IL POSTALE n. 447

 

Notizie dalla rete

 

 

IL POSTALE n. 4470 del 21.02.2010 - www.ilpostale.it - e-mail: ilpostale@libero.it

 

«Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere.»

Lucio Anneo Seneca

 

 

MF  - Numero 031  16/2/2010

Per fare cassa le Poste puntano ancora sul mattone

DENARO & POLITICA

Di Anna Messia

In vendita altri 10 immobili. Nel 2009 incassati 7 mln. Resta aperta la gara per piazza Cordusio

L'ultima asta, ancora aperta, riguarda un pacchetto di dieci cespiti, distribuiti tra Verona e Palermo, e le offerte dovranno essere consegnate tra fine febbraio e metà marzo. Le Poste Italiane continuano così a voler fare cassa con il mattone. Del resto, nonostante gran parte dei «gioielli» siano stati dismessi negli anni scorsi, nel gruppo Poste c'è ancora tanto valore immobiliare, che potrà tornare utile per migliorare conti nei prossimi anni. Il vecchio piano industriale 2006-2008 prevedeva la possibilità di cedere quasi l'intero patrimonio immobiliare della controllata Europa Gestioni Immobiliari (partecipata per il 55% da Poste spa e per il 45% da Poste Vita), che a fine 2008 ammontava ancora a quasi 400 milioni. In seguito le cose sono andate più a rilento, ma in ogni caso sono stati piazzati immobili per un controvalore di centinaia di milioni. Nel corso del 2007 la controllata ha venduto cespiti per un totale di 42,4 milioni di euro e anche nel 2008 la campagna delle vendite è proseguita: solo con la cessione del Fontego dei Tedeschi, uno dei palazzi più prestigiosi di Venezia sul Canal Grande (passato nelle mani del gruppo Benetton) Europa Gestioni Immobiliari ha incassato un assegno di 53 milioni di euro, contro un prezzo d'asta di 50 milioni. E il bilancio di Egi nel 2008 è stato chiuso con un risultato netto di 37,5 milioni, più che triplicato rispetto agli 11,7 milioni del 2007.

 

Ma dopo queste grandi operazioni «sono rimasti prevalentemente immobili meno appetibili dal punto di vista della destinazione d'uso, pubblico o per il terziario», hanno riconosciuto gli stessi amministratori di Egi nei primi mesi del 2009. Per questo motivo la società ha scelto di seguire un'altra strategia e per massimizzare gli incassi ha deciso di vendere solo «dopo aver almeno avviato il processo di adeguamento urbanistico che intende far risultare più appetibili gli immobili». E con questo obiettivo in mente, all'interno del gruppo è stato creato un gruppo di esperti in materia urbanistica. Ma intanto le operazioni di cessione sono andate comunque avanti; lo scorso anno per esempio e stato venduto un immobile a Roma in via Alimena (zona Romanina) per 7,2 milioni di euro. Una gara è stata vinta dalla Tuka srl, società che fa capo alla Jul spa di Stefano Caporicci, il patron della Nova Euronics, i megastore di elettodomestici. E la cessione ha consentito alla controllata delle Poste di ottenere una plusvalenza sul bilancio di 5,4 milioni di euro e di chiudere il primo semestre 2009 con un risultato netto di 7,2 milioni (contro 4,5 milioni dello stesso periodo 2008), grazie anche a ricavi da locazione per 10 milioni di euro. I conti di fine 2009 non sono stati ancora comunicati ma le altre operazioni di cessione aperte, in ogni caso, daranno benefici per i conti del 2010: qualche altro milione di euro potrà arrivare dall'ultimo pacchetto messo in vendita, che riguarda soprattutto abitazioni ad uso privato. Ma a dare soddisfazione potrà essere soprattutto la cessione dello storico palazzo di Piazza Cordusio in pieno centro a Milano. La sede storica delle Poste ed ex sede della Borsa. Già l'anno scorso Sarmi provò a cedere il palazzo ma l'asta andò deserta. Ora ci ha riprovato (le offerte dovranno essere presentate entro il 25 marzo). E questa volta, grazia anche alla base d'asta fissata a 50 milioni, l'interesse sembra cresciuto.

 

 

POL - Cdm, approvato il Cad. Brunetta: Risparmi per 200 mln

 

Roma, 19 feb (Velino) - “E’ stato un lavoro molto complesso, ma questa è la grande novità. Ci sarà da lavorare ancora un po’ per i passaggi parlamentari, e monitorare settore per settore l’effettiva implementazione al 2012. Quando sarà a regime, il nuovo codice produrrà risparmi per 200 milioni di euro”. Visibilmente soddisfatto, nella conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri, il titolare per l’Innovazione e la Pa Renato Brunetta, che ha illustrato le linee principali del Codice per l’amministrazione digitale, approvato oggi dall’esecutivo a Palazzo Chigi. Un insieme di norme che dovranno essere approvate dal Parlamento, ma che una volta assimilate costituiranno una vera e propria rivoluzione nel rapporto tra il cittadino e l’Amministrazione pubblica. Alla base del grande cambiamento, l’introduzione della Pec, la posta elettronica certificata, che sostituirà in tutto e per tutte le pratiche e le corrispondenza ufficiali cartacee, che ridurrà l’utilizzo, all’incirca, di tre milioni di fogli di carta entro la scadenza prefissata del 2012. “Conto di avere 10 milioni di cittadini con la Posta elettronica certificata entro fine anno – ha osservato Brunetta parlando ai giornalisti. Tra i benefici di bilancio più eclatanti che seguiranno all’introduzione della Pec, l’abbattimento dei costi della Giustizia grazie all’introduzione delle notifiche on-line.

 

“Diventerà un’onda che monta e si satura progressivamente – ha aggiunto Brunetta -. Abbiamo assegnato la Pec a Poste italiane e Telecom, che la distribuiranno in tutti i loro uffici e negozi, previo riconoscimento del cittadino. Le vecchie buste di carta – ha proseguito il ministro - non ci saranno più. Sembra un sogno ma è così. Spariranno anche le raccomandate”. Quanto alla copertura del provvedimento, Brunetta ha spiegato che “attualmente c’è un piano operativo 2009-2012 di 6 miliardi di euro. Tutto questo deve avvenire all’interno di questo piano. Risorse sono già state stanziate e sono bastevoli. Non è un problema di investimenti, ma di know-how”. Interpellato poi sul problema della corruzione nella Pa, Brunetta ha fatto presente che “il vero problema è la trasparenza della Pa. Più è efficiente, più i fenomeni corruttivi si marginalizzano. Molti dei fenomeni corruttivi riguardano gli enti locali. Dalla riforma del Titolo V non hanno più controllo. Una volta c’era il Coreco. C’è poca trasparenza nelle procedure di appalto, e la Pa on-line è una delle risposte più serie e più ferme proprio per evitare e combattere la corruzione, gli abusi o gli sprechi diffusi. L’approvazione di questo Codice – ha aggiunto - nelle ore in cui si parla tanto di corruzione, è una fortunata coincidenza, ma se ogni dirigente preparasse un piano di lotta alla corruzione nel suo piccolo, questo diventa un movimento di contrasto di massa alla corruzione”.

 

(baz) 19 feb 2010 12:53

 

 

 

 

19-02-10

POSTE: CISL, 10.000 POSTINI A RISCHIO MA SARMI NEGA

(ASCA) - Roma, 19 feb - Allarme occupazione alle Poste.

Secondo il segretario generale della Cisl-Poste, Mario Petitto, dato il calo della corrispondenza tradizionale potrebbero essere a rischio circa 10mila posti di lavoro tra i postini e nella lavorazione interna delle lettere. Alle Poste, ha precisato, lavorano circa 145.000 persone, 73.000 nella corrispondenza.

Ma l'Ad delle Poste, Massimo Sarmi, ha decisamente escluso tale drammatico ridimensionamento di personale. ''La corrispondenza e' in calo ormai da alcuni anni in tutto il mondo, ma questo - ha assicurato - non determinera' alcun problema di riduzione di posti di lavoro''.

red-rf/sam/rob

 

Poste/ Cisl: No a tagli e affidamento servizi a tabaccai

Petitto: Si rischia depauperamento azienda

18-2-10 da APCOM

 

"Ormai sembra evidente come l'unico obiettivo dell'attuale management di Poste sia il taglio dei costi e quindi del personale". E' quanto dichiara il segretario generale della Cisl Poste, Mario Petitto. "Mentre siamo da tempo impegnati con Poste Italiane in una difficile trattativa sulla riorganizzazione dei servizi postali e del recapito per tentare di arginare l'emorragia dei volumi postali e ridare un minimo di qualità oggi inesistente - sottolinea - scoppia il problema anche degli sportelli postali. Da più Regioni d'Italia si diffonde la protesta per le file estenuanti all'interno degli uffici postali che in alcune citta' come Roma, Napoli, Palermo, Catania provocano circa un'ora di attesa per una semplice operazione di sportello". Dall'inizio dell'anno, ricorda Petitto, "circa 1.500 sportellisti sono andati in pensione senza che l'azienda provvedesse alla loro sostituzione, lasciando i territori allo sbando. L'azienda è insensibile alla contrazione dei volumi e alla qualità dei servizi, percepita dai cittadini in termini di forte negatività. I servizi finanziari - afferma il sindacalista - sono il polmone di Poste Italiane e ne assicurano con risultati brillanti la sopravvivenza finanziaria. Ci viene difficile quindi capire la strategia dell'amministratore delegato che, anziché sostenere e rafforzare gli uffici e gli sportelli di Poste Italiane tende a depotenziarli, immaginando di affidare a soggetti esterni, quali i tabaccai, l'erogazione e la vendita dei servizi postali provocando il deserto all'interno degli uffici di Poste". La Cisl Poste conclude, "proporrà nei prossimi giorni una riflessione comune agli altri sindacati di categoria per intraprendere un'azione unitaria che impedisca il depauperamento del settore redditizio dell'Azienda, mentre dall'altra parte si chiedono 10 mila tagli nel settore postale e del recapito".

 

 

RASSEGNA.IT 19/02/2010 18:50

Poste ai sindacati: nessun posto a rischio

"Nessun posto di lavoro a rischio". Così l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi,

risponde all'allarme lanciato dai sindacati. Di fronte al calo della corrispondenza, e con gli "opportuni confronti", spiega, l'azienda potrà impiegare i lavoratori in altre attività del gruppo.

"La corrispondenza in calo ormai da alcuni anni in tutto il mondo, ma questo non determinerà alcun problema di riduzione di posti di lavoro - si legge in una nota -. Grazie infatti alla diversificazione compiuta negli ultimi anni e alla ampia gamma dei settori di business su cui siamo operativi, attraverso gli opportuni confronti con le organizzazioni sindacali, l'azienda ha la possibilità di impiegare gli addetti in altre attività svolte dal gruppo".

 

 

ANSA.it > Cronaca > News

Ipotesi stop a consegne lettere il sabato

Tracollo della corrispondenza tradizionale, vince Internet

19 febbraio, 18:14

 

ROMA - Rivoluzione in arrivo nella consegnadella corrispondenza: le Poste - secondo quanto riferito daisindacati - hanno intenzione di riorganizzare il recapito dilettere e pacchi rendendo più flessibile la consegna lungo lagiornata ma rinunciando al sabato. La consegna - secondo quanto spiegato dal numero uno della Uil Poste Ciro Amicone - avverrebbe quindi su cinque giorni enon su sei mentre l'orario dei postini si allungherebbe, a fronte della settimana corta, giornalmente da sei ore a setteore e 12 minuti. La riorganizzazione di cui si sta discutendo nella trattativa tra azienda e sindacato in vista dellaliberalizzazione del mercato prevista per l'inizio del 2011, vuole tenere conto sia della riduzione della "massa" di corrispondenza tradizionale a fronte del boom di internet, dellaposta elettronica e dei social network (-20% nel 2009 sul 2008), sia delle mutate esigenze degli utenti, soprattutto nelle grandicittà. In casa infatti spesso i postini la mattina non trovano nessuno e la consegna "flessibile" lungo il giorno potrebberendere più efficace il servizio.

 

 

Società

Le e-mail vincono sulle lettere, 10.600 postini a rischio

ITALIAINFORMAZIONI 19 febbraio 2010 19:01

(Alessia Tagliacozzo) Addio alle lettere, il postino rischia di non bussare più neanche una volta e comunque non di sabato: con il boom di internet, dei social network e in generale della posta elettronica la corrispondenza tradizionale ha avuto un vero e proprio tracollo (-20% solo nell'ultimo anno) mettendo a rischio 10.600 posti di lavoro tra i "postini". L'allarme è stato lanciato dalla Cisl-Poste preoccupata anche per l'intenzione delle Poste di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari adesso svolti dagli uffici postali.  L'amministratore delegato delle Poste ha confermato all'Ansa che la corrispondenza tradizionale è in calo "in tutto il mondo" ma ha assicurato che "nessun posto di lavoro è a rischio" e che gli addetti alla corrispondenza saranno impiegati in altre attività del Gruppo. Tra l'azienda e i sindacati è in corso una trattativa per riformare il settore della logistica e del recapito in vista della liberalizzazione del mercato prevista all'inizio del 2011. L'azienda - ha spiegato il numero uno della Uil Poste Ciro Amicone - ha chiesto di far lavorare i postini su cinque giorni alla settimana invece che su sei come accade oggi e questo dovrebbe ridurre le esigenze di personale. Per migliorare il servizio una strada potrebbe essere quella di una consegna non solo la mattina ma "flessibile" lungo la giornata. "Sono cambiate le esigenze delle famiglie - spiega Amicone - nelle grandi città spesso a casa di mattina non c'é nessuno. Nella maggioranza dei casi non ci sono neanche i portieri così una parte consistente della posta deve essere ritirata facendo la fila presso gli uffici postali. Comunque noi pensiamo che non si cresce dichiarando esuberi". Lavorando su cinque giorni invece che su sei (rinunciando quindi alla consegna del sabato che rimarrebbe solo per la posta urgentissima), secondo quanto l'azienda ha illustrato ai sindacati, aumenterebbe l'orario giornaliero dei portalettere (sette ore e 12 minuti invece che sei come oggi) rendendo il recapito più flessibile lungo la giornata.  Alle Poste lavorano circa 140.000 persone, 73.000 delle quali nella corrispondenza, tra smistamento e recapito. La ristrutturazione dovrebbe riguardare soprattutto questo settore con una riduzione del personale in parte da ricollocare negli altri comparti dell'azienda.  "E' vero - ha detto Sarmi - la corrispondenza è in calo ormai da alcuni anni in tutto il mondo, ma questo non determinerà alcun problema di riduzione di posti di lavoro. Grazie infatti alla diversificazione compiuta negli ultimi anni e alla ampia gamma dei settori di business su cui siamo operativi, l'Azienda ha la possibilità di impiegare gli addetti in altre attività svolte dal gruppo". La Cisl Poste segnala con preoccupazione anche la diminuzione degli addetti allo sportello negli uffici Bancoposta e l'intenzione dell'azienda di affidare ai tabaccai alcune operazioni come i pagamenti dei bollettini e la ricarica di Postepay, carta di credito prepagata ricaricabile. "Da più parti - afferma Petitto - si diffonde la protesta per le file estenuanti all'interno degli uffici postali che in alcune città come Roma, Napoli, Palermo, Catania provocano circa un'ora di attesa per una semplice operazione di sportello". Dall'inizio dell'anno - sottolinea - circa 1.500 sportellisti sono andati in pensione senza essere sostituiti. I servizi finanziari - dice "sono il polmone di Poste Italiane e assicurano con risultati brillanti la sopravvivenza finanziaria dell'Azienda. Ci viene difficile quindi capire perché invece di sostenere e rafforzare gli uffici e gli sportelli si tende a depotenziarli, immaginando di affidare a soggetti esterni, quali i tabaccai, l'erogazione e la vendita dei servizi postali".

 

tg24 > economia

Poste, email vince su lettera. Addio a 10.600 postini

Tracollo della posta su carta, solo quest'anno -20%. Si valuta se bloccare la consegna il sabato. I sindacati sono preoccupati per la cessione di alcuni servizi finanziari a tabaccai

SKY.IT - 20 febbraio, 2010

Acque agitate alle Poste. I sindacati di categoria denunciano l'imminente taglio di 10.600 posti di lavoro nel settore postale e nel recapito. E annunciano battaglia.

Ma l'ad Massimo Sarmi scende in campo e rassicura affermando che gli eventuali esuberi di personale verranno impiegati in altre attività.

 

La corrispondenza tradizionale è infatti non solo in calo, ma nell'ultimo anno ha registrato un vero e proprio tracollo (-20%): tutta 'colpa' delle e-mail, dato che con il boom di Internet, dei social network e in generale della posta elettronica, lettere e cartoline rappresentano ormai solo un ricordo del passato. Ma a preoccupare i sindacati è anche l'intenzione della società di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari adesso svolti dagli uffici postali.

 

In vista del 2011, quando ci sarà la libearlizzazione del mercato, tra azienda e sindacati è in corso una trattativa per riformare il settore della logistica e del recapito. In pratica, secondo le intenzioni dell'azienda, i portalettere dovrebbero lavorare cinque giorni e non più sei alla settimana, mentre le consegne sarebbero previste nel corso dell'intera giornata e non solo la mattina.

Conseguentemente, i postini lavorerebbero non più 6 ore ma 7 ore e 12 minuti.

 

 

 

Poste: Email batte la lettera, 10.600 postini a rischio

VITADIDONNA - Sabato 20 Febbraio 2010 18:00 redazione

Poste: Email batte la lettera, 10.600 postini a rischio Quando abbiamo scritto e spedito una lettera l’ultima volta? Forse non lo ricordiamo, troppo tempo fa, evidentemente. Sarà colpa di Internet, dei social network, della posta elettronica. Il risultato, comunque, è che si scrive meno, si spedisce meno e quindi il postino consegna sempre meno lettere.

 

Solo nell’ultimo anno la tradizionale corrispondenza ha avuto un tracollo del 20%, mettendo a rischio il posto di lavoro di 10.600 postini.

 

L’amministratore delegato di Poste Italiane assicura che non c’è rischio di licenziamento e che i postini saranno impiegati in altre attività del gruppo.

 

Ma a preoccupare i sindacati è anche l’intenzione della società di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari adesso svolti dagli uffici postali. Mare mosso, insomma, soprattutto in vista del 2011, quando ci sarà la liberalizzazione del mercato.

 

Tra azienda e sindacati è in corso una trattativa per riformare il settore della logistica e del recapito. In pratica, secondo le intenzioni dell’azienda, i portalettere dovrebbero lavorare 5 giorni a settimana e non più 6, mentre le consegne sarebbero previste nel corso dell’intera giornata e non solo la mattina.

 

Conseguentemente i postini lavorerebbero non più 6 ore, ma 7 ore e 12 minuti. Ma questo forse è il meno, il peggio è il licenziamento dei postini che, se ci sarà, sarà senza dubbio preceduto da uno sciopero come già ha annunciato la Cgil.

 

 

Telecom: Bassanini, ingresso Cdp in Telco e' un'invenzione (RCO)

2010-02-18

GIOVEDI' 18 FEBBRAIO 2010

 

E' giuridicamente non prospettabile, viola norme europee (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 feb - "L'ingresso in Telco e' un'invenzione che non si e' mai prospettata ed e' giuridicamente non prospettabile. La Cassa Depositi e Prestiti non puo' assumere partecipazioni in Telco. Se lo facessimo con il risparmio postale violeremmo anche le norme europee". E' quanto ha affermato Franco Bassanini, presidente della Cdp, a margine del convegno sull'energia promosso da Accenture. Tmm-cv-y- (RADIOCOR) 18-02-10 14:48:57 (0221)news 3 NNNN

 

 

CORRIERE DELLA SERA - Pagina 8

(13 febbraio 2010) - Corriere della Sera

Via Solferino 28 dalla parte del cittadino - La lettera

UN PO' DI GENTILEZZA MERCE RARA MA NECESSARIA

 

Giorni fa alla Posta di Piazza Cordusio una operatrice allo sportello mi segnala che per il pagamento della tassa per il passaporto, mi devo servire di un altro modello prestampato. «Lo rifaccia e torni da me senza rifare la coda». Tre minuti e sono di nuovo davanti a lei a completare l' operazione. Gentile e accurata mi spiega cosa sarebbe successo senza il suo intervento: recatomi la mattina dopo al commissariato di Ps, non sarebbe stato accettato il pagamento fatto con un bollettino ordinario, con inevitabile ritorno in posta e perdita dei 44 euro già pagati. Questo nonostante il modulo di istruzioni per la richiesta del passaporto non indichi essere indispensabile utilizzare un bollettino postale specifico. Salutata e ringraziata l' operatrice per l' attenzione prestata mi sono detto: «Meno male». Poi ho pensato: questa signora quanto tempo mi ha evitato di perdere, domani? Diciamo mezza giornata, tra code, ritorno in posta, ritorno in commissariato. Potrò lavorare, in quel tempo. E quindi potrò produrre un reddito, auspicabilmente, o porne le premesse. Quanto? Diciamo il mio reddito orario, che, calcolato in maniera sommaria, «vale» circa 50 euro all' ora tra reddito per me, reddito per lo stato (le tasse) e reddito per non pesare sugli altri quando sarò anziano (i contributi). Duecento euro di reddito prodotto in più grazie a un funzionario delle poste attento e capace. Moltiplichiamo 200 euro per 5.000 casi sfortunati, al giorno, in tutto il Paese, di tempo perduto per una mancata o cattiva circolazione delle informazioni (cifra ipotetica ma temo molto ottimistica). Fa un milione di euro al giorno. Che su base annua, moltiplicato per 300 giorni di lavoro in un anno fa 300 milioni di euro di redditi mancati. Calcoli semplicistici, certo. Ma non è anche così che la ricchezza di uno Stato cresce? Grazie all' attenzione che poniamo a ogni gesto della nostra attività di lavoro. Mario Castagna Non sono un' economista e quindi non posso dire granché sul valore dei suoi calcoli, molto però sulla gentilezza, che non si compra e non si vende e che, dunque, non costerebbe nulla. E tuttavia è diventata così rara che, quando la si trova, sorprende quasi, al punto che, come ha fatto lei, ci si sente in dovere di segnalarla con una lettera al giornale! In questi tempi di dilagante villania, anche nella nostra città che era cortese per tradizione, è un vero balsamo sentirsi trattati con garbo, specialmente in quei luoghi - uffici pubblici in testa, ma anche strutture sanitarie e perfino esercizi commerciali - dove siamo ormai quasi abituati a subire sgarbatezze. ibossi@corriere.it

 

Bossi Fedrigotti Isabella

 

 

Attualità

CORATOLIVE - 19 febbraio 2010

Posta centrale, finiscono i contanti e sale la tensione

 

di Marianna Lotito

 

Primo giorno di grande lavoro ma con una coda amara, quello appena trascorso presso il rinnovato ufficio postale Corato Centro inaugurato proprio ieri.

 

Dopo una giornata in cui l'affluenza della clientela è stata notevolmente superiore rispetto al solito - anche a causa dei giorni di chiusura osservati per consentire il trasferimento degli uffici nella nuova sede - nel tardo pomeriggio sono terminati i contanti per i pagamenti e si sono vissuti attimi di forte tensione.

 

Sin dalla prima mattinata, molti cittadini infatti hanno atteso l'apertura dei nuovi uffici per effettuare numerosi prelievi di contanti. Tutto ha funzionato bene, almeno sino alle 18 quando, praticamente a fine giornata, il denaro a disposizione è terminato.

 

Probabilmente la lunga attesa allo sportello, la stanchezza, la fretta, hanno fatto perdere le staffe ad alcuni dei clienti presenti. Tra questi c’è stato chi ha cominciato ad inveire contro il direttore della filiale ed alcuni impiegati.

 

Un cliente, in particolare, ha notevolmente surriscaldato il clima, creando una tensione tale per cui uno dei clienti, intervenuti a difesa del personale dell'ufficio, ha avuto un malore.

 

La prontezza di un impiegata ha fatto sì che si evitasse il peggio, ma tutti i presenti sono rimasti molto scossi.

 

Di lì l'intervento dell'ambulanza prima e dei Carabinieri poi, che hanno riportato - non senza fatica - la calma nell'ufficio.

 

L'appello, legittimo, è che nei momenti di transizione come questo, tutti i problemi possano essere risolti con una dose maggiore di pazienza e di collaborazione da parte di tutti.

 

 

Antitrust/ Catricalà: No nuove Authority, su Poste vigili...

Ferrovie, sistema non può reggere, serve concorrenza

 

Roma, 16 feb. (Apcom) - In una segnalazione inviata al governo e al Parlamento l'Antitrust aveva già sottolineato la necessità di rivedere le norme che proteggono dalla concorrenza i servizi postali, ferroviari, autostradali e aeroportuali.

 

Sulle Poste, Catricalà ha sottolineato la necessità di ridefinire per legge le condizioni di accesso al mercato. "Va fatto per legge - ha detto - occorre definire nuovi requisiti e nuove regole per poter entrare nel settore postale". Ad esempio, ha spiegato Catricalà, "si potrebbe pensare a una gara per decidere a chi affidare il servizio postale, si affida a chi fa costi più bassi. Si può pensare a una società separata e a contabilità separata". Insomma, le "opzioni sono varie e il Parlamento dovrà scegliere fra le migliori e quella più facilmente attuabile". Tuttavia, ha precisato, "occorrerà approfondire sentendo tutti i soggetti interessati".

 

Sulle Ferrovie, Catricalà ha detto che "di concorrenza su settore merci se n'è vista, ma nel settore passeggeri non s'è notata possibilità di fare concorrenza e questo per vari motivi". Si tratta di "un mercato particolarmente restio alla concorrenza: c'è grande resistenza da parte delle Ferrovie a lasciare entrare nel mercato nuovi operatori. E' chiaro - ha osservato - che le Ferrovie tendono a conservare le proprie prerogative, ma il sistema non può reggere a lungo, bisogna aprire ad altri concorrenti". L'Antitrust ha poi suggerito di tenere distinti due aspetti: il servizio universale e le aree soggette alla concorrenza. "Questo - ha affermato - non solo sulle lunghe tratte, ma soprattutto sulle piccole tratte dove speriamo - ha precisato - si possa arrivare a una più completa liberalizzazione.

 

 

Poste, Agcom:serve regolatore indipendente,"noi candidato ideale"

sabato 20 febbraio 2010 17:42

 

ROMA (Reuters) - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha evidenziato la necessità di individuare nel settore dei servizi postali un regolatore indipendente che conduca alla liberalizzazione del mercato.

 

E' quanto si legge in una "segnalazione al governo e al Parlamento sulle competenze regolamentari in materie di servizi postali" diffusa oggi dall'Agcom, guidata da Corrado Calabrò.

 

"L'Agcom ritiene necessaria l'individuazione di un regolatore indipendente, con un elevato grado di expertise, che conduca alla liberalizzazione del settore e consenta, inoltre, l'archiviazione della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea, attualmente pendente", si legge nella segnalazione.

 

L'Agenzia sottolinea che "l'attribuzione delle funzioni regolatorie potrebbe essere disposta a favore di Autorità già esistenti" per evitare il proliferare di organismi di controllo.

 

"L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni appare il candidato naturale alla regolamentazione e alla vigilanza di tali servizi", dice l'Agcom nella segnalazione, in cui sottolinea tra l'altro che in 22 Paesi Ue su 27 "l'Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni presiede anche alla vigilanza dei servizi postali", e soprattutto che in questo caso l'operazione sarebbe "senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento dell'Autorità gravanti sugli operatori del mercato".

 

 

Poste/ Agcom: Serve Authority settore. Noi candidati naturali

Consentirebbe stop procedura infrazione Ue e no oneri per Stato

 

Roma, 20 feb. (Apcom) - E' necessario che venga individuata una Autorità nazionale di regolazione indipendente in materia di servizi postali e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è il candidato "naturale" a svolgere questo ruolo. Lo sostiene la stessa Agcom in una segnalazione al Governo in materia.

 

Nella segnalazione, l'Agcom fa notare che, oltre ad essere in linea con la soluzione adottata dalla maggior parte dei Paesi europei, questa soluzione consentirebbe di chiudere la procedura di infrazione aperta nei confronti dell'Italia proprio per la mancata istituzione di un'autorità di regolamentazione indipendente dei servizi postali. La scelta, argomenta l'Autorità, inoltre non comporterebbe oneri aggiuntivi a carico dello Stato, poiché si potrebbero estendere anche al settore postale i meccanismi di autofinanziamento dell'Autorità attualmente a carico degli operatori di comunicazione.

 

Anche l'Antitrust ha recentemente ribadito l'urgenza di affidare ad un'autorità indipendente la vigilanza e la regolazione del settore postale ed ha individuato nell'Agcom il "naturale" candidato ad esercitare tali funzioni.

 

L'Agcom, si spiega nella segnalazione al governo, anche in considerazione del ruolo centrale rivestito nel complesso processo di liberalizzazione delle comunicazioni elettroniche, può rappresentare per gli operatori il soggetto istituzionale più autorevole in grado di guidare la definitiva apertura del settore postale alla concorrenza.

 

La mancata individuazione di un'autorità nazionale di regolazione indipendente in materia di servizi postali, "permane a tutt'oggi e, oltre ad essere inadeguata per la definizione del sistema di governo del settore, appare in contrasto sia con la lettera della normativa comunitaria, sia, in forma ancor più evidente, con il suo spirito e le sue linee evolutive", scrive l'Agcom. Da qui la procedura di infrazione della commissione Ue proprio "in un momento i cui i servizi postali si stanno aprendo definitivamente al libero gioco della concorrenza". L'Italia, fa poi presente l'autorità, "è uno dei pochi Paesi in Europa a non aver affidato il controllo del settore postale ad un'Autorità indipendente". Non solo, "laddove non è presente un regolatore specifico (come nel Regno Unito), nella quasi totalità dei Paesi europei (22 su 27) l'Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni presiede anche alla vigilanza dei servizi postali". E senza l'individuazione di un candidato, l'Italia corre "il pericolo" di venire esclusa dalla partecipazione all'organo sovranazionale di coordinamento e cooperazione fra le autorità nazionali indipendenti di regolazione dei servizi postali, la cui istituzione è attualmente al vaglio della Commissione europea. "Va infine considerato - conclude la segnalazione - che l'attribuzione delle competenze di regolazione e vigilanza sui servizi postali all'Autorità può ragionevolmente configurarsi come operazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento dell'Autorità gravanti sugli operatori del mercato".

 

 

 

 

INTERROGAZIONE DI LUCA BELLOTTI

«Il Governo intervenga sul mancato rimborso delle polizze Index Cup»

IL GAZZETTINO . Mercoledì 17 Febbraio 2010,

«La vicenda che ha coinvolto migliaia di cittadini, moltissimi i polesani, nel mancato rimborso delle polizze vita "Index Cup" di Poste italiane e che ha fatto confluire il denaro ad essi spettante nel Fondo per le vittime di crak finanziari ha dell’incredibile e non può passare sotto silenzio». Per questo che l’on. Luca Bellotti ha provveduto a formulare un’interrogazione rivolta al ministro competente per «accertare la correttezza di questa pratica, che defrauda i beneficiari per rimpinguare un fondo che dovrebbe essere solidale proprio verso le persone che hanno subito pratiche scorrette che hanno danneggiato i propri investimenti». «Le aziende, specie quelle di proprietà dello Stato - aggiunge Bellotti - dovrebbero garantire ai cittadini servizi trasparenti ed efficienti al fine di affiancare alla ricerca lecita dell’utile economico, un comportamento che sia corretto e rispondente non solo alle norme di diritto ma anche ai più basilari principi etici». La problematica sarebbe subentrata riguardo alle polizze di Poste Italiane denominate “Index Cup”, che prevedono programmi di investimento a breve termine, tra i 5 e i 10 anni, con formule rivolte in special modo ad anziani e famiglie. Al momento del riscatto, però, i beneficiari, solitamente parenti del contraente, si troverebbero nell’impossibilità di entrare in possesso del denaro, dato che questo sarebbe nel frattempo confluito nel fondo nazionale di solidarietà per le vittime di disastri finanziari. «E’ evidente - agginge Bellotti - che questo tipo di condotta, ove fosse verificata, è quantomeno inopportuna, essendo volta a sottrarre i soldi dei cittadini per finanziare un fondo pubblico, ottenendo questo risultato con un’informazione che sarebbe riduttivo definire poco chiara. E’ indispensabile che il Governo intervenga quanto prima per tutelare il risparmio e gli investimenti».

 

 

POSTE ITALIANE REPLICA ALL’ON. BELLOTTI

«Sulle polizze Index Cup è stata rispettata la legge»

IL GAZZETTINO  - Giovedì 18 Febbraio 2010,

Pronta la risposta di Poste Italiane al problema sollevato dall’on. Luca Bellotti sul mancato rimborso delle polizze Index Cup”.

      «Poste Vita, società del Gruppo Poste Italiane, - precisa la nota - come tutte le compagnie assicurative operative in Italia, si è uniformata alle disposizioni del ministero dell’Economia e Finanze». Per cui il 27 ottobre 2008, giorno in cui è entrata in vigore la legge n. 166, è stato stabilito che gli «importi dovuti ai beneficiari dei contratti di assicurazione sulla vita, che non sono reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto vengano destinati ad un apposito fondo per l’indennizzo dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie istituito con la Legge 266 del 23 dicembre 2005 - “Finanziaria 2006”, gestito dal ministero dell’Economia e delle Finanze».

      «In quello stesso giorno - precisa Poste Italiane - la legge ha dunque stabilito che i capitali assicurati relativi (in questo caso) a decessi avvenuti tra il 1° gennaio 2005 ed il 27 ottobre 2007, non reclamati prima di tale data, debbano, per legge, essere inviati al suddetto Fondo. Indipendentemente quindi dalla politica di Poste Vita di non avvalersi del diritto di prescrizione, come riportato nelle condizioni assicurative, la Società è obbligata a versare tali somme al citato Fondo. E’ utile infine sottolineare che se Poste Italiane, nello stesso giorno in cui è uscita la legge, fosse riuscita ad avvertire i Beneficiari caso morte delle polizze in oggetto (cosa molto complicata in quanto fino a quando non c’è notizia di decesso non esiste Beneficiario a cui comunicare) quei capitali sarebbero comunque confluiti al Fondo».

 

 

 

BELLOTTI REPLICA A POSTE ITALIANE

«Sulle polizze Index cup è mancata una corretta informazione»

IL GAZZETTINO - Sabato 20 Febbraio 2010,

«E’ vero che la legge non ammette ignoranza ma credo che comunicare ai clienti un così significativo mutamento delle condizioni non attenga soltanto a una sensibilità dal punto di vista etico ma coinvolga anche la professionalità specie se riferita ad un’azienda dello Stato su cui molti cittadini continuano a riversare la loro fiducia». Pronta la replica dell’on. Luca Bellotti a Poste Italiane sul mancato rimborso delle polizze vita “Index cup”. Il parlamentare polesano aveva presentato un’interrogazione al Governo. «Ciò che asserisce la nota di POste Italiane - aggiunge Bellotti - è che di fatto la società Poste Vita si sarebbe limitata ad attenersi alle disposizioni previste dalla legge n. 166 del 2008. Premettendo che già sto valutando il modo più opportuno per intervenire su quella norma per correggerla, tramite un emendamento o una proposta di legge ad hoc, non posso esimermi dal sottolineare che, fermo restando quanto previsto dalla suddetta legge, Poste Italiane ha peccato quantomeno di predisporre un’informazione adeguata». «Ciò che si lamenta - prosegue Bellotti - è che sarebbe stata “cosa molto complicata” avvertire per iscritto i Beneficiari dell’entrata in vigore delle nuove prescrizioni. Ciò che però non viene detto è che, se è difficile stabilire se un beneficiario sia già divenuto tale se non vi è notizia del decesso del contraente, ben più facile sarebbe stato avvertire coloro che avevano sottoscritto le polizze, garantendo in questo modo una più adeguata comunicazione. Mi risulta infatti che Poste Vita è solita inserire nei contratti la garanzia di comunicare tempestivamente per iscritto al contraente nel corso della durata contrattuale, le informazioni relative agli elementi essenziali del contratto, qualora subiscano variazioni per intervenute modifiche nella legislazione ad esso applicate».

 

VACCARINEWS 20 Feb 2010 - ore 01:21

La biblioteca del ministero si farà in tre

Alla sede dell'Eur che ospita la collezione di libri antichi, monografie tecnico-giuridiche e riviste dell'ex ministero alle Comunicazioni si aggiungeranno i patrimoni degli altri due dicasteri scomparsi, l'Attività produttive e il Commercio estero

La biblioteca raccoglie la normativa postale, ma non solo…

Un supporto che, purtroppo, va snaturandosi. È la biblioteca dell'ex ministero alle Comunicazioni, collocata negli enormi spazi dell'Eur, in viale America 201.

 

Già di non comodissima fruibilità (l'apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì fra le 9 e le 13), in questi mesi sta subendo una ristrutturazione, volta ad accogliere gli analoghi servizi che facevano capo agli altri due dicasteri confluiti nello Sviluppo economico, ossia Attività produttive e Commercio estero. Una mossa volta a razionalizzare le risorse, ma che non risponde al quesito di base: e se un prossimo Esecutivo ricambiasse le carte in tavola, “spacchettando” di nuovo il superministero?

 

Domanda cui nessuno sa replicare; intanto -si legge nel sito istituzionale- la biblioteca “si propone di essere un significativo punto di riferimento per la documentazione e l'informazione nel campo delle comunicazioni e delle nuove tecnologie dell'informazione. L'approccio di tipo multidisciplinare -tecnologia, economia, normativa, management, storia, filatelia, sociologia- vuole fornire una visione complessiva del mondo delle telecomunicazioni. Conservare e diffondere il proprio considerevole patrimonio storico e documentare il costante aggiornamento della conoscenza sono le principali linee di attività”.

 

Il settore postale -viene precisato a “Vaccari news”- “è solo una parte minoritaria di un fondo che interessa più in generale il mondo delle comunicazioni, soprattutto dal punto di vista legislativo (abbiamo, ad esempio, i bollettini ufficiali dal 1861) e tecnico. Cui si aggiungono i documenti originali, come i decreti e i brevetti riguardanti le attività di Guglielmo Marconi, oggi consultabili anche on-line”. Per un capitale -escludendo il materiale in arrivo dalle altre strutture- di 120mila unità tra monografie e testate, adesso seguito da sei persone (ai tempi d'oro erano quindici).

 

Già in passato aveva assorbito raccolte eterogenee. Come i volumi, di vario genere comprendenti letteratura dell'Ottocento e stampati degli anni Venti, che appartenevano al vecchio servizio circolante del Dopolavoro pt di Roma.

 

Ma chi frequenta, oggi, la biblioteca? “Diciamo che il 60% è costituito da personale interno, e la quota restante è rappresentata da studenti e ricercatori. Va sottolineato, comunque, che è gratuitamente aperta a tutti ed è attivo pure il prestito interbibliotecario”.

 

Il problema di fondo è sempre lo stesso, che la accomuna all'attiguo Museo storico pt: la carenza di risorse.

 

Nel frattempo, si cercano altre strade per valorizzare quanto posseduto, senza sbilanciarsi troppo dal lato economico. Come il percorso che accompagna gli utenti all'ingresso: una decina di vetrinette dove sono raccolti volumi antichi, stampati tra il XV e gli inizi dell'Ottocento, ancora un retaggio di vecchie donazioni.

 

 

LSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi      ARCHIVIO

Multa illegittima se va pagata solo alla Posta

di F. Machina Grifeo

16 febbraio 2010

 

Il verbale di contravvenzione che prevede come unica forma di pagamento il bollettino postale è illegittimo. Infatti, limitando le modalità di pagamento in misura ridotta, quelle previste nei primi 60 giorni dall'elevazione della multa, rischia di tradursi in un «considerevole aggravio» pecuniario per il cittadino.

 

Lo ha deciso il giudice di pace di Palermo, con la sentenza 12 febbraio 2009 (pubblicata sulla Guida al diritto del Sole 24 Ore), accogliendo il ricorso di un automobilista contro il verbale di una multa sul quale era scritto nero su bianco che l'unico modo per pagare il minimo della sanzione era l'utilizzo del «bollettino allegato mediante versamento in conto corrente postale», di cui seguiva il numero.

 

Una restrizione che non ha convinto il giudice onorario, il quale si è rifatto testualmente al codice della strada in, cui all'articolo 202, si prevede che a fronte di una «sanzione amministrativa pecuniaria» il trasgressore è sempre ammesso «a pagare, entro sessanta giorni», che decorrono dalla contestazione o dalla notificazione, «una somma pari al minimo fissato dalle singole norme». E, più avanti, ne indica nel dettaglio anche le modalità, prevedendo che il cittadino «può corrispondere la somma dovuta presso l'ufficio dal quale dipende l'agente accertatore», dunque, al comando di zona dei vigili «oppure a mezzo di versamento in conto corrente postale», e cioè presso qualsiasi sportello delle Poste.

 

Seguendo il dettato normativo, perciò, non c'è scampo: il pagamento deve poter essere effettuato in via alternativa in entrambi i modi, e quindi anche presso il comando dei vigili (diversa è l'ipotesi di versamento mediante conto corrente bancario che la norma stessa prevede come facoltativa).

 

Se questo non accade l'accertamento è illegittimo in quanto, escludendo una delle forme di oblazione previste obbligatoriamente dalla legge, riduce le possibilità di estinguere la sanzione nei tempi giusti rischiando, così, di tradursi in un ulteriore «ingiustificato onere pecuniario», come lamentato dall'automobilista ricorrente.

16 febbraio 2010

 

 

 

 

PosteMobile:  cellulare con servizi integrati

 

di Noemi Ricci

 

pmi.it - venerdì 19 febbraio 2010

 

L'operatore mobile virtuale PosteMobile lancerà a marzo PM1001, il suo primo cellulare brandizzato a basso costo per accedere direttamente alle funzionalità di PosteMobile come i Servizi Semplifica

 

L'operatore mobile virtuale PosteMobile pensa agli utenti aziendali presentando il suo primo cellulare brandizzato con funzionalità ottimizzate per i propri clienti, oltretutto a un prezzo davvero ultra economico.

 

La società di Tlc del Gruppo Poste Italiane, tra i pochi MVNO ad aver riscosso un certo successo di mercato con 1,45 milioni di clienti, lancerà a marzo il suo PM1001, cellulare GSM realizzato in esclusiva da Zte.

 

Tra le caratteristiche pensate per i clienti di PosteMobile, la possibilità di accedere al Sim Toolkit della Sim PosteMobile direttamente da tasto menù principale, accedendo così a Servizi Semplifica di PosteMobile, che permettono agli utenti di BancoPosta e PostePay di effettuare trasferimenti di denaro e pagamenti in sicurezza.

 

Si possono ad esempio pagare bollette, operare sul proprio conto corrente postale, controllarne i movimenti o acquistare i biglietti dei mezzi pubblici dell'Atac romana.

 

PM1001 sarà venduto in tutti gli uffici postali attraverso il Catalogo PosteShop al prezzo di 22,90 euro o anche a meno, grazie alle offerte che l'operatore sta studiando per la fase di lancio del prodotto.

 

Design semplice, display TFT da 1,5 pollici, 63 grammi di peso e batteria a ioni di litio per un'autonomia in conversazione di 420 minuti: un cellulare senza troppe pretese ma ottimizzato per offerte proprietarie: apripista per dispositivi più evoluti, dotati di piattaforma Android?

 

 

 

 

 TECNOGADGET 20

feb/10

Cellulari: Poste Mobile lancerà il suo “PM-1001”

 

PosteMobile è pronta a lanciare sul mercato un telefonino cellulare “low cost”, dal prezzo di 22,90 euro. Il modello, che si chiama PM-1001, è stato creato in collaborazione con il produttore cinese Zte, ed entrerà in commercio da inizio marzo. La vendita avverrà tramite il catalogo Poste Shope.

 

Oltre al bassissimo prezzo, il cellulare si caratterizza per il fatto che permetterà agli utenti di accedere al proprio conto, permettendo così di trasferire denaro, pagare bollette, controllare movimenti e ulteriori funzionalità. Attenzione però, il PM-1001 non è un telefonino di ultima generazione, infatti ha delle caratteristiche tecniche semplici ed essenziali, come lo schermo Tft in bianco e nero da 1,5 pollici. La batteria ha una discreta autonomia. Ad ogni modo il telefonino supporta funzioni molto interessanti per anziani ed extracomunitari. Il prodotto potrebbe addirittura essere lanciato ad un costo inferiore ai 23 euro, proprio perché l’operatore sta studiando possibili offerte per la fase di lancio. Il cellulare si potrà utilizzare anche con SIM di altri operatori.

 

Fra tutti gli operatori mobili virtuali, ossia quelli che non hanno una propria infrastruttura di rete, Poste Mobile è certamente l’unica ad aver raggiunto ottimi risultati, quasi un milione e mezzo di clienti attivi e l’obiettivo di superare quota due milioni entro la fine dell’anno. Se l’operazione andasse a buon fine, ed i presupposti ci sono, il PM-1001 sarebbe il primo di una lunga serie, infatti in futuro potrebbero uscire nuovi apparecchi, magari in piattaforma Android, oppure una versione etnica, appositamente studiata per gli stranieri che vivono in Italia.

 

 

               

 

TechCorner

Il telefono su misura per la posta

Marchiato ZTE, è il primo modello realizzato per i clienti di PosteMobile

 

19 Febbraio 2010 - Sarà marchiato ZTE il nuovo cellulare proposto da PosteMobile e distribuito con il nome di PM1001, il primo di quello che i partner si augurano sia una lunga serie di progetti analoghi. Progettato e realizzato appositamente da ZTE, il nuovo dispositivo vuole sintetizzare e racchiudere tutti gli elementi a cui il brand di Poste Italiane ambisce, vale a dire convenienza, semplicità d’uso e affidabilità.

 

Il telefono dall'aspetto tradizionale e con una predominanza del colore nero prevede un display TFT da 1,5” e un peso di 63 grammi, mentre la batteria agli ioni di litio consente di parlare fino a 420 minuti senza ricarica.

 

Tra le caratteristiche ottimizzate per i clienti PosteMobile c'è la possibilità di accedere al SIM Toolkit della rispettiva SIM attraverso la pressione di un tasto del menù principale e quindi di accedere direttamente ai Servizi Semplifica.

 

Particolare attenzione è stata riservata anche alla realizzazione dell'imballaggio prodotto in esclusiva: al fine di garantire un minor impatto ambientale, attraverso l’ottimizzazione degli ingombri è stato possibile ridurre del 60% l’uso di cartone rispetto al packaging di telefoni di uguali dimensioni. Il cellulare sarà disponibile dai primi di marzo in tutti gli uffici postali italiani attraverso il Catalogo PosteShop al prezzo di 22,90 euro.

 

 

 

Articolo pubblicato il 20/02/10 IL GIORNALE DI COMO 

Cisl Cgil e Uil di categoria, con Ugl Comunicazioni e Sailp Confsal

DISAGI POSTE: APERTA VERTENZA SINDACALE

Como -  Troppi disagi negli Uffici Postali di Como: i sindacati aprono una vertenza per adeguare gli organici al fine di garantire migliori servizi ai cittadini ed alle imprese del territorio.

  Nella provincia di Como mancano almeno 60 di impiegati agli sportelli ed oltre 10 di consulenti commerciali e finanziari: «A questo vanno aggiunte le mancate sostituzioni per le maternità , per gli infortuni e malattie particolarmente gravi e di lunga durata - spiega il segretario provinciale Slp Cisl di Como Leonardo Palmisano - In queste condizioni già  di per se difficili, l'Azienda prevede di aprire quattro nuovi uffici dedicati alle imprese a Como, Mariano, Erba e Cantù, senza che, al momento, sia prevista l'immissione di nuove unità  negli organici».Basta entrare in uno dei circa 192 uffici postali della provincia per notare le molte postazioni prive di personale e le file dei cittadini e pensionati per poter espletare i servizi: «Sempre più spesso assistiamo a lamentele e diverbi con gli incolpevoli dipendenti che in queste condizioni di difficoltà  si prodigano al meglio delle loro possibilità , tralasciando per la fine della giornata tutta una serie di operazioni ed adempimenti. In tal modo sono spesso costretti a prolungamenti degli orari senza essere retribuiti».La vertenza sindacale è stata aperta da Cisl Cgil e Uil di categoria, con Ugl Comunicazioni e Sailp Confsal

 

 

 

 

Poste di Corcagnano, "si faccia chiarezza"

Caselli (PD): "L'ufficio postale rappresenta un servizio irrinunciabile per i cittadini del Quartiere Vigatto".

PARMADAILY - 19/02/2010 - h.15.30

 

Nelle scorse settimane il Consiglio del Quartiere Vigatto ha unitariamente approvato un documento sulla situazione delle poste di Corcagnano, all'interno del quale si criticava la gestione della vicenda da parte dell'Amministrazione Comunale.

Questo tema, oltre a segnalare un'oggettiva difficoltà interna alla maggioranza tra che governa il Comune e il Quartiere, è già stato al centro del dibattito del Consiglio di Quartiere , ma anche del Consiglio Comunale di Parma, attraverso un'interrogazione che depositai oltre due anni fa. Le Poste a Corcagnano rappresentano un servizio irrinunciabile per i cittadini del Quartiere Vigatto.

Sono responsabili però di una situazione di disagio sia per chi si trova a lavorare in quella struttura sia per chi deve usufruire del servizio da loro offerto. La causa è da ricercare nell'inadeguatezza della sede, in cui si sprecano le barriere archietettoniche e le questioni relative alla privacy non rispettate. Per questo il rinnovo del contratto con Poste Italiane da parte del Comune di Parma ha sollevato critiche bipartisan da parte di tutti i Consiglieri di Quartiere.

La struttura in oggetto , la cui presenza nel Quartiere è difesa da tutti, necessita comunque di innumerevoli migliorie strutturali. Ormai improcastrinabili. Per questo oggi deposito un'interrogazione al Sindaco e all'Amministrazione Comunale. Occorre fare il punto sulla vicenda.

Capire quali sono le soluzioni che il Comune intende mettere in atto per migliorare una situazione che il Quartiere tutto ritiene importante. E che va affrontata, come il voto del Consiglio di Quartiere dimostra, facendo sistema con tutti e coinvolgendo i soggetti interessati alla soluzione positiva della vicenda.

 

Matteo Caselli

 

 

 

Sabato sera online 19 febbraio 2010 | 12:59

Poste italiane: le visure catastali si ritirano allo sportello amico di Forlimpopoli

Forlì. Grazie al nuovo accordo tra Poste Italiane e Agenzia del Territorio, nell’ambito del programma ”Reti Amiche”, da oggi è possibile ottenere i certificati catastali direttamente presso l’ufficio postale dotati di “Sportello Amico” di Forlimpopoli, in piazzale Paolucci Ginnasi De Calboli (dal lunedì al venerdì 8.00-18.30, sabato 8.00-12.30).

l cittadini potranno infatti richiedere ed ottenere immediatamente le visure catastali, utilizzando il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno), sia al fine di ottenere informazioni sulla proprietà immobiliare sia per gli adempimenti fiscali.

L’obiettivo è quello di semplificare e rendere sempre più agevole l’accesso alle informazioni della banca dati catastale. Le visure catastali si richiedono per conoscere i dati anagrafici del soggetto intestatario dell’immobile (terreno o fabbricato) limitatamente alle persone fisiche, gli identificativi catastali degli immobili intestati al soggetto, i dati relativi alla titolarità ed alla relativa quota di diritto, la rendita catastale e l’ubicazione degli immobili per i beni censiti nel catasto dei fabbricati e i redditi dominicale e agrario per gli immobili censiti nel catasto dei terreni. Si richiedono inoltre per adempiere al pagamento delle imposte.

 

 

IL GAZZETTINO (19 febbraio 2010)

 

Portalettere, buonsenso e regolamenti:

Poste Italiane risponde alla "denuncia"

 

Poste Italiane - attraverso la penna del proprio responsabile dell’Ufficio Comunicazione - risponde alla "denuncia del giorno" inviataci dal lettore V.P. di Treviso: "Portalettere rispettoso dei regolamenti

ma senza buon senso:  la posta non arriva".

 

Gentile sig. V.P., il suo intervento mi offre la possibilità di spiegare a quali difficoltà il portalettere, anche il più esperto e disponibile, può andare incontro nello svolgimento del suo incarico. Vorrei innanzitutto rassicurarla sul fatto che, di regola, i portalettere mettono in atto tutte le azioni possibili per individuare i destinatari e garantire un servizio di recapito regolare.

 

Sono però centinaia, ogni giorno, le lettere e gli altri invii che, per restare a Treviso, vengono affidate ai portalettere e che riportano indirizzi incompleti o sbagliati; spesso poi queste lettere devono essere consegnate in abitazioni prive di cassette o dotate di cassette “anonime”, ovvero senza indicazione dei residenti. Per questa ragione anche un portalettere esperto può incontrare molte difficoltà nel consegnare la posta.

 

Colgo quindi l’occasione per invitare nuovamente i cittadini a collaborare con i postini indirizzando correttamente le lettere e comunicando a chi ci scrive (in particolare le società che inviano bollette) il proprio esatto indirizzo. È opportuno inoltre verificare la presenza e l’accessibilità delle cassette della posta, sulle quali dovrebbero essere riportati i nomi dei residenti.

 

Con questi accorgimenti sarà dunque possibile agevolare il compito degli addetti alla consegna, riducendo anche gli errori di recapito, soprattutto quando il portalettere titolare è assente ed è sostituito da personale con minore esperienza.

 

Patricia Da Rin

responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Poste Italiane

 

 

 

bresciaoggi.it  * 19/02/2010

Proteste e trattative riaprono la Posta a orario «pieno»

BRENO. La grande novità in vigore da lunedì

Nello sportello si torna all'antico e si dice addio ai disagi di mesi

 

  

 

Le proteste trasversali, che hanno visto in prima fila istituzioni, cittadini e imprese, e il canale della trattativa rimasto sempre aperto hanno cambiato lo scenario, e da lunedì, dopo tre mesi e mezzo a singhiozzo imposti dalla direzione regionale, l'ufficio postale di Breno tornerà a riaprire al pubblico anche al pomeriggio. Con grande soddisfazione del sindaco Sandro Farisoglio per il ripensamento di Poste Italiane.

Dopo la chiusura attuata a partire dal 2 novembre scorso, il sindaco non si era perso d'animo, e attuate pressioni a vari livelli sulla direzione della spa, sostenuto anche da una petizione firmata da diversi sindaci della valle e da analoghe iniziative promosse da «Vivi Breno» (ma anche dalle sigle dei postali Sic Cgil, Uil Poste e Ugl Poste), è riuscito a strappare la promessa di riapertura dell'importante servizio pomeridiano.

La comunicazione ufficiale al direttore dell'ufficio brenese è dell'11 febbraio, e con la medesima lettera dalla filiale di Brescia due si informa che con il nuovo orario di apertura al pubblico viene adattata l'accettazione degli invii di posta celere.

Da lunedì gli sportelli funzioneranno «in modo definitivo» ininterrottamente dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. La chiusura pomeridiana, lo ricordiamo aveva provocato evidenti disagi nell'utenza: dai risparmiatori ai professionisti, costretti a emigrare per compiere normali operazioni. [FIRMA]

 

Luciano Ranzanici

 

 

IL NOLANO.IT 18-2-10

Disagi alle Poste, ancora polemiche             

Disagi alle Poste

MARIGLIANO - Continuano i disagi a Marigliano per lo smistamento della posta. Lo segnala l’associazione Acu di San Vitaliano, che già settimane orsono aveva segnalato disguidi nella ricezione delle missive e delle bollette. In data 6 febbraio , in qualità di responsabile Acu- scrive il presidente Vincenza Ferrante Covone- mi reco personalmente alla sede di smistamento in via Nicotera, a Marigliano. Su un vetro esterno dell'ingresso, su un foglio c’era una scritta gialla ''tutte le zone sono coperte da postini, attendere la posta a casa''. Il 15 febbraio, continua poi il racconto, nella stessa sede l’ufficio smistamento era aperto al pubblico, ed una lunga fila di persone attendeva di ritirare la posta. “Ulteriore conferma del malfunzionamento dell'ufficio postale di Marigliano- continua la nota- è il reclamo fattomi da un utente disabile che denuncia, con rammarico il mancato funzionamento , da tempo,del dispositivo posto sulle scale esterne dell'ufficio postale per consentire l'accesso dei disabili agli sportelli”. Sulla vicenda scrisse anche il Nolano.it, denunciando attraverso un articolo che il montacarichi per disabili esiste, ma non funziona. E’ ancora impacchettato. Le proteste, insomma, continuano.

di Redazione 18/02/2010

 

 

 

Modica. Iabichella

(Isa): “Qui chi si alza per primo comanda”

RADIORTTM Pubblicata alle ore 17:47:29 - Fonte: redazione

E’ ripresa la petizione lanciata dal sindacato Isa da inviare a Poste Italiane ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze (il quale possiede il 65% delle azioni) tendente a trovare un accordo concretamente valido per i cittadini, rispetto al provvedimento che assegna ad un’unica sede, quella di Via Resistenza Partigiana, il servizio di ritiro pacchi e raccomandate. In contemporanea il coordinatore dell’organizzazione, Giorgio Iabichella esprime amarezza per le polemiche che la questione ha determinato, ma si riferisce anche ad altre vicende. “E’ possibile – dice – che i modicani ci lamentiamo sempre? A Modica chiunque si alza prima la mattina riesce a imporre la “propria legge”, senza che nessuno alzi un dito per difendere i propri diritti o quelli dei cittadini che rappresenta”. E qui entra nel merito di altre vertenze come quella con l’impresa Giorgio Puccia o la “Daily Food”. “Queste – spiega – assumono dipendenti con contratti a tempo determinato, con contratti discordanti dal CCNL, seguendo solo le loro esigenze

e senza rispettare accordi sindacali o senza nemmeno porsi il problema che esistano i Sindacati con i quali concordare le loro decisioni “unilaterali”. A adesso anche Poste italiane decide che il sistema, ormai autonomo, di ritiro raccomandate a Modica debba essere centralizzato in una zona peraltro lontanissima dal fulcro dell’abitato modicano”.

 

 

 

ECO DEL CHISONE - Edizione del 17 febbraio 2010

 

Cumiana, dopo i disservizi

Comune e Poste: prove di dialogo

 

 

CUMIANA - Ha avuto un successo notevole la raccolta firme promossa dal Comune di Cumiana contro i disservizi nel servizio postale, sia per i ritardi nella consegna della corrispondenza sia per la funzionalità dell’Ufficio postale. Sono state raccolte circa 1.300 firme tra i cittadini nell’arco di un mese. Una protesta che non è passata inosservata tanto che giovedì 18 il direttore di filiale della zona incontrerà il sindaco Costelli per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Qualche provvedimento, intanto, sarebbe già stato preso per migliorare la funzionalità dei servizi, e questo giustifica un certo ottimismo per i mesi a venire. In particolare, l’Amministrazione chiederà di agire per ridurre i tempi di attesa e le code allo sportello (con l’apertura di uno sportello in più) e un miglioramento nella distribuzione e nella gestione della posta ordinaria e raccomandata. Si attendono passi in avanti e impegni concreti.

 

 

Andare all'ufficio postale di Taglio di Po per effettuare delle operazioni

Giannino Dian

IL GAZZETTINO  -  Sabato 20 Febbraio 2010,

Andare all'ufficio postale di Taglio di Po per effettuare delle operazioni, come riscuotere stipendi e pensioni, è sempre più difficile e faticoso: gli sportelli aperti al pubblico, molto spesso, si riducono a due: uno per la corrispondenza e pacchi l’altro per tutti gli altri servizi

      Questo, non per una cattiva gestione da parte della dirigente ma per carenza di personale (ad esempio, abbiamo visto che martedi 16 e ieri, giorno di mercato, vi erano solamente quattro persone in servizio, compresa la dirigente e l'impiegata che opera nella sala consulenza per i servizi finanziari. È una vergogna! Poste Italiane è un'azienda con sportelli in tutto il territorio nazionale che si vanta di essere al servizio dei cittadini.

      A Taglio di Po centro, di cittadini ve ne sono oltre 7 mila e sono serviti malissimo. Il sindaco, Marco Ferro, sollecitato da cittadini infuriati, ha scritto al direttore provinciale a Rovigo la seguente lettera: «Con la presente sono a richiedere cortesemente una soluzione al grave problema che si protrae ormai da tempo circa l'inadeguato funzionamento dell'Ufficio postale di Taglio di Po centro, con pesanti disagi per i cittadini. Si lamentano tempi di attesa impossibili per il funzionamento di un unico sportello (intendesi: servizi a denaro. ndr.) specialmente nei giorni in cui si accumulano i pagamenti delle pensioni. Pertanto si chiede cortesemente una rapida soluzione al problema che costringe numerosi utenti a spostarsi presso altri uffici postali dei comuni limitrofi».

    

 

BADIA A Villa d’Adige solo un’emergenza

L’ufficio postale non chiuderà

IL GAZZETTINO - Giovedì 18 Febbraio 2010,

(p.a.) La chiusura improvvisa dell'ufficio postale di Villa d'Adige di Badia Polesine, verificatasi martedì, deve intendersi come un fatto occasionale e non ne preannuncia la soppressione. Il contesto lo precisa il consigliere comunale di maggioranza Riccardo Mantovani (Ps) che abita nella frazione e rappresenta il collegamento con la Giunta comunale. «Martedì - spiega Mantovani - quando si è verificato il fatto, il sindaco Fantato ha telefonato alla direzione provinciale delle Poste per ottenere chiarimenti. Io ero presente e quindi sono in grado di riferire quanto è stato detto». «Il responsabile delle filiali - continua Mantovani - ha assicurato che l'ufficio rimarrà aperto, che le voci di chiusura sono senza fondamento perchè ha una notevole produttività ed è considerato importante per le Poste provinciali». Ma da quando è morta la direttrice Maristella Castelletto il problema di chi tiene aperto l'ufficio rischia di presentarsi a ogni colpo di tosse? «Il dirigente postale contattato dal sindaco - conclude Mantovani - ha detto che il problema esiste perchè non è facile sostituire la signora Castelletto che operava a Villa d'Adige da tanti anni, ma che si farà il possibile garantendo a chi viene da noi da altri uffici l'adeguata trasferta. C'è la volontà di uscire da questo stato di provvisorietà». Quindi parole rassicuranti. Utile perciò la protesta dei villabonesi di fronte al disagio di martedì, come si fece nel 2007 quando ormai era certa la chiusura estiva a giorni alterni poi abbandonata.

 

 

Disagi alle poste nonostante l'apertura pomeridiana

di REDAZIONE INTERNAPOLI 18.2.2010

GIUGLIANO. L’apertura pomeridiana degli uffici postali è un primo passo, ma bisogna aprire almeno altri due uffici al centro storico e sulla fascia costiera. Lo afferma il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese dopo l’apertura pomeridiana dell’ufficio postale di via I Maggio. «E’ un primo passo - sottolinea il sindaco - ma la questione necessita soluzioni diverse. Giugliano è una città di circa 130mila abitanti con un territorio vastissimo, non è pensabile di offrire alla cittadinanza solo tre uffici postali, di cui uno a confine con un altro bacino d’utenza, senza contare poi che la zona costiera di Lago Patria non è servita da questo servizio. Ho invitato - continua il sindaco Pianese - i responsabili regionali di Poste Italiane ad una attenta considerazione del territorio di Giugliano tenendo in debita considerazione anche l’implosione demografica e commerciale avuta negli anni». Infatti, il primo cittadino, la settimana scorsa ha incontrato i vertici di Poste Italiane con il capogruppo in consiglio comunale del Pd Nicola Pirozzi, incontro dove il sindaco ha auspicato «la risoluzione del problema in tempi brevi con la programmazione da parte di Poste Italiane della nascita di più uffici postali nel nostro territorio così da sopperire alle necessità della cittadinanza». (Comunicato stampa)

 

 

«Riaprite le Poste di Cadola».

Marco D’Incà

IL GAZZETTINO  - Martedì 16 Febbraio 2010,

«Riaprite le Poste di Cadola». A chiederlo a gran voce non sono più soltanto politici, rappresentanti dell'amministrazione comunale o semplici cittadini, ma anche i sacerdoti. Qualche giorno fa, infatti, si è riunito il Consiglio pastorale parrocchiale, da sempre attento a tutto ciò che riguarda la vita della comunità anche oltre i confini dettati dall'ambito specificatamente ecclesiale.

      Il Consiglio si è fatto carico del disagio manifestato da tanti parrocchiani - e non solo - per la chiusura dell'Ufficio postale di Cadola, accompagnato dal desiderio che questo servizio di primaria importanza per gli abitanti delle frazioni venga riattivato quanto prima: «Molte persone - si legge nella mozione stilata da don Giuseppe De Biasio e rivolta alla sede centrale di Poste italiane, al prefetto Boffi, al sindaco De Menech e ai principali organi di informazione - lamentano notevoli difficoltà, se non l'impossibilità, di potersi recare presso le Poste di Ponte nelle Alpi. Il grido d'aiuto è lanciato soprattutto da persone anziane, ammalate, non automunite o comunque gravate da difficoltà di diversa natura».

      Il Consiglio pastorale ha approvato all'unanimità la mozione raccogliendo la richiesta di soccorso che, in maniera corale, si leva dai paesi che compongono la vasta e nutrita realtà della parrocchia di Cadola. «La speranza è che l'unità di intenti - prosegue don Giuseppe - e l'attenzione verso il bene comune aiutino a trovare la soluzione attesa e auspicata da tutti, ovvero una prossima riapertura delle poste. Accomunati dalla vocazione di servire e promuovere la comunità civile, i membri del Consiglio pastorale ripongono la loro fiducia nei responsabili dei servizi pubblici, affinché operino scelte che abbiano come scopo principale il vero bene dei cittadini, superando limiti contingenti, divergenze di principio e obiettive difficoltà».

 

 

Le Poste set ideale per Angelina Jolie

Il Fontego dei Tedeschi scelto per il film "The Tourist"

La produzione non è ancora soddisfatta delle comparse

IL GAZZETTINO - Domenica 14 Febbraio 2010,

Tra Palazzo Ducale e Ca’ Rezzonico la spunta (forse) il Fondaco dei Tedeschi. Sarebbe questa, secondo i "ben informati" la location principale nella quale verrà girato il film "The tourist". Protagonisti, come ormai noto in città, la splendida Angelina Jolie ed il bel tenebroso Johnny Depp.

      Nonostante la produzione mantenga il più stretto riserbo, trapelano con insistenza alcune indiscrezioni. Sul fronte palazzi, sembra che nonostante l'amministrazione avesse concesso l'utilizzo di Palazzo Ducale e di Ca’ Rezzonico, se pure con determinate condizioni, il regista Florian von Donnersmarck, abbia optato per il Fondaco dei Tedeschi. Lì dovrebbe essere girata una delle scene principali del film. Una mega cena alla quale dovrebbero partecipare oltre 200 comparse.

      Proprio il tema dei figuranti sembra essere uno dei nodi più difficili da sciogliere per la produzione. Hollywood, infatti, vuole solo comparse "belle", tra i 30 ed i 55 anni, ma soprattutto dai lineamenti importanti. Come dire: se non hai la mascella di Sean Connery, o il sorriso di Paul Newman, meglio se te ne stai a casa. Sembra che a dare l'ok definitivo all'utilizzo, comparsa per comparsa, sarà il regista in prima persona, o al massimo il capo costumista.

      Trapela inoltre che, oltre alla scena del gran ricevimento, siano state scelti altri luoghi in città nei quali verranno effettuate le riprese. L'inseguimento sul tetto, che vedrà protagonista Johnny Depp, potrebbe svolgersi su di un palazzo sul Canal Grande non distante da d'Oro.

      Le scene sulla fondamenta ed in canale, verranno girate nel rio si Santa Giustina, sul quale si affaccia il liceo Benedetti. Qualche esterno sarà inoltre girato davanti al museo di Storia Naturale.

      Nessuna novità, infine, fronte "casa Jolie". Le precise richieste della bella attrice sembrano non essere ancora state soddisfatte. Decine le persone che hanno offerto case di ogni genere, senza che nessuna però che soddisfacesse il gusto di Angelina. Il primo ciak sarà dato il primo di marzo, il conto alla rovescia è già cominciato.

      Davide Calimani

    

 

 

 

CAMPANIA  BENEVENTO E SALERNO  CRONACA  Nuova udienza preliminare per l'impiegata accusata di peculato

Nuova udienza preliminare per l'impiegata accusata di peculato

 

LUNASET.IT (16 Febbraio) Si terrà il prossimo 21 settembre una nuova udienza preliminare a carico di un’impiegata degli uffici postali di via Meomartini a Benevento. Oggi, presso il tribunale del capoluogo sannita, il Gup ha disposto nuove indagini necessarie per accertare se e come sono stati manomessi i documenti. Dunque, gli atti sono stati rimessi al pubblico ministero. La vicenda aveva fatto eco nell’ambito delle cronache cittadine, nel maggio del 2009, quando la Squadra Mobile della Questura di Benevento aveva notificato un’ordinanza cautelare di sospensione dall’esercizio del servizio pubblico alla donna, dipendente di Poste Italiane.

 

L’ordinanza fu emessa perché, secondo gli inquirenti, l’impiegata, in più occasioni, in qualità di pubblico ufficiale si era appropriata di danaro, formando atti falsi, in particolare ricevute di pagamento con il timbro per quietanza dell' ufficio postale. Falsi perché tali pagamenti non venivano contabilizzati. Il provvedimento cautelare nei confronti dell’indagata riguarda i reati di peculato e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. L’attività investigativa era cominciata nell’ottobre 2007, in seguito alla querela presentata da un commercialista. L’uomo aveva lamentato il mancato pagamento degli oneri fiscali, per gli anni 2003 e 2004, seppure fossero stati versati all'Ufficio Postale di Via Meomartini, a mezzo modelli F24, relativi a pagamenti a favore dell’Inps e dell'Inail. Le indagini patrimoniali e bancarie effettuate all’epoca fecero emergere che l'indagata non aveva contabilizzato gli F24 pur avendo ricevuto i versamenti in contanti. La donna aveva rilasciato una semplice ricevuta manuale, aggirando così la procedura di registrazione elettronica (PGO) introdotta per certificare in modo ufficiale e sicuro i pagamenti postali.

 

 

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Truffe: indagine a Palermo, falsi disoccupati raggirano Inps

Banda intercetta mandati prima che arrivino a destinazione

15 febbraio, 16:36

 

(ANSA) - PALERMO, 15 FEB - Indagini su una truffa per centinaia di migliaia di euro all'Inps: in 300 con documenti falsi hanno riscosso l'assegno di disoccupazione. Le indagini sono state avviate dalla Procura di Palermo. Secondo gli inquirenti, i truffatori si presentano all'ufficio postale e, spacciandosi per lavoratori in attesa della disoccupazione, incassano i soldi.

 

Gli investigatori ipotizzano che ci sia dietro una banda che intercetta i mandati di pagamento Inps prima che raggiungano gli effettivi destinatari.