IL POSTALE n. 469
Notizie
dalla rete
IL POSTALE n. 469 del 25.07.2010 - www.ilpostale.it -
e-mail: ilpostale@libero.it
«Quando oggi qualcuno mi
chiede come mi sono venute tutte quelle idee innovative... io rispondo che
abbiamo guardato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario.»
Muhammad Yunus
23-07-10
POSTE: ANTITRUST PUBBLICA IMPEGNI SU ISTRUTTORIA PER
POSIZIONE DOMINANTE
(ASCA) - Roma, 23 lug - L'Antitrust ha deciso di pubblicare gli impegni presentati da Poste Italiane, nell'ambito dell'istruttoria su un possibile abuso di posizione dominante, finalizzato a ostacolare l'operativita' del gruppo TNT nell'offerta dei servizi postali liberalizzati.
Al termine della consultazione di mercato, che durera' fino al 20 settembre 2010, l'Autorita' decidera' se accettare gli impegni stessi e renderli vincolanti.
In particolare Poste Italiane si impegna a: comunicare e formare anche attraverso circolari interne e corsi specifici di aggiornamento il personale, in particolare i portalettere, ad una corretta modalita' di gestione degli invii privi di affrancatura; contattare sia l'operatore che il mittente del rinvenimento degli invii non affrancati al fine della riconsegna gratuita presso le proprie strutture territoriali, nel rispetto puntuale e completo dei tempi e delle modalita' concordate con Poste Italiane; riservare all'interno delle proprie strutture logistiche territoriali appositi uffici, responsabili della gestione degli invii non affrancati; costituire una societa' consortile per azioni (NewCo) che definira' in autonomia commerciale la produzione, la commercializzazione e i prezzi del servizio Posta Time, nel rispetto della normativa vigente. La NewCo potra' partecipare alle gare di rilevanza comunitaria indette dalla P.A. e non dovra' avere ne' amministratori, ne' componenti sindacali ne' dipendenti che ricoprano alcun incarico all'intero di Poste Italiane; pubblicare sul proprio sito internet l'ambito dei servizi postali che la legge le riserva, a garanzia dell'accesso di altri operatori all'interno del mercato postale.
com-fgl/mcc/ss
Poste Italiane/ Antitrust pubblica impegni, al via
consultazione
In istruttoria su abuso posizione dominante contro Tnt
Roma, 23 lug. (Apcom) - Al via da parte dell'Antitrust la consultazione sugli impegni di Poste Italiane nell'ambito dell'istruttoria su un possibile abuso di posizione dominante, finalizzato a ostacolare l'operatività del gruppo Tnt nell'offerta dei servizi postali liberalizzati.
Al termine della consultazione di mercato - spiega una nota dell'Antitrust - che durerà fino al 20 settembre 2010, l'Autorità deciderà se accettare gli impegni stessi e renderli vincolanti.
Venerdì 23 Luglio 2010, 16:30
Poste: Antitrust, decide 20/9 su impegni in
istruttoria Tnt
ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust ha deciso di pubblicare gli impegni presentati da Poste Italiane, nell'ambito dell'istruttoria su un possibile abuso di posizione dominante, finalizzato a ostacolare l'operativita' del gruppo Tnt (TNT.NX - notizie) nell'offerta dei servizi postali liberalizzati.
Al termine della consultazione di mercato, che durera' fino al 20 settembre 2010, l'Autorita' decidera' se accettare gli impegni stessi e renderli vincolanti.
In particolare Poste Italiane si impegna a comunicare e formare anche attraverso circolari interne e corsi specifici di aggiornamento il personale, in particolare i portalettere, ad una corretta modalita' di gestione degli invii privi di affrancatura; contattare sia l'operatore che il mittente del rinvenimento degli invii non affrancati al fine della riconsegna gratuita presso le proprie strutture territoriali, nel rispetto puntuale e completo dei tempi e delle modalita' concordate con Poste Italiane; riservare all'interno delle proprie strutture logistiche territoriali appositi uffici, responsabili della gestione degli invii non affrancati; costituire una Newco che definira' in autonomia commerciale la produzione, la commercializzazione e i prezzi del servizio Posta Time, nel rispetto della normativa vigente. La NewCo potra' partecipare alle gare di rilevanza comunitaria indette dalla P.A. e non dovra' avere ne' amministratori, ne' componenti sindacali ne' dipendenti che ricoprano alcun incarico all'intero di Poste Italiane; pubblicare sul proprio sito internet l'ambito dei servizi postali che la legge le riserva, a garanzia dell'accesso di altri operatori all'interno del mercato postale. red/ren
Il gazzettino – 24-7-2010
Posta/ Problemi in ufficio e non mi consegnano corrispondenza,
ma il francobollo devo sempre pagarlo
Sono un abitante dell'entroterra veneziano e per la precisione di Maerne di Martellago. Da un po' di tempo, per la precisione da più di una settimana, non ricevo più posta; mi sono recato all'ufficio postale, dove ho richiesto la mia posta che mi è stata consegnata.
Alla richiesta del perchè del disservizio, mi è stato risposto dall'ufficiale postale che il preposto alla consegna era in ferie e non c'era possibilità di sostituzione per questioni economiche. Lascio a voi immaginare i problemi che simili disservizi possono creare, dopotutto le affrancature vengono pagate.
Lettera firmata
(24 luglio 2010)
Lettere al direttore
Poste Italiane non è più un servizio pubblico
L’adige - 21/07/2010 10:06
Di nuovo il cittadino si vede combattere contro i mulini a vento. Dov'è finito il servizio pubblico delle Poste? Parlo dell'Ufficio postale di Mezzolombardo. 5-6 persone attendono l'apertura dell'ufficio, che secondo l'orario esposto sulla porta, in vigore fino all'11 settembre, doveva essere alle 8.00, ma come al solito quando bisogna fornire un servizio al cittadino la puntualità non si sa dove finisce. Con molta comodità alle 8.06 arriva un impiegato che apre la porta al pubblico! Finita qua? Magari! Entrati l'apparecchiatura atta alla distribuzione delle prenotazioni era in tilt, emetteva numeri in continuazione e per completare il bellissimo quadretto più numeri venivano chiamati contemporaneamente allo stesso sportello creando così un enorme confusione tanto che prenotazioni emesse come A003 o A 004 essendo accodate già per un'altro sportello si vedevano passare avanti prenotazioni come A006, A007 ecc.. Invece che pensare a migliaia di servizi le poste, perché non pensano a migliorare quello che secondo il loro nome «Poste italiane», dovrebbero offrire prioritariamente?
Christian Carbone - Nave San Rocco
Caro direttore, consentimi alcune amenità in merito al nostro servizio postale, perché penso che la ragione delle lacune alle quali faccio riferimento, sia lì: del servizio in generale, intendo, non del mio postino che è una cara persona e che quando non può consegnarmi il giornale, è più avvilito di me. Arrivo al fatto. Sono abbonato a l'Adige e a la Repubblica. Non entro nel merito della sospensione della consegna posta al sabato (però ricevo l'Adige, e non l'altro giornale), ma ad un altro episodio curioso. Martedì, mercoledì e giovedì della settimana scorsa ho atteso invano l'arrivo della Repubblica, al punto che giovedì ho mandato una e-mail al Servizio abbonamenti per verificare se c'erano anomalie (ma non c'erano). Venerdì scorso ho ricevuto in un solo blocco i tre arretrati assieme al giornale giusto. Non oso pensare a disguidi nella spedizione da parte del quotidiano, perché questa può eventualmente far slittare la consegna di un giorno (come capita 3-4 volte al mese con la Repubblica). Quindi penso che questa trasformazione di un quotidiano a settimanale sia un problema di inoltro postale o di coincidenze ferroviarie, o di altre diavolerie che non possono che riguardare il percorso e non la partenza, con quale vantaggio sulla completezza ed attualità dell'informazione è facile immaginare. Ti ho scritto queste cose perché (come non bastasse il prossimo ignobile bavaglio) è anche questo un modo per rendere un cattivo servizio all'infomazione.
Con grande stima. Elio Fox
Purtroppo «Poste Italiane» da tempo non è più un servizio pubblico. È una società per azioni che, pur controllata al 65% dallo Stato italiano (e per il restante 35% dalla Cassa Depositi e Prestiti), pensa soltanto a fare utili. E quindi non è più interessata a svolgere primariamente il servizio di «poste italiane», recapitando ai cittadini la posta, ma è ormai proiettata a vendere servizi finanziari, la parte più redditizia del business. Pertanto chi deve spedire una raccomandata o un pacco postale, o ricevere il giornale, o attendere il telegramma di chiamata per un concorso, viene dopo rispetto a chi acquista prodotti assicurativi o stipula polizze vita. Tale trasformazione, imposta dai bilanci disastrosi e dall'inefficienza gestionale delle vecchie «Poste», ha fatto sì però che il servizio postale nella sua interezza venisse meno. Presto non vi sarà più la consegna delle lettere e dei giornali di sabato; gli uffici postali verrano «razionalizzati», cioè in buona parte chiusi, o concentrati, o ridotti a part time; interi paesi rimarranno sguarniti del postino. E questo per un territorio montano e impervio come il nostro avrà effetti devastanti. Per molte vallate trentine, con piccole frazioni e masi sparsi, il primo tramite col mondo resta il collegamento postale. Se Poste Italiane non lo garantiranno più, bisognerà attrezzarsi come Comunità Autonoma a provvedere in maniera alternativa. Il vicino Sudtirolo di Durnwalder ha chiesto allo Stato la competenza primaria sulle Poste. Se il Trentino ha scelto diversamente, potremmo comunque attivarci garantendo una rete di raccolta e consegna della posta a livello comunale. Dovranno essere le comunità locali, magari con il supporto del volontariato, a salvaguardare la capillare distribuzione che Poste Italiane non farà più. Bisognerà pensare a digitalizzare le 500 edicole sul territorio, per distribuire gli abbonamenti dei giornali in maniera alternativa, magari con una tesserina. O utilizzare la rete delle Famiglie cooperative come vettori di consegna dei giornali agli abbonati, o forse addirittura della posta. Non possiamo stare a guardare inerti il progressivo smantellamento del servizio postale nelle nostre vallate. Anche per la Provincia qui si gioca una partita importante. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo e di alternativo. «Poste Italiane» purtroppo in futuro garantirà solo ciò che è redditizio. Il resto lo mollerà. Se non ci organizziamo per tempo, dopo sarà troppo tardi.
p.giovanetti@ladige.it
ItaliaOggi del 21/7/2010
Cartelle, si pagherà in tabaccheria
DIRITTO E FISCO
Di Pagina a cura di Valerio Stroppa
Il ministro Renato Brunetta e Attilio Befera (Equitalia) hanno firmato ieri il protocollo d'intesa
Scontrino come ricevuta. Coinvolti anche gli ipermercati
La cartella esattoriale si potrà pagare alle poste ma anche dal tabaccaio o al centro commerciale. Anche il sabato e la domenica. Il pagamento potrà avvenire grazie a un codice a barre che sarà prestampato sull'atto notificato al contribuente, il quale riceverà uno scontrino a titolo di garanzia dell'avvenuto versamento. Il tutto entro la fine del 2010. In realtà mancano ancora i singoli accordi attuativi con le varie categorie, ma il primo passo è stato compiuto ieri, quando il ministro per la p.a. e l'innovazione, Renato Brunetta, e il presidente di Equitalia (nonché direttore dell'Agenzia delle entrate), Attilio Befera, hanno firmato il protocollo d'intesa sul progetto «Reti amiche», che mira ad ampliare l'accessibilità ai servizi pubblici a favore dei cittadini.
«Reti amiche», avviato a fine 2008 dal ministro Brunetta in linea con gli obiettivi del Piano E-GOV 2012 dell'esecutivo, è finalizzato a migliorare l'efficienza dei servizi erogati dalla p.a., tramite la moltiplicazione dei punti di accesso realizzata dalla cooperazione tra pubblico e privato. Nel caso specifico, Equitalia potrà stipulare degli accordi con i vari circuiti di pagamento già aderenti a «Reti amiche» (Coop, tabaccai, Lottomatica ecc.). Questi ultimi, quindi, saranno abilitati a riscuotere bollettini e cartelle in cassa in modo analogo a qualsiasi altro prodotto, rilasciando apposita quietanza, per poi assicurare il flusso monetario ai vari enti creditori (Agenzia delle entrate, Inps, enti locali ecc.).
Il costo per il cittadino, in termini di commissioni, resterà invariato, mentre il software che sarà messo a punto entro fine anno sarà in grado di calcolare anche le eventuali more. Il principale vantaggio per il contribuente debitore è rappresentato dalla maggiore capillarità del servizio («Reti amiche» conta ad oggi circa 60 mila sportelli), nonché dagli orari più flessibili. Mentre la maggior parte degli sportelli dei concessionari della riscossione è aperta soltanto al mattino, infatti, presso tabaccai e grande distribuzione sarà possibile pagare anche nei weekend.
Il tutto senza alcun onere per la finanza pubblica. Anzi, l'operazione «permetterà una riduzione del carico di lavoro dei dipendenti di Equitalia, che potranno così dedicarsi ad altre attività», afferma Befera.
Maggiore facilità di pagamento per capillarità del servizio e orari, utilizzo del codice a barre per versare in tempi rapidi, rilascio dello scontrino a titolo di quietanza, costi di implementazione contenuti per la società di riscossione e nessun onere aggiuntivo per lo Stato. I vantaggi dell'iniziativa così sintetizzati sono stati illustrati all'unisono da Befera e Brunetta. «I cittadini tanto devono pagare, ed è un dolore farlo. Allora è bene che paghino con più facilità e meno dolore», sostiene il ministro.
«Entro l'anno», dichiara Befera, «contiamo di raggiungere tutto il sistema di Reti Amiche per tutte le cartelle esattoriali» (Equitalia invia ogni anno oltre 40 milioni di documenti tra cartelle, avvisi e solleciti). Nel merito, gli interventi d'intesa saranno concordati attraverso la stipula di singoli contratti attuativi tra le amministrazioni e i privati interessati all'accessibilità e alla fornitura di servizi a pagamento. Il Dipartimento digitalizzazione e innovazione tecnologica del ministero si è impegnato a favorire la diffusione degli accordi anche presso regioni ed enti locali.
VACCARINEWS Lug 24 2010
Nomina del ministro: settimana prossima la decisiva?
L'esortazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'annuncio del premier, Silvio Berlusconi, per scegliere il titolare allo Sviluppo economico
Il presidente dell'Associazione stampa parlamentare, Pierluca Terzulli, dona al capo di Stato, Giorgio Napolitano, il tradizionale ventaglio
“L'istituzione Governo non può ormai sottrarsi a decisioni dovute, come quella della nomina di un titolare del ministero dello Sviluppo economico o del presidente di un importante organo di garanzia quale la Consob”.
È un passaggio del discorso pronunciato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia con cui la stampa parlamentare gli ha consegnato il tradizionale ventaglio.
Contemporaneamente, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a una domanda della giornalista del Tg2 Ida Colucci durante la conferenza stampa per la visita a Milano del presidente della Federazione russa Dmitrij Medvedev, ha detto: “Penso che siamo arrivati a buon punto, mi sono sufficientemente reso consapevole di tutte le attività che presiedono allo Sviluppo economico e alle responsabilità del ministero, ho fatto qualche cambiamento, importante, con dazione anche ad altri ministeri di alcune materie che erano in altre sedi più appropriate, ma posso anticipare che probabilmente nella prossima settimana noi nomineremo il nuovo ministro”.
Dopo le dimissioni di Claudio Scajola, in quasi tre mesi di interim sono circolati numerosi nomi. Hanno riguardato, ad esempio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, la presidente della Bracco spa Diana Bracco, il coordinatore piemontese del Pdl Enzo Ghigo, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, lo stilista Luca Roda, l'amministratore delegato di Poste italiane Massimo Sarmi. Il più gettonato, in ogni caso, resta sempre l'attuale viceministro allo stesso dicastero, Paolo Romani, che il 13 luglio ha diretto la Consulta per l'emissione delle cartevalori postali e la filatelia.
Enel e Poste Italiane per la corrispondenza a zero
emissioni
Grazie a un accordo tra Enel e Poste Italiane, a Pisa partirà una sperimentazione all'insegna della mobilità elettrica con il primo Pilot Test per consegnare la corrispondenza tramite veicoli elettrici.
Redazione GreenCity
Pubblicato il: 23/07/2010 nella categoria Mobilità.
Enel e Poste Italiane per la corrispondenza a zero emissioni
Grazie a un accordo tra Enel e Poste Italiane, a Pisa partirà una sperimentazione all'insegna della mobilità elettrica con il primo Pilot Test per consegnare la corrispondenza nel centro storico tramite veicoli elettrici a zero emissioni.
La scelta per la sperimentazione è la città di Pisa dove Poste Italiane adotterà nove veicoli elettrici - 3 Porter Piaggio Electric-Power e 6 Free Duck Ducati Energia – che faranno il "pieno di elettricità" alle infrastrutture di ricarica intelligente che Enel installerà presso il Centro di Distribuzione Primaria (CPD) di Pisa Ospedaletto, dove saranno ospitati i veicoli. Inoltre, un'infrastruttura di ricarica destinata ai cittadini di Pisa verrà collocata presso la sede centrale della Poste di Pisa.
Allo studio anche la possibilità che i veicoli siano riforniti con elettricità certificata RECS (Renewable Energy Certificate System), il sistema di certificazione europeo più autorevole, a cui hanno aderito produttori, distributori e società di certificazione di 16 Paesi - Italia compresa - che attesta l'impiego delle fonti rinnovabili per la produzione di energia.
Pisa, che già fa parte insieme a Mialno e Roma del progetto e-mobility di Enel e Smart, sta procedendo anche all'installazione dei primi 56 punti pubblici di ricarica Enel per veicoli elettrici e c'è già in progetto l'installazione delle prime infrastrutture di ricarica domestiche (Home station), nei garage dei cittadini pisani che fanno parte del progetto-pilota e-mobility Italy.
"Con questo accordo – ha detto Fulvio Conti, Amministratore delegato e Direttore generale di Enel – si compie un ulteriore, importante passo sulla strada dello sviluppo della mobilità elettrica e dei servizi a ‘zero emissioni' nel nostro Paese. Due grandi aziende italiane, articolate su tutto il territorio per servire milioni di clienti, si alleano in una strategia di concreta e condivisa salvaguardia ambientale. Siamo davvero lieti di essere al fianco di un partner autorevole come Poste Italiane in questa iniziativa che vede coinvolto ancora una volta il Comune di Pisa, sede del nostro centro di Ricerche, all'avanguardia a livello nazionale e non solo. I punti di ricarica "intelligenti" sviluppati dalla nostra Azienda garantiranno ai veicoli elettrici un'ampia autonomia di movimento su tutto il territorio pisano".
"Enel è azienda di prestigio nel Paese e sul piano internazionale – ha spiegato Massimo Sarmi, Amministratore delegato di Poste Italiane – e questa collaborazione su un progetto di interesse ambientale per l'uso di energie pulite costituisce per noi motivo di grande soddisfazione. Da anni Poste Italiane investe sul potenziamento della flotta di veicoli ibridi utilizzati per il recapito nei centri storici con l'obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di gas serra in atmosfera e dare una risposta concreta ed efficace alla domanda di mobilità ecosostenibile. Il progetto e-mobility di Enel ci permetterà di sperimentare e sviluppare sistemi innovativi di mobilità elettrica coniugando l'efficienza energetica del servizio di recapito con la costante attenzione alla tutela ambientale".
"Questa intesa – ha detto Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa – arricchisce il progetto e-mobility e dà l'esempio di come potranno essere coinvolti nuovi utilizzatori, partendo dalle più importanti istituzioni ed aziende di servizi ai cittadini. La sperimentazione fatta a Pisa sarà visibile e apprezzabile nei suoi effetti concreti, date le dimensioni della città e le sue evidentissime specificità. Ci apprestiamo ad estendere la ramificazione delle intese. E questo vale per nuovi mezzi elettrici come per nuovi utilizzatori".
LA REPUBBLICA 24-7-2010
Enel e Poste Italiane: nuova alleanza “elettrica”
Siglato un protocollo d’intesa tra le due aziende per promuovere la mobilità elettrica e contribuire al taglio delle emissioni inquinanti in atmosfera. A breve partirà il progetto E-mobility in tre città italiane per la costruzione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli e per la consegna della corrisponda con mezzi elettrici
(Rinnovabili.it) – Si fa più forte la cooperazione tra le aziende nel segno della sostenibilità ambientale e della lotta all’inquinamento. Con l’obiettivo di sostenere la mobilità elettrica e tagliare le emissioni inquinanti in atmosfera Enel e Poste Italiane hanno deciso di collaborare. Grazie alla firma di un protocollo d’intesa le due società si sono impegnate a sperimentare servizi innovativi e a proporre al pubblico offerte mirate ad incentivare la mobilità alternativa. Enel e Poste Italiane, infatti, svilupperanno in accordo una serie di iniziative e, grazie alla collaborazione con il Comune di Pisa, testeranno un pilot test per il recapito della corrispondenza con veicoli elettrici. Sarà il comune toscano la “città pilota”, insieme a Roma e Milano, in cui verrà sperimentato il progetto E-mobility Italy di Enel e Smart, e sede del Centro Ricerche Enel, relativo all’utilizzo di veicoli elettrici per lo svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza nel centro storico cittadino.
Poste Italiane quindi rinnoverà parte del suo parco veicoli per la consegna, adottando un totale di nove veicoli elettrici. I nuovi mezzi potranno essere ricaricati nelle stazioni di ricarica “intelligente” che Enel predisporrà presso il Centro di Distribuzione Primaria (CPD) di Pisa Ospedaletto, dove saranno ospitati i veicoli. Anche la sede centrale delle Poste della città si trasformerà, grazie alla creazione di un’ulteriore infrastruttura di ricarica a disposizione di tutti i cittadini. Allo studio attualmente c’è anche la possibilità che i veicoli siano riforniti con elettricità certificata RECS (Renewable Energy Certificate System), il sistema di certificazione europeo più autorevole, a cui hanno aderito produttori, distributori e società di certificazione di 16 Paesi – Italia compresa – che attesta l’impiego delle fonti rinnovabili per la produzione di energia.
Pisa, insieme a Enel, ha fatto della mobilità a zero emissioni uno dei suoi cavalli di battaglia per migliorare la qualità dell’aria. E’ in corso l’installazione dei primi 56 punti pubblici di ricarica Enel, individuati insieme al Comune. A breve, inoltre, verranno installate le prime infrastrutture di ricarica domestiche (Home station), nei garage dei cittadini pisani che fanno parte del progetto-pilota E-mobility Italy.
AVVENIRE 24 luglio 2010
DELITTO MEDIATICO
Nuove tariffe, gli editori dicono basta
«Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che per la sua applicazione immediata sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria». Marco Polillo,61 anni, milanese, presidente dell’Aie – Associazione Italiana editori, aderente a Confindustria – lo affermava, a caldo, il 1° aprile a poche ore dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto che aboliva da un giorno all’altro le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria. Un intervento, tra l’altro, che ha aumentato del 100% la tariffa pieghi di libro e portato da 1 a 7 euro la spedizione dei pacchi editoriali.
Presidente sono passati quasi quattro mesi: è ancora indignato?
«Il governo ci ha riservato un pesce d’aprile... Al di là degli schieramenti, non è una questione politica, un taglio di questa entità doveva esserci comunicato in anticipo, invece siamo stati convocati solo dopo che il provvedimento è entrato in vigore. Per affrontare la crisi va bene una riduzione dei contributi, ma non così all’improvviso».
Che cosa è accaduto in questo periodo?
«Al tavolo tecnico con Poste italiane e la buona mediazione del governo attraverso il Dipartimento dell’editoria, dopo una discussione civile, abbiamo individuato possibili soluzioni. Tra l’altro c’era stato assicurato che un accordo avrebbe avuto effetto retroattivo al 1° aprile. Nel frattempo gli editori hanno diminuito le spedizioni, privilegiando quelle urgenti e utilizzando in maggior misura i corrieri».
Si profila un’intesa, ma l’accordo non è stato firmato. Come mai?
«Con Poste abbiamo concordato di dividerci il maggior esborso dovuto al mancato contributo statale, abbiamo siglato anche una convenzione con il loro corriere Sda e chiesto al governo di contribuire, dal 1° settembre fino alla fine dell’anno, con 2 milioni. Una cifra molto risicata rispetto ai 24 milioni per il nostro comparto stanziati lo scorso anno. Ma, per ora, non c’è stata alcuna risposta da parte del ministero dell’Economia, neppure negativa. Siamo quindi in attesa della loro decisione per siglare dal 1° settembre».
All’Aie che lei presiede dal maggio 2009 sono associati 420 editori, la maggioranza del mercato librario italiano. Come stanno affrontando la situazione?
«Con grande prudenza e meno spedizioni. Si utilizza in minor misura il pacco editoriale privilegiando la formula del "piego di libri". Si deve poi fare i conti con servizi meno accurati di tracciabilità. Per ora non c’è stata una forte incidenza nei bilanci: le grandi società di vendita per corrispondenza avevano da tempo convenzioni con i corrieri, anche perché il servizio delle Poste era altalenante. L’editoria libraria non è agevolata e gli editori sono abituati a fronteggiare le emergenze. Il settore è molto complesso, ci sono prodotti diversi e con differenti costi di produzione. L’aumento delle tariffe postali ha colpito soprattutto il segmento dei libri che costano meno».
Il vostro è un settore in crisi?
«Soprattutto in un periodo di difficoltà molti riscoprono il valore del libro e della possibilità di donarlo. I dati Nielsen sul primo semestre 2010 rivelano che il mercato ha avuto un incremento di circa il 2%. Il segno "più" è legato alla vendita nelle catene (Fnac, Feltrinelli, Mondadori...), mentre c’è un decremento legato alle librerie indipendenti».
Se sulle tariffe postali non arrivasse un’apertura del governo quali azioni intraprenderete?
«L’accordo è fattibile, se riceveremo un no secco certo non saremo contenti. Qualora entro fine agosto non ci fossero notizie positive riprenderemo i contatti con le parti mediatrici, cercheremo di firmare e spiegheremo le nostre ragioni».
Come vede il futuro dell’editoria in Italia?
«Ipotizzarlo senza certezze sul presente non è facile. Solo il 2010 sarà un anno difficile o si ripeteranno i problemi anche nel 2011? Accettiamo i sacrifici, ma non se calati all’improvviso e senza confronto».
Chiara Genisio
AVVENIRE 22 luglio 2010
LIBERTA' DI STAMPA
«Tariffe postali, migliaia rischiano il lavoro»
«Che lo Stato diventi strangolatore è troppo!». A quattro mesi di distanza, il primo commento di Franco Siddi alla decisione del governo di tagliare le agevolazioni postali all’editoria è ancora di strettissima attualità. Era il 1° aprile, il giorno stesso in cui il decreto di taglio diventava operativo. Oggi come allora nelle parole del segretario nazionale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, si percepisce soprattutto allarme. «Con piccole botte una dietro l’altra si sta portando un settore come l’editoria a una crisi superiore a quella che ha investito a suo tempo Alitalia».
Le stesse parole di allora.
La differenza è che quello che sembrava dovesse essere un rischio grave, ma ancora da venire, sta diventando adesso drammatica attualità. In più c’è il problema che, mentre per Alitalia il governo si è attivato direttamente, in questo caso, siccome si tratta della stampa che è ormai considerata alla stregua di un nemico, nessuno interviene per sostenerla.
Lei annotava che si eliminano le agevolazioni quando invece il problema è la mancata apertura del mercato postale.
Continua a essere così. La fine del monopolio di Poste è stabilita per il 2011, ma niente è stato fatto in quella direzione. A questo punto sembra davvero tardi per rispettare la data. Al viceministro Paolo Romani, che ha la delega in materia, viene da chiedere se è in grado di dire quando si aprirà veramente il mercato postale. Se lo sa fornisca una data, dica quali sono i concorrenti. Si tratta di un evento fondamentale per il futuro del Paese. Tutti noi attendiamo risposte concrete.
Tanto più che Poste è un’azienda di servizio pubblico...
Esatto. È proprio per questo che il governo – e Romani nella fattispecie – deve avere maggiore determinazione e farsi carico del problema. Mi viene da chiedergli, anche, se non avverta con la sua responsabilità il disagio di questa incapacità del governo di incidere positivamente sull’editoria, moltiplicando, anzi, gli effetti negativi. L’accesso al pluralismo dell’informazione, che è un bene pubblico, passa in buona parte attraverso la diffusione in abbonamento. Se parte dell’informazione che sfrutta la spedizione postale deperisce, è la stessa società a deperire.
Il rischio è che poi segua la morte. Quali informazioni ha la Fnsi a questo riguardo?
Le notizie in nostro possesso parlano di alcune centinaia di testate che se non hanno ancora chiuso è solo perché sperano che entro l’autunno si trovi una soluzione. Nel complesso il rischio immediato è per circa tremila posti di lavoro, fra giornalisti, impiegati e poligrafici, oltre a un numero di collaboratori difficile da calcolare. Si pensi solamente che per un giornale solido come Il Sole 24 Ore, l’abolizione delle agevolazioni comporta una maggiorazione dei costi di produzione per 15 milioni. Una cifra che annulla in un solo colpo gli effetti positivi della riorganizzazione industriale alla quale il Sole si era sottoposto, di recente per affrontare la crisi del settore. Ecco: considerata l’importanza pubblica dell’informazione ci si aspetterebbe uno Stato protagonista nell’affrontare la crisi. Invece assistiamo al paradosso di uno Stato strangolatore.
Anche le pubblicazioni della Fnsi hanno avuto difficoltà?
Pensavamo di riportare da Internet al cartaceo il periodico Nella galassia dell’informazione, ma da bimestrale lo abbiamo passato a quadrimestrale perché se con le tariffe agevolate spedire 51mila copie ci costava 6.823 euro adesso ce ne costa 14.291,50 cioè molto più del doppio.
Il sottosegretario Bonaiuti parla di Stati generali dell’editoria...
Li annuncia da due anni, ma a forza di rinvii si rischia di arrivare "a babbo morto". Non siamo di fronte a una manovra dichiarata di bavaglio, ma continuando a tagliare fondi e agevolazioni si dimezzano le voci. Un bavaglio di fatto. Oggi incontriamo Bonaiuti e sentiamo cosa ha da dirci.
Roberto I. Zanini
Manovra/ Fnsi: Inaccettabile silenzio su editoria e
tariffe posta
Siddi: Appello a Tremonti e Bonaiuti
postato 1 giorno fa da APCOM
Il sindacato dei giornalisti lancia l'allarme sui tagli dei fondi pubblici a favore dell'editoria. "Per qualche bavaglio che si allenta, altri, soffocanti, vengono stretti. Preoccupano non poco - afferma in una nota Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della Stampa - le orecchie sorde del Governo che non ascolta non solo le grida di allarme del mondo del lavoro giornalistico e dell'editoria, ma neanche le decisioni del Parlamento, ripetutamente assunte a larghissima maggioranza da entrambe le Camere". "Nella manovra finanziaria e nelle ipotesi di maxi emendamento - spiega Siddi - non c'è nessuna misura per sanare i tagli ingiustificati fatti nottetempo, 4 mesi fa, ai fondi per l'editoria e, soprattutto, ai quotidiani delle comunità italiane all'estero, alle radio ed alle tv locali, come stabilito da precisi documenti del Parlamento. Silenzio tombale anche sulle tariffe postali, elevate anche in questo caso nottetempo tra il 31 marzo ed il 1° aprile, a livelli insostenibili che, assieme agli altri tagli, stanno già provocando decine e decine di sospensioni di pubblicazioni e interruzioni di attività (10 chiusure solo negli ultimi 10 giorni) a causa dell'incidenza sui budget sostenibili, per l'impennata dei costi di distribuzione ben oltre il 60%. Camera e Senato avevano votato, anche in questo caso, degli ordini del giorno finalizzati alla concreta traduzione in nuove poste di bilancio a sanatoria di queste ferite, e invece c'è il tentativo chiaro di non parlarne neanche". "Rivolgiamo un vibrante appello - prosegue il segretario della Fnsi - al ministro dell'economia Tremonti e al Sottosegretario all'editoria Bonaiuti a fare memoria e ad essere uomini d'onore che, in nome degli obblighi dello Stato e degli interessi pubblici reali, mantengano gli impegni che derivano da obblighi sostanziali. Nessuno si sottrae ad una valutazione seria dei sacrifici necessari per far fronte all'equilibrio dei conti dello Stato, ma è inaccettabile una linea tracciata solo a colpi di scure che trancia, spesso come capita in questo caso per i giornali italiani all'estero ed il sistema radiotelevisivo locale, fili indispensabili del circuito attivo dell'informazione plurale, bene pubblico primario". "Agli organi di informazione - conclude Siddi - l'invito a dare luce a queste problematiche come alle tante questioni sociali aperte da una manovra di cui si continua a parlare essenzialmente come azione utile alla stabilità dei conti, ma di cui, sul merito, molte cose poco si conoscono, come ad esempio le pesanti novità di prospettiva per il sistema pensionistico".
Poste Italiane tra le 10 aziende più colpite dal
phishing a livello globale
Il nuovo report semestrale di BitDefender posiziona Poste Italiane al nono
posto, dopo PayPal, eBay e Facebook, nella classifica dei brand più utilizzati
da cybercriminali per il phishing.
Redazione ImpresaCity Pubblicato il: 22/07/2010
BitDefender ha pubblicato la classifica dei brand più utilizzati nel mondo per attacchi di phishing nel primo semestre 2010.
A sorpresa, la classifica rivela che l'1% dei messaggi mondali di spam è stato inviato sotto il falso nome di Poste Italiane, unico brand non inglese o nordamericano presente nella top 10.
Le istituzioni finanziarie sono state gli obiettivi principali dei cybercriminali, rappresentando più del 70% di messaggi spam a livello globale. Anche i social network sono stati vittime di molti attacchi, dato che i profili degli utenti rappresentano una ricca fonte di informazioni personali e gli account compromessi possono essere utilizzati per lanciare attacchi phishing molto efficienti.
SVIZZERA . TICINOONLINE - Notizia del 22/07/2010 - 14:34
LOSANNA
TF: Posta deve fornire conto anche a imprese con
attività dubbia
LOSANNA - La posta deve mettere a disposizione un conto corrente anche a quei clienti le cui attività non sono al di sopra di ogni sospetto: lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha dichiarato contrario alla legge il diritto di disdetta possibile in ogni momento che il gigante giallo si è riservato nelle condizioni generali (CG).
Il caso concerne un gruppo di aziende attive negli elenchi telefonici: il loro modo di procedere è stato più volte criticato pubblicamente. Da più parti sono accusate di abbindolare i loro clienti, portandoli a firmare contratti di dubbia utilità. Nei loro confronti anche sono pendenti diverse cause civili.
Un procedimento penale per violazione della legge sulla concorrenza sleale è sfociato per contro in un'archiviazione. Ciò nonostante nell'agosto 2007 la Posta, rifacendosi all'articolo 17 delle sue CG, aveva comunicato al gruppo che intendeva rompere le relazioni d'affari e chiudere i conti attraverso i quali era fino ad allora avvenuto il traffico pagamenti.
Il tribunale del commercio del canton Berna ha però stabilito che questo passo non poteva essere compiuto: la Posta doveva mantenere i conti attivi. E sulla stessa linea, chiamato in causa da un ricorso, si è posto ora anche il TF.
Nella sentenza pubblicata oggi i giudici di Losanna ricordano che la Posta è obbligata per legge a tenere conti per il traffico pagamenti: esiste di fatto un obbligo di contrarre e l'articolo 17 delle CG non è perciò conforme alla legge. Il TF non dice se una disdetta sarebbe possibile in caso di comportamento fraudolento da parte del cliente: quello che è certo, secondo la corte, è che fino a quando non è stata ravvisato un reato sicuramente il contratto deve essere mantenuto.
La Posta aveva argomentato che rischiava un grave danno d'immagine. Ma, hanno controbattuto i giudici, il fatto che il titolare di un conto sia al centro delle critiche, anche se giustificate, non è motivo sufficiente per la disdetta: è infatti chiaro a tutti che sulla base della legge sulle poste l'azienda non può scegliersi i clienti. Il fatto poi che un cliente sia condannato in sede civile non ha alcuna importanza.
(sentenza 4A_417/2009 del 26.3.2010)
SVIZZERA TICINOONLINE - Notizia del 22/07/2010
SOLETTA
Soletta: la Posta accusata di riciclaggio
SOLETTA - La Posta è accusata di aver violato nel norme sul riciclaggio di denaro e rischia di dover pagare una multa di 5 milioni di franchi. Il ministero pubblico solettese ha rinviato a giudizio l'azienda per aver consentito nel 2005 un prelievo di 4,6 milioni di franchi in contanti senza i dovuti controlli.
I soldi sono stati versati all'unico membro del consiglio di amministrazione della società BE Creativ-Service AG. Il ministero pubblico solettese aveva avviato un'inchiesta nel 2006 contro i due responsabili di questa società sospettati di aver stornato 34 milioni di franchi che i loro clienti gli avevano affidato per investimenti.
Il 10 febbraio 2005 due clienti olandesi avevano versato sul conto postale della BE Creativ-Service AG 5 milioni di franchi. Il giorno dopo il presidente del consiglio di amministrazione ha ritirato dallo stesso conto 4,6 milioni di franchi. Il denaro è stato subito trasferito all'estero e se ne è persa traccia.
Il ministero pubblico solettese rimprovera alla Posta di non aver richiesto nessuna informazione sull'origine e l'impiego del denaro malgrado il prelievo riguardasse una somma eccezionalmente elevata. Un'inchiesta è stata avviata nell'estate del 2007 a seguito di denunce di diverse persone truffate dalla BE Creativ-Service. Le indagini si sono concentrate dapprima su due dipendenti della Posta. Gli inquirenti hanno però accertato che le due impiegate che hanno effettuato il versamento in questione hanno rispettato le regole aziendali e prima di consegnare la somma hanno segnalato il caso all'ufficio interno che si occupa delle questioni di riciclaggio.
Il procedimento contro le due donne è quindi stato archiviato, ma per il ministero pubblico solettese la Posta non ha adottato i necessari provvedimenti organizzativi previsti dalla legge contro il riciclaggio di denaro. Secondo la procuratrice Barbara Lips l'azienda non dispone di un regolamento interno che precisi la procedura da seguire quando un cliente vuole ritirare un'ingente somma di denaro liquido. L'atto di accusa è stato depositato al Tribunale distrettuale di Soletta-Lebern. Se sarà riconosciuta colpevole, ha Posta rischia una multa fino a 5 milioni.
Postfinance respinge le accuse. L'unità finanziaria del "gigante giallo" ritiene di essersi comportata in modo corretto e di essere sufficientemente organizzata per evitare movimenti di denaro di dubbia provenienza.
È la prima volta che un procedimento prende di mira un'azienda, finora venivano accusati singoli dipendenti, secondo Daniel Thelesklaf, direttore del "Basel Istitute on Governance", ed ex capo dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro. Thelesklaf parte dal presupposto che esistevano regolamenti per lottare contro il riciclaggio alla Posta. Gli indizi di riciclaggio in questo caso esistevano. Il giorno prima del prelievo sul conto erano giunti 5 milioni e per procedere ad accertamenti accurati ci sarebbe voluto più di un giorno.
25-07-2010 – TermoliONLINE
Vertenza Poste, terminate le assemblee per i mille
lavoratori molisani
TERMOLI. È terminato ieri il giro di assemblee negli Uffici Postali di tutta la Regione Molise, le organizzazioni sindacali di categoria hanno esposto è messa a votazione la Piattaforma Unitaria per il rinnovo contrattuale 2010-2012. Le assemblee organizzate per bacini si sono svolte negli Uffici di: ISERNIA Filiale, FROSOLONE, COLLI A VOLTURNO, VENAFRO, AGNONE, CAROVILLI, ISERNIA CPD, BOIANO, LARINO, TERMOLI, CAMPOBASSO Filiale, CAMPOBASSO CPO, TRIVENTO e RICCIA.
La trattativa sul rinnovo del Contratto – dichiara Antonio D’Alessandro Segretario della CISL Poste - arriva in una fase particolarmente delicata per Poste Italiane, con l’approssimarsi ormai della liberalizzazione del mercato postale, con l’aprirsi dei relativi nuovi scenari e l’insorgere delle inevitabili problematiche in categoria.
Per questo motivo, unitariamente, le OO.SS. hanno deciso di presentare una piattaforma rivendicativa agile ma puntuale nel sostenere tutti i temi più rilevanti della parte normativa ed economica, in modo da riuscire a chiudere la trattativa contrattuale in tempi certi e brevi.
La Piattaforma individua in modo preciso i valori determinanti alla base del Contratto: la centralità della contrattazione collettiva, la strategicità del sistema di relazioni industriali quale strumento di governo dei processi aziendali, la valorizzazione e il riconoscimento delle competenze dei lavoratori, un assetto relazionale orientato alla prevenzione e al superamento dei motivi di conflitto, il rilancio della crescita economica e dello sviluppo occupazionale.
Vediamo nel dettaglio quali sono le richieste contrattuali.
Diritti Sindacali - Per gli assetti contrattuali, le procedure per il rinnovo dei CCNL e l’indennità di vacanza contrattuale si chiede l’aggiornamento in base alla durata triennale del Contratto, sia per la parte economica sia per quella normativa. Richiesta la possibilità di estendere la contrattazione integrativa, art. 2, in particolare del Premio di Risultato, a tutte le Aziende del Gruppo Poste, definendo i relativi cicli negoziali in modo coerente con la nuova durata dei contratti. Estendere il diritto all’attivazione delle procedure di raffreddamento a livello regionale anche per quelle regioni e/o strutture con una sola provincia (es. Aosta, Trento, Bolzano, Direzione Generale Corporate). Diritto delle rappresentanze sindacali a essere adeguatamente informate a livello decentrato e rafforzamento della partecipazione.
Diritti individuali - Il Sindacato rivendica una più attenta politica sulle tutele individuali in merito all’usufruibilità dei permessi, delle aspettative, della maternità e della sicurezza sul lavoro.
Sulla classificazione del personale si chiede di ridurre il periodo di apprendistato (Junior – Senior) per chi è già al lavoro da 24 mesi.
Nella Piattaforma viene poi data particolare importanza all’orario di lavoro, con l’inserimento in busta paga della quantità delle ore lavorate nel mese di riferimento, nonché l’inclusione di una dichiarazione a verbale sull’orario di sportello, che ne indichi il termine in caso di code all’ora di chiusura al pubblico e chiarisca che l’eventuale maggiore prestazione deve essere comandata esclusivamente dal responsabile dell’ufficio.
È stato inoltre richiesto l’inserimento di un nuovo articolo per il personale video-terminalista che richiami i contenuti del recente accordo sottoscritto in materia.
Sulle ferie c’è invece l’esigenza di ribadire e rafforzare il concetto che le ferie sono necessarie al recupero delle energie psico-fisiche dei lavoratori; in tale ottica queste devono essere programmate con il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, prevedendo l’obbligo di esaurire il confronto territoriale per piani ferie entro il mese di febbraio di ogni anno, al fine di definirne la modalità di fruizione. Fino alla fine del confronto l’Azienda si asterrà da iniziative gestionali unilaterali. Si prevede inoltre un monitoraggio nazionale sull’andamento delle ferie almeno due volte l’anno.
In merito alla busta paga, alla tredicesima e alla quattordicesima, è stato richiesto il pagamento delle somme economiche per tutte le Aziende del Gruppo con le stesse modalità operative di Poste Italiane. Sempre in tema di trattamento economico, per l’incentivazione commerciale e allo scopo di rendere trasparenti e condivise le politiche di erogazione ai lavoratori, si propone di attivare percorsi negoziali su importi complessivi e criteri di distribuzione. Per i Quadri, viene rivendicato l’aggiornamento dell’indennità di posizione alle figure professionali, secondo la nuova organizzazione aziendale e, sul TFR, l’eventuale riassorbimento dell’indennità di funzione.
Trattamento Economico - Per il triennio 2010-2012 l’obiettivo che si pone il Sindacato per una reale tutela dei salari è quello di incrementare in modo prevalente gli attuali minimi tabellari. La richiesta economica della Piattaforma Unitaria tiene conto dei buoni risultati di bilancio di Poste Italiane, conseguiti in questi anni con il decisivo contributo dei lavoratori e tiene altresì conto di quanto emerso da rinnovi contrattuali in altri comparti e settori produttivi fin qui intervenuti. Da queste premesse, la richiesta economica per il triennio 2010-2012 è pari ad un aumento di 140 euro mensili medi a regime come costo contrattuale.
Verso un contratto di settore - Se da un lato il Sindacato ha deciso di puntare sulla valorizzazione dell’attuale assetto contrattuale del Contratto di Gruppo, dall’altro è convinto che questo rinnovo contrattuale dovrà essere propedeutico alla promozione e realizzazione del Contratto di Settore, garantendo ai lavoratori del Gruppo Poste la necessaria copertura contrattuale.
Per il Sindacato di categoria, il Contratto di Settore dovrà rappresentare lo strumento principe contro i ben noti fenomeni di dumping sociale, ossia di concorrenza “sleale” tra imprese giocata tutta sul terreno dell’abbattimenti dei costi, poiché nelle imprese di servizi il costo del personale è il più oneroso ed è lì che si giocano la gran parte dei profitti.
Nella prospettiva del Contratto di Settore, l’impegno del Sindacato e, ci auguriamo – continua Antonio D’Alessandro, dell’Azienda sarà quello di avviare, subito dopo la sottoscrizione del presente Contratto, le necessarie iniziative da intraprendere per affrontare l’imminente liberalizzazione.
Nei quattordici verbali, redatti nelle rispettive assemblee, che coinvolge circa mille dipendenti nel Molise, i lavoratori hanno condiviso la piattaforma contrattuale, preparata unitariamente da tutte le OO.SS., si sono riscontrati solo due voti contrari e sei astenuti.
V/Bem
IL FRIULI 21.7.10
In arrivo il postino telematico
Il portalettere sarà dotato di palmare con cui rendere più efficienti e sicure le operazioni di consegna della corrispondenza registrata
Terminata con successo la fase di sperimentazione, entrano a regime i “postini telematici”. Zaino in spalla a bordo di veicoli moderni che vanno dalla bicicletta a pedalata assistita al quadriciclo elettrico, il portalettere mantiene il passo dei tempi. E nella borsa, tra lettere, avvisi, raccomandate, c’è anche il moderno palmare per offrire a domicilio un’ampia gamma di servizi postali e finanziari.
L’uso del palmare, oltre a rendere più efficienti e sicure le operazioni di consegna della corrispondenza registrata, trasforma lo zaino del portalettere in un “piccolo ufficio postale itinerante” permettendo ai clienti di effettuare tutta una serie di operazioni direttamente da casa.
In particolare, per le inesitate, ovvero gli oggetti a firma non consegnati per assenza del destinatario (Raccomandate, Assicurate e Atti giudiziari), già da oggi non è più necessario l’inserimento manuale dei dati di consegna ma viene stampato un tagliando (Avviso di giacenza) con l’indicazione dell’ora della tentata consegna, del codice a barre e dell’ufficio postale dove effettuare il ritiro, completo di via e orari di apertura.
Inoltre con il palmare si semplificano le attività all’ufficio postale. Infatti l’aggiornamento avviene in modo automatico ed immediato, agevolando la ricerca e la gestione delle giacenze.
Attraverso il postino telematico, inoltre, privati, professionisti e imprese che utilizzano un cellulare dotato di SIM Poste Mobile possono pagare i servizi richiesti direttamente al proprio domicilio (contrassegno, ricariche telefoniche o Raccomandate). Il palmare, collegato a una piccola stampante, consente al portalettere di emettere regolare ricevuta di pagamento.
Il progetto postino telematico ad oggi è operativo in tutte le città capoluogo e da alcuni mesi l’azienda sta estendendo il servizio anche nelle province. Dal 28 luglio il nuovo palmare verrà utilizzato pure nel comune di Cividale del Friuli.
In un prossimo futuro per i servizi a domicilio è prevista anche una formula di pagamento tramite carte Postamat, Bancomat e carte prepagate.
Poste Reggio Emilia: nel centro di recapito, raccolta
differenziata e attenzione al risparmio energetico
MODENA2000 - 23 lug 10 • Categoria Ambiente,Reggio Emilia
Raccolta differenziata, mezzi meno inquinanti, risparmio energetico: Poste Italiane punta a preservare l’ambiente. Nello stabilimento di Recapito di “Reggio Emilia Nord” in via Piccard è stata predisposta un’isola ecologica proprio per facilitare la raccolta differenziata di carta, plastica, prodotti per la stampa (come cartucce e toner) e legno. Un’operazione che ha consentito nel mese scorso di raccogliere oltre 30 quintali di carta o cartone, 8 quintali di legno (pallets), 5 quintali di plastica e oltre 3 kg di toner e flaconi.
Negli impianti di via Piccard era stata avviata nei mesi scorsi una prima fase di sensibilizzazione dei comportamenti orientati a una precisa coscienza ambientale; una verifica che ha dato buoni risultati, tanto che in sei mesi sono state raccolte oltre 18 tonnellate di carta e cartone, 3 tonnellate di plastica, 5 tonnellate di legno (pallets) e 20 kg di toner e flaconi.
Molta attenzione viene posta anche all’uso dei mezzi ecologici ed infatti nelle zone di recapito del centro storico di Reggio Emilia sono utilizzate 13 biciclette e 25 motomezzi, mentre per la raccolta della posta vengono utilizzati quattro furgoni a metano.
I comportamenti mirati riguardano anche l’uso dell’energia in modo responsabile negli stessi uffici dei Centri di recapito di via Eritrea e via Piccard. Semplici accorgimenti che vanno dal corretto utilizzo dei computer allo spegnimento della luce artificiale o all’utilizzo degli impianti di condizionamento.
Poste Italiane, in linea con le direttive europee e con le norme nazionali in tema di protezione dell’ecosistema, è impegnata a contribuire al miglioramento della qualità della vita, assumendo un comportamento socialmente responsabile. Ciò permette di diversificare le fonti di energia e valorizzare il ciclo di vita delle materie prime attraverso opportune azioni di riciclaggio. Basti pensare che ogni tonnellata di carta riciclata consente un risparmio di 14 alberi ad alto fusto, 350 tonnellate di acqua e 250 Kg di petrolio.
CASERTAWEB Domenica 25 Luglio 2010
Arriva a Caserta il postino telematico
Con un palmare, un piccolo ufficio postale
23.07.10 Caserta - Terminata con successo la fase di sperimentazione, entrano a regime i “postini telematici”. Zaino in spalla, con la consueta cortesia, a bordo di veicoli moderni che vanno dalla bicicletta a pedalata assistita al quadriciclo elettrico, il portalettere mantiene il passo dei tempi. E nella borsa, tra lettere, avvisi, raccomandate, c’è anche il moderno palmare per offrire a domicilio un’ampia gamma di servizi postali e finanziari. L’uso del palmare, oltre a rendere più efficienti e sicure le operazioni di consegna della corrispondenza registrata, trasforma lo zaino del portalettere in un “piccolo ufficio postale itinerante” permettendo ai clienti di effettuare tutta una serie di operazioni direttamente da casa.
In particolare, per le inesitate, ovvero gli oggetti a firma non consegnati per assenza del destinatario (Raccomandate, Assicurate e Atti giudiziari), già da oggi non è più necessario l’inserimento manuale dei dati di consegna ma viene stampato un tagliando (Avviso di giacenza) con l’indicazione dell’ora della tentata consegna, del codice a barre e dell’ufficio postale dove effettuare il ritiro, completo di via e orari di apertura. Inoltre con il palmare si semplificano le attività all’ufficio postale.
Infatti l’aggiornamento avviene in modo automatico ed immediato, agevolando la ricerca e la gestione delle giacenze. Attraverso il postino telematico, inoltre, privati, professionisti e imprese che utilizzano un cellulare dotato di SIM Poste Mobile possono pagare i servizi richiesti direttamente al proprio domicilio (contrassegno, ricariche telefoniche o Raccomandate).
Il palmare, collegato a una piccola stampante, consente al portalettere di emettere regolare ricevuta di pagamento. Il progetto postino telematico ad oggi è operativo in tutte le città capoluogo e da alcuni mesi l’azienda sta estendendo il servizio anche nelle province. In un prossimo futuro per i servizi a domicilio è prevista anche una formula di pagamento tramite carte Postamat, Bancomat e carte prepagate.
Migliulo Renato
Poste Italiane: sconti ed agevolazioni per gli
esercenti
Pubblicato da Filadelfo in Conti correnti, Imprenditoria, Poste Italiane, Risparmio.
VOSTRISOLDI Giovedì, 22 Luglio 2010.
servizi di Poste ItalianeI negozi aderenti alla Confesercenti hanno la possibilità di fruire di sconti ed agevolazioni sui servizi di Poste Italiane grazie alla stipula di un’apposita convenzione. A farlo presente è la stessa Confesercenti sul proprio sito Internet nel sottolineare, innanzitutto, come sia possibile aprire il Conto BancoPosta InProprio POS a canone zero per ben 12 mesi; inoltre, sempre gratis l’esercente può ottenere il Pos per poter incassare le somme da acquisti con moneta elettronica.
E per chi fa commercio elettronico, gli aderenti alla Confesercenti possono fruire del 50% di sconto sul servizio Postecommerce. Per quel che riguarda la telefonia mobile, inoltre, gli Associati alla Confesercenti possono sottoscrivere a condizioni particolarmente vantaggiose i piani tariffari “PosteMobile ufficio” e “PosteMobile ufficio più” di PosteMobile, l’operatore di telefonia cellulare di Poste Italiane. Per il servizio Paccocelere Internazionale, a fronte di una spesa annua superiore ai 500 euro, scattano gli sconti a favore dei negozi iscritti alla Confesercenti, così come sui servizi Corriere Espresso di Poste Italiane, per un numero di pacchi annui inviati non superiori a 250, c’è uno sconto pari a ben il 30%.
I negozi possono attivare i servizi sopra citati, fruendo degli sconti previsti dalla convenzione Poste Italiane - Confesercenti, presso oltre 500 punti vendita di Poste Italiane sparsi su tutto il territorio nazionale dove ci sono aree ed uffici che sono dedicati esclusivamente alle piccole imprese, alle onlus, ai professionisti, ditte individuali e pubblica amministrazione locale.
Maggiori informazioni sui servizi di Poste Italiane per le piccole imprese sono reperibili anche sul sito Internet Poste.it dove oltre all’offerta di conti correnti c’è anche quella relativa ai finanziamenti che possono permettere alla PMI di ottenere il credito necessario, ad esempio, per l’acquisto di beni strumentali ed attrezzature che sono necessarie per poter portare avanti la propria attività.
VACCARINEWS - Lug 22 2010
E Caltanissetta fa scuola
L'approccio con le aree di sviluppo
industriale verrà replicato nelle altre zone siciliane
La strada siciliana per lo sviluppo passa anche attraverso gli strumenti postali
Il Consorzio per le aree di sviluppo industriale della provincia di Caltanissetta partner di Poste italiane: la nuova convenzione prevede la fornitura di servizi specifici. Le aziende nissene potranno usufruire sia dei supporti convenzionali, come la semplice spedizione giornaliera della corrispondenza, di prestazioni innovative, fra cui “postecommerce” (per la gestione del commercio elettronico) e “postaonline” (un ufficio postale virtuale), e degli altri prodotti del canale specializzato Postaimpresa, cioè l'ex Ptbusiness.
Il documento è stato firmato tra l'assessore regionale alle attività produttive Marco Venturi, il commissario straordinario del Consorzio Alfonso Cicero e la responsabile commerciale imprese per l'area territoriale Sicilia di Poste italiane Teresa Vitale. Alla ufficializzazione erano presenti pure il funzionario del Consorzio Francesco Comparato e il responsabile venditore imprese di Poste Antonino Brancato.
Fin qui, la città situata al centro dell'isola. Diventata addirittura un punto di riferimento. Il “modello Caltanissetta” -annunciano dalla Regione- sarà esteso a tutti i Consorzi siciliani. Secondo l'assessore, lo strumento costituisce “un altro passo avanti a sostegno delle aziende e rappresenta un valido contributo per la crescita di tutte le imprese operanti nel territorio”.
GAZZETTA DI PARMA - 22/07/2010 -
Provincia-Emilia
Compiano, appello per le Poste
Il consiglio comunale convocato in seduta straordinaria dal sindaco Sabina Delnevo ha approvato all’unanimità un documento riguardo la chiusura nella giornata di sabato dell’ufficio postale.
«Venuta a conoscenza della decisione di Poste Italiane di procedere ad una rimodulazione temporanea dei giorni di apertura dell’Ufficio Postale di Compiano che per tale effetto resterà chiuso nella giornata di sabato nel periodo estivo, il consiglio comunale di Compiano manifesta un formale dissenso all’iniziativa paventata - ha esposto il primo cittadino di Compiano - e in particolare i consiglieri esprimono una seria preoccupazione per la rimodulazione adottata da Poste Italiane e che coinvolgerà, oltre all’ufficio di Compiano, gli sportelli postali che si trovano nei luoghi più decentrati e disagiati della montagna, influendo negativamente sulla “qualità” di un servizio pubblico e ancor più ulteriore è la preoccupazione che la diminuzione di servizio dello sportello in questione vada in breve tempo a tramutarsi, come già informalmente annunciato, “per improduttività” in chiusura totale».
«L'ufficio di Compiano - ha sostenuto il consiglio comunale - un ruolo economico e sociale fondamentale per buona parte dei cittadini di questo Comune. Certamente non soddisfa la logica di mercato, la totale chiusura del servizio postale nella giornata di sabato in tutto il territorio comunale, specie nel periodo estivo quando maggiore è la potenziale domanda di servizi da parte di turisti, abitanti di seconde case».
«L’ufficio postale di Compiano - prosegue il documento - svolge nel territorio un servizio pubblico essenziale, un servizio sociale utile a difendere il presidio di zone a rischio di completo abbandono; la riduzione dell’orario comporterà seri problemi agli utenti soprattutto anziani e spesso sprovvisti di mezzi di trasporto, che dovranno recarsi fuori dal territorio comunale al più vicino sportello postale aperto, con evidenti gravi disagi. I cittadini di Compiano non condividono la strategia di Poste Italiane di applicare un criterio puramente produttivo non considerando il carattere sociale del ruolo che tale ufficio ricopre. Tenuto conto delle istanze di Poste Italiane per incrementare la “produttività” dello sportello e garantirne il mantenimento, ci attiveremo per informare la cittadinanza sulle possibili operazioni che permetterebbero di incrementare il risultato incentivante dell’ufficio». G.C.
Storia di disumana burocrazia all'ufficio postale di Ispica
Va alle poste per ritirare la disoccupazione
ma gli impiegati chiamano i carabinieri
di Giuseppina Franzò
IL GIORNALE DI RAGUSA - Venerdì 23 Luglio 2010 - 23:45
altIspica- Deve riscuotere la disoccupazione per dare da mangiare ai suoi figli e, per poco. non viene portato via dai carabinieri. Non sempre la burocrazia e gli uffici sono attenti al cittadino, alle sue esigenze e le alte temperature di questi giorni non fanno accettare con serenità agli utenti i disservizi. Storia triste, drammatica nella sua trama, quella accaduta venerdì mattina all’ufficio postale di Ispica di via Vittorio Veneto.
Un cittadino di 57 anni si reca all’ufficio postale per riscuotere l’indennità di disoccupazione arretrata, di circa 500 euro ma, dopo tre ore circa di attesa e di fila, gli viene risposto dall’impiegato: “ Non può avere i suoi soldi perché per riscuotere questo bonifico occorre prima prenotarsi”. Il signore rilegge la comunicazione avuta da Poste Italiane, che aveva tra le mani, in cui è scritto: “La somma può essere riscossa dal 15 luglio 2010 all’8 settembre 2010”: continua a sbirciare tra le righe ma, nella comunicazione ,non c’è nessun riferimento alla prenotazione anticipata e così chiede con insistenza, alzando un po’ i toni ,di avere i suoi soldi e di avere riconosciuto il suo diritto.
Alla sua protesta incalzante, si unisce quella di un altro padre di famiglia che ha sperimentato lo stesso disservizio. Gli impiegati dell’ufficio postale per tutta risposta, anziché comprendere la delusione e le ragioni degli utenti, che hanno atteso da giorni l’indennità e che hanno fatto tre ore di fila per riscuotere quei soldi, chiamano i carabinieri per fare allontanare dallo sportello i due cittadini e per ristabilire l’ordine pubblico. I carabinieri giungono con la volante per calmare gli animi.
“Perché -dice il padre di famiglia C.V. con il volto molto amareggiato di chi si sente vittima del sistema - non c’è nessun accenno a questa prenotazione per la riscossione nella comunicazione che mi è arrivata a casa e che è firmata da Poste Italiane? Perché qui ,all’ufficio postale, non è esposto nessun avviso, in cui leggere che per riscuotere la disoccupazione occorre prenotarsi? Dove è previsto che per avere i soldi bisogna ancora aspettare? Nel frattempo,cosa dò da mangiare ai miei figli e come pago le bollette? Attendiamo da giorni questa manna dell’avviso di pagamento dell’indennità, controllando ogni giorno la cassetta della posta e per difendere il mio diritto per poco non finivo in caserma! Tutto questo è paradossale”.
Savonanews - Martedì 20 Luglio 2010 ore 18:27
Albissola: disagi alle Poste, interpellanza di
Silvestro
In estate l'ufficio postale di Albissola Marina crea troppi disagi all'utenza con code interminabili agli sportelli. Per questo motivo Luigi Silvestro, capogruppo di opposizione della lista “Nuova Rotta” interpella il sindaco Nico Vicenzi.
“Soprattutto con l'arrivo della stagione estiva, la cittadinanza è
sovente costretta a subire lunghi tempi di attesa in colonna prima di poter svolgere normali operazioni che i lavoratori impiegati delle Poste dovrebbero smaltire in tempi più ragionevoli. Questi disagi non sono certo dovuti alla volontà degli stessi, né di chi dirige l'ufficio albissolese, ma forse sono causati o da una mancanza di personale, probabile frutto di una politica industriale più attenta all'utile di bilancio che alle esigenze del cittadino utente di un servizio postale più efficiente, oppure ad un orario non ben modulato rispetto alle necessità della nostra cittadina”.
“Con questa interpellanza ho sollecitato così il sindaco ad attivarsi presso la dirigenza provinciale di Poste Italiane affinché sia migliorato il servizio suggerendo anche alcune proposte da presentare: l’istituzione di una Sala Consulenza con un operatore commerciale per la consulenza alla clientela su operazioni bancarie e finanziarie al fine di sgravare gli sportelli operanti dal carico dell'utenza con tali esigenze dagli operanti, una rimodulazione dell'orario, almeno in via sperimentale nel periodo estivo, attraverso part-time verticale che permetta l'apertura delle Poste anche nel pomeriggio”.
m. pi.
Disservizi postali a Puccianiello, la protesta
dell'Idv
CASERTANEWS - Martedì 20 Luglio 2010
POLITICA | Caserta
- Circolo Italia dei Valori di Puccianiello denuncia il grave disservizio fornito da Poste Italiane nella piccola frazione del comune casertano dove la posta viene smistata ai cittadini in modo irregolare e poco celere. Per gli abitanti di Puccianiello una delle possibili cause del cattivo funzionamento del servizio di recapito della posta potrebbe dipendere da un "postino poco accorto" che, non svolgendo con buon senso il suo compito, sta arrecando numerosi disagi a tutta la comunità. Disagi che si sono ulteriormente aggravati dopo la nuova intitolazione dell'ex "Via dei Giardini", per la quale è stata firmata una petizione al Sindaco Petteruti: "Ridateci la nostra strada!" "I nostri concittadini, ormai da molti mesi, non si vedono più recapitare la posta. Questo rappresenta per tutti noi un disagio gravissimo perché attraverso il servizio postale vengono svolte numerose e importanti attività burocratiche, dal pagamento delle cambiali a quelle delle utenze. A nome dei nostri concittadini rivolgiamo un caldo appello alla direzione provinciale di Poste Italiane: "non possiamo più sopportare un servizio così inefficiente che si riflette sulla vita economica di E' quanto hanno denunciato i fratelli Marino del Circolo locale dell'Italia dei Valori, dopo aver raccolto le quotidiane e numerose lamentale dei cittadini di Puccianiello.
Dal film "Il postino suona sempre due volte"
a "Chi ha visto il postino?"
Gianluigi Dal Corso
IL GAZZETTINO . Domenica 18 Luglio 2010,
Dal film "Il postino suona sempre due volte" a "Chi ha visto il postino?". Quello che sta accadendo a Dolo da quasi una settimana potrebbe dare l'idea a qualche regista in cerca d'ispirazione. Infatti, molti residenti della zona del centro di Dolo e diversi professionisti che in quell'area hanno la loro base operativa da circa una settimana non riceverebbero la posta.
A denunciarlo è il segretario provinciale di categoria della Cisl, Gianni Conte. E la conferma la si avrebbe da alcuni professionisti che lamentano la mancata consegna della posta da diversi giorni. La zona colpita è quella di via Mazzini, via Martiri della Libertà, via Matteotti, via Ca’ Tron e varie laterali. «Da circa una settimana - denuncia Conte - i residenti non vedono passare alcun portalettere». Il motivo? L'incaricato del recapito della posta è in ferie, ma Poste Italiane non avrebbe pensato alla sua sostituzione. «La dirigenza di Poste Italiane - rilancia Conte - non ha fatto i conti con i periodi di ferie e non ha disposto la sostituzione del portalettere, con tutti i disagi connessi a questa scelta».
La mancata consegna delle missive, però, ha avuto una ricaduta anche nell'ufficio postale del centro di Dolo. «Ci sono pile di lettere e stampe ammassate all'interno dell'ufficio - sottolineano alcuni impiegati - con tutte le difficoltà che la cosa comporta per gli addetti degli sportelli». Già la scorsa settimana, al rientro dal periodo di ferie, un portalettere di un'altra zona centrale di Dolo si era trovato con centinaia tra raccomandate, lettere e stampe da consegnare, rimaste in giacenza durante il periodo di vacanza.
«Se questo è il biglietto da visita di Poste Italiane - riprende Conte - in vista della liberalizzazione del mercato che dovrebbe avvenire nei prossimi 5 mesi, è un quadro davvero preoccupante». E chiede un intervento a livello nazionale, «perché questi disagi si stanno riscontrando in tutta Italia». Da Poste Italiane, intanto, la scorsa settimana, avevano fatto sapere che la consegna degli elenchi telefonici stava procedendo in maniera regolare.
ILGAZZETTINO - Venerdì 23 Luglio 2010,
A proposito di...
POSTE, DISSERVIZI E
PORTALETTERE
Rispondo alla lettera dal titolo “Poste, disservizi causa ferie”, pubblicata il 18 luglio. Dalle verifiche compiute è emerso la consegna della corrispondenza, durante l’assenza del portalettere titolare, è stata garantita attraverso i meccanismi di sostituzione interna. In questi casi possono determinarsi dei rallentamenti o disguidi nelle consegne determinati dalla limitata conoscenza del territorio da parte dei sostituti. Poste Italiane scusandosi per il disagio comunica che il servizio è tornato ad essere regolare.
Patricia Da Rin
Responsabile Comunicazione
Veneto, Trentino, Friuli
La posta dei lettori
LA POSTA DEI LETTORI/
Si perde tempo per il ritiro delle raccomandate
postali
RAVENNANOTIZIE lunedì 19 luglio 2010
"Ci risiamo: Poste Italiane ha deciso che tutti i 140mila abitanti di Ravenna debbano ritirare le raccomandate in 1 (UNO) ufficio postale. Il che significa tempo perso per tutti. Quiesta è una situzione inaccettabile: da quello che ho letto la direttiva è in vigore dal 12 Luglio a tempo indeterminato.
Questa situazione è indegna di un paese civile. Se qualcuno si è SCATENATO alla vista di regole e paletti giusti credo sia arrivato il momento di SCATENARCI DAVVERO contro questa cosa senza senso".
M.B.
Condivido con il lettore/lettrice, non è accettabile fare ore e ore di fila quando basterebbe qualche sportello in più, ma ormai a cosa serve lamentarsi?
S.
GAZZETTADELSUD 24-7-10
Poste, i soliti disagi dell'estate Uffici pieni e
organico ridotto
Turnover inesistente nonostante numerosi
dipendenti siano in ferie: solo 9 portalettere assunti a tempo determinato in
tutta la provincia
Vittorio Scarpelli
Estate, tempo di ferie e di turnover in tutti i settori. O almeno così dovrebbe essere. Il mondo delle Poste, evidentemente, fa storia a sè. Difficile, sia nel capoluogo che in provincia, trovare un ufficio postale senza affollamenti, ma soprattutto efficiente. Pochi sportellisti, troppi utenti. Se poi, anche la macchinetta "eliminacode" s'inceppa e dà i numeri (vedi foto emblematica), come è accaduto due giorni addietro nell'ufficio postale di via Popilia, tutto diventa più complicato. File lunghe, attese snervanti e spesso ci scappa qualche parolina di troppo. Perchè anche il caldo fa la sua parte. Per informazioni chiedere ai poveri pensionati che nel mese di luglio hanno trovato abbassata la saracinesca dell'ufficio postale del centro storico.
«I pagamenti delle pensioni», precisa Giannino Dodaro, segretario generale della Spi-Cgil, «scattano giorno 1 e giorno 16. Capita spesso che alcuni non vengano pagati in tempo, o non ricevano l'accreditamento secondo le aspettative. Come ho già avuto modo di ribadire qualche tempo addietro, non sono contro le ferie, ma a favore di un'organizzazione che offra un servizio completo. I pensionati vanno sostenuti e non penalizzati. Molti di loro versano in condizioni precarie, sia economiche che fisiche. I lunghi spostamenti alla ricerca di un ufficio postale aperto o poco affollato, con questo caldo, non possono che nuocere agli anziani». Alcune scelte di Poste Italiane lasciano perplessi. Prendiamo la gestione dei portalettere. Da giugno a settembre, come ogni anno, l'organico si riduce all'osso. Su 71 assunzioni a tempo determinato (per i mesi estivi) effettuato in tutta la regione, solo nove sono stati assegnati alla provincia di Cosenza. Considerando che in ferie risultano circa cento unità in ogni periodo, mancano all'appello oltre novanta portalettere. La copertura, dunque, non è affatto assicurata, come puntualizza Franco Sergio della Slp-Cisl Calabria. «I problemi riguardanti l'organico dei postini emergono chiaramente nel periodo estivo. Per garantire le ferie, com'è giusto che sia, l'azienda assume alcune unità a tempo determinato. Ma spesso il numero è nettamente inferiore rispetto al "buco" creato dai dipendenti in vacanza. E a perderci è proprio l'utenza, che spesso non riceve la corrispondenza. Tra l'altro, alle assenze per ferie bisogna aggiungere quelle per malattia e così via. Senza contare che i dipendenti vanno in ferie quasi tutti nello stesso periodo: il più gettonato va da luglio ad agosto. E così, mentre a giugno e settembre il problema è minimo, negli altri due mesi il disservizio è evidente».
Alcune volte Poste Italiane è costretta a tamponare, con il risultato di garantire il servizio all'utenza, ma allo stesso tempo scontentare i dipendenti. «L'azienda», conferma Sergio, «alcune volte decide di rinviare le ferie dei dipendenti: capite bene che i disagiati, in questo caso, sono proprio loro. Da segnalare, in provincia, la situazione particolare sulla fascia tirrenica che riguarda Amantea e Scalea, dove attualmente c'è un solo ufficio postale attivo, aperto esclusivamente mezza giornata». Estate, tempo di ferie, ma anche di lunghe file.
CAMPOLONGO
Posta in ritardo, il sindaco
scrive alla direzione provinciale
IL GAZZETTINO - Martedì 20 Luglio 2010,
Poste in ritardo, sale la protesta dei cittadini. Fila di persone nella stanza del sindaco di Campolongo Maggiore, Roberto Donolato, per far conoscere la loro situazione di grave disagio e per protestare contro Poste Italiane in merito ai recenti pesanti ritardi nella consegna della posta e delle lettere presso le case dei cittadini. Gravi disagi che la gente ha voluto portare nei giorni scorsi direttamente al primo cittadino chiedendo un aiuto istituzionale ed una presa di posizione ufficiale verso le Poste. Forti le ripercussioni anche per le attività commerciali visto che la posta si accumula con ritardi che sfiorerebbero le due settimane. Da una prima analisi pare che i ritardi siano addebitabili al periodo di vacanza e alla mancanza di alcuni postini andati in ferie durante il momento estivo. «Ho già scritto alla direzione provinciale sollecitando una migliore qualità del servizio», dice il sindaco che ha ricevuto le lamentele delle persone e che si sta interessando per affrontare e risolvere la situazione. Intanto la gente aspetta che il servizio torni regolare. (E.Com.)
Forlì, problema poste. Bartolini (PdL) porta il caso
in Regione
ROMAGNAOGGI * 20 luglio 2010 - 16.25 (Ultima Modifica: 20 luglio 2010)
FORLI' - Il problema poste continua ad attanagliare i cittadini. Questa è la volta di Piazza Saffi (Forlì), dove non è più possibile il ritiro delle raccomandate e Luca Bartolini, consigliere questore del PdL, porta il caso in Regione.
"Come al solito sono i cittadini a pagare le conseguenze delle decisioni, spesso non troppo ponderate, prese dall'alto." Non fa giri di parole Bartolini quando si tratta di un disservizio alla cittadinanza. "E i più colpiti sono ovviamente i più indifesi, come gli anziani. Non si capisce perché un servizio, da sempre erogato in Piazza Saffi, debba essere trasferito lontano dal centro e quindi in una zona non agevole da raggiungere".
Bartolini chiede alla Giunta di conoscere il motivo del trasferimento del servizio e che cosa intenda fare per ripristinarlo al fine di non creare ulteriori disagi ai cittadini.
MIRANO L’ufficio di S.M. di Sala è chiuso e i cittadini vengono "dirottati": manca però personale
Poste di Zianigo, una mattinata di code e disagi
ILGAZZETTINO Martedì 20 Luglio 2010,
Alla fine, come sempre, a farne le spese è stato il cittadino.
A Zianigo ieri mattina si sono passate ore di "supplizio" all'ufficio postale dove è stata dirottata tutta la cittadinanza di Santa Maria di Sala per la chiusura dell'ufficio salese. L'ufficio postale di Santa Maria di Sala infatti resterà chiuso fino a mercoledi per lavori urgenti di adeguamento dell'impianto elettrico. La direzione provinciale delle poste ha deciso di deviare i cittadini all'ufficio di Zianigo ma, per i soliti disguidi burocratici, l'impiegato che doveva andare a dar man forte ai colleghi non si è fatto vedere. Anzi. Solo dopo le vibrate proteste del segretario provinciale della SLP CISL Giovanni Conte l'impiegato è stato mandato a Zianigo da Spinea, ma solo alle ore 13, cioè alla chiusura dello sportello. I disagi sono stati moltissimi non solo per la fila lunghissima di persone in attesa dell'unico impiegato disponibile ma anche e sopratutto per le perdite di tempo che tutte le aziende di Santa Maria di Sala, secondo polo industriale dopo Porto Marghera, hanno subito. «Questo è uno dei tanti disagi collegati alla cronica carenza di personale - dice Giovanni Conte segretario SLP CISL - Basta entrare in qualsiasi ufficio postale per notare che gli sportelli sono chiusi e ricoperti di materiale promozionale e pubblicitario. L'azienda postale si preoccupa dei servizi finanziari ma non garantisce il servizio sociale ai cittadini».
Luigi Bortolato
“I disservizi negli Uffici postali hanno raggiunto il
colmo”
MAREMMANEWS Mercoledì 21 Luglio 2010 10:43 | PDF Stampa E-mail
Intervento di Cgil Spi, Cgil Slc e Camera del lavoro
Grosseto: “Il progressivo deperimento dei servizi postali nella nostra provincia – dicono Carla Burgassi Cgil Spi, Lorenzo Centenari Camera del lavoro e Giovanni Lanti Cgil Slc - non è il frutto del caso. Ma la logica conseguenza di scelte del management di Poste Italiane, che, pur svolgendo un servizio di pubblico interesse, sta privilegiando esclusivamente l’incremento dei ricavi chiudendo gli uffici postali ritenuti poco “redditizi” o abbandonando a se stessi i piccoli centri abitati.
I disservizi verificatisi recentemente agli sportelli di Follonica e Scarlino, sono solo gli ultimi episodi di una lunghissima serie, con ritardi anche di 15 giorni nella consegna della posta.
Il problema è strutturale, e è diretta conseguenze sia della cattiva organizzazione del lavoro che del ritardo tecnologico, ma soprattutto delle politiche del personale. La cronica carenza degli addetti agli sportelli e dei portalettere, infatti, penalizza in prima battuta i lavoratori che vengono spremuti come limoni, soprattutto nel periodo estivo, ma poi si ripercuote su cittadini e aziende. Che giorno dopo giorno vedono peggiorare il servizio postale.”
“A pagare il prezzo più salato – proseguono - sono le persone anziane, che, pur affidandosi a Poste Italiane per riscuotere la pensione e spesso per la gestione dei risparmi di una vita di lavoro, vedono spesso ridurre gli orari o chiudere gli uffici postali nei piccoli centri.
Fra l’altro, va considerato che questi problemi sono il portato di una competizione fra operatori postali, che in nome della concorrenza di mercato peggiorano le condizioni di lavoro, ad esempio ricorrendo in modo improprio e abnorme all’istituto dello straordinario, ma finiscono anche per danneggiare l’utente finale che non percepisce alcun significativo miglioramento dei servizi.”
“Come Sindacato – concludono - ci chiediamo fino a che punto sono disposte ad arrivare la Direzione provinciale e quella regionale di Poste Italiane. Noi non rimarremo immobili ad attendere gli eventi, e chiederemo un incontro dal quale ci aspettiamo soprattutto risposte chiare”.
RIVIERA24 Domenica 25 Luglio 2010
IN VIA ARDUINO
Da tre mesi senza buca delle lettere, lo sfogo di una
tabaccaia di Diano Marina: "Assurdo"
Diano Marina - La commerciante attende che Poste Italiane risistemi la buca delle lettere, accanto alla propria tabaccheria, rimossa ad aprile per lavori di ristrutturazione della sovrastante palazzina.
Mariangela Panero
Una tabaccaia di Diano Marina, Mariangela Panero, attende da oltre tre mesi che Poste Italiane risistemi la buca delle lettere, accanto alla propria tabaccheria, rimossa ad aprile per lavori di ristrutturazione della sovrastante palazzina, ma nonostante le decine di telefonate oggi ancora nulla e' cambiato.
'Siamo all'assurdo – commenta Mariangela, che ha la rivendita in via Arduino -. A fine maggio abbiamo chiesto che fosse rimessa. Eppure nessuno si e' fatto sentire. I ganci ci sono. Basterebbe soltanto che qualcuno la trovasse e la riportasse qui da noi. Era stato il postino ad occuparsi della sua momentanea rimozione, quando l'impresa gli disse di rimuoverla'.
Morale: 'Non vendo piu' francobolli e cartoline e tutti i miei clienti vanno da un'altra rivendita, dove possono imbucare. In un periodo come questo, in cui Diano e' presa d'assalto dai turisti e la presenza di numerosi anziani che hanno difficolta' a spostarsi, un disservizio del genere, proprio non ci voleva'.
di Fabrizio Tenerelli
22/07/2010
Lavori, brevi chiusure per alcuni uffici postali della
Bassa Romagna
LUGONOTIZIE venerdì 23 luglio 2010
Dopo aver stabilito una scala di priorità degli interventi, la Filiale di Ravenna di Poste italiane ha avviato la prima fase del progetto che prevede l'aggiornamento di nuovi apparati elettrici e il potenziamento delle infrastrutture informatiche negli uffici postali del lughese che permetterà di assicurare una migliore risposta alle esigenze di qualità dei servizi di sportello e di riduzione dei tempi di attesa.
Gli interventi saranno realizzati nell'ufficio postale di Fusignano (via Teatro) nella giornata di lunedì 26 luglio, mercoledì 28 in quello di Lavezzola (piazza Tiziano), mentre venerdì 30 luglio saranno interessati gli uffici di Voltana (via Fiumazzo) e Santa Maria in Fabriago. I lavori comporteranno la necessaria sospensione del servizio per l'intera giornata, durante la quale la clientela potrà rivolgersi ai vicini uffici postali.
Il piano di potenziamento degli apparati informatici negli uffici postali del ravennate al fine di migliorarne l'operatività agli sportelli, proseguirà anche nelle prossime settimane.