IL POSTALE n. 549
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dalla rete
IL POSTALE n. 549 del 5.2.2012 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it
Ogni uomo nasce gemello: colui che e' e colui che crede di essere.
M.
Kessel
27esimaora.corriere.it
L'organizzazione funziona sulla disponibilità del singolo. Ma se cambia il capo, anche se donna...
E se anche una grande azienda (pubblica) non rispetta
una mamma
di Angela Frenda
“E adesso, chi le porta Giada e Valentina a scuola?”. Francesca è una mia amica da anni. Mi fissa con lo sguardo perso, mentre ci dividiamo un toast nella pausa pranzo al bar. Lei che in questi anni ha sempre combattuto come una leonessa contro un ex marito violento e egoista. Lei che è riuscita coraggiosamente a separarsi, aspettando per anni che una giustizia elefantiaca e asettica le facesse ottenere un minimo mantenimento per le bambine. Lei che fino a quel momento è stata costretta a farsi bastare lo stipendio per tutto, tra spese legali e sostentamento, arrivando a stento a fine mese ma senza mai chiedere nulla a nessuno.
Lei… sembra essersi arresa. Più di tutto, evidentemente, ha potuto una circolare arrivata l’altra mattina, con la quale Poste italiane, l’azienda dove lavora Francesca, comunica che da lunedì i dipendenti degli uffici in Lombardia e nel resto d’Italia avranno lo stesso orario di ingresso: alle 7 e 55 dentro. Tutti.
E addio, così, orari diversificati.
Francesca, ad esempio, grazie a un direttore intelligente della sua filiale, aveva chiesto e ottenuto di arrivare un’ora dopo al mattino. E uscire, di conseguenza, un’ora dopo nel pomeriggio. Per lei, mamma separata e sola, significava poter accompagnare le bambine a scuola con la macchina, lasciare l’auto lì e con un tram raggiungere il suo ufficio in centro. Stessa storia al ritorno. Una piccola concessione che però consentiva un micropasso, in quell’ufficio postale, verso la conciliazione.
E invece sembra che anche questa cosa sia impensabile per Poste italiane. Francesca infatti ha subito contattato il direttore del personale: una donna. Le ha esposto il problema, spiegato la sua situazione: nessun parente in città, l’assenza dell’ex marito. La risposta? Laconica:
“Non contempliamo altri orari. Si adatti”.
Punto. Nessuna apertura, nessun confronto costruttivo. Solo un muro di ottusa burocrazia. E per Francesca il terrore di non riuscire più a farcela: ”Una baby sitter non me la posso permettere, lo capisci?”, mi dice. “Qualcuno mi spiega come faccio?”.
Già, qualcuno ci spiega come può fare una mamma, sola, ad affrontare modifiche di orario che non contemplano alcuna politica di conciliazione?
E’ questa l’azienda moderna di un’Italia moderna? E dove sono finite le politiche di parità? Possibile che dobbiamo tutte emigrare in Francia? Quando ascolto queste storie, che sono tante, quotidiane, comuni a tante, diffuse in molte aziende piccole e grandi, mi dico che spesso le chiacchiere riempiono giornali, internet, libri…
Ma che fuori il mondo continua a funzionare al contrario. E che per tutto questo noi donne italiane ci arrabbiamo ancora troppo, troppo poco.
Direttore antigelo, col trattore per pagare le
pensioni
ilgiornale.it/di Nino Materi - 03 febbraio 2012, 08:00
Una raccomandata, diceee? Un attimo, e sono subito da leiii.... Non tutti i dipendenti delle Poste sono simpaticamente odiosi come l'impiegata dei Soliti idioti. Esistono infatti funzionari postelegrafonici (burocraticamente detti, «ufficiali pagatori») che risultano solo simpatici, e per nulla odiosi. Anzi, agli occhi dei proprio «clienti» assurgono al rango di veri e propri benemeriti. Sì, insomma, un po' come quei santi patroni che esaudiscono le grazie richieste dai fedeli più anziani. E per un vecchietto cosa c'è di più importante della grazia di vedere pagata puntualmente la propria pensione? Nulla. Peccato che a volte il maltempo ci metta del suo per rovinare la festa. Come ad esempio l'altro giorno a Montebuono, paesino di mille anime in cima a un cucuzzolo reatino. Neve che Dio la manda e strade ghiacciate. Ufficio postale chiuso per impraticabilità di campo e «partita» per il pagamento delle pensioni rinviata a data da destinarsi, quindi? Macch´. A dirigere le Poste di Montebuono c'è infatti un direttorebuono che risponde al nome di Antonio Petrocchi che - oltre ad essere automunito - è pure trattoremunito; ragion per cui Antonio si è messo alla volante del suo bestione dalle ruote cingolate e, sbaragliando l'asfalto gelato, ha raggiunto come se niente fosse l'ufficio postale. L'ha aperto e ha pagato regolarmente le pensioni ai nonni e alle nonne del paese. Petrocchi - grazie alla sua impresa - è diventato così una specie di alter ego positivo del comandante Schettino: uno che non abbandona la «nave» (postale) neppure se tutto attorno soffia il vento e fischia la bufera. Di Antonio ormai si parla al bar e, alla sua salute, i brindisi si sprecano. Lui, dopo l'articolo che gli ha dedicato Il Messaggero, si schernisce: «Ho fatto solo il mio dovere...», ma - sotto sotto - si vede che i complimenti dei compaesani gli fanno un gran piacere. Ai giornalisti risponde orgoglioso: «Non potevo lasciare chiuso l'ufficio. Sono uscito di casa e a bordo del mio trattore ho percorso i 20 chilometri che mi separano dal posto di lavoro. Ad attendermi c'erano i mie anziani, in fila per la riscossione delle pensioni. Non potevo deluderli...». Lui, 49 anni, è l'amato direttore delle Poste di Montebuono, piccolo centro arroccato a 400 metri di altezza in provincia di Rieti. «Ieri alle 7, a Casperia, la frazione dove risiedo, nevicava alla grande - racconta Petrocchi -. O restavo a casa o mi sarei dovuto avventurare con l'auto, con il rischio di restare a metà strada. L'alternativa si è materializzata nel giro di pochi secondi. Aperto il garage, sono salito sul mio Lamborghini col quale, nel tempo libero, mi diletto nei campi (come Antonio Di Pietro nelle campagne di Montenero di Bisaccia ndr) e ho ingranato la marcia, direzione Montebuono». Risultato: 100% di pensioni pagate. Applausi e gran finale a colpi di palle di neve.
Venerdì 20 gennaio 2012 alle 12:45:14
REDAZIONE cittadellaspezia.com
Sarzana/Poste Italiane condannate a risarcire al
Comune 2mila per danni d'immagine
Sarzana - Le Poste Italiane sono state condannate a risarcire al Comune di Sarzana 2mila euro per danni arrecati all’immagine dell’ente dovuti ai ritardi nella consegna della posta inviata dal Comune ai cittadini. Lo ha stabilito ieri il Giudice di Pace del Tribunale di Sarzana che ha così chiuso un contenzioso che risale al 2009 in occasione delle elezioni europee.
In vista dell’appuntamento elettorale infatti il Comune di Sarzana aveva predisposto la stesura e la consegna alle 9300 famiglie del proprio territorio di una lettera/informativa relativa ad orari, seggi e servizi utili ai cittadini. Quindi aveva provveduto alla consegna del materiale a Poste Italiane entro il 28 maggio come da contratto. Dal canto proprio però le Poste hanno iniziato la consegna ai cittadini solo 9 giugno, esattamente due giorni dopo la consultazione elettorale a quel punto già avvenuta.
Alla richiesta di risarcimento avanzata del Comune Poste Italiane ha risposto con una lettera di scuse che il Comune, per mano del responsabile dell’ufficio legale dell’ente, avvocato Fabio Cozzani, ha ritenuto non adeguata al danno subito trascinando le poste in giudizio. Ieri come detto la sentenza che dà ragione al Comune a cui ora le Poste dovranno pagare 2mila euro.
ilfattoquotidiano.it/2012/02/02
Poste, in 200mila restano senza pensione
Il sistema informatico li aveva
“dimenticati”
Il segretario generale di settore della Cisl, Mario Petitto, denuncia: "Si tratta di cittadini che, come previsto dal decreto Monti, hanno accetato di farsi accreditare i pagamenti direttamente sui libretti online. Ma i conti erano vuoti perché il sistema telematico non aveva registrato i loro dati". Federconsumatori Lazio: "La digitalizzazione? Più disagi che vantaggi"
“Il sistema informatico delle Poste Italiane fa acqua da tutte le parti e oggi almeno 200.000 persone non sono riuscite a riscuotere la pensione”. A dirlo è Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, il sindacato maggiormente rappresentativo degli operatori dell’azienda pubblica, che spiega come le spettanze non siano state accreditate sui libretti postali. “Queste sono alcuni dei cittadini che, come previsto dal decreto Monti, hanno accettato di farsi accreditare la pensione, superiore ai 1000 euro al mese, direttamente sui libretti online. Quando, però, sono andati a verificare se i pagamenti erano avvenuti, non hanno trovato niente”. Una situazione imbarazzante. “Il sistema informatico non li aveva memorizzati nei suoi database dopo che loro si erano registrati correttamente – spiega ancora Petitto – Migliaia di uffici delle Poste, in tutto il Paese, sono stati presi d’assalto dagli utenti arrabbiati che hanno scaricato la tensione sui nostri operatori di sportello, incolpevoli parafulmine dell’azienda”.
“Da tempo – prosegue il sindacalista – le Poste Italiane stanno andando a rotoli. L’informatizzazione, che doveva essere la soluzione di tutti i mali, sulla quale si sono investiti milioni e milioni di euro, ha accentuato i disagi con rallentamenti, inceppi, blocchi totali del servizio. L’anno scorso si sono verificati dei veri e propri black-out del sistema telematico, a luglio, settembre, ottobre, e dal primo giugno, per una settimana, il servizio è rimasto praticamente paralizzato”. A confermare la denuncia di Petitto anche il vicepresidente di Federconsumatori Lazio Gianni Di Natale: “I nostri associati in passato hanno lamentato forti disagi dovuti ai disservizi del sistema informatico delle Poste. A oggi la tecnologia non sta dando i vantaggi sperati e paradossalmente funzionano meglio le consegne dei pacchi e delle lettere che i servizi online offerti dall’azienda”.
Le Poste minimizzano: l’ufficio stampa comunica che “è stato un semplice problema di trasferimento dati. Per quelli rimasti senza pensione, 2 milioni e mezzo di cittadini hanno ricevuto tutto correttamente. E nei prossimi giorni saranno messi a regime anche coloro che hanno subito i disagi”. Una risposta standard che non fa che confermare le tesi di Mario Petitto: “Nessuno si prende le sue responsabilità – commenta il sindacalista – è sempre un ‘problema da niente’, ‘una cosa che sarà risolta in giornata’, ma intanto si lasciano senza pensione centinaia di migliaia di persone e si moltiplicano le tensioni tra utenti e operatori di sportelli”.
Cronaca | di Luca Pianesi | 2 febbraio 2012
Poste, in 200mila restano senza pensione
Il sistema informatico li aveva “dimenticati”
Il segretario generale di settore della Cisl, Mario Petitto, denuncia: "Si tratta di cittadini che, come previsto dal decreto Monti, hanno accetato di farsi accreditare i pagamenti direttamente sui libretti online. Ma i conti erano vuoti perché il sistema telematico non aveva registrato i loro dati". Federconsumatori Lazio: "La digitalizzazione? Più disagi che vantaggi"
“Il sistema informatico delle Poste Italiane fa acqua da tutte le parti e oggi almeno 200.000 persone non sono riuscite a riscuotere la pensione”. A dirlo è Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, il sindacato maggiormente rappresentativo degli operatori dell’azienda pubblica, che spiega come le spettanze non siano state accreditate sui libretti postali. “Queste sono alcuni dei cittadini che, come previsto dal decreto Monti, hanno accettato di farsi accreditare la pensione, superiore ai 1000 euro al mese, direttamente sui libretti online. Quando, però, sono andati a verificare se i pagamenti erano avvenuti, non hanno trovato niente”. Una situazione imbarazzante. “Il sistema informatico non li aveva memorizzati nei suoi database dopo che loro si erano registrati correttamente – spiega ancora Petitto – Migliaia di uffici delle Poste, in tutto il Paese, sono stati presi d’assalto dagli utenti arrabbiati che hanno scaricato la tensione sui nostri operatori di sportello, incolpevoli parafulmine dell’azienda”.
“Da tempo – prosegue il sindacalista – le Poste Italiane stanno andando a rotoli. L’informatizzazione, che doveva essere la soluzione di tutti i mali, sulla quale si sono investiti milioni e milioni di euro, ha accentuato i disagi con rallentamenti, inceppi, blocchi totali del servizio. L’anno scorso si sono verificati dei veri e propri black-out del sistema telematico, a luglio, settembre, ottobre, e dal primo giugno, per una settimana, il servizio è rimasto praticamente paralizzato”. A confermare la denuncia di Petitto anche il vicepresidente di Federconsumatori Lazio Gianni Di Natale: “I nostri associati in passato hanno lamentato forti disagi dovuti ai disservizi del sistema informatico delle Poste. A oggi la tecnologia non sta dando i vantaggi sperati e paradossalmente funzionano meglio le consegne dei pacchi e delle lettere che i servizi online offerti dall’azienda”.
Le Poste minimizzano: l’ufficio stampa comunica che “è stato un semplice problema di trasferimento dati. Per quelli rimasti senza pensione, 2 milioni e mezzo di cittadini hanno ricevuto tutto correttamente. E nei prossimi giorni saranno messi a regime anche coloro che hanno subito i disagi”. Una risposta standard che non fa che confermare le tesi di Mario Petitto: “Nessuno si prende le sue responsabilità – commenta il sindacalista – è sempre un ‘problema da niente’, ‘una cosa che sarà risolta in giornata’, ma intanto si lasciano senza pensione centinaia di migliaia di persone e si moltiplicano le tensioni tra utenti e operatori di sportelli”.
Poste/ Risolto problema informatico pensioni, tornata
regolarità
"Ritardi in accredito su alcuni
libretti per anomalia ricezione"
Roma, 1 feb. (TMNews) - Risolto "l'inconveniente" informatico di Poste Italiane che ha rallentato l'accredito delle pensioni, e ora la riscossione è regolare. Lo comunica la società, spiegando che "un'anomalia nella ricezione dei dati dispositivi delle pensioni, registrata in alcuni uffici postali, ha momentaneamente ritardato l'attribuzione dell'accredito delle somme su alcuni libretti postali".
Il problema è stato risolto e "le spettanze accreditate sono nella piena disponibilità dei pensionati che, fin da oggi, hanno potuto regolarmente effettuare il prelievo delle pensioni allo sportello".
Gli Usa consigliano ai russi il modello Poste Italiane
ilgiornale.it/economia/di Redazione - 31 gennaio 2012, 08:00
Incredibile ma vero: una società di consulenza statunitense ha consigliato alle poste russe, le più grandi del mondo ma con redditività bassa di prendere a modello Poste Italiane. Secondo Boston Consulting Poste Italiane avrebbe mostrato un notevole aumento di profitto in ogni ufficio postale grazie all'incremento dei servizi postali e finanziari offerti. Il piano suggerisce alle poste russe di investire 220 miliardi di rubli (5,5 miliardi di euro) di cui 25-40 tramite prestiti statali oppure vendendo una quota a investitori privati. Il bilancio di Poste Italiane è positivo: l'anno scorso si è chiuso con quasi un miliardo di utile e anche quest'anno i dati sono positivi. Certo però che sulla velocità di distribuzione della posta sarebbe meglio che i russi si ispirassero alle Poste Svizzere o a quelle Usa.
Finanza e Mercati > In primo piano
A Piaggio la gara delle Poste
ilsole24ore.com Giovanni Vegezzi 04 febbraio 2012
MILANO
La crescita nel futuro avverrà in Asia, ma intanto Piaggio non dimentica di presidiare il mercato domestico. Il gruppo ha annunciato ieri di aver vinto una commessa da 30 milioni di euro per la fornitura di oltre 17 mila scooter a Poste Italiane. I postini, insomma, continueranno a viaggiare sulle due ruote della casa di Pontedera, con mezzi appositamente preparati per il trasporto di pacchi e lettere. «Siamo particolarmente soddisfatti per questo successo della nostra divisione corporate business - ha spiegato in una nota Stefano Sterpone, direttore commerciale del gruppo per i mercati europei e americani - Per Piaggio questa fornitura a Poste Italiane rappresenta una conferma della competitività e completezza degli scooter Liberty che il gruppo ha sviluppato per il servizio di recapito postale grazie all'esperienza sinora maturata con le stesse Poste Italiane e con le poste di numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei, per un totale di oltre 45.000 scooter Liberty venduti dal 2004 al 2011».
Piaggio, vincendo questa gara indetta a livello europeo, conferma il proprio presidio sul mercato italiano e continentale. I dati diffusi a gennaio da Confindustria Ancma dicono che a livello domestico il gruppo sfiora il 30% del mercato delle due ruote, con una presenza più elevata, come si può immaginare, nel segmento degli scooter (36% di market share) rispetto alle moto (6,2%). In Europa gli ultimi dati disponibili vedono la quota della casa di Pontendera salire poco sopra al 20% del mercato complessivo, in crescita di mezzo punto percentuale.
Ieri a Piazza Affari il mercato ha reagito bene alla notizia facendo salire il titolo del 2,91% a 2,12 euro. Piaggio, aiutata anche dal proseguimento del piano di buyback (che ha portato l'azienda al 13 gennaio scorso a detenere quasi un 2% di azioni proprie), ha avuto una performance positiva nell'ultimo mese (+13%) e dimostra una sostanziale tenuta anche nel corso dell'anno appena trascorso (con un calo dell'8% in dodici mesi piuttosto difficili per Piazza Affari). Del resto, secondo gli analisti di Deutsche Bank che danno giudizio buy sul titolo e un target price di 2,8 euro, il gruppo ha compensato la debolezza di mercati maturi, come quelli europei, con un consistente investimento in Asia. Il piano industriale di Pontedera, infatti, prevede di raggiungere nel 2014 un fatturato da 2 miliardi di euro, di cui la metà sarà realizzata interamente sui mercati orientali, grazie anche all'incremento della capacità produttiva nell'area.
Poste: Piaggio si aggiudica gara. Fornira' 17.783
motoveicoli
ASCAASCA – ven 3 feb 2012
(ASCA) - Roma, 3 feb - Piaggio & C (Francoforte: A0H0Y6 - notizie) . S.p.A. e' risultata aggiudicataria della gara indetta a livello comunitario da Poste Italiane S.p.A. mediante asta elettronica al fine di istituire un accordo quadro per la fornitura di 17.783 motoveicoli da adibire al recapito postale. I veicoli oggetto del contratto di fornitura - si legge in una npta -, in corso di finalizzazione secondo gli adempimenti previsti da Poste Italiane, sono gli scooter Piaggio Liberty 125cc, veicoli a ruota alta con motore 4 tempi Euro3 a iniezione elettronica. Lo scooter Liberty (Berlino: RS3.BE - notizie) e' prodotto dal Gruppo Piaggio nella versione Delivery specificamente sviluppata per il recapito postale, e caratterizzata da attrezzature e accessori progettati per un agevole e pratico utilizzo in tale servizio. Il valore complessivo della fornitura, che include parti di ricambio e il ritiro dei veicoli precedentemente utilizzati da Poste Italiane, e' pari a circa 30 milioni di euro + Iva. Stefano Sterpone, Direttore Commerciale EMEA e Americas del Gruppo Piaggio, ha affermato: ''Siamo particolarmente soddisfatti per questo importantissimo successo della nostra divisione Corporate Business. Grazie al risultato di questa gara, anche in futuro Poste Italiane utilizzera' nei nostri centri urbani uno scooter italiano moderno, confortevole ed ecologico. Per Piaggio questa fornitura a Poste Italiane rappresenta una conferma della competitivita' e completezza degli scooter Liberty che il Gruppo ha sviluppato per il servizio di recapito postale. Dalla nascita, Piaggio Liberty nel modello Delivery e' stato puntualmente aggiornato dal punto di vista tecnico e funzionale - diventando la scelta piu' affidabile ed efficiente per questo tipo di utilizzo - grazie all'esperienza sinora maturata con le stesse Poste Italiane e con le Poste di numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei, per un totale di oltre 45.000 scooter Liberty venduti dal 2004 al 2011''.
Piaggio, 17.800 scooter Liberty Delivery a Poste
Italiane
megamodo.com15:51 || 3 febbraio, 2012 in Motori, Piaggio
Piaggio & C. S.p.A. è risultata aggiudicataria della gara indetta a livello comunitario da Poste Italiane S.p.A. mediante asta elettronica al fine di istituire un accordo quadro per la fornitura di 17.783 motoveicoli da adibire al recapito postale. I veicoli oggetto del contratto di fornitura, in corso di finalizzazione secondo gli adempimenti previsti da Poste Italiane, sono gli scooter Piaggio Liberty 125cc, veicoli a ruota alta con motore 4 tempi Euro3 a iniezione elettronica. Lo scooter Liberty è prodotto dal Gruppo Piaggio nella versione Delivery specificamente sviluppata per il recapito postale, e caratterizzata da attrezzature e accessori progettati per un agevole e pratico utilizzo in tale servizio. Il valore complessivo della fornitura, che include parti di ricambio e il ritiro dei veicoli precedentemente utilizzati da Poste Italiane, è pari a circa 30 milioni di euro + Iva.
Stefano Sterpone, Direttore Commerciale EMEA e Americas del Gruppo Piaggio, ha affermato: “Siamo particolarmente soddisfatti per questo importantissimo successo della nostra divisione Corporate Business. Grazie al risultato di questa gara, anche in futuro Poste Italiane utilizzerà nei nostri centri urbani uno scooter italiano moderno, confortevole ed ecologico. Per Piaggio questa fornitura a Poste Italiane rappresenta una conferma della competitività e completezza degli scooter Liberty che il Gruppo ha sviluppato per il servizio di recapito postale.
Dalla nascita, Piaggio Liberty nel modello Delivery è stato puntualmente aggiornato dal punto di vista tecnico e funzionale – diventando la scelta più affidabile ed efficiente per questo tipo di utilizzo – grazie all’esperienza sinora maturata con le stesse Poste Italiane e con le Poste di numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei, per un totale di oltre 45.000 scooter Liberty venduti dal 2004 al 2011”.
Piaggio: vinta gara Poste Italiane. Titolo sale del 3%
in Borsa
Finanza.comFinanza.com – ven 3 feb 2012 11:20 CET
Piaggio (Milano: PIA.MI - notizie) si aggiudica una gara indetta da Poste Italiane. L'azienda guidata da Roberto Colaninno fornirà al servizio di recapito postale 17.783 scooter Piaggio Liberty 125 per un importo complessivo pari a circa 30 milioni di euro. Positiva la reazione Piaggio in Borsa: il titolo sale del 3% a 2,122 euro (apertura a 2,064 euro).
abruzzo24ore.tv/
Per Piaggio appalto da 30milioni con le Poste
Piaggio & C. S.p.A. e’ risultata aggiudicataria della gara indetta a livello comunitario da Poste Italiane S.p.A. mediante asta elettronica al fine di istituire un accordo quadro per la fornitura di 17.783 motoveicoli da adibire al recapito postale.
I veicoli oggetto del contratto di fornitura – si legge in una npta -, in corso di finalizzazione secondo gli adempimenti previsti da Poste Italiane, sono gli scooter Piaggio Liberty 125cc, veicoli a ruota alta con motore 4 tempi Euro3 a iniezione elettronica. Lo scooter Liberty e’ prodotto dal Gruppo Piaggio nella versione Delivery specificamente sviluppata per il recapito postale, e caratterizzata da attrezzature e accessori progettati per un agevole e pratico utilizzo in tale servizio. Il valore complessivo della fornitura, che include parti di ricambio e il ritiro dei veicoli precedentemente utilizzati da Poste Italiane, e’ pari a circa 30 milioni di euro + Iva.
Stefano Sterpone, Direttore Commerciale EMEA e Americas del Gruppo Piaggio, ha affermato: ”Siamo particolarmente soddisfatti per questo importantissimo successo della nostra divisione Corporate Business. Grazie al risultato di questa gara, anche in futuro Poste Italiane utilizzera’ nei nostri centri urbani uno scooter italiano moderno, confortevole ed ecologico. Per Piaggio questa fornitura a Poste Italiane rappresenta una conferma della competitivita’ e completezza degli scooter Liberty che il Gruppo ha sviluppato per il servizio di recapito postale. Dalla nascita, Piaggio Liberty nel modello Delivery e’ stato puntualmente aggiornato dal punto di vista tecnico e funzionale – diventando la scelta piu’ affidabile ed efficiente per questo tipo di utilizzo – grazie all’esperienza sinora maturata con le stesse Poste Italiane e con le Poste di numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei, per un totale di oltre 45.000 scooter Liberty venduti dal 2004 al 2011”.
venerdì 03 febbraio 2012, 23:30
corrierecomunicazioni.it 03 Febbraio 2012
HOME » TLC » Telefonia mobile, la Turchia nel mirino di Poste Italiane
Telefonia mobile, la Turchia nel mirino di Poste
Italiane
STRATEGIE
La società guidata da Sarmi sta trattando per offrire la sua consulenza per il lancio di un nuovo carrier nel Paese. Sul tavolo anche un accordo con le poste croate sulla comunicazione digitale
di F.Me.
C’è la Turchia nel mirino di Poste Italiane. Secondo Milano Finanza l’azienda guidata da Massimo Sarmi “sta trattando in questi giorni per offrire consulenza per il lancio nel Paese di un nuovo operatore di telefonia mobile”. L'obiettivo è replicare il successo che in Italia ha avuto Poste Mobile, che in poco tempo ha raggiunto quasi 3 milioni di clienti. E anche in Turchia le potenzialità della rete postale (Ptt) sembrano enormi visto che il giro d'affari stimato per il business della telefonia è di circa 12 miliardi di euro. Insomma, se l'alleanza andasse a buon fine, la Turchia diventerebbe un Paese chiave per lo sviluppo all'estero delle Poste, come lo sono già oggi la Russia e l'Egitto.
Contestualmente la società continua a firmare nuove alleanze in tutti i Paesi del mondo. In questi giorni - scrive MF– sta per essere siglato in accordo con le Poste croate per la comunicazione digitale e la formazione manageriale.
03 Febbraio 2012
MF Dow Jones - News Italia
Poste: Massimo Sarmi cerca alleanze in Turchia (MF)
MILANO (MF-DJ)--Le Poste Italiane sono pronte a replicare all'estero - e in special modo in Turchia - il proprio modello di business, esportando sistemi tecnologici, firmando partnership internazionali (come quella siglata di recente con Ups), offrendo consulenze per ammodernare le reti di distribuzione e per arricchire l'offerta tradizionale con nuovi servizi finanziari, come polizze o conti correnti.
Grazie anche agli ottime relazioni dell'a.d. Massimo Sarmi, scrive MF, l'azienda continua infatti a firmare nuove alleanze in tutti i Paesi del mondo. Il dossier piu' interessante e' quello che riguarda la Turchia, con cui Poste Italiane sta trattando proprio in questi giorni per offrire consulenza per il lancio nel Paese di un nuovo operatore di telefonia mobile.
L'obiettivo e' replicare il successo che in Italia ha avuto Poste Mobile, che in poco tempo ha raggiunto quasi 3 milioni di clienti. E anche in Turchia le potenzialita' della rete postale (Ptt) sembrano enormi visto che il giro d'affari stimato per il business della telefonia e' di circa 12 miliardi di euro. Insomma, se l'alleanza andasse a buon fine, la Turchia diventerebbe un Paese chiave per lo sviluppo all'estero delle Poste, come lo sono gia' oggi la Russia e l'Egitto. red/ofb
(END) Dow Jones Newswires February 03, 2012 02:34 ET (07:34 GMT)
MF del 1/2/2012 |
Il presidente bassanini è pronto a contribuire a ridurre l'esposizione dell'italia
Cdp è la scure per il tagliadebito
Ma la Cassa dovrà rimanere fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e il suo ruolo non dovrà essere snaturato. Intanto sono più di 150 le imprese che hanno già bussato al Fondo Strategico Italiano
di Anna Messia
La Cassa depositi e prestiti è pronta a scendere in campo per ridurre il debito pubblico monstre dell'Italia che ha raggiunto ormai i 1.900 miliardi di euro. «Siamo pronti a contribuire alla riduzione del debito pubblico se ci sarà affidato il compito dal governo, dal parlamento e dai nostri azionisti», ha dichiarato ieri il presidente di Cdp, Franco Bassanini, durante un'audizione in commissione Attività produttive alla Camera.
Tagliare questa montagna di debito pubblico appare ogni giorno più urgente per dare ai mercati il segnale decisivo che l'Italia è fuori pericolo e dimostrare che è pronta a ripartire mettendo in sicurezza l'intera zona euro, come è stato ampiamente illustrato durante il Tagliadebito day di Class Editori. E la Cassa depositi e prestiti, controllata per il 70% dal ministero dell'Economia e per il 30% dalle fondazioni potrà giocare un ruolo decisivo in questa direzione, considerando che la Spa è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e quindi il passaggio sotto il suo controllo di aziende oggi detenute direttamente dallo stato rappresenterebbe una privatizzazione a basso rischio.
Già nelle scorse settimane la Cassa è stata a più riprese tirata in ballo come strumento per valorizzare aziende controllate oggi dal ministero dell'Economia, come Sace (che secondo un recente report di Mediobanca potrebbe valere 6,6 miliardi), oppure Fintecna (2,6 miliardi) o ancora Poste Italiane (4,4 miliardi) e infine come veicolo da utilizzare per la separazione di Snam da Eni. Cantieri tutti aperti, per ora, come restano anche da definire le modalità che potranno essere utilizzate per valorizzare gli asset, tramite un fondo appositamente creato per rilevare le società, oppure prevedendo un intervento diretto della Cassa. Non solo, la Cdp era stata anche tirata per la giacca per un altro importantissimo obiettivo che il governo di Mario Monti ha indicato tra le sue priorità: ridurre l'enorme mole di debiti, stimati in circa 70 miliardi, che le pubbliche amministrazioni hanno accumulato nei confronti delle imprese private a causa dei ritardi nei pagamenti. Ma in questo caso l'intervento strutturale della Cassa (che per conto suo ha già creato per le imprese un fondo rotativo da 2 miliardi per far fronte ai ritardi dei pagamenti della Pa) appare più complicato, perché potrebbe far emergere nuovo debito pubblico. E non c'è solo questo. Qualunque intervento che sarà richiesto alla Cassa per ridurre il debito pubblico dovrà rispettare tre condizioni, ha sottolineato il presidente della spa: «Non dovrà pregiudicare la nostra funzione di sostegno alla crescita e alle infrastrutture del paese, non dovrà mettere a rischio il risparmio postale», ha dichiarato Bassanini e poi «non dovrà mettere in discussione la posizione di Cdp fuori dal perimetro della Pubblica amministrazione».
Insomma, le richieste dovranno essere attentamente calibrate anche perché tra gli azionisti della cassa ci sono le Fondazioni che finora sono state abituate a ottimi rendimenti dalla Cdp che negli ultimi sette anni ha avuto performance medie annue del 13%. Intanto la Cassa sta per partire con un altro strumento lanciato per sostenere le imprese: il Fondo Strategico italiano che «sta finendo lo start up e comincerà la fase di investimento nei prossimi mesi puntando su società con prospettive di crescita», ha detto ieri l'ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, sempre durante l'audizione. La disponibilità nel Fondo è stata recentemente aumentata fino a 4 miliardi, destinata a salire fino a 7 miliardi con l'ingresso di banche e assicurazioni, e il target di riferimento sono aziende con oltre 250 milioni di fatturato. Un bacino potenziale di almeno 700 aziende e si sa già che sul tavolo c'è il dossier Avio, ma non è il solo. «Sono venute a trovarci più di 150 imprese», ha aggiunto Gorno Tempini, «e le stiamo analizzando».
VACCARINEWS - Gen 31 2012 14:24
Notizie dall'Italia
Alla Cdp si tirano le somme del 2011
Dalla raccolta postale altri 7 miliardi
di euro; dodici mesi prima erano 14
Cdp, ora società per azioni, data 1850
La raccolta postale netta di competenza è risultata positiva per circa 7 miliardi di euro, “pur in rallentamento rispetto all'esercizio 2010” (quando si era attestata a +14 miliardi di euro). Nel corso del 2011, ha utilizzato inoltre forme di raccolta non garantita per più di 2 miliardi.
Così la Cassa depositi e prestiti valuta il 2011, anche se i dati finali non sono ancora stati esaminati completamente. In ogni caso, il quadro “dovrebbe chiudersi con un risultato netto in aumento” rispetto all'1,7 miliardi del 2010, tenendo conto del nuovo assetto convenzionale che regola la raccolta e della plusvalenza di circa 1 miliardo ottenuta nel 2010 dall'operazione di permuta azionaria effettuata con il ministero dell'Economia e delle finanze.
Nei dodici mesi appena conclusi Cdp ha mobilitato risorse per 16,5 miliardi, in crescita del 41% rispetto all'esercizio precedente: si tratta del massimo livello raggiunto da quando l'antica istituzione nata a Torino nel 1850 venne trasformata -era la fine del 2003- in società per azioni. Tra i settori che ne hanno beneficiato, in prima linea figurano le reti di trasporto e i servizi pubblici locali, seguiti da piccola e media impresa e finanziamento delle esportazioni, edilizia pubblica e agevolata, energia e telecomunicazioni.
Circa 40mila aziende della Pmi hanno usufruito degli 8 miliardi messi a disposizione a fine 2009. Nell'ultima parte del 2011, la Cassa ha rinnovato il suo impegno in favore del supporto finanziario al settore, dotando lo strumento di ulteriori 10 miliardi, di cui 2 per contribuire a far fronte ai ritardi nei pagamenti dei crediti vantati dalle aziende verso le Pubbliche amministrazioni. Raggiungendo un totale complessivo di 18 miliardi.
Per quanto riguarda le realtà di dimensione maggiore, nell'estate del 2011 è stato costituito il Fondo strategico italiano (Fsi) con una dotazione iniziale di capitale pari a 1 miliardo. Il Fondo, che è controllato da Cdp, intende acquisire partecipazioni in aziende strategiche per il Paese, così da sostenerne la crescita, l'efficienza operativa e la competitività internazionale. In novembre è stato deliberato l'impegno a sottoscrivere aumenti di capitale fino a 4 miliardi.
L'attività di finanziamento degli Enti pubblici lo scorso anno ha superato i 9 miliardi (+59%), anche grazie ad operazioni non ricorrenti. È stata introdotta, infine, la “domanda on-line”, un supporto che permette agli stessi di effettuare l'intero iter per richiedere un mutuo via web; dalla sua attivazione, oltre il 50% delle richieste di finanziamento ha utilizzato il nuovo strumento.
La società -ha scritto ieri Alessandra Puato su “Corriere economia”, “potrebbe avere un ruolo centrale nel piano di riduzione del debito pubblico allo studio del Governo Monti”; al tempo stesso “sta diventando il perno e l'elemento pervasivo di gran parte dell'economia italiana”.
vaccarinews.it Feb 04 2012 07:29
Vaticano - Grossi quantitativi - Ecco postafacile e
postaamica
Trattamenti agevolati per chi spedisce dal Vaticano almeno cento o trecento oggetti identici. E senza bisogno di affrancarli
I supporti sono firmati Poste vaticane
Prosegue l'ammodernamento delle Poste vaticane, che di recente hanno introdotto due ulteriori servizi.
Il primo si chiama postafacile, “la piccola posta -dice la pubblicità- ai costi dei grandi”. Dall'1 aprile scorso si rivolge ai mittenti che spediscono quantità rilevanti di oggetti, ma senza raggiungere quote eccezionali. Questi interlocutori, attraverso il supporto, possono consegnare allo sportello postale lettere, comunicazioni e messaggi periodici, pacchetti, cataloghi e brochure, comunicazioni di carattere generale a costi scontati, senza dover affrancare gli invii. L'importante è che si portino ogni volta almeno cento pezzi, uguali per peso (comunque fino a due chili), formato e contenuto, nonché suddivisi per Paese di destinazione. Sul singolo oggetto, inoltre, deve essere indicato il mittente, naturalmente sempre lo stesso. Giusto per avere un raffronto, le spedizioni dirette in Italia e pesanti fino a venti grammi pagano 48 centesimi.
L'altra prestazione è postaamica, operativa dal 12 novembre. In questo caso, ci si rivolge a chi spedisce grandi masse di comunicazioni e messaggi periodici, pacchetti postali, cataloghi e brochure e comunicazioni di carattere generale, anche in questo caso senza affrancare il singolo oggetto e con trattamenti migliori rispetto al tariffario. Le condizioni tecniche sono le medesime di postafacile, soltanto che il quantitativo deve raggiungere almeno un minimo di trecento unità. Il costo di partenza, sempre per il primo porto destinato in Italia, scende a 42 centesimi.
VACCARINEWS - Feb 01 2012 12:34
Dall'estero
Ue - Concorrenza tra promossi e bocciati
La Commissione Europea approva quanto fatto da La
poste (francese) ed Elta, bacchetta, almeno in parte, Bpost e Deutsche post
Sì agli aiuti di Stato garantiti da Francia e Grecia, no ad alcuni di quelli concessi in Belgio e Germania. Così la Commissione Europea giudica i sostegni pubblici conferiti al sistema postale. Obbligando i due bocciati a ritornare sui propri passi, in quanto parte degli assegni risultano incompatibili con le norme sulla concorrenza.
“Queste decisioni -ha commentato il commissario alla partita Joaquín Almunia- migliorano i profili della politica seguita dalla Commissione… Il nostro obiettivo è prevenire le distorsioni alla concorrenza suscettibili di impedire a cittadini ed imprese di ricavare profitto dall'apertura totale del mercato, che sarà presto una realtà nell'insieme dei Paesi membri”.
Al capitolo riguardante La poste, l'Ue ha dato il via libera a Parigi, che per il periodo 2008-2012 aveva riconosciuto al proprio operatore storico una somma pari a 1,9 miliardi di euro, così da finanziare parzialmente la distribuzione dei giornali e la presenza nelle regioni disagiate.
Con l'ellenica Elta il contributo elargito da Atene ammonta a 52 milioni, volto a modernizzare la struttura da qui al 2021 ma anche ad estendere il catalogo delle prestazioni, specie nelle aree periferiche.
Quanto alla belga Bpost (già La poste) la Commissione ha autorizzato la presa in carico di 3,8 miliardi per i pensionamenti. Contestando, però, gli altri 417 milioni, riguardanti compensazioni annuali versate fra il 1992 e il 2010 alla voce missione di servizio pubblico.
Deutsche post, infine, dovrà restituire al Governo tedesco una cifra compresa tra i 500 ed i 1.000 milioni, risultata dalla combinazione fra prezzi regolamentati elevati e sovvenzioni per chi si è ritirato dal mondo del lavoro. Cifra che avrebbe favorito l'azienda rispetto ai concorrenti. Ok, invece, per i 5,6 miliardi accordati tra il 1990 e il 1995 così da coprire i costi del servizio universale.
Nel 2009 l'Europa comunitaria ha generato per il comparto postale un volume di affari pari a 72 miliardi, equivalente allo 0,62% del prodotto interno lordo. Un milione e mezzo le persone impegnate. Secondo Bruxelles, dalla fine del 2010 il mercato è completamente liberalizzato in sedici Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Eire, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna e Svezia); gli altri undici (Cipro, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria) dovrebbero arrivarci entro l'anno.
UbiEst partner tecnologico di TNT Post Italia per la
gestione delle anagrafiche
comunicati-stampa.com/31 January 2012
By differens
la piattaforma di normalizzazione anagrafiche uSuite a supporto dei processi di data quality del primo operatore postale privato in Italia
Treviso, 31 gennaio 2012 – UbiEst SpA, azienda leader nei servizi di cartografia online e localizzazione, annuncia un accordo con TNT Post Italia, primo operatore privato del mercato postale italiano per la fornitura della piattaforma uSuite ai fini della gestione dei processi di normalizzazione degli indirizzi di postalizzazione.
Per la gestione dell crescente volume di dati anagrafici di spedizione trattato quotidianamente, TNT Post Italia ha scelto di affrontare un’accurata selezione del partner tecnologico per i processi online di data cleaning&quality e ha individuato nel prodotto EGON della piattaforma uSuite la soluzione più valida per normalizzare e geocodificare online grandissimi numeri di anagrafiche in breve tempo.
Alberto Falcione, Direttore Commerciale di UbiEst SpA ha commentato: “La soluzione uSuite è un sistema integrato che dialoga con l’infrastruttura IT del cliente a 360 gradi: il sistema consente a TNT Post Italia di erogare alla propria clientela Business un servizio unico in Italia che comprende uno standard elevatissimo di qualità dei dati”.
La piattaforma uSuite di UbiEst è un pacchetto di soluzioni che permettono di potenziare ed ottimizzare i processi nelle funzioni di Pianificazione Strategica, Marketing, Vendita, CRM, Logistica e Comunicazione: soluzioni completamente web-based in grado di rispondere in modo integrato a tutte le esigenze di trattamento e diffusione dell’informazione georiferita (strutturata e non) in azienda.I servizi della piattaforma uSuite comprendono soluzioni per le esigenze di gestione e normalizzazione di indirizzi di anagrafiche italiane ed estere, moduli di web e mobile mapping e applicazioni di geomarketing per analisi di bacino e statistiche.
ABOUT UBIEST SPA
UbiEst S.p.A. fornisce soluzioni di Location Intelligence: mappe online, strumenti di navigazione, servizi basati sulla localizzazione e geomarketing, accessibili attraverso Internet e connessioni mobili per mercati Business e Consumer.
UbiEst è presente sul mercato consumer con con UbiNav, il navigatore off-board per BlackBerry, e UbiSafe, il localizzatore gps portatile che consente di localizzare veicoli e persone in tempo reale.
L’offerta enterprise comprende servizi di localizzazione flotte, map4app per l’integrazione di mappe e trumenti di ricerca attraverso API e uSuite, la piattaforma di geocodifica e geomarketing uSuite.
VareseNews / Varese Laghi / Indpap: “La pensione sarà in due tranche” - 31/01/2012
Indpap: “La pensione sarà in due tranche”
La comunicazione da parte dell’ente per la gestione delle pensioni sopra i mille euro
L’Indap di Varese comunica a tutti i suoi Pensionati che non ricevono la pensione con accredito sul proprio conto corrente e che si recano in Posta a riscuotere la pensione, che la rata di marzo, per importi pari o superiori ad € 1000, sarà corrisposta in due tranches: la prima potrà essere riscossa dal 01 al 06 marzo , la seconda giorno 16 marzo, presso l’Ufficio Postale dove riscuotono normalmente. Si evidenzia, inoltre, che in occasione del pagamento della rata di febbraio, Poste Spa, comunicherà ai pensionati interessati, l’anticipo di pagamento secondo le modalità sopra descritte.
31/01/2012
- redazione@varesenews.it
VACCARINEWS - Feb 03 2012 23:48 - Notizie dall'Italia
Il decreto? Per l'Uspi non basta
Ancora irrisolto il problema degli invii
scontati in favore delle associazioni senza fini di lucro
La norma non ha risolto il problema…
“Tariffe postali onlus, la norma c'è ma è inutile”. È questo il parere dell'Unione stampa periodica italiana davanti a quanto prevede il decreto-legge del 29 dicembre “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”.
“Dopo tante insistenze dell'Uspi (ma anche di Poste italiane e di molte associazioni di volontariato), il Governo ha finalmente mantenuto gli impegni”, spiegano dall'Unione. “Ha inserito una norma che riguarda l'annoso problema delle tariffe postali per gli editori no-profit che subiscono, da quasi due anni ormai, l'applicazione della tariffa postale «piena», venendo così penalizzati anche nei confronti dell'editoria commerciale”.
La disposizione, però, non risolve il problema. “Non solo prevede una generica autorizzazione ai gestori dei servizi postali ad applicare «apposite tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali con riferimento alle associazioni ed organizzazioni senza fine di lucro e alle associazioni d'arma e combattentistiche» (e, quindi, tariffe ancora da determinarsi) ma conferma ed accentua l'esclusione per quei prodotti editoriali no profit che non siano spediti a fronte di un abbonamento pagato direttamente dal destinatario della rivista, almeno per il 50% del totale delle spedizioni. Tutti ormai hanno capito -prosegue l'appunto- che le associazioni di volontariato, con scopi sociali e religiosi, vivono di donazioni ed elargizioni, non di abbonamenti”.
E questo nonostante gli incontri dei tavoli tecnici, indetti all'epoca dal sottosegretario Paolo Bonaiuti, dove si era giunti ad una sostanziale convergenza nel riconoscere a tali realtà il diritto di accedere alle tariffe commerciali. E nonostante l'impegno ad introdurre l'elemento nell'apparato normativo. Da qui, una lettera che ora l'Uspi ha fatto avere all'attuale sottosegretario Antonio Catricalà e al capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria Elisa Grande.
Intanto, l'azione di sostegno procede in sede politica: alla Camera sono stati presentati emendamenti volti a raggiungere l'obiettivo. Nuova tappa di un tormentone che pare non avere fine.
Certificato BancoPosta – MAC 20% Express BancoPosta
EStoxx50 e i rischi ?
Un nuovo certificato Macquarie proposto da Poste Italiane, durata massima 18 mesi ocn due step per la chiusura anticipata, sottostante EURO STOXX 50, Barriera al 70%, interessante in caso di stabilizzazione dei mercati, peccato che questo Banco Posta non lo dica.
http://verdemoneta.investireoggi.it - 4 February 2012 , ore 0:44 - 4 Commenti
Torniamo a parlare di certificati, ci sembra giusto visto che questo tipo di strumento, riservato sino a poco tempo fà ad un certo tipo di investitore, comincia a far capolino anche presso gli sportelli delle Poste Italiane.
Vista quindi la tendenza a “spingere” i collocamenti offerti da “terzi” da parte di Poste Italiane, ci sembra corretto anticipare ai lettori un breve vademecum su questo certificato predisposto da Macquarie con alcune considerazioni di tipo personale.
Per prima cosa in cosa consiste un certificato, per dircela terra terra, non è altro che una scommessa, si gioca su un “sottostante” scelto dall’ emittente e con regole prefissate.
Come tutte le scommesse se va bene l’ investitore ci guadagna, di solito più di quello che avrebbe potuto portare a casa tramite un investimento tradizionale.
Se va male ci perde una parte del capitale investito, in proporzione a quanto ha perso il “sottostante” o titolo di riferimento.
Un certificato non è paragonabile né ad un’ azione ( partecipazione societaria ) né ad un’ obbligazione ( prestito ), in quanto non ha “dietro” un valore, è solo carta punto e stop.
Ma passiamo ora al certificato denominato : MAC 20% Express BancoPosta EStoxx50
Qui sotto riportiamo la tabella relativa al Regolamento di questo certificato con le caratteristiche salienti :
Inizio dell’Offerta al Pubblico di Strumenti Finanziari (Inizio della Vendita) : 30 gennaio 2012
Periodo di Sottoscrizione : Dal 30 gennaio 2012 al 20 febbraio 2012 (con riserva di chiusura anticipata)
Valuta: 08 marzo 2012
Quotazione in Borsa: L’Emittente intende fare richiesta di quotazione dei Certificati sul SeDeX
Date di Riferimento Iniziale: 05 marzo 2012 – 06 marzo 2012 ( Date in cui si stabilisce il valore del sottostante).
Data di Emissione : 08 marzo 2012
Data di Liquidazione Finale: Entro l’11 settembre 2013
Codice ISIN : DE000MQ4KJQ3
Sottostante : EURO STOXX 50 – Codice ISIN – EU0009658145
Valore Nominale : EUR 100,00
Strike : La media aritmetica dei livelli di chiusura del Sottostante rilevati alle Date di Riferimento Iniziale
Livello Barriera : 70% dello Strike
Livello Call (t) : (t=1) 100% dello Strike
Importo di Liquidazione Anticipata (t) : (t=2) 100% dello Strike
Importo
Express (t=1) EUR 106,70 – (t=2) EUR 113,40 – EUR
120,10
Data di Valutazione (t) : (t=1) 10.09.2012 ; 07.09.2012
Giorno di Negoziazione precedente la Data di Valutazione (t) : (t=2) 08.03.2013 ; 07.03.2013
Data di Valutazione Finale; 04.09.2013
Giorno di Negoziazione precedente la Data di Valutazione Finale 03.09.2013
Data di Scadenza 09.09.2013
Mercato dei Derivati di Riferimento : EUREX Deutschland
Sponsor : STOXX Ltd
Valuta del Sottostante, Valuta di Negoziazione: EURO
Volume di Emissione : 25.000 Certificati
Prezzo Iniziale del Certificato : EUR 100,00
Collocatore : Poste Italiane S.p.A
Commissione di Collocamento : 1% del Valore Nominale
Responsabile del Collocamento : Poste Italiane S.p.A.
Ed ora a seguire riportiamo il messaggio promozionale che chiunque può trovare sul sito di Poste Italiane e che dovrebbe garantire una corretta valutazione dello strumento stesso.
MAC 20% Express BancoPosta EStoxx50
Opportunità di scadenza anticipata e protezione intelligente a scadenza.
Se cerchi un investimento che offra rendimenti interessanti con una rapida opportunità di rimborso del capitale impiegato, MAC 20% Express BancoPosta EStoxx50 rappresenta un’opportunità per la diversificazione del portafoglio.
Non lasciarti sfuggire questa occasione, sottoscrivi subito i nuovi MAC 20% BancoPosta fino al 20 febbraio 2012 sul Trading Online BancoPosta:
Opportunità di rendimento lordo del 6,70% a 6 mesi o del 13,40% lordo dopo 12 mesi
Opportunità di scadenza anticipata ogni 6 mesi
Opportunità di rendimento lordo a scadenza del 20,10% dopo 18 mesi anche con ribassi fino al 30% dell’ indice EURO STOXX 50
Liquidità e trasparenza dei prezzi con la quotazione che verrà richiesta a Borsa Italiana sul mercato Sedex.
Già dopo 6 mesi hai la possibilità di ottenere il rimborso del capitale investito con un rendimento lordo del 6,70% per certificato, è sufficiente che l’indice EURO STOXX 50 quoti almeno al suo valore di strike iniziale, se l’evento non si verifica hai una nuova possibilità dopo 12 mesi dall’emissione con un rendimento lordo crescente al 13,40%.
Se il certificato non si chiude anticipatamente, a scadenza anche con una discesa dell’indice del 30% rispetto al valore di strike iniziale hai un rendimento lordo pari al 20,10%, in caso contrario si replica il sottostante con la conseguente perdita sul capitale investito.
Scegli MAC 20% BancoPosta: un’alternativa di investimento alle azioni accessibile già a partire da 100 euro, dedicata a tutti coloro che desiderano una marcia in più per i loro investimenti.
Alla luce di quanto detto all’ inizio su cosa è un certificato, vorremmo ora fare qualche considerazione di livello personale.
Iniziamo dallo strumento, come detto sopra un certificato non esprime nulla di tangibile, in poche parole chi acquista un certificato ha in mano un pezzo di carta punto e stop, anche se il sottostante fosse un titolo azionario, non si acquista un “pezzo” di quella società, si fà solo ed esclusivamente una scommessa sull’ andamento di quel titolo al rialzo o al ribasso che sia.
In pratica è come se andassimo al bar a scommettere su una partita di calcio o su una corsa di cavalli.
Questo è il motivo fondamentale, per cui un certificato offre rendimenti più alti dei tradizionali strumenti finanziari, proprio perché non è nulla di tangibile, chi ci investe o vince o perde e in quest’ ultimo caso non ha nulla in mano per poter accampare dei diritti.
Nel caso specifico viene pubblicizzato un ritorno del 6,7% dopo 6 mesi, del 13,4% dopo dodici e del 20,1% a scadenza (18 mesi), siamo su livelli di Bond Grecia o Portogallo.
Ora dopo anni di crisi, siamo ancora convinti che ci sia qualcuno disposto a regalare denaro ? Io spero proprio di NO, per cui se vengono offerti tassi di questo genere un “piccolo rischio” ci sarà da qualche parte.
Sembra quindi deplorevole che il comunicato di Poste Italiane parli di questo certificato come un’ occasione da non perdere, un modo “intelligente” per diversificare il portafoglio, una protezione intelligente dell’ investimento.
Attenzione, non stiamo dicendo che questo prodotto finanziario non sia da considerare quale investimento, ognuno dei suoi soldi fà ciò che più gli aggrada, stiamo solo dicendo che questo tipo di certificato andrebbe spiegato con un po’ più di attenzione verso i rischi che si corrono e non sbattendo in faccia all’ investitore rendimenti altisonanti.
Ci sembra un po’ troppo debole, quel periodo in cui si dice “è sufficiente che l’indice EURO STOXX 50 quoti almeno al suo valore di strike iniziale” per spiegare la condizione BASE per ricevere il tanto decantato rendimento.
In periodi di elevata volatilità dei mercati finanziari, nel bel mezzo di una crisi finanziaria che rischia di mandare gambe all’ aria intere nazioni, un indice può subire perdite rilevanti nel giro di pochi giorni, qui parliamo di mesi, ma questo tipo di rischio in quel comunicato non mi sembra di vederlo riportato.
Troppo spesso questi comunicati si limitano a riportare la tipologia dei rischi come avviene per le assicurazioni, dove vengono messi in evidenza tutti i rischi possibili ma senza spiegare la possibilità che questi possano avvenire.
In poche parole, se questo comunicato fosse stato emesso in un periodo di espansione economica, i rischio connessi per l’ investitore sarebbero stati pari ad una certa percentuale, oggi gli stessi rischi sono più che decuplicati, allora perché non accennarlo ?
Anche il periodo in cui si dice “Se il certificato non si chiude anticipatamente, a scadenza anche con una discesa dell’indice del 30% rispetto al valore di strike iniziale hai un rendimento lordo pari al 20,10%, in caso contrario si replica il sottostante con la conseguente perdita sul capitale investito” non ci sembra felicissimo.
Troppo debole il messaggio finale “in caso contrario si replica il sottostante con la conseguente perdita sul capitale investito”, siamo sicuri che tutti abbiano il senso di questa affermazione ?
Qui si dice che se il sottostante cala in 18 mesi più del 30% , l’ investitore non solo non beccherà un euro di rendimento ma perderà il suo capitale nella stessa percentuale persa dal sottostante, per cui minimo il 30,01%.
Non mi sembra un punto da liquidare con una frasetta buttata lì alla fine del comunicato, quasi come se fosse citata solo per obbligo e non per rimarcare un fattore di rischio assolutamente da non tralasciare.
Ripeto, il prodotto in sé non è disprezzabile, se persiste il clima di quest’ inizio d’ anno e se si giunge a sciogliere alcuni nodi che tengono ancora la crescita economica paralizzata, questo certificato può regalare delle soddisfazioni.
Il problema è sempre il solito, con i se e con i ma, è difficile dare da mangiare ai propri figli, nessuno ha la sfera di cristallo, per cui è coerente proporre strumenti finanziari come questi agli sportelli delle Poste ?
Non sarebbe più adatta una saletta con un consulente finanziario “onesto”, che spieghi bene di cosa si tratta ?
Poi ripeto ognuno fa ciò che vuole, solo ci piacerebbe che lo facesse sapendo a cosa può andare incontro, non solo e sempre sulla fiducia di chi fà propaganda esclusivamente a prodotti su cui ci guadagna.
Per chi invece è abituato a “rischiare” e mangia finanza quotidianamente, un occhiata si può anche dare, se come si diceva prima il quadro economico anche senza miglioramenti si dovesse mantenere la prima scadenza può risultare interessante.
Lunedì 30 Gennaio 2012 17:50
GOVERNO: MOSELLA (API), SEMPLIFICAZIONE INVESTA ANCHE
POSTE
Scritto da com/sdb
(AGENPARL) - Roma, 30 gen - “Il processo di rinnovamento e semplificazione del Paese che sta portando avanti il governo Monti, investa anche le Poste”. Lo chiede l’on. Donato Mosella di Alleanza per l’Italia.
“In questi giorni di pagamenti per bollette, rinnovo canone Tv, operazioni di vario tipo, gli italiani affollano gli uffici postali, con il risultato di file chilometriche e ore di attesa, disagi per i cittadini ma anche per il personale costretto a gestire situazioni assai difficili. E teniamo presente che le operazioni postali hanno anche un costo. Razionalizzare il servizio che Poste offre sarebbe un enorme passo avanti. Mi riferisco per esempio alla possibilita' di incentivare economicamente l’uso di un servizio assai efficiente di Poste, quello cioe' di spedizione online delle raccomandate, oppure quello offerto da Postapronta, che porterebbe ad un grande risparmio di tempo e di energie. Calcolando infatti che sono 250 milioni l’anno le raccomandate che si spediscono in Italia, il personale addetto a questo servizio, se si usasse maggiormente il metodo online, potrebbe essere dirottato ad altre operazioni, quelle che sul momento richiedono maggiori risorse umane”.
“Credo si avrebbe il risultato di veder accorciati tempi e attese, con conseguenze positive per tutti: per Poste, per i cittadini e per un sistema paese che deve diventare ancora piu' snello, semplice ed efficiente per poter essere sempre piu' competitivo”.
Vincere le poste per pagare alle Poste?!
assopoker.com - Scritto da Matteo 'TheoVe' Viola del 03 February 2012.
In un periodo di crisi economica, non si fa il pieno di benzina, ma di poker!
La musica scandisce il ritmo in modo soft ma deciso come lo scroscio della doccia. Un’altra giornata sta per essere affrontata, ma la tentazione di godersi a lungo l’idromassaggio in un clima tropicale, magari immaginando delle cascate ricamate da piante che colorano e sprigionano suadenti profumi, è forte.
Ognuno di noi ha ambizioni che si scontrano inevitabilmente con le quotidiane difficoltà e per staccare rifugge quasi sempre nei sogni a occhi aperti.
Tuttavia per quanto si possa scappare, alla fine la realtà ti dà una pacca sulla spalla che ridesta e presenta il conto.
Interruzione acqua. Apertura box. Accappatoio alla Rocky Balboa e camminata defatigante verso il tavolo che reclama attenzioni.
Le bollette, una sopra l’altra, formano un mazzo di carte senza semi ma con tanti numeri stampati. In questo caso mescolare le carte non cambia il risultato. La cifra finale da sborsare metterebbe in ginocchio molte famiglie in periodi di crisi economica come quello che ci attraversa ora e sicuramente urta il sistema nervoso anche di chi è abituato a movimentare cifre importanti quotidianamente, come un onesto “operaio del poker”.
Luce, gas, spazzature, acqua, affitto e se gradite aggiungeteci pure una multa per divieto di sosta sotto casa mentre scaricavamo la spesa.
Detta così assomiglia tanto a una sequenza di bad beat imparabili a cui è impossibile sottrarsi. La verità è che è davvero impossibile esimersi dal pagare. Occorre fare un respiro profondo per riossigenare i polmoni e trovare la forza di prendere in mano la situazione.
Calcolatrice alla mano iniziano i primi conteggi. Tre buy-in per il tavolo 1-2€ da versare alle poste entro domani. Un necessario decurtamento al bankroll dedicato per il gioco del poker?
No. Il mese volge al termine e il bilancio è in attivo di una dozzina di poste (buy-in).
Il sorriso torna.
Le bollette saranno anche questo mese solo una riduzione del ricavo dato dall’avventura poker. Speriamo solo che dall’alto non si inventino qualche accisa assassina come per la benzina, altrimenti rimarremo per strada davvero. Ora come ora un pieno di poker ci fa correre molto di più rispetto a un pieno di benzina.
Poste, ecco tutti i nuovi orari:
I dipendenti sono in agitazione
L'Eco di Bergamo 27 gennaio 2012
Oltre che dover familiarizzare con i nuovi orari, i cittadini che hanno bisogno dei servizi degli uffici postali dovranno fare fare i conti con la mobilitazione dei dipendenti indetta dai sindacati di categoria. Le novità scattano già da lunedì 30 gennaio.
Ecco la tabella con i nuovi orari degli uffici postali
Nuovi orari: il parere dei sindacati
In sostanza, sostiene la Cisl della Lombardia, per la stragrande maggioranza degli uffici (che sono a turno unico), dal lunedì al venerdì vi è una riduzione di 20 minuti di apertura al pubblico, mentre al sabato i tempi complessivi rimangono invariati.
Milano era un caso anomalo: è la città che ci rimette di più
Per la città di Milano, spiega la Cisl, la situazione è un po' diversa dal resto della Lombardia: diversi uffici della città di Milano, con un vecchio accordo che rispondeva alle particolari esigenze della città, dal lunedì al venerdì aprivano al pubblico alle ore 8.00 e chiudevano alle ore 14.00.
Da lunedì 30/1 aprono 25 minuti dopo e chiudono 25 minuti prima. Ciò si traduce in una riduzione di 50 minuti di apertura al pubblico. Gli stessi uffici, fino ad oggi al sabato facevano 8.30 – 12.00 al pubblico, e da lunedì si uniformano agli orari di tutti gli altri: 8.25 – 12.35.
Al via la mobilitazione dei sindacati di categoria
Interrotte le relazioni industriali tra Poste Italiane e sindacati regionali di categoria di Cisl, Uil, Confsal e Ugl, per «l'atteggiamento di chiusura e di mancato confronto rispetto ai molti problemi presenti nell'ambito servizi postali e del settore del bancoposta».
L'ultima unilaterale iniziativa avviata dall'azienda - spiega una nota della Cisl - è la modifica degli orari, a partire da lunedì 30 gennaio, di apertura e chiusura al pubblico degli ufffici postali e dei collegamenti dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza per l'inoltro alle varie destinazioni.
«È scandaloso che anziché effettuare un confronto per la specificità delle diverse situazioni nelle varie province e realtà territoriali per poi preallertare per tempo la clientela – afferma Giuseppe Marinaccio, segretario generale Slp Cisl Lombardia - a sole 48 ore dall'introduzione di una modifica di tale portata assistiamo al frettoloso invio tramite fax, praticamente all'orario di chiusura degli uffici, di cartelli da esporre al pubblico».
«L'azienda a nostro avviso ha perso il controllo della situazione – aggunge - e non si preoccupa dei disservizi e dei danni all'immagine che ne conseguono, in considerazione anche della carenza negli organici del personale che ha portato ad un forte aumento dei tempi di attesa in coda con tante postazioni di lavoro vuote».
In un momento già difficile per tutte le aziende, denuncia la Cisl Poste regionale, «una gestione così approssimativa dei servizi postali in un'importante regione come la Lombardia, rischia di compromettere la tenuta occupazionale e di vanificare i sacrifici dei lavoratori che con senso di responsabilità – conclude Marinaccio - hanno contribuito, attraverso una serie di riorganizzazioni, alla tenuta complessiva dell'azienda che vanta utili di bilancio da oltre nove anni, risparmiando sui costi anche del personale e non investendo in innovazione, sicurezza e formazione».
altarimini.it/
Slp-Cisl: da domani sciopero degli straordinari dei
lavoratori Poste
03 Febbraio 2012 - 10:18 - RiminiAttualità
Riprende da domani al 13 febbraio lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dei lavoratori di Mercato Privati di Poste Italiane spa dell’Emilia-Romagna indetto da CISL Slp, Uil Poste e Ugl Comunicazioni.
Il blocco è motivato dalle gravi difficoltà del settore Mercato Privati, dovute ai limiti di un progetto di riorganizzazione non condiviso dai sindacati, alle deficienze organizzative, alla cronica carenza di personale (a Rimini 35 lavoratori, in particolare 20 sportellisti e 15 portalettere), all’impossibilità di effettuare seri percorsi formativi legati alle sempre più stringenti normative.
Nei giorni scorsi Valerio Grillini, segretario regionale dei postelegrafonici della Cisl, aveva segnalato che “Quello di febbraio sarà un mese di enormi disagi per i clienti di Poste Italiane: alla cronica carenza di personale agli sportelli, da lunedì 30 gennaio si sommeranno le singolari modifiche degli orari al pubblico decise dall’azienda. Un caos assoluto, con uffici che avranno aperture al pubblico diverse a seconda dell’importanza degli stessi, generando non poca confusione nella clientela. Così, ad esempio, anche nel medesimo territorio comunale ci potrebbero essere uffici postali con orari di apertura diversi”.
L’accusa di Grillini continua: “Da mesi protestiamo e nello stesso tempo presentiamo proposte alternative per fronteggiare la scarsità di personale e la mancanza totale di investimenti in innovazione tecnologica. Da mesi l’azienda si trincera dietro il labile pretesto di una mancanza di risorse, sebbene i fatti parlino di un bilancio positivo per oltre un miliardo di euro e di lauti compensi per i dirigenti. Ora la diversificazione degli orari degli uffici postali appare come il classico esempio di un rimedio peggiore del danno, una soluzione pasticciata che, sommata alle altre carenze, aggraverà notevolmente disagi per i clienti di Poste Italiane”.
Per quanto riguarda il territorio riminese, si comunica inoltre che il 1° febbraio la Cisl di Rimini ha diffidato la Filiale di Rimini in merito ai distacchi del personale tra gli uffici della Filiale. La Cisl di Rimini, infatti, denuncia che sono stati comandati distacchi dal Montefeltro su uffici della città di Rimini, distacchi che sono in contrasto con il concetto di orari conciliabili così come previsto dalla Travel Policy aziendale. La Policy aziendale prevede l’utilizzo di mezzi pubblici idonei a raggiungere la sede di lavoro, tenendo conto della conciliabilità dell’orario di entrata e uscita non superiore ai 30 minuti (D.P.R. 4.8.1990, n. 335, comma 6.8… Per orario non conciliabile si intende quello che non coincide per oltre 30 minuti…).
Di fatto gli operatori vengono messi in distacco con orari palesemente scomodi a causa della lunga percorrenza per partenza e rientro dalla sede di lavoro o dimora abituale.
Venerdì 03 Febbraio 2012 11:58
POSTE: SINDACATI LUCANI SI MOBILITANO
Scritto da com/sdb
(AGENPARL) - Potenza, 03 feb – Cgil, Cisl e Uil di Basilicata si mobilitano sulla vertenza Poste Italiane. Stamane a Potenza si è tenuta una conferenza stampa con i segretari generali Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro e i rappresentanti delle categorie dei lavoratori postali e delle associazioni dei consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Adoc, nel corso della quale sono state illustrate le iniziative che saranno messe in campo nelle prossime settimane per affrontare e risolvere la difficile situazione in cui versa il sistema postale in Basilicata. Una battaglia, hanno precisano i sindacati, che unisce in un fronte comune i lavoratori e gli utenti. I sindacati hanno annunciato un presidio per mercoledì 8 febbraio davanti al compartimento centrale di Poste Italiane in Via Grippo (Chianchetta), con il coinvolgimento dei sindaci e dei parlamentari lucani, e l'adesione alla manifestazione promossa dall'Anci che si terrà domani a Brienza. Per il segretario della Cisl Falotico “in Basilicata siamo di fronte a un vero e proprio black-out che sta producendo gravi disservizi agli utenti e agli stessi operatori. Il nostro obiettivo è recuperare le carenze di organico che sono la vera causa dei disservizi a fronte di un ventaglio di servizi sempre più ampio. Vogliamo un servizio con standard da paese civile e non da terzo mondo”. Per i sindacati serve nuovo personale per rispondere ai carichi di lavoro sempre più pesanti e risolvere alla radice i disservizi che colpiscono i cittadini. Dal 1 febbraio gli straordinari sono aumentati di 1.500 ore e, secondo indiscrezioni, saranno appena una decina le unità che Poste Italiane intende impiegare per il programma del bonus benzina. Secondo il segretario della Cgil Genovesi “per affrontare l'emergenza è necessaria la convocazione di un tavolo di confronto per discutere un programma di assunzioni con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta e ridurre i carichi sempre più pesanti sui lavoratori”. Genovesi ha inoltre richiamato la necessità di riprendere il tavolo interistituzionale creato nel 2005 con Poste ed enti locali per capire come si organizza la rete dei servizi sul territorio nel lungo periodo. Il segretario della Uil Vaccaro ha evidenziato che “dal '98 al 2010 sono aumentati i dirigenti ma non il personale” e ha denunciato “l'insensibilità delle istituzioni locali che stanno facendo troppo poco nei confronti di Poste Italiane. Questa è una battaglia di civiltà che serve a recuperare un minimo di decenza e che non riguarda solo i sindacati ma anche chi rappresenta la società civile e le istituzioni. Se le istituzioni non cambieranno atteggiamento – ha concluso Vaccaro – saremo noi a cambiare i nostri rapporti con le istituzioni”.
Tancredi (Ugl): Cgil, Cisl e Uil ci escludono su Poste
Italiane
basilicatanet.it - 04/02/2012 17:25
BAS“Ci eravamo illusi che si fosse chiusa una stagione di separazione tra le organizzazioni sindacali in Basilicata per il bene di un territorio che necessità sempre più di unità sindacale per affrontare le sfide che il sistema della globalizzazione ha lasciato in eredità: la volontà dell’UGL era di andare avanti tutti insieme ma, ai buoni auspici va collegata la volontà di qualche o.s. di creare sempre più confusione tra i lavoratori che rappresentiamo ”. E’ quanto denuncia il segretario generale dell’UGL Basilicata, Giovanni Tancredi che, lamentando l'esclusioen della sua sigla dalle iniziative sulla vertenza Poste Italiane, afferma che “sono tante vertenze da portare avanti unitariamente come ci vedeva compatti la questione poste Italiane: a tal proposito non giustifico l’atteggiamento scorretto avuto nei confronti dell’UGL Basilicata che rappresento – continua il segretario Tancredi –, dai segretari generali Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, rispettivamente di CGIL, CISL e UIL non concordando ed escludendo a priori l’Unione Generale del Lavoro da una loro indetta conferenza stampa. A questo punto le relazioni industriali devono ripartire in una nuova ottica, con l’UGL ormai attestata sempre più alla pari delle altre confederazioni nazionali grazie al capillare ed ottimo lavoro del segretario generale, Giovanni Centrella.
newsrimini.it/news/2012/gennaio/30
Dal personale carente a orari confusi: sindacati Poste
bloccano straordinari
I nuovi orari della Poste in Emilia Romagna in vigore da febbraio, diversi da ufficio a ufficio, porteranno il caos tra i cittadini. La denuncia arriva dalla Cisl Poste regionale.
REGIONE | 30 gennaio 2012 | 16:26
Anche nello stesso territorio comunale - ricorda il segretario regionale Valerio Grillini - ci potrebbero essere uffici postali con orari di apertura diversi”. Un nuovo capitolo che si aggiunge alle lamentele del sindacato, a partire dalle carenze di personale: in Emilia Romagna, lamenta la CISL, l'organico è sotto di oltre 350 unità.
Per questi motivi, e per la mancanza di dialogo da parte delle Poste, i sindacati Cisl Poste, UIL-Poste e UGL-Comunicazioni, proclamano in tutta la regione, dal 4 al 13 febbraio, un ulteriore blocco delle prestazioni straordinarie del personale degli uffici postali.
Questi, in sintesi, i nuovi orari;
Gli uffici postali di minore importanza (fino a 2 sportelli + il direttore) apriranno al pubblico dalle ore 8,15 alle 13,45; (precedente orario: 8,00 – 13,30);
Gli uffici postali medi (da 3 sportellisti in poi) apriranno al pubblico dalle ore 8,25 alle 13,25; (precedente orario: 8,00 – 13,30);
Gli uffici postali più importanti a doppio turno apriranno dalle ore 8,25 alle 19,10; (precedente orario: 08,00 – 18,30)
Santarsiero su Poste:manifestazione rinviata ma resta
protesta
basilicatanet.it - 04/02/2012 13:28
BASDopo il rinvio a causa della neve della manifestazione promosso da Anci Basilicata prevista per oggi a Brienza per protestare contro i disservizi di Poste Italiane, resta molto alta la voce dei Sindaci rispetto ai fortissimi disagi che le popolazioni sono costrette a subire nel servizio postale.
“Nei prossimi giorni –dice il Presidente Anci Basilicata Vito Santarsiero- torneremo a Brienza per protestare contro una situazione insostenibile. Siamo tornati indietro di molto con file interminabili agli sportelli, corrispondenza non consegnata, disservizi enormi. La riorganizzazione e le esigenze di risparmio di Poste Italiane non possono comunque giustificare l’attuale stato di cose soprattutto in una regione come la nostra dove nei 131 Comuni i servizi degli uffici postali assumono un ruolo fondamentale nella vita di comunità.”
Merateonline > Voce ai partiti > Partito Democratico
Scritto Giovedì 02 febbraio 2012 alle 15:19
Codurelli: perché l’orario di apertura delle Poste si
riduce?
CODURELLI, INTERROGA IL MINISTRO
POSTE: IL GOVERNO MAGGIOR AZIONISTA, RIDUCE IL SERVIZIO MENTRE LIBERALIZZA PER GLI ALTRI
Siamo ormai al paradosso: il Governo ha appena emanato un decreto sulle liberalizzazioni che amplia gli orari di apertura dei negozi e Poste Italiane cosa fa? Li riduce”
Si dichiara sconcertata l’On.Codurelli, dopo la notizia apparsa qualche giorno fa sulla stampa relativa alla riduzione degli orari degli uffici postali della nostra provincia, in quella di Sondrio e limitrofe, infatti sta interessando la Lombardia come molte regione italiane.
“E’ incredibile, ridurre e limitare l’orario di apertura delle poste creando ulteriori disagi alla popolazione oltre che tagliare posti di lavoro”.
Si corre il rischio - prosegue – di aumentare ulteriormente l’attuale situazione di disagio, dopo le solite dopo promesse di miglioramento, andando ad aumentare pesantemente i lunghi tempi d’attesa che i cittadini sono costretti a subire già da parecchio tempo, la non consegna della posta e l’ aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti non venendo sostituiti i famosi “esodati”, migliaia che oggi si trovano senza lavoro e senza pensione.
Essendo Poste un servizio pubblico il cui azionista di riferimento è il ministero del Tesoro – conclude - non è assolutamente accettabile che siano mancati i luoghi di concertazione prima di procedere a questo tipo di scelta, con le amministrazioni locali e con il sindacato, e per questo stamattina ho presentato un’interrogazione in Commissione per avere chiarimenti su quanto accaduto e per sapere dal Ministro se intenda intraprendere azioni di qualche tipo per scongiurare ulteriori disagi.
On. Lucia Codurelli
Imola > Cambiano gli orari degli uffici postali Scatta la protesta dei dipendenti .
Cambiano gli orari degli uffici postali Scatta la
protesta dei dipendenti
di CRISTINA DEGLIESPOSTI
DISAGI SU DISAGI: dopo la neve arriva il caos Poste. Dal 30 gennaio infatti sono diventati operativi anche nel circondario i nuovi orari di apertura al pubblico degli spo...
ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/2012/02/04 - 2012-02-04
di CRISTINA DEGLIESPOSTI
DISAGI SU DISAGI: dopo la neve arriva il caos Poste. Dal 30 gennaio infatti sono diventati operativi anche nel circondario i nuovi orari di apertura al pubblico degli sportelli di Poste italiane, distinti a seconda della ‘grandezza’ degli uffici. Se prima si aveva la certezza di trovarli aperti ovunque dalle 8 alle 13,30 e, in caso di orario prolungato, fino alle 18,30, adesso bisognerà prestare attenzione ai singoli uffici. Quelli più ‘piccoli’, cioè fino a due sportelli con direttore, apriranno al pubblico dalle 8,15 alle 13,45. Quelli ‘medi’ (oltre tre sportelli) dalle 8,25 alle 13,25 mentre i ‘doppio turno’ come le Poste di via Orsini o di via Grieco dalle 8,25 alle 19,10.
IL RISCHIO è quello di dover prendere appunti per ricordarsi di queste singole specifità per non ritrovarsi davanti a una porta chiusa, ma le grane non sembrano finire qui. Da oggi e fino a lunedì 13 la categoria postelegrafonici della Cisl insieme alla Uil-poste e all’Ugl-comunicazioni ha indetto in tutta la regione il blocco delle prestazioni straordinarie del personale degli uffici postali per rispettare tassativamente l’orario stabilito dal contratto di lavoro.
Non un minuto di più, quindi operazioni di sportello ferme anche una mezzora circa prima della chiusura dell’ufficio per consentire al personale di gestire la contabilità della giornata. Tradotto, chi enterà in posta all’ultimo minuto pensando di essere servito lo stesso potrebbe rimanere a bocca asciutta. «Non vogliamo creare ulteriori disagi alla cittadinanza vista la neve sulle strade e il periodo di ritiro delle pensioni — premette Nicola Frascione, segretario postelegrafonici Cisl Imola —, ma lo facciamo nel tentativo di creare nuova occupazione. In regione siamo sotto organico di oltre 350 unità, di cui 20 solo nel circondario e non vengono fatti investimenti col pretesto della mancanza di risorse, sebbene i bilanci siano attivi per oltre un miliardo di euro e i dirigenti siano lautamente pagati».
LE ATTUALI carenze di organico sono sotto gli occhi di tutti con le lunghe code di cittadini negli uffici. Nemmeno la chiusura dell’ufficio postale di Tossignano servirà a recuperare organico, perché si tratta già di un dipendente in servizio in via Grieco che veniva ‘spedito’ ad aprire l’ufficio in Vallata. «La diversificazione degli orari degli uffici postali appare come il classico rimedio peggiore del danno — conclude il sindacalista —. Una soluzione pasticciata che sommata alle altre carenze aggraverà notevolmente i disagi. Gli orari andreebbero analizzati nei singoli territori: che senso ha in via Orsini chiudere dopo le 19 quando non c’è più nessuno in giro a quell’ora?».
riviera24.it/articoli/2012/02/03
Sabato 04 Febbraio 2012 | Ultimo aggiornamento 19:09
Federazione Lavoratori Poste
Vertenza Regionale aperta contro Poste Italiane in
Liguria per riorganizzazione degli uffici
Imperia - Slp Cisl, Uil Post e Ugl Com alla luce della riduzione dei servizi offerti in due cruciali territori come Imperia e Sanremo, hanno avviato una prima iniziativa di lotta proclamando lo stato di agitazione e il blocco delle prestazioni straordinarie
L’organizzazione sindacale confederale SLP CISL, manifesta le proprie preoccupazioni per il percorso di “razionalizzazione” intrapreso da Poste Italiane Spa. I progetti aziendali proposti a nostro avviso presentano fortissime criticità che riguardano sia i modelli organizzativi sia le linee di indirizzo, orientate esclusivamente al taglio e per nulla allo sviluppo. Il dato finale infatti realizzerebbe oltre 1000 esuberi su tutto il territorio Nazionale con pesanti ed evidenti ricadute sul territorio di Imperia e Sanremo determinando l’avvio di conseguenti ulteriori processi di mobilità territoriale e riconversione professionale.
Evidenziano come "E’ ormai riscontrata nei fatti una sempre più preoccupante politica aziendale, volta a contrarre i livelli occupazionali attualmente presenti in Azienda Poste Italiane Spa in Liguria, che immancabilmente si riflettono sulla quantità e la qualità dei servizi forniti alla clientela, con grave riduzione della funzione sociale ed economica".
Questa situazione si manifesta oggi, con particolare interessamento del settore Mercato Privati, (Uffici Postali) fino ad oggi marginalmente interessato da una politica di contrazione ma, in forza di questa riorganizzazione, ad una conseguente reale diminuzione dei servizi in termini qualitativi e quantitativi nei territori richiamati. L’ulteriore definitiva chiusura del Presidio di Sanremo ed il suo accorpamento con quella di Imperia, al di là della conseguente riduzione di posti di lavoro, sovra intende ad un ulteriore allontanamento dalle realtà di un territorio e dalle sue esigenze già fortemente penalizzate in tema di lavoro e servizi. Ulteriore e drammatica situazione si presenterà una volta avviata la riorganizzazione del settore postale con la prevista tipologia di recapito a giorni alterni per i centri con una densità abitativa inferiore alle 200 unità per chilometro quadrato. Basta prendere una qualsiasi cartina geografica politica della regione per rendersi conto dell’entità dell’operazione che ricadrà sulle spalle dei suoi abitanti. Questo nuovo modo di intendere il servizio alla cittadinanza, nasce dall’intento di provvedere a dar corso ad una politica aziendale di “tagli”, legando la “vita operativa” degli uffici unicamente alla raccolta commerciale presente e non al servizio che questi rendono alla comunità, peraltro contemplata dal rispetto degli oneri derivanti dalla copertura del “servizio universale”.
I sindacati di categoria, e la SLP CISL in particolare, registrano varie azioni non condivise portate avanti dall’azienda, con modifiche operative e organizzative che sovra intendono in realtà alla riduzione della copertura nei servizi, perpetuando mali endemici quali la carenza di personale negli uffici postali, con inevitabile cronicizzazione delle tematiche da sempre oggetto di confronto.
Sintetizzando quanto sopra esposto, SLP CISL unitamente a UIL POST ed UGL COM, dichiarandosi estremamente preoccupati per i risvolti occupazionali legati all’avvio di dette contrazioni e per la risultante riduzione dei servizi offerti alla cittadinanza in due cruciali territori come quello di Imperia e Sanremo, hanno provveduto ad avviare una prima iniziativa di lotta proclamando lo stato di agitazione e il blocco delle prestazioni straordinarie in tutti gli Uffici
Postali della regione dal 3 al 13 Febbraio. Seguiranno ulteriori iniziative al riguardo con la sensibilizzazione della cittadinanza per preservare un bene della collettività: il diritto ad un servizio equo.
Il Segretario Aggiunto SLP-CISL Imperia Sanremo
Vincenzo Capasso
Slp Cisl Sezione Territoriale di Imperia
Poste, dopo la riorganizzazione:
uno sciopero 27 febbraio-17 marzo
ecodibergamo.it 31 gennaio 2012
La riorganizzazione delle Poste non va giù ai sindacati. Una prima iniziativa di sciopero in Lombardia è già stata programmata dal 27 febbraio al 17 marzo, non escludendo uno sciopero generale regionale, dopo aver sentito i lavoratori nelle assemblee.
«Cosa si cela - si domandano Cisl, Uil, Confsal e Ugl della Lombardia - dietro la manifesta volontà di portare il settore allo sbando?. Nel bel mezzo di una colpevole e generale disorganizzazione, con il personale insufficiente a garantire la regolare funzionalità dei servizi, dopo ben 2 giorni dalla già avvenuta modifica degli orari di apertura e di chiusura degli uffici postali al pubblico, questi solo oggi vengono comunicati al personale per le conseguenti modifiche da apportare negli avvisi per il ritiro degli oggetti a firma non consegnati».
Carenza di personale
«Quasi tutti i centri di recapito della Lombardia - scrivono i sindacati - sono in sofferenza per la carenza di personale nelle zone di recapito anche per le assenze per ferie, malattie, infortuni ecc… (fra i tanti, in un ufficio con 6 zone è c'è un solo titolare). Al 31 gennaio sono scaduti i contratti e tempo determinato, e solo in questi giorni, con colpevole e forse programmato ritardo, inizieranno le procedure per le assunzioni di un nuovo contingente di ctd nemmeno sufficiente a coprire le assenze strutturali.
Obiettivi di ferie e di straordinari
«A questo vanno aggiunte le “geniali nuove metodologie gestionali per la fruizione forzosa” delle ferie con illegittimi obiettivi assegnati mese per mese ai responsabili dei centri di recapito e con gli altrettanti obiettivi di riduzione degli straordinari ed abbinamenti. L'Alt Lombardia sembra non conoscere che esiste una titolarità di zona e che per la loro copertura, in qualsiasi caso di assenza del titolare, è previsto il pagamento degli straordinari e/o della flessibilità operativa».
Nuovi orari di chiusura/apertura al pubblico degli uffici postali
«Con atto unilaterale è stato comunicato con grave ritardo al personale degli uffici postali nel pomeriggio di giovedì 26 gennaio. Solo dopo ben 2 giorni dall'entrata in vigore, tale modifica è stata comunicata ai responsabili dei Cpd per inserire i nuovi orari negli avvisi degli oggetti a firma non consegnati per assenza del destinatario (inesitate). Ad oggi le modifiche sui palmari non sono ancora state apportate. Questo colpevole ed ingiustificato ritardo sta penalizzando i cittadini e le imprese che si recano negli uffici negli orari indicati e li trovano già chiusi. I disservizi e le pesanti lamentele si riversano sull'incolpevole personale degli uffici postali con un ulteriore aggravio di immagine per Poste Italiane».
«Il personale di servizi postali ed i cittadini della Lombardia - stigmatizzano i sindacati - non si meritano una gestione così insipiente di un importante settore dell'azienda e di un altrettanto importante servizio di pubblica utilità. Così facendo si penalizzano i cittadini e le imprese con grave danno per l'occupazione e l'economia dell'intera regione».
E ai dipendenti fanno sapere che «i nostri segretari, i nostri Rsu e gli uffici legali sono a disposizione per ogni necessità a tutela dei diritti e della dignità delle persone. Pretendete sempre una disposizione o un ordine scritto, per le ferie e per gli straordinari o per abbinamenti (al massimo per 12 ore al mese). Solo così si possono esercitare le tutele ed i diritti che, in Poste Lombardia, sembrano sempre più un optional e non una corretta e rispettosa prassi gestionale».
ilsecoloxix.it/p/imperia/2012/02/04
Imperia 04 febbraio 2012
Poste Italiane, al via tagli e accorpamenti
Natalino Famà
Imperia - Il presidio postale di Sanremo verrà trasferito e “digerito” dalla direzione provinciale di Imperia. Inoltre la posta verrà consegnata a giorni alterni nelle zone dove la densità abitativa è inferiore a 200 abitanti per km quadrato, buona parte dell’entroterra.
È tempo di tagli e accorpamenti anche per le Poste. La gravità del processo definito di “razionalizzazione” da parte della SpA viene denunciata dall’organizzazione sindacale confederale SLP-CISL, che in un comunicato del segretario aggiunto di Imperia-Sanremo, Vincenzo Capasso, manifesta le forti preoccupazioni per il percorso intrapreso da Poste Italiane. E comunica che sino al 13 è scattato lo stato di agitazione negli uffici di tutta la regione e il blocco delle prestazioni in “straordinario”.
«I progetti aziendali proposti, a nostro avviso, presentano forti criticità - scrive - che riguardano sia i modelli organizzativi sia le linee di indirizzo, orientate esclusivamente al taglio e per nulla allo sviluppo. Il dato finale infatti realizzerebbe oltre 1000 esuberi su tutto il territorio Nazionale con pesanti ed evidenti ricadute sul territorio di Imperia e Sanremo, determinando l’avvio di conseguenti ulteriori processi di mobilità territoriale e riconversione professionale».
In particolare Capasso sottolinea come la soppressione avvenuta anni fa della direzione a Sanremo, seguita dall’istituzione di un semplice “presidio”, veda, in questo piano di “razionalizzazione” la cancellazione anche di quest’ultimo. A Sanremo e nel resto della provincia, in sostanza, resteranno solo gli sportelli quali punti di riferimento.
«La definitiva chiusura del Presidio di Sanremo ed il suo accorpamento con la direzione di Imperia - spiega - al di là della conseguente riduzione di posti di lavoro, sovrintende ad un ulteriore allontanamento dalle realtà di un territorio e dalle sue esigenze già fortemente penalizzate in tema di lavoro e servizi. Ulteriore e drammatica situazione si presenterà una volta avviata la riorganizzazione del settore postale con la prevista tipologia di recapito a giorni alterni per i centri con una densità abitativa inferiore alle 200 unità per chilometro quadrato. Basta prendere una qualsiasi cartina geografica politica della regione per rendersi conto dell’entità dell’operazione che ricadrà sulle spalle dei suoi abitanti».
Di due...uno e nel capoluogo di Provincia, oppure soppressione e trasferimento a Genova. Questa pare la tendenza comune non solo a Poste Italiane SpA. Una strategia in nome del risparmio o del massimo profitto? «E’ ormai riscontrata nei fatti una sempre più preoccupante politica aziendale, volta a contrarre i livelli occupazionali attualmente presenti in Liguria, che immancabilmente si riflettono sulla quantità e la qualità dei servizi forniti alla clientela, con grave riduzione della funzione sociale ed economica».
Slp Cisl unitamente a Uil Post ed Ugl Com, hanno provveduto «ad avviare una prima iniziativa di lotta proclamando lo stato di agitazione e il blocco delle prestazioni straordinarie in tutti gli Ufficii della regione. Seguiranno altre iniziative «per preservare un bene della collettività: il diritto ad un servizio equo».
ecodibergamo.it/ 26 gennaio 2012
Poste, nuovi orari da lunedì
Disagi in vista per l'utenza
Novità per tutta la clientela di Poste Italiane della provincia e di tutta la Lombardia: da lunedì prossimo Poste Italiane modifica gli orari di apertura al pubblico di tutti gli uffici postali e conseguentemente l'orario di lavoro dei dipendenti.
«Un cambiamento - scrivono i sindacati - che avrà un impatto fortemente negativo sia per la clientela che per i lavoratori, e le organizzazioni sindacali sono già sul piede di guerra, innanzitutto perché questa riorganizzazione non è stata né discussa né tanto meno condivisa né con le rappresentanze dei lavoratori né con gli organismi di rappresentanza politica e sociale del territorio coinvolto».
«Siamo di fronte ad un'azienda – dichiara Gabriella Tancredi, segretario provinciali Slp Cisl - che non vuole tenere in nessuna considerazione le necessità della clientela e della società a cui deve garantire un servizio e nello stesso modo rimane completamente sorda alle necessità dei lavoratori che senza alcun preavviso si vedono modificato il loro orario di lavoro con un impatto importante sulla vita loro e delle famiglie».
«La modifica, che sostanzialmente anticipa l'orario di inizio del lavoro e di apertura dell'ufficio, cade in una fascia oraria che va dalle 7.45 alle 8.30 e dalle 13.30 alle 14.30, fascia in cui la vita delle famiglie deve affrontare la difficoltà di coordinare i propri tempi con quelli del lavoro, della scuola e delle attività più importanti e quotidiane. Inoltre, questo cambiamento avviene in tempi molto stretti e da lunedì anche tutta la logistica, arrivo e recapito della corrispondenza negli uffici postali, subirà modifiche per cui le strutture aziendali del territorio si stanno attrezzando con grandi difficoltà».
«Di fronte alla richiesta di Slp Cisl, Uil Post, Confsal comunicazioni e Ugl di discutere e condividere questo progetto, l'azienda è stata capace solo di chiudere ogni porta e disponibilità al confronto (contravvenendo così anche alle regole contrattuali), costringendo le organizzazioni sindacali alla logica rottura delle relazioni industriali in Lombardia».
«Poste Italiane - continua Tancredi - ha dimostrato così ancora tutta la propria ottusità ed incapacità: infatti, oltre a causare una forte confusione fra tutti i lavoratori, dà prova di una forte sottovalutazione del grande valore della condivisione, vera ed importante anche di fronte alla realizzazione dei progetti di cambiamento aziendali, che solo con la partecipazione e condivisione attiva dei lavoratori possono essere realizzati appieno e portare a risultati concreti utili a tutti, collettività e azienda. Invece in Poste le decisioni continuano a cadere dall'alto senza tener conto né della realtà lavorativa e personale degli individui coinvolti, che siano i lavoratori o la clientela e la realtà produttiva di un territorio».
«Inoltre - proseue il comunicato - continuano a rimanere del tutto oscure le ragioni vere di questo progetto di riordinamento, soprattutto di fronte ai veri problemi che da tempo non trovano risposte in Poste Italiane, primo fra tutti la forte carenza di personale che sta rendendo infrequentabili da parte della clientela e di tutta la collettività gli uffici postali per le lunghe code e i tempi d'attesa a cui un cliente deve sottostare per effettuare la più banale operazione».
«Tutto perché non si è in grado o non si vogliono affrontare i veri problemi: carenza di personale sempre più ampia e procedure burocratiche sempre più articolate e complesse a cui i lavoratori devono adempiere giornalmente. Nonostante tutto questo, Poste sposta l'orario degli uffici postali al pubblico alle 8.15 con chiusura alle 13,45 (per gli uffici con la sola apertura antimeridiana e dalle 8.25 alla 19.10 per gli uffici aperti anche nel pomeriggio, riducendo ancora ulteriormente il tempo per le chiusure in carico ai colleghi). Si crede forse che intervenendo in questo modo le code spariranno e i tempi necessari per ogni operazione si accorceranno per magia? Noi sappiamo bene che non sarà così - conclude Tancredi - e che il disagio per i lavoratori e la collettività sarà sempre più elevato, per questo dichiariamo già l'apertura dello stato di agitazione (con lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni che superano l'orario d'obbligo) dal 27 febbraio al 17 marzo e ci stiamo attivando con il supporto degli uffici legali, per valutare la possibilità di una denuncia per comportamento antisindacale».
ilcapoluogo.com Aggiornato al 28/01/2012 16:22
Celano. Natalini: disagi alle Poste, pronti ad avviare
class action
Celano, 28 dic 2012 - «Una azione collettiva nei confronti di Poste Italiane per i troppi e non più tollerabili disagi arrecati agli utenti». Questa l’intenzione manifestata da Ermanno Natalini.
Una vera e propria class action «per porre fine a quella che in molti, anche pubblicamente, hanno definito una situazione non più sostenibile. Le lunghe file agli sportelli, le stressanti attese, la mancanza di personale ed il ritardo nella consegna della corrispondenza stanno arrecando dei seri problemi alle famiglie ed alle imprese non solo di Celano ma anche di altri Comuni della Marsica. Purtroppo stando alle notizie riportate dagli organi di stampa ad oggi nessun segnale positivo è arrivato da Poste Italiane ed a nulla sono valse le prese di posizione di cittadini, di imprenditori e di associazioni di categoria; tutto questo sembra non interessare ai responsabili delle Poste che hanno assunto l’atteggiamento tipico di chi fa orecchie da mercante. In questo disagio generale e diffuso l’unico strumento concreto che gli utenti hanno per far valere i lori diritti ed impegnare le Poste alle loro responsabilità è quello di intentare una azione collettiva nei loro confronti».
«Mi farò carico - prosegue Natalini - anche coinvolgendo le associazioni di categoria e tutti gli utenti che stanno subendo questi disagi, di monitorare la situazione, raccogliere le loro segnalazioni ed affidare alle associazioni dei consumatori il mandato per verificare se sussistono i termini e le condizioni per un’azione risarcitoria».
«Va da sé - ha concluso - che questa possibile soluzione assumerebbe un forte valore se condiviso anche dalle amministrazioni locali che oggi sono alle prese con questa problematica. Già il Centro Giuridico dei Consumatori della Marsica guidato da Augusto Di Bastiano si è reso disponibile per le prime verifiche».
VareseNews / Lettere al direttore / Per Poste Italiane il cliente è un optional - 30/01/2012
Per Poste Italiane il cliente è un optional
Spettabile Direttore,
desidero segnalare quello che, a mio parere, è un esempio di cattiva gestione dei rapporti tra Poste Italiane e i suoi "clienti".
A Varese abbiamo diverse sedi, per praticità mi avvalgo di quella sita in Via Pasubio, l'ufficio detto "Varese 2".
Tempo addietro questo ufficio aveva sperimentato l'orario d'apertura pomeridiano, con soddisfazione di molti utenti. A un certo punto la competente Direzione di Poste Italiane S.p.A. ha deciso di chiudere la sperimentazione riportando l'orario d'apertura tra le 8.30 e le 14.00. Pessima decisione, ma tant'è.
Ora, da pochi giorni, forse da oggi (sul sito istituzionale, come può vedere dall'immagine allegata, stampata pochi minuti fa, l'orario è ancora quello indicato sopra), una nuova decisione, anch'essa non ispirata alla qualità del servizio nei confronti dell'utenza.
L'orario è stato anticipato di ben cinque minuti per quanto riguarda l'apertura al mattino (8.25) ma, purtroppo di ben venticinque per quanto riguarda la chiusura, che ora avviene, con precisione svizzera, alle 13,25.
In pratica, chi non può recarsi in Posta in orario di lavoro e deve approfittare della pausa pranzo, quando questa viene posticipata per esigenze d'ufficio può scordarsi di potersi avvalere dei "servizi" postali. Naturalmente gli è sempre concesso di correre a rotta di collo la sera, dopo le 18, a cercare uno degli uffici che osservano ancora l'orario pomeridiano.
Mi piacerebbe sapere a quale logica "customer oriented", per usare espressioni moderne care ai manager di Poste Italiane, sia utilizzata nel prendere le decisioni che incidono sulla fornitura dei servizi agli utenti, ma soprattutto, sarei curioso di sapere come vengono valutati tali dirigenti ai fine della corresponsione dei premi di produttività che, é bene ricordarlo, per quanto Poste Italiane si fregi del titolo di S.p.A., sono pagati con denaro pubblico.
Cordiali saluti.
30/01/2012
Bagarre sui nuovi orari delle poste
ilcittadino.it/p/notizie/cronaca_lodi/2012/01/27 (27 gennaio 2012)
Si cambia negli orari al pubblico degli uffici di Poste Italiane. L’annuncio è arrivato ieri dal sindacato Cisl. Da lunedì mattina gli sportelli per lettere e per le operazioni finanziarie nel Lodigiano dovrebbero avere turni anticipati o differiti di una decina di minuti. «Per quanto riguarda le sedi che rimangono aperte dal lunedì al venerdì, tutta la giornata con orario continuato, l’apertura sarà dalle 8.25 alle 19.10 (fino ad oggi l’orario è stato 8.30-19); il sabato il servizio verrà garantito dalle 8.25 alle 12.35 - informa Giovanni Martorana della Slp-Cisl - gli uffici più piccoli, aperti solo al mattino e a turno unico, osserveranno invece dal lunedì al venerdì il seguente orario: 8.25-13.35 (prima era dalle 8.30 alle 14); sabato dalle 8.25 alle 12.35».
Per quanto riguarda poi gli uffici con un solo operatore o due, che si trovano in alcuni paesi del Lodigiano, anche loro subiranno delle modifiche nell’organizzazione. «L’orario per il pubblico, da lunedì al venerdì, da settimana prossima sarà dalle 8.15 alle 13.45 (attualmente è dalle 8.30 alle 14); sabato dalle 8.15 alle 12.45 - prosegue il rappresentante dei lavoratori, Giovanni Martorana - purtroppo di questa situazione i dipendenti sono stati avvisati via fax in questi giorni. E questo rischia di creare dei disagi. Riteniamo che questa sia un’iniziativa unilaterale ed è scandaloso che l’azienda Poste anziché effettuare un confronto per la specificità delle diverse situazioni nelle varie province, introduca una modifica solo attraverso una frettolosa comunicazione via fax, senza avvisare per tempo la clientela». Intanto diverse sigle (Slp-Cisl, Uil-Poste, Confsal e Ugl) hanno proclamato uno sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive. Era già stato avviato l’anno scorso e ora ripartirà dal 27 febbraio fino al 17 marzo. «Le relazioni tra alcune rappresentanze sindacali e Poste italiane sono ormai interrotte da tempo - sottolinea Martorana - avevamo già denunciato la carenza di organico nel settore della sportelleria e ora anche il servizio di recapito è in difficoltà per la mancanza di dipendenti. Di fronte a questo l’azienda non sta facendo nulla. Anzi è pronta a varare una nuova iniziativa per modificare gli orari. Una gestione così approssimativa dei servizi postali, in un’importante regione come la Lombardia, rischia di compromettere la tenuta occupazionale e di vanificare i sacrifici dei lavoratori che con senso di responsabilità hanno contribuito, attraverso una serie di riorganizzazioni, alla tenuta complessiva dell’azienda».
laprovinciadilecco.it 1 febbraio 2012
Poste, dopo i nuovi orari arriva lo sciopero
LECCO La riorganizzazione delle Poste non va giù ai sindacati. Una prima iniziativa di sciopero in Lombardia è già stata programmata dal 27 febbraio al 17 marzo, non escludendo uno sciopero generale regionale, dopo aver sentito i lavoratori nelle assemblee.
«Cosa si cela - si domandano Cisl, Uil, Confsal e Ugl della Lombardia - dietro la manifesta volontà di portare il settore allo sbando?. Nel bel mezzo di una colpevole e generale disorganizzazione, con il personale insufficiente a garantire la regolare funzionalità dei servizi, dopo ben 2 giorni dalla già avvenuta modifica degli orari di apertura e di chiusura degli uffici postali al pubblico, questi solo oggi vengono comunicati al personale per le conseguenti modifiche da apportare negli avvisi per il ritiro degli oggetti a firma non consegnati».
«Quasi tutti i centri di recapito della Lombardia - scrivono i sindacati - sono in sofferenza per la carenza di personale nelle zone di recapito anche per le assenze per ferie, malattie, infortuni ecc… (fra i tanti, in un ufficio con 6 zone è c'è un solo titolare). Al 31 gennaio sono scaduti i contratti e tempo determinato, e solo in questi giorni, con colpevole e forse programmato ritardo, inizieranno le procedure per le assunzioni di un nuovo contingente di ctd nemmeno sufficiente a coprire le assenze strutturali.
«A questo vanno aggiunte le “geniali nuove metodologie gestionali per la fruizione forzosa” delle ferie con illegittimi obiettivi assegnati mese per mese ai responsabili dei centri di recapito e con gli altrettanti obiettivi di riduzione degli straordinari ed abbinamenti. L'Alt Lombardia sembra non conoscere che esiste una titolarità di zona e che per la loro copertura, in qualsiasi caso di assenza del titolare, è previsto il pagamento degli straordinari e/o della flessibilità operativa».
«Con atto unilaterale è stato comunicilecco.it/admin_media/js/tiny_mce/themes/advanced/langs/it.js">ato con grave ritardo al personale degli uffici postali nel pomeriggio di giovedì 26 gennaio. Solo dopo ben 2 giorni dall'entrata in vigore, tale modifica è stata comunicata ai responsabili dei Cpd per inserire i nuovi orari negli avvisi degli oggetti a firma non consegnati per assenza del destinatario (inesitate). Ad oggi le modifiche sui palmari non sono ancora state apportate. Questo colpevole ed ingiustificato ritardo sta penalizzando i cittadini e le imprese che si recano negli uffici negli orari indicati e li trovano già chiusi. I disservizi e le pesanti lamentele si riversano sull'incolpevole personale degli uffici postali con un ulteriore aggravio di immagine per Poste Italiane».
«Il personale di servizi postali ed i cittadini della Lombardia - stigmatizzano i sindacati - non si meritano una gestione così insipiente di un importante settore dell'azienda e di un altrettanto importante servizio di pubblica utilità. Così facendo si penalizzano i cittadini e le imprese con grave danno per l'occupazione e l'economia dell'intera regione».
Grillini (Cisl Poste ER) accusa Poste Italiane: “gli
orari diversi da ufficio a ufficio porteranno il caos”
sassuolo2000.it/2012/01/3030 gen 12 - (277)
“Quello di febbraio sarà un mese di enormi disagi per i clienti di Poste Italiane: alla cronica carenza di personale agli sportelli, da oggi, lunedì 30 gennaio, si sommeranno le singolari modifiche degli orari al pubblico decise dall’azienda. Un caos assoluto, con uffici che avranno aperture al pubblico diverse a seconda dell’importanza degli stessi, generando non poca confusione nella clientela. Così, ad esempio, anche nel medesimo territorio comunale ci potrebbero essere uffici postali con orari di apertura diversi”.
E’questa l’accusa lanciata questa mattina da Valerio Grillini, segretario regionale dei postelegrafonici della Cisl, al termine di un incontro sindacale della propria categoria. “Da mesi – rincara la dose il sindacalista – protestiamo e nello stesso tempo presentiamo proposte alternative per fronteggiare la scarsità di personale (solo nella nostra regione siamo sotto organico di oltre 350 unità) e la mancanza totale di investimenti in innovazione tecnologica. Da mesi l’azienda si trincera dietro il labile pretesto di una mancanza di risorse, sebbene i fatti parlino di un bilancio positivo per oltre un miliardo di euro e di lauti compensi per i dirigenti”. “Ora – continua Grillini – la diversificazione degli orari degli uffici postali appare come il classico esempio di un rimedio peggiore del danno, una soluzione pasticciata che, sommata alle altre carenze, aggraverà notevolmente disagi per i clienti di Poste Italiane”.
Anche in questo caso, i postelegrafonici della Cisl hanno avanzato proposte alternative e migliorative che tengono conto delle diverse esigenze territoriali e delle abitudini locali, ma l’atteggiamento di totale chiusura al dialogo da parte dell’azienda ha costretto la categoria della Cisl, insieme alla UIL-Poste e all’UGL-Comunicazioni, a proclamare in tutta la regione, dal 4 al 13 febbraio, un ulteriore blocco delle prestazioni straordinarie del personale degli uffici postali.
“Siamo consapevoli degli ulteriori disagi che stiamo arrecando e che continueremo ad arrecare alla cittadinanza – ha concluso il segretario generale regionale della Federazione lavoratori delle Poste Cisl -, ma purtroppo, ancora una volta, non abbiamo altro mezzo per farci ascoltare da un’azienda che punta solo a fare profitti, infischiandosene sia dell’utenza sia dei lavoratori”.
primonumero.it/attualita - 30/01/2012 –
CISL SLP POSTE: "NUOVO ORARIO, PIù DISAGI"
Novità per la clientela di Poste Italiane del Molise: da giovedì 26 gennaio Poste Italiane ha modificato gli orari di apertura al pubblico di tutti gli uffici postali e conseguentemente l’orario di lavoro dei dipendenti. Ciò prevede l’anticipo dell’orario di apertura deli uffici (dalle 7.45/8.30 fino alle 13.30/14.30). «Un cambiamento che ha avuto un impatto fortemente negativo sia per la clientela sia per i lavoratori – afferma il segretario Territoriale Cisl Slp Antonio D’Alessandro - e le organizzazioni sindacali sono già sul piede di guerra, innanzitutto perché questa riorganizzazione non è stata né discussa né tanto meno condivisa né con le rappresentanze dei lavoratori né con gli organismi di rappresentanza politica e sociale del territorio coinvolto». «Siamo di fronte ad un’azienda – dichiara Franco Battista, segretario della Cisl Poste - che non vuole tenere in nessuna considerazione le necessità della clientela e della società a cui deve garantire un servizio e nello stesso modo rimane completamente sorda alle necessità dei lavoratori che senza alcun preavviso si vedono modificato il loro orario di lavoro con un impatto importante sulla vita loro e delle famiglie». Il cambiamento avviene in tempi molto stretti e da giovedì anche tutta la logistica, arrivo e recapito della corrispondenza negli uffici postali, ha subito modifiche per cui «le strutture aziendali del territorio sono in grandi difficoltà, non bastava il ghiaccio e la mancanza di benzina». Di fronte alla richiesta di Slp Cisl, Uil Post, Confsal comunicazioni e Ugl di discutere e condividere questo progetto, l’azienda è stata capace «solo di chiudere ogni porta e disponibilità al confronto (contravvenendo così anche alle regole contrattuali), portando le OO.SS. alla rottura delle Relazioni Industriali». «Poste Italiane - continua Antonio D’Alessandro - ha dimostrato così ancora tutta la propria ottusità ed incapacità, infatti, oltre a causare una forte confusione fra tutti i lavoratori, dà prova di una forte sottovalutazione del grande valore della condivisione, vera ed importante anche di fronte alla realizzazione dei progetti di cambiamento aziendali. Tutto perché non si è in grado o non si vogliono affrontare i veri problemi, carenza di personale sempre più ampia e procedure burocratiche sempre più articolate e complesse a cui i lavoratori devono adempiere giornalmente. Nonostante tutto questo, Poste sposta l’orario degli uffici postali al pubblico alle 8.15 con chiusura alle 13,45 (per gli uffici con la sola apertura antimeridiana e dalle 8.25 alla 19.10 per gli uffici aperti anche nel pomeriggio, riducendo ancora ulteriormente il tempo per le chiusure in carico ai colleghi). Si crede forse che intervenendo in questo modo le code spariranno e i tempi necessari per ogni operazione si accorceranno per magia? Noi sappiamo bene che non sarà così e che il disagio per i lavoratori e la collettività sarà sempre più elevato, per questo atteggiamento per niente riguardoso, diverse sigle sindacali si stanno attrezzando per un’ulteriore clamorosa protesta, contestualmente si stanno attivando con il supporto degli uffici legali, per valutare la possibilità di una denuncia per comportamento antisindacale».
bresciaoggi.it/28/01/2012
Poste, da lunedì nuovi orari
Sindacati sul piede di guerra
IL CASO. Rottura delle contrattazioni sulla riorganizzazione dei servizi postali e sull'anticipo dell'apertura. Le parti sociali critiche sul piano Marinaccio della Spl Cisl attacca: «Questa decisione è scandalosa». L'azienda: «Non cambia nulla»
Brescia. Sono bastati 15 minuti di orologio per cancellare ogni margine di trattativa tra Poste Italiane e i sindacati regionali di categoria di Cisl, Uil, Confsal e Ugl. Un quarto d'ora di anticipo «accademico» delle apertura agli sportelli che, secondo le parti sociali, palesa «l'atteggiamento di chiusura e di mancato confronto rispetto ai molti problemi presenti nell'ambito dei servizi postali e del settore del bancoposta». Così anche la modifica degli orari, a partire da lunedì 30 gennaio, di apertura e chiusura al pubblico degli ufffici postali e dei collegamenti dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza per l'inoltro alle varie destinazioni, ha contribuito alla rottura delle trattative e alla chiusura anticipata del tavolo che si era aperto per «assumere decisioni concertate». «E' scandaloso che anziché effettuare un confronto per la specificità delle diverse situazioni nelle varie province e realtà territoriali per poi preallertare per tempo la clientela - ha affondato Giuseppe Marinaccio, segretario generale Slp Cisl Lombardia - a sole 48 ore dall'introduzione di una modifica di tale portata assistiamo al frettoloso invio tramite fax, praticamente all'orario di chiusura degli uffici, di cartelli da esporre al pubblico». Non solo. «L'azienda a nostro avviso ha perso il controllo della situazione - non nasconde il suo dissenso Marinaccio - e non si preoccupa dei disservizi e dei danni all'immagine che ne conseguono, in considerazione anche della carenza negli organici del personale che ha portato ad un forte aumento dei tempi di attesa in coda con tante postazioni di lavoro vuote». In un momento già difficile per tutte le aziende, denuncia la Cisl Poste regionale, una gestione così approssimativa dei servizi postali in un'importante regione come la Lombardia, rischia di compromettere la tenuta occupazionale e di vanificare i sacrifici dei lavoratori «che con senso di responsabilità - ha concluso Marinaccio - hanno contribuito, attraverso una serie di riorganizzazioni, alla tenuta complessiva dell'azienda che vanta utili di bilancio da oltre nove anni, risparmiando sui costi anche del personale e non investendo in innovazione, sicurezza e formazione». IN SOSTANZA, per la stragrande maggioranza degli uffici (che sono a turno unico), dal lunedì al venerdì vi sarà una riduzione di 20 minuti di apertura al pubblico, mentre al sabato i tempi complessivi rimangono invariati. Polemiche che non sembrano turbare Poste Italiane. «I nuovi orari non rappresentano alcuna rivoluzione copernichiana - sottolineano alle Poste -. Si tratta di un anticipo di apertura di qualche minuto che non danneggerà nè gli utenti nè i lavoratori. Ogni decisione è stata presa analizzando l'organizzazione complessiva dei servizi». Come dire che la direzione delle Poste respinge al mittente qualsiasi polemica e getta acqua sul fuoco. Del resto, scorrendo le nuove tabelle degli orari la differenza è effettivamente poco significativa. Discorso diverso se si pensa ai lavoratori che, per entrare in ufficio dieci minuti prima dovranno anticipare la partenza in treno o uscire di casa anche un'ora prima. Su questo punto i sindacati sembrano essere intransigenti, criticando il piano di riorganizzazione e quei 15 minuti di scarto tra il nuovo «tabellone» e quello rispettato fino ad oggi. Lunedì gli sportelli seguiranno la nuova scaletta e gli eventuali disservizi verranno a galla immediatamente. Intanto c'è chi ha cercato lumi sui nuovi orari anche via internet. ma sul sito di Poste Italiane gli orari sono ancora quelli vecchi.
Giuseppe Spatola
ForlìToday » Economia di Redazione 30/01/2012
Poste, prende il via
"Cantiere consumatori"
Poste Italiane, attraverso alcuni incontri periodici, valorizza il dialogo con le Associazioni dei Consumatori, con l'obiettivo di migliorare costantemente la qualità dei prodotti e dei servizi
Poste Italiane, attraverso alcuni incontri periodici, valorizza il dialogo con le Associazioni dei Consumatori, con l'obiettivo di migliorare costantemente la qualità dei prodotti e dei servizi. L'incontro che si è tenuto a Forlì presso la sede direzionale di Poste Italiane con i rappresentanti territoriali di Adiconsum, Adoc, Federconsumatori e Lega Acli, ha dato il via ad un "Cantiere consumatori", un tavolo di consultazione per esaminare i diversi temi di interesse dei cittadini.
E' stata inoltre un'occasione per approfondire con le Associazioni la normativa contenuta nella legge 22 dicembre 2011 n. 214, che impone limiti all'uso del contante, obbliga all'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici e, dal 7 marzo prossimo, non consente agli istituti finanziari di effettuare pagamenti di pensione in contanti di importo superiore ai mille euro.
I rappresentanti dei consumatori sono stati informati dal responsabile sportelli della filiale di Forlì, Maurizio Casali, e dal responsabile risorse umane per il recapito nelle province romagnole, Sergio Malavolti, che già durante il pagamento del rateo di gennaio, negli uffici postali forlivesi e cesenati personale qualificato ha illustrato le caratteristiche e i vantaggi degli strumenti elettronici di prelievo o di pagamento a disposizione della clientela.
lagazzettadelmezzogiorno.it/ 27 Gennaio 2012
Poste, lunghe attese
e mugugni a Matera
di Donato Mastrangelo
MATERA - Non ci sono più le file interminabili e le snervanti attese della scorsa estate, quando il black out ai sistemi informatici nei primi giorni di agosto complicò le procedure, ma le operazioni agli sportelli delle Poste Italiane restano sempre piuttosto complesse, tra mugugni e file da parte di numerosi cittadini soprattutto quelli più anziani. È quanto accade quotidianamente nell’ufficio di via Passarelli nonostante l’abnegazione e la professionalità dei dipendenti. Per una operazione ad uno degli sportelli preposti ai servizi finanziari, quindi anche per il pagamento delle bollette delle utenze domestiche, il tempo medio di attesa è all’incirca di sessanta minuti.
Ad accrescere il carico di lavoro, poi, ci si è messo anche il bonus carburanti, con l’adempimento indispensabile per attivare la card. Sono ormai tanti gli utenti che per eludere le estenuanti file ritirano uno o più biglietti preferendo ripassare in seconda battuta sperando di trovare migliore fortuna. Marco Saloni è in attesa del proprio turno seduto all’esterno dell’ufficio con lo sguardo al monitor che visualizza numeri e sportelli.
«In base all’utenza - dichiara il signor Saloni - a mio avviso sarebbe necessario potenziare gli sportelli delle Poste in città. Qui in via Passarelli i tempi di attesa sono sempre lunghi ma allo sportello del rione di Piccianello le cose vanno anche peggio. Probabilmente il fatto di diversificare l’offerta dei servizi non è andata nella direzione di snellire le operazioni e quindi di agevolare gli utenti che ormai ne hanno fatto una ragione.
C’è sempre da aspettare un bel po’. Una soluzione potrebbe essere quella di riservare degli sportelli dedicati per non accavallare determinati servizi come il pagamento delle bollette. È vero le bollette si possono pagare anche nei tabacchini ma dovrebbero far pagare di meno la tassa». La pensa più o meno allo stesso modo il signor Piero Altacera. «Ormai ci si è quasi abituati a fare lunghe attese agli uffici postali. Forse sarebbe opportuno avere più sportelli per il pagamento delle bollette». Ai disagi per il tempo trascorso in attesa di poter effettuare le operazioni agli sportelli si assommano altre situazioni poco decorose come il vezzo di parcheggiare le automobili in via Passarelli addirittura sul marciapiede antistante senza che nessuno batta ciglio.
Nei mesi scorsi Giuseppe Cotugno di Federconsumatori interpellato sui servizi erogati all’utenza da parte di Poste Italiane si era soffermato sulla strategia aziendale di trasferire i servizi allo sportello dalla sede di via del Corso e quella di via Passarelli. Altre lamentele nei mesi scorsi, da parte dell’utenza, erano state avanzate circa il depotenziamento dell’ufficio situato in via Mattei, ritenuto strategico come posizione geografica per servire un’ampia fetta dell’utenza materana.
Si va invece normalizzando la situazione per quanto concerne la carta bonus carburanti, con tanti patentati che si erano riversati negli uffici postali. Nelle scorse settimane gli utenti hanno ricevuto, con due recapiti distinti, il codice Pin e attraverso un’altra spedizione la card. Operazioni che Poste Italiane sta completando in questi giorni.
La Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Dipartimento Energia del Ministero dello sviluppo economico aveva rassicurato sulle operazioni di invio e accredito delle carte carburanti.
Dal primo febbraio Poste Italiane procederà con gli accrediti (circa 20 mila al giorno) e dal 18 febbraio i titolari di card già attivate potranno spendere i 100 euro e 70 centesimi caricati per la prima annualità.
ilgiorno.it/monza/cronaca/2012/02/04
Monza Brianza > Poste chiuse per inagibilità Interrogazione in Parlamento. Deputati del Pd sul futuro dell'ufficio
Poste chiuse per inagibilità Interrogazione in
Parlamento
Deputati del Pd sul futuro dell'ufficio
La sede di Briosco è stata chiusa dopo il terremoto della scorsa settimana perché ritenuto pericoloso dal punto di vista strutturale. Sui banche di Montecitorio un'interrogazione
Una veduta dell'edificio delle Poste di Briosco, in Brianza, chiuso perche’ inagibile dopo il terremoto
Briosco, 4 febbraio 2012 - La chiusura dell'ufficio postale è arrivata in Parlamento. Nei giorni scorsi a preparare un'interrogazione parlamentare sul problema del comune brianzolo si sono mossi i deputati del Partito democratico Alessia Mosca e Enrico Farinone. I due politici brianzoli hanno preso a cuore la questione: «La chiusura dell'ufficio postale di Briosco, avvenuta per la seconda volta in tre anni dopo l'accertamento di insufficiente sicurezza in caso di terremoti svolto dalle autorità competenti, pone la comunità della zona, che conta circa 6 mila persone, in una situazione di grave difficoltà», ha sottolineato Alessia Mosca, deputata monzese del Pd.
La chiusura dell'ufficio di via Trieste è avvenuta ufficialmente lo scorso 23 gennaio: attualmente è attivo lo sportello della frazione di Capriano. «Dopo il terremoto della scorsa settimana l'ufficio è stato dichiarato nuovamente inagibile ma non è stata predisposta alcuna sede provvisoria, al contrario di quanto avvenuto nel 2009, quando era stato attivato un ufficio postale mobile», spiega Enrico Farinone. Una situazione simile è avvenuta due anni fa, nell'estate del 2009 quando per i problemi allo stabile i vertici di Poste Italiane avevano deciso per una chiusura dell'ufficio che sorge in centro.
«Adesso, quindi, i cittadini si troverebbero costretti a rivolgersi all'ufficio postale di Capriano, nello stesso comune ma distante tre chilometri, con conseguenti disagi sia per la clientela sia per l'ufficio postale stesso, inadeguato e impreparato ad affrontare un simile aumento del carico di lavoro. Abbiamo, dunque, presentato un'interrogazione al Governo per chiedere - hanno poi concluso i due parlamentari - quali misure intenda avviare per fornire nell'immediato una valida alternativa ai cittadini di Briosco rispetto al disagevole ufficio di Capriano e, soprattutto, per risolvere definitivamente la questione relativa alla ristrutturazione o, eventualmente, alla costruzione di una nuova sede dell'ufficio postale di Briosco».
di Laura Ballabio
Poste Avigliano: sindaco risponde a interrogazione
Gruppo Pdl
basilicatanet.it 03/02/2012 18:09
BASCon riferimento alla interrogazione a firma di cinque consiglieri Comunali iscritti al Gruppo Consiliare del PDL ed avente ad oggetto il potenziamento del servizio che Poste Italiane eroga sul territorio comunale si riporta quanto segue.
“Numerosi cittadini aviglianesi, con una petizione del giugno 2011 avevano segnalato alla Direzione Compartimentale di Poste ed allo scrivente i gravi disagi causati dalla insufficienza del personale impiegato sullo sportello di Avigliano Centro (due unità a fronte di cinque sportelli presenti), che in diverse occasioni aveva determinato momenti di tensione tra gli utenti, soprattutto negli orari di maggiore affollamento.
Non avendo ricevuto riscontri, con nota del 29 settembre 2011 lo scrivente chiedeva alla Direzione Compartimentale per la Basilicata di conoscere quali provvedimenti fossero stati adottati per ovviare ai disservizi segnalati. Il 13 ottobre 2011, presso il Comune di Avigliano, si teneva un incontro con il Direttore dell’Ufficio di Avigliano sulle problematiche segnalate nel corso del quale venivano fornite ampie rassicurazioni sul potenziamento del personale impiegato e sul miglioramento dei servizi offerti sull’intero territorio comunale”. Lo comunica il sindaco di Avigliano, Vito Summa, in risposta all’interrogazione presentata in merito dal Gruppo consiliare del Pdl.
“Successivamente, con nota del 30.12.2011 – prosegue il promo cittadino di Avigliano - lo scrivente chiedeva nuovamente un intervento immediato della dirigenza di Poste Italiane per i disservizi che si erano determinati su alcuni sportelli delle frazioni durante le festività natalizie a causa della chiusura degli stessi e dello spostamento del personale presso altri sportelli in sostituzione del personale in ferie.
Allo stato continuano a pervenire continue segnalazioni di disservizi e di disagi da parte dei cittadini, anche rispetto all’accessibilità ed ai parcheggi, che richiedono un ulteriore impegno per un loro definitiva risoluzione.
È evidente che il perdurare dei disservizi sulla rete degli sportelli postali penalizzi tutti gli utenti del servizio e, purtroppo, concorra al depauperamento di funzioni fondamentali e ad un peggioramento progressivo sulla qualità delle prestazioni, in molti casi rivolte a persone anziane impossibilitate a utilizzare servizi alternativi.
In passato la Provincia di Potenza con un accordo sottoscritto con Poste Italiane aveva scongiurato il ridimensionamento di molti sportelli e probabilmente un accordo tra i diversi livelli istituzionali, Comuni e Poste Italiane potrebbe favorire una soluzione adeguata.
La tutela degli sportelli presenti sul territorio e dei servizi da questi erogati – conclude Summa - coincidono con la difesa di un patrimonio pubblico di personale e di risorse, fondamentali per la coesione e la crescita di molte realtà locali che va preservato all’interno di uno sforzo comune, come stanno facendo l’ANCI e le organizzazioni sindacali, e deve necessariamente incontrare il sostegno di tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna”.
BAS 05
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venerdì 3 febbraio 2012
Vertenza Poste: I sindacati si mobilitano
Cgil, Cisl e Uil di Basilicata si mobilitano sulla vertenza Poste Italiane.
Stamane a Potenza si è tenuta una conferenza stampa con i segretari generali Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro e i rappresentanti delle categorie dei lavoratori postali e delle associazioni dei consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Adoc, nel corso della quale sono state illustrate le iniziative che saranno messe in campo nelle prossime settimane per affrontare e risolvere la difficile situazione in cui versa il sistema postale in Basilicata.
Una battaglia, hanno precisano i sindacati, che unisce in un fronte comune i lavoratori e gli utenti.
I sindacati hanno annunciato un presidio per mercoledì 8 febbraio davanti al compartimento centrale di Poste Italiane in Via Grippo (Chianchetta), con il coinvolgimento dei sindaci e dei parlamentari lucani, e l'adesione alla manifestazione promossa dall'Anci che si terrà domani a Brienza.
Per il segretario della Cisl Falotico “in Basilicata siamo di fronte a un vero e proprio black-out che sta producendo gravi disservizi agli utenti e agli stessi operatori.
Il nostro obiettivo è recuperare le carenze di organico che sono la vera causa dei disservizi a fronte di un ventaglio di servizi sempre più ampio. Vogliamo un servizio con standard da paese civile e non da terzo mondo”.
Per i sindacati serve nuovo personale per rispondere ai carichi di lavoro sempre più pesanti e risolvere alla radice i disservizi che colpiscono i cittadini.
Dal primo febbraio gli straordinari sono aumentati di 1.500 ore e, secondo indiscrezioni, saranno appena una decina le unità che Poste Italiane intende impiegare per il programma del bonus benzina.
Secondo il segretario della Cgil Genovesi “per affrontare l'emergenza è necessaria la convocazione di un tavolo di confronto per discutere un programma di assunzioni con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta e ridurre i carichi sempre più pesanti sui lavoratori”.
Genovesi ha inoltre richiamato la necessità di riprendere il tavolo interistituzionale creato nel 2005 con Poste ed enti locali per capire come si organizza la rete dei servizi sul territorio nel lungo periodo.
Il segretario della Uil Vaccaro ha evidenziato che “dal '98 al 2010 sono aumentati i dirigenti ma non il personale” e ha denunciato “l'insensibilità delle istituzioni locali che stanno facendo troppo poco nei confronti di Poste Italiane.
Questa è una battaglia di civiltà che serve a recuperare un minimo di decenza e che non riguarda solo i sindacati ma anche chi rappresenta la società civile e le istituzioni.
Se le istituzioni non cambieranno atteggiamento – ha concluso Vaccaro – saremo noi a cambiare i nostri rapporti con le istituzioni”.
Venerdì 03 Febbraio 2012 13:57
POSTE: SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO PER I LAVORATORI
DAL 3 AL 13 FEBBRAIO
Scritto da com/sdb
(AGENPARL) - Roma, 03 feb - SLP CISL continua la protesta per i disagi creati ai lavoratori e ai clienti dalla riorganizzazioni unilaterale negli uffici di Poste Italiane. Dal 23 gennaio Poste Italiane S.p.A. ha modificato gli orari di servizio del personale degli uffici postali della regione e gli orari di apertura e chiusura al pubblico e, in alcuni casi ha chiuso uffici definiti “diseconomici” senza consultare le OO.SS. come previsto dal CCNL, sorda ai problemi che sorgevano e senza ricercare prima soluzioni ai problemi dei lavoratori e della clientela. L’atteggiamento inspiegabile di Poste Italiane S.p.A. ci costringe a proclamare, assieme a Uil Post, Sailp Cisal e Ugl, lo sciopero dello straordinario per i lavoratori, dal 3 al 13 febbraio. Troppi i disagi nella rete degli sportelli: alla storica carenza di personale, strumenti di lavoro obsoleti piattaforma informatica inadeguata si aggiungono le problematiche di orari non rispondenti alle necessità del territorio o dei lavoratori che creano ulteriori inefficienze e compromettono la qualità del servizio erogato. Denunciamo inoltre la mancanza di informazione da parte di Poste Italiane alla cittadinanza, che non è stata informata dei nuovi orari attraverso i vari mezzi di comunicazione ma solo attraverso avvisi tardivamente esposti sulle porte degli uffici alla chiusura di sabato 21 gennaio. Continua la lotta di SLP CISL per ristabilire equilibrio in un settore determinante per questa azienda, per la qualità del lavoro al pubblico e per un servizio migliore per tutti.
Giovedì 02 Febbraio 2012 11:28
POSTE: SLP CISL, MODIFICA ORARI SENZA CONFRONTI CON IL
SINDACATO
Scritto da com
(AGENPARL) - Roma, 02 feb - Poste Italiane modifica gli orari di apertura e chiusura degli Uffici Postali senza nessun confronto con le Organizzazioni Sindacali. La SLP CISL esprime forte dissenso in merito alla decisione di Poste Italiane Spa, che dal 30 gennaio scorso ha apposto delle variazioni agli orari al pubblico per ciò che concerne gli sportelli, oltre che al collegamento dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza.
“Anziché effettuare un confronto per le diverse specificità che la provincia di Foggia presenta, assistiamo invece ad un frettoloso tam tam di fax, e-mail e cartelli da esporre per la modifica degli orari – afferma il segretario generale della Slp Cisl Foggia, Antonio Lepore, secondo cui “è l’ennesima iniziativa unilaterale di Poste che continua a non preoccuparsi dei reali problemi che esistono: disservizi, con conseguente danno d’immagine, e carenza di organico, che stanno portando ad un aumento delle attese in coda della clientela, con tante postazioni di lavoro che rimangono invece vuote”.
Il disaccordo del sindacato si acuisce se si pensa alla specificità stessa del territorio di Capitanata “area ad alto tasso delinquenziale – sottolinea la SLP CISL - dove i commercianti chiedono una chiusura anticipata delle attività. Poste Italiane decide invece di posticipare l’orario di chiusura, aumentando di fatto il rischio rapine, con riverberi anche sui lavoratori costretti ad uscire dall’ufficio anche dopo le ore 21.00” . A questo va aggiunta la volontà aziendale di non rinforzare il personale, soprattutto negli Uffici del Gargano, del Sub Appennino, e di alcune realtà del Basso Tavoliere, dove, secondo stime approssimative, mancano circa 50 unità: “In un momento così difficile per tutte le aziende, non vorremmo che i sacrifici fatti dai lavoratori postali, attraverso una serie di riorganizzazioni, che ha prodotto un utile aziendale consolidato ormai da nove anni, vengano vanificati con strategie discutibili” rileva Lepore.
“La modifica degli orari di apertura e chiusura, senza nessuna concertazione, finalizzata solo a risparmiare sul costo del personale, a discapito dei cittadini, invece che rafforzarli, insieme ad investimenti in innovazione, sicurezza e introduzione di nuove risorse, rischia di compromettere fortemente lo stato stesso dell’Azienda, oltre che la tenuta occupazione, vera artefice dei risultati tanto sventolati in questi anni. Ci avvieremo in difetto – conclude il segretario della SLP CISL di Foggia - verso una nuova tornata di scioperi”.
Interrogazione sui cambiamenti d'orario degli uffici
postali
Scritto da on.Lucia Codurelli
leccoprovincia.it - Giovedì, 02 Febbraio 2012 11:13
CODURELLI, INTERROGA IL MINISTRO
POSTE: IL GOVERNO MAGGIOR AZIONISTA, RIDUCE IL SERVIZIO MENTRE LIBERALIZZA PER GLI ALTRI
Siamo ormai al paradosso: il Governo ha appena emanato un decreto sulle liberalizzazioni che amplia gli orari di apertura dei negozi e Poste Italiane cosa fa? Li riduce”
Si dichiara sconcertata l’On.Codurelli, dopo la notizia apparsa qualche giorno fa sulla stampa relativa alla riduzione degli orari degli uffici postali della nostra provincia, in quella di Sondrio e limitrofe, infatti sta interessando la Lombardia come molte regione italiane.
“E’ incredibile, ridurre e limitare l’orario di apertura delle poste creando ulteriori disagi alla popolazione oltre che tagliare posti di lavoro”.
Si corre il rischio - prosegue – di aumentare ulteriormente l’attuale situazione di disagio, dopo le solite dopo promesse di miglioramento, andando ad aumentare pesantemente i lunghi tempi d’attesa che i cittadini sono costretti a subire già da parecchio tempo, la non consegna della posta e l’ aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti non venendo sostituiti i famosi “esodati”, migliaia che oggi si trovano senza lavoro e senza pensione.
Essendo Poste un servizio pubblico il cui azionista di riferimento è il ministero del Tesoro – conclude - non è assolutamente accettabile che siano mancati i luoghi di concertazione prima di procedere a questo tipo di scelta, con le amministrazioni locali e con il sindacato, e per questo stamattina ho presentato un’interrogazione in Commissione per avere chiarimenti su quanto accaduto e per sapere dal Ministro se intenda intraprendere azioni di qualche tipo per scongiurare ulteriori disagi.
Lucia Codurelli
Lecco, 01.02.2012
In allegato l’interrogazione
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
Codurelli – Al Ministro dello Sviluppo Economico per sapere premesso che:
Si apprende dalla stampa locale della Lombardia, ma anche di altre regioni, che Poste Italiane in data 29 gennaio u.s. ha introdotto un nuovo orario di apertura e chiusura degli sportelli al pubblico, alla luce di un piano di riorganizzazione e razionalizzazione degli uffici postali e del personale. Detto provvedimento è stato assunto, inoltre, in maniera repentina ed unilaterale, senza alcuna trattativa né concertazione con le amministrazioni dei comuni interessati; le relazioni sindacali sono state interrotte per questo è in atto la mobilitazione dei lavoratori per mancanza di organico
Nello specifico sono previste riduzioni d'orario per il servizio ai cittadini e in concreto, comporteranno il funzionamento su due, massimo tre giorni alla settimana, per diversi uffici della Lombardia, soprattutto in quelli periferici delle province di Sondrio e Lecco;
Infatti, soprattutto nelle zone collinari e pedemontane della Lombardia, l’attuazione del suddetto piano di riorganizzazione, con relativo cambio di orario, significa incidere pesantemente sull’erogazione del servizio postale, già carente in molti settori: in moltissimi comuni delle province di Lecco e Sondrio, viene continuamente segnalata la mancata consegna della corrispondenza e le lunghe file agli sportelli,
il tutto nonostante le numerose denunce e i molteplici atti di sindacato ispettivo, la situazione è in continuo peggioramento;
va ricordato inoltre che Poste Italiane ha “esodato” più di 5000 lavoratori (oggi, moltissimi di loro sono senza lavoro e senza pensione in virtù delle nuove norme in materia di pensione) che però non sono stati sostituiti da nuove assunzione, pertanto molti sportelli rimangono chiusi, le file negli uffici aumentano così come i disagi per i cittadini m anche per i dipendenti;
quali opportune iniziative intenda assumere il Ministro al fine di garantire l'efficienza dell'essenziale servizio pubblico tutto e in particolare nelle aree disagiate, colpite dagli imminenti provvedimenti di chiusura o di riduzione delle aperture dei citati sportelli postali;
se il Ministro non ravvisi una grossa contraddizione tra il varo del decreto liberalizzazioni che amplia gli orari di apertura dei negozi e la riduzione invece di un servizio universale, come quello erogato da Poste Italiane, azienda il cui maggior azionista è il Governo.
Roma, 1 febbraio 2012
Niente bollette in pausa pranzo
Proteste in Posta per i nuovi orari
laprovinciadicomo.it/ 31 gennaio 2012
COMO Sorrisi, di certo, non ne ha riscossi. Il cambio d'orario entrato in vigore ieri alle Poste Italiane fa storcere il naso a quanti, e sono diversi, approfittano della pausa di mezzogiorno per andare a sbrigare le consuete incombenze.
Bollette, prelievi, versamenti e quant'altro sono spesso incastrati tra il pranzo e il rientro sul posto di lavoro, acrobazia resa certamente più difficile dalla decisione di anticipare la chiusura di 25 minuti, dalle 14 precedenti alle attuali 13.35, di sette uffici postali cittadini. Se anche è vero che l'apertura al pubblico è anticipata di 5 minuti la mattina, dalle precedenti 8.30 alle attuali 8.25, è opinione comune che non sia l'anticipo mattutino, quanto piuttosto quello in fase di chiusura, il vero nodo da sciogliere del mutamento d'orario imposto dalle poste.
«Di solito - dice Lorena Reani - utilizzo la pausa di mezzogiorno per sbrigare le faccende che, altrimenti, non riuscirei a seguire. Non appena finisco, attorno alle 12.30, mi muovo, cercando di fare quel che serve entro le 14, quando rientro sul posto di lavoro. È chiaro che se l'orario fosse rimasto quelle precedente avrei potuto fare tutto con un po' più di calma. In questo modo, invece, bisogna correre un po' di più. Sarebbe stato meglio mantenere la chiusura precedente, che era un po' più flessibile».
La nuova regolamentazione è valida negli uffici di Como 3 (via Diaz), Como 5 (via Bari), Tribunale (largo Spallino), Albate (via Canturina), Camerlata (via Badone), Breccia (via Malvisto) e Rebbio (via Tentorio). Negli stessi, il sabato andrà dalle 8.25 alle 12.35.
Disservizi e disagi alle Poste, L'Unione consumatori chiede un incontro
AgrigentoNotizie » Cronaca di Redazione 02/02/2012
Disservizi e disagi alle Poste, 'Unione consumatori
chiede incontro
I settori di maggiore criticità sono: pagamento dei conti correnti, pagamento delle pensioni e ritiro raccomandate
L'Unione consumatori di Agrigento, con il suo presidente Manlio Cardella, denuncia i disagi registrati nell'erogazione dei servizi postali di Poste italiane che causano profondo malessere negli utenti e nei cittadini. "I settori di maggiore criticità, a cui sono assegnate poche ed insufficienti unità lavorative - si legge nella nota - sono: pagamento dei conti correnti; pagamento delle pensioni, con la gente costretta a fare la fila stazionando sulle scale della posta centrale o bivaccando dentro le auto sin dalla sera prima l'erogazione della pensione; ritiro raccomandate: anche in questo caso non pochi disagi crea la stessa consegna della raccomandata a domicilio che sembra diventato un optional tanto è diffusa la pratica di lasciare velocemente l'avviso nella buca delle lettere. Tale pratica arreca non pochi aggravi al cittadino che è costretto a recarsi, con grandi difficoltà se lavoratore dipendente, presso gli uffici postali per il ritiro sottostando a lughe ed estenuanti code. Basta andare alla posta e fare la coda per avvertire addirittura lo stato di tensione sociale che c'è oggi tra i cittadini, tra la gente".
"Per quanto sopra - prosegue Cardella - si chiede un urgente incontro per aprire un confronto con la direzione della sede provinciale di Agrigento avente per oggetto nel merito, una migliore regolazione e vigilanza sui servizi postali, con particolare attenzione alla qualità dei servizi stessi, alle segnalazioni di eventuali disservizi e, in generale, alla tutela di consumatori e utenti in osservanza di quanto previsto dal codice del consumo e della Carta della qualità dei servizi".
A. Cam. Pagina 15 (1 febbraio 2012) - Corriere della Sera]
Il caso nel comasco
Gli impiegati a un corso Poste chiuse in tre Comuni
COMO - Uffici postali chiusi senza preavviso per un corso di aggiornamento del personale in tre Comuni del territorio lariano, Cavallasca, Drezzo e Gironico. Gli impiegati, assenti giustificati, non sono stati rimpiazzati dall' azienda e tutti gli sportelli delle poste sono rimasti bloccati per l' intera giornata di ieri. I rappresentanti sindacali sono pronti a sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio. Inferociti gli utenti dei tre paesi, che hanno trovato le porte degli uffici postali sbarrate senza che ci fosse alcuna spiegazione o indicazione sull' orario di riapertura. Poste Italiane non ha fornito alcuna spiegazione del disservizio. E' emerso però che i dipendenti erano assenti per un corso di formazione, ovviamente avallato dall' azienda. La società non si è preoccupata però della sostituzione del personale e neppure di avvertire l' utenza della chiusura degli sportelli. «Dal 2009 al 2011 sono andati in pensione 82 impiegati, nessuno dei quali è stato rimpiazzato - attacca Leonardo Palmisano, segretario della Slp Cisl di Como -. La carenza di personale è ormai gravissima e tale da impedire a Poste Italiane di garantire le sostituzioni». A. Cam.
Pagina 15
(1 febbraio 2012) - Corriere della Sera
oknovara.it/
Continuano i disservizi postali a Massino Visconti,
Dormelletto e Meina
MASSINO VISCONTI, 31 GEN – Continuano i disservizi nella consegna della corrispondenza da parte di poste italiane nei Comuni di Massino Visconti, Dormelletto, Meina.
La posta o non viene consegnata affatto oppure con molto ritardo provocando non pochi problemi a numerosi cittadini. In molti si sono ritrovati con la corrente tagliata o il telefono staccato perché non avendo ricevuto le bollette non le hanno pagate.
Indistintamente la situazione è arrivata all’apice dello scontento tanto che i primi cittadini, raccogliendo istanze e lamentele, si sono fatti portavoce di una situazione che ormai da tempo perdura.
A Massino da settimane i residenti del centro non ricevono la corrispondenza. Questo anche in concomitanza del trasferimento della portalettere in servizio da qualche anno. Cassette che rimangono vuote per parecchi giorni e poi, come per magia, riempite tutte d’un colpo.
I cittadini si sono rivolti al sindaco, che ha impugnato la penna e ha scritto una lettera al Prefetto di Novara e alla direzione provinciale delle Poste Italiane.
Anche il sindaco di Dormelletto è sul piede di guerra. Due settimane fa ha fatto un esposto alla Procura lamentando il disservizio arrecato ai suoi cittadini. A lanciare il problema è Lorena Vedovato: alcuni cittadini stanchi dei continui ritardi e del disservizio postale che non tiene conto delle esigenze della popolazione e soprattutto della tempestività nella ricezione.
Stessa situazione a Meina. Missive, raccomandate, bollette nelle cassette delle lettere per settimane non arrivano. In modo particolare le vie Moncalvo e la frazione di Ghevio.
Redazione online
Poste: Fnp-Cisl, organizzare servizi in funzione
utenti
Chiesta anche l'attivazione di sportelli
dedicati agli anziani
01 febbraio, 17:04
(ANSA) - POTENZA, 1 FEB - In Basilicata ''la situazione delle Poste e' insostenibile'', per le ''lunghe file e il malfunzionamento del sistema informatico'': il segretario dei pensionati della Cisl, Vincenzo Pardi, ''pur prendendo atto della decisione di prolungare l'orario dei principali uffici'', ha chiesto che ''si inizino a ricalibrare i servizi in funzione dell'utenza, cominciando dalla separazione tra servizi postali e finanziari''. Chiesta anche l'attivazione di sportelli dedicati agli anziani. (ANSA).
termolionline.it/ 01-02-2012 - VIA MARIO MILANO
Orario nuovo alle Poste ma gli anziani non lo sanno:
troppo lunga l'attesa al freddo
TERMOLI. Orario nuovo alle poste ma, attese lunghe e confusioni vecchie.
L’avvento del nuovo orario di apertura la mattina che avviene non più alle 8 ma posticipato di 25 minuti alle 8,25 soprattutto questa mattina, in coincidenza del pagamento delle pensioni e di chi con ritardo ha dovuto adempiere a bollette e tributi, ha creato non pochi problemi, soprattutto alle persone anziane.
Gli utenti, nonostante la comunicazione di ieri, forse non eccessivamente tempestiva (sarebbe stato meglio inviarla almeno un giorno prima) si sono recati come d’abitudine già fin dalle prime ore della mattina a fare la fila davanti all’ingresso della sede centrale per ritirare la loro meritata pensione.
Infatti, alle 8 c’era una calca sulla scalinata davvero imponente, il freddo pungente poi ha fatto il resto.
Molti hanno resistito fino a che hanno potuto ma poi hanno abbandonato la fila e sono andati via.
C’è chi ha criticato la decisione del governo Monti di costringere una parte di pensionati che raggiungono un certo reddito a farsi il conto corrente ed evitare cosi lunghe ed estenuanti code, diminuire i rischi di truffe e scippi all’uscita degli uffici postali a danni proprio di anziani.
Vedremo se qualche miglioria nell’immediato futuro avverrà.
Micky Guidetti
Code alle Poste, Fnp Cisl chiede sportelli per gli
anziani
basilicatanet.it - 01/02/2012 13:52
BASIn chilometrica fila per pagare un conto corrente o per attivare il bonus carburante, ma anche per chiedere informazioni sull’attivazione del libretto o del conto corrente per poter ritirare la pensione. Sono tanti gli anziani che in Basilicata – spiega una nota della Fnp Cisl - sono costretti a veri e propri tour de force negli uffici postali, nelle ultime settimane presi letteralmente d’assalto. Alcuni trovano posto sui sedili di attesa, altri sono costretti a rimanere in piedi, per ore, aspettando con estrema pazienza il proprio turno, tra terminali che funzionano a singhiozzo e disagi continui a causa della carenza di organico.
I pensionati della Cisl, subissati di proteste da parte dei loro iscritti, denunciano e partono al contrattacco: «La situazione è insostenibile – dichiara il segretario generale della Fnp Cisl lucana, Vincenzo Pardi – e pur prendendo atto della decisione di Poste Italiane di prolungare l’orario dei principali uffici, diciamo a chiare lettere che non basta. E’ ora che Poste Italiane inizino a ricalibrare i servizi in funzione delle esigenze dell’utenza, ad iniziare da una netta separazione tra servizi postali e finanziari. Chiediamo inoltre che si attivino sportelli dedicati all’utenza degli anziani, costretti dalle nuove normative a diventare correntisti o ad aprire libretti per poter ritirare le rendite».
Una raccomandazione, infine, anche agli anziani: «Occorre valutare con grande attenzione le condizioni dei nuovi strumenti, sia da parte delle Poste che delle banche, per evitare sgradite sorprese legate alle spese di attivazione e mantenimento».
La Fnp Cisl di Basilicata, infine, annuncia forti mobilitazioni a livello regionale se la situazione non dovesse normalizzarsi.
BAS 05
basilicatanet.it
Dalessandro (Pd): insostenibile inefficienza Poste
italiane
31/01/2012 12:27 Per il consigliere regionale “si ha l'impressione che Poste Italiane non sia più in grado di offrire più alcun prodotto postale, tantomeno bancario”
ACR“In tutti gli Uffici postali di Basilicata inefficienze e disservizi sono all'ordine del giorno e per gli utenti sono, ormai, insopportabili”. E’ l’amara affermazione del consigliere regionale del Pd, Giuseppe Dalessandro.
"La campagna denominata 'Mettiamo a posto le Poste' lanciata nei giorni scorsi dalle
segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil mette a nudo disfunzioni non più sostenibili. Infatti - dice Dalessandro - il risultato della frettolosa privatizzazione ha determinato una situazione di estrema precarietà che penalizza tanto il personale dipendente che gli utenti. In sostanza - secondo Dalessandro - chi pensava che sarebbe stato sufficiente affidare all'istituto una nuova mission per ritrovarsi tra le mani una fitta rete di sportelli bancari, dovrà ricredersi perché oggi alla luce dello spettacolo indecoroso che viene offerto nella maggior parte degli uffici della nostra regione, si ha l'impressione che Poste Italiane non sia più in grado di offrire più alcun prodotto postale, tantomeno bancario. Le interminabili code che si creano fin lungo la strada, soprattutto negli uffici più piccoli sono ai limiti della decenza e sono proprio i pensionati e le fasce più deboli a pagarne le conseguenze".
"L'iniziativa del sindacato va sostenuta - sottolinea Dalessandro - ma dovrà essere un sostegno concreto perché credo sia arrivato anche il momento che vengano disposti controlli finalizzati a verificare il rispetto delle norme igieniche, sanitarie e sulla sicurezza degli uffici postali nell'interesse dell'utenza e del personale dipendente. A tale proposito le istituzioni locali possono svolgere un ruolo determinante”.
L’on. Taddei (Pdl) condivide la protesta Anci su Poste
Italiane
basilicatanet.it 03/02/2012 12:42
BASDomani, a Brienza, ci sarà la manifestazione di protesta dell’Anci Basilicata nei confronti di Poste Italiane che è accusata di forti disservizi nel territorio lucano. In particolare, il direttivo dell’Anci di Basilicata denuncia un insufficiente funzionamento degli uffici postali dove sempre più spesso ci sono file interminabili causate da una evidente esiguità di personale, da un sistema informatico malfunzionante, e dove spesso le strutture stesse non rispondono alle minime esigenze della popolazione.
L’onorevole del Pdl Vincenzo Taddei si dichiara solidale a questa protesta: “Alla crescita dei servizi offerti da Poste Italiane non ha corrisposto un miglioramento delle strutture ed un aumento adeguato del personale. Le lunghe file e il malfunzionamento del sistema informatico appaiono dei segnali inequivocabili. Pur prendendo atto della decisione di prolungare l’orario dei principali uffici, è importante – sottolinea il deputato del Pdl - che Poste Italiane inizi a ricalibrare i servizi e le strutture in funzione dell’utenza, visto che si sono aggiunte alle operazioni postali quelle finanziarie. Inoltre – conclude Taddei – è essenziale dare una risposta concreta anche ai piccoli Comuni dove è inaccettabile che si proceda a ridurre i giorni di apertura al pubblico in corrispondenza invece di un aumento della domanda. Poste Italiane offre dei servizi essenziali e non può esimersi dal rispondere efficacemente alle necessità di tutta la popolazione anche in una piccola regione come la Basilicata”.
bas 03
SLP CISL esprime forte dissenso per le decisioni di
Poste Italiane
lanotiziaweb.it/02/02/2012 - Scritto da Redazione il 2 feb 2012 - 11,33.
Poste Italiane modifica gli orari di apertura e chiusura degli Uffici Postali senza nessun confronto con le Organizzazioni Sindacali. La SLP CISL esprime forte dissenso in merito alla decisione di Poste Italiane Spa, che dal 30 gennaio scorso ha apposto delle variazioni agli orari al pubblico per ciò che concerne gli sportelli, oltre che al collegamento dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza. “Anziché effettuare un confronto per le diverse specificità che la provincia di Foggia presenta, assistiamo invece ad un frettoloso tam tam di fax, e-mail e cartelli da esporre per la modifica degli orari – afferma il segretario generale della Slp Cisl Foggia, Antonio Lepore, secondo cui “è l’ennesima iniziativa unilaterale di Poste che continua a non preoccuparsi dei reali problemi che esistono: disservizi, con conseguente danno d’immagine, e carenza di organico, che stanno portando ad un aumento delle attese in coda della clientela, con tante postazioni di lavoro che rimangono invece vuote”. Il disaccordo del sindacato si acuisce se si pensa alla specificità stessa del territorio di Capitanata “area ad alto tasso delinquenziale – sottolinea la SLP CISL – dove i commercianti chiedono una chiusura anticipata delle attività. Poste Italiane decide invece di posticipare l’orario di chiusura, aumentando di fatto il rischio rapine, con riverberi anche sui lavoratori costretti ad uscire dall’ufficio anche dopo le ore21.00” .
A questo va aggiunta la volontà aziendale di non rinforzare il personale, soprattutto negli Uffici del Gargano, del Sub Appennino, e di alcune realtà del Basso Tavoliere, dove, secondo stime approssimative, mancano circa 50 unità: “In un momento così difficile per tutte le aziende, non vorremmo che i sacrifici fatti dai lavoratori postali, attraverso una serie di riorganizzazioni, che ha prodotto un utile aziendale consolidato ormai da nove anni, vengano vanificati con strategie discutibili” rileva Lepore. “La modifica degli orari di apertura e chiusura, senza nessuna concertazione, finalizzata solo a risparmiare sul costo del personale, a discapito dei cittadini, invece che rafforzarli, insieme ad investimenti in innovazione, sicurezza e introduzione di nuove risorse, rischia di compromettere fortemente lo stato stesso dell’Azienda, oltre che la tenuta occupazione, vera artefice dei risultati tanto sventolati in questi anni. Ci avvieremo in difetto – conclude il segretario della SLP CISL di Foggia – verso una nuova tornata di scioperi”.
Di seguito la tabella dei nuovi orari Uffici Postali:
Tipolofia Uffici Orario al pubblico Lunedì/Venerdì Orario al pubblico Sabato
Doppio Turno 08.25-19.10 08.25-12.35
Turno Unico 08.25-13.35 08.25-12.35
Mono o bioperatore 08.15-13.45 08.15-12.45
ANSA.it > Regioni > Basilicata > News
Poste: 'troppi disservizi', 8/2 a Potenza presidio
sindacati
Alla protesta partecipano anche le
associazioni dei consumatori
03 febbraio, 12:44
(ANSA) - POTENZA, 3 FEB - E' necessario affrontare e risolvere i problemi che si verificano negli uffici postali lucani: i sindacati e le associazioni dei consumatori organizzeranno l'8 febbraio, un presidio per chiedere a Poste Italiane di ''aumentare prima di tutto il personale in servizio'', che rappresenta la ''vera causa dei disservizi''. Lo hanno detto a Potenza, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil e i rappresentanti delle categorie dei lavoratori postali e di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc. (ANSA).
Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno. 2012_02_02
La Cgil attacca Poste italiane per i disservizi in
Basilicata
Una succursale materana delle Poste E’ linea dura quella adottata dalla Cgil nei confronti di Poste italiane. Il servizio in Basilicata, negli ultimi tempi, sta mettendo in evidenza falle e lacune, accentuate ancor più dalla calca generata dalla corsa per l’attivazione, mal pianificata, delle card benzina. Code agli sportelli, tempi biblici, organici carenti e servizi inadeguati che il sindacato aveva già denunciato nei giorni scorsi annunciando, insieme a Cisl e Uil, la campagna “Mettiamo a posto le Poste”, nel tentativo di coinvolgere anche le associazioni dei consumatori e i dipendenti stessi. Anche il consigliere regionale PD, Dalessandro, si è schierato a favore dell’iniziativa, ma ieri il sindacato di categoria di Cgil, la Slc, proprio per il caos agli sportelli, ha aperto il conflitto di lavoro confermando, al contempo, il proprio sostegno “alle ragioni dei lavoratori, dei cittadini, dei sindaci” e chiedendo agli altri sindacati “di agire immediatamente e insieme per esigere la soluzione tempestiva dei problemi da parte di Poste Italiane”. E non finisce qui, perché a farsi sentire, sempre ieri, è stato anche lo Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, denunciando l’impossibilità dell’utenza materana di riscuotere le pensioni di febbraio agli sportelli, nonostante l’Inps avesse disposto in tempo utile gli accrediti per il pagamento. “Poste italiane – ha dichiarato in una nota il segretario dello Spi, Angelo Eustazio – scarica sui cittadini i suoi effetti più perversi e non si preoccupa neanche di informarli. E’ un atteggiamento scandaloso, arrogante e irresponsabile, contro il quale il sindacato si riserva ogni azione”. Alle Poste, inoltre, è andata la richiesta di “riorganizzare il personale in periodi particolari, anche attraverso l’immissione, se necessario, di personale aggiuntivo”. Sergio Palomba] La Cgil attacca Poste italiane per i disservizi in Basilicata Una succursale materana delle Poste E’ linea dura quella adottata dalla Cgil nei confronti di Poste italiane. Il servizio in Basilicata, negli ultimi tempi, sta mettendo in evidenza falle e lacune, accentuate ancor più dalla calca generata dalla corsa per l’attivazione, mal pianificata, delle card benzina. Code agli sportelli, tempi biblici, organici carenti e servizi inadeguati che il sindacato aveva già denunciato nei giorni scorsi annunciando, insieme a Cisl e Uil, la campagna “Mettiamo a posto le Poste”, nel tentativo di coinvolgere anche le associazioni dei consumatori e i dipendenti stessi. Anche il consigliere regionale PD, Dalessandro, si è schierato a favore dell’iniziativa, ma ieri il sindacato di categoria di Cgil, la Slc, proprio per il caos agli sportelli, ha aperto il conflitto di lavoro confermando, al contempo, il proprio sostegno “alle ragioni dei lavoratori, dei cittadini, dei sindaci” e chiedendo agli altri sindacati “di agire immediatamente e insieme per esigere la soluzione tempestiva dei problemi da parte di Poste Italiane”. E non finisce qui, perché a farsi sentire, sempre ieri, è stato anche lo Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, denunciando l’impossibilità dell’utenza materana di riscuotere le pensioni di febbraio agli sportelli, nonostante l’Inps avesse disposto in tempo utile gli accrediti per il pagamento. “Poste italiane – ha dichiarato in una nota il segretario dello Spi, Angelo Eustazio – scarica sui cittadini i suoi effetti più perversi e non si preoccupa neanche di informarli. E’ un atteggiamento scandaloso, arrogante e irresponsabile, contro il quale il sindacato si riserva ogni azione”. Alle Poste, inoltre, è andata la richiesta di “riorganizzare il personale in periodi particolari, anche attraverso l’immissione, se necessario, di personale aggiuntivo”. Sergio Palomba
ilcapoluogo.com
CPO: ritiro raccomandate in tilt. Adiconsum allerta:
file di anche un'ora
L'Aquila, 2 feb 2012 - Caos all'ufficio raccomandate del Centro postale operativo dell'Aquila: file anche di un'ora e mezza, personale insufficiente, scarsità di posti a sedere. È questa la situazione che da giorni i cittadini trovano presso l'unico ufficio postale della città dove è possibile ritirare le raccomandate.
Dopo molte segnalazioni pervenute all'Adiconsum dell'Aquila da professionisti e utenti, l'associazione consumeristica ha deciso di intervenire, andando sul posto a verificare la realtà dei fatti.
Maurizio Ferroni, responsabile della sede territoriale aquilana dell'Adiconsum, ha spiegato che la maggioranza delle persone che ha incontrato questa mattina al CPO avevano trovato nella loro cassetta postale l'avviso di giacenza, che, di solito, il postino consegna quando il destinatario non è a casa.
Peccato che molti a casa c'erano davvero e si sono visti comunque costretti ad andare all'ufficio postale per ritirare la missiva, lasciando il proprio posto di lavoro. Oltre al danno anche la beffa, perché, infatti, il ritiro delle raccomandate non è più decentrato come prima del terremoto, ma i cittadini sono obbligati a recarsi tutti presso il CPO, che si trova in località Centicolella.
«La prima necessità - afferma Ferroni - è quella di sensibilizzare, per non dire obbligare, i portalettere che non lo fanno ad assicurarsi che il destinatario sia realmente assente prima di consegnare l'avviso. È altresì fondamentale che la direzione delle Poste assegni all'ufficio del CPO altro personale, almeno fino a quando non verrà ripristinato il servizio raccomandate presso gli uffici postali di quartiere».
Se la situazione non verrà risolta a breve, afferma Ferroni, l'Adiconsum denuncerà eventuali altri disservizi presso l'Autorità garante competente.
Poste, disagi e disservizi. Il Comune dice basta
TORRI. I problemi dell'ufficio di via Gardesana hanno costretto il sindaco a scrivere all'azienda: «La gente viene a protestare in municipio o ci ferma per strada». I portalettere cambiano di continuo e quindi non conoscono il paese
larena.it 21/01/2012
L'interno dell'ufficio postale di Torri
Torri. Corrispondenza aperta o rovinata, lettere recapitate in ritardo, porta-lettere che non conoscono il territorio e, specie il sabato mattina, file interminabili e code agli sportelli. Per questo l'amministrazione comunale ha deciso di protestare formalmente e di scrivere alla direzione regionale, provinciale e a quella competente per territorio, ovvero a Caprino, di Poste Italiane. È questa la situazione dell'ufficio che, da diversi mesi, sta facendo patire gravi disagi ai clienti. La «colpa», è bene chiarirlo, non è dei dipendenti che stanno agli sportelli e che, anzi, «si fanno in quattro per aiutare i cittadini», come dicono alcune signore all'uscita dell'ufficio di via Gardesana. Il problema, piuttosto, è dovuto al continuo turn-over dei portalettere, che non conoscono il territorio e ai disagi organizzativi di cui, molto spesso, gli stessi dipendenti di poste italiane sono vittime. «Tanti cittadini sono venuti a protestare in municipio o fermano gli amministratori per strada», ha riferito il consigliere con delega al Turismo, Massimo Monese. Nei mesi scorsi, proprio Monese aveva scritto una lettera di protesta dato che a Pai la corrispondenza veniva consegnata a singhiozzo e in ritardo. Se oggi la situazione della frazione sembrerebbe migliorata, è notevolmente peggiorata a Torri. Tanto che, sul forum del sito www.brengario.com, dedicato a Torri, non mancano le lamentele e le proteste per i disservizi. «Numerosi residenti», hanno scritto in municipio, «si sono lamentati nei nostri uffici per i vari disservizi dell'ufficio postale e dei postini. In particolare, le rimostranze principali riguardano la ritardata consegna della corrispondenza che, in molti casi, ha come conseguenza il mancato o ritardato pagamento di bollette e di tasse, errori di consegna con lettere indirizzate ad altri, lacerazioni di buste e di involucri contenenti la corrispondenza». «L'amministrazione comunale», prosegue la lettera, «esorta le Poste Italiane ad adottare i dovuti provvedimenti in tempi brevi». Ma non è tutto. Alcuni cittadini stanno promuovendo una raccolta di firme e hanno contattato, una volta saputo della missiva inviata in questi giorni a Caprino, a Verona e a Venezia, proprio il delegato al turismo. «Fino a qualche anno fa», hanno fatto sapere dall'ufficio di Torri, «i portalettere rispondevano del loro operato al direttore dell'ufficio. Ora invece questo controllo è passato ad una struttura con sede a Caprino, dove c'è la direzione e i diversi capisquadra. «Si è cercato di modificare la situazione perchè, purtroppo, le lamentele non fanno mai piacere. Vedere che tutti gli sforzi profusi non hanno prodotto nulla è umiliante», hanno concluso da Torri. «Vedremo che reazioni avrà Poste Italiane», aggiungono dal municipio, «e, in base ai provvedimenti che saranno o meno adottati e a seconda dei tempi in cui la società porrà rimedio, valuteremo se andare oltre alla semplice lettera». Insomma: anche il Comune pare pronto a dare battaglia per cercare di tornare ad avere un servizio decente, specie per quanto riguarda i portalettere: quando non c'era il continuo turn-over di oggi, i postini conoscevano il territorio comunale palmo a palmo e le tutti i residenti. Sui disservizi le Poste al momento hanno preferito non rispondere.
Gerardo Musuraca
Notizie Matera | SassiLand > Leggi notizia
02/02/2012 19.11.03 -
File interminabili alle poste per il bonus benzina
L'attivazione della card carburanti
manda al collasso gli uffici postali
di GIOVANNI MARTEMUCCI
Matera Monta la protesta negli uffici postali di Matera per le lunghe attese allo sportello da parte degli utenti che devono effettuare operazioni o pagare bollette. Da diversi giorni le più consuete operazioni di servizi erogati dalle Poste sono diventate un vero e proprio problema per i clienti costretti ad attese lunghissime perchè gli sportelli sono intasati da i tanti patentati che stanno attivando la card carburanti. Attese anche di tre ore sono diventate "normali" negli ultimi giorni. A protestare sono soprattutto i pensionati che devono ritirare la loro pensione e sono costretti a fare file interminabili, spesso impiedi. Molti clienti per evitare le estenuanti file ritirano uno o più ticket per il turno preferendo passare in un secondo momento sperando di trovare meno gente, ma intanto le file aumentano. Diverse sigle sindacali chiedono alle Poste di risolvere al più presto il problema.
Giovanni Martemucci
ilgiorno.it/lecco/cronaca/2012/02/02
Lecco > "Ufficio chiuso per maltempo" Bufera sulle Poste a Casatenovo. Un cartello e nessun preavviso: cittadini furiosi
"Ufficio chiuso per maltempo" Bufera sulle
Poste a Casatenovo
Un cartello e nessun preavviso: cittadini furiosi
Ad accorgersi del grave disservizio è stato il sindaco Antonio Colombo: "Anche per noi ha nevicato ma abbiamo lo stesso garantito i servizi municipali e nessuno dei dipendenti dell'Amministrazione non ha timbrato il cartellino"
Casatenovo, 2 febbraio 2012 - Causa neve nessuno dei responsabili e degli impiegati delle Poste di Casatenovo questa mattina, martedì, si è presentato al lavoro. L'ufficio di piazza Repubblica è così rimasto chiuso, senza alcun preavviso. Ad accorgersi del grave disservizio è stato il sindaco Antonio Colombo mentre si recava in municipio, dove, al piano terra, si trova l'agenzia pubblica. Ha notato un capannello di persone in coda che borbottavano fuori dalla porta, si è avvicinato per chiedere cosa stesse succedendo ed ha notato un cartello con la scritta "Chiuso per colpa del maltempo".
Pensava si trattasse di uno scherzo, invece no, era proprio tutto vero. Senza perdere un attimo di tempo ha preso il telefonino e chiamato in Prefettura, dove gli ha risposto il capo del Gabinetto Stefano Simeone al quale ha riferito cosa stesse succedendo. Quest'ultimo a sua volta ha contattato i vertici provinciali delle Poste e telecomunicazioni. Alla fine l'ufficio postale, all'alba delle 11 passate, con tre ore di ritardo, ha finalmente aperto i battenti, quando da alcune filiali del circondario sono arrivati i rimpiazzi per sostituire i colleghi bloccati a casa dalla "tormenta". "Robe da pazzi - commenta imbufalito il primo cittadino -. Anche per noi ha nevicato ma abbiamo lo stesso garantito i servizi municipali e nessuno dei dipendenti dell'Amministrazione non ha timbrato il cartellino. E' successo lo stesso per altre attività pubbliche e per tutte le società private. Se nevica basta muoversi di conseguenza con un po' di anticipo".
"Non so cosa sia successo - aggiunge Simeone - probabilmente si è verificato qualche problema organizzativo o di comunicazione, ma l'importante è che l'ufficio siano state aperte anche se con ritardo". Da parte loro i dirigenti delle Poste si sono scusati e ci mancherebbe altro. Inoltre per recuperare il tempo perso, cara grazia, hanno protratto l'orario di ricevimento al pubblico fino alle 15. La vicenda però puzza, perché l'avviso della chiusura
era affisso dall'interno dell'ingresso, come se fosse stato appiccicato il pomeriggio precedente, quasi che chi di dovere avesse già deciso di "dare buca" e starsene a casa il giorno dopo adducendo come pretesto i dieci centimetri scarsi di neve fioccati in Brianza.
di Daniele De Salvo
ilmattino.it Mercoledì 01 Febbraio 2012 - 12:53
Incendio alle Poste, pensioni in fumo
e bollette bruciate: utenti da risarcire
SALERNO - Class action e richieste di indennizzo per risarcire gli utenti di Poste Italiane a cui non potrà essere recapitata la corrispondenza tra cui fatture, bollettini di pagamento e documenti importanti probabilmente anche assegni di pensione ed altro andati in fumo a causa dell'incendio che si è verificato lunedì mattina al Centro di smistamento di Poste Italiane in via Brodolini. Sono almeno un migliaio le lettere e i plichi distrutti dalle fiamme.
I responsabili del Centro di smistamento di Poste Italiane di Battipaglia hanno dichiarato ai carabinieri, che indagano sull'incendio, che la corrispondenza andata distrutta è di tipo ordinario ma su questo aspetto gli investigatori stanno ancora svolgendo accertamenti e non è da escludere che tra la lettere distrutte dalle fiamme ci siano anche raccomandate e assicurate e documenti importantissimi il cui mancato recapito può causare gravi danni agli utenti.
I disagi riguardano non solo gli utenti di Poste Italiane di Battipaglia ma anche di Olevano Sul Tusciano e Bellizzi. «Per assistere gli utenti di Poste Italiane che subiranno danni - dice Carmine Galdi, responsabile Adiconsum per il circondario di Battipaglia - avvieremo due tipi di azioni legali. La prima consiste nel reclamo con successivo tentativo di conciliazione sino ad un danno dimostrabile di 600 euro. L'altra azione che interessa gli utenti che hanno subito danni più ingenti, invece riguarda, la costituzione in mora nei confronti di Poste Italiane, da parte di Adiconsum».
Insomma per gli utenti che non stanno ricevendo corrispondenza, tra cui tante aziende, e che subiranno danni economici nulla è perduto. I reclami nei confronti di Poste Italiane possono essere avanzati anche dagli utenti che non riceveranno le consuete richieste di pagamento di utenze relative ai consumi dell'energia elettrica, del telefono del gas e dell'acqua. Intanto negli ultimi mesi al Centro di smistamento di Poste Italiane si sono verificati una serie di furti riguardanti sempre la corrispondenza, addirittura anche di atti giudiziari.
«Al Centro di smistamento di Poste Italiane di Battipaglia - ribadisce Carmine Galdi, di Adiconsum - continuano a verificarsi furti di corrispondenza. A tal proposito l'Aidiconsum invierà un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno affinchè venga fatta luce su tutti gli episodi. Un altro esposto sarà avanzato alla direzione di Poste Italiane per sollecitare provvedimenti che riguardano la maggiore sicurezza e la custodia della corrispondenza».
Intanto, negli ultimi mesi sia a Battipaglia che ad Olevano Sul Tusciano si sono registrati notevoli ritardi riguardanti il recapito della corrispondenza e molti utenti erano costretti a recarsi direttamente al Centro di smistamento di Poste Italiane, di via Brodolini, per farsi consegnare lettere e raccomandate. Anche per questi casi si possono avviare i reclami per ottenere gli indennizzi.
Paolo Panaro
marsicalive.it Domenica,
Febbraio 05, 2012
Poste a Celano, il sindaco Piccone incontra i
dirigenti sulla questione dei disservizi
Avezzano. Il Sindaco Filippo Piccone ha incontrato in data odierna i dirigenti provinciali e zonali delle Poste. Scopo della riunione, svoltasi in Municipio, quello di individuare di comune accordo ed in tempi brevi le soluzioni al problema che da qualche tempo si registra nelle sedi di Celano. Nella sede di Corso Umberto, infatti, è frequente il ripetersi di lunghe file, non solo in occasione di appuntamenti particolari quale il pagamento delle pensioni, ma anche per l’espletamento delle normali attività di sportello. Al termine del cordiale colloquio avuto con Roberta Iacovozzi (dirigente provinciale), Luana Mastrangelo (responsabile Cpd Pescina), la dottoressa Innocenzi (responsabile funzionalità Poste) si è raggiunto l’impegno da parte di Poste Italiane di riorganizzare e rafforzare il personale da destinare appunto alla sede dove è maggiore l’afflusso di utenti.
LatinaToday » Cronaca di Redazione 02/02/2012
Poste, consegne ancora in ritardo. Porcari:
“Intervenga il Comune”
Proseguono i disservizi a discapito dei cittadini che spesso vedono arrivare le bollette già scadute. Il Pd: "Amministrazione intervenga per ripristinare un servizio corretto e adeguato"
Poste nell’occhio del ciclone, uffici chiusi in tutta la provincia Poste nell'occhio del ciclone, uffici chiusi in tutta la provincia
Continuano i disservizi nella consegna della posta. Problemi che da mesi affliggono la popolazione di Latina con bollette che arrivano in ritardo, a volte già scadute e su cui, quindi, bisogna pagare la mora o, in casi estremi, quando il servizio è già stato staccato.
Su questa che è un efficienza gravissima e che va a scapito dei cittadini, il Pd chiederà un Ordine del Giorno nel prossimo consiglio comunale.
"Il recapito postale nel Comune di Latina è un serio problema per tutti i cittadini, che è diventato, se possibile, ancora più sentito in questi giorni per i ritardi nella consegna delle bollette per i rifiuti" lamenta il consigliere comunale del Partito Democratico Fabrizio Porcari.
I problemi sono diversi; "da fine novembre 2010 il servizio di recapito è passato agli attuali 5 giorni settimanali, in luogo degli "storici" 6 giorni, come previsto dall'accordo siglato tra Poste Italiane e le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Alla diminuzione dei giorni di consegna, che ha portato un incremento dei volumi quotidiani di posta da consegnare, va aggiunta la contestuale diminuzione dei portalettere con il conseguente e necessario ampliamento delle zone di recapito assegnate a ciascun lavoratore. I maggiori problemi sono legati alla mancata assegnazione di varie zone di recapito, unitamente alla sostituzione degli assenti dal servizio, in particolare nei casi di assenze lunghe e perciò ampiamente gestibili con adeguata pianificazione.
"Il protrarsi ne tempo di tale situazione, che da eccezionale è diventata normale, incide negativamente sulla efficienza del servizio offerto". Con questo punto il Pd chiede al sindaco Di Giorgi di intervenire presso Poste Italiane per sollecitare l'azienda a porre in essere tutti i provvedimenti atti a ripristinare un corretto e adeguato servizio di recapito, come quelli concordati con le organizzazioni sindacali, al fine di garantire ai cittadini un diritto che rischia di essere loro negato.
“
Poste, dopo la riorganizzazione:
uno sciopero 27 febbraio-17 marzo
ecodibergamo.it/ 31 gennaio 2012
La riorganizzazione delle Poste non va giù ai sindacati. Una prima iniziativa di sciopero in Lombardia è già stata programmata dal 27 febbraio al 17 marzo, non escludendo uno sciopero generale regionale, dopo aver sentito i lavoratori nelle assemblee.
«Cosa si cela - si domandano Cisl, Uil, Confsal e Ugl della Lombardia - dietro la manifesta volontà di portare il settore allo sbando?. Nel bel mezzo di una colpevole e generale disorganizzazione, con il personale insufficiente a garantire la regolare funzionalità dei servizi, dopo ben 2 giorni dalla già avvenuta modifica degli orari di apertura e di chiusura degli uffici postali al pubblico, questi solo oggi vengono comunicati al personale per le conseguenti modifiche da apportare negli avvisi per il ritiro degli oggetti a firma non consegnati».
Carenza di personale
«Quasi tutti i centri di recapito della Lombardia - scrivono i sindacati - sono in sofferenza per la carenza di personale nelle zone di recapito anche per le assenze per ferie, malattie, infortuni ecc… (fra i tanti, in un ufficio con 6 zone è c'è un solo titolare). Al 31 gennaio sono scaduti i contratti e tempo determinato, e solo in questi giorni, con colpevole e forse programmato ritardo, inizieranno le procedure per le assunzioni di un nuovo contingente di ctd nemmeno sufficiente a coprire le assenze strutturali.
Obiettivi di ferie e di straordinari
«A questo vanno aggiunte le “geniali nuove metodologie gestionali per la fruizione forzosa” delle ferie con illegittimi obiettivi assegnati mese per mese ai responsabili dei centri di recapito e con gli altrettanti obiettivi di riduzione degli straordinari ed abbinamenti. L'Alt Lombardia sembra non conoscere che esiste una titolarità di zona e che per la loro copertura, in qualsiasi caso di assenza del titolare, è previsto il pagamento degli straordinari e/o della flessibilità operativa».
Nuovi orari di chiusura/apertura al pubblico degli uffici postali
«Con atto unilaterale è stato comunicato con grave ritardo al personale degli uffici postali nel pomeriggio di giovedì 26 gennaio. Solo dopo ben 2 giorni dall'entrata in vigore, tale modifica è stata comunicata ai responsabili dei Cpd per inserire i nuovi orari negli avvisi degli oggetti a firma non consegnati per assenza del destinatario (inesitate). Ad oggi le modifiche sui palmari non sono ancora state apportate. Questo colpevole ed ingiustificato ritardo sta penalizzando i cittadini e le imprese che si recano negli uffici negli orari indicati e li trovano già chiusi. I disservizi e le pesanti lamentele si riversano sull'incolpevole personale degli uffici postali con un ulteriore aggravio di immagine per Poste Italiane».
«Il personale di servizi postali ed i cittadini della Lombardia - stigmatizzano i sindacati - non si meritano una gestione così insipiente di un importante settore dell'azienda e di un altrettanto importante servizio di pubblica utilità. Così facendo si penalizzano i cittadini e le imprese con grave danno per l'occupazione e l'economia dell'intera regione».
E ai dipendenti fanno sapere che «i nostri segretari, i nostri Rsu e gli uffici legali sono a disposizione per ogni necessità a tutela dei diritti e della dignità delle persone. Pretendete sempre una disposizione o un ordine scritto, per le ferie e per gli straordinari o per abbinamenti (al massimo per 12 ore al mese). Solo così si possono esercitare le tutele ed i diritti che, in Poste Lombardia, sembrano sempre più un optional e non una corretta e rispettosa prassi gestionale».
Avigliano, interrogazione gruppo Pdl su disagi uffici
postali
basilicatanet.it/01/02/2012 12:26
BAS“Abbiamo presentato un interrogazione al Sindaco Summa affinché si faccia portavoce dell’intera comunità nei confronti di Poste Italiane S.p.A, evidenziando l’enorme disagio degli utenti e l’esigenza di un potenziamento dell’organico degli uffici postali.
Siamo consapevoli del fatto che anche le comunità limitrofe stanno affrontando gli stessi disservizi, per questo motivo auspichiamo un’azione congiunta insieme alle altre amministrazione, affinché i cittadini possano usufruire dei servizi offerti da Poste Italiane S.p.A in modo civile”. Lo dichiara in un comunicato il Gruppo consiliare Pdl di Avigliano secondo il quale le motivazioni dei disagi “non sono del tutto chiare, saranno le attivazioni delle carte prepagate relative al bonus idrocarburi, oppure alle novità introdotte dal decreto “Salva Italia”, inerenti l’accredito delle pensioni, ma quel che è certo che gli uffici postali di Avigliano sono quotidianamente in affanno.
A farne le spese sia chiaro non sono solo i cittadini, ma anche i dipendenti, costretti a quotidiani tour de force per poter offrire un servizio ai cittadini costretti a lunghi tempi di attesa”.
http://valdarnopost.it/02.02.2012 h 12:17 di Glenda Venturini
Ufficio postale di Faella chiuso per due giorni, il
sindaco: "Pronto a una denuncia per interruzione di pubblico servizio"
Da ieri l'ufficio postale di Faella è chiuso, con generiche motivazioni legate al maltempo. Ma per il sindaco, Nazareno Betti, si tratta di un disagio immotivato: "Se domani non riaprono siamo pronti a denunciare le Poste per interruzione di pubblico servizio"
Ufficio postale di Faella chiuso per due giorni, il sindaco: "Pronto a una denuncia per interruzione di pubblico servizio"
Da due giorni è chiuso al pubblico l'ufficio postale di Faella, tra i disagi e le proteste degli utenti. Una situazione che, a quanto pare, sarebbe legata al maltempo: una giustificazione che però, secondo molti, non ha alcun fondamento, visto che la circolazione stradale è sempre stata libera e regolare in tutte le strade del capoluogo.
Il sindaco di Pian di Scò, Nazareno Betti, ha scritto una lettera alla direzione di Poste Italiane, protestando fortemente contro la chiusura. "L'ufficio è rimasto chiuso ieri e oggi, ma senza alcun motivo serio, visto che le stade erano percorribili in modo regolare. Non c'è dunque ragione per cui non debba aprire, visto anche il disagio che sta comportando ai cittadini piandiscoesi".
Per questo il sindaco promette provvedimenti anche molto duri, in caso l'ufficio non riapra al più presto: "Se Poste Italiane non riapriranno l'ufficio postale di Faella, sono pronto a denunciarli per interruzione di pubblico servizio".
Ancora proteste per il ritardo della posta a Mirano
IL GAZZETTINO - Sabato 4 Febbraio 2012,
Ancora proteste per il ritardo della posta a Mirano. Nelle scorse settimane sull'ufficio postale erano piovute decine di proteste a causa di posta non consegnata o arrivata con grande ritardo. Da chi è abbonato ad un quotidiano e se lo vede arrivare una settimana dopo a chi riceve una bolletta da pagare quando ormai il termine è scaduto, molti cittadini non ce la fanno più. Il problema riguarda soprattutto le frazioni, ma ultimamente anche il centro di Mirano. A protestare anche le aziende. Ora è il turno della Melinato Impianti, società con sede in via Acoppé Fratte che da 30 anni si occupa della manutenzione di acquedotti e fognature per enti quali Italgas, Enel e Veritas. «Dall'inizio dell'anno non riceviamo più la posta, - spiega il referente Samuele Melinato -, abbiamo a che fare con gare d'appalto, ordini e fatture il cui mancato recapito potrebbe avere conseguenze molto gravi. È una situazione insostenibile, protestiamo affinchè venga sbloccata la situazione». (G.Pip.)
Ritardi e disguidi nella consegna della posta in paese
IL GAZZETTINO - Mercoledì 1 Febbraio 2012,
(Gl.C.) Ritardi e disguidi nella consegna della posta in paese. A segnalarli il gruppo di "Bovolenta viva" direttamente in consiglio comunale tramite un'interrogazione. «Nell'ultimo periodo diversi cittadini si sono lamentati per un frequente disservizio - riportano - Spesso la posta viene recapitata meno di una volta la settimana. Capita che bollette giungano già scadute, nella cassetta si trova corrispondenza di altri. Chiediamo all'amministrazione di svolgere un'indagine e, qualora avesse un riscontro in tal senso - propongono - di sollecitare la direzione delle Poste Italiane per ovviare a questi gravi disservizi».
Una situazione già nota e confermata dal sindaco, Vittorio Meneghello, che ricorda di aver già provveduto, un anno fa, a mandare alla direzione dell'ufficio postale, a Piove di Sacco, un richiamo specifico. «Evidentemente l'ufficio di Bovolenta non è ancora in condizione di lavorare in modo ottimale - dichiara - non capisco perché, provvederò a intimare nuovamente affinché l'erogazione del servizio sia migliorata».
termolionline.it/ 02-02-2012 - PROTESTA
Anziani in fila al freddo e sotto la pioggia alle
poste anche oggi, volano le imprecazioni
Anziani e cittadini in attesa dell'apertura
TERMOLI. Giovedi 2 febbraio ore 8,15 in via Mario Milano davanti all’entrata dell’Ufficio Postale -Termoli Centro.
Fa freddo ed è cominciato anche a piovere, come potete vedere dalle immagini una moltitudine di persone, per lo più pensionati, colmano una fila indicibile.
Da qualche giorno per gli uffici postali è entrato in vigore un nuovo orario per gli utenti, la mattina gli sportelli si aprono alle 8.25 e fin qui nulla da eccepire.
Il problema inizia dal fatto che molti di quegli anziani che ieri, questa mattina e cosi anche domani e per altri giorni, ancora almeno fino a quasi la metà del mese saranno lì in fila fin dalle prime ore della mattina per essere i primi all’apertura.
Ora come è noto sono giornate con condizioni meteo avverse, fa freddo, piove e chissà che non arrivi anche la neve, come preannunciato dai meteorologi.
Stretti nella calca c’è chi già oggi ha sbraitato a voce alta, rivolgendosi verso di noi.
“E’una vergogna – Questa è l’Italia – E’ condizione questa di farci stare cosi sulla scalinata?”, queste in sintesi le imprecazioni che ci dicevano di riferire, un signore un poco più distante osservava la scena e scuoteva continuamente la testa, si avvicina a noi e ci dice: “Io non riesco a capire perché debbono ancora accadere simili cose in Italia, hanno cambiato orario. benissimo nessun problema, ma perché dico io in queste giornate che sanno che ci sarà un afflusso notevole, per giunta anche con freddo e maltempo in atto, non hanno avuto un barlume di umanità e agendo logicamente, facendo almeno le persone all’interno, che come si vede per lo più sono anziane e qualcuno anche con salute precaria e far attendere tranquillamente l’orario di apertura degli sportelli prevista per le 8 ,25 tutti in situazioni più agiate?
Avrebbero fatto bella figura e la snervante attesa del proprio turno sarebbe stata anche più piacevole.
Purtroppo in Italia ci piace far diventare le cose semplici complicate e piace ‘avvelenare’ la vita a tutti, è normale che poi a qualcuno possa scappare la pazienza”.
Micky Gudetti
nuovodiario.com/02/02/2012
Le poste lasciano i monti
Da febbraio nelle frazioni di Tossignano e Giugnola chiudono gli uffici. I sindaci: "Togliere i servizi nelle frazioni favorisce lo spopolamento"
Di questi tempi, la crisi morde allosso, e tutto il superfluo viene eliminato. In questo clima di risparmi, sembra che alle Poste italiane siano parsi di troppo gli uffici di Tossignano e Giugnola. Così, hanno deciso di eliminarli. La comunicazione è giunta proprio in una lettera ai sindaci recapitata il 26 gennaio, con pochissimo preavviso rispetto alleffettiva chiusura. La decisione sarebbe stata presa da Poste italiane a fronte dei «dati di traffico, che rilevano un basso livello di saturazione». Peccato che queste cifre non siano state mai fornite, tanto che i cittadini non saranno in grado di giudicare autonomamente leffettiva inutilità di quel servizio. È normale che in un momento di crisi come questo sia necessario uno sforzo di razionalizzazione, per rendere più efficienti le attività. Ma bisogna riflettere se questo meccanismo può andare a discapito dei servizi alla popolazione: i comuni montani devono già far fronte a disagi nei trasporti e alla lontananza dai grandi centri urbani. In queste realtà, un ufficio postale è un luogo di riunione fondamentale.
Tossignano
Il 10 febbraio sarà il turno dellufficio di Tossignano, e già nascono le polemiche. Il sindaco di Borgo Tossignano Stefania Dazzani è fortemente contrariata: «Proviamo rammarico di fronte a una decisione assunta senza alcun confronto preventivo, e senza dare ladeguato preavviso alla cittadinanza». Spiega il sindaco: «Lamministrazione comunale ha cercato nel tempo di realizzare politiche di valorizzazione di Tossignano, per favorire il popolamento del paese. Per questo, si è creato uno spazio di socializzazione per gli anziani, si è istituito un servizio di trasporto attivo due giorni a settimana, si è sperimentato uno spazio di letturaLa chiusura dello sportello postale è in evidente controtendenza con queste iniziative, e potrebbe minarne lefficacia». Sembra inoltre che leffettivo risparmio che otterranno le Poste eliminando questa sede sia minimo: «Laffitto del locale era inferiore a 1.000 euro lanno - continua il sindaco -, e lufficio restava aperto un solo giorno a settimana, con limpiego del personale di Borgo Tossignano». Già nellestate 2011, lamministrazione comunale era stata vincitrice di una battaglia per il mantenimento della cabina telefonica di Tossignano, che doveva essere dismessa per scarso utilizzo. Appellandosi allautorità di vigilanza, il Comune ha vinto listanza: Telecom ha quindi lasciato la cabina dove si trovava. «Per mantenere un presidio nelle zone di montagna, i servizi sono fondamentali - conclude Stefania Dazzani -. Il cittadino non deve sentirsi abbandonato».
Giugnola
Dal 7 febbraio, anche lufficio della frazione alidosiana di Giugnola chiuderà i battenti. I cittadini dovranno allora recarsi a Sassoleone o a Piancaldoli per usufruire del servizio postale. Il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi usa toni molto duri: «Ci siamo mossi subito, scrivendo al prefetto. È stato un gesto di basso livello da parte di Poste italiane, che prima hanno comunicato la loro decisione via lettera, e poi hanno telefonato chiedendo un appuntamento. Non è così che si fa, la modalità è stata totalmente inappropriata». Anche in questo caso, sembra che le spese effettive per mantenere aperto quellufficio fossero molto basse: 100 euro al mese per laffitto del locale, e apertura solo 2 giorni a settimana. «Si tratta davvero di una spesa irrisoria, per un servizio primario dato ai cittadini, e soprattutto agli anziani, che faticano a spostarsi. Da parte nostra, faremo di tutto per bloccare la chiusura».
Alice Facchini
Servizi postali ad Agrigento, Cardella: “Chiederemo
alle TV di documentare disagi per gli utenti”
agrigentooggi.it 2 febbraio 2012
Continuano a registrarsi disagi nell’erogazione dei servizi postali di Poste Italiane che causano profondo malessere negli utenti e nei cittadini, con particolare riguardo alle fasce piu’ deboli. Lo scrive in una nota Manlio Cardella, presidente Dell’Unione Nazionale consumatori, comitato regionale Sicilia.
Sempre secondo Cardella i settori di maggiore criticita’, a cui sono assegnate poche ed insufficienti unita’ lavorative, sono i seguenti servizi:
il pagamento dei conti correnti e i pagamento delle pensioni, con la gente, soprattutto donne ed anziani, costretta a fare la fila stazionando sulle scale della posta centrale o bivaccando dentro le auto sin dalla sera prima l’erogazione della pensione.
E ancora, il ritiro raccomandate, anche in questo caso non poche disagi crea la stessa consegna della raccomandata a domicilio che sembra diventato un optional tanto e’ diffusa la pratica di lasciare velocemente l’avviso nella buca delle lettere; tale pratica arreca non pochi aggravi al cittadino che e’ costretto a recarsi, con grandi difficoltà’ se lavoratore dipendente, presso gli uffici postali per il ritiro sottostando a lughe ed estenuanti code. Basta andare alla posta e fare la coda, ricorda Cardella, per avvertire addirittura lo stato di tensione sociale che c’e’ oggi tra i cittadini, tra la gente.
Per discutere di queste problematiche, Cardella ha chiesto urgente incontro per aprire un confronto con la direzione della sede provinciale di Agrigento avente per oggetto nel merito, una migliore regolazione e vigilanza sui servizi postali, con particolare attenzione alla qualità dei servizi stessi , alle segnalazioni di eventuali disservizi e, in generale, alla tutela di consumatori e utenti in osservanza di quanto previsto dal codice del consumo e della carta della qualità’ dei servizi.
In assenza di riscontro oltre ad intraprendere adeguate iniziative dimostrative, conclude il presidente dell’associazione a difesa dei consumatori, ci sarà anche quella di chiedere alle emittenti locali di riprendere quanto accade e nel contempo sara’ informata l’autorità’ garante per la concorrenza .
2-2-12 la Nuova di Venezia /
Campalto, un altro Postamat clonato: scatta l’allarme
di Carlo Mion
CAMPALTO
Un altro postamat clonato. Questa volta a Campalto. Diversi i risparmiatori che si stanno rivolgendo all’ufficio postale per segnalare che i loro conti postali sono stati parzialmente “asciugati” dai truffatori. Due settimane fa la scoperta della clonazione dello sportello “postamat”, ora si cominciano a contare i danni, Diverse persone si sono pure rivolte alle forze dell’ordine per denunciare prelievi anomali. Fino ad ora sono una decina. A queste si devono aggiungere alcuni risparmiatori che si sono visti clonati i bancomat, ma questa è un’altra storia.
Di recente sono stati scoperti due skimmer, nel giro di alcuni mesi al postamat di San Stino di Livenza. Ammontano a 15 i bancomat, in quel caso, clonati. Ma il conto è destinato a crescere con le registrazioni effettuate dall'inserimento della seconda microcamera nello stesso sportello. Sui vari casi stanno indagando carabinieri e polizia. A lanciare l'allarme alcuni risparmiatori che al momento del prelievo allo sportello delle Poste hanno notato un piccolo pezzo di plastica. Lo hanno toccato con la mano e gli si è appiccicato alle dita. In alcuni casi non era stato posizionato molto bene, ma i danni agli utenti che hanno prelevato soldi sono ancora da quantificare.
Secondo gli inquirenti i correntisti saranno in grado di accorgersi di eventuali ammanchi nelle prossime settimane. Gli investigatori ora stanno verificando se ci sono legami tra le varie clonazioni avvenute negli ultimi mesi.
Erano i primi di novembre scorso quando i truffatori avevano posizionato una microtelecamera nello sportello di postamat delle poste di San Stino. Oltre alla telecamera per leggere il codice di sicurezza quando viene digitato dal risparmiatore, sulla tastiera viene applicato uno “skimmer” in grado di rubare e memorizzare i dati contenuti nella tessera postamat.
Dati che poi vengono scaricati da un computer e quindi inseriti in una nuova tessera alla quale si abbina il codice letto dalla telecamera. A volte i dati vengono inviati immediatamente ad un computer via wireless.
Quando un cliente inserisce il suo postamat la clonazione avviene in automatico. Con una scheda fasulla e i codici esatti appena rilevati, i malfattori riescono così a prelevare sul conto senza alcun problema.
Corriere delle Alpi /
Ufficio postale chiuso raccolte 449 firme
Campolongo di Santo Stefano. I fogli consegnati ieri al sindaco Alessandra Buzzo E intanto don Maurizio chiude il conto della parrocchia e lo trasferisce in banca
SANTO STEFANO
Alla fine sono 449 i no alla chiusura dell'ufficio postale di Campolongo, frazione di Santo Stefano. Si è chiusa venerdì, infatti, la raccolta di firme lanciata dalla locale Regola.
Tutto il paese si è mobilitato per reclamare quello che viene visto come un diritto conculcato. Ed intanto il parroco, don Maurizio Doriguzzi, come per dare un “esempio”, ha ritirato dalle Poste i risparmi della Parrocchia e li ha portati in banca: un primo segnale di quella che potrebbe essere un'estrema forma di protesta se le Poste manterranno la loro decisione. Non solo, si dice in paese, hanno chiuso l'ufficio postale, ma lo hanno fatto all'improvviso e senza spiegarne le ragioni.
E proprio un incontro viene richiesto nella petizione, che recita così: "I sotto firmati cittadini chiedono la riapertura dell'Ufficio Postale di Campolongo di Cadore, chiuso dal giorno 16 gennaio 2012 con grave danno e disservizio per la popolazione residente, le attività economiche del paese, i turisti ed i numerosi utenti che, provenienti anche dai paesi vicini, hanno sempre usufruito di questo valido e insostituibile punto di riferimento. Chiediamo altresì, assieme al nostro sindaco ed al nostro caporegola, un incontro formale con i responsabili di Poste Italiane affinché possano spiegare alla popolazione di Campolongo i motivi di una decisione assunta in modo arbitrario e all'insaputa di tutti. Chiediamo ci venga garantita la possibilità di continuare a fruire dei servizi e delle offerte commerciali erogate dal Gruppo Poste Italiane come è stato fino al 14 gennaio 2012.”
Ieri mattina le 449 firme sono state consegnate dal caporegola Ruggero Grandelis al sindaco Alessandra Buzzo.
Insieme, i due hanno poi sottoscritto una lettera alla direzione provinciale ed alla direzione regionale delle Poste, chiedendo con fermezza un incontro chiarificatore. Hanno unito al plico anche una missiva del Gruppo Zingar, che ha attivamente contribuito alla raccolta delle firme porta a porta. Vi si legge, fra l'altro, che “la chiusura improvvisa dell’Ufficio postale ha lasciato attoniti tutti gli abitanti di Campolongo e non solo; rappresenta un enorme disagio per le persone anziane; porta non solo all'isolamento e all'abbandono del paese, porta anche a dover fare interminabili code e attese presso i già stipati uffici postali di Santo Stefano e Mare. Come si può credere che sia stata una decisione ragionata?” E si chiude con una nota di speranza, perché «l’unione fa la forza e tutti auspicano una tempestiva riapertura dell'ufficio, anche solo per alcuni giorni alla settimana».
Stefano Vietina
nuovi tagli in arrivo
Poste Italiane: piccoli uffici a rischio
giornaledibrescia.it Ore: 14:22 | giovedì, 2 febbraio 2012
«Se mi chiedete se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto, vi rispondo che non so più neppure se il bicchiere c'è». È la dichiarazione di uno dei sindaci camuni all'uscita dell'incontro di ieri mattina con i rappresentanti di Poste Italiane, convocata nella sede di Acb Servizi. «Se avevo dei timori che molti sportelli postali potessero chiudere o, soprattutto, subire delle forti contrazioni nelle aperture, ora ho la certezza» è la frase che ha il sapore amaro della consapevolezza che nel Bresciano le poste razionalizzeranno nel giro di poco tempo molti loro presidi.
L'incontro di mercoledì - una fase interlocutoria nel dialogo aperto con l'azienda - ha permesso al territorio di capire meglio quali sono le intenzioni di Poste, senza però avere i dettagli su modi e tempi.
Tutto ha preso origine la Vigilia di Natale, quando la società ha comunicato in via unilaterale e senza preavviso la chiusura dal 24 al 31 dicembre di 36 sportelli, per i sindacati e gli amministratori pubblici una probabile «prova generale in vista di un futuro abbandono». Sul piede di guerra sono scesi subito i sindaci camuni (almeno dieci uffici a rischio sono in Valcamonica), che hanno minacciato di far saltare i contratti d'affitto degli uffici postali, quasi tutti ubicati in immobili comunali, qualora la volontà fosse stata confermata. Da qui l'incontro di ieri, dal quale è emerso che i numeri e le prestazioni di questi piccoli uffici sono al di sotto degli standard minimi richiesti dall'azienda.
La soluzione quindi è tagliare, ma con qualche distinguo: «Per legge - ha riferito il presidente della Comunità montana camuna Corrado Tomasi - pare che Poste debba garantire almeno uno sportello aperto per comune». Questo significa che si potrebbero chiudere solo quegli uffici che hanno sede nelle frazioni (per ora una decina nel Bresciano), ma non tutti quelli che - pur non raggiungendo la soglia minima delle prestazioni - sono l'unico presidio all'interno di un comune. Questi ultimi, però, subiranno delle forti contrazioni negli orari di apertura, garantendo solo quindici ore a settimana.
«Abbiamo chiesto a Poste di fare il possibile per continuare a offrire un servizio a chi continua a presidiare il territorio montano - spiega Tomasi -. Va cioè garantita una presenza anche minima. Per il resto, comprendo che è poco difendibile un servizio nettamente in perdita. Resta però aperta la questione del mantenere la popolazione in montagna: come fare, se la si priva dei servizi?».
Nettamente più preoccupati sono i sindaci dei piccoli Comuni, che lentamente si vedono sottrarre i presidi: prima l'asilo, poi le scuole, le farmacie e ora la posta. «Non possiamo essere sottoposti alla pura e semplice legge del mercato e dei numeri - afferma i sindaco di Vione Mauro Testini -, ma qui la riflessione si ampia e coinvolge tutti, a iniziare dalla Regione, che deve decidere se le piccole realtà devono ancora esistere o se è meglio cancellarle». Il sindaco di Ossimo Cristian Farisè crede che l'unica strada percorribile sia quella del dialogo, per salvare almeno i servizi essenziali.
Giuliana Mossoni
sibarinet.it/ Sabato 04 Febbraio 2012 15:28
MANDATORICCIO/ CHIUSURA POSTA,APPELLO SINDACO AL
PREFETTO
Chiusura dello sportello dell’Ufficio Postale di Mandatoriccio scalo per motivi igienico sanitari, appello del Sindaco al Prefetto: è un grave disservizio per la numerosissima utenza. A ciò si aggiunga – denuncia il Sindaco Angelo DONNICI – che le nostre continue richieste a Poste Italiane, per individuare insieme locali più idonei, sono rimaste senza risposta.
La chiusura dello sportello dell’ufficio postale – scrive DONNICI al Prefetto di Cosenza Raffaele CANNIZARO – risale al 27 gennaio scorso. Nessuna comunicazione formale è avvenuta, ad oggi, all’indirizzo dell’Amministrazione Comunale. La notizia, anche per l’assenza di fonti ufficiali – sottolinea il Sindaco – crea allarme e confusione tra i cittadini, senza considerare il sostanziale e gravissimo disservizio che deriva, in particolare per gli anziani che, a questo punto, per semplici operazioni e per il pagamento delle loro modeste pensioni, devono spostarsi per diversi chilometri, per raggiungere gli sportelli di Mirto o di Cariati.
Nella missiva, il Sindaco DONNICI informa il Prefetto delle diverse occasioni in cui l’Esecutivo, manifestando la propria disponibilità e collaborazione a Poste Italiane, ha richiesto di individuare locali più consoni ed idonei o di ristrutturare l’esistente.
Richiesta sportello postamat e trasferimento sede Mandatoriccio Scalo. È, questo, infatti, l’oggetto riportato nella lettera che il 9 febbraio 2011, il Sindaco indirizzava al direttore della filiale di Castrovillari di Poste Italiane. Nella missiva, in vista della stagione estiva e del conseguente aumento di residenti e turisti, si sollecitava l’attivazione di uno sportello ATM per postamat alla marina. – Si coglieva, l’occasione, inoltre, per rinnovare la richiesta di considerare la eventualità di trasferire lo sportello di Piazza S.Giuseppe presso locali più ampi e confortevoli per andare incontro alle aumentate esigenze che i cittadini reclamavano, e continua e reclamare, per servizi più efficienti e completi.
MAI NESSUNA RISPOSTA. OGGI LA CHIUSURA DEL SERVIZIO!
umbria24.it - Scritto il 31/1/12
Spoleto, dipendente delle Poste ruba 60 mila euro dai
libretti: condannata a sei mesi di reclusione
La donna opta per il patteggiamento. I fatti risalgono al 2010
di Chia.Fa.
Sei mesi di reclusione e 400 euro di multa. È questo l’epilogo giudiziario per N.B., ex dipendente dell’ufficio postale di via Flaminia, a Spoleto, accusata di aver sottratto dai libretti di deposito di anziane signore una cifra di poco inferiore ai 60 mila euro. Un ufficio dove la donna ha prestato servizio per vent’anni.
Patteggia la pena Lunedì la quarantenne, assistita dall’avvocato Roberto Calai, ha optato per il patteggiamento in seguito al quale è stata condannata a sei mesi (pena sospesa). Per lei l’accusa, sostenuta dal pm Roberta Maio, era quella di furto aggravato.
La vicenda I fatti risalgono al febbraio 2010 quando alcune utenze dell’ufficio di via Flaminia iniziano a notare alcune irregolarità che, dopo i primi controlli da parte della direzione dell’ufficio, si traducono in veri e propri ammanchi. A colpi di alcune migliaia di euro N.B. era riuscita a far sparire dai libretti di deposito di sette persone circa 60 mila euro. La dipendente, che come spesso capita in questi casi godeva della piena fiducia delle utenze, viene immediatamente sospesa dal servizio.
La tecnica, contabilità parallela Le indagini hanno poi appurato la modalità attraverso le quali N.B. era riuscita a sottrarre i soldi. Inserendo manualmente i numeri identificativi dei libretti su cui poi sono risultati gli ammanchi, la donna prelevava di volta il volta la cifra, salvo poi concludere l’operazione passando nel terminale dei semplici fogli bianchi. Fogli di cui N.B. si liberava solo dopo, però, aver appuntato il contenuto altrove in modo tale di avere sempre a portata di mano l’effettivo deposito disponibile. Così facendo i libretti apparivano immacolati e le cifre segnate corrette.
pordenoneoggi.it Pubblicato Martedì, 31/01/2012
Sacile: buttava via la posta, dovrà pagare 45 mila
euro
Si chiude con un patteggiamento il caso del postino liventino
SACILE - Il caso è datato estate 2009. Un postino che faceva sostitutuzioni non avrebbe consegnato tutta la posta a domicilio. Nel contempo, un pescatore aveva trovato alcuni sacchi di posta sulle rive del Livenza.
Così, dopo una indagine condotta dalla polizia municipale di Sacile venne denunciato un postino sacilese, assunto transitoriamente da Poste italiane per svolgere il servizio quando i titolari erano in ferie.
L’indagine era incentrata sulla violazione degli articoli 619 (violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza da parte di persona addetta alla distribuzione) e 340 (interruzione di pubblico servizio) del Codice penale.
Ieri, 30 gennaio, Carlo Alberto F ha patteggiato sei mesi di reclusione, convertiti in 45 mila euro di multa, con la sospensione condizionale della pena.
iltempo.it/molise/2012/01/31 - 31/01/2012, 05:30
Notizie - Molise
In Basso Molise I carabinieri hanno denunciato il dipendente per interruzione di pubblico servizio
Litiga col portalettere. Tre mesi senza posta
L'imprenditore esasperato ha raccontato l'accaduto e sono partite le indagini
Deborah Di Vincenzo Resta per ben tre mesi senza ricevere la posta.
E non per i disagi che negli ultimi tempi si stanno registrando a causa dei tagli al personale, ma perchè aveva avuto dei dissidi col portalettere. È successo in un piccolo centro del Basso Molise, dove è stata necessaria un'indagine dei carabinieri, che si è conclusa con una denuncia per interruzione di pubblico servizio nei confronti del dipendente di Poste Italiane. Protagonista dell'episodio un imprenditore di 60 anni. L'uomo, che in quel piccolo centro ha la sede della sua azienda agricola, qualche tempo fa ha avuto una discussione col postino. Una lite banale, secondo gli inquirenti, ma che poi in realtà si è mai risolta, visto che il portalettere, per ripicca, ha deciso di non consegnargli più la corrispondenza, con inevitabili disagi per l'agricoltore. Fatto sta che il 60enne ha aspettato con pazienza che il postino tornasse a recapitargli bollette e raccomandate. Ma non è accaduto. Trascorsi tre mesi, ha deciso di passare al contrattacco. È andato ai carabinieri e ha raccontato quello che stava accadendo, firmando una querela. I carabinieri hanno così cominciato ad effettuare le verifiche del caso. Ed hanno accertato che effettivamente in quell'azienda la posta non arrivava. Per questo il dipendente, di 59 anni, è stato deferito e adesso il suo gesto dovrà spiegarlo ai giudici, oltre che naturalmente ai suoi datori di lavoro.
startnews.it 31/01/2012 - 9.33.15
LA PRESUNTA TRUFFA ALLE POSTE PRIVATE: SI AGGRAVA LA
POSIZIONE DI E M
Il Tribunale del riesame ha accolto il ricorso della Procura ennese contro la scarcerazione
La presunta truffa alle poste private: si aggrava la posizione di E M
Enzo M, dopo il ricorso della Procura ennese contro la sua scarcerazione, non torna in carcere. Il Tribunale del riesame, pur accogliendo il ricorso, ha deciso per una interdizione di due mesi dalla carica di amministratore di poste private. Nella motivazione della sentenza si legge che “non avendo trovato alcuna giustificazione, l’ammanco verificatosi nelle casse delle società gestite da Vincenzo M, deve ritenersi sussistente un quadro indiziario grave a suo carico.” La sentenza è stata emessa dopo che la Procura aveva disposto un supplemento di indagini dalle quali risulterebbe il mancato pagamento ad un gestore di un servizio pubblico delle somme riscosse da M.
L’avvocato difensore, così come aveva già fatto in passato, ribadisce che la posizione del suo assistito presto verrà chiarita: “anche perché – afferma l’avv. Curcuraci – M ha risanato i conti della società molto prima che si aprisse l’inchiesta".
Martedì 31 gennaio 2012 07.37
L'UNIONE SARDA.it > Cronache dalla Sardegna > Cagliari, la Finanza sigilla Posta Europa Truffa del bollettino: finora 300 denunce
Cagliari, la Finanza sigilla Posta Europa
Truffa del bollettino: finora 300 denunce
I militari della Guardia di finanza hanno notificato ai responsabili delle Poste private il decreto di sospensione dall'Albo degli agenti creditizi.
Alcune settimane fa i militari della Guardia di finanza hanno bussato nella casa di Sestu di Pietro Pitzanti (41 anni) e della moglie Graziella Ferru (38). In mano il decreto, su carta intestata del ministero dell'Economia e delle finanze, di sospensione dall'albo dei mediatori creditizi delle società sono Posta Europea e Posta Popolare della Sardegna. Le due società finite nel mirino del sostituto procuratore Giangiacomo Pilia per aver intascato i soldi dei bollettini postali e di non averli poi girati alle titolari del credito. Sul tavolo del magistrato ci sarebbero più di 300 denunce, ma il numero è destinato a lievitare.
vivienna.it/2012/01/31
Piazza Armerina. Truffa poste private, ordinanza di
interdizione dei Giudici del Riesame per M
Inserita da redazione il gen 31st, 2012 e archiviata in Giudiziaria. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.
Piazza Armerina. I giudici del Tribunale di Riesame hanno accolto il ricorso della Procura della Repubblica contro la scarcerazione dell’armerino Vincenzo M, 56 anni, il titolare di agenzie postali private a Enna, Valguarnera e Piazza Armerina, che era stato arrestato con concessione dei domiciliari a fine novembre in quanto ritenuto responsabile di peculato e scarcerato il 13 dicembre scorso. I giudici, nel loro dispositivo non hanno disposto nuovi ordini di cattura o misure personali; semplicemente, per evitare il pericolo di “reiterazione del reato”, hanno emesso un’ordinanza di interdizione, quindi Vincenzo M viene sospeso dall’esercizio di amministratore di poste private per due mesi. Ma soprattutto, ed era quello che più premeva all’accusa, hanno annullato la considerazione del Gip secondo cui, il “quadro indiziario”, risultava“seriamente compromesso”. Vincenzo M , secondo l’accusa si sarebbe appropriato in tutto di 116.298 euro dal novembre 2010 al febbraio 2011. Diametralmente opposta, invece, è la tesi difensiva, sostenuta dal difensore, l’avvocato penalista Sinuhe Curcuraci, secondo cui Vincenzo M avrebbe sempre fatto regolarmente tutti i versamenti e non ci sarebbe alcun reato, semmai c’è stato un blocco provocato dalla piattaforma informatica . Il Tribunale del Riesame ora torna a considerare “gravi” gli indizi raccolti dall’accusa. In 31 pagine di ordinanza ricostruisce il lavoro dei carabinieri della sezione di Pg, diretti dal luogotenente Vincenzo La Malfa e dal maresciallo Nicola Lo Moro, coordinati dal Pm Paola D’Ambrosio; e, di converso, l’ampia documentazione difensiva, che vuole liberare M dall’accusa di peculato. Per i giudici, “non avendo trovato alcuna giustificazione , l’ammanco verificatosi nelle casse delle società gestite da Vincenzo M, deve ritenersi sussistente un quadro indiziario grave a suo carico ”per il reato di peculato, essendo la sua condotta consistita nell’appropriarsi del denaro di cui aveva la disponibilità in qualità di amministratore”. Dopo la scarcerazione, la Procura della Repubblica ha disposto un’integrazione investigativa ed i militari hanno chiesto informazioni a uno dei gestori che non avrebbe mai ricevuto vari pagamenti, che ha “ad oggi” non risultavano pagate 127 bollette per un importo totale pari a 13.054 euro”; e svolto indagini a campione sulle 237 transazioni che erano risultate chiuse correttamente. Alcuni utenti, interrogati, pare che abbiano dichiarato di aver pagato una prima volta e poi, messi in mora dall’ente, sarebbero stati costretti a ripagare la bolletta per la seconda volta. Per la difesa non c’è alcuna prova che M abbia intascato dei soldi né è indicato quando e come li avrebbe presi. “Abbiamo detto più volte che i fatti non sono andati come ricostruiti dall’accusa – ha dichiarato l’avvocato Sinuhe Curcuraci – e il mio cliente anzi ha speso personalmente per risanare i conti della società e lo ha fatto molto prima che si aprisse l’inchiesta”.