IL POSTALE n. 547

 

Notizie dalla rete

 

 

IL POSTALE n. 547 del 22.1.2012 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it

 

Bisogna aver vissuto in una piccola città per sapere come i congegni della società vi giochino allo scoperto

e fino a che punto i drammi e le farse della vita pubblica e privata vi siano messi a nudo.

Marguerite Yourcenar

 

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MF del 20/1/2012

Le Poste rimangono fuori dal decreto

 

Un passo indietro su tutti i fronti. Nell'ultima bozza del decreto liberalizzazioni che sarà votato oggi dal consiglio dei ministri, non si fa più menzione di Poste italiane. Non solo di BancoPosta che, secondo le voci insistenti circolate in un primo momento, era uno degli asset più importanti ai fini della riduzione del debito pubblico italiano. Scomparsi anche i servizi postali generali su cui, solo qualche giorno prima l'Antitrust aveva consigliato di intervenire con diversi provvedimenti per aumentare la concorrenza, per esempio accorciando la durata e l'ambito dell'affidamento del servizio universale. Una prima bozza del decreto liberalizzazioni, in verità, eliminava almeno l'affidamento in esclusiva alla società guidata da Massimo Sarmi della consegna di atti giudiziari e multe. Un mercato che da solo vale svariate decine di milioni di euro. Ma nell'ultima bozza non c'era più traccia dell'intervento e a meno di novità dell'ultimo minuto di oggi le Poste resteranno fuori dalle liberalizzazioni.

 

Anna Messia

 

 

Liberalizzazioni/ Tnt Post: Ora affrontare nodi concorrenza Poste

Rimuovere "indebito vantaggio competitivo" di Poste italiane

21gen12 TMNews

 

Bene l'avvio di un "importante" percorso sulle liberalizzazioni, ora però si rimuovano anche gli ostacoli alla concorrenza nel settore postale. A chiederlo Tnt Post Italia, primo operatore privato del mercato postale italiano. La società, in una nota, auspica che tale percorso possa a breve comportare anche una "revisione delle regole che a tutt'oggi, nonostante le novità legislative del 2011, limitano la libera concorrenza nel mercato postale italiano e, in tal modo, ne condizionano la crescita e lo sviluppo". Tra le richieste di Tnt Post: l'eliminazione dell'area di riserva a favore del fornitore del Servizio Universale per gli invii raccomandati attinenti alle procedure giudiziarie ed alle sanzioni stradali; la revisione del modello del Servizio Universale "ai fini di un allineamento dell'Italia ai Paesi più avanzati in Europa, attraverso l'affidamento al regime concorrenziale della cosiddetta posta massiva, di origine business, e dei pacchi oltre i 10 kg di peso"; ciò, si sottolinea nella nota, "consentirebbe di ridurre l'indebito vantaggio competitivo di cui gode il fornitore del Servizio Universale derivante da un regime IVA asimmetrico e di favorire un alleggerimento del costo del Servizio Universale che grava sui cittadini"; la revisione del modello di affidamento del Servizio Universale a favore di bandi gara europei.

 

 

 

ilfoglio.it/20 gennaio 2012 - ore 14:48

Caro Monti ti scrivo

 

Tutti i dossier che i colossi pubblici hanno inviato al premier per temperare le liberalizzazioni

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Sulle scrivanie di Palazzo Chigi, del Tesoro e dello Sviluppo economico si affastellano appunti e note riservate che i grandi gruppi pubblici hanno mandato in vista del decreto sulle liberalizzazioni che il Consiglio dei ministri ha approvato oggi.

 

Nelle ultime bozze del decreto sulle liberalizzazioni, soltanto un colosso pubblico non è intaccato: Poste. Semplice dimenticanza? Di sicuro, nonostante i suggerimenti dell’Antitrust e gli auspici dei terzopolisti montiani, il governo non ha mai pensato né a una separazione del Bancoposta né a una privatizzazione dell’azienda. Ma, almeno fino a ieri pomeriggio, neppure le rimostranze dei privati attivi nei servizi postali hanno convinto l’esecutivo a prevedere una più chiara liberalizzazione del settore. Nella nota riservata spedita al governo, il gruppo Tnt auspica tra l’altro che l’Italia si allinei a Germania, Olanda, Austria, Belgio, Finlandia e Regno Unito che hanno escluso dal servizio universale la posta business. Su Twitter, l’ad di Tnt Post Italia, Luca Palermo, ieri sera ha scritto: “Sarà battaglia a tutto campo, basta rendite di posizione”.

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ECONOMIA FRANCIA, ECONOMIA ITALIA

Standard and Poor’s declassa rating Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti

Standard and Poor's ha declassato anche il rating di alcune società francesi

investireoggi.it   19-01-2012, ore 10:38

 

Adesso tocca alle partecipazioni dello Stato, a seguito dell’effetto domino dopo la decisione di venerdì scorso di Standard & Poor di declassare il merito del debito sovrano italiano da A a BBB+. (Rating paesi europei – Francia e Austria declassate, vero obiettivo il Fondo Salva Stati).

RATING CASSA DEPOSITI E RATING POSTE: COSA CAMBIA – In particolare il declassamento è dell’agenzia di rating ha avuto per oggetto la Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane ma anche importanti gruppi nazionali quali Eni ed altri importanti gruppi. (Eni: Standard and Poor’s taglia rating Eni ad A)

Idem per le aziende francesi, dopo la perdita della Tripla A da parte della Francia.

La scure ha avuto per oggetto il declassamento di Electricitè de France, Societè Nationale des Chemin de Fer Francais (Snfc.)

Il Premier Mario Monti che in un’intervista al Financial Times del giorno scorso aveva affermato “ se avessi mai dettato qualcosa, sarebbe stato quel che S&P ha detto sulla politica economica italiana, ma non avrei mai pronunciato le parole BBB” replica di essere l’unico in Europa a non avere criticato le agenzie di rating ma l’indebolimento del clima politico a livello Europeo è a un certo livello controbilanciato da una forte capacità interna italiana.

Inoltre oggi, il premier Monti si è congedato da Londra dopo una serie fitta d’incontri con le principali autorità istituzionali ed economiche britanniche, ottimista, guardando al cammino che ha davanti “perché’ vedo pezzi di puzzle che si mettono insieme e che portano a riunione con una convergenza tranquilla, senza dichiarazioni trionfalistiche, e che ci farà respirare un po’. Ciò in vista del vertice europeo di fine mese.

Anche la Banca Mondiale prevede un rallentamento dell’economia mondiale, tagliando le stime di crescita 2012 e 2013 al 2,5% e 3,1% a causa della recessione dell’eurozona con un biennio 2012 e 2013 molto pesante per i paesi poveri.

 

 

 

 

18/01/2012 - oipamagazine.eu

Standard & Poor’s declassa Poste, Cdp, Eni, Generali, Cattolica e Unipol

 

A seguito del taglio del rating sovrano dell'Italia l'agenzia di rating ha declassato alcune società controllate dallo Stato, assicurazioni ed enti locali

 

Venerdì scorso è toccato al rating sovrano dell’Italia ora la scure dell’agenzia di rating, Stanadard & Poor’s, si abbatte su alcune delle principali società controllate, assicurazioni ed enti locali italiani.

L’agenzia ha declassato Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Poste Italiane, controllata al 100% dallo Stato attraverso il ministero dell´Economia e delle finanze. Colpiti anche Generali, Cattolica Assicurazioni, Unipol ed Eni.

Brutto periodo per il nostro Paese minacciato anche dall’agenzia di rating, Fitch, che avverte su un possibile taglio del voto sull'affidabilità creditizia per la fine di gennaio. Previsione che già il 10 gennaio era stata fatta da David Riley, capo della divisione rating sovrani.

Nel dettaglio per Poste Italiane il rating di lungo termine è passato da A- a BBB, mentre quello di breve termine è sceso da A-1 ad A-2. L'outlook è negativo.

Standard & Poor's ha poi ridotto il rating della Cassa Depositi e Prestiti di lungo e di breve termine rispettivamente da A e A-1 a BBB+ e A-2. Anche il questo caso l´outlook è negativo.

Eni vede il suo rating tagliato da A+ ad A. L´outlook è negativo.

L’agenzia si accanisce anche contro Cattolica Assicurazioni (il giudizio passa da A- a BBB+), Generali (passa da AA- a A+) e Unipol (da A- a BBB+).

 

Standard and Poor's ha provveduto al taglio del rating anche di alcune società presenti negli altri otto Paesi europei declassati venerdì scorso insieme all'Italia.

I downgrade hanno quindi colpito anche le aziende francesi, dopo che la Francia ha perso la Tripla A. Electricité de France è scesa ad A+ da AA- con outlook stabile. Société Nationale des Chemin de Fer Francais (Snfc) è stata declassata da AA+ ad AA con outlook negativo. Outlook negativo per Aeroports de Paris, che pewrò conserva il suo rating ad A+.

A cura di : Martina Fusco

 

 

 

 

 

VACCARINEWS GEN 18 2012

19:40

NOTIZIE DALL'ITALIA

La riforma secondo Istituto Leoni e Glocus

Presentato questa mattina alla Camera il dossier “Liberalizzare e crescere. Dieci proposte al governo Monti”



Il dossier è stato presentato oggi alla Camera dei deputati

Mentre c'è attesa per quel che deciderà a brevissimo il Governo, questa mattina alla Camera dei deputati Istituto Bruno Leoni e Glocus hanno presentato il dossier “Liberalizzare e crescere. Dieci proposte al governo Monti”. Dove un capitolo è dedicato al servizio postale.

La terza direttiva comunitaria -viene ricordato- è stata recepita dall'ordinamento italiano con il decreto legislativo n°58 del 31 marzo 2011. Anche se appare “deludente sotto vari profili, e presenta ampi spazi di miglioramento”. La disciplina, infatti, interviene con ritardo in un mercato ancora sostanzialmente monopolistico; al tempo stesso, “denota una serie di inadeguatezze che ne compromettono la solidità d'impianto e non permettono di presagire un percorso di effettiva apertura competitiva”.

Superato -con il “decreto salva Italia”- lo scoglio dell'Agenzia ministeriale, secondo i relatori sarebbe opportuno ridurre l'ambito del servizio universale al perimetro minimo previsto dalla norma continentale e, soprattutto, eliminare ogni residuo di riserva -inclusa quella sulle notifiche di atti giudiziari- “oramai incompatibile”.

Un altro problema è l'assegnazione diretta a Poste italiane dello stesso servizio universale per tutte le categorie merceologiche, sull'intero territorio nazionale e per un periodo di quindici anni: “un intervento minimo non può prescindere da un'assegnazione con gara ad evidenza pubblica e da una più congrua definizione dei limiti qualitativi, temporali e territoriali”.

Istituto e Glocus ritengono che l'operazione di riforma sia a costo zero per il bilancio pubblico e, nel caso di una privatizzazione parziale o totale del monopolista, potrebbe determinare entrate straordinarie derivanti dalla cessione di rami d'azienda. Sapendo che la privatizzazione “è certamente possibile e auspicabile, ma di non semplice realizzabilità”: richiederebbe il famoso “spezzatino”, in cui il valore totale dei singoli ambiti alienati sarebbe probabilmente inferiore a quello attuale del gruppo. Il presupposto è “una trasparente societarizzazione delle diverse attività -attualmente Bancoposta è separato dai servizi postali solo dal punto di vista contabile- con un chiaro ruolo attribuito alla rete degli uffici postali, vero asset strategico del gruppo attraverso cui vengono commercializzati prodotti e servizi”. In questo senso, potrebbe essere utile il confronto con altri operatori, che hanno separato gli uffici dal resto. L'obiettivo non è trasformare il Bancoposta in una banca; al tempo stesso, si lascerebbe allo Stato la possibilità di sfruttare la rete per erogare propri supporti ai cittadini. Si potrebbe privatizzare l'intero gruppo con la vendita di alcune quote societarie, “mantenendone l'unitarietà proprietaria, per procedere poi gradualmente a successive vendite fino alla completa dismissione”, ad oggi realizzata solo in Germania e nei Paesi Bassi. Come in altri casi -conclude il rapporto- “la maggiore resistenza alle riforme viene dall'operatore monopolista e dai sindacati di settore”.



 

 

Il Tar del Lazio conferma la multa da 39,3 milioni di euro inflitta dall’Antitrust a Poste Italiane per abuso di posizione dominante

ilgiornaledelfriuli.net Pubblicato da Redazione il 16/1/12

 

No a stop delibera Antitrust. Udienza merito il 4 aprile Roma, 16 gen – E’ confermata, almeno per ora, la multa da 39,3 milioni di euro inflitta lo scorso 14 dicembre dall’Antitrust a Poste Italiane per abuso di posizione dominante. La Prima sezione del Tar del Lazio, presieduta da Giorgio Giovannini, come apprende Radiocor, ha respinto con ordinanza la richiesta di Poste di sospendere la sanzione, fissando un’udienza di merito ravvicinata, il prossimo 4 aprile, in ragione della particolare rilevanza della controversia. Secondo l’Antitrust, a partire dal 2007, Poste ha attuato condotte tese a escludere i concorrenti dai mercati del servizio di recapito a data e ora certa e del servizio di notifica attraverso messo. L’azienda avrebbe inoltre posto ostacoli allo sviluppo dei servizi liberalizzati a valore aggiunto. Per questo motivo l’Autorita’ presieduta da Giovanni Pitruzzella, ha intimato a Poste di cessare immediatamente i comportamenti abusivi e di inviare entro tre mesi una relazione che illustri le misure adottate per rimuovere i comportamenti stessi. Poste Italiane sostiene invece di avere sempre rispettato le regole della concorrenza e del mercato.





VACCARINEWS GEN 18 2012

11:14

NOTIZIE DALL'ITALIA

Il catalogo si amplia

 

Dall'articolazione servizi innovativi formule in grado di coinvolgere più aziende del gruppo. Le nuove valutazioni di Standard & Poor's

Maggiore coesione all'interno del gruppo Poste italiane. È lo scopo della campagna che, ancora a titolo sperimentale, si sta svolgendo in alcune parti del territorio.

L'obiettivo è individuare utenti, professionali ma in prospettiva anche condomini ed altri interlocutori con un certo “giro” di attività, potenzialmente interessati ad un pacchetto che proponga i servigi di più rami interni o addirittura aziende.

È il piano “offerta segmenti verticali” e vede protagonisti i portalettere… paralleli, ossia coloro che fanno parte dell'articolazione servizi innovativi (Asi). Integra servizi postali con mercato privati, in quanto si inizia con opportunità presentate dall'addetto al domicilio dell'interlocutore ed eventualmente sottoscritte allo sportello.

Per la fase iniziale sono stati individuati 130 Asi, incaricati di concentrarsi su professionisti e commercianti di tre aree: Nord-Est, Roma e Sicilia. Nella prima zona, ad esempio, la prova è partita il 15 dicembre toccando undici punti rete (uffici o aree impresa) a Padova, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza e coinvolgendo trentacinque operatori.

Una volta raggiunto il contatto con il possibile cliente, ecco il catalogo delle proposte: “Conto in proprio web” e “Conto in proprio pos” (quindi Bancoposta), “Poste mobile ufficio tutto incluso”, “Poste mobile ufficio tutto incluso mail” e “Poste mobile ufficio super8” (Poste mobile), “Posta on-line”, direct mailing indirizzato e non (Poste italiane marketing servizi postali e digitali), servizi di stampa personalizzata e catalogo dei prodotti Postel office (Postel).

Intanto, sia Cassa depositi e prestiti sia Poste italiane hanno registrato le conseguenze del nuovo giudizio annunciato da Standard & Poor's sull'Italia. La prima società, nel lungo e breve termine, è scesa da “A/A-1” a “BBB+/A-2”, la seconda da “A-/A-1” a “BBB+/A-2”. Per entrambe, l'outlook resta negativo.



 

prestiti.blogosfere.it/2012/01

Prestiti e risparmio: al primo posto Poste Italiane

Sabato 21 Gennaio 2012, 16:23 in banche, Poste, finanziarie, prestiti, prestiti personali

di Raffaele Rossi

 

In basso alla classifica, invece, troviamo Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. In aumento anche le spese.

 

Poste Italiane, nel 2012, è l'ente che offre le condizioni migliori per un prestito. Lo riferisce Corriere Economia che ha fatto un'indagine di mercato. Il prestito BancoPosta batte tutti, grazie a un taeg del 10,52 per cento. Tra le banche, davanti a tutti c'è Intesa - San Paolo con un taeg del 10,80%.

Riesce a salire sul podio anche Bnl grazie a un taeg del 10,98%. Dall'altra parte della classifica, tra le più care, ecco Unicredit e Monte dei Paschi di Siena: entrambe superano il 14 per cento.

 

L'inserto economico del Corriere pone l'accento anche su un'altra caratteristica del 2012: il forte aumento del tasso d'interesse. Se a settembre 2011, infatti, eravamo nell'ordine dell'11,09%, a quattro mesi di distanza siamo arrivati al 12,35%. In soldoni: per restituire 15mila euro in sei anni, nell'autunnno scorso, occorrevano 20.404 euro, ora 21.155.

 

E' aumentata anche l'incidenza delle spese. Tra assicurazione, interessi e commissioni siamo arrivati a 6.155 euro, con un incremento di 751 rispetto a settembre dello scorso anno.

 

 

 

 

 

 

Trentino-Alto Adige/SuedtirolPercorso:ANSA.it

Poste: Trentino; mozione, trasferire servizi a Casse rurali

La proposta e' dei consiglieri provinciali Giovanazzi e Lunelli

19 gennaio, 19:13

 

(ANSA) - TRENTO, 19 GEN - Punta a cercare una soluzione concreta alla continua chiusura degli uffici postali in Trentino, "con una strategia comune che coinvolga tutti i soggetti interessati, oltre che la Provincia e i Comuni, anche le Casse rurali e le biblioteche presenti su tutto il territorio", la mozione dei consiglieri provinciali Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) e Giorgio Lunelli (Upt). ''Dopo la chiusura degli otto uffici postali, per via della riorganizzazione di Poste italiane spa, si fa ancora piu' urgente la ricerca di una soluzione ai disagi che questo comporta alle zone periferiche - hanno detto i due consiglieri-.

 

La richiesta, in buona sostanza - ha concluso Lunelli - e' di chiedere alla Provincia di intervenire finanziariamente per garantire le comunita' piu' piccole appoggiandosi soprattutto agli sportelli delle casse rurali presenti in modo capillare, nell'ordine di uno ogni mille abitanti''. (ANSA).

 

 

 

 

VACCARINEWS GEN 20 2012

18:27

NOTIZIE DALL'ITALIA

Manutenzione, tecnologia, pubblicità

Sono tre settori interessati da altrettanti bandi di gara firmati Poste italiane e in scadenza nei prossimi giorni

 

Le attività dell'azienda viste attraverso le forniture

Anno nuovo e gare nuove, pure per Poste italiane. Fra i periodici avvisi che documentano ad ampio raggio le attività e i progetti dell'azienda (e delle altre società collegate), si fanno notare tre bandi.

Il primo è l'accordo quadro triennale riguardante la manutenzione e l'assistenza tecnica delle linee per lo smistamento della corrispondenza e delle attrezzature di supporto; l'importo complessivo a base di gara supera i 113,7 milioni di euro, oneri esclusi. La durata dell'appalto è stabilita in trentasei mesi a decorrere dal prossimo 1 aprile, con facoltà di rinnovo, da parte di Poste, per al massimo altri ventiquattro. Le offerte verranno accettate sino al 24 gennaio.

Lo stesso giorno scadrà un'altra proposta. Riguarda la fornitura (nonché, fra l'altro, la manutenzione in garanzia, l'assistenza specialistica e la formazione) di trentamila pad da impiegare agli sportelli per l'acquisizione biometrica della firma. La cifra messa a bilancio supera i 4 milioni netti, mentre il contratto avrà valore per ventiquattro più dodici mesi.

Con un terzo provvedimento, la capogruppo intende trovare l'interlocutore in grado di fornire ed allestire elementi di grafica interna ed esterna presso gli uffici postali. In questo caso, ha messo a disposizione 2,2 milioni iva a parte; il confronto tra le offerte si svolgerà dopo il 30 gennaio, ultimo giorno per avanzare le candidature. Il contratto varrà per trentasei mesi, prolungabili di altri dodici.

 

 

 

news.admin.ch/

SVIZZERA: Aperta la consultazione sull’avamprogetto dell’ordinanza sulle poste

 

Berna, 18.01.2012 - Il Consiglio federale ha preso atto dell’avamprogetto relativo alla nuova ordinanza sulle poste e ha incaricato il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di avviare la procedura di consultazione, che si concluderà a metà aprile 2012.

 

Il 17 dicembre 2010, il Parlamento ha adottato la nuova legge sulle poste e la nuova legge sull’organizzazione della Posta. Il Consiglio federale, incaricato dell’esecuzione delle due leggi, esplica la sua competenza presentando l’avamprogetto di ordinanza sulle poste.

 

Considerata l’elevata importanza politica del nuovo testo normativo, la procedura di consultazione non riguarderà solo i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna, ma verrà estesa anche alle organizzazioni economiche e ad altre cerchie interessate. La consultazione durerà tre mesi e si concluderà di conseguenza a metà aprile 2012.

 

L’avamprogetto di ordinanza contiene in particolare disposizioni esecutive in merito ai seguenti elementi centrali:

 

Definizione e finanziamento del servizio universale nei settori dei servizi postali e del traffico dei pagamenti.

Regolamentazione del mercato (procedura di notifica, rispetto delle condizioni di lavoro abituali nel settore, obbligo di negoziare un contratto collettivo di lavoro).

Principi di interoperabilità (accesso agli impianti di caselle postali e scambio di dati).

Criteri per una riduzione delle tariffe per la distribuzione della stampa regionale e locale nonché della stampa associativa e delle fondazioni.

Organizzazione delle autorità (PostCom e servizio specializzato in seno all‘UFCOM).

La legge sulle poste, la legge sull’organizzazione della Posta e l’ordinanza sulle poste entreranno in vigore presumibilmente nel terzo trimestre del 2012.

 

 

 

 

 

Consegna la cartella delle tasse: postino picchiato a Milano

15:01 19 GEN 2012

 

(AGI) - Milano, 19 gen. - Un postino e' stato picchiato mentre consegnava una cartella esattoriale in un ristorante in viale Zara a Milano.

L'impiegato delle poste ha raccontato agli agenti di polizia di essere entrato nel locale chiedendo del proprietario. La figlia si e' offerta di firmare la bolla di consegna spiegando che il padre non era presente in quanto non gestisce piu' il ristorante ma mentre la ragazza firmava i documenti, sarebbe intervenuto il fratello che avrebbe iniziato a insultare il postino. Dalla lite si sarebbe poi passati alle vie di fatto.

 

 

 

Repubblica Milano / Cronaca /

 

Si infuria per la cartella esattoriale

e picchia il postino che la consegna

 

Protagonista della vicenda il proprietario quarantenne di un ristorante in viale Zara a Milano

L'uomo ha strappato la distinta e riconsegnato il documento, quindi ha malmenato l'addetto

Non appena ha visto la cartella esattoriale, ha scaricato tutta la sua rabbia contro il postino. Protagonista della vicenda è il proprietario 40enne di un ristorante in viale Zara, a Milano, dove alle 12.30 si è presentato il dipendente delle Poste per consegnare la cartella esattoriale intestata al padre, ex proprietario del locale.

 

Ad aprire la porta è stata la compagna del 40enne, che ha firmato e ritirato le carte. L'uomo, giunto alla porta pochi minuti dopo, ha strappato la distinta, riconsegnato la cartella e malmenato il postino, che ha chiamato la polizia. Nei confronti del 40enne non è ancora stato preso alcun provvedimento.

 

 

 

 

http://it.paperblog.com

Poste Italiane: l’odissea burocratica per attivare un account online per la carta PostePay

Creato il 21 gennaio 2012 da Wally26

 

Durante la mia recente vacanza romana ho pensato di acquistare e attivare una carta PostePay Standard alle Poste Italiane da utilizzare appunto quando sono in Italia.  A parte un piccolo intoppo burocratico iniziale (l’ufficio postale al quale mi ero rivolta mi ha inviato a un altro ufficio postale perche’ “non avevano i moduli”)  e la interminabile fila fatta al secondo ufficio postale (che e’ dotata di soli due sportelli) alla fine sono riuscita a prendere la benedetta carta. Il problema e’ sorto quando ho tentato, ahime’, di aprire un account online sul sito web delle Poste e il sistema non mi ha consentito di terminare l’operazione perche’ il mio codice fiscale risulta gia’ presente nel sistema… Telefono al call center, aspetto anche 10 minuti… nessuna risposta. Finalmente un giorno riesco a prendere la linea e mi risponde uno sconsolato ma gentile operatore, un signore napoletano non piu’ giovane, che mi consiglia di andare allo sportello e far risolvere il problema li’. Gli chiesi come mai l’attesa era cosi’ lunga poi aggiunsi: “non e’ che vi stanno licenziando tutti?” e lui laconicamente assentii: “qui non c’e’ rimasto quasi piu’ nessuno…”. Andai allora allo sportello dove avevo attivato la carta e mi dissero di compilare un altro modulo e che le Poste avrebbero provveduto in un secondo tempo a inviarmi tramite SMS (cosi’ ho capito fra i loro rimurginamenti) dei “codici” o “password” per la registrazione online… E non potevano spiegarmi questa procedura al momento in cui l’ho attivata? No, sarebbe troppo facile altrimenti. Nel frattempo sono tornata negli Stati Uniti lasciando ai miei genitori il compito ingrato di coordinarsi con me e le Poste Italiane. Da una ricerchina in rete ho notato poi  di non essere l’unica ad avere avuto problemi con l’attivazione di un account online…

 

Differenze con gli Stati Uniti: giorni fa in un momento prolungato di amnesia non riuscivo piu’ a ricordare il pin del bancomat americano, non potevo quindi prelevare soldi. Fossi stata a Roma avrei forse dovuto seguire chissa’ quale trafila, rimepire moduli e aspettare chissa’ quanto per resettarlo e poterla riutilizzare. Qui in 5 minuti sono entrata in banca e mi hanno resettato la password, senza file, senza bisogno di compilare moduli, senza troppe domande. E’ bastato mostrare un documento d’identita’ e il bancomat et voila’, ho potuto prelevare subito. Mica male no?

 

Dal blog: Le cose che non vanno

 

Nell’era del Web 2.0, per accedere ai servizi on line delle Poste Italiane, il primo operatore mobile virtuale, è necessario spedire un fax.

 

Vi racconto il mio calvario.

 

Agli inizi del 2007 richiedo la Carta Postepay, la carta di credito delle Poste. Decido quindi di leggerne i movimenti, vado sul sito, nell’area dedicata alla registrazione, ma dopo aver riempito il form, un messaggio mi comunica: “Spiacente, risulti essere già registrato sul sito. Premi il pulsante ‘Esci’ per tornare alla pagina principale”. Non avendo più le credenziali di accesso, e non essendo presente sul sito, per motivi di sicurezza…, alcun sistema di recupero password, chiamo il call center. Siamo a Marzo del 2007. Questa la procedura: se ti sei già registrato e devi inserire il codice di attivazione ricevuto tramite telegramma, inviato da Poste Italiane al proprio domicilio postale, occorre inserire per prima cosa il proprio nome utente (del tipo nome.cognome) e la password e, successivamente, cliccare sul bottone Accedi. A questo punto comparirà un apposito modulo nel quale inserire il codice di attivazione, riportato nel testo del telegramma. Non avendo mai ricevuto alcun telegramma, faccio una nuova richiesta di attivazione e reset password. Fornisco i miei dati personali, le Poste mi ricontatteranno telefonicamente, poi invieranno un nuovo telegramma. Fino ad aprile nessun contatto. Richiamo a più riprese. Sempre la stessa risposta: “Sarà contattato telefonicamente, non si preoccupi.” A giugno cambia tutto. Finalmente, penso. Chiamo il Call center e mi viene comunicata una nuova procedura: basta spedire un fax al n. 0659586890, accedere dopo tre giorni con la propria login, digitare la propria data di nascita e il gioco è fatto. Peccato che il fax non funzioni, non risulti attivo, che sia sempre occupato, o che sembri una normale linea telefonica. Ricontatto nuovamente il servizio clienti, e gli operatori, al corrente del disservizio, non possono fare altro che prenderne atto e suggerirmi solo di ritentare. “Prima o poi, vedrà, riuscirà ad inviarlo. Non ci sono altri sistemi…”

 

Non era meglio una lettera tramite posta prioritaria?

 

 

 

Lunedì 16 Gennaio 2012 15:12

CISL: POSTE, LIBERALIZZAZIONE, OCCUPAZIONE A RISCHIO IN LOMBARDIA

Scritto da  Agenord Daniele Bonecchi

 

(AGENORD) - Milano, 16 gen. - Occupazione a rischio per i lavoratori lombardi delle Poste Italiane, a causa delle liberalizzazioni decise dal governo. A lanciare l'allarme è il sindacato di categoria Slp Cisl regionale. “Nell’ormai imminente decreto sulle liberalizzazioni dovrebbe rientrare anche Poste - sottolinea Giuseppe Marinaccio, segretario generale Slp Cisl Lombardia -. Gli effetti prevedibili e certi sono la contrazione dell’occupazione il peggioramento dei servizi per i cittadini e per le imprese, soprattutto in una regione come la Lombardia”. “L'attuale assetto di Poste nella regione garantisce utili per l’Azienda e per lo Stato, e un posto di lavoro a circa 22 mila famiglie in Lombardia - aggiunge - .La separazione del Bancoposta dal settore Corrispondenza comporterebbe per cittadini ed imprese una limitazione del servizio e ulteriori oneri per lo Stato, con la probabile eventualità di cassa integrazione (da istituire anche per Poste) a sostegno di esuberi che si verrebbero a generare in entrambi i settori”. Secondo il sindacato, una simile scelta andrebbe in direzione opposta alle necessità primarie di un momento tanto delicato per il paese: sviluppo e occupazione. “L'attuale assetto di Poste deve essere salvaguardato come azienda unica che garantisce utili allo Stato e salvaguardia dei livelli occupazionali - conclude Marinaccio -. Lasciare a Poste solo il settore Corrispondenza vorrebbe dire accrescere ulteriormente disoccupazione e precarietà, quel flagello della nostra società che in tutti i modi si sta tentando di combattere”.

 

 

 

 

Lo «scivolo» alla pensione si trasforma in un incubo

CORTE FRANCA. Spiazzati dalla riforma Fornero dopo le dimissioni concordate con l'azienda

Da «promessi» pensionati a disoccupati: l'odissea di cinque lavoratori Le Poste non li riassumono ma sono costretti a pagare anni di contributi

bresciaoggi.it/22/01/2012

 

I cinque dipendenti delle Poste sorpresi in mezzo al guado «pensionistico»

Si definiscono con un neologismo originale «esodati postali», vittime di una legge che dall'oggi al domani li ha portati da «promessi» pensionati a disoccupati. Una sgradevole sorpresa che in Italia ha colpito cinquemila persone, di cui 70 a Brescia e provincia. A Corte Franca abitano addirittura cinque delle vittime dei devastanti effetti di quella che è stata ribattezzata la «macelleria sociale in guanti bianchi» del governo Monti. Si tratta di Beppe Zani, ex portalettere di Paratico, e il quasi omonimo collega di Zocco di Erbusco, Giuseppe Zani; e poi Martino Loda che consegnava la corrispondenza ad Adro, Pietro Botticini direttore uscente dell'ufficio postale di Calino e Giambattista Pezzotti che ha lavorato allo sportello di Bornato. «Siamo tutti su una stessa barca che... va alla deriva», osserva Botticini. «Attendevamo la pensione, ma la riforma della Fornero ci ha travolto con effetti più devastanti rispetto ad altre categorie di lavoratori» incalza Loda. Già, perchè Poste Italiane usa lo strumento dell'incentivo alle dimissioni. Ai dipendenti vicini ai limiti di anzianità contributiva viene offerta una somma per coprire il minor guadagno per il periodo che manca al godimento della pensione. In questo importo è prevista anche una quota forfettaria che il lavoratore dovrà utilizzare per il versamento volontario dei contributi che gli mancano al raggiungimento del requisito pensionistico. L'accordo è irreversibile. «Questo strumento, al quale anche noi abbiamo aderito - continua Beppe Zani -, Poste Italiane l'ha usato senza problemi per 6 anni. Fino a che è arrivato il Governo Monti». La legge ora stabilisce che non bastano più 40 anni per l'anzianità contributiva. L'asticella per i lavoratori è stata innalzata a 42 anni. Per esempio, chi avrebbe maturato il requisito dei 40 anni nel 2012 (è il caso di Giambattista Pezzotti e Pietro Botticini) dovrà attendere ancora. Anzi loro, senza introiti da lavoro, dovrebbero versare contributi volontari per quasi 2 anni e mezzo in più (indicativamente 10 mila euro all'anno per un totale circa di 25 mila euro) per avere la stessa pensione. Anzi no. Bisogna vedere che età avranno in quel momento. LA PENALIZZAZIONE del 2% per ogni anno che manca all'età di 62 anni può portare ad un taglio del 10% del vitalizio. Una situazione che ha tolto il sonno a tutti. «A luglio e settembre abbiamo sottoscritto le dimissioni quando la condizione era 40 anni più uno di attesa per l'erogazione della pensione - raccontano Loda e Beppe Zani -. Al momento delle dimissioni, avevamo maturato rispettivamente 38 anni e mezzo e 39 anni e 6 mesi di lavoro: avremmo dovuto versare volontariamente per alcuni mesi i contributi per raggiungere i 40 anni richiesti. Oggi ne servono 42. Siccome Poste Italiane non riassumerà le altre migliaia di persone nella nostra stessa situazione, come pensa il Governo Monti di risolvere questa questione?». «È un grave problema al quale non abbiamo trovato riscontro da parte dei parlamentari bresciani. Abbiamo trovato ascolto solo in alcuni, e fuori provincia: Cesare Damiano, Lucia Codurelli, Pier Paolo Baretta, Luisa Gnecchi. Sotto la spinta del Pd sono state approvate, in sede di esame del decreto milleproroghe, alcune modifiche delle quali non sappiamo la portata. Per ora siamo fermi alle indiscrezioni giornalistiche o poco più. Attendiamo il testo per una valutazione. Comunque il tutto sarà discusso alla Camera domani e poi al Senato. Solo allora sapremo quali saranno le modifiche apportate e che effetto avranno su ciascuno di noi».

Fausto Scolari

 

 

 

 

Assemblea SLC.

Trovare una soluzione per gli “esodati” . Sull’organizzazione dei nuovi servizi postali si aspettano gli impatti con l’utenza

radiortm.it/2012/01/21 - scritto il 21 gen 2012

 

Una larga ed un’ articolata piattaforma sindacale quella posta in discussione ieri pomeriggio , nella sede della CGIL di Ragusa,dall’attivo dei lavoratori delle Poste dove è stato presentato il nuovo coordinatore dei quadri della SLC CGIL di Ragusa, Enrico Caccavale.

Centrale la questione del personale cosiddetto degli “esodati”( Sono gli ex lavoratori di Poste italiane che, aderendo volontariamente alle dimissioni incentivate dal servizio, si trovano oggi coinvolti, dalla manovra del Governo la quale ha, infatti, stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste italiane e lavoratori), facendo venire meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione. Sulla scorta della nuova normativa non godono, quindi, dello status né di pensionati, nè di lavoratori attivi e per i quali si attende una risposta legislativa che se ove insufficiente porterà all’organizzazione di una manifestazione con sit-in a Palermo davanti alla sede della Prefettura. Si ricorda che solo a Ragusa sono 60 gli operatori interessati. In Sicilia 1500 e in tutta Italia circa 10.000.

L’assemblea ha preso altresì atto della nuova organizzazione della sportelleria e del bancomat postale e la SLC CGIL attende gli esiti di una verifica sull’impatto dell’utenza per poter poi intervenire con proposte precise. Contestata poi la scelta delle Poste di organizzare la distribuzione degli elenchi telefonici ( pagine gialle, bianche ed elenchi) senza un accordo con i sindacati. L’incontro di Palermo sul tema ha dato esito negativo. Sul piano dei disagi e dei disservizi ha poi concluso i lavori Giovanni Avola, segretario generale della CGIL di Ragusa che ha informato l’assemblea sullo sciopero in atto degli autotrasportatori, agricoltori, pescatori e altre categorie produttive che nei fatti penalizzano la Sicilia e i siciliani.

Alla riunione hanno partecipato Marcello Cardella, segretario regionale SLC, Salvatore Vacirca, segretario provinciale SLC, Pippo Di Guardo, coordinatore regionale Poste e Sebastiano Cucuzza, coordinatore provinciale delle poste e la segretaria provinciale della CGIL di Ragusa, Samantha Lauretta.

 



Lavoratori esodati dalle Poste. La Cisl chiede l’intervento del Prefetto

20/01/2012 07:19 TELENOVARAGUSA

 

 

L’Ust Cisl di Ragusa e la Federazione lavoratori poste Slp Cisl hanno diffuso una lettera indirizzata al prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, e al deputato nazionale Nino Minardo avente ad oggetto il dramma che diverse famiglie di ex postali del territorio vivono in questo inizio d’anno. Sono gli ex lavoratori di Poste italiane che, avendo aderito volontariamente ad una procedura di dimissioni incentivate dal servizio, si trovano dall’1 gennaio coinvolti, in maniera tragica, dalla manovra del Governo. La recente riforma delle pensioni in essa contenuta ha, infatti, stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste italiane e lavoratori), facendo venire meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione. “La conseguenza di tali disposizioni – scrivono il segretario provinciale Cisl Enzo Romeo e il segretario Slp Cisl Giorgio Giummarra – è da noi ritenuta una vera ingiustizia in quanto nega i requisiti per l’accesso alla pensione ed il sostegno economico per periodi che vanno da un minimo di 2 ad un massimo di 7 anni. Riteniamo che sia ancora possibile un autorevole intervento al riguardo del prefetto e del deputato nazionale per estendere anche a questi lavoratori le tutele previste per coloro che hanno sottoscritto accordi di mobilità prima della riforma”.





Corriere Trapanese / / Cronaca Territorio  18/01/2012

“Spiazzato di fronte a eventi che non avevo immaginato”

Lascia per un posto al figlio “Ora sono io ad avere bisogno”

A Trapani un “caso” da segnalare

 

TRAPANI. Non nasconde la propria amarezza Francesco Di Bono, 59 anni trapanese, tra gli ex lavoratori delle Poste Italiane spa incappato nelle drammatiche conseguenze della riforma del sistema pensionistico decisa dal Governo Monti. Di Bono è uno di quelli che hanno optato per il pensionamento anticipato in cambio dell’assunzione dei propri figli e che adesso dovrà attendere anni per aver corrisposta la pensione. “Secondo la normativa precedente avrei avuto la possibilità di andare in pensione a partire dall’1 gennaio 2013, così ho colto al volo la possibilità di garantire a mio figlio un impiego a tempo indeterminato, anche se part-time. Avrei dovuto attendere solo due anni per l’assegno pensionistico e avevo calcolato di potercela fare a mantenere la famiglia con il tfr e il bonus di 7.000 euro lordi che mi è stato liquidato”. Di Bono è stato direttore dell’ufficio postale a Ballata e non riesce a darsi pace: “Non avrei fatto la scelta di dimettermi volontariamente se avessi saputo che mi sarei ritrovato in questa situazione, non riesco ad accettare il fatto che il Governo non abbia considerato in che condizioni ci lasciava”. Francesco Di Bono attende ancora il pagamento della buonuscita maturate prima del 1998, quando Poste Italiane ha smesso di essere pubblica, e non ha neppure potuto versare le sue quote contributive volontarie entro la scadenza del 4 dicembre perchè non ha ricevuto la necessaria comunicazione di autorizzazione da parte dell’Ipost (l’ente di previdenza dei lavoratori postali), adesso transitato nella gestione Inps. “Mio figlio ha 30 anni , è sposato e da qualche mese la moglie è in attesa di un bambino - aggiunge Francesco Di Bono - se ho deciso di lasciare il lavoro è stato per garantirgli un introito sicuro. Il suo lavoro di agente di commercio, per il quale si trovava a girare per tutto il territorio provinciale, gli dava margini sempre più ridotti”. Adesso il figlio del signor Di Bono lavora 15 giorni al mese presso l’ufficio postale Trapani3 e - racconta il papà commuovendosi - passa qualcosa del suo “stipendio” al padre che si è volontariamente dimesso per aiutarlo. Scritto da: Ornella Fulco (Collaboratore interno)



 

 

Un effetto ingiusto della riforma pensioni

Pensionati Poste penalizzati - Una situazione molto difficile

 

Scritto da Silvio Biazzo

ilgiornalediragusa.it/Giovedì 19 Gennaio 2012 - 19:24

 

Ragusa - Certamente non si poteva prevedere ma adesso bisogna correre ai ripari per non arrecare danni ingiusti: l’Ust Cisl di Ragusa e la Federazione lavoratori poste Slp Cisl hanno diffuso una lettera indirizzata al prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, e al deputato nazionale Nino Minardo avente ad oggetto il dramma che diverse famiglie di ex postali del nostro territorio vivono in questo inizio d’anno. Sono gli ex lavoratori di Poste italiane che, avendo aderito volontariamente ad una procedura di dimissioni incentivate dal servizio, si trovano dall’1 gennaio 2012 coinvolti, in maniera tragica, dalla manovra del Governo.

 

La recente riforma delle pensioni in essa contenuta ha, infatti, stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste italiane e lavoratori), facendo venire meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione. “La conseguenza di tali disposizioni – scrivono il segretario provinciale Cisl Enzo Romeo e il segretario Slp Cisl Giorgio Giummarra – è da noi ritenuta una vera ingiustizia in quanto nega i requisiti per l’accesso alla pensione ed il sostegno economico per periodi che vanno da un minimo di 2 ad un massimo di 7 anni. Riteniamo che sia ancora possibile un autorevole intervento al riguardo del prefetto e del deputato nazionale per estendere anche a questi lavoratori le tutele previste per coloro che hanno sottoscritto accordi di mobilità prima della data della riforma”.

 

“Per dovere e per opportuna conoscenza – proseguono i responsabili Cisl - segnaliamo che in analoga situazione di ingiustizia si trovano un’altra decina di lavoratori ragusani esodati con effetto 31 dicembre 2009. Questa nostra iniziativa di informazione trova autorevole supporto da quanto affermato dal presidente Monti nella conferenza di fine anno dove ribadiva la necessità di risolvere queste situazioni di criticità”.

Per quanto sopra Romeo e Giummarra chiedono a Cagliostro e Minardo di “intervenire nelle sedi parlamentari opportune con conseguenti proposte di iniziative di legge per correggere e sanare una situazione insostenibile economicamente e moralmente per le famiglie di questi lavoratori”. La Cisl auspica che in sede di approvazione del decreto “mille proroghe” la questione relativa ai colleghi “esodati” possa trovare idonea soluzione.



 

 

Sit-in dei lavoratori di Poste Italiane

Inserito dalla redazione di NoiTv il 21/01/2012

 

LUCCA - Sit-in di protesta sotto la prefettura da parte dei lavoratori di Poste Italiane che a seguito del decreto Salva Italia vedono allungato fino a 5 anni il termine per poter andare in pensione.

I postali avevano firmato accordi con l'azienda versando di tasca propria i contributi per maturare il diritto alla pensione. Gli effetti del decreto si abbattono in provincia di Lucca su 78 lavoratori che si trovano adesso nella condizione di 'esodati' senza poter godere di alcun ammortizzatore sociale. Al termine della manifestazione hanno chiesto al prefetto di attivarsi per risolvere la questione.

 

 

 

 

 

giornaledipuglia.com/2012/01

L'allarme della Cisl al Governo: salvate i lavoratori di Poste Italiane dalla riforma Fornero

 

di Dario Durante. Gli effetti della riforma pensionistica varata dal ministro Elsa Fornero costituiscono uno scoglio per «tutti quei lavoratori di Poste Italiane che hanno accettato incentivi per andare in pensione anticipatamente, con l’assicurazione che l’avrebbero percepita con il vecchio sistema, ma che ora rischiano di restare per lungo periodo senza sostegno economico».

È l'allarme lanciato dal Segretario generale della Cisl Slp di Puglia, Nicola Oresta, che si rivolge ai parlamentari pugliesi affinchè «possano mettere in azione tutto il loro autorevole interessamento per l'approvazione di una sanatoria per gli oltre cento addetti, impiegati nella nostra regione».

All’indomani dell’annunciata riforma, infatti, la Cisl ha denunciato «con forza il caso incalzando Governo, forze politiche e Azienda per giungere ad una soluzione che riconosca la legittimità sociale di questa rivendicazione attraverso uno specifico emendamento all’esame delle Commissioni Parlamentari, nell’iter del decreto Milleproroghe».

Per Oresta, «la Slp-Cisl è protesa e decisa a rappresentare e tutelare gli interessi e le legittime aspettative di quei lavoratori e delle famiglie, evitando accuratamente che vengano strumentalizzate le loro difficoltà, e lottando strenuamente per rivendicare i loro diritti».

 

 

 

Assemblea S. L. C.: «Trovare una soluzione per gli “esodati”»

ondaiblea.it/     Sabato 21 Gennaio 2012 12:02

 

Sull’organizzazione dei nuovi servizi postali si aspettano gli impatti con l’utenza

 

Ragusa, 21 gennaio – Una larga ed articolata piattaforma sindacale quella posta in discussione ieri pomeriggio , nella sede della CGIL di Ragusa,dall’attivo dei lavoratori delle Poste dove è stato presentato il nuovo coordinatore dei quadri della SLC CGIL di Ragusa, Enrico Caccavale.

Centrale la questione del personale cosiddetto degli “e sodati” (sono gli ex lavoratori di Posteitaliane che,  aderendo volontariamente alle dimissioni incentivate dal servizio, si trovano oggi coinvolti,  dalla manovra del Governo la quale ha, infatti, stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste italiane e lavoratori), facendo venire meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione. Sulla scorta della nuova normativa non  godono, quindi, dello status né di pensionati, nè di lavoratori attivi e per i quali si attende una risposta legislativa che se ove insufficiente porterà all’organizzazione di una manifestazione con sit-in a Palermo davanti alla sede della Prefettura. Si ricorda che solo a Ragusa sono 60 gli operatori interessati. In Sicilia 1500 e in tutta Italia circa 10.000.

L’assemblea ha preso altresì atto della nuova organizzazione della sportelleria e del bancomat postale e la SLC CGIL attende gli esiti di una verifica sull’impatto dell’utenza per poter poi intervenire con proposte precise. Contestata poi la scelta delle Poste di organizzare la distribuzione degli elenchi telefonici (pagine gialle, bianche ed elenchi) senza un accordo con i sindacati. L’incontro di Palermo sul tema ha dato esito negativo. Sul piano dei disagi e dei disservizi ha poi concluso i lavori Giovanni Avola, segretario generale della CGIL di Ragusa che ha informato l’assemblea sullo sciopero in atto degli autotrasportatori, agricoltori, pescatori e altre categorie produttive che nei fatti penalizzano la Sicilia e i siciliani.

Alla riunione hanno partecipato Marcello Cardella, segretario regionale SLC, Salvatore Vacirca, segretario provinciale SLC, Pippo Di Guardo, coordinatore regionale Poste e Sebastiano Cucuzza, coordinatore provinciale delle poste e la segretaria provinciale della CGIL di Ragusa, Samantha Lauretta.

 

 

 

 

DAI SINDACATI |

Pensionati postali, la CISL scrive al Prefetto

agrigentoweb.it/Scritto da Redazione | 17 gen 2012

 

La CISL di Agrigento ha inoltrato una nota al Prefetto di Agrigento per segnalare il dramma che un centinaio di famiglie di ex postali del nostro territorio vivono in questo inizio d’anno.

“Ci riferiamo ad ex lavoratori di Poste Italiane – si legge nella nota – che, avendo aderito volontariamente ad una procedura di dimissioni incentivate dal servizio, si trovano dal 1 gennaio 2012 coinvolti, tragicamente, dalla manovra del Governo.

La recente riforma delle pensioni in essa contenuta, infatti, ha stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste Italiane e Lavoratori), facendo venir meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione.

La conseguenza di tali disposizioni – prosegue la nota a firma del Segretario Generale UST CISL e del Segretario Generale SLP CISL – è da noi ritenuta una vera ingiustizia in quanto nega i requisiti per l’accesso alla pensione ed il sostegno economico per periodi che vanno da un minimo di 2 ad un massimo di 7 anni.

Riteniamo che sia ancora possibile un Vostro autorevole intervento al riguardo per estendere anche a questi lavoratori le tutele previste per coloro che hanno sottoscritto accordi di mobilità prima della data della riforma.

Per dovere e per opportuna conoscenza segnaliamo che in analoga situazione di ingiustizia sono interessati un’altra decina di lavoratori pavesi esodati con effetto 31/12/2009.

Questa nostra iniziativa di informazione trova autorevole supporto da quanto affermato dal presidente Monti nella conferenza di fine anno dove ribadiva la necessità di risolvere queste situazioni di criticità.

Vi chiediamo perciò di intervenire nelle sedi parlamentari opportune con conseguenti proposte di iniziative di legge per correggere e sanare una situazione insostenibile economicamente e moralmente per le famiglie di questi lavoratori pavesi.

Certi dell’attenzione che vorrete porre alla delicatissima vicenda, confidiamo nel Vostro intervento in sede di approvazione del decreto “mille proroghe” affinché la questione relativa ai colleghi “esodati” possa trovare idonea soluzione” conclude la nota del sindacato.

 

 



L'Eco di Bergamo Economia

Poste, gli ex dipendenti beffati:

le clausole di deroga vanno estese

17 gennaio 2012 Economia

 

Nel vicolo cieco dell'ultima riforma pensionistica, dopo aver sottoscritto con l'azienda un piano di esodo anticipato con accompagnamento alla pensione (che ora, invece, si allontana), lunedì i lavoratori di Poste Italiane che si trovano a fare i conti con un vuoto contributivo e con un posto di lavoro che non c'è più, si sono riuniti nella sede della Cisl, in un'assemblea organizzata dai sindacati di categoria Slc-Cgil e Slp-Cisl.



«Ieri abbiamo fatto il punto della situazione coi lavoratori: quello che speriamo è che a livello parlamentare, attraverso il decreto Mille Proroghe, vengano recepite le soluzioni presentate da più parti per sbloccare la questione» ha spiegato oggi Paolo Turani della Slc-Cgil di Bergamo.



«Speriamo, cioè, che vengano estese le clausole di deroga alla nuova normativa previdenziale in modo da comprendere i lavoratori postali che ora si trovano scoperti dal punto di vista contributivo e/o di età nell'ordine dei 3-4 anni. È talmente grave l'emergenza di lavoratori travolti dalla riforma Monti/Fornero che all'incontro di ieri si sono presentati persino lavoratori dell'Ikea che stanno vivendo la medesima situazione: avuta notizia dell'incontro, hanno deciso spontaneamente di parteciparvi. Non ci è mai successo nulla di simile».



L'assemblea ha condiviso un documento in cui si sottolinea la gravità della situazione dei lavoratori della provincia di Bergamo, un centinaio sugli oltre 5mila a livello nazionale. «Il documento verrà consegnato nei prossimi giorni al Prefetto di Bergamo da una delegazione di lavoratori» continua Turani.

 

Poste Italiane. La Slc-Cgil continuerà a seguire da vicino la situazione di questi lavoratori come ha fatto fino ad ora. Vogliamo ribadire che per noi la partita sulle pensioni non è affatto chiusa e che gli obiettivi di equità sono ancora tutti da perseguire».



Come già fatto a dicembre, ricordiamo che oltre 100 lavoratori di Poste Italiane nella nostra provincia hanno sottoscritto con l'azienda un accordo in cui acconsentivano a presentare le dimissioni volontarie dietro la garanzia dell'accompagnamento fino alla maturazione del requisito per la pensione. Al momento della sottoscrizione del piano di esodo con Poste Italiane i lavoratori prevedevano di maturare i requisiti tra il 2012 e il 2013 con meccanismi differenti (chi per il raggiungimento dei 40 anni di lavoro e chi per effetto dell'età). Ma la riforma pensionistica ha scardinato completamente le loro aspettative di pensionamento

 

 

 

radiogold.it/notizie/economia/2012/01/17

A rischio la pensione di 40 lavoratori delle Poste

17 Gen. 2012 • ECONOMIA • Alessandria

 

Quaranta alessandrini, dipendenti delle Poste, rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro. Sono quei lavoratori che, attraverso il meccanismo dell’ ”Esodo incentivato”, con le normative precedenti, avevano deciso di lasciare il posto in anticipo.

 

Il nuovo sistema pensionistico del governo Monti ha però fatto slittare il percorso di “accompagnamento alla pensione” di qualche anno.

A pagarne le conseguenze saranno soprattutto le donne perché, la vecchia normativa prevedeva il pensionamento intorno ai 60/61 anni, mentre oggi l'età pensionabile potrebbe arrivare tra altri 4, 5, 6 o addirittura 7 anni, con tutti i timori dei dipendenti.

La Cgil nazionale sta cercando di arrivare a una soluzione che in tutta Italia coinvolge 5000 persone.

 

Fabrizio Laddago





vivienna.it/2012/01/16

Cisl Enna: Problemi per 50 lavoratori ex postali ‘esodati’

Inserita da redazione il gen 16th, 2012

 

Enna. Salvatore Alfano, segretario provinciale Cisl Poste rappresenta la pesantezza del problema che coinvolge circa cinquanta famiglie di ex postali del nostro territorio che, avendo aderito volontariamente ad una procedura di dimissioni incentivate dal servizio, si trovano oggi coinvolti dalla manovra del Governo.

Spiega Tommaso Guarino, segretario provinciale Cisl: “La recente riforma delle pensioni in essa contenuta, infatti, ha stravolto a posteriori le condizioni di un contratto tra due soggetti giuridici (Poste Italiane e Lavoratori), facendo venir meno lo scopo dell’accordo stesso: l’accompagnamento alla pensione. La conseguenza di tali disposizioni è ritenuta una vera ingiustizia in quanto nega i requisiti per l’accesso alla pensione ed il sostegno economico per periodi che vanno da un minimo di 2 ad un massimo di 7 anni”.

Fa presente il segretario Alfano: “Riteniamo che dopo la definitiva approvazione del decreto “Salva Italia”, in sede di approvazione del mille proroghe sia ancora possibile un Vostro autorevole, nell’invito rivolto alla deputazione ennese, intervento al riguardo per estendere anche a questi lavoratori le tutele previste per coloro che hanno sottoscritto accordi di mobilità prima della data della riforma. Riteniamo che questa nostra iniziativa di informazione trova autorevole supporto, attenzione e sensibilità sulla questione rappresentata e, pertanto, ora Vi chiediamo perciò di intervenire nelle sedi parlamentari opportune con conseguenti proposte di iniziative di legge per correggere e sanare una situazione insostenibile economicamente e moralmente in cui versano non solo i colleghi di Poste Italiane, ma anche lavoratori di altri settori”.

 

 

 

ilgiorno.it/pavia/cronaca/2012/01/16

 

Accettato prepensionamento, restano senza 'minima'

 

In cambio qualcuno è riuscito a dare un posto al figlio. Ma ora il ragazzo si ritrova assunto con un part-time da 600 euro al mese e il padre ne dovrebbe versare almeno 700 per pagarsi i contributi

Piazza Guicciardi, i lavoratori delle poste protestano (Torres)

Pavia, 16 gennaio 2012 - In piazza per gridare tutta la propria rabbia. Una quarantina di ex lavoratori delle Poste, che hanno aderito volontariamente a una procedura di dimissioni incentivate e che, con la nuova manovra del Governo, si trovano senza pensione, ieri hanno deciso di rendere pubblica la loro situazione.

Perché, su invito dell’azienda, avevano accettato di andare in pensione dai 2 ai 7 anni prima del previsto. Poste avrebbe corrisposto le mensilità mancanti. In cambio qualcuno, approfittando di un progetto ad hoc, è riuscito a dare un posto al figlio. Ma ora il ragazzo si ritrova assunto con un part-time da 600 euro al mese e il padre ne dovrebbe versare almeno 700 per pagarsi i contributi e andare in pensione con il minimo.

Ma intanto Poste sta continuando a chiamare lavoratori anziani per invitarli ad andare in pensione





lavocedelnordest.it/articoli/2012/01/19

Trentino, scioperano addette pulizie poste senza stipendio

Trento - Uil chiede bocco pagamenti da parte Provincia autonoma di Trento. Nel bellunese, trovato cadavere in lago ghiacciato durante le ricerche del soccorso alpino persona scomparsa. Pordenone, operaio ferito nel cantiere

 

Le dipendenti della ditta Pulisud incaricate del servizio pulizia negli uffici di Poste Italiane del Trentino non hanno ancora ricevuto l'accredito della retribuzione del mese di dicembre, la tredicesima e ratei della quattordicesima e il 24,25 e 26 gennaio scenderanno in sciopero.

 

Lo denuncia la Uil del Trentino, che in una nota annuncia di aver chiesto già chiesto al Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento "di intervenire presso Poste Italiane per bloccare le fatture fino al regolare versamento di tutte le spettanze di legge da lavoro dipendente".

 

"Nonostante gli scioperi fatti nei mesi scorsi per lo stesso motivo e il silenzio da parte di Poste italiane, costantemente informate dei fatti - viene detto -, ci preme sottolineare il grave disagio e le umiliazioni delle lavoratrici in difficoltà nel far fronte alle proprie spese familiari. E' incivile ed umiliante che le lavoratrici per far fronte alle scadenze naturali dei propri pagamenti siano costrette a rivolgersi alla propria Azienda comunicando le proprie difficoltà e sollecitando l'erogazione dello stipendio quasi chiedessero un'elemosina".



ECONOMIA E LAVORO

Marchi della Cgil spara a zero contro la Clean Company e contro il prefetto che non fa nulla per risolvere la questione

 

lagazzettadilucca.it/venerdì, 20 gennaio 2012, 16:33



"Ancora una volta ci troviamo ad avere rapporti conflittuali con la Clean Company, un’impresa di pulizie di Avellino che ha la pulizia degli uffici postali nella nostra Provincia". A parlare è Umberto Marchi della Filcams Cgil Lucca. "A etichettare scorretta questa ditta riteniamo di farle un complimento, è una ditta che esige lavoro ma si “dimentica” di retribuire chi lo effettua. Dal mese di ottobre 2010 si sono insediati a Lucca, Garfagnana e Versilia - sostiene Umberto Marchi della Filcams Cgil provinciale - con un rapporto con i lavoratori e con il sindacato subito conflittuale, tagli di ore e richieste assurde, abbiamo dovuto indire stati di agitazione e sembrava aver trovato la quadra nel mese di aprile 2011. Dopo un tira e molla è salito a Lucca un dirigente e, insieme alla CISL, abbiamo trovato soluzioni e, quindi, firmato ad un tavolo Istituzionale un accordo dov’è stabilito che i lavoratori riceveranno la busta paga il 15 d’ogni mese più altre questioni. A parte il primo mese, forse il secondo, siamo tornati alle solite, anche sessanta giorni di ritardo per retribuirli. Abbiamo scritto a Poste Italiane che si faccia carico della situazione, sono loro che hanno affidato l’appalto a una ditta che si fregia di certificati, ma non garantisce nemmeno lo stipendio.



Anche la prefettura deve fare la propria parte, non creda di stare a guardare l’evolversi di una situazione grottesca - afferma Umberto Marchi - il prefetto non può, né deve chiamarsi fuori, deve intervenire, chi lavora deve essere regolarmente retribuito come prevede il contratto di lavoro, deve quindi convocare i dirigenti di questa società insieme alle parti sociali, per risolvere definitivamente una situazione che ha del ridicolo e che penalizza chi ci lavora. II lavoratori sono mesi che non ricevono il cedolino paga, quando va bene sono retribuiti in ritardo, ma non è dato loro sapere per cosa e per quanto sono pagati, riempiono mensilmente il modellino per il rimborso chilometrico, che non viene mai rimborsato. Nel mese di dicembre, dopo una telefonata pesantissima avuta con un loro dirigente, ci hanno fatto contattare da un altro dirigente che si è messo a disposizione per venire a Lucca, purtroppo il giorno prima dell’incontro si è ammalato, spostato di una settimana, siamo stati costretti a spostarlo nuovamente perché la febbre alta che lo assillava non accennava a diminuire, aggiornati al 5 gennaio e dopo un nostro contatto, ci ha fatto sapere che l’incontro sarebbe nuovamente slittato causa postumi per incidente stradale, sentito il giorno 9 gennaio per fissare una data, ci riferiva che non aveva l’auto per venire in Toscana, insomma, piove sul bagnato o prendono in giro? Abbiamo chiesto di nuovo un incontro solo il 12 gennaio scorso con questa società latitante e neppure si sono degnati di rispondere. È una situazione insostenibile, i lavoratori, oltre ad avere diritto alle loro spettanze per il lavoro reso, hanno obblighi da rispettare, bollette, mutui, prestiti e altro ancora, la ditta latita e la prefettura ci fa sapere che il problema è da spostarsi a livello nazionale. Se così è, che lo Stato faccia la sua parte! La prefettura metta in moto tutti quei meccanismi che servono a garantire i diritti di questi lavoratori, noi faremo la nostra parte, ma non possiamo essere soli, anche poste italiane e la prefettura devono fare il proprio lavoro per far rispettare quanto è stato pattuito, altrimenti a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta proprio le poste che li riteniamo responsabili e che chiederemo loro di corrispondere ai lavoratori le loro spettanze”.



 

 

 

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/01/18

Poste, in sciopero le addette alle pulizie

 

Poste, in sciopero le addette alle pulizie

Protesta delle lavoratrici Pulisud che non hanno ricevuto la paga di dicembre e la tredicesima

poste, sindacato, stipendi

TRENTO. Le dipendenti della ditta Pulisud incaricate del servizio pulizia negli uffici di Poste Italiane del Trentino non hanno ancora ricevuto l'accredito della retribuzione del mese di dicembre, la tredicesima e ratei della quattordicesima e il 24,25 e 26 gennaio scenderanno in sciopero.

 

Lo denuncia la Uil del Trentino, che in una nota annuncia di aver chiesto già chiesto al Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento "di intervenire presso Poste Italiane per bloccare le fatture fino al regolare versamento di tutte le spettanze di legge da lavoro dipendente".

 

"Nonostante gli scioperi fatti nei mesi scorsi per lo stesso motivo e il silenzio da parte di Poste italiane, costantemente informate dei fatti - viene detto -, ci preme sottolineare il grave disagio e le umiliazioni delle lavoratrici in difficoltà nel far fronte alle proprie spese familiari. E' incivile ed umiliante che le lavoratrici per far fronte alle scadenze naturali dei propri pagamenti siano costrette a rivolgersi alla propria Azienda comunicando le proprie difficoltà e sollecitando l'erogazione dello stipendio quasi chiedessero un'elemosina".18 gennaio 2012





Comuni: Anci Fvg a Poste italiane, stop a razionalizzazione

Prima bisogna consultare comuni e Anci

16 gennaio, 12:22

 

(ANSA) - UDINE, 16 GEN - Anci del Friuli Venezia ha deciso di diffidare Poste italiane dal procedere oltre nell'attuazione del progetto di razionalizzazione - che in Friuli Venezia Giulia si traduce in una serie di chiusure di sportelli e uffici - senza il preventivo confronto con i comuni e l'Anci stessa. Lo comunicano il presidente dell'Anci Mario Pezzetta e il delegato per l'Anci per i rapporti con Poste Italiane e sindaco di Medea Alberto Bergamin. (ANSA).

 

 

 

sanremonews.it/2012/01/16/AL DIRETTORE | lunedì 16 gennaio 2012, 14:44

Imperia: ‘l'Italia dei Furbetti'

all'ufficio postale Via De Sonnaz, una lettrice prende le difese delle impiegate

 

"Egregio Signore Direttore di Sanremo News, sono una signora di mezza età, il mio nome è Clotilde Bonavera. Direttore, innanzitutto mi scuso se Le porto via un po' del Suo tempo prezioso, per delle ‘beghe da bar’, create da un’utente nell'Ufficio Postale di Imperia 2, in Via De Sonnaz, ossia mi riferisco all'episodio accaduto venerdì 13 gennaio 2012, ‘l'Italia dei Furbetti' premetto che non volevo intervenire per delle futili banalità, considerando tutti i problemi seri che abbiamo a questo mondo, comunque devo con tutta onestà dissentire dalla lettrice che si firma Ivana Amoretti o Ivana Moretti Poggi, perché nella Sua versione dei fatti non è per niente coerente, corretta e veritiera, nel riferire la dinamica di quello che è accaduto nell'Ufficio Postale di Imperia 2.

 

La signora in questione è molto scorretta nei confronti delle due impiegate postali da lei coinvolte, loro malgrado, per il suo ‘isterismo da sala d'attesa’. Premesso che la prima impiegata serviva i clienti e gentilmente con cortesia cercava di trarre d'impaccio gli utenti anziani in difficoltà con i numeri della coda, pur mantenendo l'ordine di precedenza stabilito dalla tabella numerica elettronica della coda, la signora in questione invece nervosa ed agitata per motivi propri, evidentemente non riusciva a controllarsi ed aggrediva verbalmente la prima impiegata mentre si apprestava a servire un altro utente indicato dalla tabella numerica elettronica della coda, iniziando a discutere vivacemente con l'utente e contestando sia all'impiegata che lo stava per servire secondo l'ordine stabilito dalla tabella elettronica, sia all'utente dicendo che sarebbe toccato a lei nonostante che il suo numero d'ordine non fosse ancora apparso sulla tabella elettronica della coda, interferendo con il lavoro e l'operato dell'impiegata, creando confusione e agitazione nella sala dell'Ufficio Postale di Imperia 2.

 

La signora nella sua enfasi contestava all'impiegata che precedentemente aveva servito delle persone anziane senza rispettare la coda, cosa non veritiera, perché l'impiegata aveva seguito l'ordine stabilito dalla tabella elettronica, e comunque se accidentalmente fosse avvenuto che casualmente una persona molto anziana fosse passata davanti, cosa non vera, la signora Ivana Amoretti dimentica che esiste una disposizione di legge che indica di dare la precedenza alle persone anziane in difficoltà negli Uffici Pubblici, proprio per aiutarle nella loro condizione di disagio a causa del loro stato di avanzata veneranda età. La signora Ivana non contenta di ciò, aggrediva una seconda impiegata che sopraggiungeva nel frattempo per aprire il proprio sportello, accanto a quello della prima impiegata, la nuova impiegata che non essendo stata presente ai fatti che stavano accadendo nel frattempo in sala d'attesa, sentendosi aggredire verbalmente dalla cosiddetta signora Ivana Amoretti ed all'oscuro dei fatti, rimaneva interdetta e presa alla sprovvista dal modo di fare della cosiddetta signora, risultava visibilmente scossa per l'aggressione che stava subendo e non capendo a quale titolo ed il motivo di tale comportamento della signora Ivana nei suoi confronti, l'impiegata cercava prontamente di reagire positivamente a quel problema in cui veniva coinvolta suo malgrado. L'impiegata in questione, persona gentile e squisita, sempre disponibile con la clientela, dopo il primo attimo di smarrimento, con tatto ed educazione cercava di spiegare gentilmente alla signora che doveva chiarirsi con l'altro utente con il quale stava continuando a discutere vivacemente, visto che lei era appena giunta e non sapeva quale era il motivo della loro vivace discussione. Nel frattempo scattavano i numeri della coda e la signora Ivana si allontanava indispettita per andare in un altro sportello dove nel frattempo era uscito il suo numero per essere servita. Contemporaneamente anche l'altro utente, che si era prenotato con un altro numero veniva dalla tabella numerica indirizzato allo sportello della seconda impiegata, la quale con molto tatto senza ammiccamenti e commenti lo serviva, al contrario di quanto falsamente ed ingiustamente dichiarato dalla signora Ivana spergiura come l'Iscariota, perché l'impiegata in questione, per come la conosco ha un alto senso dei dovere e dell'etica professionale, nonostante quanto ne dica la signora Ivana. Caro Direttore, pensavo che la questione fosse finita lì, invece con mia grande sorpresa e disappunto scopro che la signora Ivana sfacciatamente e falsamente cerca di metter in cattiva luce delle lavoratrici, inoltre mi meraviglia il comportamento del Direttore dell’Ufficio Pstale e del Superiore della Direzione, che probabilmente senza aver indagato e ascoltato le impiegate, coinvolte loro malgrado, sui fatti occorsi, si sono premurati a scusarsi con la signora Ivana, un comportamento da parte loro alquanto scorretto eticamente nei confronti dei propri subalterni. Capisco le politiche aziendali di immagine pubblica, però criminalizzare i subalterni ingiustamente e a torto per gli ‘isterismi di coda’, non giova neppure all'immagine pubblica dell'azienda, per la mancanza di rispetto nei propri dipendenti, che si prodigano tutti i giorni per la propria azienda, nonostante le difficoltà e le problematiche logistiche in cui si imbattono tutti i giorni, tutto questo porta ad una mancanza di rispetto da parte del pubblico nei confronti di chi lavora. Caro Direttore, mi scuso ancora per il tempo prezioso che le rubo, ma volevo chiarire questo fatto increscioso accaduto in un Ufficio Pubblico, per correttezza e verità nei confronti di chi lavora.

 

Cordialmente, Clotilde Bonavera".

 

 

 

 

IL COORDINATORE COMUNALE DEL PDL INTERVIENE SULLA STRUTTURA DI PERRILLO

«Ufficio postale, va scongiurata la chiusura definitiva»

Pontillo: «Chiesto un incontro alla Direzione provinciale dell’Azienda per conoscere gli sviluppi della questione»

 

ilsannioquotidiano.it/15 GENNAIO 2012 13:16

 

SANT'ANGELO A CUPOLO - “Permangono i disagi creati dalla chiusura dell’ufficio postale della frazione Perrillo”. Il coordinatore comunale del PdL di Sant’Angelo a Cupolo, Mimmo Pontillo, rileva il protrarsi delle problematiche riscontrare sul territorio evidenziando la necessità di scongiurare la chiusura definitiva dell’ufficio in questione.

Pontillo ricorda che “tale struttura sin dai lontani anni 70 ha garantito a tantissime famiglie di Sant’Angelo a Cupolo una serie di servizi. E’ chiaro che in questo scenario - sottolinea - la chiusura di tale struttura ha creato una situazione di smarrimento, soprattutto per le persone più anziane”.

L’esponente del Popolo della Libertà, inoltre, sostiene che “tali disagi non si sono limitati alla sola frazione di Perrillo, ma hanno interessato anche tutte le frazioni vicine ed in particolare Motta e Montorsi. Questo ci fa capire l’importanza del bacino di utenza che è e rimane vasto e significativo”. Poi, ricorda: “Il suddetto ufficio è stato trasferito momentaneamente presso la struttura di Sant’Angelo a Cupolo e l’utenza è stata concentrata tra questo e gli altri uffici postali del comune. L’amministrazione comunale nel giugno del 2011 fece richiesta alle Poste Italiane per la permanenza dell’ufficio postale alla frazione Perrillo, dando disponibilità per la ricerca di soluzioni locative alternative.

Anche le organizzazioni sindacali stimolarono a suo tempo gli attori coinvolti, proponendo soluzioni e chiedendo alla direzione generale delle Poste di Benevento ed all’amministrazione comunale veloci iniziative in tal senso. Sembrava che la vicenda avesse trovato una soluzione. Purtroppo sono passati molti mesi da quando i cittadini sono stati rassicurati in tal senso, ma tutto sembra giacere fermo in silenzio. A questa iniziativa si è anche aggiunta quella di alcuni cittadini con una raccolta di firme ed il nostro coordinamento si è interessato al problema cercando di dare un contributo alla questione. Oggi però ci rendiamo conto che i disservizi provocati e la mancata soluzione stanno andando oltre e la cosa ci preoccupa molto”.

Per Mimmo Pontillo “dalla fase provvisoria sembra essere passati alla fase definitiva e non risolutiva”.

Il coordinatore del PdL, quindi, sottolinea: “Nel frattempo sono state introdotte dalla recente normativa anche nuove procedure finanziarie che hanno fatto aumentare ancora di più lo stato di disagio e di difficoltà dei cittadini, soprattutto per gli anziani e le famiglie più in difficoltà”.

Alla luce delle problematiche riscontrate, Pontillo rende noto che “nei giorni scorsi il coordinamento comunale del PdL ha chiesto alla direzione provinciale delle Poste di Benevento un incontro, a cui parteciperanno oltre i propri rappresentanti Antonio Tornusciolo, Giuseppe Petrella, Claudio Rucci ed i propri consiglieri comunali di minoranza Donato Biele e Gioacchino D’Agostino, per conoscere lo stato di avanzamento della questione ed i possibili sviluppi futuri”.

Seguirà, però, anche un’attenta azione di monitoraggio della questione.

Pontillo, infatti, annuncia l’intento di “tenere alta l’attenzione sulla questione ed evitare che subisca rallentamenti o ancora peggio che si finisca con la chiusura definitiva dell’ufficio postale di Perrillo. In una tale ipotesi anticipiamo che le parti sociali ed i cittadini non resteranno inermi e se necessario attiveranno adeguate forme di protesta”.

Da qui “l’appello a tutti gli attori interessati affinché la questione venga affrontata adeguatamente e si mettano in cantiere tutte le iniziative necessarie per rimuovere gli eventuali ostacoli presenti”.

“Dal canto nostro - conclude Mimmo Pontillo - il coordinamento comunale del PdL sarà attivo e vigile per evitare la chiusura definitiva di tale ufficio, in quanto rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per il nostro territorio e per la nostra comunità”.

 

 

 

Limatola: sottoscrizione per il ripristino dell’Ufficio postale

vivitelese.it/2012/01/LIMATOLA | 22 GENNAIO 2012 10:37

 

di Pietre Di Lorenzo. I cittadini lanciano un sottoscrizione pubblica per il ripristino della efficienza funzionale dell’Ufficio Postale di Limatola. Da oltre un mese la consegna della posta avviene con notevole ritardo, causando immaginabili disagi ai cittadini ed alle imprese di Limatola. Tale situazione si è aggiunta alla cronica inefficienza dello sportello postale, più volte oggetto di contestazione da parte dei limatolesi che, spesso sono costretti ad andare nei vicini centri di Amorosi, Dugenta, Caiazzo, Castelmorrone o Squille per pagare una bolletta o spedire una raccomandata. Eppure nel sito internet di Poste Italiane c’è scritto che è “un’azienda al servizio dei cittadini che rappresenta un motore di sviluppo per l’intero Paese” ma a Limatola si vede che è tutta un’altra storia.

 

Raccontano che il postino si sarebbe infortunato e da oltre un mese non si riesce a trovare un sostituto. Eppure Poste Italiane (è scritto sempre nel sito) ha 14 mila uffici postali ed un organico di 150 mila dipendenti! Per fronteggiare questa ennesima umiliazione i cittadini lanciano una pubblica sottoscrizione che può essere firmata anche on line oppure presso l’azienda Eurogronde srl, Via Provinciale loc. Campitello.Tel. 0823481116. I limatolesi si appellano a Poste Italiane, Sindaco di Limatola, Prefetto e rappresentanti istituzionali della provincia sannita per chiedere che venga posta la parola “fine” a queste umiliazioni.

 

Ing. Pietro Di Lorenzo Imprenditore

 

 

 

L’INIZIATIVA L’ufficio aprirà tra due mesi in via Vittorio Veneto. Sottile: «Saremo più efficienti»

Arriva Postest, i nuovi portalettere privati della città

IL GAZZETTINO Martedì 17 Gennaio 2012,

 

Fra un mese e mezzo, al massimo due, a Belluno aprirà Postest, il primo servizio postale privato della provincia. L'iniziativa è di Gianantonio Sottile che, da cittadino e da imprenditore, ha pensato ad una soluzione ai «frequenti problemi che incontrano quanti hanno a che fare con il servizio postale. Basti pensare alle lunghe code agli sportelli» dice. Così ha fatto richiesta al Ministero delle Attività Produttive che entro poche settimane lo autorizzerà ad aprire il suo ufficio postale. La sede? In via Vittorio Veneto, di fianco al bar Mendoza. Una rivoluzione. È lo stesso Sottile a spiegarne i vantaggi: «Si pensi al tempo impiegato a recarsi a spedire una lettera o una raccomandata: basterà telefonarci e noi andremo a casa con i nostri mezzi a prendere la lettera, registreremo tutto su palmare e ci incaricheremo di recapitare la lettera, la raccomandata o altra posta». Un servizio di cui, per esempio, potranno beneficiare con particolare utilità gli anziani o chi ha difficoltà ad uscire di casa. E anche i costi saranno inferiori: «Se, per esempio, la raccomandata da spedire ha una destinazione lontana da Belluno, i costi non cambieranno, perché porteremo la lettera alle Poste spa. Se invece la lettera dovrà andare nei comuni vicini, allora il servizio sarà più economico perché recapiteremo noi, come Postest, la lettera».

 

 

 

 

Le cooperative del bellunese "trasformate" in veri e propri uffici postali.

Giovanni Santin

IL GAZZETTINO - Martedì 17 Gennaio 2012,

 

Le cooperative del bellunese "trasformate" in veri e propri uffici postali. La capillarità e le peculiarità delle Coop pe fra fronto alle asigenze della gente di montagna.

      Non si può certo dire che Poste Italiane spa abbia aspettato la crisi per ridurre i servizi sul territorio, perché sono ormai anni che gli uffici di montagna e delle frazioni più periferiche dei comuni, subiscono riduzioni d'orario e offrono, di conseguenza, un servizio più limitato. Chi non ricorda, per esempio, che a Cadola di Ponte nelle Alpi, l'ufficio postale esiste ancora solo perché il sindaco ha messo a disposizione il proprio ufficio in comune? E quanti sono i comuni e gli uffici che aprono ormai ad orario ridotto o a giorni alterni? Si diceva: le Poste non sono nuove a chiusure d'uffici, ma di certo la sequela di queste ultime settimane fa impressione.

      In Agordino, per esempio, dopo la chiusura nei giorni scorsi degli uffici di Avoscan, frazione di San Tomaso Agordino, e di Tiser, in comune di Gosaldo, è poi toccato all'ufficio di Campolongo di Cadore. E da ieri, lunedì, riduzioni di orario di apertura per gli sportelli di Selva di Cadore, Paderno in comune di San Gregorio nelle Alpi, e Santa Croce, nel territorio comunale di Farra d'Alpago. Quali le soluzioni? C'è chi ha già pensato ad una società e fra poco Belluno vedrà la nascita della "Postest Sas" di Gianantonio Sottile.

      Ma le possibilità sono anche altre. Ed in questo caso lo scopo è quello di difendere i territori montani e salvaguardarli dallo spopolamento. Una, per esempio, è quella ipotizzata da Marco Rossato, nuovo presidente di Confcooperative, che nella lettera indirizzata agli iscritti appena dopo il suo insediamento, lo scorso dicembre, intravedendo una sempre maggiore difficoltà da parte dello Stato a garantire servizi, scriveva anche di servizi postali: «Noi abbiamo diffuse sul territorio, anche dove è maggiore il disagio del vivere la montagna, cooperative che sono già un vero servizio al territorio che potrebbero divenire veri terminali per promuovere aggregazione sociale e veicolare proposte di servizi, per garantire una qualche forma di continuità laddove lo Stato, inevitabilmente ed in un futuro non lontano, arretrerà, abbandonando i servizi che oggi garantisce, la sanità, la scuola e i servizi postali prima di tutto».

 

 

 

Negli uffici della sede centrale di via Santa Caterina lunghe code e disagi

Poste, in coda per pagare

Il sindacato attacca l’azienda: carenza di personale, i clienti non sono calcolati

IL GAZZETTINO - Martedì 17 Gennaio 2012,

 

Tempi d’attesa che arrivano anche oltre un’ora, utenti imbestialiti che chiedono conto agli impiegati dei ritardi, personale in pensione che non è stato sostituito, dirigenti che non risolvono la situazione. È la fotografia di quanto sta accadendo da alcuni giorni nell’ufficio postale centrale di Pordenone dove la situazione sta assumendo connotati sempre più pesanti sul fronte delle attese. Non è tutto. Durante il periodo delle festività in diverse occasioni agli sportelli per le operazioni più utilizzate dai clienti c’erano due, al massimo tre persone. Facile immaginare che a fronte di una mole di lavoro in continuo aumento i clienti finivano per attendere anche un’ora e mezza. La situazione - come detto - sta andando avanti anche in questo periodo e i disagi non mancano. «È sempre peggio - spiega il sindacalista della Uil, Paolo Riccio - e nonostante i nostri continui richiami all’azienda per fare in modo di aumentare il personale agli sportelli, non abbiamo avuto alcuna risposta. La situazione è evidente, basta entrare nel salone di via Santa Caterina per vedere lunghe file di persone che aspettano». Un disservizio. Eppure il personale per altri servizi, evidentemente ritenuti più convenienti per Poste Italiane è presente. Non a caso i box delle promozioni finanziarie da due sono diventati tre (all’interno del salone) e capita spesso di vedere allo shop center due persone anzichè una sola. C’è carenza, invece agli sportelli dove la gente si accalca e dove si creano file e attese. «Abbiamo chiesto all’Azienda di potenziare il numero degli impiegati agli sportelli per agevolare gli utenti - va avanti il sindacalista - e abbiamo anche chiesto di predisporre il turno pomeridiano a Porcia. Ci siamo accorti, infatti, che la situazione sta diventando incandescente anche in quell’ufficio. Ci è stato riposto che non era possibile. Come dire - va avanti - che gli utenti dovranno patire ancora». Non è finita. Oltre al fatto che non sono stati rimpiazzati gli impiegati andati in pensione e tra poco potrebbe andarsene anche un’altra persona, durante il periodo natalizio erano state fatte smaltire le ferie ad alcuni dipendenti proprio nel momento di maggior carico. Perchè? Perchè i dirigenti - spiegano i sindacati interni - potessero incassare il premio aziendale per aver ridotto il monte ore delle ferie. La carenza di personale è senza dubbio il primo problema delle lunghe attese, ma a volte anche una migliore organizzazione del servizio potrebbe se non risolvere i disagi almeno alleviarli.

 

 

 

 

L’ufficio postale di Selva di Cadore dai prossimi giorni subirà una riduzione di orario

IL GAZZETTINO - Domenica 15 Gennaio 2012,

 

L’ufficio postale di Selva di Cadore dai prossimi giorni subirà una riduzione di orario del 50% passando dai sei giorni di apertura a tre. La comunicazione delle Poste ha fatto saltare su tutte le furie il sindaco Ivano Dall’Acqua, che non ha digerito modi e tempi della decisione presa senza nessun margine di trattativa. «La decisione di ridurre notevolmente l’orario di apertura dello sportello - ha scritto alle Poste - trova la ferma contrarietà di questa amministrazione comunale. Una decisione che non è maturata nell’ambito di un progetto di ristrutturazione e riorganizzazione dell’intero territorio dell’Alto Agordino». Ovviamente una delle forti preoccupazioni del sindaco Dall’Acqua riguarda anche il settore turistico. «È incomprensibile che un comune con un forte flusso turistico come il nostro, si stimano circa 110 mila presenze annue, sia quasi privato di questo servizio così importante». La missiva del primo cittadino di Selva continua sottolineando come l’ulteriore ridimensionamento del servizio dell’ufficio postale influisca negativamente anche sui cittadini stanziali ed in special modo sugli anziani. Inoltre Dall’Acqua esterna il proprio timore che la riduzione dell’orario di apertura dell’ufficio postale sia l’anticamera a una prossima chiusura definitiva. Un ufficio postale che è stato sempre un punto di riferimento storico ed ha sempre svolto un egregio servizio. Da ultimo Ivano Dall’Acqua chiede a Poste Italiane di arrestare la decisione presa e di aprire un confronto con l’autorità locale per individuare altre forme di ottimizzazione del servizio.

      Dario Fontanive

 

 

 

 

L’EMERGENZA Disservizi in montagna? Dalla Provincia il rimedio

Poste, assessore anti monopolio

Marcuzzo segnala anche i vantaggi del vivere in periferia in tempi di crisi

IL GAZZETTINO -  Sabato 21 Gennaio 2012,

 

 

Da Palazzo Belgrado la "ricetta" per risolvere i problemi del servizio postale nelle aree disagiate, ma anche forse per trovare una via di fuga alla crisi. «Non è possibile che il servizio postale nel terzo millennio sia gestito in regime di monopolio, andando a causare enormi disagi soprattutto nelle zone più svantaggiate», tuona l’assessore provinciale Luca Marcuzzo in riferimento alla grave situazione, soprattutto in montagna, per la chiusura di numerosi punti di erogazione del servizio postale.

      «Oggi non è possibile che il servizio postale sia in mano a un unico gestore – aggiunge Marcuzzo -. Sarebbe opportuno che il Governo, in tema di liberalizzazioni, prendesse una posizione per migliorare concretamente la situazione. La montagna ha subìto da molti anni un progressivo spopolamento. Ciò ha reso più difficile garantire efficienza e affidabilità anche per i servizi pubblici erogati dai Comuni e dalla Provincia. Oltretutto – aggiunge Marcuzzo - se pensiamo alla riduzione dei trasferimenti agli enti pubblici comprendiamo quale sia la gravità della situazione che oggi la montagna sta affrontando e dovrà affrontare nell'immediato futuro. Nelle contesto socio economico attuale però, ci sono alcuni aspetti che potrebbero essere positivi proprio per le zone montane. Le difficoltà occupazionali di questi tempi – sottolinea Marcuzzo – stanno creando i presupposti per alcune situazioni di fuga dalla città o dai centri più grossi, dove la vita offre più servizi, anche quelli accessori, ma contestualmente a costi più allevati. Il ritorno quindi verso periferie più piccole, meno servite ma dove ci siano spazi maggiori per poter ospitare un orto o alcuni animali domestici, potrebbe sopperire e redditi ridotti e a tenori di vita inferiori rispetto al passato garantendo non certo il miglior benessere ma perlomeno una dignitosa sopravvivenza riutilizzando piccole risorse come quelle della micro agricoltura o dei micro allevamenti che un tempo erano il vero, a volte unico, sostentamento delle famiglie. Piccoli segnali in effetti ci sono. In alcuni paesini della Carnia – conferma Marcuzzo - si registra, nell'ultimo anno, un aumento dei bambini delle scuole inferiori. Potrebbe essere il segno di una riscoperta della montagna come alternativa di vita rispetto alla, divenuta per alcuni, insostenibile vita di città. È però evidente che tale processo di riqualificazione montano risulterebbe pregiudicato dalla scomparsa dei servizi essenziali di cui gli uffici postali sono un elemento fondamentale. La riflessione e le ricerca di alternative al ridimensionamento della sistema di erogazione dei servizi postali in montagna, dunque, va perseguito con ogni mezzo. E la fine del monopolio – conclude Marcuzzo – potrebbe essere la soluzione percorribile».

 

 

 

20 gennaio 2012  la Nuova di Venezia

 

Sindaci sul piede di guerra «Basta disservizi postali»

Bertoncello convoca i colleghi per concordare le richieste da avanzare «Inaccettabile non avere nemmeno un ufficio aperto al pomeriggio»

 

di Gian Piero del Gallo

PORTOGRUARO

Il recapito postale versa in una situazione preoccupante, con bollette che arrivano sistematicamente in ritardo. Imprenditori e uffici professionali non possono contare, nell’intero comprensorio portogruarese, sull’apertura pomeridiana degli uffici postali. Non parliamo delle code interminabili davanti agli sportelli per una semplice operazione.

Di fronte a questa situazione il sindaco Antonio Bertoncello ha creduto opportuno organizzare un incontro con tutti i colleghi sindaci per capire quali potrebbero essere le azioni necessarie perché questa situazione possa cambiare. «Stiamo vivendo momenti particolari - dice Bertoncello - in cui tutti debbono fare quanto è di loro competenza per consentire all’economia di recuperare funzionalità e immagine. Non è ammissibile che ci si preoccupi di tante altre realtà, precisa, senza prendere in considerazione un servizio che tale non è più, che crea problemi invece di risolverli».

Ultimo in ordine di tempo il disagio delle bollette Enel che a Caorle sono giunte già scadute costringendo gli utenti a dover richiedere duplicati all’ente fornitore per evitare il taglio dell’erogazione di energia. Ma a questo disservizio se ne aggiungono molti altri, primo fra tutti la mancata apertura pomeridiana almeno dell’ufficio centrale. E’ una situazione anomala, penalizzante, che è stata più volte oggetto di forti pressioni politiche ed amministrative sulla dirigenza postale.

«Nonostante promesse e garanzie non siamo mai riusciti a ottenere una risposta alle nostre richieste e mentre i nostri uffici postali alle 14 sono chiusi - sottolinea il sindaco - basta spostarsi di pochi chilometri per vedere una realtà completamente diversa in Friuli: uffici aperti e funzionanti per l’intera giornata. C’è l’intenzione di consentire l’apertura di una farmacia ogni 3mila abitanti, la possibilità per i negozi di avere un orario prolungato; perché non si fa altrettanto con gli uffici postali? Si dice di segnalare ogni disservizio che possa comportare l’interruzione di pubblico servizio: noi lo facciamo con quello postale».

E chiama in causa la proposta di Linda Lanzillotta che ha elencato dieci possibili interventi che potrebbe fare il governo dei tecnici. E guarda caso, tra queste emerge proprio il servizio postale.

Sono servite le frazioni di Pradipozzo, Summaga, Lugugnana e la città con gli uffici di via Liguria, viale Pordenone e via Pio X dove insiste l’Ufficio Centrale. Sono tutti aperti ma solo la mattina. Nel pomeriggio si deve salire in auto e andare a Latisana, San Vito in Friuli oppure a San Donà. Inaccettabile.

 

 

 

 

 

BUJA Nella piazzetta anche un bar, diventato punto di aggregazione per tanti anziani

«Non chiudete la posta a Madonna»

Lo sportello eroga più di 200 operazioni al giorno, non solo per i residenti della frazione

IL GAZZETTINO - Venerdì 20 Gennaio 2012,

 

 

BUJA - Chiudere lo sportello postale di Madonna, come previsto dalle direttive di Poste Italiane significa indebolire ancora di più i servizi nella parte nord della cittadina. È il giudizio che emerge ascoltando il parere dei residenti nella frazione, ma anche a sentire dalla scrivania dello sportello che lo stesso produce più di 200 operazioni al giorno, tra pensioni, bollette, conti correnti e altro. Dunque, ammesso che un utente possa effettuare anche più operazioni in una giornata, sono certamente più di un centinaio le persone che si recano quotidianamente in quell'ufficio: molti anziani, per i quali quella piazzetta fornita pure di un bar rappresenta un punto di incontro, ma anche persone che arrivano dalla frazioni di Solaris, Sopramonte e Campo G, che fanno sempre riferimento a quel punto di posta.

      A sentire l'impiegata Katia Revelant, il cui operato è molto apprezzato ad ascoltare gli utenti abituali che ne stimano la disponibilità soprattutto verso le persone più anziane, «Allo sportello di Madonna vengono anche persone di Campolessi di Gemona, e pure dalle parti di Osoppo». Del resto, quell'ufficio aperto ancora negli anni settanta si presenta molto comodo, con una bella piazzetta di paese in cui parcheggiare comodamente l'auto e orari di apertura ogni mattina dalle 8 alle 13 e un quarto, a parte il sabato in cui si chiude con un leggero anticipo di mezz'ora. Oltre al malumore di perdere un ulteriore servizio in zona, i residenti di Madonna temono che ciò porterebbe ad allungare le fila presso lo sportello postale principale di Santo Stefano e dunque a peggiorare il servizio nella cittadina.

      Anche presso l'ufficio di Urbignacco, anch'esso a rischio di passare sotto la scure dei tagli, giornalmente si producono oltre 150 operazioni: anche in questo caso l'ufficio è aperto nelle mattinate durante la settimana, ma solo un solo (il primo) sabato al mese. In quel caso, oltre ai residenti, tale ufficio riceve utenti anche dalle vicine Artegna, Magnano e Treppo Grande.

 

 

 

Disservizi agli Uffici postali di Brugnera e mancato recapito della corrispondenza

IL GAZZETTINO - Sabato 21 Gennaio 2012,

 

 

BRUGNERA - (ms) Disservizi agli Uffici postali di Brugnera e mancato recapito della corrispondenza: il sindaco Ivo Moras ha chiesto un incontro al prefetto con la presenza dei rappresentanti di Poste italiane.

      Stanco di non trovare risposte alle rimostranze più volte presentate alla Direzione provinciale di Poste otaliane, il sindaco Moras, dopo non aver riscontrato significativi miglioramenti, anzi un peggioramento, ai disservizi più volte portati alla sua attenzione da cittadini ai quali non viene recapitata la corrispondenza, si è rivolto al prefetto chiedendo un incontro con la presenza dei rappresentanti di Poste italiane. «Tale situazione - sottolinea nella lettera al prefetto - appare del tutto intollerabile ed inaccettabile». Per il sindaco il fatto che Poste italiane non recapiti la corrispondenza ai cittadini residenti supera ogni limite di sopportazione e, presumo, aggiunge, «rientri nella fattispecie di reato punibile dal codice penale, in quanto operano in regime quasi di monopolio e non garantiscono un servizio pubblico». Fa presente che tale disservizio sta creando gravi disagi in quanto la mancata consegna di documenti importanti, come ad esempio, le fatture relative a varie utenze, comporta il rischio dell'interruzione del servizio, oltre al pagamento di ulteriori spese conseguenti alla morosità. Il sindaco informa il prefetto che molti utenti esasperati si recano in Municipio per protestare segnalando di essere in attesa di importanti documenti, ma non viene loro recapitata la posta da più giorni; altri segnalano che occasionalmente la consegna è errata, come nel caso di alcuni cittadini che si sono visti recapitare referti medici di altri. Nel denunciare questa "deprecabile situazione" il sindaco chiede anche a nome dell'amministrazione comunale l'intervento del prefetto per la fissazione di un incontro, nei suoi uffici, presenti anche i rappresentanti di Poste italiane «al fine di ripristinare la regolare consegna della corrispondenza».

 

 

 

L’Anci Fvg invierà questa mattina un telegramma ai prefetti

IL GAZZETTINO -  Giovedì 19 Gennaio 2012,

 

UDINE - L’Anci Fvg invierà questa mattina un telegramma ai prefetti della regione chiedendo la «sospensione del progetto di Poste Italiane e l’istituzione di un tavolo reginale di confronto», posto che lunedì dovrebbe scattare la chiusura di diversi uffici postali e il ridimensionamento delle giornate di apertura di altri. Lo ha deciso ieri il Comitato esecutivo, evidenziando «l’insostenibilità» del processo avviato dalle Poste, una società che «è pubblica a tutti gli effetti e deve garantire un servizio essenziale per i territori». Presenti all’incontro anche i sindaci dei Comuni interessati alla nuova razionalizzazione.

      «La posta è un servizio essenziale – ha commentato il presidente dell’Anci, Mario Pezzetta – e stupisce che Poste spa, soprattutto dopo aver investito in tecnologie e capitale umano, voglia ridurre la propria presenza con decisioni unilaterali».

      Fra i punti discussi anche i costi dei pasti dei docenti in servizio nelle mense scolastiche, che spesso non sono saldati dalle scuole, mettendo in difficoltà i Comuni. Solo quello di Campolongo-Tapogliano ha un credito di 20mila euro. Lo Stato salda circa la metà del costo reale.

 

 

 

 

L’ANCI FVG

I sindaci diffidano le Poste

«Illegale chiudere gli uffici»

IL GAZZETTINO - Martedì 17 Gennaio 2012,

 

UDINE - L’Anci del Friuli Venezia ha deciso di diffidare Poste italiane dal procedere oltre nell'attuazione del progetto di razionalizzazione - che in Fvg si traduce in una serie di chiusure di sportelli e uffici - senza il preventivo confronto con i Comuni e l'Anci stessa. Lo annunciano il presidente dell'Anci Mario Pezzetta e il delegato per l'Anci per i rapporti con Poste Italiane e sindaco di Medea Alberto Bergamin. «Con decisione unilaterale Poste Italiane - spiegano Pezzetta e Bergamin - ha varato un nuovo piano di ristrutturazione e riorganizzazione degli uffici postali presenti in Fvg decretando la chiusura di numerosi uffici (soprattutto in area montana) e pesanti tagli alle giornate di apertura degli sportelli soprattutto in piccoli centri delle province di Udine, Pordenone e Gorizia». L’Anci ritiene illegittima la procedura seguita perché «è in aperta violazione del decreto legislativo 267/2000». La norma, relativamente alle competenze del sindaco, prevede che egli «coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici servizi e dei servizi pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti».

 

 

 

Appello al prefetto per scongiurare la chiusura degli uffici postali

IL GAZZETTINO Domenica 15 Gennaio 2012,

 

SEQUALS - Appello al prefetto per scongiurare la chiusura degli uffici postali di Chievolis (Tramonti di Sopra), Solimbergo (Sequals), Pielungo e Casiacco (Vito d'Asio) e Toppo (Travesio). L'hanno lanciato i sindaci dei comuni interessati dopo un vertice venerdì sera, a Travesio, su iniziativa del vice sindaco Adelchi Pellarin. Al vertice erano presenti anche le organizzazioni sindacali, pronte a dare battaglia anche nella riunione prevista per domani a Trieste. «Siamo rimasti sconcertati sia dalla decisione di chiusura, sia dalle modalità prescelte: un fax inviato il pomeriggio del 5 gennaio, con effetto da lunedì 9. Cioè: nessuna possibilità di dialogo o di rimostranza, essendoci di mezzo tre giorni di chiusura per l'Epifania». Oltre all'intervento del prefetto, i sindaci i hanno anche chiesto aiuto alla Provincia, nella convinzione che la decisione di Poste Italiane sia tutt'altro che frutto di calcoli meramente economici circa le spese che deve sostenere per la gestione degli uffici. A Toppo, ad esempio, l'onere per l'affitto è di mille euro l'anno, oltre a circa 350 euro per le utenze, considerando che già ora l'agenzia apre solo 5 giorni al mese. «Eppure - sostiene Pellarin -, la gran parte dei risparmi in conti correnti e libretti postali nel nostro paese sono in mano a persone anziane, le più penalizzate dalla chiusura dello sportello. In deroga alla privacy, Poste Italiane dovrebbe pubblicare l'ammontare dei depositi: a Toppo, ci si accorgerebbe che la scusa della mancanza di economicità non reggerebbe». Analoga spesa contenuta viene sostenuta per Solimbergo, mentre a Chievolis il costo è pari a zero, in quanto gli oneri sono fin d'ora a carico dell'amministrazione comunale. I sindaci hanno anche ipotizzato una soluzione concreta: «Un unico operatore - ha affermato Adelchi Pellarin - potrebbe aprire a turno i cinque sportelli che si vuole chiudere, almeno un giorno alla settimana, con un contributo ulteriore dei Comuni per i costi vivi. In fondo, si tratterebbe solo di dare un rimborso benzina per l'auto di servizio e coprire con l'assicurazione multirischi la vettura».

      Lorenzo Padovan

 

 

 

UFFICIO POSTALE

Iniziata la spola verso Mare e il capoluogo

IL GAZZETTINO - Giovedì 19 Gennaio 2012,

 

Mentre la Regola di Campolongo dà il via alla raccolta di firme per riaprire l'ufficio postale, molti cittadini hanno cominciato a far la spola verso i due sportelli più vicini, cioè quelli del capoluogo e di Mare, nel territorio comunale di San Pietro. Ed è proprio l'ufficio di Santo Stefano che ha ora la competenza del pagamento per cassa delle pensioni Inps e Inpdap. Per tutti gli altri servizi è invece indifferente dove ci si reca. Nell'avviso affisso sull'ormai ex punto di Campolongo, Poste italiane non si scorda, inoltre, di ricordare ai clienti che chiamando il call center dell'azienda (803 160) è possibile ricevere informazioni sui vari prodotti di Pi e sull'operatività di tutti gli uffici postali. Escluso, naturalmente, quello appena chiuso lunedì scorso. (Y.T.)

 

 

 

FORNO DI ZOLDO Dall’apertura di tutti i giorni si è passati a uno solamente

Poste, a Dont solo il martedì

Per mantenere l’ufficio i residenti si erano già impegnati ad aprire un conto ciascuno

IL GAZZETTINO - Mercoledì 18 Gennaio 2012,

 

È iniziato malissimo il 2012 per gli abitanti di Dont e delle tante frazioni che lo hanno sempre avuto come punto di riferimento: dall'inizio dell'anno il loro ufficio postale ha subito infatti un pesante ridimensionamento, dopo quelli già patiti negli anni scorsi. Dai primi di gennaio lo sportello (che dal 1 agosto 2005 non ha più una propria autonomia, essendo direttamente legato all'ufficio di Forno capoluogo: al punto che ieri era proprio chiuso... per festeggiare Sant’Antonio, patrono di Forno) è aperto solo un giorno alla settimana, il martedì dalle 8.30 alle 14.

      Sinora l'ufficio funzionava tutti i giorni, sebbene con orario ridotto, e ormai i residenti avevano acquisito dimestichezza con questa nuova situazione, pur penalizzante rispetto alle abitudini consolidate da tempo.

      «Non siamo solo noi, qui intorno a risentirne, ma tutta la popolazione di Villa, Foppa e Pradel, per non dire dei residenti, per lo più anziani, nelle quattro frazioni della valle di Goima: Cordelle, Gavaz, Molin e Chiesa» protesta un'esterrefatta paesana.

      «Qualche anno fa, allorché si era cominciato a parlare per la prima volta di ridurre il servizio postale nel nostro paese - ricostruisce altrettanto preoccupata una vicina di casa - ci eravamo riuniti in tanti e ci eravamo impegnati ad aprire un libretto di risparmio nel nostro ufficio postale, col proposito proprio di sostenerne il funzionamento. Certo che adesso, con l'ulteriore ridimensionamento, ci toccherà rifare i nostri conti: se per utilizzare liberamente il libretto in qualsiasi giorno della settimana dovremo andare a Forno, credo che qualcuno valuterà se spostare il suo conto direttamente in banca».

      Un ragionamento che pare destinato a raccogliere più di qualche consenso.

 

 

 

 

Hanno superato in poche ore quota cento le firme raccolte tra la popolazione

Claudia Borsoi

IL GAZZETTINO - Mercoledì 18 Gennaio 2012,

 

Hanno superato in poche ore quota cento le firme raccolte tra la popolazione per dire "no" alla chiusura dell'ufficio postale della frazione di Combai. L'altra sera il sindaco di Miane, Angela Colmellere, ha illustrato in un incontro pubblico la decisione presa da Poste Italiane, e piombata sul paese come un «fulmine a ciel sereno», di chiudere, lo scorso 9 gennaio, l'ufficio postale di Combai. «Tale decisione, dovuta a un progetto di razionalizzazione, non è tollerabile in quanto a pagare saranno i cittadini dei piccoli borghi di montagna» evidenzia il primo cittadino, informato di quanto sarebbe avvenuto nella sua Combai solo con una circolare del 5 gennaio. Già un anno fa la giunta Colmellere si era mossa per salvare l'ufficio postale delle frazione, proponendo la riduzione delle giornate di apertura, da tre a due, pur di garantire il servizio. «Non possiamo certo lasciare senza sportello postale gli anziani di una frazione periferica proprio nel momento in cui le nuove regole sull'uso del contante obbligano i cittadini ad un rapporto sempre più stretto con le banche o con gli uffici postali - mette in luce il sindaco -. Senza considerare che questo va a gravare anche sulla gestione dell'ufficio di Miane con conseguente intasamento e peggioramento del servizio».

      Secondo Colmellere le decisioni del governo Monti dovrebbero tener conto della virtuosità dei territorio: «Se proprio deve fare i tagli, Monti intervenga nelle aree in cui gli sprechi ci sono e sono macroscopici».

      La battaglia del Comune, già avviata un anno fa per tenere in vita l'ufficio postale della frazione, non si ferma e ora conta pure sul sostegno dei sui cittadini che, per tramite di numerose associazioni locali, hanno dato avvio alla raccolta firme. «Presenteremo poi a Roma una petizione unica - chiude Colmellere, che ha anche proposto alle Poste di non pagare al comune il canone d'affitto degli uffici pur di mantenere in vita il servizio - sono sicura che i cittadini, non solo della frazione, saranno al mio fianco nel voler dire basta ai continui tagli e incrementi di tasse che il governo Monti sta mettendo in campo e che colpiscono i nostri concittadini in modo ingiustificato».

 

 

http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/01/16

Corriere delle Alpi / Cronaca / Tagli delle Poste, sindacati all'attacco "Snobbati i tavoli di trattativa"

 

Tagli delle Poste, sindacati all'attacco

"Snobbati i tavoli di trattativa"

Tagli alle Poste: la Cgil Slc sul piede di guerra. «Se i tavoli di trattativa a livello nazionale vengono disertati, e anche da un sindacato importante come la Cisl, questi sono i risultati»

poste

 

BELLUNO Tagli alle Poste: la Cgil Slc sul piede di guerra. «Se i tavoli di trattativa a livello nazionale vengono disertati, e anche da un sindacato importante come la Cisl, questi sono i risultati», tuona il segretario Loredana Vian che segue la categoria a Belluno e Treviso. La sindacalista punta il dito sulle recenti ristrutturazioni che riguardano la provincia; ma, sostiene, l’azienda fa la sua politica dal momento che i tavoli «saltano» e che a cascata, a livello regionale, vengono proposti piani di riordino e ristrutturazione che non hanno forma di appello. «Poste sta ristrutturando i due settori: bancoposta e portalettere. Attualmente c'è un progetto che prevede il recapito della corrispondenza a giorni alterni in tutte le realtà in cui ci sono meno di 200 abitanti per chilometro quadrato» spiega Vian.

«E nel Bellunese ce ne sono di paesi così dove si prevede il recapito a giorni alterni. La seconda parte di ristrutturazione riguarda la sportelleria dove di fatto non ci sono numeri e non c'è nulla di nero su bianco: però quel che si capisce è che anche qui andranno a fare ulteriori tagli di personale. Ora il Bellunese è già penalizzato perchè abbiamo una grossa fetta di uffici che di fatto lavorano a giorni alterni: quindi con una persona si coprono due o tre realtà lavorative. Ma questo è un processo andato avanti da solo in questo periodo e in questi ultimi anni, e per il quale purtroppo noi oggi ci troviamo in grosse difficoltà anche perchè, a livello centrale, non riusciamo a trattare: ci sono infatti delle organizzazioni sindacali che non si presentano ai tavoli e l'azienda si sente legittimata a procedere con quel che mette in campo perchè non ha confronto a livello nazionale. La Cisl è da mesi (ci sono documentazioni che lo dimostrano) che non si presenta ai tavoli nazionali: e questo avviene con Ugl, Salp e Uil, stanno disertando le trattative».

Non essendoci trattativa, secondo la sindacalista della Cgil «L'azienda ne approfitta» e fa passare ristrutturazioni pesanti anche nelle piccole realtà: tanto sul servizio, altrettanto sul personale, costretto a coprire uffici distanti chilometri. «Noi nutriamo una grossa preoccupazione a livello veneto, e a livello bellunese è due volte più grossa. Già oggi assistiamo a spostamenti di lavoratori agli sportelli che arrivano a distanze anche di 80-90 km giornalieri». Si aggiungano poi gli aumenti di servizi sulla sportelleria-bancoposta (che stanno reggendo il bilancio aziendale) che aumenta sul personale la pressione per la vendita di prodotti.

Nel Bellunese la carenza di personale è nota e si aggiunge «la non comprensione del fatto che in territori come questo bisognerebbe fare i servizi anche se non producono utili» continua Vian. Ora si aprirà il fronte degli orari ridotti: negli uffici saranno modificati, benchè questo non dovrebbe pesare molto sull’utenza. Dal 23 dovrebbe essere anticipato l'orario di apertura al mattino e accorciato sulla chiusura del pomeriggio: «Ma riguarda i lavoratori, non tanto il pubblico». Quanto agli uffici, almeno due saranno ancora in riorganizzazione.

Cristina Contento

 

 

primonumero.it  16/01/2012 -

CISL SLP POSTE: "SENZA UN ACCORDO, SQUILIBRI PER TUTTI"

 

Si è svolto questa mattina, lunedì 16 gennaio, nella Filiale di Campobasso l’incontro tra l’Azienda Poste Italiane S.p.A. e le OO.SS. per l’ennesimo conflitto di lavoro. «Poste – dichiara Antonio D’Alessandro Segretario della CISL Poste di Campobasso - sta portando avanti la riorganizzazione di Mercati Privati senza un accordo con i sindacati e questo sicuramente porterà squilibri e problemi per tutti». Franco Battista Segretario Regionale della CISL riferisce, che «mai come oggi siamo tranquilli come rappresentanti dei lavoratori, al tavolo abbiamo trovato un’Azienda smarrita che tentava di sostenere un Progetto cui non ci crede nessuno, neanche i relatori». Le OO.SS. hanno fatto notare tutte le falle del progetto, non corrispondente alle esigenze di mercato, un disegno di tagli, è stato definito dai rappresentanti dei lavoratori, pertanto i Segretari presenti, sono stati costretti a chiedere un altro approfondimento per verificare se ci siano spazi di dialogo. «Le relazioni Industriali – continua Antonio D’Alessandro – ormai compromesse, per testardaggini Aziendali, fanno si che i servizi postali, che eravamo convinti di aver puntellato con il grande accordo di due anni fa, oggi sono purtroppo in una condizione di grave difficoltà. Siamo costantemente attaccati per i livelli di qualità che non si riescono più a garantire, a prescindere dai periodi di agitazione sindacale che abbiamo portato avanti nei mesi scorsi. In questo momento abbiamo anche un contenzioso giudiziario con l’Azienda per definire la validità dei tavoli separati o l’obbligo del tavolo unico. In attesa che il giudice si pronunci, con tranquillità e determinazione porteremo avanti la linea strategica dei mesi scorsi, cercheremo di dialogare con i sindacati disposti a fare questo percorso insieme con noi e, nel frattempo, ci prepareremo per una difficile e delicata campagna per il rinnovo delle RSU e RLS in Poste. L’attività per quest’anno sarà davvero intensa e la CISL Poste farà, come sempre, la propria parte fino in fondo, su tutti i fronti».

 

 

 

IL COORDINATORE COMUNALE DEL PDL INTERVIENE SULLA STRUTTURA DI PERRILLO

«Ufficio postale, va scongiurata la chiusura definitiva»

Pontillo: «Chiesto un incontro alla Direzione provinciale dell’Azienda per conoscere gli sviluppi della questione»

ilsannioquotidiano.it/15 GENNAIO 2012 13:16

 

SANT'ANGELO A CUPOLO - “Permangono i disagi creati dalla chiusura dell’ufficio postale della frazione Perrillo”. Il coordinatore comunale del PdL di Sant’Angelo a Cupolo, Mimmo Pontillo, rileva il protrarsi delle problematiche riscontrare sul territorio evidenziando la necessità di scongiurare la chiusura definitiva dell’ufficio in questione.

Pontillo ricorda che “tale struttura sin dai lontani anni 70 ha garantito a tantissime famiglie di Sant’Angelo a Cupolo una serie di servizi. E’ chiaro che in questo scenario - sottolinea - la chiusura di tale struttura ha creato una situazione di smarrimento, soprattutto per le persone più anziane”.

L’esponente del Popolo della Libertà, inoltre, sostiene che “tali disagi non si sono limitati alla sola frazione di Perrillo, ma hanno interessato anche tutte le frazioni vicine ed in particolare Motta e Montorsi. Questo ci fa capire l’importanza del bacino di utenza che è e rimane vasto e significativo”. Poi, ricorda: “Il suddetto ufficio è stato trasferito momentaneamente presso la struttura di Sant’Angelo a Cupolo e l’utenza è stata concentrata tra questo e gli altri uffici postali del comune. L’amministrazione comunale nel giugno del 2011 fece richiesta alle Poste Italiane per la permanenza dell’ufficio postale alla frazione Perrillo, dando disponibilità per la ricerca di soluzioni locative alternative.

Anche le organizzazioni sindacali stimolarono a suo tempo gli attori coinvolti, proponendo soluzioni e chiedendo alla direzione generale delle Poste di Benevento ed all’amministrazione comunale veloci iniziative in tal senso. Sembrava che la vicenda avesse trovato una soluzione. Purtroppo sono passati molti mesi da quando i cittadini sono stati rassicurati in tal senso, ma tutto sembra giacere fermo in silenzio. A questa iniziativa si è anche aggiunta quella di alcuni cittadini con una raccolta di firme ed il nostro coordinamento si è interessato al problema cercando di dare un contributo alla questione. Oggi però ci rendiamo conto che i disservizi provocati e la mancata soluzione stanno andando oltre e la cosa ci preoccupa molto”.

Per Mimmo Pontillo “dalla fase provvisoria sembra essere passati alla fase definitiva e non risolutiva”.

Il coordinatore del PdL, quindi, sottolinea: “Nel frattempo sono state introdotte dalla recente normativa anche nuove procedure finanziarie che hanno fatto aumentare ancora di più lo stato di disagio e di difficoltà dei cittadini, soprattutto per gli anziani e le famiglie più in difficoltà”.

Alla luce delle problematiche riscontrate, Pontillo rende noto che “nei giorni scorsi il coordinamento comunale del PdL ha chiesto alla direzione provinciale delle Poste di Benevento un incontro, a cui parteciperanno oltre i propri rappresentanti Antonio Tornusciolo, Giuseppe Petrella, Claudio Rucci ed i propri consiglieri comunali di minoranza Donato Biele e Gioacchino D’Agostino, per conoscere lo stato di avanzamento della questione ed i possibili sviluppi futuri”.

Seguirà, però, anche un’attenta azione di monitoraggio della questione.

Pontillo, infatti, annuncia l’intento di “tenere alta l’attenzione sulla questione ed evitare che subisca rallentamenti o ancora peggio che si finisca con la chiusura definitiva dell’ufficio postale di Perrillo. In una tale ipotesi anticipiamo che le parti sociali ed i cittadini non resteranno inermi e se necessario attiveranno adeguate forme di protesta”.

Da qui “l’appello a tutti gli attori interessati affinché la questione venga affrontata adeguatamente e si mettano in cantiere tutte le iniziative necessarie per rimuovere gli eventuali ostacoli presenti”.

“Dal canto nostro - conclude Mimmo Pontillo - il coordinamento comunale del PdL sarà attivo e vigile per evitare la chiusura definitiva di tale ufficio, in quanto rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per il nostro territorio e per la nostra comunità”.

 

 

 

 

trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/01/16

 

Poste, da oggi chiusi sette uffici

E altri trenta sono a rischio. Quaglierini della Uil: «Traditi dalla Provincia»

poste, uffici, chiusura

 

di Luca Marognoli

 

TRENTO. Da oggi il Trentino ha sette uffici postali in meno: San Donà, Romagnano, Madrano, Pietramurata, Molina di Fiemme, Mollaro e Vigo Lomaso. Dovevano essere otto, ma Calavino è stato "salvato" in extremis: resterà aperto solo alcuni giorni in settimana, seppure in rotazione con gli sportelli di Lasino e Padergnone. Ma non è finita: su altri trenta pende la spada di Damocle della chiusura.

 

Flavio Quaglierini, segretario regionale Uil Poste, accusa la Provincia di non avere mantenuto gli impegni presi e avvisa: «Non si può pensare di avere l'ufficio sotto casa, quando non porta ricavi all'azienda. Bisogna fare in modo invece che li abbia, favorendo accordi per la gestione di servizi dei Comuni».

 

Lo stillicidio delle chiusure «fa parte di un piano nazionale dell'azienda e quindi non si scappa», spiega il sindacalista. «Ma la Provincia ha una grossa responsabilità. In aprile c'era stato il primo di razionalizzazione e il sindacato confederale aveva aperto una vertenza provinciale. Se ne era fatto portavoce, a settembre, il consigliere Lunelli con un un ordine del giorno, approvato all'unanimità, che impegnava la Provincia a creare un tavolo con il Consorzio dei Comuni e le Poste per discutere insieme su eventuali progetti di ridimensionamento.

 

Se fosse stato aperto, questo progetto sarebbe stato affrontato. Ma la Provincia non ha fatto assolutamente niente. Perché? Chiedetelo a Pacher e Dellai. Oppure ai consiglieri che hanno votato quel documento».

 

E l'assunzione diretta della competenza da parte della Provincia? Dellai ha detto che la cosa non è semplice da realizzare. «Intanto quella di Durnwalder è una bufala: Poste è una Spa e non può cedere pezzi alla Provincia di Bolzano. Quanto a Dellai, dice che è difficile avere la competenza ma sa fin dall'inizio che non si può avere. Quello di cui c'è bisogno, invece, è di condividere un business con le Poste. Ad esempio, affidandole la gestione dei servizi di tesoreria dei Comuni, stringendo un accordo con la rete telefonica Poste mobile, istituendo un servizio di rilascio certificati (o di consegna) nell'ufficio postale. Se ti siedi al tavolo con i sindaci una soluzione puoi trovarla. Nessuno l'ha mai cercata: solo a Calavino si sono mossi».

 

All'origine di tutto c'è stata una ingiustificata proliferazione degli sportelli. «A differenza delle Rurali - osserva il sindacalista - Poste ha aperto filiali dappertutto ai tempi della Dc e ora si pone il problema di razionalizzare. D'altra parte Molina ha a poca distanza l'ufficio di Castello, Pietramurata quello di Sarche, Calavino di Vezzano, Lasino e Padergnone, Mollaro di Taio, San Donà di Povo e Cognola, Romagnano di Ravina, Madrano di Pergine, Vigo Lomaso di Ponte Arche. Tutti si agitano sempre dopo: se volevano salvare gli sportelli di paese, dovevano muoversi prima perché le Poste sono state privatizzate da 14 anni, quando facevano 4 mila miliari di lire di deficit annuo... Noi partiamo sempre dal concetto che l'occupazione è sacra: da una vita chiediamo l'assegnazione di nuovo personale per gli sportelli, però l'azienda ha costi enormi perché la gran parte degli sportelli è mono-operatore. Tra alcuni mesi si ipotizzano  ulteriori razionalizzazioni in tutta Italia. Per il Trentino c'è un progetto di abbassare le serrande di altri 30 uffici».

 

 

VACCARINEWS GEN 16 2012

20:27

NOTIZIE DALL'ITALIA

In Friuli l'Anci diffida Poste

 

Dura presa di posizione del sodalizio che raggruppa i Comuni. E che cita il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali

 

L'Anci del Friuli-Venezia Giulia contro il progetto firmato da Poste (nella foto, l'ufficio di Venzone, Udine)

La sede per il Friuli-Venezia Giulia dell'Associazione nazionale comuni italiani scende in campo contro la razionalizzazione ideata da Poste italiane. Passando alle vie formali.

Oggi, infatti, ha diffidato la società dal procedere oltre nell'attuare il progetto, in quanto -precisa una nota- si traduce in una serie inaccettabile e insostenibile di chiusure per sportelli e uffici, avviata “senza il preventivo confronto con i Comuni e l'Anci stessa”.

A comunicarlo sono stati il presidente del sodalizio, Mario Pezzetta, nonché il delegato ai rapporti con Poste, al tempo stesso sindaco di Medea (Gorizia), Alberto Bergamin.

Con decisione unilaterale -spiegano i due rappresentanti- l'azienda “ha varato un nuovo piano di ristrutturazione e riorganizzazione degli uffici”, decretando la chiusura di numerosi fra essi (soprattutto in area montana) e pesanti tagli alle giornate di apertura degli sportelli, in particolare nei piccoli centri delle province di Gorizia, Pordenone e Udine.

L'Anci ritiene illegittima la procedura seguita, perché è in aperta violazione dell'articolo 50, comma 7, del decreto legislativo 267/2000, cioè il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali. Secondo questa norma, il primo cittadino “coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici servizi e dei servizi pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti”.

Al tempo stesso, l'Anci ha dichiarato di condividere le proteste avviate dai sindaci dei centri interessati e, in particolare, il coinvolgimento dei prefetti, ai quali è stata inoltrata opposizione scritta. Anche perché “ragioni economiche-aziendali non possono e non debbono compromettere l'offerta di servizi essenziali, gestiti tuttora in regime di monopolio, ad una comunità locale”.

 

 

 

 

Il Cittadino di Monza e Brianza Cronaca

Desio, gli auguri di Natale

sono arrivati soltanto ora

 

15 gennaio 2012 Cronaca

 

Clamorosi ritardi nella consegna della corrispondenza (Foto by FABRIZIO RADAELLI)

Desio - Auguri di Natale arrivati dopo un mese. Ma anche e soprattutto bollette da pagare giunte al destinatario quando ormai sono già scadute. Problemi nella consegna delle lettere che rischiano di procurare seri disagi ai desiani. Le segnalazioni sono sempre tante. Ma sono aumentate nelle ultime settimane e in particolare al quartiere Spaccone. Lo denuncia il comitato dei cittadini. La posta viene consegnata con notevole ritardo. C'è chi racconta di bollette della luce giunte a destinazione ben oltre la data di scadenza. O cedole di pagamento delle spese condominiali. E quando va bene biglietti natalizi arrivati a settimane di distanza dal loro invio. Cosa succede all'ufficio postale?

 

I cittadini segnalano, inoltre, che nelle buche delle lettere degli appartamenti vuoti vengono abbandonate buste indirizzate ad altri. Per questo, chiedono spiegazioni alle poste. Intanto, a proposito di poste e di buste, è stato fissato il termine ultimo per la consegna dei questionari del censimento. L'ultima chiamata è per il 31 gennaio, giorno in cui chiuderà, tra l'altro, l'ufficio censimento allestito dal comune nella palazzina di via Gramsci. "Dal primo febbraio- avverte l'assessore all'anagrafe Valeria Vinci- partiranno le lettere di diffida a chi non ha consegnato le buste. E poi ci saranno delle sanzioni pecuniarie". A Desio sono stati consegnati finora il 91% dei questionari inviati a ottobre alle 17 mila famiglie residenti. "E' importante compilare il questionario - spiega l'assessore - perché in base ai numeri che saranno censiti, verranno decisi i servizi da mettere a disposizione".

Paola Farina

 

 

Corriere delle Alpi / Cronaca / Il sindaco: «C’era la promessa di aprire a giorni alterni»

 

Il sindaco: «C’era la promessa di aprire a giorni alterni»

 

 

di Stefano Vietina SANTO STEFAN0 «Ho saputo anch'io all'ultimo momento della chiusura dell'Ufficio postale di Campolongo – precisa il sindaco di S. Stefano Alessandra Buzzo - Mi hanno telefonato per...

 

di Stefano Vietina

SANTO STEFAN0

 

«Ho saputo anch'io all'ultimo momento della chiusura dell'Ufficio postale di Campolongo – precisa il sindaco di S. Stefano Alessandra Buzzo - Mi hanno telefonato per informarmi che il tutto era già alla firma e non c'erano ormai margini per intervenire».

Una decisione improvvisa o maturata nel tempo? «A fine estate avevo già avuto un incontro, insieme al vicesindaco Paolo Tonon, con i funzionari delle Poste che ci avevano prospettata l'eventualità di un ridimensionamento e, dopo le mie rimostranze e fatta presente la nostra realtà, specialmente per quanto riguarda gli anziani, mi avevano assicurato almeno un'apertura a giorni alterni. Adesso dicono che le cose sono cambiate e le decisioni improrogabili. Sto preparando una protesta e speriamo possa avere qualche esito. Comunque sono in stretto contatto con la comunità di Campolongo, alla quale chiedo fin d'ora un'immediata raccolta di firme per fare una certa pressione. Il problema è ovviamente fra le nostre priorità».

Intanto sale la protesta in paese. La pagina Facebook ha già ricevuto oltre 60 adesioni in un giorno e si moltiplicano i commenti. Scrive Carlo Pomarè: «A un paese di circa 1.000 abitanti, con molte persone anziane, non si può togliere un servizio pubblico così importante per la popolazione, non c'è neppure uno sportello bancario, quindi per qualsiasi tipo di operazione ci si deve spostare nei paesi limitrofi, ma pure i collegamenti pubblici sono carenti».

«Credo che la chiusura dell'ufficio postale a Campolongo sia l'ennesima contraddizione a tutti i proclami rivolti alla tutela, salvaguardia, valorizzazione della montagna - scrive Manuel De Bernardin, che conclude però con una nota di ottimismo: «Confido sempre che il tempo, aiuti a riflettere, ma forse sono un idealista, ma contento di esserlo».

Sulla stessa pagina Lorenzo Coluzzi ha poi riassunto la lunga storia dell'Ufficio Postale di Campolongo. 1 febbraio 1906: gli abitanti di Campolongo chiedono per la prima volta l'apertura di un Ufficio Postale per la Frazione. 3 settembre 1906: la Direzione Poste e Telegrafi di Belluno risponde al Municipio di Santo Stefano che non ne vede la necessità in quanto ci sono già due portalettere in servizio. 28 aprile 1911: 108 Capifamiglia sottoscrivono una nuova istanza alla Direzione di Belluno per ottenere l'apertura dell'Ufficio Postale.16 luglio 1914: è aperto al pubblico l'Ufficio Postale di Campolongo; il primo "collettore postale" è Igino Grandelis. 1962: è inaugurata la nuova sede dell'Ufficio Postale. 14 gennaio 2012: ultimo giorno di servizio dell'Ufficio Postale di Campolongo. In tutto: 97 anni, 5 mesi, 29 giorni.

 

 

 

16 Gennaio 2012 - 15:24 - abruzzoweb.it/

FILA INFINITA ALLE POSTE

ALL'AQUILA TUTTI CONTRO MONTI

 

 

L'AQUILA - Ore interminaibili di fila alle poste dell'Aquila e per i cittadini la colpa è della manovra del governo Monti, che aumenterà i depositi su libretti postali e in parte bancari, cosa che "per due mesi continuerà a intasare gli sportelli".

 

Questa la lamentela di alcuni aquilani che hanno segnalato le lungaggini alla redazione di AbruzzoWeb.

 

"Alle poste in via della Crocetta (L'Aquila) - tuona un cittadino - per svolgere una normale operazione di sportello c'è voluta quasi un'intera mattina. La causa di questi lunghi tempi di attesa non è da cercare nell'ufficio postale ma questo succede perché i pensionati devono aprire i libretti di risparmio per far accreditare le pensioni e ognuna di queste operazione porta via almeno 20 minuti".

 

"Erano presenti cinque operatori - prosegue uno degli insorti - di cui uno fisso sui servizi pacchi e raccomandate, tre su servizi finanziari e uno che si divedeva fra entrambe le cose, ma con tre pensionati davanti, la fila è stata di due ore. Dietro di me invece avevo 50 persone". (cr.al.)

 

 

 

 

ilfaroonline.it/2012/01/16  16-01-2012 19:40

"La posta? Ad Aranova arriva con il contagocce"

 

Tante segnalazioni. Bollette scadute, solleciti recapitati in ritardo, caos e disservizi negli uffici postali della località

 

Il Faro on line - "Posta con il contagocce, bollette e solleciti recapitati in ritardo o in prossimità della scadenza, more, disagi. Ma la colpa di chi è? Di chi ci invia le cartelle o di chi dovrebbe recapitarcele?". E' quanto afferma il presidente dell'associazione Crescere Insieme, Roberto Severini, che afferma come la situazione debba essere risolta. "È ormai un anno che ci trasciniamo questo problema. Le bollette ad Aranova latitano per lunghi periodi, poi da un giorno all’altro ci ritroviamo una valanga di buste nelle cassette delle lettere. Morale: molti euro da pagare sull’unghia e la beffa della multa".

 

"Stessa storia per i solleciti. E se una persona si trovasse a partire per lavoro o per piacere? Si ritroverebbe al proprio ritorno con una bolletta e un sollecito datati, arrivati in ritardo, e con la beffa di luce, gas o corrente che siano staccati. Per di più da qualche tempo la posta recapitata non ha più alcun timbro sulle buste. Come si fa a contestare il tardivo recapito?".

 

"Chiediamo un intervento immediato e urgente dell’amministrazione - prosegue - per accertare eventuali responsabilità, facendosi promotrice di un tavolo interistituzionale con Poste Italiane per potenziare l’ufficio postale di Aranova, sottodimensionato alle esigenze di una località in forte espansione. Tre sportelli polifunzionali che funzionano a singhiozzo, lunghe file per pagare una bolletta. Figurarsi con le disposizioni della nuova manovra, decine e decine di anziani si troveranno costretti ad aprire conti correnti postali. Conseguenza: un ulteriore ingolfamento dei servizi.

Possibile che Torrimpietra, con una popolazione di gran lunga inferiore a quella di Aranova (circa un terzo) abbia una posta centrale, mentre la nostra località debba accontentarsi di un piccolo ufficio con appena tre sportelli e nemmeno un parcheggio? Aranova negli ultimi anni ha subìto un boom demografico impressionate, ma i servizi sono rimasti quelli di dieci anni fa. Ma evidentemente qualcuno non se n’è ancora accorto".

 

 

 

 

Comune Pz: Picerno (Pdl) su disagi cittadini a uffici postali

basilicatanet.it/18/01/2012 18:41

 

BAS"Sui disagi che i cittadini lucani stanno subendo in questi giorni a causa delle lunghe file agli uffici postali interviene il dirigente regionale dell’Anci e capogruppo PdL nel Consiglio Comunale di Potenza Fernando Picerno.

"E’ da qualche tempo, rileva Picerno, che l’amministrazione postale riserva ai cittadini della Basilicata un trattamento non adeguato; in alcuni casi le agenzie funzionano a giorni alterni, la corrispondenza viene distribuita con ritardo, gli uffici sono quasi sempre dotati di un organico insufficiente.

A queste carenze ormai croniche, si è aggiunta ora l’affluenza dei titolari delle card del bonus carburante che, per ottenerne la convalida definitiva, incrementano loro malgrado le file agli sportelli.

E’ il caso di ricordare, evidenzia Picerno, che per tutta l’attività riguardante le card carburanti, le Poste incamerano una sostanzioso compenso che può largamente giustificare l’assunzione, anche solo temporanea, di altri addetti.

Allo scopo di risolvere questo problema, conclude Picerno, mi farò promotore di un incontro tra il direttivo regionale dell’Anci ed i vertici delle Poste Italiane per ottenere maggiore rispetto dell’utenza lucana anche quando il “picco” registrato in coincidenza della convalida delle card sarà superato."

 

BAS 05

 

 

 

FVG: CIRIANI, PRESSIONE SU POSTE PER EVITARE CHIUSURE UFFICI MONTAGNA PORDENONESE

Scritto da  com/cic

 

(AGENPARL) - Trieste, 18 gen - Il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, ha concordato con il prefetto di Pordenone, Pierfrancesco Galante, un incontro da svolgersi il prossimo 30 gennaio con i sindaci della montagna pordenonese per avviare con loro un confronto sul rischio di chiusura di alcuni uffici postali ubicati nella zona. "Assieme al Prefetto - ha dichiarato Ciriani - intendiamo attivare una strategia per fare pressione sulle Poste affinchè simili tagli non vengano attuati. Come già avvenuto in passato, quando l'azione della Regione si è rivelata strategica, è importante agire in maniera congiunta anche con i Comuni affinché chi vive in montagna non subisca disagi. La posta - ha concluso il vicepresidente - fa parte di quei servizi essenziali che sono dovuti al cittadino". Lo si legge in un comunicato della regione Friuli Venezia Giulia.

 

 

 

ilcapoluogo.com/News

Arischia, chiusura Poste: Beni separati pronti alla mobilitazione

 

L'Aquila, 18 gen 2012 - L'Amministrazione dei Beni separati di Arischia è pronta «alla mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla chiusura dell’Ufficio delle Poste Italiane» nella frazione. Lo dichiara il presidente Elia Serpetti, che aggiunge che «vorremmo comprendere i motivi che hanno indotto a tale chiusura da ottobre scorso comportando notevoli disagi per la popolazione, in particolare le persone anziane che devono, con questo clima, recarsi obbligatoriamente con i disagi che ne derivano, all’ufficio Postale di Pizzoli. Chiediamo supporto anche al signor sindaco di interessarsi di questa vicenda e di essere promotore di un incontro con i dirigenti dell’azienda Poste Italiane. A breve invieremo richiesta ufficiale di incontro alle Poste Italiane».

 

Aggiornato al 18/01/2012 19:41

 

 

 

Paglini (La Destra Lunigiana):

"Disagi per i cittadini alle Poste di Aulla"

ilsitodimassacarrara.it/Mer, 18/01/2012 - 14:03 — La Redazione

 

 

"La questione Poste Italiane ad Aulla, nel suo stato provvisorio (all'incirca 2 mesi), continua a generare disagi per l'utenza. Quando c'è da fare la fila si deve aspettare il proprio turno fuori al freddo; se l'utente è invalido o disabile non è in grado di accedere nella struttura in quanto presenta una scala in metallo per l'accesso e manca degli appositi strumenti per eliminare la barriera architettonica. Se arriva una raccomandata si è indirizzati agli uffici postali di Pallerone e ciò comporta ulteriori disagi, perché chi ha l'automobile trova difficoltà a parcheggiare e intasa la già stretta via, e chi non ce l'ha, ad esempio persone anziane e indigenti, il disagio è maggiore. Chiedo alle Poste Italiane di rendere pubblica la durata di questa provvisorietà e di rendere accessibile a tutti la struttura di piazza Roma."

Esponente de La Destra Lunigiana

Stefano Paglini

 

 

 

 

 la Nuova di Venezia / Cronaca / Tutti in coda per ritirare la posta

 

Tutti in coda per ritirare la posta

Ancora problemi negli uffici e le bollette arrivano già scadute

 

CAORLE

Tutti in coda per ritirare la posta. E’ ancora questa la situazione insostenibile che i cittadini di Caorle e limitrofi continuano a dover affrontare.

I postini ci sono ed il lavoro continua anche se in modo spesso precario, ma nonostante ciò la posta non sempre arriva agli uffici, soprattutto bollette e avvisi di scadenza, costringendo gli utenti ad interessarsi autonomamente della propria situazione contattando i numeri verde e adempiendo ai pagamenti attraverso l’auto compilazione di bollettini postali. «Solitamente la bolletta della corrente elettrica arriva i primi giorni di dicembre - racconta la signora Gusso di Caorle - ho atteso sino a gennaio e poi ho contattato il numero verde dell’Enel dove mi hanno avvertito che la mia bolletta non solo era stata emessa ma era già scaduta da alcune settimane. Fortunatamente però mi hanno spiegato che a quanto pare la situazione dei ritardi non è sentita solo nella nostra località, ma si tratta di un disagio generale, per cui, dopo avermi inoltrato la fattura via e- mail, mi hanno confermato che, se avessi provveduto a saldare l’importo quanto prima, non avrei dovuto pagare interessi di mora.»

Comprensione da parte dei fornitori, dunque, ma quanto ancora dovrà durare questa situazione? L’amministrazione comunale ancora non si sbilancia ma, secondo l’assessore al turismo Matteo Dorigo «Se la situazione persiste non si potrà evitare un ulteriore intervento da parte del sindaco Sarto direttamente a Poste Italiane come già accaduto in passato».

Gemma Canzoneri

 

 

 

teleclubitalia.it  venerdì 20 gennaio 2012  

 

Putiferio sulle Poste di Mugnano: lettere e bollette recapitate in ritardo. Intervengono le istituzioni

Il sindaco Porcelli minaccia di adire le vie legali. Stamattina litigi agli sportelli

 

di Redazione

Mugnano. Sono mesi che i cittadini di Mugnano lamentano dei seri disagi per il servizio di recapito delle Poste. In molti nelle ultime settimane si sono visti consegnare bollette scadute mentre altri non hanno mai ricevuto lettere che gli erano state inviate. Una problematica che accomuna molti comuni dell'hinterland e contro la quale si è scagliato il Primo Cittadino Giovanni Porcelli. La fascia tricolore ha scritto al responsabile regionale per chiedere spiegazioni e per sollecitare un intervento della direzione centrale. Nella missiva Porcelli ha usato parole forti minacciando anche di adire a vie legali: "Sono stati tanti i mugnanesi che mi hanno segnalato questo tema che colpisce i privati ma che danneggia anche le attività economiche. Spero che Poste sia sensibile al mio appello ma in caso contrario non esiterò a rivolgermi al Ministro competente ed alla Magistratura per accertare eventuali responsabilità".

 

 

Al Comune, invece, per ridurre la burocrazia e per aumentare l'efficienza delle comunicazioni consiglieri, assessori e dirigenti sono stato dotati di un indirizzo di posta certificata, la famosa PEC, che sostituirà le comunicazioni per mezzo dei messi comunali o raccomandate dando una maggiore velocità ai processi interni. La PEC sarà utilizzata anche per dare ai cittadini un modo ufficiale e semplice per fornire comunicazioni all'ente. "Stiamo procedendo ad una riorganizzazione della macchina amministrativa, speriamo di sfruttare le nuove tecnologie per rendere il Comune di Mugnano più efficiente ed al passo con i tempi" ha commentato il Vice Sindaco Ezio Micillo.

 

 

 

 

 

Satriano, amministrazione su disservizi recapito posta

20/01/2012 18:23

 

BAS“Dopo le ultime lamentele a mezzo stampa in riferimento ai disservizi del recapito Posta a Satriano sembra che qualcosa si stia muovendo; negli ultimi giorni – si legge in un comunicato dell’amministrazione comunale - due sopralluoghi dei funzionari di Poste Italiane nel nostro Comune per visionare i locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Satriano (a supporto degli uffici esistenti) per ospitare il centro di smistamento posta. Dopo l’ultima ispezione effettuate dai funzionari dell’azienda insieme al Sindaco il giorno 16 Gennaio 2012 , lo stesso Sindaco Miglionico ha inoltrato una nuova lettera al Capo ALT di Bari e al Direttore Azzolini della RAM 2 di Taranto allegando le caratteristiche tecniche dei locali in questione. Il dottor Azzolini che personalmente ha visitato i locali del Comune di Satriano ha già espresso il suo personale “benestare” proprio in occasione dell’ultimo sopralluogo effettuato. Ora restiamo in attesa di una risposta ufficiale per iscritto in modo da poter attivare il nuovo centro di smistamento posta a Satriano, “e se è vero”, poter chiudere l’annosa questione che si protrae da ormai un anno. Non riteniamo certamente già risolta la questione e continueremo a tenere alta la tensione e l’attenzione, ma siamo fiduciosi da quanto assicuratoci da Poste Italiane tramite i suoi funzionari”.

 

BAS 05

 

 

 

 

 

Mugnano: disservizi alle Poste

NapoliToday » Cronaca

Mugnano, disservizi alle Poste. Il Sindaco scrive al dirigente

I cittadini lamentano disagi riguardanti il recapito della posta. Il sindaco Porcelli scrive al responsabile regionale per sollecitare un intervento. Intanto al Comune tutto parte via PEC

di Viviana Graniero 20/01/2012

 

Da mesi ormai la cittadina di Mugnano soffre seri disagi a causa del servizio di recapito delle Poste. Come si legge in un comunicato comunale, alla cittadinanza arrivano bollette già scadute o peggio la posta non arriva del tutto.

 

Una problematica che accomuna, purtroppo, molti comuni dell'hinterland napoletano. Per questo motivo il sindaco Giovanni Porcelli ha scritto al responsabile regionale, chiedendo spiegazioni e sollecitando un intervento della direzione centrale. Nella missiva Porcelli ha usato parole forti minacciando anche di adire a vie legali: "Sono stati tanti i mugnanesi che mi hanno segnalato questo tema che colpisce i privati ma che danneggia anche le attività economiche. Spero che Poste sia sensibile al mio appello ma in caso contrario non esiterò a rivolgermi al Ministro competente ed alla Magistratura per accertare eventuali responsabilità".

Al Comune, invece, per ridurre la burocrazia e per aumentare l'efficienza delle comunicazioni, consiglieri, assessori e dirigenti sono stati dotati di un indirizzo di posta certificata, la famosa PEC, che sostituirà le comunicazioni per mezzo dei messi comunali o raccomandate dando una maggiore velocità ai processi interni. La PEC sarà utilizzata anche per dare ai cittadini un modo ufficiale e semplice per fornire comunicazioni all'ente. "Stiamo procedendo ad una riorganizzazione della macchina amministrativa, speriamo di sfruttare le nuove tecnologie per rendere il Comune di Mugnano più efficiente ed al passo con i tempi" ha commentato il Vice Sindaco Ezio Micillo.

 

 

 

 

quotidianodabruzzo.it/

 21gennaio2012

Ritardi delle Poste, San Valentino si rivolge alle associazioni dei consumatori

 

 

Pescara. Stanco della mancanza di risposte ai problemi sollevati nella consegna della Posta, il sindaco di San Valentino in Abruzzo Citeriore, Angelo D'Ottavio si è detto pronto a far intervenire le associazioni a Tutela dei Consumatori "per valutare con loro tutte le possibili forme di protesta e risarcitorie verso un servizio sempre più deludente. Il problema del ritardo nella consegna della posta, determina una serie di conseguenze negative sulle famiglie e sulle imprese, rischia di accadere che si riceva in ritardo la bolletta dell'energia, del gas e le famiglie pagano in ritardo il dovuto e si ritrovano poi addebitati gli interessi sul ritardato pagamento, così come per le imprese arrivano in ritardo le fatture che non si possono iscrivere in contabilità nei tempi previsti o le ricevute bancarie che poi non vengono di conseguenza pagate, e anche questo porta ad ulteriori costi oltre che a disagi".

 

Conclude il Sindaco di san Valentino: " Questa criticità non è limitata al Comune di San Valentino, quindi estendo l'appello anche ai miei colleghi che subiscono gli stessi disagi."

 

 

 

Sabato 21 Gennaio 2012 17:12

CAMPAGNANO (RM): ASSOCIAZIONI PROMOTRICI, PROSEGUE BATTAGLIA PER UFFICIO POSTALE EFFICIENTE

 

 (AGENPARL) - Campagnano, 21 gen -  La battaglia per avere un Ufficio Postale efficiente prosegue e questa mattina dalle ore 9, le forze politiche di Centrodestra di Campagnano di Roma sono nuovamente scese in piazza per continuare la raccolta firme. Hanno partecipato Popolo della Libertà, Giovane Italia, La Destra, Unione di Centro e Futuro e Libertà.

“Portare la questione dei disservizi delle Poste campagnanesi al centro dell'agenda politica locale è l'obiettivo che ci siamo preposti” - cosi in una note le associazioni promotrici - “auspicando da parte dell'amministrazione un impegno reale nel chiedere ai vertici aziendali di Poste Italiane Spa un intervento risolutivo per le tante carenze e disfunzioni che rendono l'ufficio territoriale di Campagnano un esempio negativo che danneggia l'utenza del nostro paese”.

 

 

 

Disservizi di Poste Italiane in provincia di Pescara

pagineabruzzo.it    21.01.12 19:46

 

PESCARA - “Non si può lasciar cadere nel vuoto l’appello del sindaco di San Valentino, che raccogliamo e porteremo in discussione nell’incontro di venerdì prossimo alle 18.30 in via Venezia, previsto con tutte le associazioni del CRUC- Comitato Regionale Utenti e Consumatori della Regione Abruzzo”.

Così Donato Fioriti, dirigente nazionale e Presidente per l’Abruzzo dell’associazione dei

Consumatori Contribuenti italiani

 

“Il disagio di San Valentino e di diversi comuni limitrofi- prosegue Fioriti- dovuto al cronico ritardo nella consegna della corrispondenza ordinaria, ha evidenti e forti ripercussioni su aziende e privati. Per le imprese riguardo alle fatture non iscrivibili in contabilità in tempo utile o, ad esempio, per le ricevute bancarie giunte in ritardo. Per i cittadini, che si vedono scadere le bollette della luce, del gas, le polizze assicurative ed altro ancora.”

 

“Purtroppo- riprende Fioriti- il grido di allarme lanciato da tempo da noi su Poste Italiane, come ha anche registrato Angelo D’Ottavio, sindaco di san Valentino, è caduto e cade nel vuoto”.

 

“Nella giornata di oggi –anticipa Fioriti- abbiamo attivato il nostro ufficio legale regionale, coordinato dall’avvocato cassazionista Luigi Di Alberti, per le ipotesi di azioni non solo di protesta ma anche risarcitorie (non ultima la class action, anche alla luce del Decreto Monti) verso un servizio apparentemente scadente. Contemporaneamente, abbiamo prenotato un appuntamento telefonico con la Direzione Nazionale di Poste Italiane per lunedì mattina, per un ultimo tentativo ed un incontro chiarificatore a Roma”.

 

 

Caos alle poste di Scurcola e Ovindoli.

marsicalive.it/

 

Caos alle poste di Scurcola e Ovindoli. Guasti e carenza di personale, in tilt il sistema

Scurcola Marsicana. Da lunedì mattina la serranda dell’ufficio postale di Scurcola Marsicana è chiusa. La causa? Guasto tecnico. Questa l’unica informazione data attraverso un semplice cartello ai cittadini che dall’inizio della settimana aspettano di poter pagare le bollette e ritirare la pensione. Il primo cittadino, Vincenzo Nuccetelli, ha chiesto spiegazioni in merito alla direzione generale ma nessuno ha saputo dirgli nulla. “In una cittadina di 3mila abitanti non può restare per cinque giorni con l’ufficio postale chiuso”, ha spiegato il sindaco Vincenzo Nuccetelli, “ci arrivano centinaia di segnalazioni ogni giorno da parte dei cittadini ma non sappiamo dare una risposta. Abbiamo chiamato decine di volte la direzione provinciale delle Poste per avere un chiarimento in merito ma ci dicono soltanto che ci sono dei problemi tecnici. Il funzionamento a singhiozzo e la chiusura di 5 giorni spero non sia l’anticamera di una riduzione del servizio”, ha concluso Nuccetelli, “chiederemo un incontro al più presto con i responsabili provinciali di Poste Italiane per capire cosa sta accadendo”. La situazione non cambia di molto a Ovindoli. Attraverso una lettera inviata alle Poste Italiane s.p.a, al Ministero per lo Sviluppo Economico e, simultaneamente, ad alcune importanti società erogatrici di servizi (Enel s.p.a, Telecom Italia s.p.a, Equitalia Servizi s.p.a, So.g.et. s.p.a, ConEnergia s.p.a) il sindaco Pino Angelosante, palesa il suo disappunto per la cattiva amministrazione e gestione del servizio postale sul territorio di Ovindoli e frazioni. Un documento dal tono deciso, nonché rammaricato, nel quale il primo cittadino illustra gli innumerevoli disagi perpetrati da Poste Italiane, primo fra tutti la chiusura di degli uffici postali ubicati nelle frazioni di Santa Iona e San Potito. Tale decisione per assecondare la necessità della società di contenere costi e spese, noncurante delle esigenze dei cittadini residenti. La triste realtà che ne consegue vede anziani, disabili e lavoratori costretti a farsi letteralmente un “viaggio” per raggiungere l’unico ufficio postale funzionante, quello appunto di Ovindoli, ed espletare le ordinarie pratiche quotidiane. Ed è su questo aspetto che il sindaco non transige: “In conseguenza di tale drastico ridimensionamento del servizio offerto nella veste di utente e nella veste di sindaco di un Comune a vocazione turistica mi sarei aspettato ed avrei auspicato il perfetto funzionamento dell’unico ufficio rimasto operativo ed anzi un suo miglioramento e potenziamento, circostanza questa ben lungi dall’essersi verificata”. Anzi, alle file chilometriche ed alle continue lamentale di turisti e non, che hanno caratterizzato l’intera estate ovindolese, a causa della lentezza dei pochi operatori, del malfunzionamento dei terminali e di tante altre circostanze ostative ad un corretto servizio, si è aggiunto un episodio letteralmente surreale ed increscioso nello scorso mese di dicembre.Una interruzione vera e propria del servizio di recapito della corrispondenza, che si è protratto ben oltre il periodo delle festività e la fine dell’anno.Tale disservizio ha fatto sì che molti cittadini titolari di utenze riconducibili alle società erogatrici su citate o, a qualsiasi titolo, debitori delle altre, si siano trovati loro malgrado “morosi”, ricevendo fatture e moduli per il pagamento ben oltre la data di scadenza prevista negli stessi. Evidenti e spiacevoli, in virtù di quanto esposto, i danni non solo materiali, ma altresì morali a cui è stata sottoposta per incuria altrui, la comunità Ovindolese, apparentemente colpevole di ritardi non intenzionali. Episodi inaccettabili che spingono il primo cittadino a stigmatizzare senza mezzi termini l’operato di Poste Italiane, nonché a dare rispettiva comunicazione all’Autorità Giudiziaria competente affinchè si proceda per ipotesi di reato eventualmente ravvisabili nei fatti esposti.

 

 

primadanoi.it/news/

Ovindoli in ginocchio per disservizi postali: il sindaco rammaricato scrive a Poste Italiane

A Dicembre sospeso il recapito della corrispondenza

 

OVINDOLI. Uffici postali chiusi, interruzione del servizio di recapito della corrispondenza.

Succede ad Ovindoli. Il sindaco scrive una lettera a Poste Italiane, al Ministero per lo Sviluppo Economico ad Enel s.p.a, Telecom Italia s.p.a, Equitalia Servizi s.p.a, So.g.et s.p.a, ConEnergia s.p.a manifestando sconcerto e pensa di ricorrere a vie legali.

Da un po’ di tempo il Comune abruzzese è alle prese con i disservizi postali, racconta il primo cittadino. Gli uffici postali nelle frazioni di S. Iona e S. Potito sono stati chiusi per necessità di cassa di Poste Italiane. «Anziani, disabili e lavoratori, quindi, sono costretti a veri e propri viaggi per raggiungere l’unico ufficio postale, ad Ovindoli. Senza contare, racconta il sindaco, i disagi per i turisti, le file chilometriche».

A Dicembre, poi, la ciliegina sulla torta: il servizio di recapito della corrispondenza viene interrotto per un periodo che va ben oltre il periodo delle festività e la fine dell’anno, con tutte le conseguenze connesse. Molti cittadini titolari di utenze riconducibili alle società erogatrici non hanno ricevuto la posta e si siano trovati morosi, ricevendo fatture e moduli per il pagamento tardivo.

«Nella veste di sindaco di un Comune a vocazione turistica», dice Angelosante, «mi sarei aspettato ed avrei auspicato il perfetto funzionamento dell’unico ufficio rimasto operativo ed anzi un suo miglioramento e potenziamento; circostanza questa ben lungi dall’essersi verificata».4

E’ per questo che il sindaco sta valutando di interpellare l’autorità giudiziaria competente «affinchè si proceda per ipotesi di reato eventualmente ravvisabili nei fatti esposti».

 

 

 

 

 

PIANA

Il calvario dell'ufficio postale di Marginone

 

lagazzettadilucca.it/ sabato, 21 gennaio 2012, 07:50

 

Matteo Tori ha redatto e diffuso un comunicato per conto di Liberaltopascio sulle disfunzioni dell’ufficio postale di Marginone. Eccolo:

 

Il 2012 è appena iniziato e per i tanti cittadini della frazione di Marginone di  Altopascio che frequentano l'ufficio postale, è cominciato un vero calvario. Con la fine dell’anno è andata in pensione una delle due impiegate e purtroppo l’unica rimasta, nonostante le sue indubbie capacità, disponibilità, esperienza, ma soprattutto gentilezza, non riesce a far fronte alla mole di lavoro che prima svolgevano due dipendenti. LiberAltopascio ha raccolto numerose testimonianze di disagio e alcune proteste dei cittadini che frequentano l’ufficio postale del Marginone. L’Associazione LiberAltopascio, nata dalla gente e per la gente, si fa carico di questo disservizio che interessa la frazione di Marginone e pur capendo i motivi aziendali, ritiene che si debba intervenire tempestivamente, per garantire, innanzi tutto, la sicurezza dell’unica impiegata che è rimasta a maneggiare i soldi, e per ridare qualità e celerità a un servizio che fino all’anno scorso era fruito da tanti utenti persino provenienti da paesi vicini e da provincie limitrofe. LiberAltopascio chiede, pertanto, alla direzione provinciale di Poste Italiane o chi ne ha competenza di rimediare a questo disservizio momentaneo e cerchi di ristabilire l’efficienza dell’ufficio con la sostituzione della persona mancante. LiberAltopascio resta in attesa di una risposta e qualora questa non dovesse arrivare o richiedesse tempi lunghi, presenterà un’interrogazione al Sindaco, nell’interesse dei cittadini altopascesi.

 

 

 

 

Disagi postali nel Salento: Bellanova scrive a Passera

ilpaesenuovo.it/ SABATO 21 GENNAIO 2012 08:03

                         

LECCE - In attesa che il tavolo regionale ricucisca la rottura tra Poste Italiane e postini salentini, l’onorevole Bellanova annuncia di voler inviare una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per chieder l’apertura di un tavolo di confronto con la dirigenza di Poste Italiane affinchè chiarisca la strategia del gruppo riguardo al personale e si forniscano garanzie certe sulla qualità dei servizi che devono essere assicurati ai cittadini.

 

La questione assume così un rilievo extraregionale. I disagi che si stanno accumulando procurano seri problemi ai cittadini salentini che non vedono ormai da tempo recapitare la posta nei termini consuetudinari con tanto di ripercussioni economiche. Lunedì scorso, la trattativa avviata si è conclusa con un nulla di fatto e la previsione di non intervento da parte di Poste, che ha addirittura dichiarato che sarebbero i postini a non voler andare in ferie. C’è in altre parole un’emergenza-personale che sta scaricando sulle unità in servizio un cumulo di lavoro non assorbibile senza difficoltà. “Alcuni portalettere - ci ha spiegato il segretario di Slc Cgil, Salvatore Labriola – avrebbero accumulato ferie per cento giorni”.

 

Qualcosa bisogna, dunque, fare. In queste ore, i cittadini, a seguito del pur minimo ripristino del servizio, si stanno vedendo recapitare tutta la posta fino a ieri in giacenza, perchè non consegnata. I postini stanno consegnando bollette scadute anche il 2 gennaio. “In questi giorni - scrive, dalla sua, Bellanova - ho ricevuto sollecitazioni riguardo ai gravissimi disagi legati al servizio recapito postale. Si tratta di lamentele provenienti non solo da parte di cittadini ed amministratori, ma dagli stessi operatori postali”, appunto, “ i primi a pagare le criticità create da una poco efficiente organizzazione del servizio da parte di Poste italiane. Nel corso del 2011 - aggiunge la parlamentare - ho depositato diverse interrogazioni parlamentari sulla situazione di diffuso disagio avvertito in tutto il Salento e in modo particolare in alcuni quartieri della città di Lecce, come il rione S. Sabino e il quartiere Leuca. Bollette scadute, e chi aspetta la chiamata per il lavoro”, dice la Bellanova, “rischia di perdere la sua opportunità”.

 

 

Francavilla F.na, 17/01/2012

 

Garantito il servizio postale nell'agro francavillese

 

Nei prossimi giorni è previsto un imporante intervento nell'agro di Francavilla F.na e più precisamente su alcune delle principali contrade al fine di assicurare a tutti i residenti la possibilità di ricevere regolarmente la posta.

Si provvederà infatti alla posa in opera di segnaletica verticale recante l'indicazione dei punti di raccolta ove verranno posizionate le cassette postali modulari.

Tale importante intervento interessera' contrada Carlo di Noi Inferiore, contrada Donna Laura, contrada Forleo Superiore nonchè la via vecchia per grottaglie con le sue contrade Raganello, Poggio Rizzo, Rosea e Piscarano.

L'amministrazione comunale - dichiarano il Sindaco della Corte e l'Ass. ai LL. PP. Andrisano - ha voluto in tal modo garantire ai residenti delle principali e più popolose contrade dell'agro francavillese il servizio postale.

In tal modo verranno soddisfatte le legittime esigenze e richieste dei residenti di tali contrade che da anni lamentavano di non poter usufruire del servizio postale e proprio a tal fine l'apposizione della segnaletica consentirà ai portalettere di poter individuare i punti ove verrano posizionate le cassette postali modulari.

Allo stesso tempo l'amministrazione comunale ha voluto comunque garantire un'adeguata sicurezza stradale sulle contrade interessate mediante la posa in opera di specchi parabolici e di segnaletica con indicazione di possibili situazioni di pericolo e dei limiti di velocità previsti.

 

COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FRANCAVILLA FONTANA

 

 

 

(21 gennaio 2012) - Corriere della Sera

UNA DIPENDENTE DELLE POSTE

Rubava dalle buste i soldi per le suore

 

Puntava le raccomandate dirette agli istituti religiosi di tutta Italia perché sapeva che, spesso, potevano contenere dei soldi. Le denunce arrivate alla polizia postale hanno fatto scattare immediatamente controlli e appostamenti che si sono conclusi ieri con l' arresto di una dipendente delle Poste, ora sospesa. I furti avevano per oggetto quasi sempre raccomandate con denaro contante e assegni. I poliziotti, coordinati da Andrea Rossi, si sono infiltrati fra i dipendenti del Centro meccanografico di Fiumicino, dove lavorano oltre mille impiegati e da dove viene distribuita gran parte della corrispondenza della Capitale, e alla fine hanno individuato la dipendente infedele che è stata subito bloccata: M.O., 42 anni, romana, incensurata, aveva rubato una busta, poi gettata nel water, e si era messa in tasca alcune banconote in precedenza segnate dai poliziotti. Messa con le spalle al muro, la donna ha ammesso tutto ed è stata condotta nel carcere di Civitavecchia.

 

 

 

16.01.2012

Caso C: Poste Italiane chiede 1.250.000 euro di danni

tele1.iobloggo.com/lunedì, 16 gennaio 2012

 

L'indagine arriva alla ribalta delle cronache il 9 giugno scorso quando i Carabinieri di Cervia e Milano Marittima arrestano l'allora direttrice dell'ufficio delle Poste della località di mare: C C, 54 anni finita in manette in base ad una prima accusa che la voleva responsabile di aver prelevato circa 500 mila euro dal conto di un albergatore di 75 anni di Lido di Savio. La direttrice avrebbe avuto accesso ai conti dell'anziano dirottando fondi sul suo conto personale ai danni dell'ignaro correntista.

Nel corso del primo interrogatorio la C si era avvalsa della facoltà di non rispondere, salvo confessare la verità a poco a poco: in tutto sarebbero stati 8 i conti visitati abitualmente dalla donna. La confessione le è valsa, in ogni caso, gli arresti domiciliari dopo 18 giorni di carcere.

Ora Poste Italiane ha presentato il “conto”: per cominciare 250.000 euro di danni d'immagine, poi un milione di euro di danno patrimonale che dovrebbe riflettere - ma le indagini sui conti correnti non sono ancora concluse - l'effettiva appropriazione pecuniaria da parte della ex direttrice.

Questa le cifre che le Poste hanno chiesto alla C la quale, volendo risarcire parzialmente i correntisti danneggiati, aveva tentato di mettere in vendita la propria abitazione. Una mossa che aveva concorso all'ottenimento dei domiciliari anche se, di fatto, la messa in vendita della casa è stata bloccata dalle forze dell'ordine.

Il processo si svolgerà a fine mese.