionale, e anche, leggermente, a quella nazionale. Palermo ha raggiunto un grado di sportellizzazione leggermente superiore alla media siciliana sia rispetto alla popolazione (4 sportelli ogni 10.000 abitanti) che rispetto alle imprese (4,7 sportelli ogni 1.000 imprese, a fronte di una media regionale dell’ordine di 4,6). I numeri evidenziano un certo dinamismo nel sistema dell’intermediazione creditizia: Palermo è 11ma fra le 103 province italiane per valore medio dei depositi per sportello, e 50ma per valore medio degli impieghi per sportello.
Viterbo - Lettere - Scrive Domenico Meschini
Bernabei:
Poste italiane se ne infischia degli utenti
di Redazione
TRC-GIORNALE - martedì 13 luglio 2010 10:30
“Sono due anni che chiediamo a Poste italiane di non ridimensionare il servizio a Ladispoli durante la stagione estiva. E puntualmente questo Ente conferma di non tenere conto dei diritti degli utenti di Ladispoli, adducendo motivazioni non accettabili”. Le parole sono del delegato ai Rapporti istituzionali, Angelo Bernabei, che a nome dell’amministrazione comunale del sindaco Paliotta, ha espresso netta contrarietà alla decisione di Poste italiane di ridimensionare l’apertura degli uffici di via Caltagirone e via Regina Margherita nel mese di agosto.
“Siamo stanchi e rammaricati - ha continuato il delegato Bernabei - che per l’ennesima volta nel periodo dell’anno in cui Ladispoli ospita decine di migliaia di villeggianti, Poste italiane decida di ridurre il servizio alla popolazione, creando un disagio enorme agli utenti e dimostrando scarsa programmazione ed attenzione per il territorio. Abbiamo infatti appreso da una nota ufficiale dell’ente postale che dal 9 al 14 agosto l’ufficio di Caltagirone resterà aperto al pubblico soltanto dalle ore 8 alle 14 ed il sabato dalle ore 8 alle 13,15, sospendendo dunque il servizio pomeridiano nel periodo di maggior afflusso di turisti nella nostra città. Nella stessa comunicazione Poste italiane ha anche annunciato che la struttura di via Regina Margherita sarà completamente chiusa al pubblico nei giorni 20 e 21 agosto. E’ una decisione assurda anche ricordando che più volte il sindaco Paliotta aveva scritto a Poste italiane ricordando che ridurre, o addirittura chiudere, gli uffici di Ladispoli a metà agosto significa gettare nel disagio completo gli utenti. Avevamo già avuto l’esempio del luglio 2009 quando la situazione negli uffici di via Caltagirone e via Regina Margherita era stata esplosiva con code estenuanti per gli utenti a causa del massiccio afflusso di persone agli sportelli. In agosto sarà ancora una volta peggio e gli utenti dovranno ringraziare Poste italiane. A questo punto non possiamo che portare questa incresciosa vicenda all’attenzione del ministro delle Poste e Telecomunicazioni, essendo in ballo un servizio di pubblica utilità che Poste italiane a Ladispoli continua a gestire in modo discutibile”.
Poste,
serve uno sportello specifico per le raccomandate
TUSCIAWEB - Viterbo - 16 luglio 2010 - ore 16,30
Riceviamo e pubblichiamo - Gentile redazione,
è ormai abitudine, quella di fare delle lunghissime file alla posta centrale di via Ascenzi, fuori non si può parcheggiare ma dentro di sicuro lo si può fare anche per ore.
La buona volontà di quelle pochissime unità di personale non basta a evitare agli utenti interminabili attese davanti agli sportelli, quindi i poveri impiegati non possono fare altro che fare il loro dovere ma scrollare le spalle di fronte ai sempre più ricorrenti reclami.
La peggiore situazione e palese negli sportelli abilitati per la spedizione della corrispondenza in generale, quindi se capita di fare una raccomandata, si sa quando si entra ma non si è certi di quando si uscirà, una delle cause a mio parere è quella di non aver provveduto ad attivare uno sportello specifico per quegli estracomunitari che proprio negli sportelli delle raccomandate, si accalcano per spedire la loro certificazione, un servizio nuovo questo, ma che avrebbe necessità di una postazione apposita dove il personale può dare anche delle spiegazioni a quella povera gente che non sa neanche come compilare quei documenti, evitando così lunghe file a chi deve invece spedire la propria corrispondenza.
Morale della favola, ieri sono entrato alle ore 18.15 ora del tagliandino "code", ma ho potuto registrare le mie raccomandate solo alle 18.52, che dire... tutti erano furibondi e l'unica cosa che funzionava era un povero ventilatore, e guardandolo bene anche a lui stavano girando le "pale"!.
Domenico Meschini
15/07/2010 VareseNews.it > Varese Laghi
"L'ufficio
postale apre a metà tempo e non funziona mai"
Gravi problemi nella città di Varese a Valle Olona, Bobbiate e Sant'Ambrogio
ufficio postale valle olona "Problemi tecnici, ufficio non operativo". Un laconico annuncio, scritto a mano su un foglio spiegazzato.
I cittadini di Valle Olona, Bobbiate e Sant'Ambrogio sono settimane che faticano a usufruire dei servizi postali.
Una lettrice ci ha contattato e poi accompagnati a verificare la situazione. "Loro, - rivolta ai dipendenti - oltre a non poter effettuare i servizi se le sentono in continuazione. Del resto soprattutto qui a Valle Olona la situazione è davvero tragica perché l'ufficio postale è già aperto un giorno su due, se poi per problemi tecnici non funziona nemmeno...".
Tutto questo disagio è iniziato quando le Poste hanno cambiato il software di gestione testandolo in alcuni uffici postali. Il nuovo programma manda in tilt le periferiche e di fatto blocca tutta l'attività. Infatti, non è possibile svolgere i servizi in nessuna altra forma e non si tratta di scarsa volontà degli operatori, ma di effettiva impossibilità a gestire le operazioni. I cittadini sono così costretti a migrare alla ricerca di un ufficio che possa effettuare le operazioni.
A questo si aggiunge l'altro disagio per Valle Olona dove per processi di razionalizzazione e di tagli di costi l'ufficio postale rimane aperto solo tre giorni alla settimana.
LECCEPRIMA [17/07/2010]
LA
RACCOMANDATA CHE DIVIDE: È SCONTRO SINDACATI-POSTE
Nell’incontro tra le parti per i disagi causati dall’accorpamento degli uffici abilitati alla consegna delle raccomandate postali, rifiutate le proposte dei sindacati: ora si va al muro contro muro
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LECCE - Non scende il sereno sul caso delle raccomandate postale di Lecce: nella serata di ieri le organizzazioni sindacali hanno incontrato l’Azienda Poste della filiale leccese, riscontrando tuttavia una “chiusura totale dell’Azienda”, che rischia solo di peggiorare una situazione già insostenibile. Un nulla di fatto, insomma, nell’appuntamento di concertazione, convocato per discutere dei problemi di grave disagio, vissuto dai cittadini di Lecce e provincia e dai lavoratori degli uffici postali, a causa degli accorpamenti degli uffici abilitati alla consegna delle raccomandate postali.
Rivisitando il piano degli uffici abilitati a questo servizio, di fatto, secondo i sindacati, l’azienda ha messo in condizioni inaccettabili sia gli utenti che gli addetti al servizio, perché sono stati accorpati uffici che interessano aree della città molto ampie e densamente abitate, creando di conseguenza file interminabili agli sportelli: “Il disagio dei cittadini e dei lavoratori . afferma Salvatore Labriola, segretario generale provinciale Segretario generale della Sindacato lavoratori della Comunicazione Cgil - è ancora più pesante se consideriamo che l’accorpamento è stato deciso ben sapendo che quasi tutti gli uffici postali hanno il turno unico della mattina e offrono il servizio solo dalle ore 9”.
Le cose, inoltre, per i sindacati non migliorano per il nuovo servizio Raccomandata1, un prodotto nuovo che secondo quanto disposto dall’Azienda, deve essere ritirata in un ufficio situato al primo piano del Cpo, in via Lequile. In questo caso, al disagio della fila, si aggiunge quello dell’accessibilità ai disabili e alla persone anziane, oltre che della sicurezza e dell’incolumità degli utenti, dal momento che in quell’edificio c’è un continuo passaggio di automezzi e muletti per il trasporto di carichi di corrispondenza.
Per questi motivi le Organizzazioni Sindacali hanno aperto un conflitto di lavoro con l’azienda, per chiedere di ottimizzare l’organizzazione del lavoro, nell’interesse sia dei lavoratori che dell’utenza. Dopo aver chiesto e ottenuto un incontro presso la sede dell’Azienda Poste di Lecce, i Sindacati hanno presentato le loro proposte, tra cui la costituzione di sportelli dedicati alla consegna delle raccomandate. Per far questo, secondo le Organizzazioni sindacali, è necessario creare un ufficio unico, con più sportelli, con doppio turno di apertura (mattina e pomeriggio). La proposta, nello specifico, è di costituire l’ufficio presso il Cpo di via Lequile a Lecce, dove, peraltro, gli utenti non devono anche pagare la tassa del parcheggio.
Proposte, però, inascoltate dall’azienda, che ha respinto al mittente ogni possibilità di intesa tesa a migliorare una situazione che rischia soltanto di peggiorare. Di fronte a questo atteggiamento di totale chiusura da parte dell’azienda, i Sindacati dichiarano che il conflitto di lavoro resta aperto e che la questione passa a livello regionale. “Riteniamo a questo punto urgente anche una presa di posizione delle Istituzioni – sottolinea Salvatore Labriola, di Slc Cgil – in merito a un problema che potrebbe anche creare problemi di ordine pubblico. Per questo, oltre al coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, chiederemo l’intervento del Prefetto di Lecce e attendiamo anche un parere del Sindaco della Città, nell’interesse dei diritti dei cittadini”. I sindacati annunciano, inoltre, che a breve saranno messe in essere delle azioni di sensibilizzazione pubblica sul problema.
LUNASET 13-7-2010
La Cgil
preoccupata per le condizioni delle Poste a San Bartolomeo in Galdo
(13 Luglio) La CGIL di Benevento e lo SPI CGIL esprimono forti preoccupazioni per quello che sta avvenendo a San Bartolomeo in Galdo. Il Comune ha messo a disposizione di Poste Italiane uno stabile che è risultato non essere idoneo al rispetto delle norme sulla sicurezza. Al fine di rendere la struttura idonea, si sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza. La cosa alquanto strana è che l’appalto è stato dato a sua volta in subappaltato ad altre aziende. Nel frattempo Poste Italiane ha pensato bene di utilizzare, per svolgere ed erogare i suoi servizi, una postazione mobile. Fin qui “nulla questio”, se non fosse che la postazione, secondo la CGIL, è così piccola, calda ed angusta che rischia di diventare pericolosa per quegli anziani che per ritirare la pensione sono costretti ad estenuanti attese. Questo sta comportando un forte disagio alla popolazione locale. Chiediamo alla Direzione delle Poste Italiane di Benevento – conclude la nota - di porre in essere tutte le azioni possibili al fine di ripristinare la normalità del servizio e contemporaneamente migliorarne qualità ed efficienza. Se nelle prossime ore non ci dovesse essere una presa d’atto di quanto sopra denunciato, la CGIL di Benevento, sarà impegnata, attraverso gli organi competenti a promuovere azioni che tutelino i diritti dei cittadini del Fortore.
Enna. CISL
Poste denuncia carenza di personale e ritmi di lavoro e di pressione non
accettabili.
VIVIENNA Inserita da redazione il lug 12th, 2010
E’ da diverso tempo che ad Enna il Sindacato CISL Poste denuncia la carenza di personale addetto alla sportelleria degli Uffici postali in Provincia di Enna, che produce un notevole abbassamento del livello di qualità dei servizi prestati alla clientela, e ritmi di lavoro e di pressione per i lavoratori non più accettabili.
“Le condizioni e la qualità del lavoro peggiorano di giorno in giorno ma nessuno se ne accorge, è il grido di allarme del segretario provinciale Cisl Poste, Salvatore Alfano, che continua: “Per questo il Coordinamento dei Quadri aderenti alla Cisl Poste, di concerto con la Segreteria Provinciale Cisl Poste, ed insieme ai Direttori degli Uffici Postali della Provincia, ha ripreso con forza l’iniziativa, che in una animata assemblea ha focalizzato l’attenzione sullo stato di disagio in cui giornalmente sono costretti ad operare i lavoratori postali.
I presenti all’incontro, confortati dalla sentita partecipazione, hanno posto l’accento sulla carenza di personale negli uffici Postali provinciali, inequivocabilmente dimostrata dalle interminabili file di questi giorni; carenza che pur non ancora nel pieno delle ferie estive, rischia di esplodere ulteriormente e peggiorare l’offerta di servizi qualitativamente soddisfacenti ai cittadini, che sovente additano i Responsabili degli uffici Postali quali “colpevoli” del vuoto organico estremamente visibile nel settore della sportelleria.
I partecipanti hanno anche ribadito che i Direttori degli Uffici Postali non riescono più a fare fronte agli innumerevoli obiettivi commerciali e di qualità loro assegnati, delusi e perplessi dalla indifferenza Aziendale che misconosce fatti palpabili e stress correlati incombenti.
Evidenziano altresì che la stampa locale riporta sovente lamentele riferite ad uno o all’altro Ufficio Postale, a fronte di una ostentata sufficienza aziendale che rimane invece distante dalle esigenze dei cittadini e dei propri dipendenti.
La Segreteria Provinciale Cisl Poste, il Coordinamento Quadri della CISL Poste ed i Direttori degli Uffici Postali , preannunciano che subito dopo le ferie estive promuoveranno ogni utile, pubblica iniziativa tesa a sviluppare e fare conoscere lo stato effettivo dei disagi vissuti, con coinvolgimento delle Istituzioni pubbliche, per contribuire a rendere alla collettività servizi efficienti ed adeguati ai livelli qualitativi degni di una grande Azienda, quale è Posteitaliane, e per riappropriarsi della “dignità di lavoratori postali”.
Nardò, postina e ragazza si scontrano con gli scooter. Ferite
ilpaesenuovo.it Giovedì 15 Luglio 2010 12:54
Lecce (Salento) – Intorno alle 12 di questa mattina a Nardò si è verificato un incidente tra una postina e una ragazza in via Romagna, una traversa laterale che conduce alla principale via Rubichi Entrambe erano a bordo di 2 scooter, la postina sul liberty bianco adoperato per lavoro e la ragazza su una vespa di colore celeste.
La dinamica dell’incidente: la ragazza R. F. di 20 anni stava uscendo dal parcheggio con la sua vespa quando è sopraggiunta la postina M. G. di 35 anni. Il forte impatto ha colto frontalmente i due scooter e ha fatto cadere per terra le due donne.
Come ha descritto un testimone, un uomo che stava lavorando ad una abitazione vicina pare che ad aver avuto la peggio sia stata la postina che ha dovuto sopportare il peso dello scooter arrivato sul suo corpo.
Sul posto è giunta perciò, l’ambulanza del 118 che ha trasportato le due donne al Pronto Soccorso del “San Giuseppe Sambiasi” di Nardò. Per la postina e la ragazza pare non ci siano gravi lesioni.
A verificare l’entità dell’accaduto sono intervenuti prontamente gli agenti della polizia locale.
Non è mancata la presenza del capo squadra dell'Ufficio Postale.
I danni agli scooter : il liberty della postina ha avuto ammaccamenti al porta pacchi e alla fiancatura sinistra; la vespa della ragazza una rientratuta alla carrozzeria. (Pa. De.Pa.)
"Raccomandate
il postino non suona più’"
la rabbia dei clienti: code e disagi all’ufficio di via Martini
LA NAZIONE
Prato,15 luglio 2010 - POSTE di via Martini ore 12, sala delle raccomandate. Il biglietto che ha tra le mani Antonella Casabona per ritirare la sua raccomandata indica il numero 230, sul display compare appena il 184: l’attesa, nonostante siano tre gli sportelli aperti, è ancora molto lunga: ben 40 persone avanti. «E’ un classico — commenta rassegnata Antonella — ogni volta che si viene qui bisogna armarsi di molta pazienza, la fila più piccola che si possa trovare, a essere fortunati, è di 20 persone».
E Antonella mette in luce anche un altro problema: «Con la crisi economica di questo momento, e la conseguente necessità di lavorare a pieni ritmi, venire qui a perdere intere mattinate è veramente una beffa, una legge del contrappasso». La parola d’ordine per l’avvocato Tommaso Soldi, anche lui in attesa del suo turno, è «uno scandalo». «Preferisco venire io a ritirare le raccomandate — attacca Soldi — piuttosto che mandare la segretaria, altrimenti perde una mattinata di lavoro. E il problema, per me, non sono solo le raccomandate ma anche le ricevute di ritorno, che mi occorrono per depositare gli atti: impiegano anche due mesi per essere rispedite al mittente». «Inoltre — prosegue Soldi — sono convinto che i postini non suonino neanche più il campanello per consegnare le raccomandate, ma le lasciano direttamente nella cassetta postale. Il giorno che ho trovato questa raccomandata (che sventola tra mani, ndr) nella cassetta ho trascorso l’intera giornata a casa e nessuno ha citofonato».
Ma Sodi non è il solo a lamentarsi del fatto che i postini depositino direttamente le raccomandate nella cassetta postale senza suonare il campanello, tra questi anche Mario Spagnesi che aggiunge «a me addirittura hanno perso anche la documentazione che ero venuto a ritirare». Al coro della protesta si aggiunge anche quella di Alessandro Giovannini che conferma «è la terza volta che trovo 40 persone in coda prima del mio turno, indipendentemente dall’orario e dal giorno in cui vengo». E intanto molte persone, nonostante l’afa, attendono fuori il loro turno tra una sigaretta e l’altra».
Serena Valecchi
15/07/2010
VareseNews.it > Varese Laghi
"L'ufficio
postale apre a metà tempo e non funziona mai"
Gravi problemi nella città di Varese a Valle Olona, Bobbiate e Sant'Ambrogio
ufficio postale valle olona"Problemi tecnici, ufficio non operativo". Un laconico annuncio, scritto a mano su un foglio spiegazzato.
I cittadini di Valle Olona, Bobbiate e Sant'Ambrogio sono settimane che faticano a usufruire dei servizi postali.
Una lettrice ci ha contattato e poi accompagnati a verificare la situazione. "Loro, - rivolta ai dipendenti - oltre a non poter effettuare i servizi se le sentono in continuazione. Del resto soprattutto qui a Valle Olona la situazione è davvero tragica perché l'ufficio postale è già aperto un giorno su due, se poi per problemi tecnici non funziona nemmeno...".
Tutto questo disagio è iniziato quando le Poste hanno cambiato il software di gestione testandolo in alcuni uffici postali. Il nuovo programma manda in tilt le periferiche e di fatto blocca tutta l'attività. Infatti, non è possibile svolgere i servizi in nessuna altra forma e non si tratta di scarsa volontà degli operatori, ma di effettiva impossibilità a gestire le operazioni. I cittadini sono così costretti a migrare alla ricerca di un ufficio che possa effettuare le operazioni.
A questo si aggiunge l'altro disagio per Valle Olona dove per processi di razionalizzazione e di tagli di costi l'ufficio postale rimane aperto solo tre giorni alla settimana.
Disfunzioni
postali: l'On Bellanova porta il caso in Parlamento
IL PAESE NUOVO - Martedì 13 Luglio 2010 16:44
Lecce (Salento) - Il caso delle disfunzioni postali verificatesi nel Salento, sollevato da Federconsumatori e sul quale è intervenuta anche la Slc Cgil, approda in Parlamento con un’interrogazione presentata dalla Parlamentare del Pd on. Teresa Bellanova ed indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico.
“Queste disfunzioni purtroppo si verificano quotidianamente” afferma la parlamentare del Pd “ed a pagarne il prezzo più alto sono in primo luogo i cittadini salentini, costretti ad affrontare code interminabili, ma non di meno i lavoratori degli uffici postali, i quali visto le decine di pensionamenti avvenuti in questo ultimo anno ed il mancato turnover degli stessi sportellisti, sono sottoposti ad un carico di lavoro esorbitante”.
“Il potenziamento dell’organico” continua la Bellanova “potrebbe rappresentare un valore aggiunto per l’azienda che offrirebbe maggiore efficienza nel servizio alla cittadinanza e potrebbe essere anche un incentivo occupazionale territoriale molto utile per la nostra economia”.
“Ho chiesto al Ministro competente” - conclude la parlamentare del Pd- “di fare tutto ciò che è utile affinché le difficoltà che stanno incontrando i cittadini salentini si risolvano quanto prima e congiuntamente farsi carico delle problematicità alle quali gli stessi lavoratori di Poste Italiane sono sottoposti quotidianamente, col fine di migliorare il servizio territoriale a vantaggio di tutti i soggetti interessati”.
DOLO La denuncia dei sindacati
Consegna degli elenchi
Le Poste sono nel caos
IL GAZZETTINO - Domenica 11 Luglio 2010,
«Siamo alle solite, l'azienda firma importanti convenzioni, ma poi viene al tavolo delle trattative con la borsa chiusa, impendendo ed aggravando lo stato dei lavoratori delle Poste».
L'allarme è lanciato dal segretario provinciale della Slp Cisl, Gianni Conte, dopo l'aver visto accatastate davanti all'ufficio postale di Dolo, pile di elenchi telefonici e delle «Pagine Gialle».
«L'azienda - ha spiegato Conte- anche per quest'anno ha rinnovato la convenzione con la Seat per la distribuzione di Pagine Bianche e Gialle».
La convenzione, però, non avrebbe visto il potenziamento di organico, come voluto appunto dai sindacati.
«Noi chiedevamo - continua Conte - delle assunzioni a tempo pieno ed invece l'azienda ha fatto assunzioni a tempo determinato a 3 ore al giorno. E non è esattamente ciò che avevamo chiesto. Anzi!»
E richiama quanto accaduto a Dolo.
«Il postino che si occupa del centro, al rientro dalle ferie, si è trovato con 148 raccomandate da consegnare e varie stampe e lettere».
E richiama anche il governo alle proprie responsabilità.
«Tra cinque mesi ci sarà la liberalizzazione del mercato postale.
Noi avevamo chiesto una proroga nel 2009 ed un'ulteriore per il 2011. Ma nessuno si muove e questo potrebbe creare gravi danni all'occupazione e a Poste Italiane».
Gianluigi Dal Corso
DOLO - Le Poste:
«Nessun disservizio per gli elenchi»
IL GAZZETTINO - Mercoledì 14 Luglio 2010,
Nessun problema sulla regolarità del servizio di consegna, sia della corrispondenza che degli elenchi telefonici. Ad affermarlo sono i vertici di Poste Italiane, dopo la dura presa di posizione del segretario provinciale Slp Cisl, Gianni Conte. Lo stesso sindacalista, nei giorni scorsi, aveva fatto notare come davanti all'ufficio postale di Dolo giacessero pile di elenchi telefonici, in attesa d'essere consegnati. «Nella sede del centro primario di distribuzione di Dolo- fanno sapere da Poste Italiane- gli elenchi vengono provvisoriamente stoccati in attesa d'essere affidati ai portalettere per il recapito». E spiegano: «I volumi sono conservati in luogo riparato e coperti con dei teli protettivi, allo scopo di preservarli dalle intemperie. Per evidenti ragioni di sicurezza, dunque, non possono essere stoccati all'interno dell'ufficio». Poste Italiane ribadisce che gli stessi elenchi sono consegnati in maniera regolare, senza giacenze o code di lavorazione. Poste Italiane, inoltre, chiede alla gente di verificare la presenza di cassette idonee al deposito degli elenchi al di fuori delle abitazioni e sulle quali siano riportati in maniera corretta i dati dei destinatari. (G.Dco.)
AVVISATORE - Data pubblicazione: 14/07/2010 Codice Rif.: (4-03431)
Assicurare
l'operatività dei piccoli uffici postali nelle comunità di montagna e nelle
città di provincia
Dell' On Sergio Divina (Lega Nord Padania)
Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che, come risulta dalla risposta scritta del Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico alla interrogazione 4-00388 presentata il 22 luglio 2008, nella seduta dell'Assemblea del Senato n. 45, "(...) allo stato, non è previsto alcun piano specifico che implichi tagli indiscriminati del personale e/o conseguentemente la chiusura definitiva dei piccoli uffici postali ubicati in zone periferiche e in comunità di montagna. Per quanto concerne l'orario di apertura al pubblico degli uffici postali durante il periodo estivo, si segnala che con decreto ministeriale del giugno 2007 si è provveduto a fissare alcuni standard minimi di servizio che gli uffici postali devono osservare durante la stagione estiva, coerentemente con quanto stabilito dal vigente Contratto di programma";
considerato che:
come si legge nella richiamata risposta scritta, "il citato decreto definisce, infatti, le linee generali di intervento relative alla chiusura ed alla rimodulazione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali che consentono di assicurare un livello di offerta del servizio in linea con le esigenze della popolazione su tutto il territorio nazionale ed, in particolare, dei comuni a forte vocazione turistica. Tale decreto introduce, inoltre, l'obbligo per la concessionaria Poste italiane SpA a presentare al Ministero, entro il 30 aprile di ciascun anno, un piano annuale di rimodulazione delle aperture estive giornaliere ed orarie per il periodo 15 giugno-15 settembre. Al Ministero spetta, quindi, il compito di monitorare l'attuazione di tale piano, anche mediante verifiche periodiche, disponendo, in caso di mancato rispetto degli standard, l'applicazione delle sanzioni previste per la violazione degli obblighi connessi all'espletamento del servizio universale, di cui all'art. 21 del decreto legislativo n. 261 del 1999";
ad esempio nella città di Trento, dal 15 giugno 2010, l'orario estivo degli uffici postali è stato ridotto ed osserva il seguente orario di apertura al pubblico 8,30 -13,30. Solo un terzo degli uffici sono operativi (8 su 22), e in quasi tutti i paesi di montagna nel Trentino come anche nel bellunese e in tutto l'arco alpino e appenninico, gli uffici postali esercitano solo tre giorni a settimana;
a causa della rilevante riduzione del servizio postale, si sono manifestate gravissime conseguenze, con particolare riguardo alla stagione turistica e a danno degli utenti (sopratutto anziani) costretti ad affrontare lunghe file di attesa al caldo, per poter effettuare i propri pagamenti e/o riscossioni;
l'attuale situazione evidenzia la necessità di rendere più operativo e continuativo il servizio delle Poste,
si chiede di sapere se il Governo, in virtù dei poteri che la normativa vigente riconosce ai Ministri in indirizzo su Poste SpA, non intenda intervenire affinché sia assicurata una soluzione diversa rispetto ai tagli di orari e chiusura delle sedi postali e sia assicurata l'operatività di tutti quei piccoli uffici postali, indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza delle piccole comunità di montagna, nonché l'efficienza e l'effettività del servizio degli uffici postali nelle città di provincia.
POSTE ITALIANE S.P.A
GARGANOPRESS Scritto da Administrator
Mercoledì 14 Luglio 2010 09:14
di Francesco Serio
E’ da tempo che le Poste italiane sono privatizzate, nonostante tutto godono di un monopolio allucinante, impongono leggi ferree solo a favor loro, e garantiscono un personale “eccellente” capace persino di ricaricarti il cellulare. All’interno degli uffici postali ormai si trova di tutto dalla cancelleria in genere alla discografia del più ignoto artista sul mercato musicale, manca poco per vendere la verdura, certo è un bel servizio se fosse nelle mani di esperti e personale formato. Basta testare qualsiasi ufficio postale per scoprire che il 99% del personale è ignaro dei servizi che offre l’azienda, ma soprattutto è al quanto incompetente, da creare disagi e disguidi in quantità.
Ci si trova personale ultra cinquantenne che “per caso”, riveste il ruolo di impiegato e cerca invano di capire come funziona il terminale e i prodotti che gli sono stati affidati, magari chiede informazioni al collega accanto che nella sua grande preparazione gli consiglia un’altra cosa che lo porta sulla strada sbagliata, alla fine bisogna ricorrere all’aiuto finale del collega si è letta l’ultima circolare e riesce dopo lunga attesa a gestire l’operazione, mentre l’utente, allo sportello che sbadiglia e quasi gli cala la palpebra. Insomma, un servizio a 360 gradi per Poste Italiane SPA, ad oggi propongono sul mercato l’impossibile promettendo anche a qualcuno che si stanno attrezzando per i mircoli… ma l’unico miracolo sarebbe quello di far sparire poste italiane.
UNA SETTIMANA DI DISAGI PER UTENTI E PORTALETTERE
E a Caltana l’ufficio con le crepe
riapre da oggi
IL GAZZETTINO Sabato 17 Luglio 2010,
S. MARIA DI SALA - «Nessun pericolo per la stabilità dell’edificio. Le crepe alle pareti sono solo fessurazioni di assestamento». Riapre oggi l'ufficio postale di Caltana dopo il risultato della verifica sulla sua stabilità e agibilità, dopo una settimana di disagi agli utenti, ai postini e negli uffici di Mirano dove in questi giorni era stato fissato il recapito delle operazioni che prima si svolgevano a Caltana.
La posta da firmare, per esempio, quando non ci si trovava in casa doveva essere ritirata a Mirano. E sempre a Mirano i postini non avevano spazi in cui muoversi e casellari per ripartire la posta, tanto da dover mettere carrelli e cassette dappertutto con il rischio di inciampare. Dai tre giorni inizialmente previsti dalla direzione delle Poste di Mestre per le verifiche alle crepe apparse sui muri dell’ufficio postale di Caltana, ne è passato qualcuno di più, ma l’esito positivo delle verifiche ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche agli inquilini che abitano al piano superiore, ovviamente rimasti nelle loro case dopo la chiusura dello sportello.
Intanto, se a Caltana da oggi la situazione ritornerà alla normalità, la prossima settimana resterà chiuso da lunedì a mercoledì l’ufficio postale di Santa Maria di Sala per consentire alcune opere di adeguamento degli impianti elettrici. Le poste del capoluogo saranno riaperte da giovedì 22 luglio.
Carlo Petrin
Vaccarinews 15 Lug 2010 - ore 02:21
Tagli
estivi, Ladispoli ricorre al ministro
L'accusa: il centro si popola di villeggianti e Poste italiane… riduce gli orari di apertura delle due sedi
A Ladispoli la società suscita critiche per il servizio
Tagli estivi ai servizi? È il tormentone del settore nei periodi più caldi, quando la clientela va in vacanza ed anche i dipendenti chiedono le ferie. Se la limitazione degli orari può avere un senso nelle città abbandonate, lo ha meno nelle località turistiche, dove invece il traffico aumenta.
Come a Ladispoli (Roma), luogo in cui il Comune ha alzato la voce per le riduzioni che saranno introdotte in agosto alle sedi di via Caltagirone snc e via Regina Margherita 10/12.
“Sono due anni -precisa il delegato ai rapporti istituzionali, Angelo Bernabei- che chiediamo a Poste italiane di non ridimensionare il servizio a Ladispoli durante la stagione estiva. E puntualmente questo ente conferma di non tenere conto dei diritti degli utenti… adducendo motivazioni non accettabili”.
“Siamo stanchi e rammaricati che per l'ennesima volta nel periodo dell'anno in cui Ladispoli ospita decine di migliaia di villeggianti Poste italiane decida di ridurre il servizio alla popolazione, creando un disagio enorme agli utenti e dimostrando scarsa programmazione ed attenzione per il territorio”.
Lo stesso sindaco, Crescenzo Paliotta, ha scritto più volte alla società “ricordando che ridurre, o addirittura chiudere, gli uffici di Ladispoli a metà agosto significa gettare nel disagio completo gli utenti”.
Era già accaduto -conclude Angelo Bernabei- nel luglio 2009, quando la situazione si era rivelata “esplosiva con code estenuanti per gli utenti a causa del massiccio afflusso di persone agli sportelli. In agosto sarà ancora una volta peggio e gli utenti dovranno ringraziare Poste italiane. A questo punto non possiamo che portare questa incresciosa vicenda all'attenzione del ministro”.
"Sono finiti i soldi, torni un altro giorno"
Monterosso:
disagi all'ufficio postale
per gli
anziani in fila per le pensioni
di Angelo Schembari
IL GIORNALE DI RAGUSA - Martedì 13 Luglio 2010 - 20:13
Monterosso Almo – Disagi alle poste, è questo quanto lamentano alcuni anziani che in questi giorni dopo lunghe file di attesa per prendere la pensione si sono visti rispondere che erano finiti i soldi e che quindi dovevano ritornare un altro giorno.
“Dopo due ore di attesa arrivato il mio turno – conferma un anziano - mi hanno detto che era finita la liquidità a disposizione e che quindi le mia pensione e quella di altri dopo di me non poteva essere pagata, così non ci è rimasto altro che tornare a casa e presentarci un altro giorno sperando in un esito migliore.”
Un disagio non da poco e già ripetutosi altre volte e di cui non si capisce il perché visto che, da qualche anno, proprio per disciplinare i pagamenti delle pensioni ed evitare le file estenuanti che si formavano fin dall’alba per conquistare i primi posti, i pensionati sono stati suddivisi in ordine alfabetico in giorni diversi.
Quindi le poste hanno tutto il tempo e i numeri per programmare le somme in pagamento, almeno in teoria !!!
QUOTIDIANO DI SICILIA - Articolo pubblicato il 16 luglio 2010
Alle Poste
i “professionisti” del turno
di Martina Miliani
venerdì 16 luglio 2010
Quando è giorno di riscossioni di pensioni e assegni familiari, la folla che si stringe attorno agli sportelli postali scoraggia in genere chiunque. Ed ecco come, a Palermo, ordinare la fila, effettuare pagamenti a terzi e “tenere il posto” a chi ha nel frattempo altre “faccende da sbrigare”, diviene una sorta di mestiere. Alle 7 e 30 del mattino, una mezz’ora prima dell’orario di apertura, davanti alle poste di via Gaspare Palermo, ci sono già più di una ventina di persone in fila. Chi arriva però non usa chiedere chi ci sia prima di lui. Si dirige verso un uomo e una donna, chiedendo loro il numerino. Così dal blocco che custodiscono, viene strappato un numero che si aggira attorno alla sessantina, molto oltre alla quantità delle persone che presidiano l’entrata degli uffici postali. Ecco come ci si può guadagnare da vivere a Palermo. Dalle tre del mattino fino alle undici, due persone sono incaricate di fare ordine: “Ci ammazzeremmo altrimenti” giustifica una signora in attesa. Così il bigliettino viene distribuito alle utenze. una volta aperto l’ufficio, il bigliettino si cambia con quello dei normali distributori, posti all’interno della sala. Ma tutto passa da questi due strani “addetti ai lavori”. “Per lo meno non si guadagnano il pane in altri modi” dice qualcun altro. Una volta effettuata l’operazione allo sportello, infatti, la maggior parte lascia qualche spicciolo. “Non è che ti puntano la pistola, se non lo fai” premette un’altra signora. E al personale dell’ufficio postale sembra che non dispiaccia questo servizio, anzi: “Il direttore glielo lascia fare, purchè loro facciano ordine, non ci sia confusione” spiega un’altra signora in attesa. Poi la strana pratica, pare assumere una deformazione che ricorda quella tipica del rapporto guidatore-posteggiatore, quando sono gli stessi residenti a chiedere agli abusivi di conservare loro il posto auto. Il numerino si può prenotare, il giorno prima o la mattina stessa. Così chi mattiniero si alza presto per guadagnare tempo, si ritrova già con una discreta quantità di persone, che ahimè, hanno già provveduto a prendere il posto prima di lui. Ma quanto costa il servizio? “Quanto vuole lasciare, due o tre euro” Spiega l’impiegato extra. E così anche per il pagamento di bollettini. Chi vuole consegna loro il denaro e il bollettino da pagare. Più tardi passa a prendere la ricevuta, lasciando un piccolo pegno per il favore prestato. Quando si dice il tempo è denaro.
Ladispoli,
polemiche per la decisione di Poste Italiane di ridurre l'orario degli
sportelli
Martedì 13 Luglio 2010 11:59
(L'UNICO) - "Sono due anni che chiediamo a Poste italiane di non ridimensionare il servizio a Ladispoli durante la stagione estiva. E puntualmente questo Ente conferma di non tenere conto dei diritti degli utenti di Ladispoli, addocendo motivazioni non accettabili". E' quanto denuncia il delegato ai Rapporti Istituzionali del Comune di Ladispoli, Angelo Bernabei.
Tutta l'amministrazione comunale del sindaco Paliotta condanna la decisione di Poste Italiane di ridimensionare l'apertura degli uffici di via Caltagirone e via Regina Margherita nel mese di agosto. "Siamo stanchi e rammaricati - spiega Bernabei - che per l'ennesima volta nel periodo dell'anno in cui Ladispoli ospita decine di migliaia di villeggianti, Poste Italiane decida di ridurre il servizio alla popolazione, creando un disagio enorme agli utenti e dimostrando scarsa programmazione ed attenzione per il territorio". Lo stesso sindaco Paliotta più volte aveva scritto all'Ente ricordando che ridurre o chiudere gli uffici di Ladispoli a metà agosto, significava gettare nel caos e nel disagio gli utenti.
"A questo punto - conclude il comunicato del delegato del sindaco - non possiamo che portare questa incresciosa vicenda all'attenzione del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, essendo in ballo un servizio di pubblica utilità che Poste Italiane a Ladispoli continua a gestire in modo discutibile". (L'UNICO)
Tusciaweb Viterbo - Lettere - Scrive Domenico Meschini
Poste,
serve uno sportello specifico per le raccomandate
Viterbo - 16 luglio 2010 - ore 16,30
Riceviamo e pubblichiamo - Gentile redazione,
è ormai abitudine, quella di fare delle lunghissime file alla posta centrale di via Ascenzi, fuori non si può parcheggiare ma dentro di sicuro lo si può fare anche per ore.
La buona volontà di quelle pochissime unità di personale non basta a evitare agli utenti interminabili attese davanti agli sportelli, quindi i poveri impiegati non possono fare altro che fare il loro dovere ma scrollare le spalle di fronte ai sempre più ricorrenti reclami.
La peggiore situazione e palese negli sportelli abilitati per la spedizione della corrispondenza in generale, quindi se capita di fare una raccomandata, si sa quando si entra ma non si è certi di quando si uscirà, una delle cause a mio parere è quella di non aver provveduto ad attivare uno sportello specifico per quegli estracomunitari che proprio negli sportelli delle raccomandate, si accalcano per spedire la loro certificazione, un servizio nuovo questo, ma che avrebbe necessità di una postazione apposita dove il personale può dare anche delle spiegazioni a quella povera gente che non sa neanche come compilare quei documenti, evitando così lunghe file a chi deve invece spedire la propria corrispondenza.
Morale della favola, ieri sono entrato alle ore 18.15 ora del tagliandino "code", ma ho potuto registrare le mie raccomandate solo alle 18.52, che dire... tutti erano furibondi e l'unica cosa che funzionava era un povero ventilatore, e guardandolo bene anche a lui stavano girando le "pale"!.
Domenico Meschini
Poste, Federconsumatori:
'File interminabili e uffici chiusi'
ILPAESENUOVO - Lunedì 12 Luglio 2010 15:14
Lecce (Salento) - La Federconsumatori Lecce denuncia il pesante disagio vissuto dai cittadini del capoluogo e della provincia per la soppressione del servizio in molti e importanti uffici postali. Nel Salento decine di uffici postali resteranno, infatti, chiusi per l’estate.
Tutta la preoccupazione e il disappunto per questa situazione vengono espressi dal presidente della Federconsumatori, Antonio Moscaggiuri: “L’azienda Poste Italiane della provincia di Lecce continua a fare scelte organizzative, secondo noi, sbagliate, perché mettono in condizioni di disagio enorme i cittadini di Lecce e provincia. Da qualche settimana, infatti, i cittadini affrontano file interminabili, della durata di almeno due ore, per ritirare le cosiddette raccomandate “inesitate” (che vengono cioè depositate nell’ufficio postale più vicino perché il destinatario risulta irreperibile al momento della consegna a domicilio). Negli ultimi tempi i cittadini sono costretti a chiedere anche una giornata di ferie dal lavoro per ritirare una raccomandata, anche perché quasi tutti gli uffici postali hanno il turno unico della mattina e offrono il servizio solo dalle ore 9. È una questione che sfiora il paradossale, se si vanno a scoprire le ragioni di questo disagio.
Secondo Moscaggiuri, la scelta di accorpare uffici postali che servono aree della città molto ampie e ad alta densità di popolazione risulta infelice: “Per fare un esempio fra i tanti -continua il presidente della Federconsumatori- residenti di interi quartieri come Santa Rosa, Rudiae Ferrovia, San Pio, parte di Centro-Mazzini, sono riversati tutti in un unico ufficio (in viale Leopardi). E non è finita qui: c’è anche la novità del servizio Raccomandata1, un prodotto nuovo che secondo quanto disposto dall’Azienda, deve essere ritirarla in un ufficio sperduto del primo piano del CPO, in via Lequile. In questo caso, al disagio della fila, si aggiunge quello dell’accessibilità ai disabili e alla persona anziane, oltre che della sicurezza e dell’incolumità degli utenti. La consegna in ogni caso, delle raccomandate, non avviene prima delle ore 9 e la maggior parte degli uffici postali di Lecce sono aperti soltanto la mattina”.
Ad aggravare una situazione già critica, si aggiunge poi il disagio causato dalla chiusura di decine di uffici postali dei piccoli centri e delle frazioni comunali che resteranno del tutto chiusi, quattro giorni su sei, per tutta l’estate.
Invitando i cittadini a segnalare ogni sorta di disagio, Moscaggiuri conclude: “Chiediamo che quanto prima si affrontino questi problemi che mettono in seria difficoltà gli utenti, e il territorio nella sua complessità, non potendo usufruire di un servizio fondamentale nella gestione della vita lavorativa, pubblica e privata: un diritto che non tarderanno a reclamare con le dovute misure a loro disposizione”.
Forti ritardi nella consegna della
posta
Scritto da Il Crotonese
domenica 18 luglio 2010
Per tutta l'estate, almeno a metà settembre circa, la consegna della corrispondenza nella provincia di Crotone subirà forti ritardi - fino ad una settimana se non anche di più nelle zone più periferiche - a causa della mancata sostituzione dei portalettera che stanno andando in ferie in questo periodo.
L’Area logistica territoriale (Alt) della Calabria di Poste Italiane spa, infatti, non ha autorizzato nella provincia di Crotone l’assunzione di portalettere a tempo determinato per sostituire quelli in ferie. In tutta la regione, invece, nello stesso periodo, sono stati assunti circa 70 portalettere precari proprio per garantire la continuità e la qualità del servizio, nonostante la turnazione dei riposi estivi.
La situazione è stata denunciata per tempo dalla Cisl Poste e dal segretario provinciale del sindacato Salvatore Fragale, senza che nel frattempo l’azienda abbia intrapreso alcuna azione correttiva, rivendendo una programmazione dell’assunzione di personale a termine che penalizza fortemente il nostro territorio: in primis gli stessi addetti al recapito, che dovranno fare gli straordinari per cercare di evadere almeno in parte il lavoro dei colleghi assenti; eppoi, soprattutto, gli utenti che in alcuni casi potranno subire veri e propri danni economici. Si pensi, ad esempio, al caso di bollette recapitate oltre il termine ultimo di pagamento, con i cittadini che saranno costretti a sborsare anche i costi di mora.
Il personale del servizio di recapito nelle diverse aree in cui è suddiviso nella provincia, secondo fonti sindacali, copre giusto l’organico necessario e tra l’altro avrebbe anche un monte ferie da smaltire che in alcuni casi arriva pure a circa 100 giorni. Perciò quando qualche portalettere va in ferie (avrebbe diritto a due settimane consecutive) non ci sono colleghi che possono sostituirlo senza lasciare ‘scoperta’ un’altra zona. Quindi in quell’area bene che vada la posta sarà consegnata a giorni alterni.
Fonte: Il Crotonese, 17/07/10
GIORNALE DI BRESCIA
Poste,
disagi per gli uffici chiusi
mercoledì, 14 luglio 2010
L’ammodernamento del sistema informatico degli uffici postali sta causando disservizi e disagi, sia alla clientela che al personale. Nelle ultime due settimane non è stato infrequente, per chi si è recato alle poste in città, vedersi sbarrato il passo dal cartello: «Chiuso per problemi tecnici». I problemi della nuova piattaforma tecnologica hanno causato il black out a numerosi uffici in Italia, colpendo anche cinque uffici strategici della rete cittadina: da via Moretto a via Marsala, passando per via Caduti del Lavoro, via Baracca e via Allegri a San Polo. Problemi non sono mancati nemmeno in provincia, dove i macchinari hanno fatto i capricci a Sarezzo, Carcina, Collebeato, Lavenone, Polaveno, Niardo e Zone.
Naturalmente un disguido di questa portata ha messo in allerta il personale tecnico e logistico di Poste spa, che ha fatto gli straordinari per venire a capo del problema. Gli sportelli hanno ripreso la loro normale attività oraria, anche se qualche strascico di malfunzionamento potrebbe non mancare nei prossimi giorni. Causa di mugugni e proteste, le chiusure inaspettate sono state portate all'attenzione del pubblico dai tre sindacati Cgil, Cisl e Uil del settore postale, che hanno diramato un comunicato unitario per sollecitare una rapida soluzione